Sospetto caso di Coronavirus a Battipaglia, paziente verso il Cotugno di Napoli

Ancora un caso sospetto di coronavirus nel salernitano. In questi minuti un’ambulanza dell’Humanitas, la cui associazione è presieduta da Roberto Schiavone, è in viaggio verso l’ospedale Cotugno di Napoli. L’uomo, di cui ancora non si conoscono le generalità, si è recato presso l’ospedale Santa Maria della Speranza di Battipaglia, causa di sintomi influenzali. Il paziente era reduce da un viaggio in Cina, ragion per cui è scattato immediatamente la profilassi. Dal Santa Maria della speranza sono già stati allertati i medici del Cotugno di Napoli.

Consiglia

Raid e vendette, chiesti 8 anni per i fratelli Celso

di Pina Ferro

Raid punitivi e vendette per affermare il proprio predominio sulle piazza di spaccio. Ieri mattina, il pubblico ministero Elena Guarino ha chiesto la condanna a 6 anni ed una multa di 11mila euro per Felice Celso ed a 2 anni per il fratello Gaetano Celso. I due dopo essere stati rinviati a giudizio hanno chiesto, attraverso il legale Giuseppe Russo, di essere processati con il rito dell’abbreviato che si sta celebrando dinanzi ai giudici della seconda sezione penale del Tribunale di Salerno. I due germani, residenti ad Eboli, furono arrestati insieme a tutto il sodalizio criminale di cui facevano parte, era il luglio del 2017. Per gli altri, che hanno scelto riti alternativi, il processo è già stato celebrato. Per farsi spazio sulla piazza ebolitana, il gruppo facente capo a Danilo D’Alterio mette in atto una serie di pestaggi a colpi di mazza da baseball. A farne le spese sono i componenti del gruppo avversario. La vittima di quel pestaggio, fu costretta ad una degenza forzata in ospedale di tre mesi. La vittima del pestaggio unavoltadimesso dall’ospedale, non fa passare molto tempo prima di porre in essere la vendektta. Consegna 4000 ad un soggetto incaricato di sequestrare e picchiare un componente del sodalizio criminale avversario. L’uomo sequestrato viene poi rilasciato nei pressi del ponte sul fiume Sele, dopo che è riuscito a sfuggire all’agguato gettandosi nei rovi che costeggiano il corso d’acqua. Nelle indagini della Mobile, coordinate dai magistrati Elena Guarino e Vincenzo Senatore, finiscono anche i colpi sparati contro l’auto di Felice Celso. Il blitz del luglio del 2017 cheportò all’esecuzione di sette misure cautelari pose la parola fine ai raid ed alle vendette. La sentenza a carico dei due è prevista per il prossimo 1 aprile.

Consiglia

Traffico di anabolizzanti, 19enne ai domiciliari

di Pina ferro

Smerciavano nelle palestre sostanze dopanti con effetti anabolizzanti. Tra le 4 persone arrestate vi è anche un 19enne di Nocera Inferiore. Agli arresti domiciliari sono finiti titolari di palestre, tutti preparatori atletici. Nel dettaglio le ordinanze di custodia cautelare emesse dal giudice per le indagini preliminari di Palermo, Marco Gaeta, ed eseguite dai carabinieri del Nas, sono state notificate a: Cesare Monte, 39 anni di Alcamo, Gaspare Aiello, 33 anni di Partinico (Pa), Filippo Masucci, 51 anni di Palermo e Giuseppe Barbella di Nocera Inferiore, 19 anni. Sono invece 21 le persone iscritte nel registro degli indagati. Per tutti le accuse sono di associazione per delinquere finalizzata alla ricettazione e commercio di sostanze biologicamente o farmacologicamente attive, al fine di alterare le prestazioni agonistiche di atleti gravitanti nel mondo del bodybuilding e delle palestre. Inoltre, nel corso del blitz sono state eseguite perquisizioni domiciliari, su mandato della Procura della Repubblica, nei confronti di 21 persone, di cui 16 indagate, a vario titolo, per i medesimi reati. Sei sono ritenuti responsabili di esercizio abusivo della professione sanitaria, in quanto dispensavano terapie mediche e piani nutrizionali, somministrando anche farmaci per curare gli effetti collaterali provocati dalle sostanze dopanti. L’indagine è scaturita da un controllo eseguito dagli ispettori investigativi antidoping del Nas di Palermo su un atleta, risultato poi positivo, della gara ciclistica “Granfondo Mtb – Baronessa di Carini”, disputata a Carini il 29 maggio 2016. La positività ha originato una complessa attività investigativa, coordinata dalla procura palermitana, realizzata con servizi di osservazione, controllo e pedinamento, intercettazioni telefoniche e ambientali. Questo ha permesso di risalire al sodalizio criminoso che utilizzava come base operativa e di copertura due palestre e un negozio di integratori alimentari del palermitano. I rispettivi titolari, tutti preparatori atletici, assieme ad un altro soggetto, anch’esso preparatore e body builder, attivo collaboratore in una delle palestre, avevano posto in essere un’intensa e ben avviata associazione dedita al commercio di sostanze anabolizzanti finalizzato ad alterare le prestazioni agonistiche degli atleti. Tra i farmaci e le sostanze maggiormente spacciati vi erano Winstrol, Proviron, Testovis, Sustanon, Gonasi e Monores, nonché trenbolone e nandrolone (quest’ultima sostanza, oltre che ad effetto dopante, è anche ad effetto stupefacente). Una delle palestre coinvolte nel traffico era diventata un vero e proprio “ambulatorio del doping”: all’interno dello spogliatoio, infatti, i giovani bodybuilder si somministravano vicendevolmente le sostanze dopanti attraverso iniezioni intramuscolo o sottocutanee. In alcuni casi veniva chiamato anche un infermiere professionale In un caso, per raggiungere l’aumento della massa muscolare nel minor tempo possibile, è stato accertato l’utilizzo da parte di un atleta di un medicinale veterinario: lo ‘Stargate’, farmaco a base di stanozololo normalmente utilizzato per il potenziamento muscolare e scheletrico di cani e gatti. Quando parlavano dei farmaci e delle sostanze commercializzate illecitamente gli indagati, nel tentativo di eludere le indagini e le intercettazioni, utilizzavano un linguaggio in codice con termini come “Winnie The Pooh” o “Doppia V” riferito al ‘Winstrol’ e “Gigetto” o “Giubbino” riferito al ‘GH’, la sostanza piu’ cara visto che alcune di queste fiale venivano vendute anche a 400 euro. Uno degli arrestati, temendo di essere intercettato, utilizzava anche una sim intestata a una ignara cittadina straniera. Tra gli indagati figura anche un bancario che suggeriva ad uno degli arrestati di effettuare i versamenti di contante in tre distinte tranche, di importi dispari, invitandolo a recarsi insieme con lui in banca per effettuare l’operazione e aggiungendo che egli stesso avrebbe provveduto ad eludere la disciplina sulla segnalazione obbligator ia in materia di antiriciclaggio. “Il contrasto al doping per noi del Nas e’ uno degli obiettivi principali del Nas. Si tratta di una rete di soggetti che forniva farmaci con effetto anabolizzante – ha detto il tenente colonnello Vincenzo Maresca, comandante del gruppo Tutela per la Salute di Napoli dei carabinieri – non solo per conseguire risultati sportivi ma anche per il cosiddetto doping estetico, in particolare molto diffuso per chi vuole apparire bello e doppiamente pericoloso perche’ si tratta di un reato recentemente depenalizzato”

Consiglia

Mazzette ai giudici, in due a giudizio

di Pina Ferro

Mazzette ai giudici tributari in cambio di sentenze favorevoli, affronteranno il processo Vincenzo Castellano (di Ariano Irpino) dell’omonimo studio di consulenza societaria e tributaria e Andrea Miranda di San Valentino Torio, della società Esplana srl. I due, ieri mattina, sono stati rinviati a giudizio dal giudice per le udienze preliminari del tribunale di Salerno, Gennaro Mastrangelo. Miranda e Castellano compariranno dinanzi ai giudici per l’avvio del processo il prossimo 1 aprile. Nell’udienza di ieri, il Gup Mastrangelo ha anche ammesso i patteggiamenti richiesti dal battipagliese Cosimo Amodio, amministratore unico dell’azienda autoricambi Autoshop; Claudio Domenico Dusci, presidente Cda di un’azienda nel settore software preimballato con sede a Fisciano; Giuseppe Piscitelli ed Aniello Russo di Tramonti. I quattro non dovranno sborsare, in questa fase penale, nessuna somma di denaro. I quattro patteggiame4nti saranno definiti nell’udienza del prossimo 27 febbraio. E, invece, questa mattina, dinanzi al giudice per le udienze Gennaro Mastrangelo compariranno i primi quattro indagati che hanno scelto di essere processati con il rito dell’abbreviato. Il rito alternativo è stato scelto da: Antonio D’Ambrosi, di Nocera Inferiore, l’ex deputato Teodoro Tascone di Pontecagnano, Angelo Criscuolo, di Cicciano, il giudice tributario Giuseppe De Camillis, di Fragneto Monforte, il giudice tributario Fernando Spanò, di Pomigliano D’Arco, Franco Spanò di Pomigliano D’Arco; Alfonso De Vivo, di Castel San Giorgio e i segretari della commissione Tributaria Giuseppe Napoli, di Salerno, e Salvatore Sammartino, di Sarno.

Consiglia

Bastolla al vetriolo: «Servalli facesse un profondo esame di coscienza»

di Adriano Rescigno

«Per ora non sono candidato e non sto cercando nessuna casella per accasarmi, però tutto potrebbe succedere». Parola di Enrico Bastolla, ex assessore proprio con Enzo Servalli e leader del movimento civico Cava Civile. Di Enrico Bastolla, politicamente parlando, dopo le ultime sfuriate contro l’ex amico Enzo Servalli, politicamente parlando se ne erano perse le tracce, ma poi all’improvviso: «Al momento non penso di competere alle prossime amministrative, ma tutto può succedere, basta aspettare qualche giorno». Sicuramente non sarà tra i sostenitori di Servalli, infatti: «Il sindaco ha un progetto di città fallimentare, inaugurò la sua campagna elettorale all’interno del Palaeventi, immagine netta del suo fallimento visto che fermo al palo era e fermo al palo è, dopo mille proclami. Dovrebbe fare un profondo esame di coscienza ed ammettere che del suo programma solo il venti per cento è stato realizzato, il resto è solo propaganda». E se l’appoggio a Servalli è negato, è negato anche quello a Marcello Murolo, sul cui nome il centrodestra sta trovando una quadra: «Murolo non ha un disegno concreto di città e non lo sosterrò», chiosa lapidario. Il colpo di scena dunque è atteso tra qualche giorno visto che: «Qualcuno mi ha cercato, ma io ancora devo dare una risposta e per il momento intendo tenere un profilo molto basso», e poi: «Servalli? ha già vinto», ride. Insomma tutt’altro che basso profilo, un criptico Bastolla secondo i ben informati sarebbe già a lavoro da tempo, però nessuna certezza è data sapere. Impossibile che non scenda in campo contro quello che è ormai il nemico capitale dopo il “tradimento” e l’induzione alle sue dimissioni.

Consiglia

Alberico Gambino ruggisce: «Il candidato sindaco sono io»

di Andrea Bignardi

«Il candidato sindaco sono io». Al momento l’unica certezza sulle prossime elezioni di primavera a Pagani l’ha data Alberico Gambino in occasione dell’ultima assemblea provinciale di Fratelli d’Italia. Unico riferimento di una coalizione di centrodestra, seppur divisa, resta lui il vero deus ex machina della politica paganese, soprattutto alla luce dei numerosi scontri che hanno solcato gli ultimi mesi della vita amministrativa del comune liguorino. Le dichiarazioni di Gambino, al fianco della sua fidata vice Anna Rosa Sessa, poi divenuta sindaco facente funzioni, hanno contribuito a placare – almeno formalmente – il clima belligerante che si era creato in maggioranza, smentendo anche le ipotesi di una candidatura a sindaco di Nicola Campitiello, capogruppo cittadino di Forza Italia che recentemente aveva riconfermato il suo sostegno all’amministrazione uscente. La coalizione che ha portato Gambino alla vittoria a giugno dello scorso anno, prima della decadenza, è da tempo divisa, con la Lega ormai confluita all’opposizione ad eccezione di Vincenzo Violante, entrato a pieno titolo in Fratelli d’Italia. Senza contare poi la candidatura del civico Lello De Prisco, sostenuta, tra gli altri, dai moderati ex bottoniani e da alcuni fuoriusciti di Forza Italia, che potrebbe essere determinante anche nella prossima contesa elettorale. Il centrosinistra, “orfano” di Salvatore Bottone, che sarà candidato al consiglio regionale tra le fila del Partito Socialista Italiano, potrebbe puntare – stando alle indiscrezioni più ricorrenti – su Pasquale Sorrentino (nella foto), che ha recentemente aderito ad Italia Viva, la formazione politica di Matteo Renzi, o Aldo Cascone, che ha più volte ricoperto il ruolo di assessore. Nessun nome per il momento da parte del Movimento 5 Stelle, che per il momento può contare sull’incisiva azione di opposizione alla giunta esercitata dal consigliere Santino Desiderio.

Consiglia

Mauro Felicori dice addio alla Fondazione, Almerina Bova nominata presidente

di Erika Noschese

La Fondazione Ravello dice addio al commissariamento. Sarà, infatti, Almerina Bova a guidare la fondazione sostituendo, di fatto, Mauro Felicori, neo eletto assessore regionale in Emiòoa Romagna. E’ quanto stabilito nel corso del consiglio generale di Indirizzo della fondazione Ravello tenutosi ieri presso la sede di Viale Wagner. Nel corso dell’incontro, inoltre, è stato tracciato il percorso che porterà in tempi brevi al nuovo statuto dell’ente che organizza il Ravello Festival. Questa fase verrà condotta dall’avvocato Almerina Bove, vice capo di Gabinetto del presidente della Regione Campania; Vincenzo De Luca, designata ieri dallo stesso Governatore, commissario straordinario della Fondazione Ravello in attuazione della Delibera di Giunta dello scorso 28 gennaio. Il Consiglio di indirizzo si è aggiornato per fine mese. Ad esprimere gratitudine per il lavoro svolto da Felicori il governatore De Luca. I componenti del CdI chiamati a ratificare il nuovo statuto e a designare il nuovo CdA e il nuovo presidente sono, per la Regione Campania, oltre ad Almerina Bove; Giuseppe Testa, avvocato capo dell’Avvocatura regionale; Mario Vasco, dirigente dell’Ufficio Speciale per il controllo e la vigilanza su enti e società partecipate e Raffaele Balsamo, dirigente di Staff; per il Comune di Ravello il sindaco Salvatore Di Martino, l’avvocato Paolo Imperato e l’ex ragioniere comunale Michelangiolo Mansi; per la Provincia di Salerno il Presidente Michele Strianese e Ciro Castaldo, dirigente del Settore Pianificazione Strategica e Sistemi Culturali.

Consiglia

Il Tar blocca il maxi concorso della Regione Campania

di Erika Noschese

Non sarebbe stato rispettato il principio dell’anonimato delle prove. Sarebbe questa la motivazione che ha spinto il Tar Campania a bloccare il maxi concorso fortemente voluto dal governatore De Luca. Dopo la prima prova, infatti, alcuni partecipanti hanno fatto ricorso al tribunale amministrativo regionale, contestando il mancato rispetto del principio dell’anonimato delle prove, che risponde all’esigenza di “salvaguardare” la segretezza degli autori delle prove scritte fino a quando la correzione non sia stata ultimata. La procedura per l’assunzione di 950 unità a tempo indeterminato per la categoria D è dunque sospesa, almeno fino al prossimo 6 ottobre quando ci sarà l’udienza pubblica. Di fatti, i candidati esclusi, assistiti dallo Studio legale Leone Fell & C., avevano fatto ricorso per contestare le modalità operative con cui Formez e Commissione Ripam hanno gestito la selezione. Secondo la sentenza del Tar Campania, infatti, “sussistono i presupposti per l’accoglimento dell’istanza cautelare”. Gli esclusi, difesi da Francesco Leone, Simona Fell e Ciro Catalano, hanno contestato il mancato rispetto del principio dell’anonimato delle prove che avrebbe dovuto garantire la parità di trattamento tra i candidati e la valutazione obiettiva degli elaborati. Nello specifico, i candidati, in conformità alle indicazioni contenute nelle istruzioni per lo svolgimento della prova preselettiva, hanno apposto sul foglio “risposte a lettura ottica” e sul “cartoncino anagrafico” due talloncini identici, contenenti lo stesso codice a barre e, immediatamente al di sotto, identico il codice numero di sei cifre. I fogli relativi alle risposte e i cartoncini contenenti i dati anagrafici, però, rilevano dallo Studio legale, non sono stati chiusi in busta sigillata e priva di generalità all’ esterno dai candidati. Il Tar ha rilevato inoltre che nonostante l’utilizzazione di sistemi ottici di correzione, idonei ad assicurare massima rapidità delle operazioni di valutazione, la fase di correzione delle prove preselettive si è immotivatamente protratta per tre mesi. Lo stesso studio legale ha proposto ricorso anche per la selezione parallela, per l’assunzione di 1.225 unità di personale a tempo indeterminato presso diversi enti della Regione Campania. Per il concorso è stata fissata l’udienza cautelare per il prossimo 25 febbraio. «Anche per il concorso per 1.225 unità – ha detto Francesco Leone – abbiamo denunciato la violazione dell’anonimato e, pertanto, immaginiamo che anche quella procedura sarà sospesa dal Tar Campania nei prossimi giorni». «La violazione dell’anonimato – ha evidenziato Ciro Catalano – è avvenuta per tutti i concorsi gestiti dal Formez e dalla Commissione interministeriale Ripam». Intanto, la Regione Campania, rende noto che – in aggiunta ad analoghe iniziative comunicate dal Formez, dalla Funzione Pubblica e dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – ha dato mandato all’Avvocatura di ricorrere al Consiglio di Stato per chiedere l’immediata sospensiva dell’ordinanza della Quinta Sezione del Tar Campania che ha bloccato la procedura Ripam per il cosiddetto “Concorsone”, gestito dal Formez, per l’assunzione di 950 unità Categoria D presso le pubbliche amministrazioni della Campania. L’amministrazione regionale confida su una decisione positiva da parte del Consiglio di Stato, essendo, la procedura e le modalità di selezione del Concorsone, identiche a quelle attuate dal Formez per altri maxi-concorsi pubblici. LE REAZIONI A chiedere le dimissioni del governatore De Luca il questore della Camera dei Deputati Edmondo Cirielli secondo cui è necessario sospendere tutte le prove. «Siamo di fronte all’ennesima figuraccia di Vincenzo De Luca. E’ arrivato il momento che si dimetta per il bene dei campani», ha infatti dichiarato il parlamentare di Fratelli d’Italia. E ancora: «Dov’è, dunque, la trasparenza tanto rivendicata dal governatore pro tempore della Regione? Il concorso – aggiunge il deputato salernitano – venga subito sospeso nel suo complesso. Fare andare avanti le prove, per gli altri profili, sarebbe da irresponsabili. Come al solito quando agisce il Pd ci sono sempre più ombre che luci. E’ evidente, ancora una volta, la responsabilità politica di De Luca che continua a prendere in giro migliaia e migliaia di diplomati e laureati che sperano, invano, di poter essere valutati con meritocrazia e trasparenza. Ora il M5S, che governa insieme al Pd di De Luca la nostra Nazione, dimostri di non essere complice del governatore e ci aiuti a mandarlo a casa il prima possibile». Parla, invece, di «macchina inceppata al primo ostacolo» l’europarlamentare della Lega Lucia Vuolo che etichetta il tutto come «l’ennesima sconfitta politica di Vincenzo De Luca». «Il maxiconcorso elettorale di De Luca presa in giro per decine di migliaia di candidati», ha invece dichiarato capogruppo regionale M5S Valeria Ciarambino. «Le ultime parole famose di celebrazione del maxiconcorso elettorale, già tramutatosi in maxiricorso, De Luca le ha pronunciate anticipando di qualche minuto la sentenza del Tar che sospende le prime procedure di assunzione. E se, come temiamo, le procedure in base alle quali non sarebbe stato garantito l’anomimato fossero state adottate per tutte le prove, rischiamo di trovarci al cospetto di una enorme presa in giro per candidati che hanno realmente creduto nel sogno di un’occupazione – ha poi aggiunto la Ciarambino – De Luca ha oggi il solo e unico dovere di chiedere scusa alle decine di migliaia di candidati che hanno studiato giorno e notte, inseguendo un sogno costruito attorno ad annunci esclusivamente propagandistici. Un piano lavoro fallito in partenza, al pari della becera strategia elettorale messa in piedi dal governatore della Campania».

Consiglia

Quartiere Porto, le istanze dei residenti ascoltate in Commissione Trasparenza

di Erika Noschese

Trasferimento del capolinea da via Ligea a via Vinciprova, inquinamento atmosferico e acustico e totale assenza di illuminazione pubblica. Sono stati questi alcuni dei temi affrontati ieri mattina in commissione Trasparenza. Il presidente Antonio Cammarota ha infatti incontrato una delegazione di residenti della zona porto per fare il punto della situazione dopo l’allarme lanciato dal giornalista salernitano Gabriele Bojano che – senza giri di parole – aveva detto: «qualcuno da anni tenta di uccidere il quartiere Porto». A sollecitare l’incontro con il presidente della commissione Trasparenza il consigliere d’opposizione Dante Santoro che già in altre occasioni aveva avuto modo di ascoltare e raccogliere le istanze degli abitanti della zona di via Ligea. «È stato un momento di confronto e di dialogo molto importante e costruttivo in cui sono state passate in rassegna le questioni relative alla mobilità urbana, con i disagi conseguenti al trasferimento del capolinea BusItalia da via Ligea a via Vinciprova, all’inquinamento atmosferico, acustico e luminoso e alla sicurezza», ha dichiarato al termine dell’incontro Bojano. Il verbale trascritto , infatti, sarà portato nella prossima seduta del consiglio comunale per far sì che si possa trovare una soluzione immediata. «Abbiamo “fatto rumore”, come direbbe Diodato, e questa è già una prima conquista. A me tocca ringraziare il consigliere comunale Dante Santoro, che ha voluto farsi interprete dei problemi del rione, e il presidente della commissione trasparenza Antonio Cammarota, che ha bene sintetizzato i suddetti problemi, con gli altri componenti presenti Antonio Fiore, Gianpaolo Lambiase, Lucia Mazzotti, Paki Memoli, Massimiliano Natella, Luca Sorrentino, Pietro Damiano Stasi, Veronica Mondany, Giuseppe Zitarosa e i consiglieri comunali Donato Pessolano, Rocco Galdi, Domenico e Giuseppe Ventura». Tra i residenti presenti ieri mattina al terzo piano di Palazzo di Città Eugenio Mottola, Eleonora Manzo, Pippo Della Corte, le signore Mazzella e Parrilli e Francesco D’Ambrosio e Giovanni Capuano dell’associazione Retro Porto. «Il sasso è stato lanciato nello stagno, speriamo che le acque siano state smosse», ha poi aggiunto Gabriele Bojano. Quella che riguarda il rione porto è una problematica che va avanti ormai da diversi mesi: già in occasione di Luci d’Artista, infatti, gli abitanti della zona lamentavano l’impossibilità di trovare parcheggi nei pressi delle loro abitazioni, soprattutto nei fine settimana quando in città si verificava il pienone di turisti e visitatori. A sostenere le battaglie proprio il consigliere Santoro: «purtroppo abbiamo quartieri isolati e devastati da politiche scellerate. L’ultima scelta folle dell’amministrazione sarebbe quella di spostare il terminal degli autobus da via Porto – ha detto il consigliere DeMa – Una decisione che porterebbe la morte di un quartiere e l’isolamento di tantissimi residenti. Noi portiamo la loro voce in commissione trasparenza e insieme al consigliere Cammarota cercheremo di affrontare l’argomento che per noi è cruciale per la sopravvivenza di un rione importante della città, nel tempo già mortificato da tante scelte politiche. Così non si può andare avanti, bisogna ascoltare la voce di queste gente». A preoccupare maggiormente i residenti proprio il trasferimento del capolinea da via Ligea a via Vinciprova in quanto «questo non consentirà più un servizio preciso e puntuale degli autobus e andremo a perdere numerose corse che ad oggi ci consentono e facilitano lo spostamento in varie zone della città», come ha poi aggiunto lo stesso Bojano che si è fatto portavoce delle istanze di tutti i residenti della zona. E secondo il presidente Cammarota, quello del Porto è una delle zone maggiormente dimenticate dall’amministrazione comunale, abbandonata a sé stessa, senza alcuna sicurezza per gli abitanti.

Consiglia

Banca poco trasparente, condannata a restituire gli interessi al cliente

di Pina Ferro

Banca poco trasparente nei confronti del proprio cliente. Con questa motivazione il giudice della Corte di Appello, Mattia Caputo, di Salerno ha dichiarato nullo un contratto di finanziamento. L’istituto di credito è stato anche condannato a rimborsare al cliente tutti gli interessi pagati sino al momento dell’emissione della sentenza (5 febbraio 2020). Il giudice del Tribunale di Salerno, ha in maniera categorica stabilito che le norme sulla trasparenza parlano chiaro quando stabiliscono che le banche e le finanziarie devono dire ai clienti le cose come stanno, ovvero devono spiegare in maniera chiara e trasparente quale sarà il tasso effettivo globale che verrà pagato per quel finanziamento, considerando tutti i costi e le spese. Nel dettaglio, se la banca comunica che il tasso d’interesse è pari ad 1 e poi, invece, il cliente paga 3 , il finanziamento è parzialmente nullo e la conseguenza – secondo la legge – è la nullità del tasso convenzionale applicando i soli interessi minimi Bot più favorevoli al cliente della banca. La sentenza di appello ha accolto in toto le ragioni del cliente assistito dagli avvocati Mario Manzo e Rosita Magazzeno, del foro di Salerno, consulenti dell’Associazione Antiraket –Antiusura presieduta da Luigi Frezzato, i quali hanno vinto la battaglia giudiziaria sia in primo che secondo grado. Il cliente si era rivolto all’associazione Antiraket – Antiusura di Salerno per verificare se la banca avesse applicato nel proprio finanziamento gli interessi nella giusta misura. Gli avvocati Manzo e Magazzeno, dopo aver predisposto una perizia econometrica, hanno appurato che la Finanziaria aveva applicato un diverso e superiore tasso in danno del cliente e pertanto hanno consigliano di agire in giudizio per ottenere il rimborso degli interessi pagati fino a quel momento . Giudizio che ha visto vittorioso il proprio assistito innanzi al giudice di pace, il quale ha condannato l’Istituto finanziario al rimborso integrale degli interessi. La sentenza è stata appellata dall’istituto di credito. Anche i giudici di secondo grado hanno accolto le ragioni degli avvocati e confermato la sentenza resa dal giudice di pace. Ebbene nella quasi totalità dei casi gli Istituti finanziari non indicano “esattamente” il tasso effettivo globale fatto pagare dall’ignaro correntista – mutuatario . «Ora grazie alla sentenza resa da giudice Mattia Caputo, tutti i consumatori avranno il diritto di pretendere dal proprio Istituto Finanziario il rimborso degli interessi perché applicati in eccesso rispetto a quanto dichiarato nel contratto. – Hanno sottolineato i legali – Il motivo principale perché la banca indica nella quasi totalità dei finanziamenti un tasso effettivo annuo inferiore a quello dichiarato nel contratto è perché non include tutti i costi collegati che vengono posti a carico del cliente quali soprattutto le spese di assicurazione , inducendo il consumatore ignaro a sottoscrivere quel finanziamento perché conveniente rispetto ad altro concorrente , violando così anche le regole della libera concorrenza , il tutto a discapito dei consumatori . Questa vittoria ed il principio enunciato dal Tribunale di Salerno – applicabile a tutti i finanziamenti a partire da € 10.000 ad € 800.000,00 – la dedichiamo a tutti coloro che hanno diritto al rimborso degli interessi perchè hanno stipulato un mutuo e/o semplice finanziamento – cessione del quinto dello stipendio».

Consiglia

Bambina di 5 anni costretta a rinunciare alla riabilitazione

di Erika Noschese

Dopo circa 400 giorni di attesa la sua famiglia è stata costretta dire basta. Non si placa la polemica sul blocco delle terapie riabilitative che, in questi mesi, vede protagonista non solo il centro Luigi Angrisani di Nocera Inferiore ma anche e soprattutto l’Asl di Salerno che, ad oggi, non avrebbe ancora dato soluzioni concrete per sbloccare la situazione. Come più volte anticipato, inoltre, il blocco delle terapie riguarda anche centinaia di bambini provenienti da tutta la provincia di Salerno. Tra questi spicca Maria, nome di fantasia di una bimba di soli 5 anni, affetta da una rara forma di encefalopatia. Per queste ragioni, l’Asl di Salerno le aveva prescritto cure riabilitative. Terapie che sono ancora oggi bloccate, così come sta accadendo in tutto il distretto sanitario 60. Sono trascorsi 400 giorni e ad oggi la famiglia non ha ottenuto risposte dall’azienda sanitaria locale di via Nizza. Quattrocento giorni e nessuna soluzione. Per queste ragioni, ieri mattina, la famiglia ha detto basta. Si è recata presso il centro riabilitativo Luigi Angrisani di Nocera Inferiore per chiedere ufficialmente lo stop della terapia. Per il bene di Maria, infatti, i genitori hanno deciso di rivolgersi altrove per curare la bambina di 5 anni. La famiglia, infatti, ha comunicato ufficialmente agli operatori del centro Luigi Angrisani che cureranno la figlia in un’altra struttura. Più lontano da casa, se ci riuscirà. «Per noi è una sconfitta senza colpe. Diamo l’anima per ogni paziente, e poi ci troviamo di fronte a situazioni come queste. Che non possiamo capire – hanno dichiarato amareggiati gli operatori del centro Angrisani – Perché Maria ha dovuto aspettare 400 giorni? Perché la sua famiglia deve essere spinta dalla disperazione a rinunciare, ad andare altrove? E perché le sue cure dovrebbero essere autorizzate, se lo sono state, in un luogo diverso da quello che vorrebbe la sua famiglia e non in quello che ha scelto?» Domande che non hanno risposta. Ma che tutti, per tutte le Marie che sono nate nel territorio del Distretto 60, abbiamo il dovere di porci. E di pretendere che abbiano una risposta. Va infatti ricordato che recentemente una sentenza del tribunale di Salerno ha dichiarato illegittimo lo stop delle cure riabilitative, costringendo i vertici dell’Asl a ripristinare la situazione in tempi record, dopo la denuncia dei familiari di un ragazzino dell’agro nocerino sarnese. Ad oggi la situazione non sembra però essere migliorata e sempre di più sono le famiglie che rinunciano alla terapia riabilitativa per permettere ai loro figli di curarsi altrove, magari anche lontano da casa, proprio come è accaduto per Maria. Intanto, continua la lotta a distanza tra i vertici dell’azienda sanitaria locale e il centro Luigi Angrisani dopo le polemiche sollevate proprio dagli operatoi del centro e dopo la battaglia intrapresa dai medici di base che proprio nelle scorse settimane, in blocco, hanno scritto al direttore Mario Iervolino per chiedere di procedere, nell’immediato, alla riattivazione delle terapie. Maria, ad oggi, è solo uno dei tanti esempi di una situazione che sta letteralmente mettendo in ginocchio i centri riabilitativi di tutta la provincia di Salerno e in particolar modo del distretto 60.

Consiglia

Mauro Felicori lascia la fondazione Ravello: «Il mio mandato era comunque finito»

di Erika Noschese

«Spero certamente di essere invitato al festival di Ravello per la prossima edizione». Sorride Mauro Felicori, commissario della fondazione Ravello ed ex responsabile della Reggia di Caserta che, da pochi giorni, riveste un nuovo e prestigioso incarico: quello di assessore alla Cultura nella giunta regionale di Stefano Bonaccini in Emilia Romagna. L’ex responsabile della Reggia di Caserta, infatti, dopo la proroga di altri due mesi per il commissariamento della Fondazione Ravello era comunque destinato a lasciare la provincia di Salerno: il suo incarico, infatti, è in scadenza ma lasciare la Campania pronto a dimostrare quanto vale in Emilia Romagna.

Onorevole, lascerà l’incarico di commissario alla Fondazione Ravello ora che è stato eletto nella giunta regionale di Stefano Bonaccini…

«A Ravello sono stati prorogati i due mesi ma in quanto commissario il mio incarico era destinato a durare poco. Finisco l’elaborazione del nuovo statuto, saranno eletti i nuovi organi. Non c’è mai stata una contraddizione tra il mio nuovo ruolo in Emilia Romagna e il mio incarico di commissario».

A che punto è il lavoro che, da commissario, sta portando a termine alla fondazione Ravello?

«Domani (oggi per chi legge ndr)ci sarà una riunione con i soci e il comitato di indirizzo, discuteremo la proposta del nuovo statuto e se lo statuto va bene sarà eletto il nuovo consiglio d’amministrazione e il nuovo presidente».

C’è ancora qualcosa che avrebbe voluto fare prima di lasciare l’incarico di commissario?

«Io direi che abbiamo fatto un ottimo festival, abbiamo già incominciato a lavorare alla nuova edizione del festival del 2020. Il commissario viene nominato quando gli organi non funzionano e se io riesco a far funzionare gli organi, allora abbiamo risolto il problema. Non dipende solo da me, nel senso che è necessario che i soci si mettano d’accordo».

Cosa le mancherà di Ravello e di tutto il lavoro che ha svolto?

«Guardi, sono stato in Campania per 4 anni. E’ una regione meravigliosa che mi ha dato enormi soddisfazioni di lavoro e non sarei un essere umano se non la ricordassi con piacere. La Campania, e Ravello, mi hanno dato moltissimo a livello personale, professionale. Lascio qui tanti amici, colleghi, lavoratori. C’è stato anche tanto da combattere, naturalmente». Tornerà a Ravello? «Spero certamente di essere invitato al festival»

Consiglia

«La battaglia di De Luca sui rifiuti? Finita nel dimenticatoio» I consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle contro il governatore

di Erika Noschese

«Quella dei rifiuti era una battaglia personale di De Luca, con tanto di stretta di mano tra il governatore e Matteo Renzi ma ad oggi se ne sono dimenticati». A parlare così la consigliera regionale del Movimento 5 Stelle, Maria Muscarà che, ormai da anni, porta avanti la sua battaglia per liberare la Campania dalle balle. Secondo quanto emerge da dati regionali il 30 maggio 2016 è iniziata la rimozione di circa 5.516.689 tonnellate Rsb dei lotti totali. Di questi, il 16% circa (ovvero 881.934) sono lotti aggiudicati per un totale di 132.290.100,00 euro su un totale complessivo di 827.503.350,00. A distanza di 1338 giorni ( e dunque al 28 gennaio 2020) solo 529.078 tonnellate sono state rimosse, pari al 9.6% per un totale di 79.361.700 euro. Dei lotti aggiudicati, invece, solo il 65.7% di balle sono state rimosse. Al 28 gennaio restano ancora 276.086 tonnellate di rifiuti che potrebbero essere smaltite in non meno di 6 anni. Ecoballe che sono destinate a raggiungere anche l’estero. Tra gli impianti che dovrebbero accogliere i rifiuti campani la discarica Lena Ambiente in Portogallo con 367 carichi per circa 10mila tonnellate. C’è poi l’impianto di Serino, in provincia di Avellino con 177 carichi e poco meno di 5mila balle; e ancora: l’impianto Ecosistem Srl di Lamezia Terme; quello di Castiglion delle Stiviere, Hera Ambiente, Macero Maceratese e Deco (tutte in Italia) con 2.271 carichi per un totale di oltre 66mila tonnellate. Di queste balle presenti in Campania più di 5mila carichi sono destinati all’estero per un totale di 150.479 tonnellate; oltre 104mila sono invece i carichi che dovranno raggiungere diverse zone d’Italia per un totale di oltre 138mila tonnellate. Intanto, potrebbe essere proprio il Portogallo a dire stop alle balle di rifiuti provenienti dalla Campania. Nei giorni scorsi, infatti, numerose sono state le proteste da parte dei cittadini, a causa della cattiva gestione delle discariche. Come anticipato da Fanpage, infatti, Il paese lusitano raccoglie 331 mila tonnellate di rifiuti da altri paesi dell’Unione Europea, grazie ai prezzi particolarmente vantaggiosi. L’Italia è il principale paese esportatore di rifiuti verso il Portogallo, ed in particolar modo è la Campania che esporta, tra ecoballe e residui degli Stir, gran parte della quota italiana. A rischio per la Campania, ci sono le quote di rifiuti che vengono inviate all’estero e che consentono la gestione ordinaria dell’intero ciclo.

Consiglia

Ecoballe non smaltite e impianti fermi Ecco le accuse mosse a Bonavitacola

di Andrea Pellegrino

Lo smaltimento delle ecoballe in Campania finisce al centro dell’inchiesta della procura napoletana che coinvolge il vicepresidente della giunta regionale – con delega all’ambiente – Fulvio Bonavitacola. L’inchiesta – coordinata dai sostituti procuratori Fragliasso, De Renzis e Vanacore – vede 23 indagati in tutto, ma nel caso specifico, il vicegovernatore risponde dei reati di concorso e di omissione in atti di uffici insieme a Lucia Pagnozzi, responsabile della struttura di missione per lo smaltimento delle ecoballe. Ma l’indagine potrebbe portare altri sviluppi attraverso persone ancora da identificare. Sotto “esame” la mancata tempestività e rimozione delle ecoballe. Al 8 gennaio, infatti, risultato smaltite solo 458 tonnellate di rifiuti a fronte di ulteriori 3.849.912 tonnellate di ecoballe ancora da smaltire. Ma la Procura contesta anche la mancata realizzazione dell’impianto per la produzione di Css (combustibile solido secondario) di Caivano «i cui progetti di fattibilità tecnico-economica erano stati approvati rispettivamente il 31.7.2018 e i cui progetti esecutivi avrebbero dovuto essere approvati entro ottobre 2019 e la cui realizzazione, con avvio del servizio di trattamento dei Rsb, dovrebbero avvenire rispettivamente entro dicembre 2020 e settembre 2020, con conseguente smaltimento degli Rsb, come da cronoprogramma non prima del dicembre 2022 per l’impianto di recupero di materia di Giugliano (400.000 tonnellate di Rsb da smaltire in due anni per un quantitativo di 200.000 tonnellate all’anno) e non prima del settembre 2023 per l’impianto di Css di Caivano (1.200.000) tonnellate di Rsb da smaltire in tre anni per un quantitativo di 400.000 tonnellate all’anno)». Secondo le accuse mosse, la Procura immagina «un danno patrimoniale di rilevante gravità allo Stato italiano che ha versato alla Comunità europea, alla data del novembre 2018, la somma di euro 151.640.000 (anticipata dal Mef e richiesta senza esito alla Regione Campania, in quanto ritenuta responsabile per le infrazioni accertate dalla Corte di Giustizia europea con sentenza del 2015) e deve versare alla comunità europea altri 43.8000.00 euro per i periodi del 17 luglio 18 al 16 gennaio 2019 e 17 gennaio 2019 al 16 luglio 2019 per un totale di somme versate e da versare alla comunità europea pari ad euro 195.440.000».

Consiglia

«Sono e resto della Lega di Salvini La mia militanza è indiscussa»

di Adriano Rescigno

«La mia militanza ed il mio impegno per la Lega sono indiscussi, da consigliere provinciale sono presente in tutte le battaglie del partito». Così l’ex sindaco di Pontecagnano Faiano, Ernesto Sica, il cui nome è su una ideale graticola in vista delle prossime regionali. Il consigliere provinciale che punta ad uno scranno a Palazzo Santa Lucia dunque rivendica la sua appartenenza al Carroccio: «Sono un tesserato, il mio rapporto con il partito è ottimo, vengo da tre campagne elettorali e la mia militanza è indiscussa così come il mio impegno da consigliere provinciale su ogni battaglia del partito». Sica ha le idee chiare anche sul come è possibile contrastare e vincere su Vincenzo De Luca: «Sarà una campagna elettorale dura e difficile, l’avversario è dei peggiori e la coalizione del centrodestra può trovare la sua forza all’interno di liste composte da amministratori radicati sul territorio e dal massimo delle espressioni della società civile». In merito alla “campagna acquisti” del Carroccio: «Sono felice e saluto con gioia i nuovi innesti del partito, ne vorrei sempre di più e sempre di maggior profilo per il bene di tutti, del partito e del centrodestra». Allontana dunque le voci di una sua vicinanza o riavvicinamento a Forza Italia, amore burrascoso del suo passato politico Sica che tiene a ribadire con forza la sua appartenenza al partito di Salvini: «Sono l’unico consigliere provinciale della Lega sui territori di Salerno che mai prima di me ha avuto un rappresentante del Carroccio e che costantemente è sui territori, tra le comunità per cercare di capirne e rappresentarne al meglio le istanze in tutte le sedi. Credo che questo sia il nocciolo dell’attività politica, essere vicini alle persone nei loro territori, non farli sentire abbandonati e far diminuire quel distacco troppo spesso percepibile tra istituzioni e cittadini. Per quanto mi riguarda il mio agire è esclusivamente sotto il simbolo del Carroccio»

Consiglia

«Meglio le Province che le Regioni» La Lega? «Sia meglio organizzata»

di Andrea Pellegrino

«Spero che la Lega non sia come gli altri: si faccia un congresso e ci sia rappresentatività e soprattutto tenga ben presente chi sale all’ultimo momento sul carro dei vincitori. Anzi sul Carroccio». Pino Palmieri è sindaco di Roscigno. Ha lasciato Roma, dove è stato anche consigliere regionale, per amministrare il suo comune di origine. Già da tempo è un iscritto della Lega di Matteo Salvini, fin da quando al sud era impossibile raggiungere percentuali a due cifre. «Non sono interessato a candidature, non sono interessato ad incarichi», dice Palmieri: «Sono interessato a far crescere il mio territorio e a sostenere un progetto politico che mi convince».

Tra qualche mese si voterà per il rinnovo dei vertici della Regione Campania, lei sarà in campo?

«Mi hanno offerto la candidatura. Io ho detto no. Anche perché sono stato consigliere regionale del Lazio e da questa esperienza ho appreso solo l’importanza delle Province e la poca utilità delle Regioni. Sono favorevole al ritorno di amministrazioni provinciali forti e rappresentative, anche al costo di abolire le regioni che sono, ad oggi, solo pachidermi istituzionali». Centrodestra. Ad oggi siamo ancora in alto mare «Penso che occorra abbandonare il tatticismo partitico a favore del progetto. Non è possibile che a sessanta giorni circa dalla presentazione delle liste non ci sia ancora l’indicazione sul candidato. Noi siamo persone che danno anima e corpo sui territori ma abbiamo bisogno di riferimenti certi».

Cosa pensa di Caldoro?

«E’ una persona perbene, pacata e preparata. Penso che abbia amministrato bene. Naturalmente non tocca a me stabilire logiche politiche o strategie che spettano ai partiti».

Un centrodestra unito pensa che sia vincente?

«L’unione fa la forza. Ora è indispensabile indicare il candidato e avviare la campagna elettorale. Il centrodestra ha un trend positivo in tutta Italia ed anche in Campania, ma naturalmente gli avversari non stanno a guardare. De Luca, inoltre, è un personaggio politico di spessore e sa bene come si fa una campagna elettorale».

Ha mai conosciuto Vincenzo De Luca?

«No, mai incontrato».

Torniamo al Carroccio..

«Io ho aderito convintamente alla Lega, anche quando era difficile farlo in questa terra. Però ora occorre una classe dirigente che sia rappresentativa, che sia capace, che sostenga noi amministratori locali. La critica non è sinonimo di abbandono, anzi è qualcosa di cui si necessita, a mio avviso, per costruire e non distruggere. Non sono interessato a candidature o incarichi, vorrei solo che questo partito non sia come gli altri. Spero in un congresso e spero che siano i tesserati ad eleggere i propri dirigenti di partito. Io ribadisco la mia appartenenza alla Lega e la mia volontà di far crescere questo partito».

Consiglia

I volontari di Sea Shepherd a Salerno, dibattito in programma al Foyer Cafè

Sea Shepherd fa nuovamente tappa a Salerno. I volontari della più agguerrita organizzazione per la difesa dei mari e dei suoi abitanti terranno una conferenza pubblica per simpatizzanti e sostenitori il prossimo 15 febbraio. L’appuntamento, dunque, è per sabato alle ore 17.00 presso il Foyer Café di via Valerio Laspro dove gli attivisti parleranno di alcune delle principali campagne portate avanti, in questi anni, da Sea Shepherd. Per l’occasione, è prevista la proiezione di video ufficiali e, all’interno del locale, saranno allestiti infopoint e mostra fotografica.

Consiglia

Regione, approvata la legge sulle cooperative di comunità

di Erika Noschese

«Dalla Regione Campania un’opportunità di recupero e rinascita a contesti sociali svantaggiati e facendo leva sul senso di identità e attaccamento alle origini». Lo dichiara la consigliera regionale Maria Ricchiuti dopo che il consiglio regionale, ieri, ha approvato la sua proposta di legge sulle cooperative di comunità, dopo un articolato confronto normativo e politico. «La Regione Campania riconosce il portato valoriale della cooperazione di comunità anche nel suo impatto produttivo ed economico, dando un’opportunità di recupero e rinascita a contesti sociali svantaggiati e facendo leva sul senso di identità e attaccamento alle origini», ha dichiarato la consigliera Ricchiuti. La legge sulle cooperative di comunità, infatti, è ad oggi un valido strumento per contrastare, in Campania, il fenomeno dello spopolamento, il declino economico e il degrado socio-urbanistico. «Si tratta di un lavoro iniziato un anno fa, nella sesta commissione, anche grazie al prezioso contributo delle associazioni appartenenti al terzo settore», ha poi spiegato la consigliera secondo cui, in Campania, la legge si basa soprattutto sulle innovazioni portate al tavolo nazionale del terzo settore e sul rapporto con le altre realtà. In sintesi, le cooperative di comunità dovranno operare prevalentemente nei comuni o aree rispondenti a determinate caratteristiche, ovvero comuni delle “aree interne”, piccoli comuni, aree urbane fortemente degradate, anche a causa del forte impatto demografico. La legge è stata approvata dal Consiglio regionale della Campania con 34 voti a favore, dopo che la consigliera Ricchiuti ha illustrato il testo normativo. Una legge che mira non solo a far sì che le nuove generazioni possano far ritorno nei loro paesi d’origine ma anche di promuovere servizi quali l’attività di vendita di generi alimentari, di prodotti di prima necessità e rivendita di giornali, di quotidiani e di riviste; servizi di pagamento, previo ottenimento della relativa autorizzazione o licenza; servizi di natura informatica; servizi di assistenza per la prenotazione telefonica o telematica di visite mediche e supporto tecnico per servizi sanitari; servizi di raccolta e successivo invio della corrispondenza nei centri abitati privi di ufficio postale, previa apposita convenzione con il gestore del servizio postale; servizi bibliotecari e noleggio di libri; servizi di mobilità; attività di valorizzazione delle tradizioni tipiche locali e della trasmissione inter-generazionale dei saperi. Per essere soci della cooperativa, ha spiegato la consigliera, requisito necessario è essere residenti, con la sede nella comunità interessata, oppure che in essa operano con carattere di continuità. «Grazie a tutti gli attori istituzionali, imprenditoriali e associativi per il prezioso ed insostituibile contributo, al fine di massimizzare il benessere collettivo», ha poi aggiunto la consigliera.

Consiglia

S’insediano i vertici della Procura e del Tribunale

di Pina Ferro

L’aula 17 della Cittadella Giudiziaria ha fatto da coreografia all’insediamento del novo vertice della Procura e di quello de Tribunale di Salerno. Giuseppe Borrelli, 60 anni proveniente da Napoli dove ha ricoperto il ruolo di procuratore aggiunto e Giuseppe Ciampa, 61 anni, anche egli proveniente da Napoli dove ha ricoperto il ruolo di presidente di sezione, ieri mattina, hanno giurato dinanzi al collegio formato dalla presidente Rosa Sergio e dai giudici a latere Lucia Casale e Vincenzo Ferrara Ad accogliere il neo procuratore ed il neo presidente del Tribunale di Salerno c’erano magistrati, avvocati, funzionari e i rappresentanti delle forze dell’ordine. Presente anche l’ex procuratore capo di Salerno Corrado Lembo, in pensione nel settembre 2018. Al suo posto a reggere la Procura, fino a ieri, vi è stato il facente funzioni Luca Masini. A dare per primo il benvenuto ai due nuovi vertici è stato il presidente vicario della Corte d’Appello di Salerno, Bruno De Filippis, il quale, ha sottolineato che «Salerno è una realtà che non manca di problemi ma abbiamo grandi risorse umane. Siamo sicuri che insieme faremo un ottimo lavoro». Un benvenuto corredato da un invito quello del procuratore generale Leonida Primicerio. Un invito a pretendere di più da Roma, a far sentire la propria voce battendo il pugno sul tavolo. Dopo aver dato il benvenuto ai colleghi Ciampa e Borrelli il procuratore generale Leonida Primicerio ha sottolineato il loro valore e professionalità «Valore e professionalità che unitamente alla loro esperienza metteranno al servizio non solo in materia di contenzioso civile ma anche di criminalità organizzata che qui a Salerno non è tanto diversa da quella napoletana». Poi è arrivato l’affondo:«la realtà giudiziaria salernitana è un po’ trascurata a Roma Roma dove si decidono cose importanti. Vi chiediamo di andare a Roma e sbattere il pugno sul tavolo e chiedere il rafforzamento degli organici perché molto spesso il nostro appello resta inascoltato». «Vi abbiamo aspettato a lungo – ha sottolineato il procuratore aggiunto facente funzioni Luca Masini – Qui c’è una squadra che è pronta a qualsiasi miglioramento». A dare il benvenuto al neo procuratore ed al neo presidente del Tribunale a nome dell’avvocatura salernitana è stato il presidente dell’Ordine Forense Salernitano Silverio Sica. «Porto il saluto dell’intera avvocatura salernitana. L’avvocatura salernitana è mediamente sana e leale. Pur vivendo in un tribunale di frontiera ha sempre avuto spirito di collaborazione nel rispetto reciproco della propria toga. Noi ci aspettiamo che i problemi della giustizia vengano affrontati con sano pragmatismo, con la volontà di risolverli».

Consiglia

Tragedia delle Foibe, Monaco: «Campagna attenta alla storia»

di Andrea Bignardi

«Campagna è una città attenta alla storia ed al suo corso». Parla così il sindaco Roberto Monaco, in occasione della giornata del ricorso per la tragedia delle foibe.

Sindaco, Campagna è una città impegnata in prima linea nel ricordo della tragedia delle foibe, e l’iniziativa di oggi (ieri per chi legge,ndr) lo testimonia. Una tendenza non sempre seguita dai comuni. Come mai questa scelta?

«Campagna è da sempre una città attenta alla storia ed al suo corso. Proprio per questo motivo abbiamo il museo – itinerario della Memoria e della Pace intitolato alla figura di Giovanni Palatucci (ultimo questore di Fiume e nipote di Giuseppe Maria Palatucci, vescovo di Campagna negli anni della II Guerra Mondiale, ndr). Un’entità che si occupa di trasferire, soprattutto alle nuove generazioni, il significato profondo della memoria, con particolare riferimento ai fatti della seconda guerra mondiale e alle sue conseguenze. Ma non solo. A Campagna abbiamo costruito un vero e proprio Percorso della Memoria, che coinvolge tutte le istituzioni locali».

In cosa consiste quest’iniziativa?

«Ogni anno, l’amministrazione comunale che ho l’onore di rappresentare e il Museo (diretto da Marcello Naimoli) organizzano, con il contributo di alcune associazioni (in particolare il Comitato Giovanni Palatucci, presieduto da Michele Aiello), un vero e proprio percorso della Memoria che prende il via il 27 gennaio, giorno della Memoria, attraversa il 10 febbraio, giorno del Ricordo, per poi giungere al 6 marzo, la giornata dei Giusti tra le nazioni».

In che modo realizzate questa importante operazione di sensibilizzazione?

«Con numerosi appuntamenti capaci di trasmettere alla cittadinanza il messaggio che cerchiamo di veicolare. Il 21 e il 28 marzo, ad esempio, sono previsti due spettacoli sul tema della memoria e del ricordo: la “Pietra oscura” e la “Serva padrona” (intermezzo buffo di Antonello Mercurio per la regia di Pasquale De Cristofaro). Questi sono soltanto gli appuntamenti fissati in un termine più o meno breve, ma non ne mancheranno anche tanti altri, che avranno luogo nel mese di maggio».

I giovani di Campagna – che si spera possano essere i veri depositari della memoria in futuro – come hanno percepito quest’attenzione a temi del genere da parte dell’amministrazione?

«I giovani hanno recepito bene, anzi direi benissimo, il messaggio lanciato nella giornata di oggi (ieri per chi legge, ndr). Sono molto più sensibili di ciò che molti a torto sono disposti a riconoscere. La nostra scelta, unitamente al direttore del Museo, è stata quella di allestire non un plesso statico, fatto esclusivamente di immagini. Al contrario, facendo leva sul linguaggio e sugli strumenti di comunicazione utilizzati dai giovani, abbiamo voluto un museo digitale, multimediale e dialogante che che fosse capace di coinvolgere la sfera emotiva ed emozionale dei fruitori. E questa è tra le ragioni principali per cui migliaia e migliaia di studenti (ormai da tutta Italia e non solo) vengono a visitare il museo della Memoria di Campagna».

Secondo lei una convivenza pacifica tra gli eredi delle parti coinvolte in quella che fu una sanguinosa guerra civile è possibile attraverso il recupero di una memoria condivisa che archivi definitivamente errori del passato, rivendicazionismi e negazionismi di ogni sorta?

«Noi riteniamo, innanzitutto, di dover fornire alle nuove generazioni gli elementi della conoscenza, come leva per prendere le distanze dal male, da qualunque parte esso provenga. Sul tema della memoria, riteniamo che Campagna sia, in questo momento, tra le città più impegnate in Europa, se non la più impegnata, su questo fronte. Basti vedere quante iniziative, abbiamo messo in cantiere, a cominciare da quella di oggi (ieri per chi legge, ndr), per la quale sento il dovere di rivolgere un sentito ringraziamento al Prefetto di Salerno Francesco Russo che ha voluto essere a Campagna per onorare questa importante giornata del ricordo».

Consiglia

Primo caso di sospetto Coronavirus Si tratta di un 43enne di Postiglione

di Pina Ferro

«Sono rientrato da due giorni dalla Cina e ora ho la febbre». E’ bastata questa unica frase a far scattare il protocollo operativo del Coronavirus presso il pronto soccorso dell’ospedale “San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona” di Salerno. Sono state due ore di grande tensione e caos quelle vissute a partire dalle 15 di ieri pomeriggio. A presentarsi dinanzi agli infermieri del Triage del Ruggi è stato un 43enne, residente a Postiglione. L’uomo ha raccontato che aveva la febbre e che l’innalzamento della temperatura era stato riscontrato al rientro dalla Cina dove aveva trascorso un periodo di due mesi e dove pare viva la fidanzata. L’uomo è rientrato i Italia due giorni fa facendo scalo a Berlino. Raccolte le primissime informazioni è stato immediatamente posto in atto il protocollo previsto in questo caso. Il paziente è stato immediatamente isolato e posto in una stanza singola lontano da altri pazienti e familiari degli stessi. A tutti i presenti, personale sanitario compreso sono state distribuite mascherine da indossare rigorosamente. Coloro che hanno monitorato il 43enne hanno anche indossato speciali tute. L’accesso alle stanze di degenza del Pronto soccorso è stato chiuso con delle transenne leggere. A vigilare sul rispetto delle norme precauzionali attivate vi erano le guardie giurate. Intanto, al 43enne di Postiglione sono stati effettuati alcuni prelievi ed un tampone. Ovviamente, quanto stavano vivendo ha generato paura e preoccupazione sia tra i pazienti che tra i familiari presenti in sala di attesa. Nel frattempo, mentre i medici continuavano a visitare i pazienti presenti nelle stanze dei codici rossi, gialli e verdi altro personale ha continuato a porre in essere il protocollo previsto nel caso specifico e contemporaneamente è stato allertato l’ospedale “Cotugno” di Napoli (ospedale di riferimento). Erano da poco passate le 16 30 quando l’ambulanza dell’Humanitas, appositamente attrezzata ha preso in carico il paziente ed è partita in direzione Napoli. Trasferito il paziente, è servita almeno un’altra ora prima di poter riaprire il pronto soccorso a pieno regime. Infatti, è stato necessario procedere alla bonifica e sanificazione di tutti i luoghi del reparto di emergenza. Quello del 43enne di Postiglione è il primo caso di sospetto Coronavirus registrato in provincia di Salerno. Proprio in questi giorni il personale del pronto soccorso dell’azienda ospedaliera di via San Leonardo aveva seguito dei corsi di formazione tesi alla gestione del paziente con sospetta sindrome da Coronavirus. Ieri pomeriggio la macchina organizzativa ha funzionato alla perfezione. Per sapere se il 43enne ha contratto il virus che sta facendo centinaia di vittime in Cina bisognerà attendere le prossime ore.

Consiglia

Fibrillazione a Palazzo per le candidature Lega, c’è Di Brizzi. In bilico Ernesto Sica

di Andrea Pellegrino

A Roma le trattative proseguono sia nel centrosinistra che nel centrodestra per definire le coalizioni e le candidature, in vista delle prossime elezioni regionali. E se De Luca ha sulla sua testa la spada di Damocle di un possibile accordo tra Movimento 5 Stelle e Partito democratico, che di fatto escluderebbe il governatore in carica, Caldoro nel centrodestra è minato duramente dalla Lega di Matteo Salvini che da giorni rimescola le carte sullo scacchiere nazionale, mettendo in discussione la candidatura di Fitto in Puglia. Ma mentre i vertici studiano e trattano, la corsa degli aspiranti consiglieri regionali è già partita. Luca Cascone, presidente della commissione trasporti in Consiglio regionale, ha già aperto la sua sede in via dei Principati. Per lui c’è già un posto nella lista “De Luca presidente” che tra le new entry vedrà, quasi certamente, la presenza dell’assessore alle politiche sociali, Nino Savastano. Ci riproverà anche Andrea Volpe che la scorsa volta sfiorò l’elezione, posizionandosi dopo Cascone. Anche la civica “Campania Libera” vedrà l’uscente Nello Fiore in pole position mentre l’assessore ai lavori pubblici Mimmo De Maio sarà dirottato nel collegio napoletano. Nel Pd, invece, s’attende il Nazareno: in testa c’è sicuramente Franco Picarone, così come Tommaso Amabile. Questo se De Luca sarà candidato presidente. Sicuramente dovrebbe esserci, a prescindere, l’ex deputato Simone Valiante mentre l’area Alfieri potrebbe rimettere in campo l’ex deputata Sabrina Capozzolo. In dubbio c’è la lista di Matteo Renzi che nel salernitano conta sulla presenza di Angelica Saggese e di Tommaso Pellegrino. Nel centrodestra, invece, Fratelli d’Italia ha già incassato le disponibilità, presentando i primi aspiranti candidati durante la convention di domenica scorsa all’Hotel Mediterranea. La Lega, invece, in attesa delle decisioni di Matteo Salvini ha già immaginato i primi candidati da schierare. Tra questi il sindaco di Positano Michele De Lucia, che tra non molto, dopo la fase di commissariamento, potrebbe prendere le redini in mano del partito salernitano. Poi c’è Peppe Zitarosa, mentre si tratta con Valentino Di Brizzi, fino a ieri dirigente provinciale di Forza Italia. Ma per un forzista che va verso la Lega ci dovrebbe essere un leghista che ritornerà forzista. E’ il caso di Ernesto Sica che resta in bilico e tenta di ritornare alla casa madre per ottenere l’attesa candidatura e ritornare in pista. Gli azzurri salernitani per ora puntano sull’uscente Monica Paolino ma anche sul consigliere comunale di Salerno, Roberto Celano e su Lello Ciccone. Dai banchi consiliari arriva anche la candidatura di Dante Santoro che auspica la promozione a Napoli. Probabile l’impegno di una lista di civica di sinistra.

LE FIBRILLAZIONI A PALAZZO

La candidatura o meno di Vincenzo De Luca, così come la vittoria o meno dell’attuale governatore certamente cambierà lo scenario a Palazzo di Città, chiamato al voto tra un anno. In pratica se De Luca non dovesse spuntarla a Napoli, potrebbe ritornare nella sua Salerno, così come gli eventuali esclusi dalla prossima tornata elettorale. Scenari che non passano inosservati agli occhi dell’attuali consiglieri comunali, soprattutto tra le fila dei «senatori» che attendono il salto di qualità. Il futuro politico, qualsiasi cosa accada, passerà certamente dalle prossime elezioni regionali. Intanto c’è chi già ha opzionato il posto come possibile successore di Enzo Napoli: ai nastri di partenza ci sono Fulvio Bonavitacola ed Andrea Prete.

Consiglia

Processo troppo lungo, lo Stato deve risarcire

di Pina Ferro

Processo troppo lungo, lo Stato dovrà risarcire la ricorrente. Ha atteso sedici anni prima di ottenere una sentenza. A stabilirlo è stata la Corte di Appello di Salerno alla quale si era rivolta unadonna salernitana, R.C, attraverso lo studio legale associato Orlando Caponigro – Antonella De Luca. I giudici della Corte di Appello di Salerno – sezione Lavoro hanno accolto la domanda proposta da R.C. – con la quale veniva richiesto il riconoscimento dell’indennizzo dovuto all’irragionevole durata del processo, secondo quanto previsto dalla ex legge del 24 marzo 2001, numero 89 – nota come legge Pinto – (dal nome del suo estensore, Michele Pinto). La legge Pinto prevede e disciplina il diritto di richiedere un’equa riparazione per il danno, patrimoniale o non patrimoniale, subito per l’irragionevole durata di un processo. Nel caso di specie la ricorrente aveva atteso oltre 16 anni per ottenere una decisione definita dall’autorità giudiziaria, tempistica che aveva pregiudicato i diritti dell’interessato e comportato stress e ansie per l’attesa della decisione. I giudici della Corte di Appello presso il tribunale di Salerno hanno stabilito che lo Stato, nello specifico ilMinistero di Giustizia, debba pagare a R.C. la somma di 2.933,33 euro oltre gli interessi. Il termine ragionevole di durata del processo va individuato, come riportato nell’articolo 2comma 2 bis della legge numero 89/2001 e successive modifiche, in tre anni per il giudizio di primo grado ed in due anni per il giudizio di secondo grado, anche in considerazione della complessità del caso, dell’oggetto del procedimento, del comportamento delle parti nonchè degli altri soggetti chiamati a concorrere o a contribuire alla sua definizione. Nel caso specifico il processo di primo grado che vedev come attore R.C. ha avuto una durata di 7 anni e 4 mesi (con un ritardo rispetto alla ragionevole durata del processo di 4 anni e 4 mesi); mentre il processo di secondo grado è durato

Consiglia

Obbligo di firma per Marigliano Arrestato giovedì scorso a Fuorni

E’ stato disposto l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria per Domenico Marigliano, 60 anni, fratello di Ciro Marigliano, arrestato giovedì scorso dagli uomini della Squadra Mobile di Salerno. Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Salerno Romaniello, al termine dell’udienza di convalida del fermo ha disposto l’obbligo di presentazione alla polizia per l’uomo difeso da Carla Maresca. Nel pomeriggio di giovedì, gli investigatori, individuata l’auto, e riconoscendo il soggetto, hanno deciso di seguirla e, dopo attento appostamento, osservavano l’uomo che a bordo dell’utilitaria veniva avvicinato da un cliente che dopo aver consegnato a Domenico Marigliano una banconota da 20 euro, quest’ultimo riceveva un involucro contenente una sostanza, successivamente rivelatasi alle analisi della Polizia Scienti- fica di tipo cocaina – crack. Gli agenti pertanto hanno deciso di intervenire, per effettuare una perquisizione personale e identificare i responsabili. Durante la perquisizione, è stata rinvenuta la somma complessiva di 765 euro in banconote di vario taglio, nonché ben tre telefonini dove erano ancora presenti in memoria i mes- saggi riportanti appuntamenti, cifre e quantitàriconducibili all’illecita attività di spaccio. Marigliano potendo contare sulla disponibilitàdi ben tre telefonini, a bordo di un’utilitaria, riceveva i contatti, utilizzando una diffusissima piattaforma di mes- saggistica e consegnava la sostanza stupefacente direttamente all’acquirente. Dopo le formalità di rito, l’AutoritàGiudiziaria ha disposto la sottoposizione dell’uomo agli arresti domiciliari, in attesa del giudizio di convalida

Consiglia

Raffica di furti in appartamento

di Pina Ferro

Ladri in azione in via Seripando. Nel giro doi poche ore sono stati messi a segno diversi furti in abitazione. Tra i residenti ora si è diffuso il timore di poter diventare il prossimo bersaglio dei malviventi e per tale ragione hanno chiesto alle forze dell’ordine una maggiore presenza di divise sianelle ore notturne che in quelle diurne su tutto il territorio del quartiere. Ad avere maggiormente paura sono le persone che vivono da sole. I malviventi soo entrati in azione entrando indisturbati negli appartamenti ed hanno portato via tujtto quanto vi era di valore. La “visita” dei ladri è stata scoperta solamente al rientro dei proprietari. Sul posto le forze dell’ordine che hanno effettuato i rilievi di rito e raccolto alcune testimonianze. I furti in appartamento a Salerno come in provincia sono divenuti una vera e propria emergenza al punto che nei giorni scorsi, sull’argomento, è stato convocato il Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica. Al termine della riunione, presieduta dal Prefetto, è stato deciso, per due settimane, l’impiego sul territorio salernitano di 10 militari delle Squadre di intervento Operativo del 10° Reggimento “Campania” di Napoli, che coadiuveranno quelli del comando provinciale. Le aliquote dell’Arma dei carabinieri, meglio note con l’acronimo di Sio, sono inquadrate nei Reggimenti Carabinieri al fine di disporre di adeguati contingenti di rinforzo per con- sentire ai comandi territoriali dell’Arma di attuare servizi straordinari di controllo del territorio e risolvere criticitàemergenti della situazione dell’ordine e della sicurezza pubblica in specifiche aree del Paese. I carabinieri della Sio affiancheranno i colleghi del Comando provinciale di Salerno nello svolgimento di servizi straordinari di controllo del ter- ritorio, con pattuglie finalizzate alla prevenzione dei furti.

Consiglia

Vietri sul Mare, il sindaco De Giovanni incontra gli studenti della Corea del Sud

L’amministrazione comunale di Vietri sul Mare incontra gli studenti di un liceo della Corea del Sud. Lo ha annunciato il sindaco Giovanni De Simone, secondo cui la scolaresca è ospite della Provincia di Salerno. « I ragazzi hanno seguito un corso di cucina e visitato tutta la nostra provincia», ha annunciato il primo cittadino. Nei giorni scorsi, i giovani coreani sono stati a Vietri per un corso di ceramica presso Villa Guariglia con gli artisti Lucio Afeltra e Lucio Ronca, «poi hanno visitato la nostra città alla scoperta delle tante botteghe ceramiche – ha poi spiegato il primo cittadino – Ovviamente lì abbiamo accolti al comune per dargli il benvenuto». Un gesto importante, quello lanciato da De Simone, soprattutto per tentare di arrestare la psicosi dilagante da Coronavirus che sta colpendo tutto il territorio provinciale. «Una importante azione di scambio culturale e marketing territoriale, in un periodo nel quale la paura e la psicosi dovuta al corona virus sta danneggiando le aziende, in particolar modo il settore turistico con un calo di prenotazioni», ha infatti detto il sindaco Giovanni De Simone.

Consiglia

Bimbo ferito in ludoteca, la struttura non ha colpa se ha rispettato le norme di sicurezza

di Pina Ferro

Se un minore si ferisce mentre è in ludoteca e la struttura ha posto in essere tutte le norme di sicurezza prevista non può essere considerata responsabile dell’accaduto. A stabilirlo una sentenza del Giudice di Pace di Salerno a cui avevano fatto ricorso i genitori di un minore salernitano che mentre si trovava conb degli amici in una ludoteca cittadina è stato vittima di un piccolo incidente. Nel dettaglio con la sentenza numero 287/2020, il Giudice di Pace di Salerno, Sessa De Prisco, ha escluso la responsabilità di una struttura ricreativa/ludica per le lesioni patite da un minore che si trovava al suo interno in occasione di una festa di compleanno. I genitori del minore avevano citato la struttura ludica per vederla condannare a titolo di responsabilità per “culpa in vigilando” al risarcimento del danno patrimoniale e non patrimoniale patito dal minore. La struttura convenuta si è costituita in giudizio attraverso lo studio Legale adegli avvocati Orlando Caponigro e Antonella De Luca del foro di Salerno.Nel corso del procedimento,sono stati sentiti i testi dei genitori, della struttura convenuta ed è stata ascoltata la titolare della struttura in sede di interrogatorio formale. La prova raccolta acclarava che la struttura aveva attuato una condotta diligente ed aveva posto in essere tutto quanto in suo potere per evitare il danno, sulla scorta delle norme di legge e del regolamento della struttura ritualmente affisso nella sala. Pertanto, la domanda di risarcimento veniva rigettata. Il Giudice di Pace di Salerno si è uniformato alle molteplici sentenze in materia secondo le quali è onere della struttura convenuta provare la causa esimente/dimostrare che l’evento dannoso non si è verificato per causa a lei imputabile, ovvero di aver predisposto ogni misura atta a prevenire ed evitare ogni evento lesivo, sia in riguardo alla struttura in sé, sia in riguardo alla diligenza e vigilanza delle educatrici .

Consiglia

Al via i lavori per i parcheggi: è caos

I lavori per la realizzazione per i parcheggi privati in via Laspro a Salerno sono iniziati lunedi scorso e sono bastati solo questi pochi giorni per capire che sarà una convivenza terribile, impossibile, per gli abitanti del quartiere Mennolella-Laspo e la ditta incaricata dei dei lavori. Dalla mattina presto è un viavai di mezzi pesanti. A regolare il traffico due lavoratori muniti di paletta che bloccano la circolazione ordinaria in ragione dell’afflusso dei camion. “signora di qui non si passa, deve andare a fare il giro per via Calenda” un insegnate chiamata per un emergenza a scuola si è sentita rispondere così dai vigili improvvisati. Il problema che la fila che si era creata non consentiva di fare retromarcia, tutti bloccati quindi aspettando che il, camion facesse manovra per entrare nel cantiere. Se si trattasse di un opera pubblica la cosa potrebbe essere anche digerita, dicono gli abitanti del posto, ma sopportare, a tempo indeterminato, questi disagi, per il profitto di un privato è inaccettabile. Eppure c’erano state due assemblee pubbliche con i quartieri interessati a cui aveva preso parte sindaco e assessore all’urbanistica, Vincenzo Napoli e Mimmo de Maio. I due avevano detto che l’opera e il suo progetto sarebbe stato comunicato agli abitanti. Si sarebbero ripristinate presto le scale che portano alla chiesa di Santa Maria della Consolazione, non si sarebbero abbattuti gli alberi per fare posto ad un inutile campetto di calcio ( nel vicino parco del seminario, a 50 metri, ce ne sono due), si sarebbero limitati i disagi. Parola portate via dal vento. L’unica cosa che si è fatta è aprire un varco dall’ingresso della chiesa per consentire l’accesso ai mezzi. La gente si era fidata di primo cittadino ed assessore, fiducia evidentemente mal riposta visti i risultati. Petizioni con centinaia di firme, incontri fiume, tutto dimenticato, voci di cittadini coperte dal fragore dell’opera che rende un inferno la vita a chi abita nella zona che è pronto anche a passare alle vie di fatto. Se è vero che il comune nulla può per bloccare l’opera che da quelle parti nessuno voleva, quantomeno intervenga per limitare i disagi e far sapere alla fina cosa sarà fatto. A chi ci ha messo la faccia insomma viene chiesto di non perderla.

Consiglia

“Caldoro alla Regione? Ok Se tocca a Fdi sono pronto”

di Andrea Bignardi

“Caldoro alla Regione? Si, ma nel caso in cui gli accordi di coalizione dovessero cambiare ci sarò io come candidato”. Così il questore della Camera dei Deputati Edmondo Cirielli si è espresso ieri a margine dell’assemblea provinciale del partito guidato da Giorgia Meloni. Saranno gli accordi fissati a livello di coalizione – secondo Cirielli – a determinare la scelta del candidato che correrà per il centrodestra a Palazzo Santa Lucia. Per adesso, il nome predominante in lizza resta quello di Stefano Caldoro, dopo la consacrazione ricevuta da Silvio Berlusconi nei giorni scorsi. A meno di sorprese, dunque, dovrebbe essere l’ex governatore a guidare la coalizione di centrodestra in vista delle prossime regionali. Ma Fdi si dice pronta anche ad una rimodulazione degli accordi, qualora si decida a livello nazionale che la Campania non vada più assegnata agli azzurri ma ad una forza sovranista. Il centrodestra, in ogni caso, secondo Cirielli deve restare unito, per sconfiggere non solo De Luca ma anche e soprattutto un nuovo candidato unitario espressione della società civile nell’eventualità in cui la sinistra ed i 5 Stelle si presentino insieme alle prossime elezioni. “Io credo che De Luca non sarà candidato – ha affermato Cirielli – Ma lo sarà ad una condizione: che ci sia una rottura nazionale tra PD e 5 Stelle ma non credo che questo accada”. “Sconfiggere De Luca sarà più semplice – ha proseguito il questore della Camera – Perché l’elettorato campano sa quanto male abbia governato questa regione e poi correrebbe da solo”. Più complessa resta quindi – anche secondo i sondaggi – una sfida contro le sinistre compatte su un unico nome, come ad esempio quello circolato negli ultimi giorni del ministro dell’ambiente Sergio Costa. Ma i vertici della fiamma, tutto sommato, si dicono certi della vittoria del centrodestra: a cominciare da Cirielli fino ad Antonio Iannone. “La nostra priorità è quella di liberare la Campania da De Luca – ha commentato Iannone – Che aveva promesso di rivoluzionare sotto tutti i punti di vista, senza farlo. La sanità è allo sfascio come anche i trasporti. Cirielli è il nostro candidato ma restiamo fedeli al progetto del centrodestra”.

Regionali, ecco le prima candidature di Fdi

Tanti evergreen e qualche novità tra le disponibilità per comporre la lista salernitane per il consiglio regionale. È quanto emerso dall’assemblea di Fratelli d’Italia tenutasi ieri mattina presso l’hotel Mediterranea di Salerno. Un appuntamento preliminare alla composizione della lista che sarà schierata in occasione del prossimo scontro regionale da cui poi saranno tratti i nomi definitivi. Primo nome in corsa è stato quello della portavoce provinciale del partito Imma Vietri, che dovrebbe essere il candidato di punta della compagine di Fratelli d’Italia, insieme al suo collega battipagliese Ugo Tozzi. Poker d’assi dall’Agro, territorio fondamentale per l’affermazione elettorale in provincia, da cui sono arrivate ben cinque disponibilità: il sindaco di Sant’Egidio del Monte Albino Nunzio Carpentieri, il consigliere comunale di Nocera Inferiore Pasquale D’Acunzi e quello di Pagani Massimo d’Onofrio, il capo dell’opposizione a Nocera Superiore Giuseppe Fabbricatore, a cui si aggiungerà – nel rispetto delle quote di genere – anche il nome di una donna indicata da Alberico Gambino, che non dovrebbe candidarsi direttamente in quanto impegnato nella corsa a sindaco di Pagani. Nessuna certezza per adesso, ma i due nomi che filtrano sono quelli dell’attuale sindaco facente funzioni di Pagani Anna Rosa Sessa e della moglie di Gambino Rosanna Campitiello. Dall’area sud, oltre ad Ugo Tozzi, ha dato la sua disponibilità ad entrare in lista anche Antonio Anastasio, di Pontecagnano Faiano, insieme a Donato Gallotta di Eboli, Giovanni Fortunato, sindaco di Santa Marina ed ex caldoriano di ferro, Michele Pizza, coordinatore cittadino del partito ad Agropoli, da cui proviene anche Elvira Serra, già vicesindaco della città, il consigliere comunale di Atena Lucana Franco Bellomo. Da Cava De’Tirreni, oltre ad Imma Vietri ha dato disponibilità a candidarsi anche Renato Aliberti. Nessun nome, per il momento, è emerso da Salerno città, che resta al momento l’anello debole per quanto riguarda le potenziali candidature.

Consiglia

Verso le regionali, si consolida l’asse Cirielli – Caldoro Manca la Lega: «Arriverà il nome»

di Andrea Pellegrino

L’asse Cirielli – Caldoro ormai è consolidato. Il Cavaliere ha ribattezzato, ancora una volta, la candidatura dell’ex governatore che ha ricevuto, salvo imprevisti, il disco verde di Fratelli d’Italia ed in particolare del loro candidato Cirielli. «Abbiamo già detto sì a Stefano Caldoro», ha ribadito ieri mattina lo stesso Edmondo Cirielli. All’appello manca la Lega che da giorni sta mettendo in discussione l’intero scacchiere del centrodestra nazionale, Campania compresa. «Arriverà il nome giusto al momento giusto», dice Nicola Molteni, coordinatore regionale della Lega in Campania, in merito alla candidatura di Stefano Caldoro indicato da Forza Italia alla presidenza della Regione Campania. «Noi lavoriamo sui programmi e sulle liste – ha affermato il coordinatoreal momento giusto arriverà l’uomo giusto per guidare la coalizione di centrodestra». «Il 18 sarà un momento importante perchè Salvini torna a Napoli e avrà una grande accoglienza – ha sottolineato Micola Molteni – Nei modi e nei tempi giusti arriverà il nome giusto». «Credo che il centrodestra sarà unito e compatto – ha aggiunto – più unito sarà più ci saranno possibilità di vincere». «La settimana scorsa, abbiamo lanciato una grande manifestazione programmatica per tracciare quello che la Campania 2020 – ha concluso – deve essere per il futuro». Tra i nomi in campo per la Lega ci sono quelli dell’ex rettore dell’Università di Salerno, Aurelio Tommasetti, già candidato alle scorse elezioni Europee e delegato, ora, proprio dal partito di Salvini per il programma in vista delle regionali del 2020 e quello del giornalista Gennaro Sangiuliano, direttore del Tg2. Tra i nomi, invece, in lista per il consiglio regionale, sotto la bandiera della Lega, ci sono quelli di Peppe Zitarosa, attuale consigliere comunale di Salerno; Attilio Pierro, già assessore provinciale; Michele De Lucia, sindaco di Positano. Naturalmente Aurelio Tommasetti e l’ex sindaco di Pontecagnano Faiano – attuale consigliere provinciale – Ernesto Sica, che al momento, strizza l’occhio anche a Forza Italia.

Consiglia