Colleghi, allievi e tanti amici per l’ultimo saluto ad Antonio Florio

di Monica De Santis

Si sono svolti ieri pomeriggio alle 16 nella chiesa di Santa Maria ad Martyres i funerali di Antonio Tonino Florio, musicista ex docente di Saxofono al Conservatorio Martucci di Salerno, deceduto ieri alle 14 presso l’ospedale Ruggi D’Aragona, dove si era recato nella mattinata per degli accertamenti. Chiesa gremita, in tanti hanno voluto salutare per l’ultima volta Tonino, come era conosciuto. Musicisti, organizzatori e allievi, ma anche gli amici del Serraglio e i compagni di vacanza venuti appositamente da Capitello, dove ogni primavera ed estate Antonio Florio si recava per trascorrere le vacanze insieme con la compagna, la nostra collega Olga Chieffi, oltre che ad attori e giornalisti che con Florio avevano stretto un rapporto che andava al di là di quello puramente lavorativo. Ad accompagnare l’ingresso e l’uscita del feretro, oltre che il momento dell’eucarestia e della benedizione del feretro, omaggi musicali e canori eseguiti dal suo allievo prediletto, il suo erede come amava definirlo, la soprano Annalisa D’Agosto, ed altri amici. L’uscita del feretro, dalla chiesa, situata nel quartiere dove Tonino è cresciuto. è stato accompagnato da un lungo applauso. L’ultimo applauso per uno dei musicisti più talentuosi ed amati della città di Salerno.

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Rissa e tentato omicidio in pieno centro: quindici adolescenti sono finiti nei guai

di Pina Ferro

Gang di ragazzini da tempo si affrontavano per affermare il proprio predominio sul territorio. Due baby gang formatesi in due zone diverse della città: una della zona orientale e l’altra del centro storico. Tra di loro anche appartenenti a personaggi noti alle forze dell’ordine e il nipote di un boss del centro storico. Una “guerra di potere” che ha portato la Procura per i minorenni di Salerno all’emissione di 15 misure cautelari per rissa aggravata, dopo una inchiesta delegata alla polizia. Di questi, dieci, cui viene contestato anche il tentativo di omicidio, vanno in un istituto penitenziario minorile; per gli altri cinque, il gip ha disposto il collocamento in comunità.
Il lavoro degli investigatori della Squadra mobile e dei poliziotti della sezione di Polizia giudiziaria della Procura si è concentrato sulle immagini della videosorveglianza cittadina e dei filmati amatoriali che ritraevano una violenta rissa, scoppiata il 15 maggio scorso, un sabato sera, nel centro di Salerno, tra le due gruppi che si erano affrontate a colpi di bastoni, mazze, tirapugni e coltelli. Due dei partecipanti erano rimasti feriti da fendenti in prossimità di organi vitali. “I fatti – sottolinea il procuratore capo dei Minori, Patrizia Imperato – per la loro ampiezza e gravità mettevano a repentaglio l’incolumità di chi quel giorno, pacificamente, affollava le strade cittadine”. Per gli investigatori, “era doveroso un intervento da parte delle istituzioni” perche’ i due gruppi non avevano intenzione di fermare le violenze.ù
“Si tratta di due gruppi che si fronteggiano per un mero predominio sul territorio. Predominio che significa ‘qua ci sto io, quindi non ci puoi stare tu'”. Parole del procuratore presso il tribunale per i Minorenni di Salerno, Patrizia Imperato, che ha raccontato i dettagli dell’operazione che ha portato all’esecuzione di quindici misure cautelari nei confronti di altrettanti under 18 per una violenta rissa scoppiata durante un sabato della ‘movida’ salernitana. Per Imperato, l’atteggiamento “e’ particolarmente allarmante. C’e’ un aspetto radicato di contrapposizione e la volontà di tutti nei due gruppi era di andare avanti con nuove reazioni, con nuove aggressioni nei confronti dell’avversario, reo di appartenere a un gruppo di una zona diversa dalla propria”. Le indagini affidate alla Squadra mobile di Salerno, diretta dal vicequestore Marcello Castello, hanno messo in luce la volontà di vendetta da parte di alcuni dei partecipanti alla rissa finita con due accoltellati a maggio scorso. Dunque, il movente e’ “quello che rende particolarmente allarmante questa situazione”, ribadisce il procuratore minorile, definendo “strutturato” l’antagonismo tra le due opposte fazioni, dato “che si fronteggiano da anni”. “Dieci indagati per tentato omicidio sono tutti coinvolti nella rissa, erano con l’esecutore materiale degli accoltellamenti. La rissa è poi aggravata dalla presenza, non soltanto dei coltelli, ma di sfollagente, mazze, tirapugni, come è emerso dalle immagini e, anche successivamente, dalle attività tecniche che sono state fatte all’esito delle perquisizioni domiciliari”, spiega Imperato. Le immagini sono quelle videoregistrate da telecamere installate da alcuni esercizi commerciali dell’area in cui si sono verificati i fatti, e hanno permesso di risalire all’identita’ di alcuni dei ragazzi oggi arrestati. Nelle contestuali perquisizioni domiciliari, trovati e sequestrati sia alcuni indumenti che coinciderebbero con quelli visibili dai filmati che riprendevano alcune fasi della rissa, sia alcuni strumenti atti a offendere. Inoltre, a questi minorenni sono stati sequestrati i cellulari, quelli stessi telefonini la cui analisi ha e’permesso di identificare quasi tutti i rissanti. “Ne abbiamo visti tanti di arrestati adulti, che hanno un atteggiamento dimesso in quelle circostanze. Stamattina, vedere questi ragazzi che incedevano con andamento quasi di orgoglio ci ha ferito molto, ci e’ dispiaciuto molto e ci porta tantissima amarezza”, sottolinea il questore di Salerno, Maurizio Ficarra.
Dalle indagini effettuate e dall’analisi delle chat da parte degli investigatori è venuto fuori che la rissa è stata programmata con la consapevolezza che vi sarebbero state gravi conseguenze. Inoltre, è emerso che ben noto il fatto che uno dei coinvolti era in possesso di un coltello.
Sulla chat di gruppo denominata “centro storico”
xx: e ditt ca vo scenn pi pistol? E apoost fa u scenn comm vo iss ( ha detto
che vuole scendere con le pistole? E va bene fallo scendere come vuole lui)
YY: ma ij song u prim (ma io sono il primo)
YY: pero a me n ata fa chiccr (però con me non dovete fare chiacchiere)
XX: ma ca nisciun s tir aret ( ma qua nessuno si tira indietro)
XX: si gia e parlat p me tu cira ric e parlat gia p limon (se già ha parlato con me avresti dovuto dirgli hai già parlato con limone XX: quand vuo scenn pi pistol sai aro stamm (quando vuoi scendere con le pistole sai dove stiamo )
YY: pke ceg ritt mannm a chi vuo tu (gli ho detto mandami chi vuoi)
XX: waglii ca iamma a fni a pisc ftient( ragazzi qua finisce male )
XX: emma vatt our i gruoss ( dobbiamo picchiare anche i grandi)

Conversazione sulla chat di gruppo denominata “centro storico”
XY: .. simm sciem nuj mo che c lamntam a fa u sapevm già prim ca sucrev ca fnev a cussi ( ..siamo stupidi noi, ora di cosa ci lamentiamo a fare lo sapevamo già

prima che succedeva che andava a finire cosi)
YX: nun e over pke stevm pi man no p mezz i nu scem ca p s fa vre ca men curtllat iamm tutt quand p sott (non è vero perché stavamo con le mani non è che per colpa di uno scemo che per farsi vedere lancia coltellate andiamo tutti quanti per sotto)
XY: em sbagliat pur nuj pk u sapevm ca u ten nguol u cos erama ess pur nuj a c ric iet stu cos (abbiamo sbagliato anche noi perché sapevamo che tiene addosso il coso e dovevamo essere anche noi a dirgli butta sto coso)
XY: ..u frat u sapevm ca chill u tnev u cos ngul erama ess nuj a ciu liva (fratello lo sapevamo che quello aveva il coso addosso dovevamo essere noi a toglierglielo)
XX: Eh e pccio pigliammc e conseguenze emm stat assieme nel bene mo c distaccam nel male? (Eh e perciò prendiamoci le conseguenze, siamo stati insieme nel bene e ora ci distacchiamo nel male?)

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Interrogatorio di Savastano: “Io non avevo nessun accordo con Zoccola, io tutelavo i lavoratori”

di Pina Ferro

“Non ho fatto nessun accordo con Zoccola. Zoccola, presidiava, insieme ad altre persone delle cooperative il comune”.Il consigliere Giovanni Savastano nel corso dell’interrogatorio di garanzia ha spiegato, nel corso dell’interrogatorio di garanzia, al giudice per le indagini preliminari del tribunale di Salerno, Romaniello, non solo i suoi rapporti con Fiorenzo Zoccola e le cooperativa ma anche come svolgeva il suo ruolo di assessore all’epoca dei fatti e di come il suo agire era solo per il bene dei lavoratori.“Molte persone delle cooperative venivano da me preoccupate di perdere il lavoro dopo tanti anni. Io mi sono impegnato, ho cercato di essere attento rispetto alle procedure che il Comune portava avanti”. Savastano spiega al Gup di non aver mai chiesto a Zoccola di fare nulla con le cooperative sociali. “Zoccola aveva avuto indicazioni da qualcun altro di di darmi una mano. Io ero esclusivamente interessato alla questione sociale delle cooperative. Non so neanche a che piano è posizionata la stanza del dirigente del settore ambiente del Comune di Salerno. Dopo l’indagine ho suggerito, per tutelare i lavoratori, di ritirare gli atti e di rifare la gara d’appalto. A questa nuova gara di appalto non so se partecipano le stesse cooperative, possono partecipare tutti. Il mio interessamento rispetto alle dinamiche che accadevano in Comune era esclusivamente rivolto ai lavoratori. Quando si fanno le procedure di gara c’è la possibilità di garantire a chi ha fatto già una esperienza lavorativa, dii inserire la cosiddetta clausola sociale dando l’opportunità a chi ha già lavorato di avere una garanzia di continuità nell’esperienza lavorativa”.In merito ad una intercettazione contenuta nell’ordinanza.Savastano la spiega affermando che Zoccola lo fermava in continuazione “sotto al Comune”.“Con Zoccola io parlavo perché era a nome delle cooperative sociali”.Sulla clausola sociale il consigliere regionale spiega “In altri procedimenti che non riguardano le cooperative, l’avvocato del Comune mi disse che non più possibile inserire la causa sociale nei bandi ma per i lavoratori che perdevano il lavoro potevano farsi aiutare con gli amministratori locali… Ultimamente siccome mi è stato spiegato che c’era stato un cambio di rotta io mi sono impegnato a far inserire la clausola nei bandi. L’unica leggerezza che ho commessa è stata quella di rivelare gli indirizzi che sarebbero stati presi dal comune…”

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Corruzione: Salerno, presidente Coop dal carcere ai domiciliari

E’ uscito oggi dal carcere di Salerno-Fuorni per andare ai domiciliari, Fiorenzo Zoccola, detto Vittorio, arrestato l’11 ottobre scorso nell’ambito di un’inchiesta della procura di Salerno che mira a far luce sui rapporti tra le cooperative sociali e il Comune di Salerno. Zoccola, presidente di una cooperativa sociale e di fatto con ruoli apicali in altre cooperative che avevano in gestione la manutenzione ordinaria e conservativa del patrimonio del Comune di Salerno, era anche per i pm uno dei perni di un sistema di malaffare. Durante la scorsa settimana, Zoccola e’ stato sottoposto a due lunghi interrogatori durati in totale circa 15 ore nei quali ha confermato alcune parti della ricostruzione degli inquirenti tirando in ballo anche il nome del presidente della Regione, Vincenzo De Luca. Il giudice ha accolto la richiesta del suo legale di fiducia, Michele Sarno, che aveva chiesto, per Zoccola, l’applicazione dei domiciliari. Sarno all’AGI si dice “felice per lui e per la sua famiglia che sia tornato a casa ai domiciliari. Ma, i provvedimenti non devono essere commentati, ma vanno letti”. Con zoccola, coinvolte nell’indagine 29 persone, tra cui il consigliere regionale Nino Savastano, ai domiciliari. Indagato anche il sindaco di Salerno, appena rieletto, Vincenzo Napoli.

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Indicazioni di De Luca “il 70% per Savastano e il 30% per Picarone”

di Erika Noschese

Le cooperative sociali principale fonte di voti alle elezioni comunali e regionali. Una certezza, da sempre, ma ora Vittorio Zoccola chiarisce il suo ruolo alle scorse elezioni regionali e alle recenti elezioni comunali che hanno visto il dominus delle coop sostenere il centro destra e il candidato sindaco Michele Sarno. Un appoggio quasi improvviso, considerando che alle regionali del 2020 – che hanno visto la netta riconferma di Vincenzo De Luca – Zoccola era parte attiva di questa macchina di voti. A dare indicazioni, in quell’occasione, fu proprio il governatore che divise i voti tra Nino Savastano e Franco Picarone. “L’indicazione 70-30% (il 70 a Savastano e il 30 a Picarone ndr) la ricevetti a giugno direttamente da Vincenzo De Luca che incontrai casualmente. In quella circostanza dissi al presidente che mi ero rappacificato con Nino Savastano e per tanto gli chiesi come dovevo comportarmi”, ha infatti detto Zoccola ai pm, spiegando che De Luca gli disse “di fare la campagna elettorale per Savastano, anche a prescindere da tale indicazione in quanto Savastano, in precedenza, in un convegno pubblico aveva preso le difese delle cooperative”. A giugno del 2020 ci fu una riunione, presso il lido Siulp, tesa a garantire all’attuale consigliere regionale “il mio appoggio nella sua campagna elettorale”, ha aggiunto spiegando che in quel periodo si era in regime di proroga degli appalti e già erano state presentate le gare, annullate a seguito del decreto di perquisizione. “La situazione era quindi piuttosto critica al momento dell’incontro con Savastano perché noi avevamo un interesse ad evitare ogni soluzione di continuità nello svolgimento dell’attività lavorativa. Di tutto ciò parlai con Savastano, gli dissi che era essenziale che prima della scadenza delle proroghe venisse approvato un nuovo bando e fosse aggiudicato l’appalto. Egli garantì che si sarebbe interessato della cosa con l’amministrazione comunale in quanto faceva parte della giunta, quale assessore alle Politiche sociali – ha svelato ancora il ras – Garantii il mio appoggio elettorale a Savastano, a fronte della rinnovazione del bando anche se successivamente non gli ho mai detto che se non fossero arrivati i provvedimenti non gli avrei assicurato i voti promessigli, benché con lo stesso io abbia avuto rapporti durante l’iter, egli era rimasto il mio unico punto di riferimento nel Comune”. Savastano, secondo quanto riferisce Zoccola, sapeva che per poter ottenere l’aggiudicazione del bando occorreva chiudere il consorzio e cambiare i presidenti e le cooperative e sapeva anche che le coop erano in realtà delle imprese che facevano capo ai loro presidenti o a me per quanto riguarda “quelle riferibili a mia moglie e a mia nuora”. Un sistema ben delineato, in cui tutti sapevano tutto, presidente della Regione Campania in primis che – come emerge proprio dalle rivelazioni di Vittorio Zoccola – dettava la linea da seguire, sia a livello regionale che comunale, dando indicazioni precise sui candidati da sostenere con i dipendenti delle coop.

Coinvolti anche alle elezioni comunali recenti: I voti dirottati su un candidato, oggi è stato nominato assessore 

Indicazioni di voto alle regionali ma anche e soprattutto alle elezioni comunali del 3 e 4 ottobre scorso. E non è solo il caso di Gianluca Izzo, moglie di Alessandra Francese che ha spinto i dipendenti della cooperativa San Matteo a votare la moglie e Dario Loffredo.
Di fatti, dal cerchio magico di questo sistema Salerno indicazioni di voto sarebbero andate anche verso un neo assessore comunale. I dipendenti di una cooperativa avrebbero di fatti sostenuto in massa il candidato. Risultata tra i più eletti, in una delle liste a sostegno del sindaco Vincenzo Napoli, è poi entrato in giunta, con una delega di tutto rispetto. Al momento, la magistratura sta approfondendo questo aspetto per capire se – da parte del candidato – possa esistere o meno un suo diretto coinvolgimento.

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Amicizia lunga 40 anni con Savastano che per due volte ha visto fase di stop

di Pina Ferro

Un rapporto di lunga data quello tra il consigliere regionale Nino Savastano e Fiorenzo Zoccola. Un rapporto che risale a 40 anni fa e che, come lo stesso Zoccola sottolinea ai giudici, ad un tratto si è interrotto. Un black out durato 15 anni. “Poi ci siamo riavvicinati e l’ho aiutato nella campagna elettorale. Poi Zoccola al Gup, nel corso dell’interrogatorio di garanzia a cui è stato sottoposto a seguito dell’arresti, dice “A Salerno, il sindaco è manovrato da certi personaggi”. Subito dopo torna a parlare del consigliere Savastano “… A giugno del 2020 mi sono rappacificato con Savastano; una settimana dopo le elezioni buttarono fuori mio fratello a favore di un altro del “cerchio magico”: Da questo sgarbo ho deciso di tirarmi fuori da questa parete politica. Salassano mi ha dato una mano a sollecitare i bandi e proprio per questo gli abbiamo fatto la campana elettorale.
Io mi sono sempre preoccupato per il lavoro mio e della mia famiglia. Con Savastano ho chiuso i rapporti tanto che mi sono spostato verso il centro destra. Alle mie cooperative io davo indicazioni di voto. dopo l’elezione di Savastano abbiamo fatto una cena a cui sono intervenute anche Socofasa, Landi e Meo”. Poi Zoccola spiega anche di essere stato aiutato da Savastano sia prima che dopo il voto. Ma ha anche sottolineato che egli non era per nulla favorevole alle proroghe: “Io volevo i bandi. Le proroghe dipendevano dalla cattiva gestione del comune, dall’errore di De Luca che ha dato la gestione al figlio Piero e al sui “cerchio magico”. E’ ricco di particolari il racconto che Fiorenzo Vittorio Zoccola rende alla al giudice per le indagini preliminari, così ricco che gli atti sono stati secretati e quelli resi noti, ancora oggi contengono numerosi omissis. Zoccola vuota il sacco facendo riferimento non solo a Savastano manche a dirigenti del Comune e, ad altri consiglieri comunali. “Ventura in campagna elettorale ha chiamato tutti i dipendenti delle cooperative prospettando che sarebbero passati a “Salerno Pulita”. Balzano era un intimo amico mio e di Savastano, era presidente di quartiere a Mariconda. Balzano ha sostenuto Savastano e Picarone: si metteva davanti ai seggio e andava nelle case. Picarone quando parla delle 7 proroghe si riferisce al presidente della Socofasa, il patto di sangue a cui si riferisce è l’aiuto che gli doveva dare alle elezioni, gli ho fatto 25 anni di campagna elettorale, siamo amici d’infanzia”E ancora Zoccola delinea anche inquadro di riferimento di ogni singola cooperativa. “Il 70% delle persone che ho assunto mi sono state mandate da politici. “Lavoro vero” si riferisce a Loffredo; la “San Matteo” a Francese; la Socofasa a Savastano oppure a chi indicava il governatore . Io venivo ricevuto da lui al Genio Civile, l’ultima volta, 15 giorni prima delle elezioni. Noi siamo amici dal1989. Per le regionali avevo circa 1000 voti, mi sono fatto dare da Savastano un altro nome e lui mi ha dato Fogliame: questa accoppiata consentiva di controllare i voti miei.

Mimmo Ventura indicava i nomi delle persone da assumere nelle cooperative sociali

Fratelli d’Italia, seppur indirettamente, cade nella trappola del Sistema delle cooperative sociali e degli appalti truccati. A svolgere un ruolo da protagonista è infatti Mimmo Ventura, consigliere d’opposizione che – in questa tornata elettorale – ha aderito al partito guidato, a livello nazionale, da Giorgia Meloni, risultando il primo degli eletti. A tirare in ballo Ventura è Vittorio Zoccola che durante i due interrogatori svela i retroscena di quel sistema che ha portato lui in carcere, l’assessore Nino Savastano e il dirigente comunale Luca Caselli in carcere. Dopo una lunga serie di omissis, infatti, emerge il nome del consigliere comunale: “gli svantaggiati con precedenti giudiziari e/o altri soggetti mi venivano segnalati dal consigliere Mimmo Ventura o da altri soggetti e/o consiglieri comunali”, ha detto Zoccola che non chiarisce però chi sono gli altri amministratori coinvolti nella vicenda. “Uno dei fratelli Palumo è stato assunto, su indicazione di Ventura, nella cooperativa di Minelli”, ha detto ancora il dominus delle coop. Zoccola tira in gioco i fratelli Ventura in più occasioni, nel corso dei due interrogatori, chiarendo sia il ruolo di Mimmo che di Giosuè.

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“Esiste un accordo tra le cooperative e la politica”: ecco i rappresentanti

di Erika Noschese

Esiste un accordo ben preciso tra le cooperative e la politica che è teso a garantire, alle prime, la continuità lavorativa in cambio di voti da parte di coloro che ne sono formalmente soci ma che in realtà sono loro dipendenti. Vittorio Zoccola, ras delle cooperative sociali, vuota il sacco e ammette il coinvolgimento attivo della politica locale nella vicenda degli appalti truccati. Gli atti, nei giorni scorsi, sono stati disecretati, dopo oltre 15 ore di interrogatorio al quale è stato sottoposto lo stesso Zoccola, attualmente in carcere a Fuorni, assistito dall’avvocato penalista Michele Sarno. Il Ras delle coop svela dunque il Sistema Salerno, raccontando e facendo nomi dei consiglieri coinvolti. “Per meglio precisare voglio dire che sono normalmente i politici, ed in particolare i referenti delle cooperative in consiglio comunale ad indicare le persone da assumere quando vi è necessità di procedere ad assunzioni – ha detto Zoccola dinanzi al Procuratore della Repubblica Giuseppe Borrelli e ai sostituti procuratori Elena Cosentino e Guglielmo Valenti – Le cooperative, dal canto loro, proprio per garantire il mantenimento dei posti di lavoro devono lavorare con continuità”. Dunque ad ogni tornata elettorale ogni cooperativa sostiene il consigliere di riferimento, con un’indicazione di voto che viene data a tutti i dipendenti. Ed è proprio sulla base di questo patto con la politica che entra in gioco Gianluca Izzo e l’audio diffuso su whatsapp pochi giorni prima del voto per le elezioni comunali del 3 e 4 ottobre. A confermarlo è Vittorio, all’anagrafe Fiorenzo, Zoccola che tira in ballo il marito di Alessandra Francese, candidata al consiglio comunale con la lista Progressisti per Salerno e prima dei non eletti. Izzo è infatti amministratore di fatto della cooperativa San Matteo: ai suoi dipendenti aveva chiesto di votare per la moglie, Francese e chiarisce anche la frase “noi per voi ci siamo sempre stati, stateci vicino”: “si riferisce a questo meccanismo”, dice il presidente delle cooperative sociali che fa i nomi dei rappresentati in consiglio comunale: Il Leccio è stata fatta costituire da Dario Barbirotti, allora presidente di Bacino Salerno 2, in precedenza era stato assessore comunale e consigliere regionale. “E’ stato Barbirotti che ha fatto costituire la cooperative e che le ha affidato i lavori alla discarica di Sardone”, ha chiarito Zoccola. La cooperativa Lavoro Vero fa capo a Dario Loffredo, ex assessore al Commercio del Comune di Salerno, tagliato fuori dalla rosa della giunta, dopo lo scandalo degli appalti truccati. “I rapporti con Loffredo si sono instaurati successivamente alla costituzione e si sostanziano nella tutela che questi garantisce alla cooperativa per la continuità del lavoro – ha detto ancora il dominus – Il presidente delle cooperative ha avuto un incarico in un’azienda pubblica anche se non ricordo quale, ha rapporti per altro sicuramente anche con il sindaco Enzo Napoli che sottoscrive la delibera con conferimento di consulenza”. Zoccola chiarisce che “tutelare la continuità significa che Loffredo è l’interlocutore della cooperativa ogni qual volta deve sollecitarsi una delibera che possa favorirla”. Nella cooperativa San Matteo il capo era Gianluca Izzo, cognato del presidente Davide Francese. Il referente di Izzo in consiglio comunale era Dario Loffredo dopo la rottura con i fratelli Ventura. “Nell’ultima campagna elettorale per le elezioni comunali, la cooperativa San Matteo ha sostenuto la Francese, in particolare l’abbinamento Francese Alessandra/Dario Loffredo”, ha detto ancora il dominus delle coop.

 

La posizione dell’ingegnere Luca Caselli rischia di aggravarsi? “Lui era a conoscenza di tutto”

“Caselli era perfettamente a conoscenza del fatto che la forma cooperativa mascherava in realtà un’impresa individuale”. La posizione del dirigente comunale, ora agli arresti domiciliari, Luca Caselli potrebbe aggravarsi ulteriormente dopo le parole di Vittorio Zoccola. Dinanzi al Pm il dominus delle coop spiega dettagliatamente il ruolo dell’ingegnere e il suo ruolo all’interno delle cooperative sociali, smentendo che avessero un unico capo di interesse facente capo a lui. Ciascuna cooperativa rispondeva ad un presidente: Terza Dimensione era guidata da Mariagrazia Mosca che aveva sostituito il marito; Tre SSS era guidata da Lucia Giorgio, moglie di Zoccola ma di entrambe lui era consulente, dal 2017 quando – per motivi fiscali – “mi conveniva poter emettere fattura per le mie prestazioni”, ha chiarito il ras. Il consorzio Solidarietà Salernitana, costituito sette anni fa, era finalizzato infatti unicamente a consentire alle cooperative di partecipare a gare più importanti: la forma giuridica consentiva infatti di tenere conto della somma dei fatturati di tutte le singole cooperative ma il consorzio viene sciolto a fine giugno 2020, dopo che nel decreto di perquisizione veniva fatto riferimento allo stesso come elemento dimostrativo dell’esistenza di un unico centro di interessi. E qui entra in gioco il Comune di Salerno: dopo le prime perquisizioni furono infatti cambiati i rappresentanti legali delle cooperative, quelli che risultavano indagati, perché “non avremmo potuto ottenere nessun appalto. Il Comune non parlò esclusivamente con me in qualità di rappresentante di tutti gli interessati ma ebbe una separata interlocuzione con ciascuno di essi. Personalmente questa necessità mi fu rappresentata da Caselli e dal direttore dei Lavori Ugo Ciaparrone”. Ed è qui che Zoccola conferma che Caselli era a conoscenza di tutto ciò che girava attorno al sistema, messo in piedi proprio dall’uomo, vicino all’amministrazione e a De Luca.

 

Giosué Ventura licenziato dopo 10 anni per colpa del fratello

Nel sistema delle cooperative sociali, i fratelli Ventura Mimmo e Giosuè sembrano giocare un ruolo strategico. Di fatti, la cooperativa San Matteo venne creata con l’appoggio dei fratelli Ventura: la moglie di Domenico Ventura, attuale consigliere d’opposizione in quota Fratelli d’Italia, ha lavorato per 16-18 mesi nella cooperativa ed il fratello Giosué ha svolto nella stessa, per dieci anni, le mansioni di caposquadra fino a quando venne licenziato a seguito dell’intervento di Giuseppe Ventura in consiglio comunale, nel corso del quale si censuravano le modalità di affidamento degli appalti da parte del Comune. Episodio, questo, per il quale Vittorio Zoccola ha sporto querela. Dall’interrogatorio di Vittorio Zoccola emerge anche il “ruolo” chiave di Giuseppe, ex consigliere d’opposizione. A lui si deve infatti il licenziamento di Giosué, impegnato nella cooperativa da 10 anni e cacciato dopo l’intervento in consiglio comunale.

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Rissa e tentato omicidio, 15 misure cautelari per minori Salerno

Rissa e tentato omicidio. Sono i reti contestati a 15 under 18 destinatari di un provvedimento restrittivo del gip presso il Tribunale per i Minorenni di Salerno notificato dalla polizia salernitana. Per 10 indagati misura cautelare in carcere, con il collocamento in un istituto penitenziario minorile, e per altri 5 collocamento in comunita’. Alle 11 il procuratore presso il Tribunale per i Minorenni di Salerno, Patrizia Imperato, terra’ conferenza stampa presso il proprio ufficio.  L’operazione della polizia si inserisce nelle indagini su uno scontro violento in corso tra baby gang di due zone di Salerno, una nel centro storico, l’altra nell’ala orientale. Tra gli episodi sotto i riflettori degli inquirenti, anche quanto accaduto nella serata del 15 maggio scorso. Nella zona del lungomare, all’altezza della spiaggia di Santa Teresa, molto frequentata dal popolo della movida, due gruppi di giovanissimi, circa una ventina in tutto, vennero alle mani sul lungomare; la rissa prosegui’ nei pressi di un noto fast food della zona. Spunto’ anche un coltello, e due feriti non gravi vennero trasportati all’ospedale di Salerno

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Buen viaje Antonio Florio, ci mancherai

di Monica De Santis

Ci sono storie che non si vorrebbero raccontare. Ci sono storie che non avresti mai pensato di dover raccontare. Troppo lontane nei pensieri, impossibile che tocchi proprio a te dover parlare agli altri di un amico, un caro amico, che decide in un’uggioso primissimo pomeriggio di fine ottobre, di andare via per sempre. Eppure il Maestro Antonio Florio, Tonino per tutti, il Panda per i più intimi, ha voluto giocare questo tiro mancino, lasciando tutti spiazzati. E alla fine eccoci qua, a dover raccontare di lui, a chi lo conosceva, a chi ne ha solo sentito parlare, a chi ha apprezzato il suo modo di suonare, a chi lo conoscerà attraverso questo articolo. Difficile, davvero, per non dire impossibile farlo. Eppure lo si deve fare. Lo si deve fare perchè Antonio Tonino Florio lo merita davvero, lo merita come pochi. Figlio di Francesco, caposcuola del saxofono. Antonio Florio si diploma con lode sotto la guida del genitore al Conservatorio Martucci di Salerno che in quel periodo era sede distaccata del Conservatorio S. Pietro a Majella di Napoli. Ha iniziato la carriera musicale dalla “gavetta” nel 1966 con la Banda dell’Esercito diretta da Amleto Lacerenza, l’anno successivo è nominato Capo Fanfara del 60° Reggimento Fanteria Calabria C.A.R. da cui si congeda nel 1969. Nel 1972 è assunto quale sax tenore nell’orchestra diretta da Paolo Ormi, e suona molto intensamente in varie orchestre di musica leggera (fra cui quelle dirette da L. Fineschi, dal 1974 al 1976, dal 1984, e dal 1994 al 1996, F.Pezzullo, dal 1980, ecc.) con cui collaborando anche per la registrazione di dischi e colonne sonore di film. Dal 1987 al 1994, è stato il direttore e arrangiatore delle formazioni partecipanti ai tour nazionali di vari cantanti pop (Ivan Cattaneo, Rita Pavone, Cristiano De Andrè, ecc.). Tra il 1979 e il 1980 è direttore della Banda dell’Istituto Umberto I di Salerno. e tiene diversi concerti in duo con pianoforte, tra cui presso il teatro Verdi di Salerno e a Ravello, in occasione del primo centenario della visita di R. Wagner a Villa Rufolo. Dal 1982 al 1987 ha collaborato con il teatro San Carlo di Napoli, sotto la guida di Renato Renzetti, per la prima assoluta della “Vivì” di Franco Mannino, ed è in tour a New York per lo Stabat Mater di Roberto De Simone, ed è orchestrale aggiunto nell’Orchestra del Teatro S. Carlo di Napoli. Nel 1994 conquista il I posto con il suo quartetto di saxophoni al concorso nazionale “Piero Carella” di Scafati. Nel 1998 è alla testa della “Band” professionale del Conservatorio “G. da Venosa” di Potenza. Nel 1999, è direttore e arrangiatore dell’ orchestra “Big Band”. Nel 2000 fonda l’ orchestra “Fantasia Napoletana”, della quale è direttore e arrangiatore di un vasto repertorio traversante l’intera storia della tradizione partenopea, con cui ha svolto un’intensa attività concertistica sino al 2004. Nel dicembre dello stesso anno è alla testa della Big Band “Swingtime”, in qualità di direttore, arrangiatore e solista per il “Tribute to Duke”. Ha inciso L.P. con l’orchestra “I seniores” di Luciano Fineschi e un cd “Tu vuo’ fa’ l’Americano” con l’orchestra New Harem per l’etichetta D.V. More Record. Ha composto, arrangiato ed eseguito le musiche della commedia “Uomo e galantuomo”, di Eduardo De Filippo, rappresentata nel 2007 dal Gruppo Umoristico Salernitano a Salerno, Rosarno e in diversi teatri italiani. Ha pubblicato un trattato di teoria della musica ad uso dei conservatori, ed è autore di alcune marce per Banda e di varie trascrizioni per organici di/con Saxofono di composizioni di autori classici. Docente di ruolo nei conservatori di Teoria, solfeggio e cultura musicale generale dal 1980, dal 2006 è titolare della cattedra di “Musica d’Insieme per formazione jazz” presso il Conservatorio di Musica di Salerno. In pensione come docente ha continuato la sua attività di musicista e compositore. Attività che ha svolto fino alla fine. Ieri alle 14 circa il decesso presso l’Ospedale San Giovanni di Dio e Ruggi D’Aragona, dove si era recato in mattinata per un controllo, dopo una notte passata insonne a causa di una difficoltà respiratoria. Appena la notizia della dipartita di Antonio Florio si è diffusa in città e non solo, all’obitorio del nosocomio salernitano sono accorsi amici e allievi, mentre su Facebook decine e decine di messaggi sono stati postati sulla sua pagina personale. Dal direttore del Conservatorio di Salerno Fulvio Maffia agli amici del Serraglio, dalla consigliera comunale Antonia Willburger al suo allievo prediletto giunto da Caserta per porgergli l’ultimo saluto, e poi ancora tanti giornalisti, colleghi della compagna e firma del nostro quotidiano, Olga Chieffi che negli anni erano oramai diventati suoi amici. I funerali di Antonio Tonino Florio si terranno oggi, alle ore 16, presso la chiesa Santa Maria ad Martyres (Torrione)

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E’ morto il Maestro Antonio Tonino Florio, domani i funerali

E’ morto oggi intorno alle ore 14, presso l’ospedale San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona, dove si era recato alcune ore prima per alcuni accertamenti, il Maestro Antonio Tonino Florio, ex docente del Conservatorio Martucci di Salerno. Dolore e sgomento in città per la dipartita del 74enne docente di sax, amato e stimato da tantissimi. I funerali di Florio, si terranno domani 26 ottobre, alle ore 16, presso la chiesa di Santa Maria ad Martyres (Torrione). Alla compagna e nostra collega Olga Chieffi le più sentite condoglianze da parte di tutta la redazione del quotidiano Le Cronache

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Alessio Vlad: “Spero accetti l’invito di suonare al Ravello Festival”

di Olga Chieffi e Monica De Santis

“La notizia della vittoria di Giuseppe Gibboni al prestigioso Premio Paganini ha reso orgogliosi l’intera comunità di Campagna – ha esordito il primo cittadino Roberto Monaco – Gli auguro una sfavillante carriera musicale che ha da subito iniziato a percorrere, e, naturalmente lo attendo in municipio per il giusto riconoscimento che gli deve la sua città natale, per questa memorabile impresa.

“E’ una ulteriore affermazione della grande tradizione violinistica salernitana. Sono diversi i solisti e le prime parti che vanta Salerno – ha affermato Alessio Vlad, direttore artistico del Ravello Festival – La mia speranza è ora che il Giuseppe Gibboni, Premio Paganini 2021, accetti l’invito di suonare a Ravello, nella città della musica”.

Claudio Tortora: “Nel 2017 allo Charlot fu premiato come giovane promessa, ora spero ritorni per l’edizione 2022”

Era l’estate del 2017. Giuseppe Gibboni aveva solo 16 anni ed era già vincitori di moltissimi concorsi oltre ad essere allievo prediletto di Salvatore Accardo. Era l’estate del 2017, quando il patron del Premio Charlot, Claudio Tortora, decise di far salire sul palco del festival dedicato al più grande attore, autore e compositore del mondo, questo timido ragazzino per consegnargli un premio speciale come giovane promessa della musica… “Vedere Giuseppe Gibboni sul palco del Premio Paganini mi ha riportato alla mente la sera di luglio del 2017, quando venne da noi al Premio Charlot – racconta Claudio Tortora – Era così timido, ma appena salito sul palco e preso il suo violino si trasformo lasciando il pubblico, senza parole. Ho seguito la finale del Premio facendo il tifo per Giuseppe e sono davvero felice del suo trionfo. Come Premio Charlot, abbiamo visto lungo quando gli abbiamo dato il premio come giovane promessa. Ora lo aspettiamo alla prossima edizione per dargli un nuovo premio, magari quello come grande protagonista della musica. Complimenti Giuseppe”.

Fulvio Maffia: “Non ci sono parole, Giuseppe è stato unico, straordinario”

“Sono emozionato, e felicissimo, perchè ancora una volta il nostro Sud e la nostra provincia si ritrova a conquistare i vertici mondiali della musica, grazie al talento di Giuseppe Gibboni, la nostra stella”. A parlare è Fulvio Maffia, direttore del Conservatorio Martucci di Salerno… “Nell’esecuzione di ieri sera sembrava posseduto da qualche anima di qualche grande violinista. Non ci sono parole per esprimere la mia felicità, davvero sono senza parole, per questa vittoria meritatissima. Giuseppe migliora giorno dopo giorno. E’ un ragazzo straordinario, che con la vittoria di ieri è entrato nella storia non solo del Premio Paganini, ma nella storia dei violinisti italiani. Sono sicuro che continuerà a darci grandi soddisfazioni e a conquistare ancora tanti e tanti altri importanti riconoscimenti in tutto il mondo”.

Antonia Willburger: “Pronto e deciso a conquistare tutti i palcoscenici del mondo”

Anno 2016. Per i Concerti di Villa Guariglia, manifestazione musicale organizzata dall’ex assessore alla cultura del Comune di Salerno Antonia Willburger, in cartellone ci sono Giuseppe Gibboni, le sue sorelle e mamma, che regalarono al pubblico una serata indimenticabile. Oggi, la neo consigliera comunale festeggia con tutti loro questa straordinaria vittoria… “È sempre stato un talento sin da quando aveva tre anni e la forza gliela ha data la famiglia il padre la madre e le due sorelle. Una famiglia umile semplice che ha sempre creduto ne valori ma compatta e che lo ha seguito e sostenuto nel suo straordinario percorso . È un ragazzo eccezionale fermo deciso e determinato e pronto a conquistare tutti i palcoscenici del mondo. Dopo 24 anni un italiano vince il premio più prestigioso. È straordinario ed è l’orgoglio di Salerno e dell’Italia tutta”.

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Aspettando il ritorno di Gibboni. Oren: “Grande tecnica, super istinto”

di Olga Chieffi

Grande attenzione ed entusiasmo nel mondo musicale per la vittoria al Premio Paganini di Giuseppe Gibboni, il ventenne violinista di Campagna, un grande traguardo raggiunto, un punto di partenza, per una brillante carriera. “Da Monaco – ha dichiarato il Maestro Daniel Oren, direttore artistico della stagione lirica del Teatro Verdi di Salerno – dove ho diretto Tosca ho avuto modo di seguire il Premio Paganini e il nostro Giuseppe, anche attraverso le parole di mia figlia Romane che ha fatto il tifo per lui. Il nostro Giuseppe è un grandissimo violinista, un grandissimo talento e la cosa che più ci rende felici è che lui viene dalla nostra terra, dalla Campania, dalla provincia di Salerno. Grande tecnica, ma ci vuole “natura”, istinto. Dietro queste grandi performance non ci può essere solo studio, ma c’è la “Natura” e penso che Paganini sia il compositore, le pagine in cui eccelle, il suo campo prediletto e dove si esprime alla grandissima, che sappiamo mostruoso tecnicamente ma lui si disimpegna con grande leggerezza e faciltà. Sono felicissimo e orgoglioso e gli auguro la carriera più straordinaria del mondo, anche per la sua famiglia, composta di ottimi professionisti. E’ nato tutto lì dalla famiglia, dovrebbe tornare a nascere tutto da lì dalla famiglia, come era prima. Ed ecco ciò che produce una grande famiglia”.

Grande emozione anche per Vladimiro Cainero I corno orchestra Carlo Felice di Genova: “Ho conosciuto in questi giorni una persona straordinaria, un Musicista, un Virtuoso, un Violinista incredibile, umile e che ama la vita e la fa amare da tanto è contagioso. Io in 40 anni non ho mai sentito suonare così, per me un riferimento assoluto, abbiamo avuto il piacere di accompagnarlo in questo percorso verso la vittoria, si chiama Giuseppe Gibboni. Era contento solo di suonare nel nostro teatro, ora lo attende ben altro, un giro intorno al mondo per portare in giro il suo sorriso e la grande musica per violino”. Abbiamo raggiunto anche Gerardina Letteriello madre di Giuseppe “L’emozione è stata enorme, per tutti, anche per Giuseppe che ora è stanchissimo dopo mesi di studio e questo tour de force di dieci giorni. La giuria ha seguito le esibizioni di Giuseppe con grande attenzione e severità. Poi, la standing ovation del pubblico ieri sera dopo il concerto di Paganini, ci ha aperto il cuore. Abbiamo cominciato a crederci che potesse avverarsi il sogno, nel momento in cui sono stati consegnati tutti quei premi speciali e così è stato. Ora un momento di riflessione. Siamo tutti commossi e frastornati.

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2021 dorato non solo per lo sport, grazie a Giuseppe

di Monica De Santis

Il 2021 non sarà ricordato solo per la vittoria della Nazionale italiana agli Europei di calcio, non sarà ricordato solo per le tante medaglie vinte alle Olimpiadi e alle paraolimpiadi, non sarà ricordato solo per la Nazionale italiana maschile che ha vinto il Campionato Europeo di pallavolo, come non sarà ricordata solo per la prima finale raggiunta da un tennista italiano al torneo di Wimbledon o per la prima vittoria in Diamond League di un atleta italiano. Il 2021 sarà ricordato anche per la strepitosa vittoria di Giuseppe Gibboni al Premio Paganini. Vittoria che mancava in Italia da ben 24 anni. Nella penultima domenica di ottobre il 20enne talentuoso salernitano è salito sul podio più alto del prestigioso concorso musicale ed ha portato a casa anche tre premi speciali. Un bottino, questo, che ad oggi è riuscito solo a pochissimi e tra questi c’è Giuseppe. Una vittoria la sua merita, sperata da tanti che hanno sempre seguito con affetto e stima questo giovane musicista che sin da ragazzino ha fatto tanto parlare di lui. Che fosse un talento oramai era cosa chiara, che riuscisse ad arrivare dove altri non sono mai arrivati è un sogno che si realizza per lui e per tutti coloro che lo amano e lo seguono.

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Premio Paganini, Giuseppe Gibboni sbanca e riporta il titolo in Italia dopo 24 anni

di Olga Chieffi

Che Giuseppe Gibboni avrebbe avuto un posto nel gotha dei massimi violinisti della storia di questo strumento, s’intuiva già da piccolissimo: brillantezza, eleganza, intelligenza e finezza interpretativa precisione tecnica, bellezza del suono e musicalità che mi portarono ad associarlo a Jascha Heifetz. Infiniti concorsi, concerti, sacrifici sostenuti dai genitori Papà Daniele, violinista, Mamma Gerardina Letteriello pianista, per accompagnare in ogni dove a far lezione dai massimi docenti internazionali, da Salvatore Accordo a Berman, ad Amoyal, i tre germani, Giuseppe, Donatella e Annastella, in un fiume di generosità, gentilezza e affabilità, verso tutti, di qui, i premi anche televisivi Prodigi, poi i grandi concorsi internazionali come il Leonid Kogan, il George Enescu, e, ieri sera il premio più prestigioso il Paganini, che ha portato a iscrivere il nome di Giuseppe in un albo d’oro che recita stelle quali Salvatore Accardo, Grigory Zhislin, Ghidon Kremer, Leonidas Kavakos, Natalia Prichepenko, Massimo Quarta, Isabelle Faust, Bin Huang, Giovanni Angeleri, Sayaka Shoji, Mengla Huang, In Mo Yang, Kevin Zhu. Il premio mancava dall’Italia da ventiquattro anni, l’ultimo quello di Giovanni Angeleri e se l’edizione scorsa, Giuseppe Gibboni, assaggiò il palcoscenico del Paganini, superando le eliminatorie, stavolta ha letteralmente sbancato il premio, con l’assoluto e tre premi speciali. A dichiarare Giuseppe Gibboni vincitore, la giuria presieduta da Sergej Krylov ,che ha diretto l’orchestra del Carlo Felice e composta da Pietro Borgonovo, Pierangelo Conte, Francesca Dego, Stephanie Gonley, Pavel Korgan, Aiman Mussakhajayeva, Cristoph Poppen e Pavel Vernikov. Le due serate di finale sono stata una inumana fatica anche per l’orchestra che ha dovuto sostenere i solisti in ben dodici concerti e nelle prove. Giuseppe Gibboni ha presentato in finale, nella serata del 23 ottobre il concerto di Cajkovskij in re maggiore op. 35, in cui ha rivelato una personalità matura e singolare mettendo in campo la sua carta più vincente, ossia un suono di qualità tale da tramutarsi esso stesso in pura espressione, ambrato e potente, scelte di fraseggio, con una ricchissima varietà di sfumature. Una lettura intimamente passionale, che nella Canzonetta ha trovato il suo momento più alto, l’andamento malinconico eppure elegiaco, donato anche dall’aver trovato l’amore nella chitarrista Carlotta Dalia. Ieri sera, il concerto n°1 in Mi Bemolle maggiore op. 6 con cadenza di Emile Sauret. Qui la forma classica dovrebbe imbrigliare saldamente le tendenze centrifughe. Qui, è venuto fuori il musicista che con libertà rielabora i materiali tematici dell’esposizione del primo movimento sin dal suo primo ingresso, e con fantasia allinea sempre nuovi episodi solistici, dominando incontrastato l’estro improvvisativo, la libera invenzione, gli sbalzi umorali. Pubblico, giuria e orchestra sono stati conquistati dalla consapevolezza dell’interpretazione del segno del genio italiano, che s’inserisce nel cammino della nostra grande scuola e tradizione violinistica, fatta di magnetica comunicazione e purezza di suono. In Paganini Giuseppe ci ha trasmesso forte l’orgoglio e la responsabilità di restituire l’invenzione dell’innovatore italiano del suo strumento, e ha conquistato l’alloro più prezioso. In finale, con Giuseppe, Louisa Staples dal Regno Unito, Olga Artyugina dalla Russia, Ava Bahari dalla Svezia, Lara Boschkor dalla Germania, Nurie Chung dalla Corea del Sud, a rappresentare le diverse scuole violinistiche del mondo. Al momento della premiazione, per Giuseppe Gibboni è stato un crescendo di affermazioni con tre premi speciali in sequenza, Premio alla memoria di Stefano Fiorilla, per la migliore esecuzione del Concerto di Paganini, il Premio alla memoria del maestro Ruminelli, riconoscimento da parte del pubblico e il Premio alla Memoria di Renato e Mariangiola De Barbieri per la migliore interpretazione dei Capricci di Paganini, ci ha fatto ben sperare per l’alloro finale che lo ha visto vincitore sul giovanissimo Nurie Chung, classe 2005, che si è assicurato il secondo posto, mentre in terza posizione, ex aequo, abbiamo Ava Bahari, Lara Boschkor.

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Parcheggi e tariffe i ristoratori chiedono un incontro a Ferrara

di Monica De Santis

Resta la questione parcheggi la principale preoccupazione dei commercianti del centro città in modo particolare dei ristoratori. Ed ecco che l’AISP associazione imprese Salerno e Provincia, associazione giovane che si batte sul territorio quotidianamente, richiede un incontro, conoscitivo e di confronto, con il neo Assessore al commercio Alessandro Ferrara per poter edificare un rapporto costruttivo che si possa protrarre nel tempo e che punti sul rilancio e la ripartenza di un settore molto danneggiato dalla pandemia. Un incontro che i componenti dell’associazione hanno richiesto nella giornata di ieri, inviando al neo assessore alle attività produttive e al turismo una lettera mediante pec. “Ora aspettiamo una risposta, sperando di poter avere nel più breve tempo possibile questo appuntamento” spiega il vice presidente dell’Aisp Donato Giudice, titolare dell’Elite bar & pub. “Vorremmo in particolar modo porre l’attenzione sui parcheggi della nascente Piazza della Libertà, – scrivono in una nota il presidente ed il vice presidente dell’associazione – dei quali siamo ancora in trepidante attesa, visto il susseguirsi di visite guidate per ammirarli, che presuppone quindi la capacità di poterne usufruire in modo reale e non solo fittizio riempiendosi gli occhi. In merito alla questione stessa, nonostante siano state, in un passato recente, accolte le nostre proposte senza mai essere però messe in pratica, non possiamo e non vogliamo più attendere perché nel tempo trascorso parcheggiare a Salerno è diventato un lusso, e tutto questo è assolutamente controproducente sia per il commercio che per il turismo di questa città”. Insomma la necessità di avere con urgenza nuovi spazi per parcheggiare e soprattutto la riduzione delle tariffe è l’argomento che sta più a cuore ai commercianti in questo periodo. Soprattutto con l’avvicinarsi dell’accensione delle Luci d’Artista, che come tutti si augurano porteranno in città molti turisti. Ed è proprio in previsione di tutto questo che è necessario disporre di nuovi posti auto così da garantire un parcheggio per tutti e snellire il traffico soprattutto in centro città. “Se è nell’interesse di tutti accrescere il clamore della nostra città, sarà altrettanto entusiasmante un dialogo comune, al fine di risolvere ed incontrare le esigenze attuali e le difficoltà, da poterle così risolvere in maniera reale e non surreale come finora è accaduto. Noi restiamo fiduciosi di una risposta celere e positiva, da parte dell’assessore Ferrara, poiché il confronto ed il dialogo siano di buon auspicio per l’erigersi di un rapporto costruttivo in favore della nostra città, del commercio e del turismo”, concludono il presidente dell’Aisp Vincenzo Penna ed il vice presidente Donato Giudice.

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Volontari di nuovo in azione, raccolti 93 chili di rifiuti al molo Masuccio

di Monica De Santis

Non si ferma l’azione del gruppo di volontari di “Voglio un mondo pulito” che ieri mattina si sono recati al Molo Masuccio Salernitano.

Qui i 12 volontari hanno raccolto, nell’arco di tempo di circa due ore e trenta minuti oltre 93 chili di rifiuti ripartiti in 66 chili e 700 grammi di indifferenziato, 7 chili e 300 grammi di plastica, 18 chili e 800 grammi di vetro e 200 grammi di cicche di sigarette. Rifiuti questi lasciati ancora una volta da quanti usano il pennello per la pesca e non hanno nessuna accortezza a buttare nei cassonetti, anche in questo caso troppo pochi, ciò che a loro non serve.

“Purtroppo la situazione è sempre la stessa spiega il presidente del gruppo Ciccio Ronca. Servirebbe più civiltà da parte delle persone e soprattutto servirebbero più addetti alla raccolta dei rifiuti”. Il presidente del gruppo di volontariato nato due anni e mezzo fa spera inoltre di poter avere presto un incontro con il nuovo assessore all’ambiente Massimiliano Natella…

“Negli anni addietro, subito dopo la costituzione del nostro gruppo abbiamo cercato un dialogo con l’ex assessore all’ambiente, senza mai riuscirci. Ora ci auguriamo di poter avere un incontro con il nuovo assessore, anche per confrontarci con lui e per illustrargli quali sono, secondo noi, le esigenze della nostra città. Noi come gruppo di volontari cerchiamo di fare la nostra parte, ma se l’amministrazione comunale stesse al nostro fianco allora davvero si potrebbe fare molto per rendere Salerno davvero una città molto pulita”.

Un incontro quello che i componenti del gruppo si augurano di avere con l’assessore Natella quanto prima. Ma oltre all’incontro con i volontari di “Voglio un mondo pulito”, servirebbe anche un incontro tra l’assessore Natella e coloro i gli addetti alla pulizia della nostra città. Vista la mole di rifiuti che questi ragazzi raccolgono ogni fine settimana verrebbe davvero da chiedersi se oltre all’inciviltà delle persone, il lavoro di rimozione dei rifiuti venga svolto in maniera adeguata. Certo è, come segnalano da più parti della città, la carenza di cassonetti per i rifiuti pesa molto e incrementa la dispersione di questi lungo strade, marciapiedi, giardini e parchi.

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Annalisa Rinaldo: “Dirigo un’azienda dove il 98% dei dipendenti sono uomini e non ho problemi”

di Monica De Santis

Annalisa Rinaldo è una donna in carriera. Una giovane signora salernitana che da qualche anno ha deciso di lavorare al fianco del marito in un’azienda, leader nello smaltimento rifiuti industriali, recupero rottami ferrosi e non, nata nel 1996, dove a rappresentare la quota rosa dal 2007, ci sono solo lei e un’altra dipendente… E se per qualcuno il lavorare con tanti uomini potrebbe rappresentare un limite, per Annalisa non è così. La bionda e solare dirigente, infatti, non si è fatta mai spaventare da questo e ha accettato subito e con grande entusiasmo il ruolo, di grande importanza, che il marito gli ha voluto affidare… “L’azienda che dirigo, la Eco Sider, ha sede a Nocera Inferiore e si occupa di riclo rottami. Da qui si può evincere che non è proprio un tipico lavoro femminile”. Ma nonostante tutto Annalisa, come abbiamo detto, non si è fatta spaventare ed ha accettato la sfida di dirigere l’azienda di famiglia. E non solo, grazie al ruolo che riveste, sostiene e sponsorizza iniziative a favore delle donne, l’integrazione e contro la violenza di genere, proprio come il flash mob che ieri si è svolto alla Stazione Marittima di Salerno e che ha visto la partecipazione di decine di donne da tutta la provincia… “Abbiamo deciso di sostenere questo flash mob, perchè credo che la cosa più importante da fare per frenare la violenza sulle donne è agire sul fattore culturale e non soltanto sul fatto della violenza in se, perchè penso che noi dobbiamo educare noi stessi, i giovani e le generazioni future a liberarsi di un retaggio che ci vede in ruolo e in una gerarchia soltanto in base al nostro sesso alla nascita”. Ma come si trova a lavorare in un’azienda dove il 98% di chi ci lavora è maschio? “Mi ritrovo a rivestire il ruolo di dirigente, per volontà di mio marito. E’ stato lui a volermi al suo fianco. Ha creduto in me e nelle mie capacità di poter dare un valore aggiunto al lavoro che facciamo ogni giorno”. E il rapporto con i dipendenti? “Nella mia percezione, i nostri dipendenti, mi rispettano indipendentemente dal fatto che io sia il capo. Mi rispettano come persona in se e questa è la percezione che ho nel rapporto con i miei dipendenti. Diciamo che sul lavoro non esiste uomo o donna. Ognuno svolge il suo compito rispettando l’altro”. Come abbiamo detto prima siete solo due donne a lavorare per l’azienda di suo marito, vero? “Sì, ci sono io ed una dipendente. Tutte le altre mansioni, sono mansioni fisiche che richiedono delle competenze tecniche specifiche nell’utilizzo dei macchinari che sono più votati verso gli uomini”. Guardando l’aspetto lavorativo, com’è il mercato in questi ultimi mesi, diciamo dopo la fine dei vari lockdown da covid – 19? “Il mercato ultimamente sta andando bene. Il nostro settore è un settore che funziona. E’ un settore importante, penso nella vita nel pianeta, perchè fare economia circolare significa rigenerare tutte quelle che sono le nostre risorse”

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Le donne di Salerno in rosso per dire tutte insieme no alla violenza

di Monica De Santis

Tante, tantissime donne, qualche bambina e bambino, ed alcuni uomini, si sono ritrovati ieri pomeriggio alla Stazione Marittima di Salerno per il flash mob #100donnevestitedirosso organizzato dal Lions Club Branch Salerno Minerva. guidato dall’avvocato Micaela Chechile.

Madrina dell’appuntamento è stata l’attrice Sara Ricci che ha accompagnato l’ideatrice della manifestazione l’artista genovese, Alessia Ramusino, ha composto per ricordare il femminicidio di Melania Rea, il brano Yallah, che diventano inno per la lotta contro la violenza. Presenta anche il vice sindaco e assessore alle pari opportunità Packy Memoli…

“Oggi (ieri per chi legge) siamo qui per dimostrare che il rosso non è solo amore, – spiega il vice sindaco Packy Memoli – ma può essere anche odio e violenza e quindi dobbiamo cominciare dalle piccole generazioni a fare educazione alla non violenza. Io ogni giorno lo faccio nel mio ambulatorio con un fonendoscopio e un stetoscopio praticamente rosso, per dire alle generazioni che dobbiamo rispettarci. La non violenza è soprattutto avere il rispetto.

La non violenza sulle donne è una cosa terribile, basti pensare che solo in questo anno abbiamo avuto 83 donne che sono state uccise dagli uomini che amavano, – ha concluso la Memoli – questo non è più possibile ricordiamo che la violenza non è più solo fisica o psicologica, ma c’è anche la violenza economica che è quella che molto spesso il maschio adopera nei confronti delle donne, la dove c’è una differenza dal punto di vista economico”.

Dopo i saluti e le presentazioni, si è dato il via al flash mob con l’esecuzione del brano Yallah a seguire la consegna del Premio Minerva, assegnato chi si è distinto con il suo impegno sui temi della disuguaglianza di genere e della parità di trattamento. Il premio che è stato istituito proprio quest’anno è stato assegnato all’artista salernitana Santa Rossi

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La storica pasticceria Diana da via Roma al Parco del Mercatello

di Monica De Santis

Quando si parla di dolci e si nomina il babà, viene automatico per i salernitani pensare alla pasticceria Diana, ex Sparano per i più anziani. Situata in via Roma a pochi, pochissimi metri da Palazzo Sant’Agostino, è una delle pasticcerie più note della città. Pasticceria famosa proprio per questo dolce tipico napoletano che viene preparato in maniera doc al suo titolare Paolo. E’ lui che sta portando avanti una tradizione di famiglia se così si vuol dire. Prima di lui a preparare i babà c’era il padre, che a sua volta aveva appreso tutti i segreti dal suo datore di lavoro il pasticciere Sparano. Ebbe, alla fine del mese di gennaio i salernitani potranno ancora acquistare nei locali di via Roma il famoso babà di Paolo e non solo. Poi da febbraio dovranno recarsi nella nuova sede della pasticceria: nei pressi del Parco del Mercatello, difronte l’area delle giostrine. Una decisione quella presa dal titolare della storica pasticceria che ha lasciato spiazzati i suoi clienti storici. Il primo ad annunciare l’imminente trasferimento di Diana, fu attraverso i social il nostro collega Gabriele Bojano, poi alcuni clienti di Paolo Diana, hanno contattato la nostra redazione per segnalare non solo il loro rammarico per il trasferimento della pasticceria, ma anche la motivazione. Già perchè dietro questo cambio di location c’è una motivazione ben precisa: il parcheggio. Paolo Diana abita poco distante dalla nuova sede della pasticceria, al Parco del Mercatello, ogni mattina è costretto a recarsi a lavoro in motorino, sia con il sole che con la pioggia. La sua giornata lavorativa inizia alle 4… “Ormai gli anni si fanno sentire anche per me. E uscire di casa a quell’ora soprattutto d’inverno con il motorino non giova alla mia salute”. Alla domanda perchè non usa la macchina la risposta è decisa… “Impossibile, se volessi lasciare la macchina per strada mi costerebbe un capitale in ticket parcheggi, se volessi metterla in un garage privato avrei il problema non solo degli orari, perchè nessun garage in zona apre alle 4 del mattino, ma poi nessun garage mi darebbe il permesso di entrare e uscire con la macchina per fare le consegne. Quindi come soluzione resta solo il motorino”. Ma il problema del parcheggio non riguarda solo Paolo Diana… “Anche i miei clienti hanno lo stesso problema. Trovare parcheggio nei pressi della pasticceria è praticamente impossibile, se si fermano un momento in doppia fila rischiano di prendere una multa. Ho perso diversi clienti proprio a causa della poca flessibilità di certi vigili, che neanche il tempo di comprare un dolce e subito ti fanno il verbale. Invece nella zona orientale, nei pressi del Parco del Mercatello i miei clienti avranno non pochi posti parcheggio a loro disposizione, così evitano di portare a casa oltre al dolce anche le multe”. Ma non è tutto, la scelta del cambio di sede è dovuta anche al fitto che attualmente Diana paga. Ad oggi pago 2000 euro al mese. Il contratto tra un anno e mezzo scade e mi era stato già annunciato un aumento. Se devo pagare 2500 euro al mese di fitto e lasciare ai miei figli un’attività non loro a questo punto ho preferito, chiedere un prestito alla banca, ed acquistare un locale, in una zona dove i prezzi sono ancora accessibili, e lasciare ai miei figli un’attività che sarà solo loro”.

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Quasi 30 chili di rifiuti raccolti sulla spiaggia di via Allende

di Monica De Santis

15 chili e 400 grammi di indifferenziato, sette chili e cento grammi di plastica, sei chili e quattrocento grammi di vetro, mezzo chilo di carta. Non è la lista della spesa questa. Non ci certo. E’ la lista dei rifiuti che ieri mattina sono stati raccolti dai volontari del gruppo “Voglio un mondo pulito”, sulla spiaggia di via Allende a Salerno.

Un totale di 29 chili e quattrocento grammi di rifiuti, lasciato in quel tratto di strada e spiaggia. Rifiuti che continuano ad essere lasciati li, molto spesso da persone che si recano in quel luogo per andare a pescare. Mascherine, cartoni di pizza, bottiglie di birra, lattine di bibite e qualche indumento rotto. Tutto gettato via così, come se quell’area non fosse un bene della nostra città, come se tutto ciò che viene lasciato sulla spiaggia non rischia di finire in mare e di aumentare di conseguenza l’inquinamento delle nostre acque.

Una situazione di degrado che è stata segnalata decine e decine di volte. Una situazione di degrado che ha visto non solo i volontari del gruppo sopra citato, ma anche tanti cittadini che quella spiaggia la frequentano nel periodo estivo chiedere al Comune di Salerno l’installazione di cassonetti per i rifiuti. Richiesta questa che è stata come sempre inascoltata e che continua a non essere presa in considerazione.

Così come nonostante le denunce, le segnalazioni e l’azione di gruppi di volontari, si continua a non predisporre un servizio di pulizia dell’area ed un servizio di controllo al fine di evitare che chi si reca su quella spiaggia o per rilassarsi o per pescare dopo porti via i rifiuti che produce invece di lasciarsi ovunque. Purtroppo, dispiace dover continuare a constatare che alcuni punti della nostra città non godono di nessun tipo di cura e manutenzione da parte dell’amministrazione comunale e che se ogni tanto vengono ripuliti e solo grazie alla buona volontà di giovani come i componenti del gruppo “Voglio un mondo pulito” che si dedicato a questo servizio per il bene della comunità e dell’ambiente.

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Remembering Gaetano Capasso

di Olga Chieffi

Oggi, nella Chiesa di San Rocco in Frattamaggiore, verrà offerto un matinée in memoria del Maestro Gaetano Capasso, da quanti si riconoscono nella sua scuola di clarinetto, eredi, attraverso i suoi preziosi insegnamenti, della grande tradizione napoletana. Lunedì 27 sarà trascorso un anno dalla sua scomparsa, in parte dovuta anche agli strascichi di questa ferale pandemia, del concertista e docente di clarinetto, in diversi conservatori, tra cui il “G.Martucci” di Salerno, dove abbiamo goduto della sua vivace amicizia, che ci ha visto, insieme, all’indimenticato M° Giovanni De Falco, discutere oltre che di musica, anche di alchimia, filosofia, illuminati, templari. Il sogno di ogni allievo è quello di onorare il proprio maestro attraverso gli strumenti e il mestiere che gli ha consegnato. Così, stamane, alle ore 10,30, ospiti del Parroco Don Armando Broccoletti e del suo vice, Don Raffaele Vitale, i maestri Vincenzo Cuomo, Paolo D’Amato, Giovanni D’Auria, Francesco Di Domenico, Calogero Gambardella, Giuseppe Genovese e Gino Zoglio, suoneranno per il loro mentore Gaetano, con i loro allievi riuniti in coro di clarinetti, Luca Argenziano, Francesco Ascolese, Francesco Cozzolino, Samuele Frattini, Antonio Iorio, Giovanni Pepem Teresa Pirozzi, Giovanni Romaniello, Aniello Sansone, Annalisa Santagata e Antonio Santaniello. Il programma verrà inaugurato con una delle pagine più alte della cultura musicale barocca – il Messiah di Georg Friedrich Händel, dal quale ascolteremo l’Alleluja. Pur nella sua originalità, il Messiah non prescinde tuttavia dalle convenzioni e dagli elementi stilistici che rientravano nei canoni della “Musica Poetica” che applicava alla composizione musicale le regole e gli artefici della retorica. La pratica che voleva la musica ancella dell’oratione consentì a Händel un magistrale sfruttamento delle figure della Musica Poetica, che gli permisero di supplire all’assenza di azione drammatica, ponendo in risalto i diversi “affetti delle parole bibliche. Händel si rivela geniale nella regia con la quale ordina l’intero materiale musicale: il Messiah appare come un“crescendo”culminante nel famosissimo coro dell’Alleluja, collocato al vertice dell’intera composizione. Si passerà, quindi, alla Messa di Gloria di Gioachino Rossini, con il Quoniam tu solus Sanctus, un solo affidato a Luca Argenziano. Rossini visse a lungo; conobbe le vertiginose vette della fama e conobbe la profondità della disperazione personale. Da questo ampio spettro emozionale egli astrasse -per così dire – questa sua composizione. “Poca scienza, un poco di cuore, ecco tutto. Sii dunque benedetto, e concedimi il Paradiso”. Sarà improbabile che la sua preghiera sia rimasta inascoltata. Tutti insieme per il I tempo di una fra le più alte composizioni di Mozart, la Sinfonia in sol minore, n°40 K550, che ha costituito fin dai primi dell’Ottocento un simbolo e un enigma: composta nell’estate del 1788, seconda di un ciclo costituito dalla Sinfonia in mi bemolle maggiore e dalla Jupiter, non si sa se abbia avuto un committente o se sia nata, come le altre, come una sorta di confessione, in un momento di terribili avversità nella vita quotidiana. Quel che è quasi certo è che Mozart non potè mai ascoltarla, anche se una correzione nella parte originaria dell’oboe, passata parzialmente al clarinetto, potrebbe far pensare ad un adattamento dell’opera in vista di una sua imminente esecuzione. È probabile, comunque, che i primi ascoltatori siano rimasti sconcertati dal singolare clima espressivo di questa sinfonia, dal suo cromatismo e dalle sue arditezze, pur in quel suo sfondo di «classica e inalterata bellezza» (Mila) che costituì un modello per tutti i sinfonisti del primo Ottocento, a partire da Beethoven. Ma mentre i musicisti del romanticismo guardarono alla Sinfonia in sol minore quasi come ad un irraggiungibile ideale di purezza, in tempi a noi più vicini la critica ha sottolineato piuttosto, di quest’opera, l’immediatezza espressiva, il languore, il sottile e sotterraneo turbamento che la pervadono, quasi appunto si tratti di un profetico e drammatico annuncio di tempi nuovi, affrontati in prima persona e senza reticenze, con tutto il peso ossessivo di tristissime esperienze quotidiane. Sarà Vincenzo Cuomo ad elevare il solo dal III atto de’ “La forza del destino” di Giuseppe Verdi, una pagina che il genio italiano scrisse per il suo amico Ernesto Cavallini, introdotto prima della Romanza di Don Alvaro, che traccia i sentieri della memoria, invasi da una variazione musicale sul tema del Destino. Ancora Wolfgang Amadeus Mozart con l’ ultimo quartetto d’archi K 160 mi bemolle, quasi un divertimento, prima di un saluto di Samuele Frattini, in pieno stile klezmer con il Béla Kovács, di Sholem-Alekhem, Rov Feidman! Finale con l’Inno alla gioia di Ludwig van Beethoven, che vuole trasmettere pensieri e emozioni che hanno un solo scopo: poter arrivare all’animo dell’ascoltatore, suggerendogli inevitabilmente la voglia, a sua volta, di ascoltare, o riascoltare con un’attenzione nuova in silenzio, fino in fondo, questo straordinario capolavoro donato all’umanità Beethoven e dal poeta Schiller. Un messaggio dell’Aldilà, che si rivolge alle persone, agli strumentisti, agli allievi e ai maestri, che concepiscono la fratellanza – e la gioia – come unica via d’uscita ai grandi conflitti che minacciano il mondo, come questa pandemia, oltre la morte.

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Festival del Cinema e Fondazione Carisal

di Monica De Santis

“Saremo al fianco del Festival internazionale del Cinema di Salerno in questa settantacinquesima edizione”. Lo annuncia il Presidente della Fondazione Carisal, Domenico Credendino, confermando l’intenzione di sostenere la manifestazione nata nel 1945 con lo scopo di promuovere la cultura attraverso il cinema e divenuta nel 1946, Mostra nazionale del cinema a Passo Ridotto che nel corso degli anni divenne Festival Internazionale del Cinema di Salerno. Giungendo con un volo pindarico ai giorni nostri il Festival si afferma sempre più non solo nel campo della cinematografia pura ma allarga i suoi orizzonti: Realizzando il ‘Progetto Archimede’ che vede la nascita di una scuola curriculare di cinematografia in collaborazione con l’ITC “Genovesi” di Salerno diretto magistralmente dalla Preside Prof.ssa Caterina Cimino che, grazie alla sua intraprendenza e lungimiranza tipiche della imprenditorialità privata, ha reso concreto un sogno di tanti salernitani; Creando un settore medicoscientifico con la sezione “Curarsi con il Cinema” sviluppata dallo specialista Dottor Davide Amendola; Inserendo per primi, nei Concorsi, la Fiction televisiva; Promuovendo una partenrship con l’Università di Salerno. “L’evento è uno dei più antichi e prestigiosi del Paese e noi, in sintonia con la mission della Fondazione Carisal, coerenti con le attività poste in essere per il rilancio delle eccellenze del territorio, ci saremo. Il Festival – dice Credendino – si svolge dal 1946 grazie a chi ha garantito amore e passione, competenze e lavoro vero. Grazie a tanti ed alla famiglia De Cesare in particolare. Ora è il tempo, insieme, di rilanciare ancora e sempre meglio l’appuntamento”. “Per noi sarà una toccata e fuga, un intervento spot, ma l’avvio di un percorso”, conclude il Presidente Credendino. Per il funzionamento dell’accordo e per organizzare le attività, oggi, presso la sede della Fondazione Carisal, il Presidente del Comitato organizzatore del Festival, Mario de Cesare ed il Presidente della Fondazione Carisal, Domenico Credendino, hanno siglato un Protocollo d’Intesa che sarà seguito dai componenti del cda ed in particolare, dal consigliere Massimiliano Graniti. Soddisfazione è stata espressa dal Presidente Mario De Cesare. “La collaborazione – aggiunge il patron del Festival – sarà preziosa. Foriera di nuovi ed auspicati successi. Il supporto di un management di qualità sarà un valore aggiunto”. Il Festival Internazionale del Cinema di Salerno, giunto alla sua settantacinquesima edizione, si terrà dal 22 al 27 novembre 2021. Un appuntamento importante per la città di Salerno e per il suo territorio. Il Festival proporrà direttamente alle scuole di Salerno e provincia una presentazione di particolari film, oggetto di discussione e meditazione. I film in concorso saranno proiettati distribuendo la programmazione nell’arco dell’intera giornata ed in più Sale, per permettere l’accesso a quante più persone interessate dell’arte cinematografica, oltre che in streaming su piattaforma Vod dedicata, azione che fa entrare il Festival in tutte le case del mondo. Quest’anno sono stati selezionati circa 350 film provenienti da oltre 50 Nazioni. Molti film incentrati sulla problematica del Covid ed altrettanti sul tema dei “diritti delle donne”. La manifestazione si concluderà sabato 27 novembre 2021 con la Cerimonia di Premiazione alla quale parteciperanno i registi dei film premiati con i relativi cast, personalità del mondo dello spettacolo, della cultura e rappresentanti degli Enti Pubblici e Privati.

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L’assessore Ferrara: ecco le priorità

“La sfida dei prossimi cinque anni si vince solo con la competenza e l’esperienza“. Non ha dubbi Alessandro Ferrara, neo eletto assessore con delega alle Attività produttive ed al Turismo, ribadendo la necessità di mettere al servizio della comunità competenze ed esperienza, “per poter sfruttare al meglio l’opportunità storica che avremo nei prossimi anni. Il Comune di Salerno dovrà intercettare tanto i fondi del nuovo settennato (2022-2027) come quelli del Piano di Ripresa e Resilienza (Pnrr) – ha dichiarato l’assessore Ferrara – Il Pnrr si inserisce all’interno del programma Next Generation Eu (Ngeu), il pacchetto da 750 miliardi di euro concordato dall’Unione Europea in risposta alla crisi pandemica e che contribuirà, in modo sostanziale, a ridurre i divari territoriali, quelli generazionali e di genere. Si tratta di un intervento che intende far fronte ai danni economici e sociali della crisi pandemica, nonché a contribuire a risolvere le debolezze strutturali dell’economia italiana, e accompagnare il Paese su un percorso di transizione ecologica e ambientale”. Di fatti, il Piano destina 82 miliardi al Mezzogiorno su 206 miliardi ripartibili secondo il criterio del territorio (per una quota dunque del 40 per cento) e prevede inoltre un investimento significativo sui giovani e le donne. Il governo del Piano prevede una responsabilità diretta dei Ministeri e delle Amministrazioni locali per la realizzazione degli investimenti e delle riforme di cui sono i soggetti attuatori entro i tempi concordati, e per la gestione regolare, corretta ed efficace delle risorse. “È significativo il ruolo che avranno gli Enti territoriali, a cui competono investimenti pari a oltre 87 miliardi di euro. Il Piano si sviluppa lungo sei missioni: “Digitalizzazione, Innovazione, Competitività, Cultura”, “Rivoluzione Verde e Transizione Ecologica”, “Infrastrutture per una Mobilità Sostenibile”, “Istruzione e Ricerca”, “Inclusione e Coesione”, “Salute” Come possiamo sfruttare al meglio la maggior opportunità di rilancio per la nostra città? Attraverso un piano coerente e a 360 gradi, portato avanti da persone con esperienza nell’Amministrazione Pubblica e con le competenze necessarie nell’elaborazione dei progetti che intercetteranno questi fondi – ha poi aggiunto l’ex presidente del Consiglio Comunale – In questa fase storica è necessario essere razionali e pensare senza i condizionamenti dettati da simpatie e antipatie. Posso permettermi di dire, considerata l’esperienza in Consiglio Comunale che dura dal 2006, che ci vogliono competenze importanti per poter amministrare una città, ancor di più in tempi di ristrettezze economiche”. E ancora: “Faremo il possibile convertire Salerno in una città estremamente attrattiva e farla diventare un punto di riferimento per il turismo internazionale. Per farlo ci sarà bisogno di progettare e lavorare insieme a tutti gli operatori che operano, direttamente e indirettamente, attraverso il turismo. Perciò è importante non solo il dialogo con tutti, ma anche una vera e propria azione condivisa da istituzioni e privati. Se si uniscono le forze e si fa rete, la città di Salerno riuscirà a fare questo ulteriore, decisivo salto di qualità. Nella nostra visione per il presente e futuro di Salerno, siamo in grado di dare seguito alle sei missioni del Pnrr – ha aggiunto – L’abbiamo ampiamente dimostrato, con le opere che hanno impreziosito la nostra città; con l’imponente sviluppo turistico; con la capacità di far fronte alla peggior crisi sanitaria della nostra storia, lavorando di concerto con la Regione Campania e il presidente De Luca. Siamo consapevoli che c’è ancora tanto lavoro da fare per rispondere in maniera soddisfacente alle esigenze della popolazione e dei cambiamenti epocali in atto”. L’assessore ha chiarito che l’obiettivo dell’amministrazione comunale “è quello di ascoltare, far partecipare e responsabilizzare la cittadinanza. Il futuro della politica è questo e prevede una compenetrazione sempre più marcata tra Istituzioni, rappresentanti politici e attori sociali. Lavoreremo nella direzione di una economia circolare e sostenibile. Sarà il momento di mettere al centro del nuovo piano turistico la cultura, l’arte, la musica, che dovranno affiancare i comparti economici trainanti della nostra città. La qualità della vita si misura anche da questi elementi non squisitamente economici e il contesto storico e le esigenze dei cittadini necessitano risposte forti e concrete. È il momento di agire per il presente – e non solo il futuro – dei giovani, perché se non si agisce immediatamente non ci sarà possibilità di invertire la rotta”. Se nel corso di questi anni l’amministrazione Napoli è riusciti a far progredire Salerno, nonostante le limitazioni legate al bilancio (per inciso: tutti i Comuni italiani producono un debito e non un credito), nei prossimi cinque anni si punterà davvero a far fare il più grande salto di qualità che si sia mai registrato nella storia di Salerno. “Il principio cardine che reggerà il mio operato in qualità di assessore con delega alle attività produttive e al turismo sarà quello della territorialità, di cui si parla o troppo poco, o con troppa approssimazione. L’obiettivo ultimo dell’azione politica deve essere quello di sviluppare il prodotto interno lordo locale. Per farlo va dato, in primis, il sostegno alla piccola e media impresa, che traina l’economia cittadina e permette a Salerno di essere un punto di riferimento per il turismo internazionale. Salvaguardare la piccola e media impresa significa salvare se non guadagnare posti di lavoro – ha dichiarato l’assessore alle Attività Produttive e al Turismo – Significa far girare la nostra economia e avere anche un ritorno tributario che permetta al Comune di incidere fortemente sui servizi e su tutte quelle attività che necessitano dell’intervento pubblico. Se la base del nostro tessuto produttivo è in forma, tutelato dagli enti locali, si vedranno effetti positivi a cascata che ricadranno sull’intera popolazione. Credo sia giusto sottolineare come questa visione dell’azione politica si basi sulla massima concretezza e che, senza promettere mari e monti – che quelli già ce li abbiamo, fortunatamente -, si propone un progetto chiaro, semplice e, anche per questo, realmente efficace. Parlare con un linguaggio di verità non sempre paga: il riconoscere, al di là dei propri meriti, anche le proprie mancanze, non è tanto abituale in politica. Dalla maggioranza abbiamo affrontato tante crisi, tante sfide difficili se non (quasi) impossibili. Come dico sempre, preferisco che parlino i fatti, perché le parole lasciano il tempo che trovano. L’inaugurazione di Piazza della Libertà è l’emblema non solo del rilancio, ma anche della capacità oggettiva del governo locale di portare a compimento delle opere di massima importanza per l’intera città. Piazza della Libertà (e tante altre opere, realizzate e da realizzare) sono tangibili, concrete, e valgono come simbolo e prova indisctubile di rinnovata speranza e pragmatismo politico. Noi siamo pronti a mettere nuovamente in campo tutte le nostre energie, le competenze e la concretezza, per vincere le sfide dei prossimi cinque anni”.

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Zoccola, altre 7 ore di interrogatorio

di Pina Ferro

E’ durato sette ore l’interrogatorio a cui è stato sottoposto nella giornata di ieri Vittorio Fiorenzo Zoccola, il ras delle cooperative sociali, arrestato la scorsa settimana. Le sette ore di interrogatorio di ieri (terminato intorno alle 18) si aggiungono alle 8 ore dell’interrogatorio di garanzia svoltosi lunedì scorso. Anche le dichiarazioni rese, ieri, da Zoccola sono state secretate dai magistrati, proprio come era stato fatto per le dichiarazioni rese la volta scorsa. Dunque, resta un mistero cosa abbia potuto raccontare Zoccola ai Gip ed ai magistrati titolari dell’inchiesta che ha portato in manette anche il consigliere regionale Nino Savastano. Mistero sul contenuto specifico delle dichiarazioni ma non sui temi affrontati. Quelli sono facilmente immaginabili…. Sicuramente Zoccola ha delineato “l’affaire” delle cooperative solidali, di come queste funzionavano, ma quasi certamente ha parlato anche del villaggio di Babbo che pure qualche anno fa fu oggetto di un’indagine da parte della Guardia di Finanza così come i mercatini di Natale. Di materiale per la prosecuzione delle indagini Zoccola ne sta fornendo a sufficienza se si considera la durata degli interrogatori. Dichiarazioni che, non si esclude, potrebbero essere alla base di nuovi provvedimenti o decisioni da parte della Procura Salernitana. Non è neppure da escludere che Vittorio Zoccola possa essere nuovamente ascoltato dai magistrati. Al momento si va avanti per ipotesi. Bocche cucite sui contenuti dei racconti di Zoccola da parte di tutti. Il legale Michele Sarno continua a ripetere di non poter rivelare quanto “confidato” dal suo assistito ai magistrati salernitani, ma che sicuramente si tratta di dichiarazioni molto forti. L’inchiesta su quello che è stato denominato il Sistema Salerno ha valicato i confini della Provincia ed è arrivato all’attenzione nazionale attraverso l’interessamento di alcuni media che hanno inteso occuparsi della vicenda. Nei giorni scorsi in città sono giunte le telecamere di La 7 e nei giorni scorsi l’avvocato Sarno è stato ospite della puntata.

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L’istituto comprensivo Barra, scuola sentinella per il monitoraggio anti covid

di Monica De Santis

L’istituto comprensivo “Barra” di Salerno che conta ben cinque plessi, è il primo istituto di Salerno ad essere stato scelto dall’Asl come scuola sentinella nel piano di monitoraggio della circolazione del Sars-Cov-2 con i test salivari,  per le classi della primaria e della secondaria di I grado. A darne l’annuncio la dirigente scolastica, Renata Florimonte… “Il piano di monitoraggio, al quale il nostro istituto è stato ammesso, prevede l’effettuazione di test salivari ogni 15 giorni, agli alunni della scuola primaria e a quelli della scuola secondaria di primo grado. Il piano comprende tutti i nostri plessi che sono la sede centrale della Barra, la scuola primaria della Tafuri, la scuola primaria e secondaria di primo grado dell’Abbagnano, e le scuole secondarie di primo grado Lanzalone e Poseidonia. Ovviamente questi tamponi salivari, che sono meno invasivi rispetto ai tamponi naso faringei, saranno gratuiti per tutti gli alunni e saranno effettuati solo ai bambini e ai ragazzi i cui genitori hanno firmato l’istanza e la relativa liberatoria. E’ comunque un tampone molto attendibile nei risultati”. Un piano di monitoraggio questo che si sta svolgendo in tutta la Regione Campania e voluto proprio da quest’ultima in accordo con le Asl. I test non saranno effettuati invece su docenti e personale scolastico in quanto già vaccinati o in obbligati a fare il tampone ogni due giorni per poter accedere agli istituti, come prevede il nuovo decreto governativo. Un’iniziativa questa, che nei plessi dell’Istituto Comprensivo Barra ha riscosso un notevole consenso da parte dei genitori, come conferma la stessa dirigente scolastica… “Abbiamo avuto una partecipazione massiccia. D’altro canto noi c’eravamo candidati come scuola anche a seguito del riscontro assai significativo che lo scorso anno abbiamo avuto per il monitoraggio effettuato dal Comune di Salerno. A seguito proprio di questo riscontro, insieme con i componenti del consiglio d’istituto, ho condiviso questa manifestazione d’interesse a partecipare al piano, abbiamo aderito e siamo stati successivamente individuati dall’Asl di Salerno come scuola sentinella”. Un monitoraggio che avrà, come annunciato i primi di settembre dagli stessi dirigenti Asl che durerà per molti mesi… “Il monitoraggio si svolgerà nell’arco temporale compreso tra il 26 di ottobre e fino al 5 giugno del 2022. Per tanto arriveremo fino alla fine dell’anno scolastico”. Il monitoraggio sarà effettuato in due momenti. A partire dalla prossima settimana ogni 15 giorni operatori dell’Asl di Salerno accederanno ai cinque plessi dell’Istituto Comprensivo Barra ed effettueranno i tamponi salivari agli alunni autorizzati. In contemporanea ai genitori di questi sarà distribuito del materiale informativo per guidare alunni e famiglie nella semplice attività di prelievo della saliva. Lo scopo, come precisa la dirigente scolastica… “E’ quello di rendere le famiglie e gli stessi alunni autonomi. Nelle prime fasi del monitoraggio la raccolta del campione salivare sarà realizzata all’interno del plesso scolastico dagli operatori sanitari del dipartimento di prevenzione. Successivamente la raccolta del campione sarà auspicabilmente realizzata direttamente al proprio domicilio”.  Dunque nella seconda fase gli alunni effettueranno da soli o con l’aiuto dei loro genitori la raccolta del campione salivare, che poi sarà portato a scuola e consegnato all’Asl per analizzarlo. In entrambi le fasi del monitoraggio, qualora uno degli alunni dovesse risultare positivo, sarà la stessa Asl a contattare prima la famiglia per la comunicazione e subito dopo la scuola. “Abbiamo deciso di aderire a questa iniziativa per garantire ancora maggiore sicurezza e tranquillità ai genitori dei nostri alunni. – precisa la dirigente Florimonte - Dall’inizio dell’anno scolastico stiamo seguendo i protocolli in maniera molto rigida, forse anche più del previsto. Ma è giusto così perchè non dobbiamo abbassare la guardia. Abbiamo installato sanificatori in tutte le aule. Garantiamo il distanziamento tra gli alunni e comunque continuiamo a far tenere le mascherine e a far igienizzare spesso le mani. Inoltre negli istituti dove è attivo il servizio mensa, sempre per garantire il distanziamento e la massima sicurezza, abbiamo previsto più turni. Facciamo tutto questo perché i nostri alunni devono vivere la scuola con serenità ed i genitori devono stare tranquilli, ecco perchè la partecipazione a quest’altra iniziativa di monitoraggio è importante. Perché ci permette di garantire ancora maggiore sicurezza per tutti”.

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Antonio Tropiano: “Abbiamo creato un abbonamento per applicare uno sconto sui tamponi”

di Monica De Santis

A pochi giorni dall’entrata in vigore dell’obbligo del green pass per tutti i dipendenti di aziende ed uffici pubblici e privati, in Italia si registra un boom di tamponi fatti nelle farmacie. Tutti coloro che a tutt’oggi non hanno fatto il vaccino, vuoi per problemi di salute, vuoi perchè contrari o altro, per andare a lavoro sono infatti costretti ad effettuare un tampone ogni due giorni. A queste si aggiunge chi – colto da tosse, raffreddore o febbre – vuole comprensibilmente sapere se è affetto da Covid o se si è preso semplicemente l’influenza. Dunque le farmacie, quelle che effettuano i tamponi, sono in questi giorni prese d’assalto. Una coda abbastanza lunga che la si può vedere praticamente quasi davanti a ogni farmacia. “In effetti in questi ultimi giorni abbiamo registrato un aumento vertiginoso delle richieste di tamponi – racconta Antonio Tropiano, titolare della farmacia Aulisi di Battipaglia – da quando è entrato in vigore l’obbligo del green pass, chi non è vaccinato è costretto a fare un tampone ogni due giorni e di conseguenza le richieste sono aumentate come pure le file nelle farmacie. Anche se al momento devo dire che la situazione è ancora gestibile”. Il dottor Tropiano spiega anche che per venire incontro a chi deve farsi il tampone ogni due giorni ha applicato nella sua farmacia una tariffa speciale… “Già prima dell’obbligo del green pass per fare un tampone da noi si pagava 15 euro, ora abbiamo fatto una sorta di mini abbonamento ad un prezzo ridotto, proprio per venire incontro a queste persone e per non pesare troppo sui costi, altrimenti i loro stipendi si consumano tutti in tamponi anti covid”. Sulla prospettiva invece, di prolungare l’orario di chiusura delle farmacia, così da snellire le file e al tempo stesso di venire incontro anche a coloro che non possono fare i tamponi di mattina, il farmacista salernitano spiega che “La decisione non è ancora stata presa. Certamente se è per venire incontro ai cittadini, noi siamo a disposizione, il punto però è un altro. Rimanere aperti fino a tardi significa dover assumere almeno un altro dipendente, per garantire i turni di lavoro. Questo ovviamente comporterebbe un aumento dei costi per noi e di conseguenza il rischio di non poter più garantire dei prezzi promozionali per i tamponi alle persone”.

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Borsa della Ricerca, premiate a Salerno le migliori 5 startup

di Monica De Santis

Mentre la Fondazione Emblema e l’ Università di Salerno sono già al lavoro per l’edizione 2022 della Borsa della Ricerca che si terrà al Campus di Fisciano dal 4 al 6 ottobre prossimi e sarà realizzata con il coordinamento scientifico della multinazionale 3M, nella giornata di ieri, a Salerno, al Grand Hotel Salerno sono state premiate le 5 migliori startup da aziende multinazionali alla “Borsa della Ricerca”. “Tra i progetti di ricerca presentati quest’anno – sottolinea Tommaso Aiello, presidente della Fondazione Emblema e coordinatore della Borsa della Ricerca – segnaliamo quello elaborato da Axis Strutture della Vanvitelli che ha realizzato abitazioni semplici da montare in risposta alla tragedia di Kabul e applicabile a tutti i campi profughi, favorendo progetti di coesione e inclusione. Il Gruppo di ricerca del Dipartimento Farmacia dell’Aldo Moro, invece, ha progettato una stampante 3D per generare medicinali personalizzati riducendo così le complicanze associate alla malattia e offrendo standard elevati nei trattamenti oltre a una importante riduzione dei costi di produzione. Hydron Engineering, una startup siciliana che opera nel settore delle energie alternative, in particolare hanno creato un apparato alimentato a idrogeno alternativo alle batterie elettriche, che consente un’autonomia maggiore. Può essere applicato a sottomarini e droni. Inoltre non produce alcun tipo di sostanza nociva”, conclude Aiello. Ma veniamo ai vincitori: Automobili Lamborghini ha premiato come migliore startup ReActive – Poweder Technology, startup del Politecnico di Milano impegnata nella ricerca, nello studio e nella gestione di polveri metalliche e non metalliche per materiali energetici. Il premio consiste in una visita guidata alla fabbrica e al museo con i manager aziendali. Bracco Imaging, invece, ha conferito il suo premio (una visita nel Centro Ricerche Bracco) alla startup salernitana 4Achem, impegnata nello sviluppo e nella produzione di prodotti chimici e chimico-farmaceutici mediante sintesi organica. Eureka! Ventures ha scelto come migliore startup Ecodrone di Firenze, impegnata nell’elaborazione di algoritmi per la navigazione autonoma. Il premio conferito consiste in una call con un team di investimento. NTT Data ha scelto di consegnare il suo premio, ovvero la possibilità di accedere a una piattaforma per incrementare la propria visibilità a livello internazionale, a Theuth Linguistic Enginer, startup di Salerno impegnata nello sviluppo di soluzioni software e di consulenza nell’ambito del linguaggio naturale. Il nuovo acceleratore promosso da Fondazione Emblema, Startime, ha deciso di premiare Next Vision di Catania, startup specializzata nello sviluppo di algoritmi di intelligenza artificiale capaci di trasformare in informazioni le immagini e i video acquisiti mediante dispositivi mobili e indossabili. Il premio consiste in un progetto di accelerazione “ad hoc”. L’ultimo premio è stato conferito al migliore pitch, vinto da Thinkpen del Politecnico di Milano.

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Al via a Salerno un progetto a supporto dei minori maltrattati

di Monica De Santis E’ stato presentato ieri mattina presso la sala Bottiglieri di Palazzo Sant’Agostino, il progetto regionale “Non vedo, non sento, non parlo” promosso dalla cooperativa sociale “La Goccia” di Avellino in qualità di soggetto capofila nel bando “Ricucire i Sogni – 2019” e selezionato nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. L’incontro è stato voluto dall’Associazione di Promozione Sociale “Tarita” di Sant’Egidio del Monte Albino e dalla Cooperativa sociale “Il Sollievo” di Angri, partner locali del progetto che coinvolge tutte le province campane attraverso un vasto partenariato. Alla presenza del presidente della Provincia Michele Strianese sono state illustrate le azioni del progetto che hanno l’obiettivo di prevenire e contrastare la violenza sui minori. “Fenomeno complesso in quanto la violenza non è solo fisica – ha spiegato il sociologo e referente della cooperativa sociale Il Sollievo di Angri, Orlando Morra -. Un intervento non tempestivo e non adeguato potrebbe portare ad una cronicizzazione del problema che va invece affrontato con idee innovative come quelle di Non vedo, non sento, non parlo, dalla formazione di base per le figure che operano nel settore, a quella specialistica per le equipe che andranno a lavorare a stretto contatto con i minori presi in carico e le loro famiglie; dalla sensibilizzazione alla tematica, all’allestimento di spazi d’ascolto nelle scuole partner. Un progetto che non si ferma dunque alla presa in carico, ma porta avanti una vera e propria cura, coinvolgendo la famiglia, la scuola, le istituzioni e tutti gli operatori del settore, per formare una rete integrata che dia risposte concrete non sono solo ai minori vittime, ma anche alle famiglie e a tutti coloro che interagiscono con la sfera sociale dei minori”. Il presidente della Provincia di Salerno, Michele Strianese, si è detto particolarmente felice di ospitare la presentazione dell’iniziativa “Non vedo, non sento, non parlo” – dichiara il Presidente Michele Strianese – è un progetto a supporto dei minori maltrattati che ho voluto accogliere presso la sede della Provincia per la tappa salernitana nel tour di presentazione nelle varie province campane. È un progetto molto bello che ha l’obiettivo di fornire risposte e interventi precisi ai minori vittime di abusi e maltrattamenti, promuovendo una rete integrata con i vari soggetti operanti nel settore. È stata una mattinata molto interessante e ringrazio tutti gli organizzatori, gli operatori, le associazioni e le istituzioni coinvolte. Iniziative come questa sono fondamentali per rimuovere i tanti ostacoli di natura economica, sociale e culturale che impediscono la piena fruizione dei processi educativi da parte dei minori”. Presenti al tavolo anche i sindaci di Roccapiemonte e Pagani, Carmine Pagano e Raffaele Maria De Prisco, che si sono complimentati con i referenti del progetto, e l’assessore alle Politiche Sociali del comune di Angri, Maria D’Aniello: “Un progetto lungimirante, coraggioso e di spessore – ha dichiarato la dottoressa Laura D’Aniello, psicoterapeuta EMDR, approccio che verrà adottato in via sperimentale, grazie al progetto, dalle equipe delle 5 province campane -. Condivideremo una metodologia di lavoro, aspetto importantissimo e non scontato. L’adozione di prassi condivise e degli stessi strumenti di diagnosi è fondamentale per effettuare una valutazione e presa in carico completa”. L’incontro di ieri ha posto le basi per la creazione di una rete integrata atteso che tutti i partecipanti al tavolo, dalle istituzioni, agli operatori, alle forze dell’ordine, si sono resi disponibili a collaborare, ognuno per la propria specificità, a tutela dei minori del territorio.

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In Curia Arcivescovile martedì un incontro su Oscar Romero

di Monica De Santis

“La figura di Oscar Romero-Voce dei senza Voce” è il titolo dell’incontro che si terrà il prossimo martedì 26 ottobre, alle ore 16.30, presso presso il Salone degli Stemmi della Curia Arcivescovile. L’incontro, organizzato dalle Presidenze Diocesane di Fuci- Meic e dalla Azione Cattolica”, è un’occasione per riflettere e studiare la figura di Oscar Romero, Arcivescovo di San Salvador, a quarant’anni dal suo barbaro delitto, avvenuto il 24 marzo 1980. Un incontro questo già in programma lo scorso anno, ma che poi a causa dell’emergenza sanitaria dovuta al Covid – 19 fu rinviato. Ora è stato riprogrammato e vedrà la partecipazione come ospite d’onore e relatore di Monsignor Vincenzo Paglia, Presidente della Pontificia Accademia per la Vita, Arcivescovo emerito di Terni-Narni-Amelia e postulatore della Causa di Beatificazione di Oscar Romero, canonizzato da Papa Francesco nell’ottobre 2018 insieme a Paolo VI ed altri Beati. Dopo i saluti di Sua Eminenza Reverendissima Monsignor Andrea Bellandi, Arcivescovo di Salerno, del Presidente Diocesano del Meic Rocco Pacileo, del Presidente diocesano della Fuci Stefano Pignataro e del Presidente Diocesano dell’Azione Cattolica Maria Vittoria Lanzara, ad introdurre la relazione di Mons. Paglia sarà Alfonso Conte, Docente di storia contemporanea presso l’Università di Salerno. La moderazione è affidata al giornalista Antonio Manzo. “L’incontro che vivremo-dichiara il Presidente Diocesano della Fuci Stefano Pignataro- oltre ad essere occasione per ascoltare la testimonianza di un illustre protagonista della nostra Chiesa e della nostra contemporaneità come Sua Eminenza Reverendissima Monsignor Vincenzo Paglia è anche un’ occasione unica per approfondire, alla presenza del Postulatore della Causa di Beatificazione, una figura straordinaria del nostro tempo quale è Mons. Oscar Romero, Sant’Oscar Romero,canonizzato da Papa Francesco con Paolo VI il 14 ottobre di tre anni fa Monsignor Romero, di cui a marzo di un anno fa è ricorso il 40esimo anniversario del martirio, fu una fulgida testimonianza di fede, di missione, di sinodalità. L’operato di Óscar Romero si caratterizza per due aspetti intrecciati: da una parte l’attenzione ai doveri spirituali e liturgici portata avanti da una costante osservanza della disciplina ecclesiastica e di uno stile di vita povero, da autentico tradizionalista; dall’altra parte, una evidente empatia e vicinanza con il popolo, gli emarginati, gli sfruttati,”voce dei senza voce”, come sottolinea anche il nome della nostra iniziativa. Figura centrale per la “teologia della liberazione”, la figura di Oscar Romero, in questo nostro tempo incerto e caratterizzato da profondi drammi per la società, resta una figura da approfondire per la sua caratura, il suo esempio e per la sua straordinaria eredità. Un ringraziamento a Sua E. R. Mons. Andrea Bellandi per il supporto, ai relatori con cui si continua il filone storico iniziato già in precedenti incontri a tema ed un ringraziamento a Mons. Paglia per aver sin da subito accettato con entusiasmo l’invito”. Per l’accesso alla Salone degli Stemmi, si raccomanda l’uso della mascherina e l’esibizione del Green Pass.

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Riparte “Panthakù. Educare dappertutto”

Ripartono il 25 ottobre – in presenza e fino alla fine dell’anno scolastico – le attività di “Panthakù. Educare dappertutto”, il progetto selezionato dall’Impresa Sociale Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Capofila è Ai.Bi. Associazione Amici dei Bambini e 25 sono le realtà pubbliche e private partner di un’idea selezionata insieme ad altre 85 tra le oltre 800 presentate sul Bando Adolescenza in tutta Italia. Sono quattro le scuole secondarie di I° grado coinvolte: Montalcini e Calcedonia di Salerno, Principe di Piemonte di Santa Maria Capua Vetere e Denza di Castellammare di Stabia. Ancora una volta, teatro, danza, musica, sport, gamification, scoperta del sé, webradio ed artigianato, saranno le “materie” fuori aula che i ragazzi studieranno in modo alternativo. A salire in cattedra, nelle ore pomeridiane, gli esperti dei singoli settori: un vero e proprio team di professionisti con i quali gli studenti potranno mettersi in gioco per scoprire i loro talenti e sperimentare fino in fondo le dinamiche del gruppo come occasione di crescita. Dopo una fase in cui i laboratori si sono tenuti in modalità digitale, si ricomincia con una ricca e qualificata offerta di attività che da settembre 2018 seguono di pari passo il percorso formativo degli studenti. Ai.Bi. Associazione Amici dei Bambini curerà la gestione di un’aula studio all’interno delle scuole dove gli alunni, con la supervisione di due esperti tutor, verranno seguiti nell’esecuzione dei compiti, stimolando non solo l’apprendimento ma anche la collaborazione reciproca e l’acquisizione di un metodo di studio da attuare anche in maniera individuale a casa. Saranno ammessi 12 alunni per ogni scuola. Sempre Ai.Bi. curerà la web radio: gli studenti lavoreranno insieme creando una vera redazione che ogni mese andrà on air sulle frequenze della piattaforma nazionale Spreaker. Il diario di bordo degli aspiranti giornalisti riguarderà rubriche, selezioni musicali, interviste a personaggi della scuola e della città e magari anche a qualche personalità di rilievo nazionale e il racconto del progetto Panthakù, imparando contestualmente l’utilizzo di programmi digitali per il taglio e il montaggio delle interviste. Il laboratorio coinvolgerà 10 alunni per ogni scuola. Il CSI, Centro Sportivo Italiano, accompagnerà gli studenti nella conoscenza di due sport: le arti marziali, e la ginnastica ritmica. I tutor lavoreranno molto sull’idea di gruppo come forza, sul rispetto delle regole e sull’impegno per il raggiungimento degli obiettivi. Il laboratorio riguarderà 12 alunni per ogni sport, fatta eccezione per la scuola Principe di Piemonte. Sempre il CSI accompagnerà gli studenti nella conoscenza della gamification, una strategia di insegnamento ed apprendimento che prende spunto dal videogioco. Gli alunni, affiancati da operatori esperti, inizieranno il loro anno di gaming scoprendo, attraverso Minecraft, siti archeologici da esplorare e nei quali scavare, riportando alla luce manufatti di diverso genere per ricostruire le antiche città. Sarà a tutti gli effetti un incontro tra archeologia e gaming: sfruttare il mondo virtuale per ricostruire siti archeologici o aree di scavo. “Minecraft: Education Edition” è infatti un gioco che consente di conoscere ed esplorare nuovi mondi in un ambiente immersivo e coinvolgente, aiutando gli studenti ad acquisire competenze digitali e contribuendo allo sviluppo della loro creatività e di capacità come la collaborazione e il problem-solving, competenze sempre più richieste nel mercato del lavoro. Il laboratorio, in esclusiva per la scuola Principe di Piemonte, coinvolgerà 15 alunni. La Rari Nantes Nuoto Salerno porterà i ragazzi dell’IC Calcedonia e Montalcini di Salerno in acqua nella piscina Nicodemi con un corso di avviamento alla pallanuoto rivolto a 14 alunni che tra tuffi, bracciate, goal e parate si affacceranno a questo sport con l’auspicio di arrivare ad indossare la maglia della serie A come i loro campioni. La Cna, Confederazione Nazionale dell’Artigianato e la Piccola e Media Impresa, terrà il laboratorio “Orientamoci”. Gli artigiani faranno conoscere il mondo dei mestieri ai ragazzi lavorando insieme. Due saranno gli stage che si potranno scegliere: “Creazione di bijoux e gioielli” e “Moda: disegno, taglio e cucito” per la scuola Calcedonia; “Creazione di borse” e “Creazione di bijoux e gioielli” per la scuola Principe di Piemonte; “Beauty ed estetica” e “Capelli e acconciature” per la scuola Montalcini e “Beauty ed estetica” e “Capelli e acconciature” per la scuola Denza. Mettersi alla prova, seguiti da un tutor artigiano, è il miglior modo per capire le proprie inclinazioni e potenzialità. In cinque giornate gli alunni partecipanti diventeranno dei piccoli artigiani. Sei gli studenti coinvolti per ogni stage. Il Teatro del Giullare e Campania Danza per le scuole Calcedonia e Montalcini, Casa Babylon per la scuola Principe di Piemonte e Funneco per la scuola Denza terranno un laboratorio di teatro. La fase iniziale vede i ragazzi alle prese con lo studio della sceneggiatura e l’individuazione dei personaggi. I ragazzi potranno infine interpretare, preparare le scene e partecipare all’evento finale che si terrà a giugno 2022. I laboratori sono aperti a dodici alunni per ogni scuola. La RETE. Sono partner di progetto, insieme ad Ai.Bi. Associazione Amici dei Bambini capofila: Comune di Salerno, Comune di Castellammare di Stabia (NA), Comune di S.Maria Capua Vetere (CE), IC Calcedonia e IC Rita Levi Montalcini di Salerno, IC Denza di Castellammare di Stabia, IC Principe di Piemonte di S.Maria Capua Vetere, Human Foundation, Fondazione Carisal – Fondazione Cassa di Risparmio Salernitana, ACLI – Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani di Salerno, Associazione Vela Centro Servizi Sociali, Acli Service Salerno, Associazione Campania Danza, Associazione Culturale Saremo Alberi – Libroteca, Società cooperativa sociale Saremo Alberi, Associazione Compagnia del Giullare, Associazione Culturale Funneco – Culture Hub, CNA – Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa di Salerno, CNA Campania Nord (sedi di Napoli e Caserta), ASD Rari Nantes Nuoto Salerno, CSI – Centro Sportivo Italiano Comitati Provinciali di Salerno, Napoli e Caserta, Associazione Agape Fraterna Onlus, Associazione Casa Babylon Teatro.

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