Aprono centri vaccinali nel salernitano

Ancora aperture di centri vaccinali nel salernitano. Questa mattina, alle 14, apre i battenti il Centro Vaccinale Covid- 19 “Città di Agropoli”. La struttura si trova presso la palestra “F. Scarpa”, sede della Croce Rossa – Comitato di Agropoli e Cilento. L’accesso al Centro Vaccinale deve avvenire dal cancello di ingresso del Parco pubblico “L. Bonifacio” in via Taverne. Una volta ricevuta la somministrazione gli utenti dovranno utilizzare l’uscita su via Lombardia. Il parcheggio a servizio della struttura è quello di Piazza Mediterraneo (antistante Cineteatro “E. De Filippo”). Il Centro sarà operativo tutti i giorni, dal lunedì al venerdì, dalle ore 14 alle 20; il sabato e la domenica, dalle ore 8.00 alle 14.00. L’organizzazione è a cura dell’Asl Salerno. “Apriamo il Centro Vaccinale in un punto centrale della Città. Un ampio parcheggio, quello di Piazza Mediterraneo che renderà molto agevole e comodo il servizio per l’utenza – ha dichiarato il sindaco Adamo Coppola – Quattro i box che saranno operativi per le vaccinazioni: inizialmente saranno circa 200 le somministrazioni giornaliere, ma contiamo di aumentare tale numero, fermo restando la disponibilità di vaccini. Il vaccino è l’unica speranza che abbiamo per tornare a vivere davvero, ragion per cui questa struttura assume ancora maggiore rilevanza ed importanza per il nostro futuro. Un grazie va all’ASL Salerno, al distretto sanitario 70, alla Croce Rossa, alla Protezione civile e a tutti coloro che hanno collaborato per l’apertura e quelli che permetteranno il suo funzionamento”. Soddisfatta anche l’assessore alla Sanità Rosa Lampasona: “Il Centro Vaccinale di Agropoli si pone l’obiettivo di accelerare le somministrazioni di vaccini in modo da coprire prima possibile la più ampia platea. Quante più persone saranno vaccinate, minore sarà il rischio di contrarre il virus e trasmetterlo”. Intanto, sabato 24 aprile apre anche il centro vaccinale di San Valentino Torio, allocato alla scuola materna di via Russolillo. L’apertura è prevista per le ore 10 e si procederà subito con la somministrazione dei vaccini che avverrà a cura del distretto sanitario 62 dell’Asl di Salerno. Ieri mattina sono terminati i lavori di messa in sicurezza e le pulizie generali. “Voglio ringraziare per questo i gruppi di volontari che si sono resi disponibili per svolgere le funzioni amministrative e quelli che si occuperanno della sicurezza e della gestione flussi all’ interno ed all’ esterno”, ha dichiarato il sindaco. In questa prima fase di avvio il centro resterà aperto dal lunedì al venerdì dalle 15 alle 18 e poi si verificherà l’avanzamento della campagna vaccinale e le ulteriori relative necessità.

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Centrodestra, oggi incontro informale

di Erika Noschese

Vive una fase di stallo importante la coalizione di centrodestra, nella città capoluogo. Dopo i primi incontri sulla figura del candidato sindaco Michele Tedesco tutto sembra essersi arrestato. Almeno fino a questa sera quando, stando a quanto emerge, potrebbe esserci un incontro informale – presso la sede elettorale di uno dei candidati al consiglio comunale – per fare sintesi sul nome dell’avvocato penalista. Incontro al quale dovrebbe partecipare Davvero Ecologia e diritti, il gruppo politico Oltre, l’Udc con Aniello Salzano e Mario Polichetti, Forza Italia e Cambiamo con Toti. l’obiettivo dell’incontro è anche quello di stringere i tempi sulla presentazione ufficiale della candidatura di Michele Tedesco, evitare ulteriori rinvii e giocare d’anticipo rispetto ad alcune scelte che potrebbero richiedere all’incirca un mese. E se Fratelli d’Italia ha detto addio alla coalizione ormai da diverse settimane, resta ancora in bilico la Lega: il partito fondato da Matteo Salvini non vorrebbe rinunciare alla candidatura a sindaco di Dante Santoro ma senza staccarsi dalla coalizione di centrodestra. Decisione che dovrebbe essere presa definitivamente solo dopo un incontro con il coordinatore regionale che potrebbe dettare la linea da seguire, almeno nella città capoluogo. Tutto fermo, almeno per ora, anche nei grandi comuni chiamati al voto ma il nodo da sciogliere resta sempre Napoli, città fondamentale dal punto di vista politico. Al momento nessuna novità ma stando a quanto emerge i partiti potrebbero presto sciogliere le riserve a annunciare il sostegno a Catello Maresca, il sostituto procuratore pronto a scendere in campo da civico.

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Italia Viva ora apre ad Europa Verde

di Erika Noschese

Italia Viva apre, ad Eboli, ad Europa Verde. Nella serata di martedì, i coordinatori dei due movimenti, Cosimina Grazia Liliano e Francesco Bello, si sono incontrati per verificare le possibili convergenze tematiche ed elettorali sulle prossime amministrative. Italia Viva ed Europa Verde sostengono, infatti, la necessità di un ritorno alle identità politiche per garantire filiere istituzionali tali da permettere una partecipazione incisiva della Città nei processi decisionali sovracomunali. La tutela dell’ambiente e la ritrovata centralità del tema con l’istituzione del ministero alla transizione ecologica debbono essere da stimolo anche sui territori per far invertire la rotta con comportamenti virtuosi per una Eboli sostenibile. “Eboli – Europa Verde nasce come un progetto politico aperto e democratico, il cui obiettivo è quello di mettere al centro dell’agenda politica ebolitana la questione ambientale, mediante la formazione di un ampio movimento culturale e sociale collocato all’interno del centro-sinistra cittadino. Registriamo una crisi globale senza precedenti, che non è solo economica ma anche sociale e ambientale. Abbiamo avvertito l’urgenza di fare qualcosa, sebbene spesso ci sentiamo impotenti e disarmati di fronte a quello che vediamo: ingiustizie sociali, discriminazioni, povertà sia materiali sia etiche e morali, democrazia messa in discussione, estremismi, diritti basilari negati. È arrivato il momento di impegnarsi per cambiare lo stato delle cose”, ha dichiarato il coordinatore Liliano evidenziano che “con Italia Viva abbiamo trovato delle sinergie programmatiche. Siamo un movimento inclusivo che ha a cuore il bene della nostra comunità. Non ci interessa la ressa in atto sul nome del candidato Sindaco. Noi parliamo di idee realizzabili per Eboli”. Soddisfatto anche il segretario cittadino di Iv, Francesco Bello: “Un incontro proficuo. Abbiamo lanciato nei giorni scorsi una campagna di ascolto per la nascita di un laboratorio politico riformista e liberale, Eboli ha bisogno di una pacificazione politica. La ideologia ecologista è parte della nostra identità e per questo è stato il primo incontro che abbiamo voluto. Molti sono i punti di convergenza emersi come l’attenzione per le disuguaglianze acuite in questo periodo di pandemia, altri da approfondire. Continueremo ad incontrarci con gli amici di Europa Verde ed anche con altre aree politiche del campo che noi crediamo sia il futuro utile ad Eboli, nel solco che il nostro partito ha già tracciato anche a livello nazionale ed europeo”. Italia Viva, dal canto suo, ha già lanciato la candidatura a sindaco dell’ex parlamentare Tonino Cuomo, spaccando – di fatti – la coalizione di centrosinistra che, ad Eboli, non si presenterà compatta, almeno per ora.

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Zitarosa: “Attività ristorative all’aperto, chiudere lungomare”

di Erika Noschese

“Chiudere il lungomare cittadino, dal teatro Verdi a piazza della Concordia e via Trento per permettere ai bar e alle attività ristorative di poter sistemare all’esterno tavoli e sedie, come prevedono le norme nazionali anti covid per le regioni in zona arancione”. È la proposta avanzata dal consigliere del gruppo misto Giuseppe Zitarosa che, ieri mattina, ha avuto modo di parlarne anche con l’assessore al Commercio Dario Loffredo. Ad oggi, ci sarebbe il codice della strada che vieta iniziative di questo tipo ragion per cui, evidenzia il consigliere Zitarosa, si rende necessaria un’ordinanza del sindaco Vincenzo Napoli. “Salerno è una città turistica, dalla prossima settimana entra nel vivo della sua stagione estiva, avvantaggiata anche dal punto di vista del clima e dovrebbe chiudere – ha dichiarato il consigliere del gruppo misto – Il Comune dovrebbe firmare un’ordinanza che chiude il tratto di lungomare dall’autorità portuale fino a piazza della Concordia per permettere a bar e attività ristorative di poter sistemare i dehors esterni. Solo un’ordinanza del sindaco può superare il codice della strada. Altra cosa, io chiuderei anche via Trento per permettere ai ristoratori di lavorare in serenità”. Per i commercianti, un’operazione simile non dovrebbe prevedere alcun costo, proprio per agevolare la ripresa economica, dopo un mese di zona rossa. “Credo che questa sia l’unica soluzione per permettere si ristoratori di lavorare, per i prossimi tre mesi, in totale sicurezza e all’aperto. L’obiettivo è rendere le due zone in questione isola pedonale, superando il problema traffico incentivando l’utilizzo della metro e dei mezzi di trasporto pubblico. “La soluzione è semplice: dare un coupon ad ogni persona che sfrutta la metropolitana e raggiunti un tot di coupon il Comune di Salerno potrebbe premiare queste persone”, ha detto Zitarosa che, tra le altre cose, propone di rendere via Roma e Corso Garibaldi a doppio senso ma “bisogna limitare il traffico, gli automobilisti non devono lasciare le auto in sosta e la medesima cosa si potrebbe fare con il lungomare, da Pastena che diventerebbe così a doppio senso – ha aggiunto Zitarosa – Salerno diventerebbe una città “all’aperto”, con attività ristorative che lavorano all’aperto con via Roma limitata al traffico”. Sul fronte amministrative, invece, Zitarosa non ha ancora sciolto le riserve: al momento appartiene al gruppo misto e sta sfruttando questi mesi che separano dalle amministrative per decidere se sostenere il sindaco uscente Vincenzo Napoli e dunque passare in maggioranza o restare all’opposizione. “Come persona stimo molto sia Vincenzo Napoli che il governatore De Luca, dall’altra parte (riferendosi al centrodestra ndr) vedo poco e nulla”, ha aggiunto infine.

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Usura, in aumento le richieste di aiuto all’associazione

di Erika Noschese

Dall’inizio della pandemia sono aumentate del 35% le richieste d’aiuto allo sportello Antiusura e anti racket “Emergenza Legalità”. È il bilancio del vicepresidente dell’associazione Ottavio Leo, intervenuto ieri alla puntata di Le Cronache Live, dal titolo “La pandemia e l’accesso al credito: rischio usura”. “Dall’inizio della pandemia, abbiamo avuto un incremento del 35% rispetto agli altri anni. Le persone da noi arrivano disperate, hanno una disperazione fisica, sociale e l’altro giorno proprio si è rivolto a noi un imprenditore che addirittura voleva suicidarsi perché gli avevano messo all’asta l’immobile, comprato da persone note alle forze dell’ordine – ha spiegato Ottavio Leo – Io dico: ma tutto questo qualcuno lo vede? Qualcuno lo reclama? Noi, come associazione, siamo un ammortizzatore sociale perché è giusto che queste persone siano aiutate ma noi abbiamo bisogno che lo Stato ci aiuti”. Uno Stato assente, sotto il profilo giuridico e penale, come ha evidenziato il vice presidente di Emergenza Legalità che, ad oggi, segue 400 casi su tutto il territorio provinciale. Emergenza Legalità ha sede nel comune di Eboli, Campagna, Cava de’ Tirreni, San Giuseppe Vesuviano, Somma Vesuviana, Pontecagnano Faiano e la sede istituzionale presso il Palazzo della Provincia di Salerno. A fare il punto della situazione sulla richiesta di accesso al credito l’avvocato Mario Manzo, responsabile ufficio legale nazionale associazione “Emergenza Legalità”. “Per impedire l’infiltrazione camorristica è necessario dare soldi veri alla gente, alle aziende serie, con misure economicamente mirate”, ha dichiarato l’avvocato evidenziando che in questo senso c’è stato poco ma, ha aggiunto, “per non finire nella rete della criminalità occorre aiutare le famiglie che sono in serie difficoltà”. Secondo la Confcommercio, prima del Covid le richieste di aiuto provenivano da famiglie e oggi sono calate di circa il 30% le richieste; il resto sono artigiani, commercianti e partite Iva: “se lo Stato non interverrà con ristori adeguati, rischiamo di dare alla criminalità luogo fertile in questo contesto economico sociale, “soprattutto al sud anche se sembra che il nord abbia subito molto di più la pandemia. Da qui la proposta di istituire un registro delle cessioni covid, per verificare in quali condizioni si realizza la cessione e la tracciabilità del denaro, soprattutto da parte di chi acquista”. A chiedere maggiori garanzie per le vittime di usura anche Fiorenzo Pierro avvocato penalista, consulente dell’associazione “Emergenza Legalità” che chiede un maggior intervento da parte dello Stato, “anche in termini di tutela delle vittime perché l’usura è uno dei reati più subdoli, sfruttando i momenti di fragilità economica”. Traccia un bilancio della situazione in provincia di Salerno Gaetano Cerino, commercialista consulente area fiscale dell’associazione “Emergenza Legalità”: “l’usura è un reato che si commette a livello nazionale ma sicuramente nelle regioni del sud è più radicata. All’usura ci si arriva nel momento in cui la ditta, l’imprenditore ha delle difficoltà e non riesce, utilizzando i convenzionali canali, ad avere la necessaria liquidità perché il sistema creditizio è organizzato in maniera tale che l’attenzione che le banche presentano fanno sì che le aziende e gli imprenditori non riescono ad avere finanziamenti anche per piccole vicende del passato”. Ora, sono le medie aziende a poter ottenere un minimo di beneficio in più rispetto alle piccole aziende commerciali e artigianali. “Quando le banche non erogano finanziamenti, le aziende – gioco forza – si ritrovano ad accettare i prestiti degli usurai, anche per importi significativi per poi chiedere tassi così alti da costringere gli imprenditori a non riuscire a pagare; così, chiude o cede l’azienda ai propri strozzini”, ha aggiunto Cerino, sottolineando che l’unica vera possibilità di combattere la camorra è l’intervento dello Stato per “fare concorrenza alla parte sleale e criminale che esiste nel nostro Paese”. “L’usura e il racket oggi si presenta in maniera più massiccia e rischiosa ma è il fenomeno rischioso che si presenta laddove l’azienda ha delle difficoltà economiche e va in crisi”, ha invece dichiarato l’esperto di Economia, nonché ospite fisso di Le Cronache, Nicola Castorino. “E’ necessario intervenire nell’immediato e seriamente per creare liquidità e anche voi come associazione antiracket dovete divulgare una cultura diversa, della legalità perché oggi l’Italia ha bisogno di rivedere il proprio assetto economico”. Castorino lancia poi un messaggio provocatorio: “dovreste dire in giro, anche ai vostri associati e a coloro i quali si rivolgono a voi, che è sempre meglio avere davanti la porta un ufficiale giudiziario piuttosto che un usuraio e quando non c’è la possibilità di pagare, non si paga”. Intanto, 3356112395 è il numero dell’associazione “Emergenza Legalità”: tutti possono rivolgersi per dubbi, richieste di aiuto ma, ha chiarito il vice presidente Leo, “noi i furbetti li riconosciamo subito, abbiamo già avuto richieste di avvicinamento fittizie solo per capire il nostro modus operandi”.

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Il Covid si porta via Filomena Esposito, moglie del tenore Bruno Venturini

Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale e ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino. Anche così è stato breve il nostro lungo viaggio. Il mio dura tuttora, né più mi occorrono le coincidenze, le prenotazioni, le trappole, gli scorni di chi crede che la realtà sia quella che si vede. Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio non già perché con quattr’occhi forse si vede di più. Con te le ho scese perché sapevo che di noi due le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate, erano le tue. (Eugenio Montale) Nella giornata di mercoledì è mancata ai vivi la signora Filomena Esposito, moglie del popolare tenore Bruno Venturini, un amore nato sui banchi di scuola quando Bruno aspirava a diventare un artista, ma non era ancora affermato. Si sposarono nella Chiesa di San Francesco di Cava de’ Tirreni, nel 1968, con Sergio Bruni testimone di nozze e il ministro Fiorentino Sullo quale compare d’anello. Il loro è stato un lungo viaggio insieme, durato oltre cinquant’anni, ma al tempo stesso così breve e intenso. Abbiamo scelto i versi di Montale per descriverne l’amore come complicità, supporto emotivo, morale, pilastro stabile della vita che è destinato ad esserci sottratto, ma, purtroppo, solo allora ne capiremo il vero significato. All’amore per la famiglia, infatti, Mena, ha affidato lo scopo della sua esistenza terrena che è stata semplice e schietta, ricca di affetti e sacrifici. Nel rinnovare commossamente il ricordo della sua figura umanissima, maestra d’amicizia e di vita, l’intera redazione di Le Cronache si stringe ai figli, Raffaele, Vittorio e Salvatore, esprimendo le più vive condoglianze alla famiglia tutta. Il rito funebre si è svolto nella Cattedrale, questa mattina alle ore 10.

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Francesco Boccia: “Aprire il primo giugno? Le bambine preferiscono il mare”

di Monica De Santis

Francesco Boccia, è un noto ballerino salernitano, docente e direttore artistico della scuola New Space Dance. Anche lui, come i suoi colleghi e colleghe, escludendo le due settimane di ottobre, ha dovuto chiudere la sua scuola causa Covid – 19… “Ci hanno imposto la chiusura paragonandoci alle palestre, ma noi non siamo palestre, siamo delle scuole. Era più giusto applicare per noi lo stesso regolamento delle scuole, lezioni in presenza con la metà degli allievi. Invece no. Ci hanno chiuso senza pensare ai danni che ci provocavano ed ora, dopo mesi e mesi di perdite ci dico che dal primo giugno possiamo riaprire. Assurdo”. Boccia ha il dente avvelenato, in particolar modo con il Governo Draghi e con il sottosegretario Valentina Vezzali, colpevoli di non essere interessati mai realmente del settore sportivo se non del calcio… “Dicendo che le palestre possono riaprire il primo giugno credono di averci fatto un favore. Ma noi siamo scuole di danza solitamente nel mese di giugno effettuiamo i saggi di fine anno. Quindi che senso avrebbe una nostra riapertura”. Francesco Boccia pone poi l’accento sulla mancanza di ristori. “Buona parte delle scuole di danza, sono associazioni, quindi non hanno partita iva. E per questo motivo, nel decreto ristori del Governo Draghi non siamo rientrati, perchè potevano accedere ai ristori solo le attività con partita iva. Gli unici ristori che abbiamo avuto in questi 15 mesi di pandemia sono quelli dati dal Governo Conte, inutile dire che sono stati pochi e sono serviti a pagare solo una minima parte delle spese, che purtroppo non si sono fermate come le nostre attività”. E proprio le spese che le attività hanno dovuto comunque sostenere in questi mesi sono uno dei motivi di rabbia di Boccia… “Luce, acqua, tasse, non sono state sospese, abbiamo dovuto continuare a pagare pur non incassando nulla. Senza contare il fitto dei locali. Ad inizio pandemia con il proprietario sono riuscito a trovare un accordo. Si è offerto di farmi pagare solo il 5% della somma stabilita in contratto e appena ricevuti i ristori del primo governo sono riuscito a pagare delle mensilità. Poi un nuovo blocco e di conseguenza nuovamente incassi zero. Solo che questa volta sono stati zero anche gli aiuti ed i mesi si sono accumulati. Ed ora mi ritrovo con il rischio di essere sfrattato se nel giro di qualche settimana non pago almeno la metà dei fitti. Quindi oltre al danno anche la beffa. Il danno è che potrei ritrovarmi senza la mia scuola di danza e la beffa e che ci dicono che dal primo giugno possiamo riaprire. Ma francamente quale genitore porterebbe una bambina nel mese di giugno a fare danza? Nessun genitore lo farebbe. Dopo un anno trascorso in casa e davanti ad un computer giustamente se è possibile i genitori porteranno le bambine al mare. E fanno anche bene. Quindi per ripartire realmente, noi scuole di danza dobbiamo attendere almeno fino al prossimo mese di settembre. E fino ad allora come dobbiamo andare avanti? Mi piacerebbe che il sottosgretario Valentina Vezzali, donna di sport, risponda a questo mio quesito invece di pensare agli Europei di Calcio”.

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Lorenzo Moscariello: “Pronti per riaprire, ma il Governo poteva aspettare”

di Monica De Santis

Tra le attività che potranno riaprire nelle prossime settimane, rientrano anche gli stabilimenti balneari. Una decisione questa che ha fatto tirare un sospiro di sollievo ai tanti amanti della tintarella che hanno già iniziato a fare il conto alla rovescia per il primo tuffo in acqua. Pronti alla riapertura anche i titolari degli stabilimenti balneari, che dopo le ultime decisioni del Governo Draghi, si stanno riorganizzando per l’estate 2021. Lorenzo Moscariello è il titolare dello stabilimento balneare “Lido Lido” di Salerno, come tanti suoi colleghi sta iniziando ad organizzarsi per l’estate che sta arrivando. Pronto a riaprire, se non vi saranno cambiamenti il prossimo 15 giugno… “Ci stiamo preparando per la riapertura. Adotteremo le stesse misure di controllo e di sicurezza della scorsa estate, però credo che anche per quest’anno saranno ancora in vigore. Altre indicazioni non ci sono state date, però credo che la distanza tra gli ombreloni, l’accesso limitato ad un numero massimo di persone, i controlli, la misurazione della temperatura e la sanificazione costante di sedie, ombrelloni, spiaggia e servizi resterà ancora attiva anche per questa estate. Fortunatamente il grosso delle spese l’abbiamo affrontato lo scorso anno, quindi quest’anno dobbiamo solo allestire la spiaggia ed aprire. Sempre augurandoci che non vi siano modifiche a ciò che è stato stabilito, perchè tempo che questa riapertura dal 26 aprile possa far registrare, e francamente mi auguro di no, un aumento di casi a fine maggio, che ci potrebbe riportare nuovamente in zona rossa. Allora in questo caso il danno sarebbe enorme. Ecco perchè personalmente avrei aspettato altre due settimane prima di riaprire tutto”. Ha parlato di spiaggia, quest’anno lei avrà una spiaggia diversa, molto più grande? “Certo, abbiamo avuto la fortuna che il Comune di Salerno, ha effettuato lavori di ripacimento della spiaggia ed ora sembra di stare a Miami. Questi lavori che sono stati fatti dal Comune non solo ci consentono di posizionare qualche ombrellone in più, ma anche di garantire un maggior distanziamento tra le persone”. Guardando allo scorso anno, avete subito delle perdite economiche per via delle limitazioni che vi sono state imposte? “Guardi noi abbiamo lavorato in linea di massima normalmente, almeno per quanto concerne i servizi offerti in spiaggia. Là dove siamo stati penalizzati è stato sull’offerta serale. Come stabilimento di sera abbiamo negli anni addietro organizzato sempre delle serate danzanti o spettacolini teatrali lavorando con il bar ed il ristorante. Ecco questo lo scorso anno non ci è stato concesso. Speriamo che quest’estate possiamo tornare a lavorare anche di sera. Sicuramente però le nostre perdite sono state molto inferiori rispetto a quelle avute da altre attività commerciali come ristoranti, negozi di abbigliamento, gioiellerie. Negozi che sono stati chiusi ingiustamente visto e considerato che poi basta andare in un supermercato per vedere assembramenti di persone e nessun controllo”. Associazioni di categoria hanno chiesto la priorità nelle vaccinazioni per il suo settore, cosa ne pensa? “Penso che per i vaccini abbiano sbagliato tutto. Assurdo vaccinare i pensionati e non le persone che lavorano. Francamente bisognava dare la precedenza ai lavoratori. Forse così si sarebbe arrestata anche la corsa del virus”.

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Ennio Morricone e l’oboe

di Olga Chieffi

“Avara pena, tarda il tuo dono/in questa mia ora di sospirati abbandoni. Un òboe gelido risillaba gioia di foglie perenni,/non mie, e smemora; in me si fa sera: l’acqua tramonta sulle mie mani erbose. /Ali oscillano in fioco cielo, labili: il cuore trasmigra ed io son gerbido, e i giorni una maceria”. E’ il Salvatore Quasimodo di “Oboe Sommerso” a introdurre la presentazione dell’ oramai abituale appuntamento del giovedì sera “In prima fila con…” che oggi alle ore 19, sui canali social del nostro quotidiano, punterà i suoi riflettori sull’oboista Luigi De Nardo, il quale, in duo con la pianista Maria Teresa Roncone, ricorderà Ennio Morricone, ospiti degli spazi del Liceo musicale “A.Galizia” di Nocera Inferiore e del suo direttore scolastico Maria Giuseppa Vigorito. Suono antico quello dell’oboe, evocativo, sensuale, dolce e raffinato, penetrante, a lui sono affidati i passaggi più lirici e intimi, in cui si eleva sulla famiglia dei legni o cerca il più raffinato degli impasti col flauto e il clarinetto. Tutti avranno ascoltato nella propria vita un “Tribute to Ennio Morricone”: dietro quelle colonne sonore che tutti conosciamo, fischiamo, canticchiamo, e vengono eseguite da qualsivoglia formazione, ragazzini, bande, orchestre giovanili, concerti da camera, grandi arene, c’è l’uso elegante di tecniche modernissime, come il serialismo e la musica concreta, combinate con elementi di popular music, influssi folk, canti celtici, canto gregoriano, trombe mariachi e un complesso di esecutori della taglia di un’orchestra sinfonica. In “Il buono, il brutto, il cattivo”, ad esempio, Morricone usa una melodia convenzionale, suonata da una chitarra elettrica, un’ocarina, e un’armonica, accanto a strumentazioni di tipo ancora meno convenzionale che includono il fischio, jodel, grugniti, vocalizzazioni talvolta irriconoscibili come umane, schiocchi di frusta e fucilate. Morricone ha voltato le spalle alle convenzioni hollywoodiane per il western e alla loro enfatizzazione dei profili melodici e dei caratteri armonici propri delle canzoni tradizionali e dell’inedia, e, così, ha definito un nuovo modello di riferimento per la colonna sonora di questo genere. Questa volta non vogliamo svelare nulla della scaletta dell’incontro di stasera, ma una pagina su tutte non potrà mancare, una melodia che è nel sentire di tutti noi, e a cui si lega a filo doppio nell’immaginario comune, lo strumento protagonista di questo incontro, Gabriel’ Oboe, da Mission, con cui il nostro Luigi De Nardo potrà esprimere la resurrezione di speranza e gioia e l’inversione del tempo che è alla base di questa pagina. Un brano che ha la capacità di entrare, e soprattutto rimanere, nel cuore di chi ascolta. E questo “rimanere” è sempre la spia di un compositore che scava nel profondo, e deposita nei nostri ricordi note, accordi ed effetti che resistono al tempo, con l’ampiezza della sua linea melodica, il colore delle armonie e uno sviluppo che può richiamare alla memoria certa produzione romantica del secondo Ottocento. Tanti gli insegnamenti ricevuti dall’ Ennio compositore: due su tutti: “La musica è esclusiva passione” e “se nella partitura vedi una vigna non è bene”, per sottolineare che la musica deve essere semplice e deve respirare, lasciando trasparire ogni nota”. Una serata che andrà anche oltre l’omaggio all’indimenticato compositore, ma che vedrà in linea con noi anche due super-ospiti con cui commentare, dialogare e riflettere anche sulla musica del futuro.

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Allarme bomba in via Santi Martiri, panico in città

Attimi di panico in via Santi, in pieno centro cittadino. Verso le 10 è stato lanciato un allarme bomba all’interno di un negozio di calzature. Sul posto ci sono ora gli uomini della sezione artificieri della polizia, la squadra dei vigili del fuoco per mettere in sicurezza la zona e chiuderla al traffico. Proprio in questi minuti dovrebbe giungere sul posto anche il reparto artificieri dei carabinieri di Napoli.

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Catello Maresca: “L’emergenza Covid ha favorito la criminalità organizzata”

di Erika Noschese

“L’emergenza Covid non ha frenato il dilagante fenomeno della criminalità organizzata”. Lo ha confermato il dottor Catello Maresca, sostituto procuratore generale di Napoli, intervenuto all’incontro in video conferenza “Pandemia & virus sociale” organizzato dal Liceo R. Caccioppoli di Scafati. Moderatrice dell’incontro la dottoressa Federica Auricchio, referente territoriale dell’associazione Animus, che da qualche tempo si occupa di organizzare queste interessanti video conferenze, con gli studenti del liceo di Scafati. La scuola è istituzione e insieme comunità sociale di crescita umana e civile e, in quest’ottica, il Liceo R. Caccioppoli e l’associazione Animus di Scafati hanno ideato questo nuovo incontro-dibattito nell’ambito delle attività di arricchimento del curricolo di Educazione civica, curato dalle referenti professoresse Elena Battigaglia ed Emilia Vitale, per la costruzione armonica di cittadinanza attiva dei giovani cittadini affinché il contributo concreto di ciascuno possa diventare apporto integrante della crescita del territorio. “La pandemia non ha placato le organizzazioni mafiose, le ha accresciute e fatte sviluppare in altri modi, spesso molto più subdole. La criminalità porta con sé un portato di inganno, in questo momento la grande capacità che le organizzazioni criminali hanno è di presentarsi come benefattori, come coloro che vogliono aiutare le persone che sono in difficoltà, vogliono prestare danaro – ha dichiarato il sostituto procuratore Maresca – Si fanno accettare in certi contesti ambientali, i malavitosi si presentano come persone che fanno del bene, ovviamente questo è assolutamente falso, contrario a ciò che accade”. Per Maresca, infatti, questo altro non è che un modo per avvicinarli alla criminalità organizzata. Non è un caso, infatti, che in piena emergenza Covid sia aumentata anche l’usura “che sta crescendo particolarmente, così come lo spaccio di droga e tutte quelle attività criminali che purtroppo alimentano il cosiddetto mercato del vizio – ha aggiunto il sostituto procuratore di Napoli – La criminalità conta tanto su questo mercato che purtroppo le persone perbene, della cosiddetta società civile contribuiscono ad alimentare”. Maresca lancia poi un appello a “stare vicino ai ragazzi. Noi facciamo quotidianamente battaglie in questo senso, per cercare di smascherare gli inganni che la criminalità mette in atto nei confronti delle fasce più deboli e in questo periodo di Covid questo inganno è ancora più profondo, così come è ancora più pericoloso l’approccio alla criminalità organizzata e noi dobbiamo essere coesi, determinati per fare ciò che si dovrebbe aspettare dalla società civile: essere civili per l’appunto”. A coordinare i lavori la professoressa Patrizia Polverino. Le mani della criminalità organizzata sulla pandemia” hanno prospettato la crescita esponenziale dei profitti della criminalità e l’ultima Relazione semestrale della Direzione investigativa antimafia (Dia) parla di seri rischi di infiltrazione e della crescita di riciclaggio e corruzione in vari settori dell’economia legale, soprattutto in aree territoriali già svantaggiate. Si percepisce, un po’ ovunque, il rischio concreto che la criminalità organizzata sfrutti l’aumento della povertà per insinuarsi nelle nostre piccole e grandi comunità locali. Il nesso causale tra povertà e illegalità è complesso, ma non sconosciuto o nuovo. Tante e interessanti le domande degli studenti al dottor Maresca. “Spero che la giustizia cambi sempre, in meglio. C’è da investire nella giustizia affinché possa essere sempre un servizio per il prossimo e possa rappresentare quella risposta rispetto alle esigenze della collettività che ripone nella magistratura e nella giustizia le sue legittime aspettative ma purtroppo, come accade in tutte le buone famiglie, ci possono essere situazioni non del tutto edificanti: la magistratura, in questo periodo, sta vivendo una di quelle fasi in cui ci sono delle situazioni critiche e da queste bisogna ripartire per dimostrare che la giustizia è una cosa seria, la magistratura è in grado di superare questi momenti di difficoltà e di rappresentare al meglio il servizio alla collettività – ha dichiarato ancora Maresca – La magistratura antimafia ha un ruolo fondamentale nella lotta al crimine organizzato e deve perseguire con tutta la forza di cui dispone per raggiungere questo obiettivo per sradicare in maniera definitiva questo cancro dalla società”.

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Salerno capitale del pugilato, Socci: “A lavoro per incontro internazionale”

di Erika Noschese

Salerno potrebbe ospitare un incontro di pugilato internazionale nel mese di giugno. Ieri mattina, il noto pugile Dario Socci, accompagnato dal sindaco di Pellezzano Francesco Morra, ha incontrato il primo cittadino di Salerno Vincenzo Napoli proprio per discutere di un evento pugilistico che si disputerò a fine giugno. “C’è in palio un titolo internazionale. Mi gioco la possibilità di portarlo qui in Italia e di conseguenza a Salerno: dovrò combattere con un pugile albanese e stiamo spingendo per poterlo fare qui a Salerno, a fine giugno. Il sindaco è stato disponibilissimo e probabilmente si farà qui”, ha raccontato Socci al termine dell’incontro con il primo cittadino Napoli. In queste settimane, Socci è sotto i riflettori anche per la sua storia d’amore con Paola Caruso, la “Bonas” di Avanti un altro, il programma condotto da Paolo Bonolis su canale 5. “Preferisco esere Dario il pugile piuttosto che il fidanzato di Paola Caruso”, ha detto. Per Socci la parola d’ordine è allenamento e concentrazione. Prepararsi prima di tornare negli Stati Uniti dove lo attendono incontri importanti. Almeno fino al mese di giugno quando renderà Salerno capitale del pugilato. Dario al Comune di Salerno per incontrare il sindaco Vincenzo Napoli. Ci sono progetti in corso? “Siamo stati al Comune per cercare di spingere un evento pugilistico che si disputerà a fine giugno. C’è in palio un titolo internazionale. Mi gioco la possibilità di portarlo qui in Italia e di conseguenza a Salerno: dovrò combattere con un pugile albanese e stiamo spingendo per poterlo fare qui a Salerno, a fine giugno. Il sindaco è stato disponibilissimo e probabilmente si farà qui”. Lei sta portando in alto il nome della pugilistica italiana, un onore per la città di Salerno. Qual è il suo sogno ora? “Adesso, con il mio manager, cerchiamo di ritornare presto a combattere negli Stati Uniti. Abbiamo una serie di appuntamenti a Las Vegas e a New York ma prima ci concentriamo su questo step: questo titolo internazionale ci serve. Poi, voglio rifare il titolo italiano e approdare di nuovo negli Stati Uniti, esattamente come ho iniziato 10 anni fa a livello professionistico”. Da sportivo quanto è in difficoltà a causa dell’emergenza epidemiologica? “Tantissimo, soprattutto a causa delle restrizioni. Io ho una mia palestra a Roma e ho la possibilità di allenarmi quando voglio ma succede che, per allenarsi con altri pugili, diventa complicato perché sono limitati gli spostamenti tra regioni e tra città, in caso di zona rossa. È complicato allenarsi con altri pugili e questo rende tutto un po’ più difficile”. Il pugilato è forse uno sport poco seguito. Ai giovani salernitani che vogliono intraprendere la sua stessa carriera cosa suggerisce? “Il pugilato è ancora poco conosciuto, siamo in pochi a seguirlo. A Salerno c’è una cultura del pugilato. Infatti, la pugilistica salernitana sta portando avanti un ottimo progetto con i ragazzi, cercando di portare vicino al pugilato tanti ragazzi disagiati, con difficoltà economiche che rendono difficile anche l’iscrizione in palestra. Quello che consiglio è di provare il pugilato per qualche settimana perché, a primo impatto, può sembrare uno sport violento ma non è così, porta con sé anche tanto rispetto e vale la pena provarlo”. Nota di gossip: in questi giorni lei è sotto i riflettori non solo per la sua carriera sportiva ma anche per il suo fidanzamento con la showgirl Paola Caruso. Spesso viene ricordato come il “fidanzato di…” “Io preferisco essere “Dario il pugile” piuttosto che essere ricordato come il fidanzato di Paola Caruso. Lei è dolcissima con me, stiamo vivendo una bellissima storia d’amore e sono contento di questo. Non mi sento proprio a mio agio ad andare nei salotti televisivi a parlare del mio fidanzamento, preferisco parlare di pugilato ma è comunque una bella esperienza”.

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Raccolta differenziata, si arresta trend negativo: lieve aumento nel 2020

di Erika Noschese

Migliora, seppur di pochi punti percentuali, la raccolta differenziata a Salerno. È quanto emerge da un’analisi di Salerno Pulita che evidenzia come nel 2020 si è finalmente arrestato il lento e costante declino percentuale della raccolta differenziata in città. Nei suoi anni d’oro, la città di Salerno ha infatti raggiunto picchi invidiabili, raggiungendo il 72% che proiettarono il capoluogo ai vertici nazionali in materia di differenziazione dei rifiuti per poi subire un netto calo, nel 2019, con un 59.63% una percentuale di oltre 5 punti inferiore all’obiettivo del 65% che la legge ha fissato per i comuni italiani. Dai dati relativi al 2020 si evince che la percentuale della raccolta differenziata in città non solo non è arretrata – cosa per nulla scontata visto il rilassamento che coinvolge sia le utenze domestiche che commerciali in diverse zone del territorio comunale – ma addirittura fa registrare un lievissimo miglioramento dello 0.13% rispetto all’anno precedente. Nel 2020, infatti, l’incidenza della raccolta differenziata sul totale della produzione dei rifiuti è stata del 59,76 %. Come è noto il 2020 è stato un anno particolare, caratterizzato da lunghi periodi di chiusure di diverse attività commerciali, in particolare negozi di abbigliamento, bar, ristoranti e mercati rionali, cosa che ha prodotto un minor conferimento da parte di queste attività. Di contro, però, le misure di contrasto alla diffusione del virus hanno determinato la quarantena di 300 nuclei familiari a settimana che, non differenziando i rifiuti, hanno portato ad un aumento dell’indifferenziato e di conseguenza ad una riduzione percentuali di diverse tipologie di materiali da avviare al riciclo. Sempre nel 2020, inoltre, il ritiro dei rifiuti nei porti turistici pubblici è passata dall’Autorità d Sistema portuale al Comune che, di conseguenza, l’ha affidata a Salerno Pulita. Purtroppo i concessionari e i diportisti erano abituati a non differenziare i rifiuti e l’unico modo per raccoglierli, limitando i danni, è stato quello di assimilarli all’indifferenziato. La quantità di rifiuti prodotti nel 2020 dai salernitani è stata di circa duemila tonnellate in meno rispetto al 2019 (35.171 contro le 37,214 dell’anno precedente). Alla luce di questi dati e delle considerazioni precedenti, l’aver di fatto arrestato la tendenza alla flessione percentuale della differenziata, obiettivo raggiunto grazie a processi di ottimizzazione della raccolta e dello spazzamento, è da considerarsi un fatto positivo. Nello specifico, nel 217 la percentuale di raccolta differenziata si attestava al 60.53% con la raccolta differenziata pari a 36.628,69 tonnellate; percentuale leggermente in calo nel 2018 quando si raggiunge il 60.37% con la raccolta differenziata pari a 37. 753,59 tonnellate. Netto crollo nel 2019 con la percentuale di raccolta differenziata che crolla al 59.63% per 37.214,26 tonnellate. Buone notizie invece nel 2020 con un lieve aumento: la racconta differenziata raggiunge il 59.76% con 35.171,98 tonnellate.

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Card avvenuta vaccinazione: caos al Ruggi per il ritiro

di Erika Noschese

Caos e disagi ieri mattina presso l’azienda ospedaliera universitaria Ruggi d’Aragona per il ritiro della tessera di avvenuta vaccinazione anti covid. Stando a quanto denunciato da alcuni cittadini salernitani in fila, infatti, erano centinaio le persone in fila, in attesa del ritiro della Card voluta fortemente dalla Regione Campania e dal governatore Vincenzo De Luca. “Un centinaio di persone in fila per un’ora, tra over 80 e delegati, in un lungo serpentone, senza alcun controllo di temperatura, nomi, distanze, all’interno della struttura, tra personale di passaggio in tutona covid, a ridosso del reparto di malattie infettive – hanno dichiarato esasperati alcuni cittadini – Ma tanto, a Salerno il virus sta solo a lungomare Trieste”.

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Morra: “I commercianti della movida chiedonouna maggiore attenzione”

di Monica De Santis

“I commercianti dell’Acs si sono rivolti a me oltre come sindaco di Pellezzano anche per il ruolo che ricopro nell’esecutivo regionale dell’Anci, l’associazione nazionale dei Comuni, per recepire le loro proposte e portarle all’attenzione del governatore della Regione Campania”. Così Francesco Morra, primo cittadino di Pellezzano, spiega l’incontro di ieri mattina a palazzo di città… “I commercianti sono preoccupati per l’inserimento nel tessuto socio economico del territorio di forze anomale che si stanno inserendo a seguito della chiusura di attività storiche, soprattutto in punti strategici della città e della provincia, dove, soprattutto in vista dell’estate, c’è molta attrazione turistica. I commercianti hanno delle difficoltà per quanto riguarda la legge Bersani sul rilascio delle concessioni e delle licenze. Chiedono attenzione maggiore in questa fase. Abbiamo affrontato poi il tema delle agevolazioni per il comparto – prosegue ancora Morra – ma siamo un po’ tutti bloccati da quello che sarà il riparto da parte del governo centrale delle risorse per il mancato incasso dei tributi e si sta cercando di intervenire con un ristoro di circa il 30-40%, con uno sgravio sui tributi locali”. Il sindaco Morra ha poi parlato anche della situazione idrogeologica che nell’ultimo inverno ha colpito duramente la sua cittadina… “Il territorio di Pellezzano è a rischio idrogeologico molto elevato. Abbiamo fatto richiesta per avere fondi in tal senso: per l’anno 2020 abbiamo ottenuto 2 milioni e mezzo dal ministero dell’Interno. Di cui 700 mila per la messa in sicurezza del costone crollato in via Vittorio Emanuele altri per Capezzano e Cologna. Poi, per 700mila euro abbiamo avuto un finanziamento per il vallone di Coperchia che crea notevoli disagi per i cittadini. Ed ora stiamo intervenendo con dei lavori di messa in sicurezza del muro di contenimento per la riapertura dalla prossima settimana almeno di una corsia della Sp 27”. Morra illustra anche il piano sicurezza messo in atto nelle scuole del territorio…. “Siamo stati tra le poche amministrazioni a installare sanificatori certificati in tutte le scuole con un rilevatore dell’aria per fronteggiare l’aria satura. Attualmente non registriamo casi positivi all’interno della comunità scolastica. Ma questo ovviamente non significa che abbiamo abbassato la guardia”.

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I ristoratori dell’Acs incontrano il sindaco Napoli

di Monica De Santis

Proficua due giorni di incontri istituzionali, per l’associazione di commercianti della ristorazione Acs di Salerno e provincia. Nella mattinata di lunedì infatti i delegati dell’associazioni hanno incontrato il sindaco di Pellezzano Francesco Morra, mentre nella mattinata di ieri si sono incontrati con il sindaco di Salerno Vincenzo Napoli e l’assessore al commercio Dario Loffredo. “Le nostre proposte e le richieste sono state ascoltate e la disponibilità è stata totale. – spiega il responsabile dell’associazione Armando Pistolese – Nell’incontro avuto lunedì mattina al comune di Pellezzano abbiamo avuto dal sindaco la garanzia che applicherà una riduzione della Tari del 30/40% a fronte del 20% dello scorso anno; piena disponibilità a trovare una soluzione alla legge Bersani – Visco, visto che il sindaco si trova in commissione Anci regionale ed intende inviare una proposta alla Regione in merito. Questa mattina (ieri mattina per chi legge, n.d.r.) al comune di Salerno oltre al Sindaco e all’assessore al Commercio Loffredo, ha partecipato anche il Capostaff Luciano. Il sindaco del comune capoluogo ha anch’egli mostrato grande interesse per le nostre numerose proposte, tra cui il blocco delle licenze. La Tosap dovrebbe essere gratuita fino a Dicembre 2021, saranno sospese le tasse per le insegne fisse, e sarà concesso un credito d’imposta per l’ultima rata della Tari. È in fase avanzata l’App per turisti da noi proposta alcuni mesi fa, la rateizzazione delle bollette di Salerno sistemi. Inoltre, se consentito, è previsto un evento a fine estate, per attrarre persone nel comune capoluogo. Questi sono solo i primi due incontri, proseguiremo anche nei prossimi giorni incontrando altri primi cittadini, al fine di fare tutti insieme fronte comune per il rilancio delle attività commerciali su tutto il territorio, ma anche per farci aiutare ad avere una ripartenza che sia finalmente quella definitiva”.

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Chiara Natella: “Fiera del Crocefisso Ritrovato? Forse a settembre”

di Monica De Santis

La scorsa settimana presidente del Consiglio Mario Draghi, nel corso di una conferenza stampa con il ministro della Salute Roberto Speranza ha annunciato la roadmap delle riaperture in Italia. Riaperture che si avranno dal prossimo 26 aprile e che riguarderanno in particolar modo le regioni a fascia gialla e qualcosina anche per le regioni in fascia arancione. Un “rischio calcolato”, come lo ha definito Draghi durante la presentazione delle date di apertura delle attività fermate dalla pandemia di Covid-19 in questi lunghi 15 mesi. Aperture che riguardano palestre, ristoranti, bar e fiere ed eventi. Queste ultime due categorie potranno ripartire dal prossimo primo luglio. Nel ordine delle riaperturepreviste dal governo il via come detto si avrà nelle zone gialle il 26 aprile, quando i bar e i ristoranti, potranno tornare a far sedere i loro clienti ai tavoli ma soltanto all’aperto, e potranno restare aperti anche la sera, così come teatri, cinema e spettacoli sia in spazi esterni che al chiuso con limite di capienza. Dal primo maggio si ricomincerà anche con gli eventi sportivi agonistici, e dal primo giugno con la riapertura delle palestre fino, come abbiamo detto alle fiere e agli eventi, ed anche ai parchi termali e gli stabilimenti balneari. A Salerno la notizia viene accolta in maniera positiva da Chiara Natella, direttrice artistica della Bottega San Lazzaro, che da 15 mesi attende il momento buono per mettere in atto la trentesima edizione della Fiera del Crocefisso Ritrovato… “Stiamo valutando il da farsi – spiega Chiara Natella – da tempo speravamo di poter fare la trentesima edizione della nostra fiera entro la fine di quest’anno. Ma non sapevamo se fosse possibile. Ora ovviamente abbiamo una piccola certezza in più. Ma non vogliamo farci illusioni, perchè sappiamo bene che la situazione potrebbe modificarsi in qualsiasi momento. Infondo il Governo ha detto che le fiere si potranno fare solo nelle regioni gialli, quindi la prima cosa dobbiamo aspettare che la Campania passi in zona gialla, e poi ovviamente potremmo anche ipotizzare una data. Diciamo che siamo orientati per il mese di settembre, ovviamente stiamo studiando una forma ridotta della fiera, per evitare assembramenti e confusione che comunque anche se in zona gialla non si possono e non di devono verificare fino a quando la campagna di vaccinazione non sarà completata”. Nel frattempo, Chiara Natella è impegnata anche nella programmazione dell’edizione 2021 del Barbuti Teatro Festival… “Al cartellone dei Barbuti stiamo già lavorando, abbiamo tantissime novità in cantiere, qualcuna è stata anticipata nel vostro programma da Antonella Iannone, e riguarda una settimana dedicata alla danza, con tante compagnie che saranno nostre ospiti. Ma poi ci saranno ancora altre novità. Sarà una bella rassegna e speriamo di riuscire così a far distrarre un po’ le persone, che hanno davvero bisogno di staccare dalle brutte notizie che sentiamo ogni giorno”.

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Tre studenti salernitani riciclano PC da donare a chi ne necessita

di Monica De Santis

Si chiamano Alessandro Polverino, anni 19, Antonio Vigorita, anni 19

e Carlo Vincenzo Stanzione anni 18.

Nati e cresciuti a Salerno, si sono conosciuti qualche anno fa tra le mura del Liceo Francesco De Sanctis di Salerno. “Abbiamo partecipato tutti insieme ad una gara di robotica con l’Università, così ci siamo conosciuti”. Racconta Alessandro Polverino. Alessandro e Antonio erano compagni di classe di una delle sezioni di classico, del De Sanctis, Carlo, di un anno più piccolo, attualmente frequenta l’ultimo anno dell’indirizzo scientifico. Oggi Alessandro è iscritto all’Università e frequenta il primo anno del corso di laurea di Ingegneria Informatica, Antonio invece frequenta il primo anno del corso di laurea di Economia e commercio. La loro amicizia oggi va avanti al di là della scuola e delle uscite nei fine settimana. I tre amici infatti, condividono molte passioni e tra queste anche quella per l’informativa. Una passione questa che li ha spinti a mettere su un progetto in favore e a sostegno di tutti quei bambini e ragazzi che non possono permettersi un dispositivo tecnologico per seguire le lezioni a distanza… “L’idea ci è venuta in base all’esperienza che dallo scorso marzo stiamo vivendo – racconta Alessandro Polverino – Abbiamo incontrato tanti studenti che non riuscivano e non riescono a seguire le lezioni perchè non hanno un computer. Così abbiamo pensato di fare qualcosa per riuscire a rendere internet alla portata di tutti”. Una sfida quella di Alessandro, Antonio e Carlo Vincenzo, che va al di là della Dad. Infatti, lo scopo della loro iniziativa benefica è quella di riuscire a far avere ad ogni studente un dispositivo elettronico, non solo per seguire le lezioni in Dad, che si spera presto diventino solo un ricordo, ma che possa aiutarli anche nelle ricerche, nella realizzazioni di power point o altri lavori che vengono assegnati durante le lezioni sia a scuola che all’università. “Abbiamo aperto un sito www.giveabit.it. – spiega ancora Alessandro Polverino – Attraverso questo portale chi vuole può donare computer tablet o cellulari che non funzionano, che sono lenti o vecchi. Noi li sistemiamo, li riportiamo a nuova vita e poi li donerem ad associazioni, parrocchie, enti o anche singole persone che ce ne faranno richiesta. Entrambe le richieste di donazioni o di ricevere può essere effettuata attraverso il nostro portale. Ci vogliono meno di cinque minuti per entrambe le richieste”. Il portale ideato dai tre ragazzi è già attivo, ora si aspetta solo di ricevere le prime donazioni per poi poter fare i primi regali a chi ne ha bisogno. “Uno dei motivi che ci ha convinto ancor di più che quello che vogliamo fare è una cosa importante è stato il racconto che mia madre mi ha fatto alcune settimane fa. Lei è un insegnante di sostegno e mi ha parlato di un suo studente che non può seguire le lezioni perchè in famiglia non hanno e non possono acquistare un computer”. Nei prossimi giorni i tre giovani studenti salernitani inizieranno a promozionare la loro iniziativa anche attraverso i canali social, sperando di poter riuscire ad arrivare al maggior numero di persone e di poter al tempo stesso aiutare il maggior numero di studenti.

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Lettera al Ministro di Pia Giuseppa Santoro docente “con gli occhiali storti”

di Monica De Santis

Pia Giuseppa Santoro, è una 28enne, di Bellizzi, laureata in lettere classiche e specializzata sul Sostegno dopo aver vinto il Tfa presso l’Università degli studi di Salerno. Attualmente, è una felice, docente di sostegno presso l’Istituto Alberghiero Raffaele Viviani di Agerola e come tanti docenti fa la pendolare da Bellizzi ad Agerola. Alla stregua di molti docenti specializzati, vincitori a monte di un concorso formativo, purtroppo Pia Giuseppa è una delle tante docenti precarie e costrette a non garantire continuità didattica a quei discenti “dalla speciale normalità”. Per questo ed anche per altri motivi ha scelto di scrivere una lettera al ministro Bianchi. Una lettera nella quale racconta una storia, o meglio un’esperienza che spera possa avere riscontro nel cuore di molti suoi colleghi e di molte famiglie. La tematica affrontata nella sua lettera è, al momento, molto dibattuta politicamente ed è per questo che la giovane docente spera si possa trovare una sintesi che giovi in primis ai discenti “arcobaleno”. Nella sua nota al Ministro, Pia Giuseppa Santoro esordine presentandosi come “La professoressa dagli occhiali storti, ma Lei può chiamarmi semplicemente Pia. Sembra essere l’inizio di una gag comica, in realtà questo è l’appellativo datomi dal primo ragazzo “arcobaleno” che ha riempito le mie giornate tediate da una banale stereotipia! Ho intrapreso la mia carriera da precaria subito dopo il percorso di Laurea, Francesco (nome generico per privacy) è stato il mio sprone , il monito che mi ha permesso di capire quanto il mondo possa essere filtrato diversamente attraverso un paio di occhiali storti. Era il mio terzo anno di insegnamento e ,come molti docenti pendolari il tempo era spesso beffardo. Presa da mille pensieri, dopo due ore di macchina per raggiungere la scuola, aprii l’ombrello per riparare me ed il piccolo Francesco che stava per correre sotto la pioggia al fine di raggiungere i suoi compagni pronti ad accingersi all’ingresso dell’istituto. Il movimento celere mi fece scivolare gli occhiali rompendone l’asticella e deformandoli ai lati. Durante tutte le ore di lezione Francesco mi guardava soddisfatto, con un sorriso che si confondeva con la sua forte attenzione e voglia di imparare. Il giorno dopo mi presentai senza occhiali, decisi di combattere la pioggia con un bel paio di lenti a contatto! Francesco mi guardò corrucciato in volto, mi chiedeva con insistenza di indossare quegli occhiali storti. Dopo qualche ora chiesi sorridendo: è tanto spaventosa la professoressa senza occhiali?. ‘No, ma sei come me con gli occhiali storti’. In quel momento capii che Francesco aveva un cromosoma in meno nel suo Dna, un cromosoma che aveva deciso di rendere più grande il suo cuore e di vedere il bello in ciò che, solo all’apparenza, sembrava essere diverso. Da quel giorno indossai gli occhiali dall’asticella rotta tutti i giorni e, a dirla tutta, ero io a non poterne fare a meno! Il distacco, egregio Ministro, è stato duro: sento ancora Francesco ma, come potrà immaginare, la continuità è un miraggio lontano per noi specializzati, è un’unione spezzata da leggi che ci logorano come persone, destrutturano la dignità di noi docenti danneggiando in primis i ragazzi. Sappiamo bene quanto Lei sia sensibile alle dinamiche dell’inclusione, sappiamo bene quanto ci tenga a mettere la scuola al primo posto. I problemi ci sono da anni e non si possono risolvere con una bacchetta magica o con dissapori evidenti rivolti al mondo del precariato. Gentilissimo Ministro Bianchi il nostro invito è quello di poter creare insieme dei colori diversi, una tavolozza di buoni propositi per questi precari specializzati che, difatti, hanno già superato dure prove concorsuali altamente selettive, ci siamo formati sul campo con anni di lavoro e tirocini in itinere previsti già a monte nel percorso formativo del TFA, oltre che ad esami e laboratori. I nostri tirocini ci hanno aperto altre porte dalla normale specialità. I numeri, le proposte, le sintesi di opinioni possono dare valore al lavoro, alla passione e all’amore che ognuno di noi nutre per questi discenti che diventano un unicum inscindibile di esperienza e realtà quotidiana. Stabilizzarci significa donare libertà di espressione e dignità a questi ragazzi ed alle loro famiglie che cercano, instancabilmente, continuità didattica volta ad una legittima autodeterminazione della persona. Gentile Ministro, indossi anche Lei ‘degli occhiali storti’: la prospettiva sarà diversa, ma Lei permetterà di apprezzare un orizzonte inclusivo, un mondo a testa in giù che trasporta in una realtà fatta di affetto e desiderio di autonomia”.

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IeS Studio, un’occasione per i giovani e per il Sud Italia

IeS studio finanza agevolata e Architettura, è una studio costituito da due giovani professioniste, l’Architetto Giulia Izzo e il Dott. Commercialista Antonietta Salvato. Lo studio ha sede ad Eboli in provincia di Salerno, in centro, in via Giacomo Matteotti n°6 e in via SS19 n°12. Il loro forte entusiasmo nella rinascita del territorio risulta estremamente coinvolgente, la fusione tra due mondi paralleli, tra due competenze diverse, sembra sia la chiave per sbloccare il sistema in panne. Ci accomodiamo nella sede dello studio in centro, ci accolgono l’Architetto e la Commercialista, alle quali poniamo alcune domande.
Cos’è IeS Studio?
“IeS Studio – Finanziare per Costruire è uno studio di consulenza specializzato in Finanza Agevolata e Architettura e Design fondato da Giulia Izzo e Antonietta Salvato, da cui prende il nome. Si rivolge ai privati e alle imprese con l’obiettivo di aiutarli a dare forma ai loro progetti: dalla progettazione di una casa, alla progettazione di un’attività commerciale. Ci occupiamo di ottenere contributi a fondo perduto, finanziamenti a tasso zero e crediti d’imposta, nonché le necessarie pratiche edilizie”.
Come nasce?
“IeS Studio nasce da un’esigenza: aiutare concretamente i giovani ad investire nel Sud. Molti di loro non avendo i mezzi per aprire attività con le loro economie, chiedono finanziamenti agevolati, in particolare RESTO AL SUD, commettendo, però, alcuni errori di percorso che potrebbero mettere a rischio tutto il progetto. Ė qui, infatti, che subentriamo noi: accogliamo l’idea senza snaturarla, ma gli diamo una rotta, ragionando sin dall’inizio sulla fattibilità, realizzando un business plan dettagliato e cercando di ridurre al massimo il rischio d’impresa”.
Chi si rivolge a voi?
Abbiamo un ampio ventaglio di Committenze: da un lato ci rivolgiamo ad aspiranti imprenditori e/o imprese già attive ottenendo contributi a fondo perduto e finanziamenti a tasso zero elargiti da Invitalia Spa, dall’altro ci siamo ritrovate nell’affascinante opportunità dettata dal decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77 riguardante il Superbonus 110%. Ed ecco che il ventaglio di Committenze, rivolto prima a Giovani imprenditori, ha spostato lo sguardo su tutte le età, in quanto i beneficiari del Superbonus 110% sono condomini, villette e unifamiliari, con l’opportunità di rendere una casa ecosostenibile, a bassa emissione e ad alto efficientamento energetico, aumentando la qualità della vita e del pianeta dove si vive”.
IeS Studio un volano per il Sud?
“Noi crediamo che il Sud sia una risorsa per l’Italia intera. Io e la Dott.ssa Antonietta Salvato vediamo la nostra terra, come un luogo dalla bellezza disarmante e dall’ alto potenziale. Così ci siamo unite, io come Architetto avrei contribuisco a costruire le idee di chi decide di rimanere o di ritornare e la Dott.ssa Salvato come Commercialista aiuta a ottenere i mezzi finanziari per realizzare i sogni dei visionari. Abbiamo fondato Ies – Studio Finanza Agevolata e Architettura e investiamo nel futuro del Sud, contribuendo ad un cambiamento territoriale che vede molti, come noi, impegnati in un’idea comune di evoluzione.
Inoltre, la pandemia ci ha insegnato a modificare radicalmente la prospettiva e ci ha fatto porre attenzione sul concetto d’appartenenza, sul bisogno di casa. Abbiamo assistito a questo cambiamento, ancora in atto, ce ne siamo rese conto, professionalmente e personalmente. Io sono un Architetto con forte stampo umanistico, sono convinta che gli spazi di casa, del lavoro, della scuola, sono fortemente violentati, hanno bisogno di un’anima dei luoghi. I movimenti, all’interno dello spazio, devono essere pensati e gestiti in armonia con la vocazione del luogo, devono tendere all’autonomia dell’individuo che sia un bambino, un adulto o un anziano. È necessario vivere un luogo chiuso in maniera armonica, ricordando l’importanza della luce, degli arredi, delle distribuzioni interne. Abbiamo dimenticato che le scuole non sono luoghi statici, non può evolversi la didattica e rimanere stazionario lo spazio dell’ambiente in cui la didattica esiste. Bisogna demolire le aule delle classi eccessivamente ristrette e circoscritte, i corridoi delle case senza luce, gli ambienti lavorativi monotoni e opprimenti, per creare luoghi in grado di nutrire, e in particolare parlo della scuola perché è dalle generazioni future che si rinasce”.

 

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Fausto Martino: “Oriol Bohigas temeva l’arresto”

“Oriol Bohigas aveva paura di venire a Salerno, temeva l’arresto dopo i fatti accaduti e i titoloni dei giornali”. L’ex assessore all’Urbanistica del Comune di Salerno Fausto Martino è un fiume in piena, a Tribuna Politica. A distanza di 15 giorni, infatti, i Figli delle Chiancarelle sono tornati ospiti della trasmissione di approfondimento politico condotta dal direttore Tommaso D’Angelo e da Erika Noschese, per fare il punto della situazione in vista delle comunali. A far rivivere una serie di dinamiche interne all’amministrazione comunale di quegli anni il giornalista Gabriele Bojano, intervenuto come disturbatore. “Le archistar non protestano per il modo in cui sono state sedotte e abbandonate, con progetti mai portati a termine?”, ha infatti chiesto Bojano. Da qui il racconto di Fausto Martino: “Quando il progetto di Porta Ovest è stato stravolto, Pica Ciamarra ha fatto casino, ha impugnato la questione davanti ai giudici amministrativi e in sede civile – ha raccontato Martino – C’è chi si è ribellato. Io ho lavorato al piano regolatore, quando mi sono dimesso e si aprirono alcune indagini abbastanza importante e le notizie arrivarono fino a Barcellone: Bohigas mi chiese di incontrarci, aveva paura di venire a Salerno perché temeva l’arresto. Ci incontrammo in un territorio neutro, nell’agro nocerino sarnese e io rassicurai Oriol”. Bohigas era particolarmente preoccupato tanto da non voler venire più a Salerno ma Martino nel frattempo si era dimesso da assessore. “Venne una sola volta, dopo quella vicenda per fare una cosa che io rimprovero: firmare il piano urbanistico comunale. Nel 2003, Bohigas aveva presentato il piano regolatore; dal 2003 al 2005 diventò Puc e lui firmò”, ha raccontato ancora. Da quel giorno il noto architetto non è più stato a Salerno. Tribuna Politica ieri sera ha ospitato anche Mimmo Florio ed Edy Piro e per loro è stata l’occasione anche per evidenziare i punti principali del loro programma elettorale. Spiagge libere attrezzate, parcheggi gratuiti, manutenzione, ambiente, sanità, sostegno alle società sportive, rete fognaria, trasparenza amministrativa e scuola sono infatti alcuni dei punti programmatici che le Chiancarelle presenteranno alla città con un programma ben dettagliato. “Stiamo lavorando insieme con ottimo risultati. Non sono mai entrato nella logica della candidatura – ha detto ancora Fausto Martino – Candidarsi è stata una decisione di necessità, le vicende salernitane sono talmente gravi sotto il profilo della irreversibilità degli interventi che la candidatura si è resa necessaria, con un consenso unanime: è il momento di presentarsi come soggetti capaci di rappresentare una volontà amministrativa”.

“Quella di Fausto Martino candidatura necessaria”

“E’ stata una piacevole sorpresa vedere che vi state organizzando e bene, con una persona come Fausto Martino”. Lo ha dichiarato Salvatore Gagliano, imprenditore alberghiero di Praiano, ospite – nelle vesti di disturbatore – a Tribuna Politica. Gagliano, nel suo intervento, ha anche ammesso di aver rifiutato una serie di proposte di candidature, dopo la sua esperienza a Palazzo di Città, dal 2011. Gagliano ha infatti invitato Martino a scendere in campo, nelle vesti di candidato sindaco. “La nostra ambizione è ricomporre una confederazione di quanti si riconoscono in determinati valori”, ha replicato Martino, sottolineando di voler contrapporre al candidato dell’amministrazione uscente una squadra “di persone competenti e giovani”.

“Chi ci garantisce che post elezioni nulla cambi di voi”

“Più manutenzioni meno inaugurazioni”, ha detto nel corso del suo intervento il giornalista e scrittore Gabriele Bojano che punta l’attenzione su una serie di opere inaugurate e mai operative. “Bisogna dare merito a I Figli delle Chiancarelle di aver dato dignità e sistema a tutte le voci contrarie di questa città, hanno dimostrato che il re è nudo e si può ironizzare, anche sul sindaco in carica”. Bojano si dice preoccupato per la candidatura perché, ha spiegato, “di gruppi espressione del malcontento ne abbiamo avuto tutti, come il Movimento 5 Stelle. Mi chiedo: siete tutti d’accordo su questa decisione? Chi ci garantisce che resterete i Figli delle Chiancarelle che abbiamo conosciuto?”. A rassicurare Bojano ci ha pensato Edy Piro: “Noi rimaniamo quelli che andranno a rompere le uova, saremo sempre disturbatori”.

“Conoscere il programma prima di decidere davvero”

Valorizza il lavoro dell’amministrazione comunale, in ambito culturale, e chiede di conoscere il programma elettorale relativo al teatro e alla cultura, Ugo Piastrella, attore, regista e direttore artistico del Teatro Nuovo. In qualità di terzo disturbatore, Piastrella ha chiesto di conoscere l’impegno che le Chiancarelle intendono mettere in campo in vista delle prossime elezioni comunali. “Un premio alla qualità e al lavoro, c’è un po’ di confusione nella parola cultura, spettacolo e bisogna capire che chi fa questo lavoro, ha persone con lui merita più attenzione, soprattutto rispetto a chi fa teatro amatoriale”, ha chiarito il direttore artistico del Teatro Nuovo. A replicare Mimmo Florio, annunciando che a breve sarà presentanto il programma elettorale, con proposte in ogni settore per dare nuova vita alla città capoluogo.

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Esposto contro infermiere. “Dopo 7 ore mi avvertono della morte di mio padre”

di Erika Noschese

Ricoverato ad Avellino per un intervento di pacemaker, dopo le dimissioni viene colto da infarto e ricoverato al Ruggi: le sue condizioni di salute si aggravano, fino alla morte ma alla famiglia viene comunicato del decesso solo sette ore dopo. Ennesima storia di malasanità o forse negligenza da parte degli operatori in servizio, denunciata dalla famiglia Alfinito. L’uomo, di 90 circa, subisce un intervento di pacemaker ad Avellino; ad un giorno dalle dimissioni l’uomo viene colto da infarto. Era il 2 aprile. Immediata la corsa verso l’ospedale Ruggi d’Aragona. A causa delle norme anti covid, la famiglia non ha la possibilità di recarsi in ospedale né di avere contatti diretti con l’uomo. “Una volta al giorno, per due minuti esatti, potevamo parlare con il medico che ci aggiornava sullo stato di salute di mio padre”, ha raccontato la figlia, Monica. Tutto sembrava procedere per il meglio, così pensava la famiglia ma le condizioni dell’uomo si sono aggravate, fino a portarlo alla morte. “Abbiamo dovuto fare i conti con le conseguenze disumane del Covid, anche chi non è positivo non può avere contatti con i familiari e a mio padre è stato impossibile vedere noi, abbiamo avuto la possibilità di ricevere una telefonata durante la quale ci venivano comunicate le sue condizioni di salute – ha aggiunto la figlia – Chiaramente, le sue condizioni di salute sono precipitate all’improvviso, quando la situazione era irreversibile però nessuno ci ha avvertito, non hanno avuto l’umanità di dirci di riportarlo a casa e assisterlo nelle ultime ore della sua vita”. L’uomo è infatti morto alle 4.30 ma la famiglia lo ha saputo solo alle 10.45. Giunta in ospedale, alla famiglia nessun accenno di scuse: dal Ruggi hanno solo detto che avrebbero presentato un esposto contro l’infermiere di turno in quel lasso di tempo. “Nessuno ci ha chiamato, non abbiamo ricevuto neanche le scuse. Vorrei sapere: in quelle sei ore mio padre dove è stato? Noi solo alle 14 ci è stato possibile vegliare nostro padre senza contare che – proprio a causa della pandemia – non è stato possibile assistere mio padre, riceve una sua telefonata o un video, non sappiamo se mio padre si è sentito abbandonato, non sappiamo nulla”. Dal Ruggi hanno comunicato solo che l’uomo, per la maggior parte del tempo, era sotto sedativi perché agitato. “Mio padre non era positivo al covid, non lo siamo noi e abbiamo chiesto di poterlo vedere almeno attraverso un vetro ma non ci è stato concesso, è come se mio padre fosse andato via il due aprile, da quel giorno non lo abbiamo più visto”, ha raccontato ancora Monica. “Racconto questa storia per chi è ancora ricoverato, per le loro famiglie affinché nessuno subisca più questo trattamento, nessuno mi restituirà mio padre e nessuno mi toglierà il dolore ma non si agisce così nei confronti di un essere umano”, ha detto ancora la figlia.

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Ciarambino (M5S): “De Luca vuole scudo penale per chi spenderà i fondi del Recovery found”

“Con una seduta lampo la IV Commissione Trasporti e Lavori Pubblici ha avviato l’esame del disegno di legge, a firma del governatore De Luca, che punta a istituire uno scudo penale per chiunque gestirà i fondi Recovery e Next Generation Eu. Con una proposta di modifica alle Camere della legge nazionale, sbandierata come una misura di semplificazione, il governatore punta a introdurre un regime di impunità per il reato di abuso di ufficio in relazione a tutte le procedure adottate in esecuzione di progetti finanziati con le risorse in arrivo dall’Europa. Piuttosto che preoccuparsi della qualità e dell’efficacia della spesa dei fondi in arrivo, potenziando gli uffici e formando il personale, la prima misura proposta da De Luca è invece uno scudo penale per chi spenderà quei soldi. Se il buongiorno si vede dal mattino…”. Lo denuncia la vicepresidente del Consiglio regionale dalla Campania e capogruppo regionale M5S Valeria Ciarambino, a margine della seduta della IV Commissione a cui ha preso parte il consigliere regionale M55 Vincenzo Ciampi. “Da mesi chiediamo al governatore un impegno a riorganizzare uffici e dipartimenti, acquisendo le competenze che mancano, così da farci trovare pronti quando i fondi arriveranno e spendere ogni singolo euro per cambiare il volto della nostra regione. Ed è inconcepibile che ad oggi in Consiglio regionale non ci sia stato alcun momento di confronto su Recovery Fund, mentre la prima volta che se ne parla è solo per mettere in salvo da indagini chi sarà incaricato di spendere quei soldi. Siamo pronti a discutere su misure di semplificazione, assolutamente necessarie, tese a ridurre i tempi per l’esecuzione delle opere, ma non possiamo accettare che diventino il pretesto per introdurre scudi penali. D’altra parte non possiamo non rilevare la perfetta sintonia e sincronia del governatore con la visione di Salvini, che proprio oggi torna a chiedere la sospensione del Codice degli appalti fino al 2026”.

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L’appello di Valiante: “Vaccinare subito le persone fragili”

Continua la campagna vaccinazione presso l’hub istituita all’interno della palestra dell’I.C. Picentia, a Pontecagnano Faiano. Dopo ben 1.800 inoculazioni effettuate nel corso di due week end consecutivi, il polo ospiterà ulteriori 600 cittadini aventi diritto. Oggi si procederà con i soggetti fragili (in numero di 200), debitamente convocati dall’Asl, nelle ore comprese fra le ore 15:00 e le ore 18:00. Domani e giovedì 22, ugualmente dalle ore 15:00 alle ore 18:00, si procederà ai richiami (per un totale di 400), parimenti solo e soltanto previa chiamata da parte degli organi di competenza. “Un vero orgoglio per la nostra città portare avanti una campagna vaccinale spedita e debitamente organizzata. Il lavoro è duro, richiede competenza ma anche umanità e vicinanza ai cittadini, ma ci porterà nella direzione di garantire il vaccino ad un numero sempre crescente di persone. L’auspicio è di portare a termine nel più breve tempo possibile, e con il consueto senso di responsabilità, questa fase che chiude un cerchio doloroso, ma che abbiamo saputo fronteggiare con coraggio, ciascuno nel rispetto dei propri ruoli”, il vice sindaco, con delega alla Salute, Michele Roberto Di Muro. “Non posso che esprimere piena soddisfazione per un’attività che sta diventando sempre più celere e fattiva. Grazie al contributo delle Asl, del personale medico e paramedico, dei volontari e delle Forze dell’Ordine, nonché degli stessi cittadini, a metà settimana avremo raggiunto la cifra di quasi 2.500 vaccini. Ovviamente questo è solo un punto di partenza: gradualmente conseguiremo numeri più alti, estendendo le inoculazioni ad ulteriori categorie. Rinnovo il mio appello alla collaborazione ed al rispetto delle regole. Uniti, supereremo anche questa prova”, ha concluso il Sindaco Giuseppe Lanzara. A Baronissi, invece, il sindaco Gianfranco Valiante chiede di procedere in tempi rapidi con le vaccinazioni delle persone appartenenti alle fasce deboli. Ieri mattina c’è stato un incontro fra la dirigenza del distretto sanitario 67 dell’Asl e medici di famiglia per organizzare la partenza del servizio di vaccinazione anticovid delle persone fragili. La vaccinazione delle persone affette da gravi patologie, “cosiddette fragili”, ha avuto da tempo inizio ovunque tranne che nei comuni di competenza del distretto sanitario n. 67 di Mercato San Severino. “Nessun vaccino finora per le persone più esposte e più a grave rischio, nonostante le avvenute forniture del siero e nonostante la categoria sia stata inserita dal Governo Italiano nelle priorità assolute – ha dichiarato il sindaco Valiante – E’ purtroppo un triste primato. Speriamo vivamente che oggi si decida finalmente di partire. E gli ospiti della casa di riposo San Francesco di Baronissi sono anch’essi in spasmodica attesa dei vaccini”.

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Metropark, inaugurato il parcheggio

Un nuovo parcheggio per la città di Salerno. Nella giornata di ieri, infatti, il gruppo Ferrovie dello Stato ha inaugurato il Metropark, il parcheggio alla stazione di Salerno Irno. Realizzato da Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FS), si trova in viale Unità d’Italia, in prossimità del lungomare e della Cittadella Giudiziaria, offrendo complessivi 65 posti auto, di cui due dedicati alle persone a ridotta mobilità. Dotato di controllo automatizzato e videosorvegliato degli accessi, assistenza ai clienti in tempo reale e predisposizione per futura ricarica di veicoli elettrici, il parcheggio rappresenta un tassello importante nel progetto di riqualificazione dell’area e di miglioramento dei servizi al cittadino. Aperto tutti i giorni 24 ore su 24 prevede una tariffa oraria di un euro e, per chi sceglierà l’abbonamento, il costo sarà di 50 euro mensili. Con la modalità kiss&ride, con permanenza inferiore a 15 minuti, la sosta è gratuita. Attraverso l’app Metropark, si può verificare in tempo reale la disponibilità del posto auto e presto si potranno prenotare e acquistare biglietti integrati (treno + posto auto) sul portale Trenitalia, mentre con l’app nugo sarà possibile prenotare e pagare la sosta. La realizzazione del nuovo parcheggio si inserisce fra gli obiettivi del Gruppo Fs Italiane che, attraverso infrastrutture e servizi per il potenziamento dello scambio modale, mira al miglioramento della mobilità sostenibile con il trasferimento di quote di traffico dall’auto privata al trasporto collettivo e allo sviluppo di nuove forme di spostamento, tra cui quella condivisa ed elettrica.

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Tifosi granata contro Galliani: siamo indignati

di Francesco La Monica

Che alla fine sarebbe prevalsa la linea Galliani c’era da aspettarselo. La decisione di sospendere immediatamente il campionato di Serie B, proprio sotto la spinta dell’attuale AD del Monza, è arrivata nel momento “giusto”, attendendo l’episodio “giusto”. L’esplosione di contagi da COVID-19 avvenuta in casa Pescara, non ha fatto altro che dare modo al celebre “Condor” brianzolo di fiondarsi sulla preda e “spolparla” fino alla fine. Un’occasione irripetibile per chi, in sede di mercato, ha speso fior di milioni per poi ritrovarsi, a quattro giornate dal termine, a distanza quasi siderale dalle prime due posizioni in classifica che significherebbero promozione diretta. Fa nulla se per chiudere in tempo la stagione ed evitare disguidi con le varie Federazioni, per ciò che concerne le convocazioni in Nazionale, occorrerà giocare quattro volte in dieci giorni e l’intero post season in meno di quindici. Fa nulla se, in caso di ennesimo “cluster” stagionale, la fine del torneo potrebbe slittare alle calende greche o giù di lì. L’importante è, sempre a detta dei promotori di tale decisione, preservare la regolarità del campionato. Non importa, dunque, che per la fase cruciale della stagione si avrà un nuovo calendario con possibili beneficiari e probabili danneggiati come, ad esempio, Salernitana e Lecce. Due, tra l’altro, delle quattro società su 20 che hanno scelto di astenersi dalla decisione assunta e poi ufficializzata dal Consiglio Federale. La squadra granata, dal canto suo, sarà probabilmente quella più penalizzata di tutte, considerato l’ottimo momento psicofisico accresciuto dall’eroica vittoria in rimonta contro il Venezia. Quest’oggi all’Arechi i granata avrebbero dovuto affrontare proprio il Monza che, al contrario, vive una situazione difficile dal punto di vista tecnico e psicologico. Ma tant’è. Nelle ultime ore, a Salerno, sono tanti i tifosi ad aver espresso indignazione verso tale decisione e, non di meno, nei confronti di Adriano Galliani. Uno di questi è Giuseppe Donnarumma: «Se, eventualmente, questo stop del campionato fosse dovuto alla paura di Galliani di affrontare la “garra charrua” dei granata, vuol dire che il suo progetto di portare in serie A una squadra composta da grandi nomi, o presunti tali, è affondato definitivamente. Evidentemente fare lo spendaccione con i soldi di Berlusconi non ha portato i frutti sperati. A prescindere da tutto, spero vivamente che ad andare in massima serie siano tutte tranne che il Monza, e ciò a dimostrazione che nel calcio, ciò che conta realmente, sono le motivazioni, i sogni e le speranze, e non gli interessi economici. Mi auguro, comunque, che in queste due settimane Castori possa recuperare Aya e Coulibaly, che sono due pedine fondamentali della nostra Salernitana. Con la speranza che, al termine della gara proprio contro il Monza, si possa festeggiare una grande vittoria per continuare a sognare». Sulla stessa lunghezza d’onda anche il pensiero di Daniela Ianniello, che pone l’accento anche sulla questione Asl: «Credo che il blocco del campionato sia figlio dell’episodio “Juventus-Napoli” che, senza dubbio, ha creato il precedente. Ad inizio campionato, le società di A e B hanno firmato ed approvato un protocollo che, a causa della “trovata” dell’ASL, è stato totalmente sconfessato. A questo punto, credo che la decisione più giusta sia quella di cristallizzare la classifica ed annullare la disputa di play-off e play-out. Detto questo, per quanto riguarda i “signori” Galliani e Berlusconi, banalizzare le regole per fini personali è a dir poco vergognoso. La colpa non è di nessuno se il Monza è lontano dalla promozione diretta pur avendo speso fior di quattrini. I regolamenti vanno rispettati sempre e comunque, e non per convenienza. A prescindere, comunque, noi siamo salernitani e, dunque, diversi dagli altri. Godiamoci il momento, sogniamo e sosteniamo la squadra fino alla fine contro tutto e tutti. Fin quando esisterà la Salernitana, non esisteranno raggiri e tornaconti personali di sorta. Il calcio è e resterà sempre della gente. Senza tifosi, il calcio non può continuare». Nel contempo, però, c’è anche chi nello stop vede dei vantaggi, come Sergio Liguori: «Vista la condizione psico-fisica delle dirette rivali alla promozione diretta, senz’altro avrei preferito giocare, però bisogna pur dire che in questo modo abbiamo la possibilità di recuperare gli infortunati e alcuni calciatori in ritardo di condizione. In più, i recuperi delle partite non giocate potrebbero “regalarci” un Pordenone già salvo e un Pescara retrocesso che , gioco forza, giocherebbero con meno stimoli. Bisogna anche tener presente che il Pescara è tra le squadre che lottano per non retrocedere, ed ha tutte le ragioni che il campionato si svolga nella regolarità più assoluta». Dello stesso parere anche Jacopo Leone: «Lo stop del campionato, in fin dei conti, è coerente con la contemporaneità voluta ad inizio stagione. Purtroppo stiamo parlando di un qualcosa di non programmabile come il Covid. Volendo fare un discorso prettamente di “campo”, la Salernitana stava attraversando un ottimo momento sia dal punto di vista mentale e sia fisico, però c’è da dire che, con la sosta, possiamo recuperare elementi importanti, su tutti Coulibaly. Gli alibi sono fini a se stessi. Alla fine è il campo quello che conta». C’è anche chi, come Vincenzo D’Andria, non vede l’ora che arrivi il primo maggio: «In meno di 24 ore stiamo notando che il calcio non è più della gente. L’ultima decisione, ovvero quella di bloccare il campionato di B, rasenta il ridicolo. Troppo comodo per Galliani bloccare il campionato in un momento in cui la sua squadra, nonostante sia stata costruita con mattoni d’oro, si sarebbe trovata di fronte ad una delle squadre più in forma del campionato. Da una parte, però, i tifosi possono sorridere, perché ci saranno dei recuperi importanti come quelli di Aya, Coulibaly e Lombardi. Sarà un piacere battere il Monza alla ripresa dopo questa farsa». Dulcis in fundo, il commento di Antonio Di Filippo: «Siamo di fronte all’ennesima farsa. L’ennesima occasione mancata per far rispettare le regole, l’ennesimo momento di sprezzo della lealtà, dell’uguaglianza e del sentire sportivo. Mai definizione è stata più ironicamente indicata per il campionato cadetto, autodefinitosi “il campionato degli italiani”. Quegli italiani che si danno delle regole per non rispettarle. Quegli italiani che pongono dei paletti per poi aggirarli. Quegli italiani che, a seconda degli interessi di bottega, riescono a dire sì o no senza una motivazione logica. In tal senso, credo che il problema sia all’origine, ovvero l’aver trattato episodi simili, come il caso Reggiana e il caso Empoli, in modo totalmente differente e, di conseguenza, dando la possibilità di partorire questo ennesimo abominio. Un abominio che ha un unico protagonista, che ha nel Deus ex machina il prode Adriano Galliani. Un personaggio che a Salerno già conosciamo per le trame indegne ed infami di 22 anni or sono. Ora è difficile dire se la Salernitana sarà danneggiata o beneficerà di questo stop, anche se Castori pare avere le idee chiare in tal senso. Forse anche sbagliando ad ammetterlo candidamente offrendo, inconsapevolmente, un alibi alla squadra. Ma non voglio né pensarlo e né crederlo fino in fondo. In conclusione, questa è la dimostrazione che ti tira i fili, ovvero Adriano Galliani, ha ottenuto ciò che voleva. Con una semplice telefonata ha convinto 16 presidenti su 20 ad annullare partite e a rivedere programmi. Il vero dramma è proprio questo. Ma, comunque, la Salernitana ci sarà… nonostante tutto e tutti».

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Antonio Ilardi: ““Vogliamo scegliere tra presenza e Dad”

di Monica De Santis

Si sono riaperte le scuole in Campania. Da ieri gli alunni delle seconde e terze medie e quelli delle superiori (solo al 50%) sono ritornati in presenza. E in contemporanea gli Amministratori del Gruppo “Genitori Salerno Sì DAD” Antonio Ilardi e Mary Buono hanno inoltrato al Presidente De Luca e all’Assessore Fortini una istanza urgente, richiedendo che la Regione Campania, in occasione della imminente seduta della Conferenza Unificata, si faccia promotrice di una proposta formale affinché il prossimo Decreto Legge affidi alle famiglie, fino al termine dello stato di emergenza sanitaria, la scelta tra didattica a distanza e in presenza, disponendo l’obbligo di garantire la didattica a distanza in modalità sincrona, per tutti coloro i quali ne facciano richiesta e senza condizioni di sorta, nelle classi di ogni ordine e grado. Nella nota inviata al governatore e all’assessore, Ilardi e la Buono hanno riferimento alle note precedenti nelle quali hanno espresso vivo allarme per i rischi derivanti dalle attività scolastiche in presenza. Il gruppo ha trasmesso innumerevoli proposte operative per la gestione didattica dell’attuale fase emergenziale, e ieri ha rappresentato nuovamente l’enorme preoccupazione di migliaia famiglie campane per le decine di casi di contagio da Covid-19 e le conseguenti quarantene registratesi nell’intera Regione Campania, dopo meno di 10 giorni dalla cessazione della didattica a distanza, tra allievi o docenti delle scuole dell’infanzia, della scuola primaria e del primo anno della secondaria inferiore. “Riteniamo – scrivono Ilardi e la Buono – che vi sia ben noto che tali gravi fenomeni siano diretta conseguenza della prevalenza delle varianti virali, ed in particolare di quella inglese, attestata dall’Indagine rapida condotta dall’Istituto Superiore di Sanità e dal Ministero della Salute insieme ai laboratori regionali e alla Fondazione Bruno Kessler, pubblicata in data 30 Marzo 2021, nonché della inadeguatezza di tutti i Protocolli di Sicurezza delle Scuole che non hanno accolto la raccomandazione, espressa nel Rapporto dell’Istituto Superiore di Sanità n. 4/2021 del 13 Marzo 2021, sulla base della quale sarebbe opportuno aumentare il distanziamento fisico fino a due metri, laddove possibile e specialmente in tutte le situazioni nelle quali venga rimossa la protezione respiratoria”. Il gruppo dei genitori Si Dad nato sulle pagine Faceboook, esprime pertanto, “profondo sconcerto per l’adozione di disposizioni normative contrastanti con le valutazioni scientifiche espresse dai competenti Istituti Sanitari nazionali e per l’assunzione di decisioni che obbligano studenti e loro familiari ad esporsi al rischio di contagio, provocando, tra l’altro, il collasso delle strutture sanitarie. Alla luce di tali oggettive valutazioni e del grave pericolo indotto dalla ulteriore ripresa delle attività scolastiche in presenza degli studenti del secondo e terzo anno delle scuole secondarie inferiori nonché degli studenti delle scuole secondarie superiori, ecco perchè richiediamo accoratamente che la Regione Campania, in occasione della imminente seduta della Conferenza Unificata, si faccia promotrice di una proposta formale affinché il prossimo Decreto Legge affidi alle famiglie, fino al termine dello stato di emergenza sanitaria, la scelta tra didattica a distanza e in presenza, disponendo l’obbligo di garantire la didattica a distanza in modalità sincrona, per tutti coloro i quali ne facciano richiesta e senza condizioni di sorta, nelle classi di ogni ordine e grado”.

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Nasce l’associazione dedicata alla pesca nel cuore delle marinerie

di Monica De Santis

In costiera amalfitana, soprattutto tra Cetara e Salerno, staziona la flotta tonniera più grande dell’intero territorio nazionale. Un vanto per la nostra provincia. Un vanto di cui in pochi ne sono a conoscenza. Così come sono in pochi coloro che sanno che il segmento tonniero campano riveste una posizione di assoluto rilievo nel panorama della pesca nazionale, dal momento che rappresenta uno dei pochi nuclei di pesca industriale rinvenibili in Italia. La pesca in Campania, dunque, ha una connotazione tipicamente artigianale con l’85% delle imbarcazioni che operano abitualmente nell’immediato sotto costa, e solo in rari casi al di fuori delle 6 miglia di distanza. La gran parte utilizza reti da posta fisse (tramaglio ed imbrocco) come attrezzo principale ed il palangaro di fondo come attrezzo secondario. I battelli armati a strascico risultano l’11% del totale nazionale e operano generalmente entro i confini regionali, a distanze da costa inferiori a 12 miglia. Il segmento della circuizione conta 31 imbarcazioni, quasi sempre impegnate nella cattura dei piccoli pelagici, soprattutto acciughe, entro le 6 miglia da costa. Le draghe idrauliche contano 14 imbarcazioni concentrate nella parte settentrionale della regione (Fonte: Mipaaf – Programma Nazionale raccolta dati alieutici). Con più di 150 specie commerciali ed una moltitudine di attrezzi e di tipologie di pesca, l’attività praticata dal settore peschereccio in Campania si caratterizza prevalentemente come una pesca multi-specie e multi-attrezzo tale che uno stesso battello può effettuare più operazioni di pesca estremamente diversificate durante l’anno. E per tutti questi motivi che nasce ad Ischia nel cuore delle marinerie campane la prima associazione di PescAgri Cia dedita alla tutela del settore ittico e dell’acquacoltura. In collaborazione con Cia Campania l’associazione nazionale di Cia-Agricoltori Italiani dedita al settore ittico inaugura la prima associazione regionale in Italia, che conta tra i suoi iscritti pescatori provenienti soprattutto della costiera salernitana. I vertici nazionali e regionali illustreranno i dettagli dell’ambizioso progetto in occasione della conferenza stampa di venerdì 23 aprile ore 11.00 presso l’agriturismo “Il giardino del nonno” a Sant’ Angelo d’Ischia. Il comparto della mitilicoltura, nato negli anni venti nell’area flegrea, rappresenta un settore produttivo fondamentale se si pensa che la quasi totalità della produzione deriva da impianti ubicati nell’area flegrea, in quella torrese-stabiese e, di recente, da impianti creati nel Golfo di Salerno. Il comparto dell’acquacoltura, caratterizzata prevalentemente da realtà di modeste dimensioni alle quali solo di recente si sono affiancate unità produttive di maggiore respiro, rappresenta un’importante opportunità di crescita per la pesca campana. Le imprese di allevamento presenti sul territorio regionale sono rappresentate sia da impianti di acquacoltura a terra che da impianti di maricoltura off-shore. La zona flegrea e quella del litorale torrese stabiese restano quelle più produttive della Campania per quanto riguarda la mitilicoltura. La piccola pesca costiera, praticata con imbarcazioni di dimensioni ridotte, è il comparto più significativo sia per numero di addetti, che di battelli (circa il 60% del totale delle imbarcazioni italiane). La flotta è distribuita su tutto il territorio campano e si dedica prevalentemente alla pesca di pesce pregiato, nell’ambito della quale sono custodite le più antiche tradizioni pescherecce locali. L’acquacoltura in Campania L’acquacoltura è la produzione di organismi acquatici in impianti controllati per habitat, riproduzione ed alimentazione. Rappresenta, oggi, un settore economico molto importante della produzione alimentare e contempla aspetti fondamentali quali la rintracciabilità e la sicurezza dei prodotti. L’allevamento viene praticato sia in impianti a terra di acqua dolce o salmastra, sia in impianti a mare. Le principali tipologie di acquacoltura sono le seguenti: itticoltura o piscicoltura; crostaceicoltura; molluschicoltura, a sua volta divisa in venericoltura (vongole) e mitilicoltura (cozze e ostriche). In Campania, l’attività di acquacoltura costituisce una rilevante realtà produttiva, soprattutto per quanto riguarda l’allevamento dei mitili in mare aperto. Per quanto riguarda gli impianti in acque marine e in acque interne i Comuni competenti gestiscono direttamente il rilascio di concessioni demaniali marittime. L’attività è comunque soggetta all’iscrizione all’Anagrafe nazionale delle aziende di acquacoltura gestito dal Ministero della Salute. Il settore è regolato da differenti strumenti normativi, tra cui la Legge regionale 23 dicembre 2014, n. 22 “Disciplina della pesca marittima e dell’acquicoltura” ed il Programma Operativo FEAMP 2014-2020, che con la Priorità 2 punta a favorire un’acquacoltura sostenibile, efficiente, innovativa competitiva e basata sulle conoscenze.

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Catello Maresca ospite degli studenti del Cacciopoli di Scafati

di Patrizia Polverino

“Pandemia & virus sociale” questo il tema dell’incontro in videoconferenza che si terrà nel pomeriggio di oggi alle ore 15.30 e che vedrà gli alunni del Liceo R. Caccioppoli di Scafati dialogare con il dottor Catello Maresca, sostituto procuratore generale di Napoli e la dottoressa Luisa D’Aniello, psicologa ed esperta in criminologa. Moderatrice dell’incontro sarà la dottoressa Federica Auricchio, referente territoriale dell’associazione Animus, che da qualche tempo si occupa di organizzare queste interessanti video conferenze, con gli studenti del liceo di Scafati. La scuola è istituzione e insieme comunità sociale di crescita umana e civile e, in quest’ottica, il Liceo R. Caccioppoli e l’associazione Animus di Scafati hanno ideato questo nuovo incontro-dibattito nell’ambito delle attività di arricchimento del curricolo di Educazione civica, curato dalle referenti professoresse Elena Battigaglia ed Emilia Vitale, per la costruzione armonica di cittadinanza attiva dei giovani cittadini affinché il contributo concreto di ciascuno possa diventare apporto integrante della crescita del territorio. Tanto si è detto della pandemia che da circa due anni dilaga in tutto il mondo e che ha messo in crisi la normalità di ogni sistema sociale ed economico, facendone emergere le fragilità e le incongruenze. Indagini e analisi previsionali condotte sui primi effetti della pandemia nei diversi paesi europei mostrano scenari allarmanti sull’ampliamento della povertà e l’esclusione sociale, terreno fertile per la criminalità organizzata. L’associazione Libera e Lavialibera nel rapporto “La tempesta perfetta. Le mani della criminalità organizzata sulla pandemia” hanno prospettato la crescita esponenziale dei profitti della criminalità e l’ultima Relazione semestrale della Direzione investigativa antimafia (Dia) parla di seri rischi di infiltrazione e della crescita di riciclaggio e corruzione in vari settori dell’economia legale, soprattutto in aree territoriali già svantaggiate. Si percepisce, un po’ ovunque, il rischio concreto che la criminalità organizzata sfrutti l’aumento della povertà per insinuarsi nelle nostre piccole e grandi comunità locali. Il nesso causale tra povertà e illegalità è complesso, ma non sconosciuto o nuovo. Il filosofo settecentesco Antonio Genovesi In una delle sue Lettere accademiche, “È la povertà che crea i criminali” spiega come a criminalità non agisca sulla coscienza delle persone ma sul loro stomaco: chi non ha da mangiare o da coprirsi sarà sempre spinto dalla necessità a procurarsi il cibo e i vestiti anche attraverso il crimine. Di qui allora la necessità di istituzioni e comunità di intervenire all’unisono per impedire che le difficoltà economiche di famiglie e cittadini possano far gola al malaffare. La lotta alla legalità parte dal nostro piccolo: è una questione di cultura mentale. La scuola lo sa e non arretra nel suo impegno di formazione dei giovani cittadini di domani.

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Il mondo socialista piange la scomparsa di Luigi Covatta

di Erika Noschese

“Luigi, l’amore della mia vita, ha spento l’ultima sigaretta”. Con queste parole, cariche d’amore e di dolore, ieri mattina Nicla ha annunciato la morte di Luigi Covatta, 78 anni, intellettuale socialista e riformista. Si è spento nella sua casa di roma. Fautore dell’apertura a sinistra del Psi, fu protagonista negli anni ‘80 del progetto per creare l’”alleanza tra meriti e bisogni”. Grazie alla Fondazione Socialismo aveva ripreso, da direttore le pubblicazioni di Mondoperaio, lo storico mensile socialista fondato negli anni del frontismo, da Pietro Nenni. Dopo la fine del Psi, Covatta ha svolto un’intensa attività da pubblicista e con l’editore Marsilio ha pubblicato i libri “Menscevichi. I riformisti nella storia dell’Italia repubblicana” (2005) e ha curato, insieme a Gennaro Acquaviva, “Moro. Fermezza e trattativa trent’anni dopo” (2008) e “La ‘grande riforma’ di Craxi” (2010). Nel 2018 Covatta era stato tra i primi soci fondatori della Fondazione Socialismo con Gennaro Acquaviva, Giuliano Amato e Riccardo Nencini. Dal 2019 la Fondazione aveva acquisito la proprietà della rivista mensile “Mondoperaio”. Nato a Forio d’Ischia il 15 maggio 1943, l’attività politica di Covatta inizia da giovanissimo: da studente è stato segretario nazionale dell’Intesa Universitaria, l’organizzazione di ispirazione cattolica. Da cattolico di sinistra si candidò nel 1972 alle elezioni politiche nelle liste del Movimento Politico dei Lavoratori di Livio Labor, l’ex presidente delle Acli che aveva fatto la scelta per il socialismo. La lista non ottenne seggi e, con la maggior parte del partito, anche Covatta aderì al Psi. Come intellettuale arrivò alla direzione del Centro Studi del Psi, che contribuì all’elaborazione ideale e programmatica del nuovo corso socialista impresso dal segretario Bettino Craxi nella seconda metà degli anni ’70. Il ricordo dei socialisti “Con Luigi Covatta se ne va un pezzo della nostra storia, un protagonista indiscusso del nostro Psi”, ha dichiarato il segretario nazionale del Psi, Enzo Maraio. “Durante la sua lunga attività politica e istituzionale, da parlamentare, sottosegretario e Direttore di Mondoperaio, ha condotto campagne e battaglie per il lavoro, l’istruzione pubblica, l’equità sociale. Chiunque abbia avuto il privilegio di conoscere Gigi, sa che aveva un carattere difficile che celava un animo buono e sentimenti puri. Ciò che invece è chiaro a tutti è che Gigi sia stato un uomo di una rara intelligenza politica, capace di leggere il momento storico e proporre soluzioni mai banali. Il ‘suo’ Mondoperaio è stato un laboratorio di idee che hanno un valore straordinario – ha aggiunto Maraio – Gigi è riuscito ad animare la rivista di nomi e collaboratori di grande prestigio, protagonisti del nostro passato e della contemporaneità, che hanno formulato per anni idee oggi impresse in quelle pagine che rimarranno la sua eredità politica. Probabilmente Gigi avrebbe voluto questo”. “Carattere burbero, rari sorrisi, ma c’era. Sempre. Non passava settimana che non ci vedessimo o, negli ultimi tempi, telefonassimo. Poche parole, molte idee. Con mezzi scarsi ha diretto Mondoperaio per una decina d’anni, mi ha accompagnato nella segreteria, ha sfornato convegni e proposte, una sigaretta via l’altra. Lui e Gennaro. Un metodo vecchio, il suo, di fare politica. Approfondire, leggere, studiare. Dicono che sia superato e invece è di una modernità assoluta se vuoi capire come gira il mondo”, ha invece detto Riccardo Nencini. Bobo Craxi, ricordando Luigi Covatta, ha scritto: “Con dolore ho appreso della scomparsa di Gigi Covatta.É stato un uomo politico ed un intellettuale di valore. Protagonista del rinnovamento socialista degli anni 70/80 a fianco di Bettino Craxi e fu membro del primo Governo a guida Socialista Perdiamo un amico, una voce ed una mente preziosa”. “Luigi Covatta lascia un vuoto importante in tutti noi, socialisti e cattolici, che hanno combattuto tutta la vita per rendere l’Italia un grande paese e gli italiani un popolo più giusto ed evoluto, ed anche saggio”, ricorda il presidente della Fondazione Socialismo Gennaro Acquaviva, di cui Covatta era stato primo tra i soci fondatori. “Negli ultimi quindici anni è stato l’autore, pressoché esclusivo, della rinnovata affermazione di Mondoperaio, la maggiore rivista di cultura politica di cui possa godere l’Italia. Andremo avanti con il suo esempio”, ha aggiunto. Tanti i ricordi sulla pagina facebook del direttore, conosciuto e apprezzato da tutto il mondo socialista che oggi perde non solo un punto di riferimento ma anche un illustre. La visita a Salerno L’ultima volta a Salerno è stato nel 2016, in occasione del congresso nazionale del Psi. Eletto in parlamento con il Psi Dal 1979 al 1994 è stato parlamentare per il Partito socialista italiano. Nel 1992 è stato vicepresidente della Commissione parlamentare per le riforme istituzionali. Dal 1986 al 1989 è stato sottosegretario alla Pubblica istruzione, nei governi Craxi, Goria e De Mita. Dal 1989 al 1992 è stato sottosegretario ai beni culturali in due governi Andreotti. L’ultimo saluto I funerali si terranno questo pomeriggio, alle ore 15:30 presso la parrocchia di Santa Maria alle Fornaci, a Roma. I funerali saranno in diretta sulla pagina facebook di Mondoperaio.

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