«Il collega risultato positivo al Covid era già da oltre 20 giorni lontano dal reparto»

di Marco Califano

Rassicurazioni sono giunte dal reparto di ginecologia e ostetricia dell’azienda ospedaliera “San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona” di Salerno. Dopo le preoccupazioni sollevate dal caso di un medico risultato positivo al corona virus, il primario del reparto di ginecologia e ostetricia Francesco Marino ha rassicurato tutti affermando che il medico in questione non è presente in ospedale da circa 20 giorni. «Il collega ha un figlio che è sceso da Milano – spiega Marino – e così ha deciso preventivamente di mettersi in auto-quarantena, servendosi dei giorni di malattia e così non viene in reparto da una ventina di giorni». Il primario del reparto ha anche spiegato come il collega abbia accusato alcune linee di febbre e, quindi, avrebbe deciso di non presentarsi in ospedale per non mettere a rischio la salute dei pazienti. «E’ dal 13 marzo che non è presente in ospedale» ha continuato Francesco Marino. Inoltre, come ulteriore rassicurazione, il direttore ha dichiarato come al reparto di ginecologia è stata attuata una differenziazione di percorso per le donne gravide che avrebbero potuto contrarre il Covid-19. «Siamo perfettamente attrezzati per fronteggiare un caso di positività nel reparto». Comunque sono stati effettuati test su tutto il personale per rassicurare l’utenza e i quanti lavorano presso il nosocomio salernitano e sono risultati tutti negativi. «Ho sentito il collega questa mattina (ieri mattina ndr) – dice Marino – al momento è in quarantena presso la proprio abitazione e sta bene». Nei prossimi giorni dovranno essere effettuati altri test per tenere sotto controllo l’evolversi della situazione e constatare la possibile guarigione del medico. «Vorrei concludere però – chiude il direttore di ginecologia – dicendo che le misure di restrizione della libertà personale a cui siamo sottoposti sono quanto mai opportune perchè non siamo in grado di far fronte ad una grandissima ondata di contagiati. La strutture del nord sono andate in difficoltà e potrebbe capitare anche a noi. Bisogna restare a casa».

Consiglia

Il dottor Greco: scellerata la scelta del da Procida

“Ci troviamo dinanzi al coronavirus, non alla tubercolosi”, il pensiero di Luigi Greco, noto infettivologo, rientrato in servizio al “Ruggi” dopo lunghi anni di pensione per l’emergenza covid-19. Lunedì prossimo sarebbe in calendario il trasferimento del Reparto Infettivi dall’Azienda “Ruggi” di San Leonardo, all’Ospedale “Da Procida”. Un trasferimento che ha fatto inorridire il noto professionista salernitano che ha mostrato tutto il proprio disappunto. «E’ demenziale una tale decisione dopo le spese effettuate per allestire al meglio il Reparto al San Leonardo oltre la fatica per renderlo efficiente per l’emergenza», afferma stizzito per poi continuare, spiegando il motivo delle sue rimostranze. «Non si può pensare di ricoverare tutti i malati di covid-19 al “Da Procida”, che non offre altri Reparti per le diverse patologie, ai quali vanno incontro i degenti, con complicanze. La struttura in questione potrebbe esser utilizzata per il post emergenza, quando cioè i pazienti, che vanno incontro a un lungo periodo di convalescenza, hanno bisogno d’esser monitorati e seguiti dopo la fase acuta. In particolare, mi riferisco alla riabilitazione respiratoria. Ora esiste il problema con i dimessi, che non sappiamo dove mandarli. Non so quale sia il motivo del trasferimento al “Da Procida”. Al Ruggì abbiamo trattato le patologie infettive più delicate sempre con estrema cautela d’isolamento, da esperti». Secondo quanto afferma Greco, dunque, si rischierebbe di sballottare il paziente fra i due nosocomi, a secondo delle eventuali patologie che potrebbero sorgere nel decorso dell’infezione da coronavirus. «Non so chi sia stato l’arbitro di tale decisione, che peggiora il nostro quadro di prestazione sanitaria: la scelta è stata scellerata. Dopo un mese circa dalla fase prodromica, il paziente deve essere seguito costantemente e non può la famiglia ottemperare a tale esigenza. Ancora una volta si marcia nella direzione errata. Si continua a non focalizzare il problema sanitario e ad affrontarlo per il verso giusto». Ma ne ha per tutti il noto infettivologo. «Si parla solo di misure restrittive, per il contenimento, anziché mirare ai tamponi a pioggia per la popolazione. Occorre isolare i casi che sono stati a contatto di quanti venuti dalle prime zone rosse del Nord, che potrebbero esser stati contagiati e risalire ai contatti avuti da tali individui. I costanti dati, non rivelano la veridicità a livello nazionale: le previsioni vanno fatte sui decessi, il 10% dei contagiati, che finisce in Rianimazione. Il virus presenta tanti asintomatici, il che vuol dire non in pericolo di vita. Occorre fare i tamponi subito, a chi presenta possibilità d’infezione, non attendere giorni e farli bene, al naso e alla gola e, successivamente, saperli bene interpretare».

Consiglia

Mascherine prodotte dai detenuti nel carcere di Fuorni

I detenuti del carcere di Fuorni, a Salerno, insieme con quelli ristretti negli istituti penitenziari di Milano Bollate e Rebibbia, produrranno mascherine per gli agenti della Polizia Penitenziaria e per conto della Protezione Civile. Lo rende noto l’Uspp. I tre istituti, del Nord, del Centro e del Sud del Paese, secondo quanto rende noto il sindacato, sono stati selezionati dall’amministrazione penitenziaria insieme con la Protezione Civile. Dal carcere di Salerno Fuorni prese piede l’ondata di rivolte che investi’ l’Italia il mese scorso, tumulti che causarono ingenti devastazioni, evasioni, feriti e anche morti.”Vivo apprezzamento” per il lavoro svolto dal direttore del carcere di Fuorni, a Salerno, istituto penitenziario scelto per la produzione di mascherine da destinare agli agenti della Polizia Penitenziaria e alla Protezione Civile, e’ stato espresso dal segretario regionale dell’Uspp (Unione del Sindacati di Polizia Penitenziaria) Ciro Auricchio. “A causa della violenta protesta di qualche settimana fa – ricorda Auricchio – che ha visto distrutti alcuni padiglioni detentivi, lodevoli sono stati gli sforzi che il direttore Rita Romano sta ponendo in essere, seguendo in prima linea i lavori per il ripristino della sicurezza e della funzionalita’ delle sezioni detentive coinvolte ripristinando inoltre anche l’illuminazione sia interna che esterna”. Per Auricchio, “E’ motivo di orgoglio, inoltre, per la Regione Campania che il carcere di Salerno sia stato individuato, insieme ad altri due istituti penitenziari- uno al centro e l’altro al Nord d’ Italia – per l’avvio di un laboratorio per la produzione di mascherine da destinare, innanzitutto, al personale di polizia e, non, che opera negli istituti e per la restante parte alla Protezione civile per la successiva distribuzione a gli altri operatori che svolgono un servizio essenziale”

Consiglia

Coronavirus: ospedale Polla, flash mob pompieri e commozione

Le sirene dei mezzi di soccorso dei vigili del fuoco del distaccamento di Sala Consilina (SALERNO) accese assieme ai lampeggianti e poi un commovente applauso. Cosi’ questa mattina davanti all’ospedale di Polla si e’ svolto una sorta di flash-mob sia per ringraziare tutti gli operatori sanitari sia per salutare tutti i degenti ricoverati nell’area Covid ospedaliera. Alle finestre del nosocomio tanti i pazienti ed i sanitari che hanno ringraziato i caschi rossi. Un lutto ha colpito anche il distaccamento dei vigili del fuoco di Sala Consilina: il 24 marzo scorso e’ scomparso il comandante Luigi Morello, originario di Teggiano, ucciso dal coronavirus dopo un’agonia di due settimane presso l’ospedale civile di Scafati.

Consiglia

Coronavirus: nel Salernitano altri tre decessi anziani

Ancora tre morti nel Salernitano tra le persone che avevano contratto il coronavirus. Nel presidio ospedaliero Luigi Curto di Polla, non ce l’ha fatta un 73enne di origini napoletane che risiedeva a Polla da pochi mesi e che era ricoverato nel reparto covid. Questa mattina, nel piazzale dell’ospedale, un breve momento di commozione quando, prima le sirene dei mezzi di soccorso dei vigili del fuoco e, poi, un lungo applauso hanno salutato quanti sono in prima linea per combattere contro il virus e anche tutti i degenti. All’ospedale di Polla si registra anche un altro decesso, quello di una donna di 87 anni residente a Sala Consilina. All’ospedale San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona di Salerno, invece, e’ deceduta una signora anziana che era risultata positiva al Covid

Consiglia

Coronavirus: ritardi per accertamenti, sindaco scrive a procura

Una nota alla procura di Lagonegro perche’ faccia luce su un presunto ritardo nelle comunicazioni di un caso positivo di coronavirus a Vibonati, nel Salernitano, e sulla disposizione di quarantena obbligatoria per i familiari dell’uomo, un medico in servizio a Salerno. Ad inviarla agli inquirenti, il sindaco di Sapri, Antonio Gentile, spiegando che la famiglia in questione risiede in una zona piu’ vicina al comune da lui amministrato che a Vibonati. L’amministrazione comunale di Vibonati, il 3 aprile scorso, confermando il contagio del medico, precisava, pero’, “che il sindaco, il responsabile della Protezione civile comunale ed il comandante della stazione dei carabinieri di Vibonati non erano stati messi al corrente della quarantena adottata nei confronti del contagiato da parte della responsabile dell’Uopc, ne’ tantomeno informati dal medico di base del contagiato”. Una quarantena obbligatoria che sarebbe stata avviata gia’ nella seconda meta’ di marzo e della quale non avrebbe ricevuto alcuna comunicazione il primo cittadino saprese che, all’AGI, sottolinea un “corto circuito informativo perche’ noi non abbiamo saputo niente e Vibonati sostiene di non aver saputo niente”. Ci sono “troppe cose che non mi quadrano”. “Non so chi e se qualcuno ha sbagliato a non fare comunicazioni. Non sono io a deciderlo. So solo che si tratta di una abnorme quanto potenziale pericolosa distrazione”. Da qui, l’invio della nota “alla procura di Lagonegro dove spiego velocemente i fatti e chiedo a loro di ricostruirli. Mi sono comunque attivato per cercare di ricostruire in anticipo i contatti verosimili tra i familiari di questa persona”.

Consiglia

Coronavirus: ritardi per accertamenti, sindaco scrive a procura

Una nota alla procura di Lagonegro perche’ faccia luce su un presunto ritardo nelle comunicazioni di un caso positivo di coronavirus a Vibonati, nel Salernitano, e sulla disposizione di quarantena obbligatoria per i familiari dell’uomo, un medico in servizio a Salerno. Ad inviarla agli inquirenti, il sindaco di Sapri, Antonio Gentile, spiegando che la famiglia in questione risiede in una zona piu’ vicina al comune da lui amministrato che a Vibonati. L’amministrazione comunale di Vibonati, il 3 aprile scorso, confermando il contagio del medico, precisava, pero’, “che il sindaco, il responsabile della Protezione civile comunale ed il comandante della stazione dei carabinieri di Vibonati non erano stati messi al corrente della quarantena adottata nei confronti del contagiato da parte della responsabile dell’Uopc, ne’ tantomeno informati dal medico di base del contagiato”. Una quarantena obbligatoria che sarebbe stata avviata gia’ nella seconda meta’ di marzo e della quale non avrebbe ricevuto alcuna comunicazione il primo cittadino saprese che, all’AGI, sottolinea un “corto circuito informativo perche’ noi non abbiamo saputo niente e Vibonati sostiene di non aver saputo niente”. Ci sono “troppe cose che non mi quadrano”. “Non so chi e se qualcuno ha sbagliato a non fare comunicazioni. Non sono io a deciderlo. So solo che si tratta di una abnorme quanto potenziale pericolosa distrazione”. Da qui, l’invio della nota “alla procura di Lagonegro dove spiego velocemente i fatti e chiedo a loro di ricostruirli. Mi sono comunque attivato per cercare di ricostruire in anticipo i contatti verosimili tra i familiari di questa persona”.

Consiglia

L’Asl Salerno avvia lo screening in tutti gli ospedali. Ecco 500 kit

di Rosa Coppola

Test rapidi per contrastare il Coronavirus, l’Asl Salerno avvia lo screening in tutti gli ospedali. 500 kit, per iniziare, sono stati distribuiti in ogni singolo presidio nosocomiale e saranno eseguiti prioritariamente per gli operatori sanitari maggiormente esposti. Quelli in prima linea. Ieri a Nocera Inferiore, nell’Umberto I, sono stati consegnati circa 100 test ai
quali si sono sottoposti tutti quegli operatori che, a vario titolo e ruolo, hanno lavorato nella sala operatoria del terzo piano, chirurghi, urologi, anestesisti, ortopedici.

Per iniziare. Loro sono stati primi perchè un collega chirurgo è risultato, due giorni fa, positivo al Covid. Lo stesso reparto di Chirurgia d’urgenza è stato sanificato; stesso copione per gli spazi interdivisionali.
Ma cosa sono questi test? Si ratta di esami del sangue che identificano la presenza i anticorpi al virus e,
quindi, se il contagio è già avvenuto con la conseguente immunizzazione. Se l’esito fosse positivo, la per-
sona dovrebbe poi eseguire anche il tampone che dà maggiori garanzie. Test, dicevamo, in tutto gli ospedali anche a Scafati,
all’interno dell’ospedale “Mauro Scarlato” individuato come Centro Covid. Ma non ancora decollato. Ultimato il trasferimento del reparto nocerino di Malattie infettive, si attende ora la conclusione dei lavori nel Pronto soccorso che fungerà da pre triage. Ancora, si attendono i monitor e i ventilatori per il reparto di lungdegenza e l’ok definitivo per la seconda, nuova, terapia intensiva. Il cronoprogramma annunciato dal comunicato ufficiale della Asl Salerno sta registrando delle sbavature; per lunedì, con ogni probabilità, tutto potrebbe essere pronto.

 

Consiglia

Arresto choc: indagati i 5 carabinieri di Mercatello

Pina Ferro 

Sarà una perizia a stabilire se le lesioni e la frattura alle costola presente sul corpo di L.T. di Castelcivita siano state causate dalla colluttazione avuta con i carabinieri o se le stesse siano precedenti. L.T. è stato ammanettato, nei giorni scorsi dai carabinieri del nucleo operativo di Salerno dopo che lo stesso era stato sorpreso alla guida di una vettura senza pneumatici. L’uomo fu bloccato, nel corso della notte, in via San Leonardo.

A chiedere la perizia è stato l’avvocato Giovanni Annunziata, difensore dei 5 carabinieri nel Nucleo Radiomobile di Salerno iscritti sul registro degli indagati da parte della Procura di Salerno a cui si è rivolto l’arrestato attraverso l’avvocato Paolo Antico.

Secondo una prima ricostruzione dei fatti operata, sembra, che i militari in servizio di controllo del territorio, dopo aver notato l’auto procedere senza pneumatici e le scintille che si sprigionavano al contatto con l’asfalto hanno tentato di fermare l’autovettura ma il conducente non ha ottemperato all’alt impostogli. Raggiunto in via San Leonardo, dove l’auto ha avuto un principio d’incendio l’uomo pare abbia tentato di sottrarsi al controllo ed all’identificazione dapprima sputando addosso agli agenti e successivamente dicendo di essere infetto. I militari per cercare di bloccare l’uomo avrebbero utilizzato lo sfollagente (una sorte di bastone) colpendolo alle gambe. Nonostante ciò L.T. ha continuato ad opporre resistenza al punto che i militari hanno avuto non poche difficoltà ad ammanettarlo. 

Mentre accadeva tutto ciò, qualcuno da qualche balcone ha ripreso l’intera scena ed il giorno dopo ha diffuso il video accusando i militari di essere stati violenti e di aver utilizzato metodi non leciti. Si sviluppa un dibattito ed una polemica sul web. Viene aperta un’indagine interna e successivamente un’inchiesta da parte della Procura che ha portato i cinque militari coinvolti ad essere destinatari dell’ avviso di garanzia.

E’ stato l’avvocato Giovanni Annunziata a chiedere che fosse eseguita una perizia sulle lesioni riportate dall’uomo. Ad eseguirla sarà il medico legale Cornetta, nominato dal difensore dei militari. L’esperto dovrà accertare se lesioni e fratture sono da attribuire all’aggressione subita oppure se le stesse l’uomo se le è procurate durante la sua folle corsa lungo le strade salernitane. Corsa che stava effettuando senza pneumatici rappresentando un pericolo per se stesso e per gli altri.

Consiglia

Coronavirus: Salerno, ristorante lusso diventa centro spesa solidale

Da elegante e lussuoso ristorante a centro di raccolta e smistamento di generi alimentari per le famiglie bisognose durante l’emergenza coronavirus, con la collaborazione della Croce Rossa. La riconversione temporanea e’ della storica Sala Varese che affaccia direttamente sul tratto piu’ centrale del lungomare di Salerno e che, negli anni Settanta, e’ stato il regno degli amanti del piano bar. L’idea e’ del titolare del locale, Ottavio Gabriel Sorrentino, che spiega come l’iniziativa sia stata spinta “dal forte sentimento, che accomuna il mondo imprenditoriale salernitano, di essere quanto più vicini possibile a tutti coloro i quali stanno riscontrando enormi difficoltà economiche che si riflettono nella necessita’ di mettere un piatto a tavola con qualcosa da mangiare”. Così, gia’ dal 20 marzo scorso, il locale e’ stato riorganizzato per poter effettuare un’adeguato servizio distribuzione alimentare; il 2 aprile scorso, poi, il gruppo che detiene la proprietà del ristorante ha firmato una convenzione straordinaria con la Croce Rossa. Oggi, spiega Sorrentino, “attraverso gli operatori, inviamo circa cento spese al giorno che diventano il doppio nei fine settimana”. I tavoli in legno che, prima, ospitavano la clientela, ora, sono diventati punti di appoggio di buste, scatole e bottiglie pronte alla distribuzione. “I generi alimentari provengono da donazioni delle aziende prevalentemente salernitane e non solo, e dalle spese solidali di qualsiasi cittadino che si reca da noi e ce le consegna”, aggiunge l’imprenditore. Lo smistamento, invece, “parte da una richiesta che puo’ arrivare da qualcuno che si presenta da noi oppure telefona o, ancora, ci contatta via social; quella richiesta viene valutata e, se ci sono le condizioni, si procede con le consegne che vengono eseguite quotidianamente in tutto il territorio di Salerno, anche se spesso stiamo sconfinando andando in supporto di parroci e amministratori di altri comuni”. Questa nuova provvisoria destinazione della Sala Varese non e’ sfuggita all’attenzione del prefetto di Salerno, Francesco Russo, che ieri, insieme al direttore del comitato di Salerno della Croce Rossa Italiana, Antonio Carucci, ha effettuato un sopralluogo. “E’ rimasto stupito della macchina organizzativa creata, dal nulla, in pochi giorni. Ha mostrato tutto il suo apprezzamento e ci ha invitati a non mollare in un momento così difficile”, rivela Sorrentino che conclude ribadendo il proprio impegno: “Non molliamo, assolutamente. Siamo solo all’inizio”.

Consiglia

Castiglione, incendio in un’abitazione: perde la vita un anziano

Incendio in un’abitazione perde la vita l’anziano che vi abitava. La tragedia si è consumata oggi pomeriggio a Castiglione del Genovesi. Le fiamme, che hanno avvolto l’intero casolare, sono divampate all’improvviso. A dare l’allarme un ragazzo che si trovava a passare nei pressi dell’abitazione avvolta dalle lingue di fuoco. Immediato l’intervento dei vigili del fuoco e dei volontari della Croce Rossa ma per Raffaele Navarro non vi era più nulla da fare. Sono in corso accertamenti da parte dei carabinieri per ricostruire la dinamica dei fatti.

Consiglia

̀    ̀    -: 110 sorrisi

Il Dipartimento Materno Infantile dell’Azienda Ospedaliero -Universitaria “San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona” continua ad assicurare l’assistenza di sempre, modificando solo i percorsi. In via di ultimazione i video-tutorial realizzati dalle Ostetriche e dai Ginecologi per continuare a stare vicini alle mamme pur stando lontani.
Intanto, un dato ci piace darlo quale segno di speranza. Negli ultimi mesi, infatti, siamo stati e siamo bombardati dai numeri. Cifre che scandiscono le nostre giornate ricordando la gravità di questa epidemia, il Covid 19.

Dalla Unità Operativa Complessa di “Ginecologia e Ostetricia” arriva un bel numero: 110. Sono le nuove vite che nel mese di marzo hanno portato sorrisi e speranza, appunto.
Marzo ha rappresentato un momento critico per la pandemia ma non è riuscita a battere la cicogna che merita la lode ai suoi 110 viaggi.

Consiglia

CORONAVIRUS. SALERNO, UIL FPL: SERVONO ALLOGGI PER LAVORATORI A RISCHIO

Si mettano a disposizione camere d’albergo o locali della Curia salernitana, con la preghiera di intercedere presso l’Arcivescovo di Salerno, per alleviare le preoccupazioni del personale coinvolto”. È questa la richiesta che i vertici della Uil Fpl provinciale hanno inoltrato al primo cittadino di Salerno. “Siamo preoccupati – scrivono – per l’emergenza in atto e dunque, viste le informazioni raccolte dai lavoratori che stanno fronteggiando il picco di questi giorni, c’e’ la necessita’ di fronteggiare situazioni assistenziali con utenti a rischio”. Per la Uil Fpl, quindi, serve porre in isolamento il personale coinvolto nell’emergenza senza che si metta a repentaglio la salute dei propri cari nelle rispettive abitazioni.

Consiglia

Vigili del fuoco, omaggio ai medici del Ruggi

di Cinzia Ugatti

Le sirene risuonano nel silenzio del Ruggi mentre tanti camici bianchi, piano piano, fanno capolino nel piazzale. Schierati, in picchetto d’onore, i Vigili del Fuoco di Salerno che, con la loro presenza nell’ospedale cittadino, hanno voluto testimoniare anzitutto la stima nei confronti di un esercito di professionisti che quotidianamente lotta contro un nemico oscuro, insidioso, molto, molto pericoloso. Una sfida a viso aperto, come quella che i caschi rossi son soliti affrontare quando la natura si rivolta contro. Schierati sul fronte di fuoco, però, oggi ci sono i sanitari, con il loro camice bianco, le loro mascherine e il loro coraggio, la loro determinazione, ma anche la loro compassione. Non si lascia dietro nessuno: tutti i pazienti meritano la stessa attenzione, la stessa cura. Medici ed infermieri, un’unica squadra che ieri mattina al suono delle sirene si è fermata per comprendere cosa stesse accadendo. “Guardate fuori – ha sussurrato qualcuno – andate a vedere che bello”. I Vigili del Fuoco, sull’attenti, hanno affidato il loro “Grazie” al vento attraverso il suono che li contraddistingue, e per una volta quelle sirene non hanno annunciato emergenza e dolore, ma hanno gridato “Coraggio, non siete soli: noi siamo qui, al vostro fianco”.

Sirene spiegate, assordanti, perché tutti ieri le dovevano sentire: dovevano essere ascoltate da chi, in queste settimane, si è prodigato fino allo sfinimento, anche mettendo a rischio la propria salute perché magari le mascherine ancora non erano arrivate e occorreva utilizzare la tuta del giorno prima, perché il turno era finito ma il cuore diceva di rimanere in ospedale, perché c’era ancora tanto da fare e il personale a disposizione era veramente poco. Dovevano essere udite da chi troppo spesso non riesce più ad addormentarsi perché gli occhi di quel nonnino intubato, lì, solo, impaurito che tendeva una mano per provare ancora l’ultimo contatto umano, ritornano a svegliare anche il più profondo dei sonni. Ma sirene spiegate ed assordanti anche per loro, per tutti quei malati che dopo aver lasciato i familiari sulla soglia di casa mentre l’ambulanza li portava via o dinanzi ad un pronto soccorso divenuto inspiegabilmente solitario, non hanno più potuto vedere moglie, marito, figli, ed ora sono lì, chiusi nelle stanze dell’ospedale, alcuni intubati, tutti a vivere la malattia nella solitudine dell’anima. Il suono delle sirene li ha raggiunti: alcuni infermieri sono entrati nelle loro stanze. “Ascoltate – hanno detto sorridendo ai pazienti isolati – questo è per voi, perché vi ricordiate che non siete soli”. Ed è vero: quelle sirene ringraziavano i medici e gridavano ai pazienti “Forza, non lasciatevi andare. Noi siamo qui, combattiamo insieme a voi”. Lacrime liberatorie hanno solcato i volti, ieri, al Ruggi di Salerno. La commozione e l’emozione per una volta hanno potuto manifestarsi senza remore. Poi le sirene si sono zittite. Le lacrime sono state asciugate. Forza, si torna a lottare.

 

Consiglia

Coronavirus: in 3 giorni muoiono marito e moglie

Erano entrambi ricoverati al presidio ospedaliero Mauro Scarlato di Scafati per combattere contro il coronavirus. Ma, nell’arco di tre giorni, e’ morta prima la moglie e, poi, il marito. I coniugi, entrambi sull’ottantina, erano residenti a Nocera Inferiore. Nelle ultime ore, non ce l’ha fatta un anziano che aveva contratto il Covid-19. Il 31 marzo scorso, invece, ha perso la vita sua moglie, 79 anni, che era ricoverata nel reparto di terapia intensiva della struttura sanitaria dell’agro nocerino sarnese riconvertita in covid-hospital.

Consiglia

Salerno: domanda di contributo per acquisto alimenti di prima necessità

L’Amministrazione Comunale di Salerno e gli uffici del Settore Politiche Sociali hanno definito le procedure di assegnazione del contributo solidale Covid-19 ispirate a criteri di assoluta trasparenza, equità e rigore. Tale contributo è destinato a persone e famiglie in grave difficoltà economica a seguito dell’emergenza Coronavirus.I moduli per l’autocertificazione saranno distribuiti, in tutto il territorio cittadino, presso supermercati, edicole e nella buca delle lettere delle abitazioni a cura della Protezione Civile e delle Associazioni di Volontariato.

I moduli sono già disponibili sul sito istituzionale www.comune.salerno.it.

I moduli saranno altresì disponibili in formato cartaceo presso gli uffici individuati dal Comune di Salerno (elenco allegato) nei seguenti giorni ed orari: da Lunedì 6 a Martedì 7 aprile ore 9.00-13.00 / 15.00-18.00.

Tale disponibilità in formato cartaceo è prevista per coloro che, per qualsivoglia ragione, non abbiano ricevuto il modulo a domicilio; non siano in condizione di scaricarlo dal sito; non siano riusciti a procurarsene una copia presso edicole e supermercati.

L’intento di questa tipologia di distribuzione è quello di evitare uscite inutili da casa ed assembramenti presso gli uffici individuati dal Comune di Salerno. Chi non può utilizzare il sito, ad esempio, troverà il modulo presso il supermercato in occasione dell’uscita per la spesa.

Le domande dovranno esser consegnate, tassativamente entro e non oltre le ore 18.00 di martedì 7 aprile in una delle seguenti modalità:

A. Formato Telematico tramite invio a mezzo posta elettronica all’indirizzo fondosolidalecovid19@comune.salerno.it;

B. Con il telefonino inviando una fotografia della domanda a mezzo whatsapp al numero 334/1043709;

C. In formato cartaceo presso gli uffici. La consegna del modulo debitamente compilato avverrà in appositi contenitori sempre collocati agli ingressi degli uffici senza alcun contatto con il personale addetto.

Si consiglia e si raccomanda ai cittadini di utilizzare, ove possibile, l’invio in formato elettronico o a mezzo whatsapp della domanda allo scopo di evitare uscite da casa inutili ed assembramenti nei pressi degli uffici.

Gli uffici saranno presidiati da Polizia Municipale e Protezione Civile per prevenire ogni assembramento.

Tale contributo eccezionale sarà fornito agli aventi diritto in forma di buoni spesa “Fondo Solidale Covid-19” per l’acquisto di generi alimentari di prima necessità presso le rivendite che accettano i buoni pasto (in calce elenco completo).

Ai rivenditori, il Comune di Salerno chiede di applicare uno sconto solidale di almeno il 5 per cento e l’accettazione del buono per l’intero della spesa ivi compresi prodotti in offerta speciale. Sono previsti severi controlli per scongiurare dichiarazioni mendaci che peraltro espongono i dichiaranti anche a conseguenze penali

In allegato i criteri e le modalità di accesso al fondo, il modulo per l’autocertificazione, l’elenco degli uffici comunali predisposti per la distribuzione cartacea e l’elenco supermercati convenzionati.

N.B.: il modello di autocertificazione deve essere aperto con il programmaAcrobatreader, compilato, chiuso con il simbolo verde del lucchetto, salvato ed inviato come allegato email.

Consiglia

Prete replica a Senatore: “Il Presidente e la giunta non percepiscono rimborsi”

In merito alle decisioni adottate nel corso della seduta della Giunta camerale del 4 marzo scorso, interviene con una nota il presidente della Camera di Commercio Andrea Prete. “Con particolare riguardo alle dichiarazioni rese dal componente Sabato Senatore – si legge nella nota – il Presidente e gli altri otto componenti dell’organo precisano quanto segue. Innanzitutto si prende atto che il Consigliere Senatore dimostra una scarsa conoscenza delle norme e dei meccanismi istituzionali che regolano il funzionamento dell’Ente, poiché fa riferimento a decisioni assunte dalla Giunta che sono atti dovuti, a recepimento di normative di carattere nazionale, senza alcun contributo discrezionale della propria volontà politica. Al riguardo, si chiarisce nel comunicato – che sia il presidente che i componenti della Giunta di questa consiliatura non hanno percepito e non percepiscono compensi o rimborsi. Circa i possibili interventi a supporto del tessuto economico del territorio, gravemente colpito dall’emergenza epidemiologica causata dal coronavirus, la Camera di Commercio di Salerno sta predisponendo alcune misure, d’intesa con il sistema camerale nazionale, in modo che le poco adeguate risorse finanziarie disponibili, rispetto al gigantesco danno economico subito dalle imprese, possano essere utilizzate con razionalità, efficacia e con la massima tempestività possibile. Si precisa, tra l’altro, che questi tipi di interventi sono particolarmente complessi sotto l’aspetto tecnico gestionale, soprattutto al fine di fare affluire, nel sistema economico, le risorse erogate con la massima velocità. Spiace – conclude la nota – che un componente di Giunta non abbia sufficiente cognizione degli aspetti tecnico-finanziari e amministrativi che sottendono al funzionamento dell’Ente, nel quale riveste un importante incarico, e che sono il necessario presupposto per gli atti da assumere”.

Consiglia

Coronavirus: a Sarno muore una 48enne

Ancora decessi in provincia di SALERNO tra coloro che erano risultati positivi al Coronavirus. Sarno piange la scomparsa di una 48enne, deceduta al Loreto Mare di Napoli. La donna era risultata positiva lo scorso 17 marzo e le sue condizioni erano peggiorate quasi subito. “La nostra speranza, la speranza di tutta la comunita’ era che riuscisse a superare e sconfiggere questo male. Siamo addolorati e vicini ai familiari”, il commento social con cui il sindaco di Sarno, Giuseppe Canfora ha informato la sua comunita’ della triste notizia. Continua a pagare un prezzo alto in termine di lutti anche il Vallo di Diano, zona nella quale e’ stata disposta la quarantena per cinque comuni. Il sindaco di Caggiano, Modesto Lamattina, attraverso un post pubblicato sulla pagina Facebook del Comune, ha informato la sua comunita’ del decesso di “un nostro concittadino residente negli Stati Uniti d’America”. L’uomo, secondo quanto comunicato “e’ deceduto ieri con il Covid-19 misto ad altre complicanze. Purtroppo ancora una volta, questo virus colpisce la nostra comunita’”

Consiglia

Coronavirus: quattro decessi di salernitani, uno era a New York

Salgono a otto i decessi degli ospiti di una casa di riposo di Sala Consilina, nel Salernitano, tra le persone che avevano contratto il coronavirus. Oggi, all’ospedale di Polla, non ce l’ha fatta un 87enne. In una struttura sanitaria privata di Eboli, poi, dove sono stati trasferiti molti anziani del Vallo di Diano risultati positivi al Covid 19, e’ morto un 85enne. Entrambi erano residenti a Sala Consilina. Al Loreto Mare di Napoli, invece, ha perso la vita una donna di 48 anni di Sarno risultata positiva al virus lo scorso 17 marzo. “Le sue condizioni erano peggiorate quasi subito”, scrive il sindaco di Sarno, Giuseppe Canfora su Facebook. Era originario del piccolo comune di Caggiano un 69enne morto negli Stati Uniti, dove abitava. L’uomo “e’ deceduto ieri con il Covid 19 misto ad altre complicanze”, si legge in un messaggio di cordoglio del sindaco che si “stringe con affetto intorno alla famiglia che vive a New York e al fratello che vive a Caggiano”

Consiglia

Il Covid Hospital separato da una tenda Caso ad Eboli, «Occorre sicurezza»

di Andrea Pellegrino

Mezzo Covid Hospital, mezzo ospedale normale a tutti gli effetti. Il tutto diviso da una tendina. Accade ad Eboli, ospedale “Maria Santissima dell’Addolorata”, uno dei primi plessi sanitari finiti nell’occhio del ciclone dopo il trasferimento di una paziente dal Campolongo Hospital risultata poi positiva al tampone e successivamente, purtroppo deceduta. Nonostante la corsa ai ripari all’ospedale di Eboli mancherebbero ancora presidi di sicurezza necessari per la struttura e anche per il personale sanitario. Numerose solo le segnalazioni ora messe nero su bianco anche attraverso una interrogazione presentata dai consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle, Michele Cammarano e Valeria Ciarambino. Per fronteggiare l’emergenza sarebbero stati creati appositi spazi, attivando un reparto di alto isolamento per i contagiati da Coronavirus. Qui inizialmente sono stati trasferiti tre pazienti dal reparto di malattie infettive per lavori di ristrutturazione urgente. «Alcuni pazienti sono stati allocati nelle camere con doppio porta di isolamento e zona filtro ed altri in una camera di degenza sprovvista di doppia porta di isolamento e di zona filtro», si legge nell’interrogazione. Criticità che hanno messo in allarme il personale sanitario: «In particolare, segnalano criticità sul corretto funzionamento del reparto, non operativo da tempo e sulla mancata formazione in merito alla gestione del paziente Covid 19, alle modalità di vestizione, svestizione e al corretto utilizzo dei relativi dispositivi di protezione individuale».

Consiglia

Alla Camera di Commercio la priorità sono i rimborsi per gli organi

Ai tempi del Coronavirus si rivedono i rimborsi spesa e i compensi per i revisori dei conti. Capita alla Camera di Commercio di Salerno dove la giunta camerale, riunitasi il 4 marzo – quasi nel pieno dell’emergenza – ha apportato alcune modifiche al regolamento sulla “disciplina dei rimborsi delle spese ai componenti degli organi camerali”. Seduta in cui, tra l’altro, secondo alcune dichiarazioni (a mezzo stampa) dello stesso presidente Andrea Prete si sarebbe dovuta affrontare anche l’emergenza Coronavirus e la conseguente crisi che da lì a poco – come è accaduto – avrebbe travolto in pieno le aziende italiane e quindi anche della provincia di Salerno. Ed invece, a quanto pare, tra le delibere approvate spicca quella sui rimborsi spese che contiene anche un aggiustamento dei compensi dei revisori dei conti. Il presidente avrà 11 mila euro a partire dal 5 febbraio, mentre gli altri componenti 9mila. Ma c’è di più. Con il medesimo atto si disciplinano anche i rimborsi spese per i componenti degli organi camerali. Al presidente, in aggiunta a quanto già previsto, “è riconosciuto il rimborso delle spese di viaggio sostenute all’interno del comune di Salerno necessarie per lo svolgimento dell’incarico”. Al Presidente ed ai componenti del Collegio dei revisori dei conti, invece, si legge nella delibera “tale rimborso è riconosciuto sia per la partecipazione alle riunioni dell’Organo di controllo, sia (se in diversa giornata), per la partecipazione alle riunioni degli altri organi collegiali, disciplinati dal presente regolamento”.

Consiglia

La crisi nella zona rossa di Ariano «Ecco quattro proposte al Governo»

di Andrea Pellegrino

Ariano Irpino è stata la prima zona ad essere dichiarata rossa dal governatore della Campania Vincenzo De Luca. Oltre 22mila abitanti in cui si è sviluppato un preoccupante focolaio di Coronavirus. Oltre l’evidente emergenza sanitaria c’è quella legata all’economia. Sono le 3000 partite iva, di cui 1000 nel commercio, 1000 agricoltura e 1000 imprese e artigiani. Tutte ferme dal 15 marzo. C’è anche una zona industriale e un comparto agricolo fortissimo che si estende su una lunga fascia. La Confcommercio di Ariano Irpino ha scritto al governatore Vincenzo De Luca e ora si rivolge ai parlamentari con quattro proposte. «Siamo discriminati rispetto alle zone rosse del nord, dove le misure economiche sono più efficaci rispetto noi ed auspichiamo ora che siano presi provvedimenti nel decreto di aprile», spiega Nicola Grasso, presidente della Confcommercio di Ariano Irpino. Nello specifico si chiede: «L’iniezione di liquidità diretta per dare ossigeno all’economia reale in sofferenza. Dare direttamente alle imprese le risorse necessarie per ripartire. In altri termini prestare danaro a tasso zero direttamente alle imprese evitando l’intermediazione delle banche». Ancora l’istituzione «di un reddito di quarantena, per tutte le attività ricadenti nella zona rossa». «Molti autonomi – prosegue Grasso – faranno domanda per l’indennizzo di 600 euro ma non è sufficiente, serve di più e, soprattutto, non una tantum, occorre che il beneficio sia prolungato per tutti i mesi di inoperatività delle attività». Terza proposta: «Va sicuramente riconfermata, anzi estesa al 100% per almeno 6 mesi, la misura del credito d’imposta sui canoni di locazione dei locali commerciali (cat.C/1). Vanno inoltre considerati questi benefit anche perle altre categorie catastali dove si svolgono attività lavorative, come ad esempio la Categoria C/3 per attività di laboratori artigianali, C/2 magazzini e locali di deposito, C/6 rimesse, autorimesse, A/10 uffici e studi privati, D/2 alberghi e B&B, D3 discoteche». Infine: «Un differimento al 30 settembre delle tratte ai fornitori in scadenza; moratoria degli insoluti bancari retroattività al 10 marzo, quando la regione Campania con ordinanza nr. 10 del 10 marzo 2020 e relativa proroga nr. 23 del 25 marzo 2020, ha ordinato la sospensione di tutte le attività sul territorio regionale fino al 14 aprile 2020». «Lo slogan che abbiamo coniato in questi giorni, con il Consorzio Irpiniacom Srl associato alla Confcommercio di Avellino – conclude Grasso – e che ha avuto sui social grande evidenza nazionale con quasi 100.000 contatti in pochi giorni, è: “Se incasso zero, posso pagare zero. Pagare debiti con altri debiti vuol dire fallire, noi invece vogliamo riaprire e per questo chiediamo aiuto”».

Consiglia

Santa Marina, il sindaco stampa moneta Al via i bandi per i buoni spesa

di Andrea Pellegrino

Il sindaco di Santa Marina stampa moneta: coniata e raffigurante le bellezze di Santa Marina e del Golfo di Policastro. E’ l’iniziativa di Giovanni Fortunato che ha realizzato tagli da 0,50, un euro, da cinque e da dieci euro, per l’acquisto di beni di prima necessità. Centomila euro la somma messa a disposizione dall’amministrazione comunale, di cui 29mila stanziata dalla protezione civile nell’ambito del riparto nazionale predisposto dal governo. Cinquemila euro andranno per gli alloggi del personale medico impegnato all’ospedale di Sapri in via di trasformazione in Covid Hospital. Da 100 a 400 euro le monete che saranno distribuite a quanti avranno diritto ai buoni spesa. I beneficiari potranno spendere all’interno del comune, poi a fine mese ogni commerciante presenterà il proprio conto al Comune. «I cittadini – spiega il sindaco Fortunato – lasceranno il buono al negozio e poi sarà cura nostra pagare l’esercente». In più, annuncia il sindaco: «E’ attivo il banco alimentare dove due volte a settimana, sempre alle persone che ne hanno diritto, distribuiamo pacchi». Gran parte dei comuni hanno già predisposto appositi bandi. E’ il caso di Pellezzano, Nocera Superiore, Pontecagnano Faiano, Campagna, Cava de’ Tirreni e Sassano. «Sono stati predisposti, presso il nostro Comune – spiega il sindaco di Pellezzano, Francesco Morra – i buoni spesa per il sostegno alimentare alle famiglie in difficoltà. I nostri concittadini potranno accedere all’erogazione di buoni spesa del valore di € 100,00 per nuclei familiari costituiti da una sola persona; € 200,00 per nuclei familiari costituiti da due persone; € 300,00 per tutti gli altri nuclei familiari. Seppur discutibile, come misura economica stabilita col trasferimento di fondi del Governo centrale, è comunque utile distribuire questi buoni per tutti coloro che si trovano in condizioni di necessità. Tuttavia, il nostro Ente, già attraverso proprie iniziative, col supporto della Protezione Civile S. Maria delle Grazie, sta predisponendo strumenti di sostegno alle famiglie per far fronte all’emergenza sanitaria, che si traduce anche in emergenza economica. Continueremo a stare al fianco dei nostri concittadini». A Vietri sul Mare l’amministrazione comunale del sindaco Giovanni De Simone sta predisponendo dei voucher per quanti ne hanno diritto. In precedenza erano stati stanziati anche dei fondi comunali da elargire alle famiglie in difficoltà. Fondi – annuncia il primo cittadino De Simone – che saranno incrementati nelle prossime settimane, oltre (naturalmente) ai 62mila euro ricevuti dallo Stato. A Salerno, invece, circolano falsi modelli. Questi moduli sono falsi ed inutili – spiega il sindaco Enzo Napoli – Il Comune di Salerno provvederà a segnalare alle Forze dell’Ordine ed alla Magistratura coloro che producono ed alimentano tali fake news generando confusione e smarrimento tra la popolazione in un momento drammatico che esige massima attenzione e rispetto. Quando i moduli veri ed autentici saranno disponibili ne sarà data ampia comunicazione alla cittadinanza. I moduli saranno disponibili sul sito ufficiale del Comune e presso i Segretariati Sociali». A Fisciano arrivano, invece, i buoni digitali da scaricare dal sito del comune. Si dovrà compiliare, spiega il sindaco Vincenzo Sessa, un apposito modulo, la cui domanda sarà poi verificata dal servizio anagrafe.

Consiglia

Coronavirus, è morto l’ex granata Consonni

A causa del Covid 19 è morto un l’ex granata  Pierluigi Consonni, che viveva provincia di Bergamo. Era stato ricoverato in ospedale nel reparto di terapia intensiva a causa della sua positività al Coronavirus. Aveva compiuto 71 anni a gennaio ed era originario di Ponte San Pietro, nel bergamasco  Consonni   era un difensore ed aveva militato nella Salernitana nella stagione 1977/78 in Serie C e anche in una piccola porzione di quella successiva, disputando anche alcune partite di Coppa Italia prima di essere ceduto al Pergocrema. I granata lo avevano prelevato dal Bari, con cui aveva disputato anche due stagioni in Serie B. Il suo bilancio con i granata è di 36 partite ufficiali.

Consiglia

Cibo scaduto nel pacco alimentare: la denuncia di Monica Riccio

di Erika Noschese

Cibo scaduto nel pacco alimentare. Lo ha denunciato, ieri, attraverso i canali social, Monica Riccio, cittadina di Pontecagnano Faiano che – come lei stessa racconta – ha “accettato” l’invito dell’amministrazione comunale guidata dal sindaco Lanzara di chiedere un pacco alimentare per le famiglie in difficoltà. «Non lavoro ma devo pagare l’affitto, pur vivendo in un buco», ha dichiarato la donna che non risparmia attacchi all’amministrazione comunale. Riccio denuncia che nella giornata di sabato ha ricevuto il pacco alimentare e solo controllando la scadenza degli alimenti ha avuto l’amara sorpresa: «Ho ricevuto una comunicazione dal nostro sindaco per avere alimenti. E’ stata una bella iniziativa ma c’è sempre un però – racconta la donna – Mi hanno portato, ieri, pasta, brioches, frutta, tonno, olio. E io sono sempre una persona che controlla la data di scadenza. Due pacchi di brioches scaduti», racconta la donna che non risparmia accuse agli organi interessati. «Voi mangereste pasta andata a male?», si chiede Monica denunciando che anche la pasta era andata a male. «Non esiste, questo non significa aiutare ma distruggere e non posso dare cibo scaduto ai miei figli». La donna visibilmente amareggiata per l’accaduto ha più volte rivolto accuse all’amministrazione comunale, denunciando anche di aver trovato piccoli insetti nella pasta. «Voi così non le aiutate le persone, le distruggete perchè rischiano di dover andare in ospedale e in questo periodo non è possibile farlo, il rischio è troppo grosso». E ancora: «C’è chi pensa che chi ha fame mangi tutto. Per questo motivo mi avete consegnato questo pacco? Io ai miei figli non do il cibo scaduto: datelo ai vostri, se avete il coraggio». Immediata la replica di Roberto Tuorto, direttore del Banco Alimentare Campania che ribadisce come la loro sia «un’organizzazione fatta da tanti volontari (a quanto pare considerati criminali?) che gratuitamente danno il loro tempo per recuperare prodotti da distribuire alle persone come lei. O meglio per donare gratuitamente questi prodotti a persone bisognose – ha detto ancora il direttore – Non spendiamo soldi pubblici per fare la spesa, non intaschiamo soldi pubblici per arricchirci. Chiediamo solo alle aziende di donare le eccedenze alimentari (che non sono riuscite a vendere) perché possano aiutare chi vive nel bisogno». Secondo Tuorto, inoltre, fatti simili continueranno ad accadere perchè «questo è il nostro lavoro e perchè la legge lo consente. Infatti è arrivato per tutti, anche per noi e vista la crisi che arriverà, il tempo di evitare che prodotti buoni vengano considerati scaduti… come per “ignoranza” (nel senso non offensivo ma letterale del termine) ha fatto lei e tanta gente che ha commentato con altrettanta rabbia questo suo video. Anche se avesse comprato queste merendine due mesi fa e, lasciate nella credenza, dopo qualche mese avrebbe verificato il superamento della data, non andrebbero buttati ma consumati tranquillamente. Va fatto da tutti noi. Per evitare lo spreco e salvare cibo buono dall’ambiente». Problema, questo del cibo scaduto che è stato denunciato anche da altre persone a Pontecagnano Faiano: «Ora sarò sicuramente giudicata male per questo ma non me ne frega un tubo come al solito. Premetto che questa iniziativa del sindaco è per noi un grandissimo aiuto in questo brutto periodo però io sono una mamma che ha tre bambini piccoli e sinceramente se devo dare cibo scaduto ai miei figli o mele bucate io nn ci sto», ha infatti raccontato un’altra donna postando le foto delle confezioni di alimenti scaduti. «Lo so siamo in tanti a chiedere questo aiuto ma questo nn vuol dire che dobbiamo accontentarci di frutta marcia o cibo scaduto mi dispiace ma io nn ci sto», ha poi aggiunto la donna raccontando di aver ricevuto – come aiuto solidale – cibo non sempre in ottime condizioni. «Io lo rifiuto oppure quando verranno la prossima volta lo aprirò davanti a loro e prenderò solo la pasta perché anche i legumi erano scaduti», ha poi aggiunto.

Consiglia

Coronavirus, muore dipendente del tribunale di Salerno

Nuovo decesso per coronavirus da parte di un salernitano. Si tratta del 63enne Toni Agresta di Agropoli, dipendente del Tribunale di Salerno.
L’uomo è deceduto all’ospedale Cotugno di Napoli dove si trovava ricoverato da poco meno di due settimane perchè affetto da coronavirus. Infatti, il 63enne, dopo essere stato inizialmente trasportato all’ospedale San Luca di Vallo della Lucania, in seguito alle complicanza era stato trasferito in rianimazione al nosocomio partenopeo.
Agresta era conosciuto anche nella città capoluogo in quanto lavorava presso il Tribunale di Salerno. Agropoli piange la sua seconda vittima per coronavirus dopo il ferroviere deceduto giorni fa.

Consiglia

Coronavirus: 38enne di Sarno muore al Ruggi

Coronavirus continua a provocare vittime nel Salernitano. Oggi e’ deceduto all’ospedale Ruggi di SALERNO un 38enne di Sarno che era ricoverato dallo scorso 17 marzo. L’uomo, da quanto si apprende, non aveva patologie pregresse. Le sue condizioni erano preoccupanti e negli ultimi giorni sono precipitate. A comunicare la notizia e’ stato il sindaco Giuseppe Canfora. “Sarno si stringe nel profondo dolore di questo momento. E’ venuto a mancare un nostro concittadino che stava combattendo la sua dura battaglia contro il Coronavirus”. Il primo cittadino di Sarno ha sottolineato anche che “la guerra contro il Coronavirus deve vederci tutti in prima linea. Lo dobbiamo ai tanti che soffrono negli ospedali, lo dobbiamo alle tante persone che ci stanno lasciando”

Consiglia

In auto senza pneumatici non si ferma all’alt

A bordo di un’auto procedeva a forte velocità su Via delle Calabrie. L’auto, priva dei pneumatici, produceva scintille pericolose per sè e per gli altri.L’uomo dopo un po’ si è imbattuto in un posto di blocco dei Carabinieri che ha tentato di intimare l’alt al conducente che però non si è fermato ed ha quasi investito il militare. L’auto è stata rintracciata su Via San Leonardo, in fiamme, con il guidatore a terra. I Carabinieri gli hanno ordinato di allontanarsi, visto il rischio di esplosione, e per tutta risposta sono stati aggrediti con violenza. Il soggetto, infatti, è stato immobilizzato con grande fatica, non prima di aver provocato forti contusioni a due militari. Si tratta di un uomo proveniente dal napoletano in trattamento TSO e dunque con importanti problemi psichiatrici e attualmente ricoverato in psichiatria. Attualmente, con riferimento ai contributi video amatoriali, tutta la vicenda è al vaglio dell’A.G.

Consiglia

Ruggi: Malattie infettive, al via ai lavori Il primo progetto approvato già nel 2014

di Andrea Pellegrino

E’ stata necessaria, purtroppo, l’emergenza Coronavirus per riqualificare i locali del reparto di malattie infettive del “Ruggi d’Aragona”. La delibera per l’approvazione del progetto definitivo e il conseguente affidamento dei lavori porta la firma del 27 marzo ma la storia di tutto ciò inizia nel 2014 con uno stanziamento di 479mila euro. Da qui il calvario amministrativo e burocratico, conclusosi solo grazie alle nuove disposizioni emergenziali della protezione civile. Dall’aggiudica della gara d’appalto (2015), poi gli incarichi di direttori dei lavori e della sicurezza e la variante con l’integrazione progettuale con l’approvazione (nel 2017) di una nuova somma. Non necessaria, però, per completare il reparto, così come da certificazione da parte del direttore dei lavori il 6 ottobre del 2017. Nel 2018 un nuovo affidamento per completare i lavori dello sfortunato ma indispensabile reparto di malattie infettive dell’azienda ospedaliera universitaria di via San Leonardo. A febbraio di quest’anno, già ad inizio emergenza sanitaria, la consegna del progetto esecutivo il cui via libera definitivo è avvenuto da parte della struttura commissariale dell’ospedale qualche giorno fa, anche in seguito all’emergenza e alle direttive mosse dall’organizzazione mondiale della sanità e dalla protezione civile italiana. In particolare i lavori riguardano due aree: quella dei reparti di degenza con 10 posti letto ed un’altra con 4 posti letti di degenza isolati. Quest’ultima area indispensabile, oggi, per i contagiati da Coronavirus. Il 6 marzo ancora la rinuncia del direttore dei lavori con tanto di parcella da 17mila euro che ha costretto, dunque, l’azienda ospedaliera a ricercare un nuovo professionista per completare, in tempi brevissimi, il reparto. Il 27 marzo, infine, la pubblicazione della delibera che, finalmente dopo sei anni, avvia i lavori di completamento del reparto di malattie infettive del “Ruggi d’Aragona”. Attivati nel frattempo sei posti letto per dializzati mentre sono in arrivo moduli prefabbricati, che verranno allestiti nel perimetro ospedaliero del plesso ‘Ruggi’, con 24 posti letto. Intanto anche l’Asl di Salerno si muove per allestire posti letto all’ospedale di Agropoli che accoglierà pazienti affetti da Covid-19. Sono state acquistate da parte dell’azienda sanitaria le attrezzature necessarie per rendere il plesso di Agropoli – così come richiesto più volte dalla classe politica locale – completamente funzionate ed in grado di contrastare l’attuale emergenza che crea non poche preoccupazioni soprattutto a sud della provincia di Salerno. Circa 300mila euro sono stati stanziati per l’acquisto di attrezzature sanitarie e di mobili e arredi per incrementare posti letto e assistenza presso l’ospedale di Agropoli.

Consiglia

Positiva dottoressa della farmacia Verdi I titolari chiariscono “E’ in auto quarantena”

di Erika Noschese

“La dottoressa Geri Chiancone è in auto quarantena da 19 marzo e solo ieri (giovedì per chi legge ndr) è risultata positiva al test”. I titolari della farmacia Verdi, in piazza Luciani, si difendono dalle accuse. Nella giornata di ieri, a fare il giro dei social è stato un audio in cui si avvertivano i cittadini salernitani di non recarsi in farmacia in quanto una delle dottoresse era risultata positiva al Covid19. Una notizia che sembra aver messo in allarme soprattutto i residenti della zona e le persone che in questi giorni si sono recate presso la struttura di via Luciani. A fare chiarezza – e minacciare querela – sono gli stessi titolari: “Siamo un presidio sanitario e non facciamo barzellette. La dottoressa è in auto quarantena già dal 19 marzo, ieri (giovedì per chi legge ndr) ha saputo di essere positiva ma in farmacia usiamo tutte le precauzioni, quindi maschere e guanti», ha detto una delle titolari spiegando che la dottoressa positiva al Coronavirus ha sempre lavorato con i dispositivi di sicurezza già dal mese di gennaio. La donna intanto è a casa, le sue condizioni di salute non sono preoccupanti; in quarantena anche il marito. “Qui non c’è nessun appestato, continuiamo a lavorare perchè siamo un presidio sanitario”, ha poi aggiunto.

La replica della farmacia Verdi:

Farmacia Verdi si veda costretta, anche alla luce di non veritiere notizie diffuse senza la benché minima verifica e con modalità improprie, a precisare quanto segue:
1) come immediatamente segnalato alle Competenti Autorità Sanitarie, una propria dipendente farmacista è risultata positiva al test covid-19;
2) il contagio è avvenuto, con certezza, in ambienti esterni alla Farmacia;
3) la Farmacista è in isolamento dal 19 marzo scorso;
4) nessuno dei dipendenti, dei titolari e/o dei collaboratori a vario titolo accusa il benché minimo sintomo
5) immediatamente appresa la notizia, d’ intesa con le Autorità civili e sanitarie, si è immediatamente provveduto, per doverosa tutela e precauzione, ad intervento straordinario di tutti gli ambienti e degli spazi attigui
6) NESSUNO è tenuto a segnalare alle autorità sanitarie la propria presenza in farmacia nei giorni scorsi

Il servizio non è stato interrotto e continuerà ad essere assicurarto, sussistendo tutte le condizioni di salubrità e tutela dei lavoratori e dell’utenza
Farmacia Verdi diffida l’ulteriore divulgazione, con qualsivoglia strumento anche digitale, di informazioni non veritiere ed in ogni caso atte a creare ingiustificati allarmi, riservandosi in difetto ogni azione a tutela.

Consiglia