Rai: la testa di De Santis per salvare Foa

CORRIDOI. Per dare un segnale di discontinuità, la nuova maggioranza pare pronta a sacrificare la direttrice sovranista della prima rete. Mentre dopo la scissione di Renzi si registra una certa agitazione tra i manager di Viale Mazzini vicini all'ex premier.

Il copione è sempre lo stesso. Cambia il governo, e in Rai i sismografi cominciano a oscillare prevendendo l’imminente terremoto. A neanche 10 giorni dall’insediamento del Conte bis, in viale Mazzini ci si interroga su come la nuova maggioranza si riverbererà sui delicati equilibri dell’azienda.

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L’INTERVISTA DI ANZALDI AGITA LE ACQUE

Ad agitare le acque ci ha pensato un’intervista ad Avvenire dell’ex piddino Michele Anzaldi, pasdaran renziano che ha puntualmente seguito il capo in Italia viva, dove si parla di una Rai oramai ridotta allo sbando che ha provocato l’immediata reazione (e spaccatura) dei consiglieri. Giampaolo Rossi, in quota a Fratelli d’Italia, ha stigmatizzato il catastrofismo di Anzaldi leggendoci l’ennesimo attacco al presidente Marcello Foa che, come l’intero cda, «in questo anno di mandato ha svolto un ruolo di garanzia». Rossi sta preparando una lettera contro Anzaldi che, secondo le voci di corridoio, firmerebbero anche i consiglieri Igor de Biasio (Lega) e la pentastellata Beatrice Coletti. Gli altri due consiglieri, Rita Borioni (Pd) e Riccardo Laganà, che in cda rappresenta i dipendenti, ne stanno preparando una di segno opposto. A questo punto il board di viale Mazzini risulterebbe ancora una volta spaccato.

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LE FUTURE MOSSE DI PD E M5S

La realtà è che i nuovi contraenti della maggioranza, Pd e 5 stelle, non hanno ancora lasciato trasparire le loro intenzioni, e quindi in azienda si naviga a vista. Nicola Zingaretti dovrebbe delegare la questione al fedelissimo Gian Paolo Manzella, sottosegretario con delega alle Tlc. Mentre la prossima settimana è previsto un incontro tra Stefano Patuanelli, neotitolare del Mise, e Fabrizio Salini, ad della Rai e autore di un articolato piano industriale che, approvato dal consiglio, è in attesa di via libera proprio dal Mise.

SANGIULIANO DORME SONNI TRANQUILLI

Nel frattempo impazzano le voci. Riuscirà il criticato presidente Marcello Foa a conservare la poltrona, magari sacrificando qualcuna delle sue deleghe? Nella nuova maggioranza sembra prevalere l’idea che, se occorre dare un segnale di discontinuità, a farne le spese sia la direttrice di RaiUno Teresa de Santis, magari complici le deludenti performance di ascolti della sua rete. E il direttore del Tg2 Gennaro Sangiuliano, accusato dai suoi detrattori di essere il portabandiera del sovranismo televisivo? Per il momento, dice chi lo frequenta, dorme sonni tranquilli. Agli amici Sangiuliano ha fatto osservare che, da tradizione Rai, un telegiornale è sempre stato appannaggio delle forze che stanno all’opposizione. Quindi, se questa è la logica, il giornalista potrebbe restare al suo posto.

AGITAZIONE TRA I RENZIANI

Intanto, sulla scia dello strappo renziano e la formazione di Italia Viva, si segnala una certa animazione tra i manager politicamente riconducibili all’ex premier. Tra i più vispi il direttore di RadioTre Marino Sinibaldi, la direttrice di Rai Teche Maria Pia Ammirati e quella di Rai Cultura Silvia Calandrelli.

Quello di cui si occupa la rubrica Corridoi lo dice il nome. Una pillola al giorno: notizie, rumors, indiscrezioni, scontri, retroscena su fatti e personaggi del potere.

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Chi è Gaia Mastrototaro, tentatrice di Temptation Island Vip 2019

Figlia di un imprenditore di Bisceglie, in Puglia, studia marketing e comunicazione e lavora in un ristorante di Roma. Ed è, naturalmente, influencer. Ma al debutto in tv.

I 10 mila followers sono stati sicuramente determinanti nella sua scelta come tentatrice di Temptation Island Vip 2019. Gaia Mastrototato partecipa al programma condotto da Alessia Marcuzzi, in onda ogni lunedì sera su Canale 5 a partire dal 9 settembre 2019. La ragazza di Bisceglie, cittadina pugliese a nord-ovest di Bari, avrà il compito di tentare di far scoppiare una delle sei coppie in gara durante la loro permanenza in Sardegna.

INFLUENCER, CAMERIERA E STUDENTESSA DI MARKETING

Gaia viene da una famiglia benestante: suo padre è Mauro Mastrototaro, uno dei più influenti imprenditori di Bisceglie e proprietario della Mastrototaro Food. Finite le scuole superiori, Gaia si trasferisce a Roma per due motivi. Il primo è iscriversi all’università, la Lumsa, al corso di marketing e comunicazione d’impresa. Il secondo è inseguire il sogno di diventare modella e indossatrice, con cui ha conquistato una certa fama nel corso del tempo. Nel frattempo lavora anche alla Zanzara, uno dei più frequentati ristoranti della capitale nel quartiere Prati.

LA TENTATRICE IDEALE: NIENTE TV E NESSUNA RELAZIONE

Gaia, 24 anni, non ha mai partecipato ad alcun programma televisivo e Temptation Island Vip segnerà il suo ingresso nel mondo dello spettacolo. Per ora il gossip non si è interessato di lei, che non ha mai condiviso informazioni sulla sua vita privata. Nessuna foto a fianco di un ragazzo, soltanto sessioni di fitness, il cinema, le spiagge e l’estate, come testimoniano le foto postate sul suo profilo Instagram. Dopo la celebrità sul web, chissà se ora per Gaia arriverà anche quella sul piccolo schermo.

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Chi è Nathalie Caldonazzo, concorrente di Temptation Island Vip 2019

L'ultima fidanzata di Massimo Troisi è stata ballerina, conduttrice tv e soprattutto attrice di teatro. Sbarca in Sardegna insieme al fidanzato Andrea Ippoliti, avvolto dal mistero.

Volto noto della televisione italiana degli Anni 90, Nathalie Caldonazzo è concorrente di Temptation Island Vip 2019, in onda su Canale 5 ogni lunedì sera dal 9 settembre 2019, insieme al compagno Andrea Ippoliti, sconosciuto al mondo dello spettacolo. La coppia sbarcherà in Sardegna per verificare la solidità dei sentimenti di entrambi, all’interno di una relazione che ha avuto parecchi momenti burrascosi.

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Oggi non e’giornata……

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NATHALIE CALDONAZZO, ULTIMA FIDANZATA DEL GRANDE MASSIMO TROISI

Classe 1969, Nathalie è figlia dell’imprenditore Mario Caldonazzo – scomparso nel 1988 – e della ballerina olandese Leontine Snell. Ha iniziato a lavorare molto giovane, prima curando le pubbliche relazioni di alcuni locali a Roma e in Costa Smeralda e poi come ballerina a Stasera Lino e Fantastico 10, show di punta della Rai. Proprio durante la sua frequentazione degli studi tv conosce Massimo Troisi, di cui è compagna dal 1992 alla morte dell’attore due anni dopo. Negli anni successivi entra a far parte della compagnia del Bagaglino, storico gruppo di teatro varietà in scena a Roma. Dopo alcune esperienze in tv – la conduzione del varietà Saloon nel 2001 su Canale 5 – e musicali – l’incisione di un singolo in spagnolo nel 2000 – decide di dedicarsi esclusivamente alla carriera teatrale.

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Io e la mia signorina ……❤

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ANDREA IPPOLITI, UN COMPAGNO AVVOLTO NEL MISTERO

Nel 2017 ha partecipato a L’isola dei famosi, anche in quel caso condotta da Alessia Marcuzzi, dove è stata eliminata dopo sole tre puntate. Ha una figlia, chiamata Mia in onore dell’attrice Mia Farrow, avuta dall’imprenditore napoletano Riccardo Sangiuliano. Da tre anni è fidanzata con Andrea Ippoliti, di cui si sa pochissimo. La loro relazione ha avuto qualche difficoltà, tanto che ancora oggi i due vivono in case separate.

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Chi è Anna Pettinelli, concorrente di Temptation Island Vip 2019

Per due volte conduttrice del Festival di Sanremo (1983 e 1986) e di Un disco per l'estate (1984 e 1985), ha dedicato però la sua carriera alla radio. Partecipa a Temptation Island Vip 2019 con il fidanzato Stefano Macchi, diciotto anni più giovane.

Una vita dedicata alla radio, con parentesi di prestigio negli Anni 80 anche in televisione. Anna Pettinelli, 62 anni, è tra le concorrenti di Temptation Island Vip 2019, in programma su Canale 5 dal 9 settembre 2019, insieme al fidanzato Stefano Macchi.

LA CELEBRITÀ NEGLI ANNI 80 E LE DUE CONDUZIONI AL FESTIVAL DI SANREMO

Nata a Livorno, Anna ha capito molto presto il suo talento per il mondo della radio, in cui ha iniziato a lavorare a sedici anni mentre ancora andava alle superiori. Nel 1982 il grande salto sul piccolo schermo, quando conduce su Rai1 Discoring, tra i primi programmi musicali in Italia, inserto di Domenica In. Il successo della trasmissione la porterà, insieme agli altri conduttori di Discoring, a presentare per due volte il Festival di Sanremo (nel 1983 accanto ad Andrea Giordana e nel 1985 al fianco di Loretta Goggi). Nel 1984 e 1985 le è stata affidata anche la conduzione di Un disco per l’estate. Da una decina di anni lavora a RDS, di cui è responsabile del coordinamento speakers. Ha partecipato, insieme a Giovanni Vernia e al leader degli Zero Assoluto Matteo Maffucci, alla giuria del primo talent per conduttori radiofonici RDS Academy. In tv è anche opinionista a Vieni da me di Caterina Balivo e a Pomeriggio Cinque di Barbara d’Urso.

IL FIDANZATO STEFANO MACCHI, DOPPIATORE DI 18 ANNI PIÙ GIOVANE

Anna partecipa a Temptation Island Vip 2019 in compagnia del fidanzato Stefano Macchi, diciotto anni più giovane di lei. La coppia si è formata cinque anni fa e si dice che i due si siano sposati in gran segreto alle Maldive nel 2018 nonostante la profonda gelosia di lei. Da una precedente relazione Anna ha una figlia, Carolina Russi, che ha partecipato come concorrente alla seconda edizione del talent musicale The Voice.

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Chi è Stefano Macchi, concorrente di Temptation Island Vip 2019

Doppiatore ne I Minions e nello spin off di Grey's Anatomy, il fidanzato di Anna Pettinelli ha anche recitato in film e ficton tv come Don Matteo. E rimane un mistero il matrimonio della coppia alle Maldive.

A chiunque sarà capitato di guardare un film o telefilm con un personaggio a cui Stefano Macchi presta la voce. Anche se non è molto conosciuto, il doppiatore originario di Monza è uno dei concorrenti a Temptation Island Vip 2019 insieme alla fidanzata Anna Pettinelli, conduttrice radiofonica e, in passato, anche televisiva.

DOPPIATORE DI QUASI 40 FILM, HA RECITATO IN DON MATTEO

Della sua vita e della sua carriera si sa sicuramente molto meno rispetto alla compagna Anna Pettinelli, che ha condotto il Festival di Sanremo nel 1983 e 1986 e Un disco per l’Estate. Appena finite le scuole superiori si è iscritto al seminario sull’uso della voce diretto dal doppiatore Matteo Belli e nel 2000 si è diplomato all’Istituto Internazionale di Teatro “Kuniaki Ida”. Da allora ha prestato la voce a 99 personaggi di serie tv, due film d’animazione – è Fabrice de I Minions – , 39 film – tra cui il ruolo di Travis Montgomery in Station 19, spin off di Grey’s Anatomy – e due cartoni animati. Al suo curriculum aggiunge anche ruoli secondari in Don Matteo, Un Posto al Sole e Casa Vianello, oltre a essere anche la voce di tutti i bancomat Unicredit.

IL MATRIMONIO SEGRETO CON ANNA PETTINELLI

In materia di vita privata, Stefano è sempre stato molto riservato. La relazione con Anna dura da cinque anni e mezzo: i due si sarebbero addirittura sposati in gran segreto alle Maldive ma il matrimonio non sarebbe in ogni caso riconosciuto in Italia per la mancata ratifica in Comune. Dal suo profilo Instagram, che conta 4 mila iscritti, si capisce anche il suo amore per gli animali: ha una cagnolina di nome Ariel e un gatto che si chiama Maudit.

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Chi è Valentina Galli, tentatrice di Temptation Island Vip 2019

L'ex corteggiatrice di Uomini e Donne deve sedurre i sei fidanzati che hanno voluto mettere alla prova le loro storie d'amore.

Le foto che posta sui suoi attivissimi social la ritraggono stesa sulla sabbia, mentre sotto il sole si impegna a rendere ancora più olivastra la sua carnagione ascolana. E avrà tutto il tempo per abbronzare ogni suo centimetro, Valentina Galli, classe 1991, adesso che ha iniziato la sua avventura nei panni di tentatrice a Temptation Island Vip 2019, il reality show cominciato lunedì 9 settembre e condotto da Alessia Marcuzzi.

Valentina Galli sul suo profilo Instagram.

QUELL’INTERESSE PER PAGO

Durante il tradizionale scambio della ghirlanda, la 27enne che viene da San Benedetto del Tronto ha deciso di cedere la sua al cantante Pago (al secolo Pacifico Settembre, 48), mostrando così interesse verso il compagno di Serena Enardu, imprenditrice di 43 anni nonché storica tronista di Uomini e donne, il dating show di Maria de Filippi.

DA UOMINI DONNE A DONNA TENTATRICE

La modella e indossatrice dal cuore ancora libero che ha il compito di tentare i sette fidanzati sulle spiagge della Sardegna non è però nuova ai riflettori. Il pubblico ha già avuto modo di conoscerla negli studi di Uomini e Donne. È in quel contesto che, per settimane, ha cercato di conquistare l’amore del tronista Luigi Mastroianni. Ma senza successo. L’ambito catanese, infatti, alla fine del periodo di conoscenza ha scelto di fare coppia con la sua rivale, Irene Capuano. Della sua vita privata, si sa che Valentina vive ancora nelle Marche, che ha una laurea in architettura e che sul suo profilo Instagram conta oltre 62mila follower. E, ovviamente si sa che, da donna rifiutata, ora Valentina si trasforma in amante tentatrice.

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X Factor 2019, tanto snobismo e qualche guizzo

I giudici se la tirano eccessivamente. Imperdonabile il «cogl****» gridato da Mara Maionchi. Tra i concorrenti convincono Harry Dila, i Booda, Salvatore Modica e naturalmente Kimono. I voti.

Quel sapore di patinato. Quelle collanone, anellazzi, cappelletti che fan tanto artista che c’è. Succedanei. Falsa semplicità che vela la spocchia. Divismo liofilizzato. «Fate un applauso ai giudici di icsfactooor!» e giù il boato della moccioseria.

E meno male che questa edizione di X Factor doveva essere «rapace, più leggera, più immediata». Ma quando mai, è il trionfo dello snobismo. Quello provinciale, astigiano, di Alessandro Cattelan. Quello da Torino fighetta di Samuel, uno che si sente tanto epocale. Quello da hinterland tamarro che ha fatto i soldi con roba come «t’ho portato un pacco happy birthday»dello Sfera Ebbasta. Quello da signorina snob di Malika Ayane, attentamente algida, intesa come gelatino, mamma mia quanto se la tira, ma poi che ha fatto per meritarsi quest’aura tra Mina e Billie Holiday?

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Nonna Mara è pure snob, snobissima nel recitare la parte della rezdora, la brava donna di campagna emiliana. Ce ne fosse uno che buca lo schermo, in compenso bucano i maroni. E poi i desideranti, le figlie coi papi, un po’ morbosi, le cubiste, i lunatici, selezionati dalla produzione per il gran macello delle audition, le prime tornate di riscaldamento. Signori, ecco XF 13: andiamo, con qualche sofferenza, a incominciare.

I quattro giudici di X Factor 2019.

I GIUDICI: LA CADUTA DI MARA E LO SNOBISMO DI MALIKA

ALESSANDRO CATTELAN: 6. Non può cambiare, è un eterno perenne. Sarei tentato di dargli S.V. (senza voto) perché lui è un raccordo, altro che conduttore. Ma gli do il voto della mediocrità, probabilmente fisso fino a dicembre.

SFERA EBBASTA: 5-. Con quello zuccotto porpora dei capelli, il nostro ranocchio Kermit, succedaneo di Fedez, s’agita un casino, ci mette quella disinvoltura artefatta, sotto la quale il nulla. Meglio qui che a Corinaldo, eh? (ma tutto è perdonato).

MALIKA AYANE: 5. La signorina snob di Franca Valeri però era un’altra cosa. Le acconciature frigidine, precisina, angolare, che se ti fa un complimento ti senti compatire. Meno calda di un marmo del Duomo.

MARA MAIONCHI: 4. «Cosa ci fai sentire stasera coglione?» Ecco, se a 78 suonati scendi a questi livelli, non hai scuse. Neanche se stai giocando.

SAMUEL: 5-. Mister Simpatia, neh. Ma lui è uno che dice: state assistendo a un evento epocale, il nostro ultimo concerto di questo tour. Beato te, Monsù Travet.

CONCORRENTI: 6 PIENO A HARRY DILA, SALVATORE MEDICA, SEAWARDS E KIMONO

HARRY DILA (ENRICO DI LAURO): 6 ½. E bravo il nostro busker, lo senti e ripiombi in quei favolosi Anni 70 metropolitani. Ed Sheraan è un pretesto, il suo folk britannico è strasentito mille volte, ma merita la sua occasione: lo rivedremo, ai Bootcamp.

Enrico Di Lauro, il bunker convince giudici e pubblico.

MARYAM (MARIAM ROUASS): 5. Parrucchiera de Bèrghem (Bergamo), via Marocco, vuol fuggire, si capisce, dalla bottega: paraculescamente porta Mahmood, più che rifarlo lo scopiazza, con quell’autotune naturale che può piacere o, per dirla chiara, scassare i cabasisi. La seconda che ho detto. Molto costruita, commozione inclusa, piagnona. Ma i giudici, che ne sanno: 4 sì, e, secondo meccanismo di quest’anno, dritta ai Bootcamp. Sì ma che palle.

Maryam da Bergamo canta Mahmood.

RENATO TORRE: 5. Rifà Sfera, dunque doppiamente indigesto, oltre che servile. Dimenticabile, ma la mamma, lì dietro, trepida e son tutte belle le mamme del mondo; i giudici, che non guardano in faccia nessuno, a furor di popolo infantile: 4 sì, manine che oscillano (è il mood di quest’anno).

SALVATORE MEDICA: 6 ½. Passa per coglione (ipse dixit) si lascia perculare, offendere, ci cascan tutti: da quel corpaccione sgraziato, con quel ricciolume “terrone”, vien fuori qualcosa di sorprendente: Medica da Modica rules!, e il freak va in carrozza ai Bootcamp.

Salvatore, l'apparenza inganna

Anche se si è beccato del cogl**ne da Mara Maionchi, Salvatore è riuscito a lasciarci tutti a bocca aperta! #XF13

Posted by X Factor Italia on Thursday, September 12, 2019

SEAWARDS: 6+. Qualcuno ricorda Tuck & Patti? Qualcosa del genere, sul raffinato acustico. A volte basta poco. Passano.

Il duo Seawards.

KIMONO (SOFIA TORNAMBENE): 6+. Tutto tranne che glamour. La semplicità basic di Civitanova Marche, e ne so qualcosa. Poi tira fuori questa voce acerba ma fresca, pulita, intensa, e una canzoncella, scritta da lei medesima, che pare Vasco prima facie. Tutti pazzi per questa 16enne timidona, e ci mancherebbe.

BOODA: 6+. Ci vuole, no, il momento stiloso? Due mesi che stanno insieme, questi qua, e gli bastano per filare come treni. Da Roma ai Bootcamp è un attimo. Stiloso.

I Booda passano ai Bootcamp.

COMETE (EUGENIO CAMPAGNA): 5/6. Fa er cantautore daa scuola romana che propone i Coldplay (Yellow). Ahò, pare uguale. Pure troppo. Però passa, perché i giudici, che la sanno lunga, eccetera… Ma tutta ‘sta gente, ma davero davero perché non s’accontenta der pianobbare? (perché a X Factor basta poco).

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Si accende la sfida tra chef in tivù: Cracco in Rai contro Borghese su Sky

L'ex giudice di Masterchef su RaiDue conduce "Nella mia cucina", mentre il volto di "Quattro ristoranti" su Sky presenta "Kitchen Duel".

Un grande ritorno in tivù, quello di Carlo Cracco, e un volto ormai di casa sul piccolo schermo come quello di Alessandro Borghese. I due popolari chef si sfideranno, ognuno con il proprio cooking show, riaccendendo la concorrenza televisiva nel mondo dei fornelli.

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CRACCO TORNA SU RAIDUE

Cracco, 53 anni, conduce su RaiDue Nella mia cucina – Una ricetta con Cracco, in onda dal lunedì al venerdì alle 19.40. Senza divisa da chef, né la severità da giudice che ha dimostrato durante le sei edizioni di Masterchef, ospiterà nella sua cucina un cuoco amatoriale e lo affiancherà nella preparazione di una ricetta. Maestro e apprendista lavoreranno spalla a spalla. A fianco di Cracco la youtuber Camihawke, che accoglierà gli ospiti e commenterà dietro le quinte. «Questo per me è solo un breve ritorno, ho altre cose da fare, come gestire vari ristoranti», ha spiegato Cracco. «La mia immagine è ferma a un fotogramma di un me stesso un po’ rigida, ma era un ruolo diverso, qui vedete il mio lato più autentico, poi mi piacciono sfide e le cose nuove, non le ripetizioni perché mi annoio e divento scorbutico» .

Alessandro Borghese condurrà su Sky Kitchen Duel.

BORGHESE: SFIDA FRA AMATORI CON GIUDICI D’ECCEZIONE

Ai fornelli della cucina di Sky torna invece Alessandro Borghese con Alessandro Borghese Kitchen Duel, spin-off dell’altro programma condotto dallo chef Alessandro Borghese Kitchen Sound. Un nuovo format per il conduttore di Quattro Ristoranti diviso in 20 puntate in onda su Sky Uno: lo chef ospiterà una sfida culinaria tra due cuochi dilettanti che si cimenteranno nella preparazione di un piatto a loro scelta. Si alterneranno diversi giudici, che stavolta non provengono soltanto dal mondo della cucina: si va da Lodovica Comello a Pupo, passando per Diletta Leotta, Arisa, Giuseppe Cruciani e gli chef Giancarlo Morelli e Claudio Sadler.

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X Factor 2019 sarà un successo, ma il talent ormai scricchiola

Riesce a razzolare sempre più pubblico, a far parlare di sé, ma non si è mai scrollato di dosso l'impressione, vera o falsata, di essere uno specchietto per le allodole.

X Factor è vecchio. Perché un programma, dopo 13 edizioni, è vecchio. X Factor è vecchio e, come tutti quelli che invecchiano, tenta disperatamente di restare o sembrare giovane. Lo fa alzando sempre l’asticella della pompa, grandi effetti speciali, coreografie, il baraccone sempre più rutilante, gli ospiti sempre più glamour, il linguaggio sempre più ammiccante.

Riesce a razzolare sempre pù pubblico, a far parlare di sé, ma non si è mai scrollato di dosso l’impressione, vera o falsata, di uno specchietto per le allodole: la musica non sta qui, dicono i puristi, gli snob che magari tra qualche anno ritroveremo sulla poltroncina da giudice. Alla larga da X Factor, che non produce niente di buono, che fa solo girare tanti soldi, tanta pubblicità, è un business ma non è arte.

Anastasio, che aveva lasciato sperare grandi cose, prima ancora del vero debutto su album pare ampiamente normalizzato.

Effettivamente, è difficile che da X Factor esca qualcosa che resti, qualcuno che il crisma dell’artista ce l’ha scritto in fronte. Le ultime edizioni hanno partorito i ragazzini Maneskin col loro pop ultracitazionista, gabellato per rock, un tenorino di grazia poi scomparso, alcuni possibili talenti chiurgicamente fatti fuori per strada, da ultimo un post-rapper, Anastasio, che aveva lasciato sperare grandi cose, ma che, prima ancora del vero debutto su album, pare ampiamente normalizzato.

CAMBIA LA SQUADRA DEI GIUDICI, L’UNICA CERTEZZA È LA MAIONCHI

X Factor è vecchio, e, come una vecchia magione lussuosa ma forse un po’ tetra, invecchia chi ci vive. Il bravo presentatore Alessandro Cattelan è sempre meno il ragazzo che si sforza di essere, ma pare non abbia la forza di lasciare questo format come via via fanno, prima o poi, tutti gli altri. Quest’anno a Manuel Agnelli, uscito arricchito in soldi e in notorietà ma impoverito sul piano della credibilità, subentra Samuel (quasi un “bersaglio” della Settimana Enigmistica), così da assicurare la quota di falsa alternativa musicale.

I nuovi giurati di X Factor: (da sinistra) Sfera Ebbasta, Malika Ayane, Samuel e Mara Maionchi (foto Matteo Bazzi/Ansa).

Fedez, finito svuotato, per sua stessa ammissione, è rimpiazzato dal famigerato Sfera Ebbasta, il finto duro che è dovunque solo per soldi, accada quel che accada, e sul quale comunque è doveroso nutrire forti perplessità quanto a cifra artistica; la quota rosa, perché qui pare funzioni così, tutto col bilancino politicamente corretto, è affidata a Malika Ayane, cinque dischi, quattro Sanremo, una fama di cantante raffinata ma forse un po’ autoreferenziale, al posto della fallimentare Levante – non conta la parentesi disgraziata di Asia Argento, fatta fuori, ipocritamente, per intemperanze del tutto estranee al programma, le stesse che avevano sospinto il suo arruolamento, e che poi avevano imposto la pezza dell’evanescente Lodo Guenzi. A Mara Maionchi succede Mara Maionchi, che alle viste degli 80 anni ormai è inossidabile anche alla vecchiezza di un programma che tritura tutto e tutti. Di sicuro, regge meglio lei di X Factor.

TROVARE UN TALENTO VERO SI È DIMOSTRATO QUASI IMPOSSIBILE

E adesso? Adesso si ricomincia dalle solite aspettative – uscirà da qui il prossimo Vasco o Renato o Mick? Certo che no – e da qualche casino improvviso, tipo la location scelta per le audizioni, il Linear Ciak di viale Puglie a Milano, sequestrato per carenze di sicurezza e mancate autorizzazioni. Ma una soluzione si troverà. Più difficile, invece, trovare rimedio alla missione, vera o millantata, di trovare un campione nel flusso di dilettanti allo sbaraglio, mentre crescono sempre le sinergie, l’impatto mediatico, il parlarne pur che se ne parli che è tipico di uno spettacolo ad alto business come questo.

Il gioco dei debuttanti alla lunga non può reggere, non può appassionare in eterno

X Factor comunque vada sarà un successo, anche se già nelle ultime due edizioni si avvertiva qualche scricchiolio, qualche incertezza: il gioco dei debuttanti alla lunga non può reggere, non può appassionare in eterno e probabilmente non è un caso se alla conferenza stampa di presentazione l’enfasi è stata completamente riservata al lifting sui giudici. Solo questo, come se tutto il resto, alla fine, fosse dettaglio.

NESSUN SEGNALE PER UNA SVOLTA VERA DEL TALENT

Ma se l’ad di Fremantle, Lorenzo Mieli, dichiara, un po’ pleonasticamente, che «abbiamo cambiato la giuria perché volevamo cambiarla», e poi aggiunge che avevano «voglia di un’aria allegra, leggera, diversa, ma anche un po’ rapace, con esperienze totalmente diverse, per rappresentare la scena musicale che ci piace e ci rappresenta» non è, al di là di certi ermetismi un po’ andanti (scena rapace?), l’ammissione che così com’era X Factor non reggeva più, s’era fatto vagamente tetro, pesante, scontato?

Il casting X Factor a Milano (foto LaPresse – Fabio Delfino).

Ma sul fattore artistico, che bene o male dovrebbe costituire il lievito di un talent, niente. Nessuna aspettativa, nessuna anticipazione. È difficile dire quale sia la musica che piace e rappresenta X Factor, ma non lo è capire quale sia quella che non lo rispecchia. Musica, e artisti, capaci di durare, non refrattari al mercato, mica siamo alle deliranti contestazioni dei ’70, tutt’altro, in grado di sopravvivere a un mercato capriccioso e punitivo come l’attuale, ma musica non per forza devota alle logiche dello streaming, del consumo a pop corn, dello sbiscottamento degli album e dei brani, della decontestualizzazione di tutto, dell’inconsistenza sonora e testuale. Di tutto questo, nelle avvisaglie di X Factor, non c’è traccia. Che facciamo, speriamo bene o ci rassegniamo al cinismo dell’esperienza?

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Due dossier «da brividi» sulla Rai sovranista pronti per Conte

Il segretario della vigilanza Anzaldi parla di «pluralismo negato, qualità a zero e ascolti sprofondati». Un sistema «marcio e deviato» su cui il premier deve «pretendere un cambio di passo».

Due dossier «da brividi» sui 14 mesi della Rai sotto il governo giallo-verde e sugli ultimi giorni, dalla crisi ai primi passi del governo Pd-M5s, pronti da inviare al presidente del Consiglio Giuseppe Conte e, appena verrà fatta la nomina, al nuovo sottosegretario alle Telecomunicazioni. Il deputato Pd Michele Anzaldi segretario della commissione di vigilanza della televisione pubblica è determinato a fare una sorta di operazione trasparenza su quella che si può chiamare la Rai sovranista: «Tocca anche a loro pretendere un cambio di passo vero, netto, profondo», ha spiegato parlando del premier e del futuro sottosegretario.

Michele Anzaldi, segretario della commissione di Vigilanza della Rai.

«RAI FUORI CONTROLLO, SISTEMA MARCIO E DEVIATO»

Il giudizio di Anzaldi è tutto negativo: «Ascolti sprofondati. Qualità ridotta a zero. Pluralismo puntualmente negato. Un decadimento totale. C’è una emergenza informazione. Tocca al Pd creare una task force di monitoraggio e di denuncia. C’è una Rai fuori controllo, c’è un sistema completamente marcio. Completamente deviato. Un incidente giornalistico dietro l’altro e nessuna consapevolezza di quello che sta accadendo».

A FRATELLI D’ITALIA E LEGA IL DOPPIO DEL TEMPO CHE A CONTE

Tra quelli che definisce «incidenti giornalistici», Anzaldi cita la scelta del Tg2 di dedicare «alla manifestazione di Fratelli d’Italia e Lega fuori Montecitorio il doppio del tempo che concede al primo discorso di Giuseppe Conte da premier del governo M5s-Pd. Così si calpesta l’abc del giornalismo e vedere l’Ordine che si gira dall’altra parte non mi va giù». L’Ordine dei giornalisti, secondo Anzaldi, dovrebbe «richiamare e sanzionare», ma serve «una presa di coscienza collettiva. Tocca all‘amministratore delegato Salini e ai direttori di reti e tg spiegare al Paese che quello che è successo in questi mesi non succederà mai più». La Rai, aggiunge Anzaldi, «ha una sola vera trasmissione in prima serata di approfondimento politico, CartaBianca, e Bianca Berlinguer decide di far spiegare agli italiani la crisi politica da Mauro Corona, uno che di mestiere fa lo scalatore». Per Anzaldi, «Salvini e Di Maio hanno lottizzato ogni spazio. Una fame di spartizione e di occupazione che fa paura»; «va ripristinata la legalità», facendo anche «piena luce sulla storia opaca e piena di omissioni che ha portato all’elezione di Marcello Foa a presidente del Cda». Il segretario Vigilanza Rai sottolinea di aver chiesto «da mesi l’accesso agli atti, ora mi aspetto che lo faccia anche il M5s. Perchè la strada è una sola: restituire alla Rai un presidente di garanzia come prevede la legge».

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