L’aeroporto Costa d’Amalfi non è escluso dal Dl semplificazioni

L’aeroporto Salerno-Costa d’Amalfi non è ancora escluso dal dal Dl semplificazione di alcune importanti opere infrastrutturali. Lo ha confermato il sindaco di Salerno Vincenzo Napoli, dopo un incontro tenutosi ieri mattina con il parlamentare del Pd Piero De Luca. «Dopo un colloquio avuto questa mattina con l’onorevole Piero De Luca in merito ad una ipotesi di esclusione dal Dl semplificazione di alcune importanti opere infrastrutturali come l’aeroporto Salerno-Costa D’Amalfi, mi preme sottolineare che, al momento, non vi è nulla del genere in atto», ha infatti detto il primo cittadino di Salerno. Per il sindaco Napoli, infatti, si tratterebbe di un “equivoco enorme”, in quanto “Salerno e la Regione Campania non risultano assolutamente penalizzate dal piano delle opere strategiche contemplate nel Dl Semplificazione. «È doveroso ricordare peraltro che questo provvedimento è ancora in corso di approvazione – ha aggiunto il primo cittadino – Attendiamo, dunque, fiduciosi buone notizie per il nostro territorio che necessita di investimenti importanti per rafforzare opere infrastrutturali strategiche e fondamentali per tutta la collettività». E ancora: «ntanto, da parte nostra massima è l’attenzione e l’impegno affinché ciò accada».

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Look nuovo per il centro storico, via alla ripavimentazione di via Bastioni

Partiti questa mattina una serie di interventi del Comune di Salerno sul fronte della manutenzione delle strade. Questa mattina, infatti, partiti i lavori di rifacimento stradale di via Bastioni, nei prossimi giorni proseguiranno su vicolo Aufiero fino all’incrocio con via San Benedetto. L’assessore all’Urbanistica, Mimmo De Maio, illustra i prossimi interventi di Palazzo Guerra nel cuore antico della città.

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Il Puc finisce in commissione trasparenza

La revisione decennale del Puc, il piano urbanistico comunale, sotto la lente d’ingrandimento della commissione Trasparenza. Ad oggi, infatti, risultano definitivamente scaduti i termini relativi alle osservazioni dei privati in relazione ad ulteriori inderogabili adempimenti e pertanto si rischia di retrocedere nei tempi e di non approvare il puc in questa consigliatura, sebbene il piano urbanistico sia ormai scaduto da anni. A evidenziare anche le problematiche relative ai beni immobili a iniziale destinazione agricola è stato proprio il presidente della commissione trasparenza Antonio Cammarota secondo cui, proprio ai beni in questione, sarebbe stata imposta quella edificatoria con conseguenziale aumento dell’Imu e che non avrebbero realizzato alcuna opera, per i quali era stata richiesta in consiglio comunale e promessa la declassificazione col nuovo puc, rilevando a tal fine l’eventuale indebito di quanto pagato nelle more e quindi all’evidenza del danno erariale. E’ il consigliere Nico Mazzeo a chiedere di interpellare gli uffici e verificare ogni cosa mentre il capogruppo del Psi Massimliano Natella itiene che in mancanza di approvazione definitiva del puc vada verificato se nelle more possano applicarsi o meno le modifiche attuate provvisoriamente, in particolare i comparti per i quali non è stato presentato nulla sono stati eliminati dal nuovo redigendo puc, e quindi sarebbe ingiusto pagare la imu edificatoria. La parola passa ora a Lupacchini, responsabile dell’ufficio tributi e all’architetto Pelosio, responsabile dell’ufficio urbanistica provvedere a chiarire tutti i dubbi emersi in merito alla revisione decennale del piano urbanistico comunale

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Polizia municipale, fermati e utenza a stretto contatto

Presso la sede della polizia municipale di via Dei Carrari si verificano continue violazioni alle disposizioni regolamentari e di legge inerenti alla sicurezza sul lavoro, mettendo in pericolo l’incolumità degli operatori. Non si placa la polemica sulle condizioni in cui versa la struttura che ospita gli agenti della polizia municipale di Salerno. Dopo la denuncia del segretario della Fp Cgil di Salerno Antonio Capezzuto, ha inviare ulteriore diffida al sindaco è la Rsu autonoma e i sindacati della Cisl, Uil e Csa di Salerno. Per le organizzazioni sindacali della municipale è infatti necessario un intervento immediato di adeguamento strutturale presso la sede di via dei Carrari, ormai fatiscente e l’acquisto di attrezzature idonee affinchè i caschi bianchi possano svolgere al meglio il loro lavoro. Ad oggi, nonostante le segnalazioni che vanno avanti da anni, la sede dei caschi bianchi non ha un luogo idoneo ad ospitare i fermati, in attesa del processo per direttissima, e gli stessi agenti sono costretti a sorvegliarli a vista, anche durante la notte, in ambienti non idonei. Di fatto, si tratta di un problema che si acuisce durante l’orario notturno, per via di ambienti non idonei e frequentati dall’utenza messa inconsapevolmente a rischio, specie in un periodo ancora caratterizzato dall’emergenza Covid, esponendo a rischi sia gli agenti che la stessa utenza. Altra problematica presente l’assenza di luoghi idonei al fotosegnalamento, costringendo gli uomini della municipale a rivolgersi ad altre forze dell’ordine. «In tutta Italia, comuni più piccoli investono continuamente sui propri corpi di polizia municipale attrezzandosi e mantenendosi al passo coi tempi, dotandosi anche di locali per il fotosegnalamento, mentre a Salerno siamo ancora costretti a rivolgerci, per tale operazione ad altre forze dell’ordine con notevole dispendio di tempo», hanno infatti spiegato i sindacati nella nota inviata al sindaco Napoli. Solo qualche giorno fa, infatti, la polizia municipale ha dovuto trattenere presso i locali del comando una persona in una stanza di pochi metri quadri, senza il rispetto del distanziamento sociale e senza certezza alcuna sullo stato di salute della persona posta in stato di fermo, tanto da costringere gli agenti a trasferirlo nel piazzale interno sorvegliato da alcuni agenti. Da qui la richiesta, «onde scongiurare eventuali contagi tra gli operatori della polizia municipale e di conseguenza con i cittadini di Salerno e i frequentatori della stessa città», come sottolineato dalla Rsu e dalle organizzazioni sindacali, di trovare un luogo ideoneo, videosorvegliato, per gli arrestati e fermati da parte degli operatori della municipale e di acquistare veicoli idonei con celle di sicurezza per la traduzione dei fermati. «Tanto tuonò che piovve. Già avevamo denunciato celle inadeguate all’interno del comando e auto senza divisori. Cosa aspettiamo adesso, il terzo tuono? Attendiamo che qualche agente possa essere contagiato? Invitiamo l’amministrazione comunale a fare presto», ha dichiarato il segretario della Csa Fiadel Salerno, Angelo Rispoli.

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Bando per 118, «ci sono varie anomalie»

Il bando dell’Asl per l’assegnazione del servizio di 118 presenta non poche anomalie. E’ quanto denuncia il presidente dell’associazione Humanitas Salerno, Roberto Schiavone che precisa di aver fatto un passo indietro, non partecipando al bando indetto dall’Asl di Salerno, pur avendo tutti i requisiti. «Stavolta non ci saremo. Nonostante il possesso dei livelli più alti per ogni requisito richiesto, l’Humanitas ha deciso di tirarsi fuori da una contesa, quella dell’assegnazione dei “lotti” di cui alla gara Asl per il servizio 118 appena scaduta che non convince in più di qualche aspetto – ha dichiarato il presidente Schiavone – In tal senso, pur prendendo atto e rispettando la pronuncia del Tar, certo non biasimeremmo chiunque, da legittimo portatore di interesse, intendesse eventualmente ricorrere al Consiglio di Stato». Solo poche settimane fa, anche il sindaco di Baronissi Gianfranco Valiante ha fatto ricorso al tribunale amministrativo regionale in quanto il bando per l’assegnazione del 118 penalizzerebbe l’intero territorio della Valle dell’Irno. «Dopo 37 anni l’Humanitas, che ha contribuito ad istituire la centrale di soccorso a Salerno, lascerà il campo ad altri decidendo di stare fuori da una dinamica e da un cotesto che non le appartengono – ha detto ancora il presidente dell’Humanitas Salerno – Ma nessuna preoccupazione: la cittadinanza potrà contare su un’associazione ancora più forte nel trasporto infermi, nell’assistenza ai disabili, nel ‘pronto medico a domicilio’ ed in tutte le altre iniziative che ogni giorno contribuiscono a rafforzare la storica associazione Humanitas al vertice dell’assistenza a Salerno, in Italia e in molti altri Paesi del mondo». Dunque, l’associazione di Schiavone sembra tirarsi fuori dall’assegnazione dei lotti, proprio a causa di una serie di anomalie che sarebbero riconducibili anche alla “poca attenzione” riservata ai requisiti delle associazioni che hanno partecipato

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Qualità del mare di Salerno, prelievi Arpac a Torrione

Questa mattina un battello dell’Arpac si è soffermato nel tratto antistante il litorale cittadino di Torrione per effettuare i prelievi. In seguito all’ordinanza n. 50 dello scorso 22 maggio del Presidente della Giunta Regionale, che ha consentito la riapertura degli stabilimenti balneari e la fruizione delle spiagge libere, seppure nel rispetto di una serie di prescrizioni per il contenimento della pandemia di Covid-19, l’Agenzia ha immediatamente impegnato l’intera sua flotta navale. Prosegue, dunque, il calendario di rilevamento a tutela della salute dei bagnanti, nel quadro del decreto legislativo 116 del 2008 che impone, per determinare la balneabilità, di controllare i parametri microbiologici Escherichia coli ed Enterococchi intestinali, indicatori di contaminazione fecale.

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Comando Polizia Municipale, Rispoli: “Sede fatiscente”

Adeguamenti strutturali al comando della polizia municipale, i sindacati chiedono maggiori investimenti a Salerno. In una nota indirizzata al sindaco Enzo Napoli, gli esponenti di Csa, Cisl, Uil denunciano ancora una volta l’inadeguatezza della sede fatiscente in via dei Carrari.  In particolare, l’assenza di un luogo adatto ad ospitare i fermati (a volte in attesa del processo per direttissima) che obbliga gli agenti alla sorveglianza a vista. Un problema che si acuisce durante l’orario notturno, per via di ambienti non idonei e frequentati dall’utenza messa inconsapevolmente a rischio, specie in un periodo ancora caratterizzato dall’emergenza Covid. «In tutta Italia, comuni più piccoli investono continuamente sui propri corpi di polizia municipale attrezzandosi e mantenendosi al passo coi tempi, dotandosi anche di locali per il fotosegnalamento, mentre a Salerno siamo ancora costretti a rivolgerci, per tale operazione ad altre forze dell’ordine con notevole dispendio di tempo. Qualche giorno fa, la polizia municipale per opportuni provvedimenti di legge ha dovuto trattenere al comando una persona in una stanza di pochi metri quadrati senza avere contezza dello stato di salute del fermato e della sua possibile positività al Covid 19. Per essere mantenuto a distanza di sicurezza alla riapertura degli uffici, il fermato è stato trattenuto nel piazzale interno e sorvegliato da alcuni agenti. Chiediamo quindi, ancora una volta, onde scongiurare eventuali contagi che si intervenga immediatamente per trovare un locale idoneo (videosorvegliato) per gli arrestati e fermati, e per acquistare veicoli idonei con cella di sicurezza per la traduzione dei fermati». Il segretario provinciale della Csa, Angelo Rispoli, aggiunge: «Tanto tuonò che piovve. Già avevamo denunciato celle inadeguate all’interno del comando e auto senza divisori. Cosa aspettiamo adesso, il terzo tuono? Attendiamo che qualche agente possa essere contagiato? Invitiamo l’amministrazione comunale a fare presto».

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«Fateci lavorare», l’appello degli ambulanti

di Erika Noschese

«Lasciateci lavorare»: è questo l’appello lanciato dai venditori ambulanti della città di Salerno che, ieri mattina, hanno manifestato a Palazzo di Città. L’attività, ad oggi, risulta essere ancora bloccata, a causa dell’emergenza Coronavirus e ora i venditori, dotati di regolare licenza, chiedono di poter lavorare, anche per provare a recuperare quanto perso nella fase del lockdown. I venditori ambulanti vorrebbero avere la possibilità di vendere la loro merce sul lungomare cittadino, anche in vista della ripresa degli avvenimenti estivi: da sabato 11 luglio, infatti, ripartirà l’Arena del Mare, con una serie di eventi. Una scelta, quella compiuta dall’amministrazione comunale di Salerno per permettere al mondo degli artisti di provare a rimettersi in piedi dopo la profonda crisi post pandemia. Intanto, questa mattina gli ambulanti incontreranno Enzo Luciano, capostaff del sindaco Vincenzo Napoli per ascoltare le loro istanze e cercare una soluzione che possa andar bene a tutti. Del resto, non è la prima volta che i venditori ambulanti protestano a Palazzo di Città: già in passato, infatti, c’è stato uno scontro con le istituzioni a causa di un trasferimento che era stato ipotizzato dall’amministrazione comunale per “liberare” il lungomare dai venditori ambulanti, nonostante la loro presenza sia ormai un simbolo per la città di Salerno, una tradizione tramandata negli anni. E proprio lo spazio da utilizzare è stato al centro di una vicenda giudiziaria che ha visto coinvolto anche il tribunale amministrativo regionale, dopo il “no” dell’amministrazione comunale che, di fatto, aveva negato il sottopiazza della Concordia agli ambulanti.

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«Si sblocchino lavori per l’aeroporto»

«Si sblocchino i lavori per l’aeroporto Salerno-Costa d’Amalfi per dar vita ad uno degli investimenti infrastrutturali più importanti degli ultimi 30 anni». A lanciare un appello al ministro dei Trasporti il segretario della Filt Cgil della Campania e quello di Salerno, rispettivamente Amedeo D’Alessio e Gerardo Arpino. Nella giornata di ieri, infatti, si è tenuta la discussione sul cosiddetto Decreto Semplificazione e sulle opere da sbloccare. Ad oggi, infatti, i lavori per il completamento dello scalo salernitano risultano ancora bloccati: il Consiglio di Stato ha infatti rinviato al prossimo 24 settembre l’udienza di merito in ordine al ricorso presentato dalla Gesac, la società che gestisce lo scalo Costa d’Amalfi e alcuni residenti della zona in merito all’impatto ambientale, ragion per cui, almeno per i prossimi tre mesi, non potrà essere sbloccato l’iter amministrativo e burocratico necessario a far partire i lavori di ampliamento della pista. «Non possiamo non rivolgere un appello appello al Ministro dei Trasporti affinché, tra queste opere, si possa far rientrare anche l’Aeroporto di Salerno- Costa di Amalfi dando così vita ad uno degli investimenti infrastrutturali più imponenti e strategici degli ultimi 30 anni per lo sviluppo dell’economia del nostro territorio – hanno dichiarato D’Alessio e Arpino – Vogliamo ancora una volta ricordare a tutti che trattasi di un investimento con il quale si metteranno in moto, complessivamente, circa 400 milioni di euro tra finanziamenti pubblici e privati». Per la Filt Cgil, infatti, lo sblocco di questa infrastruttura «è assolutamente fondamentale per il futuro di Salerno e della Regione Campania – hanno aggiunto il segretario regionale e quello locale – I recenti dati sul lavoro diffusi dall’Istat destano molta preoccupazione, soprattutto nel Mezzogiorno». Anche per queste ragioni si rende necessario portare a compimento gli investimenti su infrastrutture strategiche come l’Aeroporto di Salerno – Costa d’Amalfi, «un’opera che sarà in grado di creare muova occupazione e nuova ricchezza per il territorio», hanno detto infine D’Alessio e Arpino.

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Cerimonia di commemorazione in via Velia, a 48 anni dalla morte di Carlo Falvella

Cerimonia di commemorazione, ieri mattina, in via Velia, a 48 anni dalla morte di Carlo Falvella. Presenti i vertici provinciali dei Fratelli d’Italia e quelli nazionali e regionali di Gioventù Nazionale. Alla commemorazione, Imma Vietri, Gherardo Marenghi e Gennaro Esposito, oltre che il Presidente nazionale di Gioventù Nazionale Fabio Roscani ed il Vice Presidente Francesco Di Giuseppe. Ancora i dirigenti di Gioventù Nazionale, Domenico Masullo, Alfonso Pepe, Italo Cirielli e Roberta Salerno (responsabile regionale del Movimento Gioventù Nazionale). «Credo che la politica sia un luogo di confronto e non di scontro violento – spiega Imma Vietri – Carlo, figlio d’Italia, si è visto negare il futuro a causa delle sue idee. Non è tollerabile ciò: la violenza, deve essere condannata al di là del colore politico».

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Sede della polizia municipale non è idonea per le attività

Carenze strutturali nella sede della polizia municipale di via dei Carrari. E’ quanto denuncia il segretario generale della Fp Cgil di Salerno Antonio Capezzuto che ha provveduto – insieme alla Rsu – ad avvertire il sindaco di Salerno Vincenzo Napoli in merito alla situazione di disagio che vivono gli uomini della municipale. L’ultimo episodio, nella notte tra domenica e lunedì quando gli agenti, nel corso dei controlli in città, hanno eseguito il fermo giudiziario di un cittadino. Portato nella sede della Polizia Locale, l’uomo è stato trattenuto negli uffici, aperti anche al pubblico, per tutta la notte e la giornata successiva, in una struttura assolutamente non idonea. «Quanto accaduto non può più ripetersi– scrive nella nota indirizzata a Palazzo di Città la Rsu aziendale – occorrono protocolli sanitari ed i necessari interventi strutturali idonei a questo tipo di attività, sempre più frequente tra le funzioni di Polizia Locale oltre alla dotazione di autovetture di servizio che consentano il trasporto delle persone fermate». Quella della carenza strutturale all’interno della sede di via dei Carrari è una polemica che va avanti ormai da diversi anni: già lo scorso anno, infatti, i sindacati hanno denunciato la caduta di calcinacci dal soffitto della struttura. Già in quell’occasione, infatti, i sindacati scrissero al sindaco Vincenzo Napoli anche per chiedere di trovare una soluzione immediata per tutelare gli stessi operatori della municipale. Di fatti, non si tratta di un caso isolato, da anni i sindacati ripetono che la sede è inadeguata per il lavoro degli agenti. Una serie di problematiche che, alla fine dei conti, sembrano finite nel dimenticatoio come il processo di digitalizzazione previsto per i documenti, le camere di sicurezza ed altri strumenti di autodifesa che restano sempre obsoleti. Ad oggi, la soluzione più concreta sembra essere quella di un trasferimento della sede ma l’ultima parola spetta all’amministrazione comunale di Salerno che, almeno fino ad ora, poco o nulla avrebbe fatto per proteggere l’incolumità della polizia municipale.

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Fonderie Pisano: Tutto rinviato al prossimo 22 ottobre, il Codacons parte civile

Nulla da fare per le fonderie Pisano. Quella che doveva essere l’ultima udienza per i proprietari dello stabilimento di via dei Greci che dovranno rispondere, a vario titolo, di reati ambientali è stata rinviata al prossimo 22 ottobre. Una battaglia giudiziaria che va avanti dal 2015 con le prime denunce anche nei confronti dell’Arpac di Salerno per il mancato controllo sull’impatto ambientale dello storico opificio. Il giudice Zambrano, nel corso dell’udienza tenutasi ieri mattina, ha acquisito le copnclusioni presentate dalla Procura e firmate dall’Arpac, dove si racchiudono tutti gli illeciti ambientali che sarebbero stati commessi negli utlimi cinque anni. Il giudice ha dato la possibilità agli avvocati di poter replicare, con ulteriori memorie, entro e non oltre sette giorni dalla prossima data fissata per il 22 ottobre. A costituirsi parte civile, con altre 50 persone, il Codacons Salerno, rappresentato dal vice presidente nazionale, l’avvocato Matteo Marchetti. «Il processo è stato rinviato al prossimo 22 ottobre, ora si spera che effettivamente da quella data possa attendersi solo il dispositivo», ha dichiarato l’avvocato Marchetti. «Solo ieri, infatti, si registravano fumi e polveri provenienti dalle Fonderie Pisano ampiamente documentate e filmate per cui il Codacons presenterà alla Procura della Repubblica un’altra denuncia nel più breve tempo possibile», ha poi aggiunto il presidente del Codacons Salerno.

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Daspo urbano per un parcheggiatore abusivo straniero, il report delle attività di controllo delle Forze dell’Ordine

Continua il contrasto ai fenomeni di maggiore pericolo e turbamento per l’ordine e la sicurezza pubblica anche attraverso l’adozione di misure di prevenzione e disposizioni di sicurezza adottate dal Questore della Provincia di Salerno. A tal riguardo, in data odierna, sono stati emessi 5 provvedimenti di Divieto di Ritorno nei confronti di persone pluripregiudicate che fuori dal luogo di residenza hanno posto in essere truffe o tentativi di truffa nei confronti di persone anziane, approfittando della loro vulnerabilità acuitasi con l’emergenza sanitaria in corso; 8 provvedimenti di Avviso Orale, sempre nei confronti di persone pregiudicate resesi responsabili del reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e, da ultimo, nell’ambito delle misure urgenti in materia di sicurezza delle città, è stato emesso un provvedimento ai sensi degli artt.9 e 10 del D. L. n.14/2017, cosiddetto DASPO Urbano, nei confronti di un cittadino straniero dedito all’attività di parcheggiatore/guardiamacchine abusivo.

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Addio a Ennio Morricone: il ricordo di Claudio Gubitosi

La morte di Ennio Morricone ha lasciato un vuoto non solo negli appassionati di cinema, ma anche negli amanti della musica e della cultura in generale. Una lunghissima carriera quella del compositore con alcune collaborazioni che hanno fatto la storia come quella con Sergio Leone e Giuseppe Tornatore. Nel 2007 l’Oscar alla carriera e nel 2016 la statuetta per ‘The Hateful Eight’ di Tarantino. Giffoni ha voluto rendere omaggio al maestro Moricone con un ricordo, quello del suo incontro con i giffoners nel 1999. “È un dolore per tutti noi la scomparsa di Ennio Morricone – ha detto Claudio Gubitosi, direttore di Giffoni Opportunity – un genio gentile, affabile, composto, che ha illuminato il mondo con la sua sensibilità artistica unica. I premi e i riconoscimenti che ha ricevuto sono solo una parte dell’affetto che gli è stato tributato in tanti anni. Cosa posso dire? L’ho conosciuto qui a Giffoni nel 1999. Ci tenevo moltissimo e finalmente ci riuscii. Stile, rigore, eleganza, fascino, grande comunicatore, espansivo, sognatore, solo a volte cupo e pensieroso. Credo sia stato un genio nell’interpretare i sentimenti, le passioni, le turbolenze, le poesie e le angosce della nostra società. Con lui e la sua musica i film hanno volato, respirato, sono entrati ancora di più dentro di noi. Quante colonne sonore hanno segnato le nostre stagioni? Quanti registi hanno visto completata e impreziosita la propria opera dalla mano sapiente del Maestro Morricone, capace di suscitare i sentimenti giusti, con le pause mirate e la dolcezza e la potenza dei fiati e dell’intera orchestra”. “L’Italia perde un grande – ha aggiunto Gubitosi – a Giffoni fu generoso. L’ incontro stampa, coordinato da Tonino Pinto e Giuseppe Blasi, svolto in una sede per lui non appropriata, quale l’Ufficio di Informagiovani, l’unico attrezzato di aria condizionata, doveva durare un’ora ma si concluse in 3 lunghe, articolate, meditate, riflessive ore. Estasi per una sala gremita e in profondo silenzio. Quante volte ho pensato ad un suo concerto. Glielo chiesi e mi rispose che aveva una agenda abbastanza complicata, ma che non aveva difficoltà a poterlo promuovere. Non ce l’ho fatta e mi dispiace tantissimo”.

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“La festa di San Matteo? Sarà vissuta in forma spirituale per i troppi rischi»

Il Duomo è il principale luogo di culto a Salerno. Leggenda e storia qui, si trovano insieme. L’aggraziata narrazione e l’osservazione fedele dal 1080 d.C. vennero gradatamente fusi fino ad arrivare ad oggi. E forse ciò non sarebbe avvenuto senza la bellezza che caratterizza la Cattedrale. Le opere contenute, infatti, non intendono proclamare una verità solenne come le statue delle Chiese maggiori, piuttosto ispirare amore. Dettagli unici testimoniano le influenze dell’arte italiana nel periodo bizantino-normanno. La torre imponente risuona delle otto campane ciascuna appartenente ad un’epoca a riecheggiare la sua storia. L’istituzione della Chiesa salernitana è disposta su un unico filo, tenuto per un capo dai monaci medioevali e teso dall’instaurarsi di una tradizione fondata su solidarietà e prestigio. Solidarietà significa assumere un atteggiamento che risponde ai sentimenti di comunione. La posizione di rilievo, conferita dalla reputazione, è il prestigio: il Duomo rispecchia questi due capisaldi. I fedeli di tutto il mondo che si abbandonano alla contemplazione della struttura, possono sentirsi vicino al mistero della fede. La Cattedrale ha sopportato nei secoli diversi rifacimenti, dovuti ai sismi e ancora una volta l’esperienza del Covid19. Nella religione cattolica, da sempre sussiste questa gerarchia: chi osserva i comandamenti, chi fa del suo meglio per rispettarli e infine chi ‘sa’. Don Michele Pecoraro (73 anni), parroco del Duomo da ormai 5 anni, appartiene a quest’ultima categoria, la più autorevole e oggi ci mostra il suo punto di vista e le novità che ci aspettano dopo la pandemia. Come avete vissuto l’Indulgenza Plenaria che Papa Francesco ci ha concesso? “È stato un periodo di chiusura quindi è stata un’Indulgenza piuttosto personale. Molti fedeli fanno la confessione ogni settimana e anche noi ecclesiastici. Il Papa nella sua bontà, capendo che fosse impossibile mantenere questa abitudine, l’ha concessa prendendosi un’enorme responsabilità. La confessione più che una lista di peccati è un Sacramento, un’immersione nella Misericordia di Dio per fare esperienza di questo amore e provare a rinnovarci attraverso questa. Si passa dall’uomo al Risorto così come noi tutti abbiamo fatto in quarantena dandoci un’opportunità di riposo. Io stesso, durante la pandemia, ho parlato con Dio che mi ha concesso di essere qui oggi a celebrare la messa e parlare di lui.” Quali misure preventive adotterete per la processione di San Matteo? “Per la festa di San Matteo sono già uscite le disposizioni e noi ci atterremo a queste. Limiteremo tutte le realtà esterne, assembramenti di ogni tipo. Ovviamente, le processioni che si riversano a Salerno, dove l’anno scorso, vi erano 100 mila stanti, possono essere un rischio per la salute dei cittadini. I vescovi della Campania in armonia con la CEI (Conferenza Episcopale Italiana) hanno stabilito delle norme per le feste patronali senza manifestazioni esterne. Verranno vissute in modo più spirituale e si vedrà chi ama davvero il Santo. Si distinguerà chi fino ad ora si è lasciato catturare dal clima allegro dei festeggiamenti da chi ha un reale rapporto con la fede. Venendo solamente in occasione delle feste questa relazione non può istaurarsi con sincerità. Io adoro cantare, fare concerti, però se questi vengono fatti solo per mettersi in mostra, diventano negativi. La fede consiste in tutt’altra cosa. Attualmente la Chiesa e sotto sforzo, ci vorranno anni per cambiare questa mentalità sbagliata. Nonostante la figura di San Matteo sembri affascinare ancora tutti, i giovani rifiutano la religione perché appare inconsistente. A cosa servono questi gesti se poi non vengono vissuti tutti i giorni con una coscienza pura improntata alla giustizia e misericordia? Le persone che entrano ad ascoltare la messa e non lo fanno con il cuore tornano a casa senza che nulla sia cambiato. Così chi entra ladro esce ladro, perché deve incontrare il Signore così come ha fatto San Matteo. Nel suo Vangelo racconta con semplicità che Gesù passando per il banco delle imposte e vedendolo seduto gli disse: ‘Alzati’ e da quel momento lui lo seguì per sempre.” Il 21 agosto come consuetudine si terrà l’Alzata del Panno. Quali cambiamenti ci saranno? “Di solito la cerimonia si celebra in cripta. È seguita poi dalla processione con il Panno di San Matteo, il percorso che porta alla Alzata in cattedrale e la celebrazione con la parola del Vescovo. Quest’anno non si potrà fare tutto questo e l’appuntamento sarà solo Duomo dove potranno entrare circa 400 persone riempiendo le navate laterali, sempre nel rispetto delle norme. La sorpresa sarà un Panno nuovo ma antico, che risale a più di cento anni fa e ricamato da autore salernitano. L’opera la cui finezza artistica è senza precedenti, è stata ritrovata nell’Abbazia di San Bartolomeo e restaurata grazie all’Inner Wheel, associazione femminile legata al Rotary Club.” Come avverrà la celebrazione dei Sacramenti? “Nella nostra Cattedrale non c’è paura perché gli spazi possono accogliere molte persone con le dovute distanze. È già un mese che in Duomo celebro i battesimi. Tra un po’ celebreremo i matrimoni anche se la maggior parte sono stati spostati all’anno venturo dagli sposi. Per la Santa Eucarestia speriamo che entro settembre, quando ci sarà la ripresa totale delle attività, i ragazzi che dovevano riceverla potranno festeggiarla. A giugno inoltre, circa settanta ragazzi sono stati cresimati ma una possibile esecuzione resta ancora incerta”. In che modo la fede può esserci d’aiuto in questo momento? “La chiesa può giocare un ruolo determinante. Gesù disse: “Io sono la via, la verità e la vita”. La via per non smarrirsi, la verità che fa da guida e la certezza della vita stessa. Specialmente oggi, dopo l’esperienza della pandemia, chi ha avuto una carica spirituale più forte di fronte alle sofferenze si è irrobustito. La nostra parrocchia è piccola e sta sempre più rimpicciolendosi. Questo accade perché la diffusione dei bed and breakfast nel centro storico non permette che vi siano dei cambi generazionali. La maggior parte dei ragazzi, sono sprovveduti, spesso vogliono tutto e subito non hanno la pazienza di attendere e pensare con serenità. Molti, forse per moda, si dichiarano atei, sono attaccati ai beni materiali, senza considerare che un domani tutto questo non verrà via con noi. Ascoltare la parola del Signore concede di vivere una dimensione in più e di capire a pieno il senso della vita.”

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Operazione “Two Towers”, cinque arresti all’alba

Gli investigatori della Sezione Antidroga delle Squadre Mobili di Potenza e Salerno, coadiuvati dagli investigatori della Squadra Mobile di Vicenza e di Caserta, all’alba di oggi hanno eseguito, nelle province di Salerno, Vicenza e Caserta, un’ordinanza di misura cautelare degli arresti domiciliari, emessa su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Salerno, dal Giudice delle Indagini Preliminari del Tribunale di Salerno, nei confronti di cinque indagati, ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti . Le investigazioni, iniziate la sera del 27 agosto 2015, a seguito di un intervento per overdose su un giovane tossicodipendente potentino nella centralissima via Due Torri di Potenza – da cui il nome dell’operazione – , hanno consentito di ricostruire gli illeciti affari di un sodalizio criminale, il cui centro decisionale e di coordinamento si radicava nella città di Salerno, capeggiato da Romanato Gaetano e costituito da soggetti in parte uniti da legami di parentela , che si riforniva principalmente da un cittadino di origini nigeriane dimorante nella città di Aversa (CE). L’attività degli investigatori ha permesso di stabilire che lo stupefacente commercializzato dal gruppo criminale, all’atto dell’acquisto dal fornitore nigeriano, era confezionato all’interno di un involucro in cellophane a forma di uovo, il cui peso variava dai 5 ai 10 grammi, e suddiviso in dosi, veniva venduto al consumatore finale, ad un prezzo variabile di 20/30 € a confezione, consentendo un considerevole volume d’affari al predetto gruppo criminale. Le indagini hanno consentito di ricostruire le diverse fasi degli illeciti traffici – il reperimento dello stupefacente, le trattative preliminari, le modalità dei pagamenti, l’organizzazione dei diversi “viaggi” per l’approvvigionamento dello stupefacente in direzione di Aversa (CE) – fino alla successiva consegna della droga per il minuto spaccio. Lo sviluppo delle investigazioni, in cui sono risultate coinvolte, a vario titolo, altre 14 persone (a cui è stato contestualmente notificato avviso di conclusione indagini per i singoli episodi di spaccio), ha acclarato che il sodalizio aveva esteso il raggio d’azione, arrivando anche a coinvolgere altri familiari residenti nella regione Veneto, in particolare nel comune di Schio, in provincia di Vicenza, ed ha consentito di individuare i cinque componenti dell’associazione dedita allo spaccio di sostanza stupefacente (eroina e cocaina), nonché i pusher, operanti nelle città di Salerno, Battipaglia (SA), Bellizzi (SA) e Capaccio (SA), nonché nella città di Potenza e in quest’ultima provincia, in particolare nei pressi degli svincoli autostradali di Balvano e Picerno.

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Morricone, il legame con Salerno e con l’orfanotrofio Umberto I

di Olga Chieffi

Domenica sera eravamo tra le antiche pietre di Paestum: sul podio Riccardo Muti alla testa della sua orchestra di giovani strumentisti “L.Cherubini”, attacca la terza sinfonia di Ludwig Van Beethoven, l’Eroica. Il secondo movimento, la “Marcia Funebre” è stato il picco interpretativo della serata, interpretazione d’elezione di un Maestro che si è affidato con fiducia alle luci e alle ombre della partitura beethoveniana, senza forzare toni, per essere “beethovenianamente” drammatico o patetico, presagio e omaggio alla scomparsa di Ennio Morricone, che è avvenuta nella notte. Tutti avranno ascoltato nella propria vita un “Tribute to Ennio Morricone”: dietro quelle colonne sonore sonore che tutti conosciamo, fischiamo, canticchiamo, e vengono eseguite da qualsivoglia formazione, ragazzini, bande, orchestre giovanili, concerti da camera, grandi arene, c’è l’uso elegante di tecniche modernissime, come il seriassimo e la musica concreta, combinate con elementi di popular music, influssi folk, canti celtici, canto gregoriano, trombe mariachi e un complesso di esecutori della taglia di un’orchestra sinfonica. In “Il buono, il brutto, il cattivo”, Morricone usa una melodia convenzionale, suonata da una chitarra elettrica, un’ocarina, e un’armonica, accanto a strumentazioni di tipo ancora meno convenzionale che includono il fischio, jodel, grugniti, vocalizzazioni talvolta irriconoscibili come umane, schiocchi di frusta e fucilate. Morricone ha voltato le spalle alle convenzioni hollywoodiane per il western e alla loro enfatizzazione dei profili melodici e dei caratteri armonici propri delle canzoni tradizionali e dell’inedia, e, così, ha definito un nuovo modello di riferimento per la colonna sonora di questo genere. Ma Ennio Morricone è tanto altro. In primo luogo è stato un trombettista, e il suo strumento è protagonista di tanta sua musica, a cominciare dal concerto Ut per tromba, percussioni e archi.Allievo diGoffredo Petrassi,si divise sin dall’inizio tra una libera adesione al serialismo (Musica per 11 violini, 1958) e la musica leggera. Sul versante colto, oltre all’adesione nel ’65 al gruppo Nuova Consonanza e all’alea, si segnala dagli anni ’70 una crescente produzione da concerto, caratterizzata da un’ eclettica commistione di stili e da una vena lirico-sarcastica: Secondo Concerto per flauto, violoncello e orchestra (1985), Riflessi per violoncello (1990), Ut per tromba, percussione e orchestra d’archi (1991). Ut è proprio il concerto che lo lega a Salerno, poichè il 6 gennaio 2001 fu proprio Ennio Morricone a dirigerlo al teatro Verdi di Salerno, ospite di Gaetano De Simone al tempo glorioso Presidente dell’Associazione Ex-allievi dell’orfanotrofio Umberto I e di Giovanni Paracuollo che gli tributò il premio Luigi Francavilla. Una parte iniziale molto dinamica che dura solo un minuto e mezzo “per non mettere in difficoltà” il solista. Poi, virtuosismi e stasi sino al finale dove si adagia su di un’immobilità costruita con pochi suoni che via via vanno spegnendosi, in un ultimo salto d’ottava superiore della tromba che gradualmente muore anch’essa. Il legame con gli strumentisti e in particolare con gli ottoni formatisi alla Scuola di Musica dell’ Orfanotrofio Umberto I è sempre stato di grande stima e continuativo, a cominciare dalla collaborazione con il trombettista Luigi Francavilla e con il cornista Giuseppe Sebastiano, Vincenzo Calabrese, Antonio Imparato. Da loro ci sono giunte delle testimonianze sulla figura del Maestro Morricone. Giuseppe Calabrese figlio d’arte del padre Vincenzo ha dichiarato “Quello che ricordo durante la sue tournée è la grandezza di un musicista nella fragilità di un uomo che si faceva forte della sua musica e di sua moglie Maria, sua inseparabile compagna che lo aspettava sotto al palco alla fine di ogni concerto per tornare insieme in hotel. Un uomo severo verso la Musica e verso il lavoro, non ammetteva il minimo errore o distrazione, non risparmiando commenti anche durante i concerti, ma tolti i panni di musicista diventava un vecchiettoironico e simpatico, specialmente verso la sua ultima compagna di viaggio che ce lo ha portato via per sempre”. Continua Domenico Sebastiano cornista “Occorreva un corno ottimo strumentista ad Ennio Morricone e venni chiamato io. Così ci siamo conosciuti e stimati da subito, ho collaborato per oltre venti anni con lui, incidendo 15 colonne sonore che sono nel sentire di tutti. Un grande maestro Ennio, di altissima e umiltà e carisma”. Ennio Morricone aveva tra i suoi colleghi musicisti anche il direttore della Banda della Polizia Antonio Imparato, che ha voluto offrirci il suo ricordo “ Ho conosciuto Ennio Morricone intorno agli anni ’70 poco dopo il famoso solo di tromba di Michele Lacerenza “Per un pugno di dollari” datato 1964. La storia di quel solo è nota, nel momento in cui Morricone stava preparando la musica per il primo film della trilogia di Sergio Leone, avendo bisogno di un trombettista per uno dei due temi principali, pensò subito all’amico, scontrandosi con il regista che invece avrebbe preferito Nini Rosso che in quel periodo aveva riscosso molto successo con alcuni 45 giri come Il silenzio o La ballata della tromba. Morricone si impose e Lacerenza suonò tra le lacrime creando quell’irripetibile capolavoro esecutivo. In seguito ho diretto il figlio Andrea violinista, il quale si è dato alla direzione e alla composizione anche lui, in un concerto in Auditorium a Roma per banda e violino solista, e nel 2018 abbiamo festeggiato insieme i suoi novanta anni e quelli della banda della Polizia fondata nello stesso anno. Tanti gli insegnamenti ricevuti da Ennio: due su tutti:“La musica è esclusiva passione” e “se nella partitura vedi una vigna non è bene”, soleva ripetere, sottolineando che la musica deve essere semplice e deve respirare, lasciando trasparire ogni nota”.

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Imprenditore di 51 anni si toglie la vita nel suo studio, Pagani sotto shock

L’hanno ritrovato senza vita nel suo studio in via Malet a Pagani. Ieri mattina un imprenditore avrebbe dato atto al gesto estremo. Inutili i tentativi di rianimarlo da parte del personale sanitario del 118, immediatamente intervenuto sul posto. Il 51enne, attivo nel settore alimentare, già al lavoro presso uno stand del mercato ortofrutticolo e poi impegnato nell’attività di fotografo, pare che stesse attraversando un periodo difficile a causa di problemi economici legati alla sua professione.

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Protesta operai La Fabbrica, quarto giorno di presidio

Gli operai de “La Fabbrica” continuano a protestare chiedendo un incontro con il governatore Vincenzo De Luca. Quarto giorno di mobilitazione per le maestranze, oggi in protesta davanti al Comune. Con monte orario ridotto e stipendio al minimo, i lavoratori continuano a esporre uno striscione eloquente: «Vergogna». «Siamo al paradosso. Questa protesta non può passare nel silenzio generale. Nelle scorse settimane abbiamo incontrato il sindaco di Salerno, Enzo Napoli, che si era fatto da garante per mediare con la famiglia Lettieri – spiega Pietro Galdi, delegato Fiadel – Ci ha detto che avrebbe fatto lui da mediatore con il prefetto, invece nessuno si è più fatto sentire, nessuno ci ha chiamati. Intanto siamo stati messi di nuovo in cassa integrazione, nonostante abbiamo lavorato a maggio e giugno per delle ore non retribuite, per non parlare degli assegni familiari non saldati e della quattordicesima che ci sarebbe spettata a luglio. A questo punto invochiamo l’intervento dell’ex sindaco, ora governatore, Vincenzo De Luca, che meglio di tutti conosce la situazione». Angelo Rispoli, segretario provinciale della Fiadel, aggiunge: «Il prefetto di Salerno deve comprendere l’esasperazione dei lavoratori. La situazione sta pesando sulle spalle di tutti gli operai. Il problema va risolto subito, interpellando la famiglia Lettieri che prima ha stretto accordi con il Comune di Salerno, con due varianti urbanistiche, e poi li ha dimenticati. Convochi immediatamente le parti per un incontro».

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S. Eustachio invasa dai cinghiali, ogni sera a valle arriva il branco

A Sant’Eustachio adesso è paura fra i residenti, con un branco di cinghiali che ogni sera scende a valle dalle colline circostanti per invadere il rione orientale della città. L’ultimo avvistamento il 25 giugno scorso, con i residenti costretti a rifugiarsi in casa, evitare di essere caricati dagli stessi cinghiali. Rovistano fra i rifiuti e girano indisturbati fra le auto in sosta, non senza creare pericoli.

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Cava de’ Tirreni. Coltivava cannabis in casa, deferito un 39enne

Nelle prime ore del mattino  gli agenti della Polizia di Stato del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Cava de’ Tirreni, diretto dal Vice Questore Giuseppe Fedele, al termine un’attività di indagine, hanno deferito in stato di libertà D.M.A., cavese di anni 39, con alcuni precedenti in materia di stupefacenti, poiché resosi responsabile di coltivazione di piante di cannabis varietà indica. Gli agenti, che già da un po’ di tempo tenevano sotto osservazione l’abitazione dell’uomo in località Pregiato Vecchia, alle prime ore del mattino effettuavano un’attività di perquisizione domiciliare, in particolare all’interno del sottotetto, di cui l’uomo aveva la disponibilità ed in cui aveva realizzato una serra artigianale, sostituendo le tegole di terracotta con quelle in vetro trasparente, così da irrorare le piante con la luce solare durante il giorno, mentre per la notte aveva creato un impianto di illuminazione a luce calda. All’esito dell’attività gli agenti rinvenivano dieci piante di cannabis di altezza di oltre 1,5 metri, materiale per la coltivazione e la concimazione, un astuccio contenente alcuni semi della stessa specie di pianta, un bilancino elettronico di precisione ed alcune bustine di plastica trasparente utilizzate per riporvi le parti essiccate e sminuzzate. Dopo le formalità di rito, l’uomo veniva deferito in stato di libertà all’Autorità Giudiziaria e le piante ed il materiale rinvenuto sottoposto a sequestro per la successiva distruzione.

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Governance Poll 2020, Vincenzo Napoli 15° fra i sindaci

Il primo cittadino di Salerno, Vincenzo Napoli risulta il 15esimo sindaco più amato in base alla graduatoria pubblicata dal Sole 24 Ore sui sindaci delle città capoluogo. In Campania è il primo in classifica, mentre è il quarto del Sud in merito al gradimento dei cittadini che, nel sondaggio Governance Poll 2020, hanno dovuto dare un giudizio complessivo sull’operato del Sindaco, rispondendo alla domanda “Se domani ci fossero le elezioni comunali, lei voterebbe a favore o contro l’attuale sindaco?”.

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Governance Poll, De Luca solo undicesimo

Il Sole 24 Ore pubblica oggi i risultati di un sondaggio dell’istituto Noto sui presidenti di Regione e sui sindaci secondo il quale Luca Zaia è il più popolare tra i suoi concittadini e il suo consenso è aumentato durante l’emergenza Coronavirus; dopo di lui c’è Massimiliano Fedriga seguito da Donatella Tesei. Seguono Iole Santelli, appena eletta in Calabria, Stefano Bonaccini e Marco Marsilio.  Qui centrodestra e centrosinistra si dividono equamente le posizioni ma gli ultimi tre sono del centrosinistra e spicca, in negativo, il risultato del segretario del Partito Democratico. Il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, nella classica 2020 di Governance Poll si colloca all’undicesimo posto con un punteggio di 46 (indice di gradimento in aumento del 4,9% rispetto al periodo precedentemente considerato).

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Viola misure di sicurezza personali, arrestato pregiudicato salernitano

Nell’ambito dei predisposti servizi di prevenzione e repressione dei reati, alle 20 circa del 3 luglio, personale dell’UPG-SP Sezione Volanti notava in via Nizza un giovane intrattenersi con fare sospetto sotto un porticato prospiciente su via Zenone. Alla vista degli agenti l’uomo si dava a precipitosa fuga cercando di far perdere le proprie tracce. Dopo un breve inseguimento, l’individuo veniva bloccato in piazza Casalbore ed identificato per un pregiudicato salernitano, S.A. di anni 50. Condotto negli Uffici della Sezione Volanti, dopo gli approfondimenti esperiti, risultava che il soggetto era destinatario di un provvedimento per l’esecuzione di una misura di sicurezza emessa dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Salerno. Al termine delle incombenze di rito, S.A. veniva tradotto presso la Casa di Reclusione “F. Saporito di Aversa (CE)”.

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Sacchetto selvaggio, il sindaco Napoli a caccia dei cafoni

Caccia ai cafoni del sacchetto selvaggio. In  prima linea il sindaco Napoli che, con i vigili urbani, si è recato sui luoghi dove sono stati segnalati i sacchetti di immondizia da ignoti. “Ancora una volta registriamo comportamenti incivili da parte di qualcuno che, incurante di leggi e controlli, deturpa la nostra bella città. – afferma il sindaco Napoli – Cumuli di rifiuti nel centro storico, nelle aree portuali e in altre zone della città. Personalmente, coadiuvato dalle squadre di Salerno Pulita e dagli agenti di Polizia municipale, sto cercando di individuare i responsabili. Invito, ancora una volta, i cittadini virtuosi a segnalare comportamenti e situazioni anomale. Noi interverremo prontamente”.

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Movida sicura, le operazioni di controllo. Bloccato pusher gambiano

L’attività di controllo, alle persone ed ai locali pubblici, assicurata dagli operatori delle Forze dell’Ordine, dalla Polizia Locale e dai militari dell’Esercito Italiano, secondo la pianificazione predisposta, con ordinanza del Questore, delle zone del centro cittadino, interessate al fenomeno della “Movida”, ha consentito di proseguire, in attuazione delle indicazioni emerse in sede di Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, l’azione di vigilanza finalizzata alla prevenzione di ogni forma di illegalità, anche nel rispetto delle vigenti normative nazionali e regionali per evitare la diffusione del contagio Covid-19. Nel corso di tale attività di controllo, personale della Squadra Mobile ha tratto in arresto S.M., cittadino gambiano, ventenne, fermato sul Lungomare Tafuri nell’atto di cedere sostanza stupefacente ad un acquirente. La successiva perquisizione personale, estesa anche al domicilio, ha permesso di sequestrare 16 stecche di hashish dal peso complessivo di 15 grammi. Si è proceduto, inoltre, a sanzionare il titolare, già recidivo, di una sala scommesse di Torrione, all’interno della quale veniva trovato un avventore minorenne. Particolare attenzione è stata poi dedicata al medesimo Quartiere Torrione ed alle zone del centro storico e del lungomare, caratterizzate da una maggiore concentrazione di giovani, per la presenza di tanti locali bar e pub. In particolare, nel parcheggio di via Carella, è stato tratto in arresto, da poliziotti della Squadra Volante, prontamente intervenuta sul posto, un cittadino extracomunitario N.Y., marocchino di anni 34, per tentata estorsione e lesioni personali ai danni di un connazionale, titolare di una adiacente paninoteca che veniva colpito con un coltello, all’interno della stessa, con lesioni guaribili in pochi giorni, per essersi rifiutato di consegnare gratuitamente vivande all’arrestato. ​ Nella circostanza, veniva identificato un altro cittadino marocchino, estraneo ai fatti, irregolare, che è stato munito, pertanto, di provvedimento questorile di lasciare il territorio nazionale entro sette giorni. Nel dettaglio, sono state identificate nr. 177 persone e controllati nr. 31 veicoli. Gli agenti della Polizia Locale, nella circostanza, hanno elevato 15 verbali a carico dei proprietari di autovetture e motoveicoli parcheggiate in doppia fila, nei pressi dei punti di ritrovo. E’ proseguita, infine, l’attività di controllo per la regolarità della vendita di bevande alcoliche, nel rispetto delle modalità e dei limiti orari di somministrazione, con l’effettuazione di mirati accertamenti amministrativi nei confronti di 12 locali e pub del centro, nonché attività e giochi scommesse, anche al fine di prevenire eventuali assembramenti e forme di abuso o intemperanza a tutela dei cittadini.

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Italia Viva si prepara alla sua prima competizione elettorale: «Entusiasti»

di Erika Noschese

Italia Viva è pronta ad affrontare la sua prima sfida elettorale anche in Campania. Ci saranno anche gli “uomini” di Matteo Renzi, infatti, alle prossime elezioni regionali, con una lista a sostegno del presidente uscente Vincenzo De Luca. «In ballo non ci sono i destini personali ma le idee, la necessità di dar vita ad un partito che, a livello nazionale, è al centro del dibattito politico», ha spiegato Tommaso Pellegrino, coordinatore di Italia Viva e sindaco di Sassano, che in queste ore al lavoro per ultimare la lista. A breve, inoltre, saranno nominati il coordinatore cittadino di Salerno e quelli delle macro aree di tutta la provincia, per avere una rappresentanza di Italia Viva, nel salernitano. Sindaco, Italia Viva in campo con una lista a sostegno del presidente uscente Vincenzo De Luca. A che punto è la composizione della lista? «Noi stiamo lavorando per completare la lista, mettere le persone migliori, quelle che possono dare, oggi, il maggior contributo possibile per i prossimi anni, in Regione Campania ma soprattutto per portare avanti le nostre idee, quali la sburocratizzazione; idee di far ripartire il più possibile i cantieri, quindi di far rimettere in moto – proprio nella fase post Covid – quell’economia, che oggi è fondamentale che possa ripartire e ridare slancio ai territori. Oggi far partire i cantieri è il piano che Italia Viva propone a livello nazionale e che proponiamo anche a livello regionale: rappresenta la ripartenza di un tessuto economico che oggi ha necessità di farlo. Così come il grande tema della sburocratizzazione: noi dobbiamo fare in modo che le nostre famiglie possano vivere meglio nei nostri territori e possono essere alla pari degli altri paesi europei. Tante battaglie e soprattutto stiamo costruendo, già con la lista, quell’idea di futuro per quanto riguarda il territorio della regione Campania e della provincia di Salerno. Siamo fortemente mobilitati, in questi giorni, a scegliere le persone migliori che possano rappresentare questo progetto. C’è entusiasmo, fermento, consapevolezza di una responsabilità che dobbiamo avere ma siamo pronti a confrontarci democraticamente e mettere in campo le nostre idee. Noi pensiamo che qui non sono in ballo i destini personali ma l’idea di una comunità, di un territorio». Per la prima volta Italia Viva si prepara ad affrontare una competizione elettorale e, stando ai sondaggi, il governatore uscente sembra essere già riconfermato. «Sì, i sondaggi sono sicuramente favorevoli per quanto riguarda il centro sinistra e il presidente De Luca. Noi abbiamo annunciato il nostro sostegno e da parte nostra c’è tutta la lealtà e, soprattutto, ripeto: noi vogliamo aprire un confronto vero, utile all’avere risultati positivi. E’ la prima volta che ci presentiamo ad una competizione elettorale e come tutte le nuove realtà siamo entusiasti ma anche consapevoli del fatto che oggi stiamo costruendo una realtà e vogliamo farlo con delle idee, con un’anima. Ecco, noi oggi stiamo dando anima ad un progetto che a livello nazionale, con Matteo Renzi e gli altri, oggi sta portando avanti battaglie utili, significative, che ovviamente stanno al centro del dibattito politico nazionale e anche in Campania vogliamo dare il nostro contributo e pensiamo che si possa fare perché sono tante le persone, i giovani, i professionisti, le famiglie che credono in questo progetto». Italia Viva ha una sua rappresentanza anche al Comune di Salerno. Recentemente, il consigliere Donato Pessolano ha aderito al partito. Sarà tra i candidati al consiglio regionale? «Donato ha fatto una scelta importante. E’ un giovane, rappresenta con le sue caratteristiche, sia di idee che anagrafiche, gli ideali di una politica che punta all’innovazione, al coinvolgimento, la partecipazione. Lui da sempre, anche coerentemente, ha seguito il progetto di Matteo Renzi e oggi sta tra le file di Italia Viva ma con lui c’è anche un bel gruppo e noi, in queste ore, siamo pronti a nominare anche il coordinatore su Salerno che sarà Sarel Malan e darà forza al territorio salernitano; nomineremo i coordinatori di tutte le macro aree della provincia di Salerno. Stiamo lavorando per strutturare il partito in tutta la provincia di Salerno e, per quanto riguarda la candidatura di Donato, noi andiamo oltre i destini personali, ripeto: ognuno è disponibile a dare un contributo per Italia Viva, a metterci la faccia. Noi insieme stiamo facendo le scelte migliori per una lista che sia più rappresentativa possibile, andando oltre i destini personali perché oggi è in ballo la volontà di dare un’identità unica, anche attraverso i 9 candidati, per portare avanti un progetto per la Regione Campania». Centro destra o 5 Stelle: per il centro sinistra contro chi sarà la sfida? «Alle elezioni c’è sempre un confronto, ognuno si confronta con le proprie idee. Io sono abituato a parlare poco di altri e molto di noi: noi dobbiamo parlare delle nostre idee, di quello che vogliamo fare oggi come Italia Viva, come centro sinistra, con De Luca presidente. Per il resto, ci confrontiamo con le realtà che saranno in campo per le regionali». Dopo l’emergenza Covid, il presidente uscente – secondo lei – è il nome giusto per riportare in alto la Campania? «Lo dovrà fare De Luca con tutte le forze di coalizione perché non credo che un’unica persona possa fare tutto, guidati sicuramente dal presidente De Luca che avrà bisogno di tutte le forze che stanno lavorando per portare avanti questo progetto. Sicuramente si farà di tutto per ridare forza e slancio alla Campania, soprattutto per quanto riguarda l’economia che ovviamente è la necessità più importante perché il tessuto economico che ha grande difficoltà, criticità e bisogna mettere in campo un lavoro importante perché c’è tanto da fare ma sono fiducioso: sono certo che si faranno le cose migliori per la regione Campania».

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“Svincolo di Angri, il sindaco fa solo populismo con il suo no”

“Sulla questione dello svincolo autostradale di Angri Nord la Regione Campania è impegnata a mediare una soluzione condivisa per il territorio, a patto che non si facciano strumentalizzazioni politiche e, soprattutto, non si creino inutili danni o ritardi ad un’opera attesa da decenni e grazie a noi finalmente in dirittura d’arrivo”: lo ribadisce ancora una volta il consigliere regionale Luca Cascone, presidente della Commissione Trasporti, Lavori Pubblici e Urbanistica, impegnato a far quadrato sulla vicenda sollevata nell’Agro Nocerino Sarnese nell’ultima settimana e che rischia di compromettere il completamento dei lavori della interconnessione tra la SS268 e la A3 Napoli-Salerno, finanziati dalla Regione Campania e in fase conclusiva. “Premesso che noi sosteniamo sempre la volontà del territorio – spiega Cascone – continuiamo a sollecitare le parti ad una soluzione condivisa nell’interesse della comunità. Però, mentre siamo riusciti ad ottenere dalla Società Autostrade Meridionali che la chiusura avverrà solo contestualmente all’apertura del nuovo svincolo relativo all’interconnessione tra l’A3 Napoli Salerno e la SS 268 e che l’ingresso in città resterà aperto, nonostante questo eccezionale risultato il sindaco di Angri ribadisce con un eccesso di populismo la sua assoluta opposizione alla chiusura in entrata in autostrada della storica stazione. Inoltre, in una nota di due giorni fa la SAM assicura che la stazione di Angri Sud ha la capacità di smaltire il traffico che può riversarsi su di essa all’atto della chiusura della stazione di Angri Nord; nella stessa missiva si annota anche una perplessità rispetto all’operato dell’amministrazione comunale da tempo al corrente della chiusura della stazione storica, programmata sin dal 2012 e oggetto di diverse note trasmesse dalla stessa SAM anche nel corso del 2020 cui il Comune non ha mai dato riscontro, salvo farsi sentire con un’ordinanza solo a ridosso della data esatta di chiusura. Devo purtroppo constatare e condividere questa perplessità”. Regione e Prefettura si erano impegnate anche a chiedere un tavolo al MIT per verificare se fosse percorribile la richiesta del Comune di lasciare aperto lo svincolo. “Esatto, ma il Ministero, interpellato nuovamente sulla questione, ha già da subito ribadito con lettera formale indirizzata al Comune e alla Società Autostrade Meridionali il proprio parere favorevole alla chiusura del casello storico. Non capisco perché il Sindaco non tenga conto e non faccia menzione di questa comunicazione ma piuttosto preferisca continuare con i proclami via social che hanno tanto il sapore della campagna elettorale. Il nostro intento era impegnarci subito per incontrare il MIT e provare a superare la chiusura prevista nel 2012, ma al tempo stesso andare avanti con l’apertura del nuovo svincolo e superare questa situazione di stallo”. Quindi Cascone come si risolve la querelle? “Continuerò a mediare e a invitare le parti a compiere una scelta condivisa quale potrebbe essere quella della chiusura contestuale all’apertura del nuovo svincolo relativo all’interconnessione tra l’A3 Napoli Salerno e la SS 268, in modo da completare entro fine luglio questi importanti lavori. La stazione storica, anche per la sua configurazione con un innesto a “T” nel pieno centro abitato, in realtà non porta nessun vantaggio alla viabilità, anzi. Inoltre, l’ANAS ha già comunicato che sono in corso le procedure di gara per la realizzazione della viabilità di supporto alla SS 268 decisiva per fluidificare complessivamente il traffico dell’area. Tali interventi ricadranno anche nel comune di S Antonio Abate che aveva altresì espresso preoccupazione per la chiusura dello svincolo. Più che mantenere in vita un casello desueto, ciò che veramente gioverebbe sarebbe poter contare su un altro intervento fondamentale all’intero snodo infrastrutturale: la realizzazione della nuova rampa di uscita dello svincolo Angri Sud sulla corsia nord dell’Autostrada A3 il cui progetto, finanziato dalla Giunta De Luca per due milioni e quattrocentomila euro, è in capo al Comune di Sant’Egidio del Mont’Albino. Ma quell’amministrazione, a oltre un anno dallo stanziamento, non ha neanche bandito la gara per realizzare l’opera. Un palese ostracismo di parte degno della peggior politica, un’irresponsabilità amministrativa che vergognosamente danneggia non solo il comune stesso ma l’intero territorio. Continueremo a chiedere conto di questo grave immobilismo che frena la nostra marcia sulle grandi opere infrastrutturali viarie”. A Pagani è apparso recentemente un suo manifesto in cui attacca la vecchia amministrazione comunale per lo stesso motivo. “Al di là dei colori politici, non è accettabile che un Comune destinatario di uno stanziamento cospicuo da parte della Regione Campania non si prodighi per investirlo in progetti utili alla propria comunità. Nell’ambito del Piano Strade la giunta De Luca ha stanziato tre milioni di euro per la riqualificazione di via De Gasperi e delle strade limitrofe ma per oltre un anno a Pagani è rimasto tutto fermo. Poi sappiamo il destino dell’amministrazione comunale quale è stato e in che dissesto ha portato la città, ma nel frattempo si sarebbe potuto fare almeno un intervento utile alla viabilità e di conseguenza alla vivibilità della comunità. Spero che i cittadini se ne ricordino quando saranno chiamati a scegliere la nuova amministrazione comunale- Come tutti sanno, sono legato particolarmente a Pagani e spero tanto che, come in questi ultimi cinque anni la Campania ha cambiato marcia, anche la mia città natale possa avere presto la marcia in più”.

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Occupata Le Cotoniere dagli operai de “La Afbbrica”

Gli operai de “La Fabbrica” continuano a protestare chiedendo un incontro con il governatore Vincenzo De Luca. Occupato il centro commerciale questa mattina. Con monte orario ridotto e stipendio al minimo, i lavoratori sono arrivati al secondo giorno di lotta,  esponendo uno striscione eloquente: «Vergogna». Hanno puntato il dito ancora una volta contro la proprietà, per poi spostarsi dinanzi alle Cotoniere e continuando il presidio, nella speranza di far valere i diritti negati. «La storia è sempre la stessa: nelle scorse settimane abbiamo incontrato il sindaco di Salerno, Enzo Napoli, che si era fatto da garante per mediare con la famiglia Lettieri – spiega Pietro Galdi, delegato Fiadel – Ci ha detto che avrebbe fatto lui da mediatore con il prefetto, invece nessuno si è più fatto sentire, nessuno ci ha chiamati. Intanto siamo stati messi di nuovo in cassa integrazione, nonostante abbiamo lavorato a maggio e giugno per delle ore non retribuite, per non parlare degli assegni familiari non saldati e della quattordicesima che ci sarebbe spettata a luglio. A questo punto invochiamo l’intervento dell’ex sindaco, ora governatore, Vincenzo De Luca, che meglio di tutti conosce la situazione». Angelo Rispoli, segretario provinciale della Fiadel, aggiunge: «La situazione sta pesando sulle spalle di tutti gli operai. Il problema va risolto subito, interpellando la famiglia Lettieri che prima ha stretto accordi con il Comune di Salerno, con due varianti urbanistiche, e poi li ha dimenticati».

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La Salernitana che non ti aspetti, vittoria nel derby con un uomo in meno

La partita che non ti aspetti, la migliore post lockdown. Con un uomo in meno la Salernitana ha la meglio della Juve stabia, avendo anche la forza di riportarsi in vantaggio dopo il momentaneo pari delle vespe. Pronti via e il derby con la Juve Stabia prende una brutta piega. Al 5’ Aya stende Canotto e l’arbitro lo espelle. Granata in dieci e pronti forse all’ennesima serataccia. Entra Karo che si piazza in difesa e Jallow una volta sostituito offende l’arbitro che lo espelle in panchina. E invece la banda di Ventura caccia attributi e cuore e con un super Akpa Akpro trova il vantaggio. Juve Stabia stordita e nella ripresa chi si aspetta il crollo granata anche per il gran caldo si trova una squadra che costruisce e spreca almeno tre gol fatti. E cosi le vespe ritornano in panchina con Forte. Sembra scritto il destino ma sempre Akpa e Akpro e Gondo costruiscono il nuovo vantaggio all’80’ in contropiede. Le girandole di cambi non variano la sostanza.

SALERNITANA-JUVE STABIA 2-1

SALERNITANA (3-4-1-2): Micai; Aya, Migliorini, Jaroszynski (23′ st Heurtaux); Akpa Akpro, Di Tacchio, Dziczek, Curcio (41′ st Lopez); Kiyine (23′ st Maistro); Gondo (41′ st Djuric), Jallow (12′ st Karo). A disp. Vannucchi, Russo, Billong, Cerci, Capezzi, Giannetti, Cicerelli. Allenatore: Ventura

JUVE STABIA (3-4-3): Provedel; Vitiello (16′ st Ricci), Troest, Allievi; Elia, Calvano (33′ st Addae), Calò, Mallamo (16′ st Mezavilla); Canotto (33′ st Izco), Forte, Cissé (6′ pt Di Mariano). In panchina: D. Russo, Melara, Rossi, Bifulco, Mastalli, Fazio, Tonucci. Allenatore: Caserta

ARBITRO: Fourneau di Roma 1 (assistenti: Fiore e Pagliardini – IV uomo: Illuzzi)

RETI: 23′ pt Akpa Akpro (S), 24′ st Forte (J), 37′ st Gondo (S)

NOTE: Espulso al 4′ pt Aya (S), al 12′ st allontanato Jallow (S) dalla panchina. Ammoniti: Gondo (S), Di Mariano (J), Mallamo (J), Troest (J), Ricci (J), Allievi (S), Calvano (J), Dziczek (S), Maistro (S), Calò (J). Angoli: 3-9. Recupero: 3′ pt – 5′ st

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