A Ugo Picarelli il Premio Internazionale Archeoclub d’Italia

Un pioniere del turismo archeologico e un manager capace di intessere una rete di collaborazione tra enti e associazioni che si occupano della valorizzazione del patrimonio storico, artistico e paesaggistico italiano. Ugo Picarelli, Fondatore e Direttore della Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico, riceve il Premio Internazionale Archeoclub d’Italia “Sabatino Moscati”. Il riconoscimento è stato attribuito questa mattina, nel corso del Congresso “Cinquant’anni di Archeoclub d’Italia. Forti del passato, consapevoli del presente, impegnati per il futuro”, che si è svolto nell’Odeion del Museo dell’Arte Classica – Polo Museale “Sapienza” a Roma. Picarelli ha ricevuto il Premio, consegnato dal Generale Roberto Riccardi Comandante della Tutela del Patrimonio Culturale dei Carabinieri, con la seguente motivazione: “Per essere stato il primo ad aver ideato iniziative uniche al mondo rivolte allo sviluppo del Turismo archeologico e del patrimonio culturale dimostrando al contempo notevoli capacità manageriali nel coordinamento di Istituzioni pubbliche e private, Enti di ricerca e della rete dell’Associazionismo coinvolti nella difesa, promozione e valorizzazione delle risorse storico-artistiche ed ambientali del nostro Paese”. Il Premio Internazionale Archeoclub d’Italia “Sabatino Moscati” è alla sua prima edizione ed è stato ideato quale riconoscimento da attribuire a personalità di rilievo nazionale e internazionale, rappresentative per le loro specificità professionali espresse nel campo degli studi e della ricerca scientifica riguardanti la Storia, l’Archeologia, l’Arte, l’Architettura, l’Ambiente e per il complesso e vasto tema della tutela, valorizzazione, promozione, formazione, comunicazione e divulgazione dei Beni Culturali e Ambientali. Al contempo, con questo Premio, Archeoclub d’Italia intende sottolineare l’importanza della collaborazione e del coinvolgimento responsabile delle Associazioni e dell’intera Società Civile nell’opera di conoscenza e di difesa del Patrimonio Culturale e Ambientale italiano. Ugo Picarelli è Fondatore e Direttore della Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico, giunta quest’anno alla XXIII edizione, che avrà luogo a Paestum dal 25 al 28 novembre 2021, per la prima volta nella location definitiva del Tabacchificio Cafasso.

Consiglia

Incursioni contemporanee a San Pietro a Corte

Incursioni contemporanee è una iniziativa della Soprintendenza ABAP di Salerno e Avellino diretta da Francesca Casule che mette in relazione passato e presente, memoria e narrazione, testimonianze lontane e future, attraverso lo sconfinamento, in uno spazio antico, quello del Complesso Monumentale di San Pietro a Corte di Salerno. L’ idea è quella di mettere in scena possibili relazioni tra l’antico e l’attuale, ragionando sulle confluenze e le relazioni tra la storia di ieri e quella di domani. Il progetto, a cura di Alessandro Demma, si propone come un transito critico tra gli emblemi della cultura passata, la stratificazione del luogo e le avventure dell’arte di Marisa Albanese, Lello Lopez, Paolo Grassino. Le opere si presentano, così, come un intervento di rottura, di trasformazione, un’archeologia del sapere che, come ci ha insegnato Michel Foucault, diventa strumento di analisi dei concetti di frattura e di limite che valgono come fondazione e rinnovamento delle fondazioni. Tre mostre personali, della durata di 20 giorni l’una, si alternano come un “teatro delle arti” per dialogare con la memoria dello spazio ipogeo di San Pietro a Corte. L’inaugurazione domenica 24 ottobre alle 12 con Marisa Albanese con visite fino all’11 novembre, si proseguirà con Lello Lopez, inaugurazione sabato 13 novembre alle ore 12 esposizione fino al 2 dicembre, ed infine con Paolo Grassino, inaugurazione sabato 4 dicembre ore 12 con apertura fino al 26 dicembre 2021. Il Complesso Monumentale di San Pietro a Corte si trova nel centro storico di Salerno, larghetto San Pietro a Corte. Aperto dal martedi alla domenica ore 10,00 alle 18,30. Ingresso gratuito Lo spazio ipogeo di San Pietro a Corte, carico di memoria, di storia, di esistenza, si confronta con i rituali e i linguaggi dei tre artisti, che affrontano alcuni dei temi più significativi che accompagnano la nostra epoca, diventando un luogo di incontro, di scambio di riflessione e di critica. La mostra si muove in un complesso labirinto fatto di corpi, immagini, segni e simboli, per aprire un dibattito, una riflessione sul sé e l’altro da sé. L’arte, infatti, è una pratica di linguaggi che per non imprigionarsi nel proprio microcosmo si apre all’altro da sé, come ha sostenuto Filiberto Menna alludendo alla tensione dell’arte verso la scoperta di percorsi inediti del reale. L’opera d’arte, sostiene ancora Menna, “è soprattutto fondazione di un nuovo universo del significato, non un’analisi del già noto: per cui essa si colloca all’incrocio tra un momento semiotico, che dà il quadro esatto della situazione del codice nell’atto in cui viene realizzata, ed un momento ermeneutico di scoperta di nuovi ambiti di realtà”. L’arte diventa, così, il simile e il dissimile, il guardare l’altro da sé per riconoscere e conoscere se stesso. Tre esperienze differenti vivono in uno spazio in cui convivono il reale, l’immaginario e il simbolico, una complessa struttura che, parafrasando il pensiero strutturalista di Gilles Deleuze parte da un punto originale in cui il linguaggio si fa (l’immagine ideata dall’artista), l’opera si elabora (la visione realizzata dall’artista), le idee, il pensiero e le azioni si annodano (la proiezione simbolica dello sguardo esterno dello spettatore). La mostra gioca, così, sui possibili incroci di chi, attraverso differenti visioni, tecniche e linguaggi, scongela il tempo per farlo scorrere in modo fluido nell’opera. È proprio il concetto di temporalità che governa le opere presenti in mostra, una temporalità che tesse una trama sulla “memoria” intesa come riflessione e analisi verso gli eventi e le esperienze del passato, l’evoluzione e il vissuto del tempo presente, la ricerca e la costruzione di una possibile memoria futura. Tre appuntamenti espositivi scandiscono, dal 24 ottobre al 26 dicembre 2021, un “teatro dell’arte” che si presenta come laboratorio culturale ricco di interferenze, di corto circuiti tra passato, presente e futuro. Il progetto Incursioni Contemporanee diventa il viatico attorno al quale costruire un ponte, una relazione spazio-temporale, tra la memoria e la storia di un luogo e e la “materia e memoria” (Bergson) del tempo presente, con un importante possibilità di attività educative che possano stimolare le relazioni tra il territorio e la visione eterotopica dell’arte contemporanea. Marisa Albanese Il viaggio, lo spostamento, l’alterazione delle latitudini e longitudini fisiche e mentali, la percezione di uno spaesamento che definisce nuove storie, nuove narrazioni, sono questi i cardini su cui Marisa Albanese, ripercorrendo le vite degli altri, s’interroga sulla dimensione umana del nostro tempo, sulla condizione antropologica e sociologica dell’esistenza, sulla misura del tempo e dello spazio in cui si muovono, per usare un termine caro a Georg Simmel, le “oscure esistenze” e al contempo figure “eroiche” pronte a combattere. Quello costruito dall’artista napoletana è un “dedalo” visivo ed esperienziale che definisce una “svolta iconica” intesa come riconoscimento della valenza antropologica e sociologica dell’immagine, come un corpus narrativo del tempo e dell’esistenza attuale che, utilizzando una molteplicità di linguaggi – installazioni, video, sculture, libri d’artista – indaga con lucidità, fermezza estetica e grande valore intellettuale le condizioni metatemporali dell’essere umano. L’artista intraprende, infatti, un viaggio tra corpi d’esistenza evocato da un abile utilizzo delle forme e della materia, i cui temi ricorrenti sono la letteratura, la storia, l’attualità, la condizione umana, sempre indagati con lucidità e attenzione, con grande senso etico ed estetico e forte impatto emotivo per lo spettatore. L’opera, così, prende forma e sostanza, stabilisce le regole di una posizione politico-culturale decisa e critica, si fa corpo, un “guscio d’esistenza” che enfatizza l’essenza del pensiero di Marisa Albanese, quello di un’instancabile Combattente dell’arte. Lello Lopez Un infinito universo di immagini e oggetti, di figure e materiali, che si alternano, si intrecciano, che dialogano nello spazio dell’opera di Lello Lopez. Le riflessioni attuate dall’artista viaggiano su frequenze intermittenti, mettendo in scena un cortocircuito visivo e di senso che disorienta, spiazza lo spettatore e lo conduce sui sentieri della memoria, del tempo e dello spazio. È proprio sul rapporto con lo spettatore e la sua visione che si gioca il finale di partita fondamentale di Lello Lopez; il confronto tra uno spazio e una situazione reale con l’impercettibile smarrimento che una realtà altra, o una circostanza banale mette in discussione, in crisi. Quello di Lopez sembra essere un viaggio fra labirinti d’immagini, di segni e simboli che animano l’universo della vita, un mondo in cui, passo dopo passo, in un esercizio sempre in bilico fra realtà e finzione, viene rappresentata, usando un’espressione cara a Jean Baudrillard, la “verità alterata”. L’universo realizzato da Lello Lopez è un luogo mai concluso di un “processo” alle immagini e agli oggetti, uno spazio teorico e fisico, in cui le immagini, oggetti, simboli, possono assumere un nuovo significato, nuova voce e nuova attualità; un universo che è giocato sul concetto di simulazione e che mette in causa la differenza tra il “vero” e il “falso” tra il “reale” e l’”immaginario”, sviluppando situazioni che creano “effetti di visione” che affascinano, seducono, inquietano, attraggono gli occhi dello spettatore e li incatenano all’opera. Paolo Grassino Dramma, sconcerto, irrealtà, disorientamento, violenza, suggestione, crudeltà, solitudine, e ancora inquietudine, turbamento, stupore, sono i “temi perenni” che avvolgono e attraversano le opere di Paolo Grassino, le strutture di un’architettura umana e oggettuale che l’artista costruisce con sapienza e coscienza sul suo tormentato palcoscenico dell’arte. Nelle opere dell’artista torinese, la materia, il linguaggio e il pensiero affondano le radici nel vivo dell’intimo e della profondità della vita. Una costante ricerca sul significato dell’esistenza in cui Grassino ha sapientemente distillato la natura e l’artificio, la cultura letteraria e quella metropolitana, mettendo in scena una pièce che recita il dramma degli opposti: reale/immaginario, conscio/inconscio, luce/buio, rumore/silenzio, divenire/degenerazione, organico/inorganico. Il “corpo dell’arte” di Paolo Grassino è, per dirla con Nancy, “kaosmos: la nascita continua, l’agitazione, l’inquietudine, la pena e la gioia, l’incoscienza viscerale, il desiderio, il tocco dell’aperto, il godimento che è al cuore della dialettica di una diastole senza sistole, di un’apertura senza chiusura”. E qui si situa il vero senso ontologico dell’estetica dell’artisti, in questo corpo a corpo con la conoscenza, con la ricerca, con l’analisi, con la dischiusura del finito nell’infinito, con la volontà di indagare lo spazio della materia per costruire strutture di senso e di apparenza, superfici a volte reali a volte immaginifiche di una narrazione sempre attenta alle forme del tempo.

Consiglia

Consegnati i riconoscimenti del Ravello Lab

di Giuseppe Ianni

Ravello Lab riparte con una XVI edizione ricca di personalità della cultura che per tre giorni si sono confrontate su tematiche che concorrono all’ampio dibattito che si sta improntando intorno ai Beni Culturali. I colloqui internazionali si sono svolti a Ravello, con inizio giovedì 14 ottobre e si sono protratti per tre giorni fino a sabato 16. Ad organizzare questa XVI edizione, come nella tradizione, il Centro Europeo per i Beni Culturali di Ravello, unitamente a Federcultura e da quest’anno anche il Formez. Nella prima giornata di apertura nell’Auditorium Oscar Niemejer, saluti istituzionali con il sindaco di Ravello, Domenico Falconio presidente della Fondazione Ravello; Alfonso Andria, presidente del Centro Universitario Europeo per i Beni Culturali; Andrea Cancellato, presidente di Federculture ed Alberto Bonisoli, presidente della Formez. A seguire, tavola rotonda sul tema ”Le città e i territori protagonisti della cultura” con gli interventi di: Stefano Baia Curioni, presidente giuria Capitali della cultura; Maria Limardo, sindaco di Vibo Valentia capitale del libro; Giovanni Macrì, sindaco di Tropea Borgo dei Borghi; Agostino Riitano, candidatura di Procida capitale della cultura e a concludere Giampaolo D’Andrea, consigliere del Ministero della Cultura. In chiusura Premio Nazionale “Patrimoni Viventi” i cui riconoscimenti sono stati assegnati a: Corrado Bonfanti, sindaco di Noto; Laura Caravaglia, Casa della Poesia di Como; Pino Veneruso, navigatore solitario ed Antonio D’Acunto, ceramista vietrese. La seconda giornata di lavori ha visto sviluppare due tematiche che viaggiano in parallelo; nell’Auditorium Niemejer si è tenuta la prima sessione di lavori, ossia il primo Panel, “Paesaggio Culturale ed Aree interne-Pianificazione strategica e progettazione integrata nel tempo della ripartenza”, coordinata al tavolo dei lavori da Fabio Pollice, magnifico rettore dell’Università di Salerno. In contemporanea nell’auditorium di Villa Rufolo, la sessione parallela dei lavori diretta da Pierpaolo Forte, rettore dell’Università del Sannio, sulla tematica “L’impresa Socio-Culturale”. Interessanti tutte le argomentazioni dei relatori che hanno apportato un vasto contributo di testimonianze e di idee provenienti dai rispettivi settori culturali. In questo settore ci si è avvalso delle relazioni dei tanti funzionari di enti pubblici che hanno illustrato un’ampia panoramica delle strutture attuali con le loro divergenze ma anche la volontà, sempre più accentuata, di diffondere l’impresa culturale con nuovi organigrammi, fra discipline del patrimonio culturale e del paesaggio che facciano partenariato d’insieme con progetti che tengano conto delle reali comunità territoriali. Tematica questa diversamente svolta nel primo Panel di lavori, dove si è discusso di come fare del paesaggio culturale un motore di sviluppo nelle aree interne con una progettazione integrata, che metta la cultura al centro, con un progetto di sviluppo in cui il protagonista reale deve essere la comunità territoriale che si trasforma in comunità patrimoniale in ossequio a quanto previsto dalla Convenzione di Faro. Come sostiene Fabio Pollice – L’aspetto più importante è che si tenga conto in questi progetti territoriali futuri che queste comunità delle aree interne si debbano riappropriare della propria cultura e la pongano al centro del loro progetto di sviluppo. A conclusione delle tre giornate di studio si è relazionato attraverso la tavola rotonda finale alla quale hanno preso parte i responsabili dei tavoli di coordinamento che hanno sommato e sintetizzato i risultati; anche in questa edizione questi ultimi sono stati sorprendenti per i tanti suggerimenti ottenuti ed un approccio più responsabile per formulare progetti territoriali più avveduti, nel rispetto delle culture delle aree interne. Anche in questa edizione le linee programmatiche che sono uscite dai lavori verranno presentate a Roma con l’ambizione di contribuire a definire una nuova agenda politica a diversi livelli istituzionali, chiamati a sviluppare innovative politiche centrate sulla cultura. Nei saluti istituzionali a chiusura dei lavori, con soddisfazione, Alfonso Andria, presidente del Centro Europeo di Ravello ricorda ai presenti che anche quest’anno e per il sesto anno consecutivo Ravello Lab è stato insignito con medaglia d’oro dal presidente della Repubblica

Consiglia

Una passeggiata fotografica nella città dei Sarrastri

Una passeggiata fotografica per riscoprire e valorizzare le bellezze del territorio. A programmare l’attività, la ProLoco di Sarno, insieme all’associazione “I colori del Mediterraneo”. L’appuntamento, previsto per le ore 10.30 circa del prossimo sabato 23 ottobre in piazza “V Maggio”, porterà i visitatori nei luoghi più suggestivi della cittadina ai piedi del Monte Saro, e sebbene l’itinerario sia ancora in fase di sviluppo, le associazioni hanno confermato che per questa volta a fare da protagonista sarà il centro storico sarnese. Lo scopo di tale manifestazione è quello di poter ricercare nuove prospettive, nuovi soggetti e nuove foto, da poter presentare al contest “Scatti di partecipazione”, al quale la ProLoco di Sarno ha già preso parte negli anni scorsi. C&S

Consiglia

Una passeggiata fotografica nella città dei Sarrastri

Una passeggiata fotografica per riscoprire e valorizzare le bellezze del territorio. A programmare l’attività, la ProLoco di Sarno, insieme all’associazione “I colori del Mediterraneo”. L’appuntamento, previsto per le ore 10.30 circa del prossimo sabato 23 ottobre in piazza “V Maggio”, porterà i visitatori nei luoghi più suggestivi della cittadina ai piedi del Monte Saro, e sebbene l’itinerario sia ancora in fase di sviluppo, le associazioni hanno confermato che per questa volta a fare da protagonista sarà il centro storico sarnese. Lo scopo di tale manifestazione è quello di poter ricercare nuove prospettive, nuovi soggetti e nuove foto, da poter presentare al contest “Scatti di partecipazione”, al quale la ProLoco di Sarno ha già preso parte negli anni scorsi. C&S

Consiglia

“Le donne nel Novecento salernitano”

In occasione della Domenica di Carta 2021, l’Archivio di Stato di Salerno, in linea con il tema proposto dalla Direzione Generale Archivi: “Le storie delle donne nelle carte d’archivio”, effettuerà due aperture straordinarie, oggi dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 16.30 alle 20.30, nel corso delle quali sarà visitabile la mostra documentaria: “Le donne nel Novecento salernitano”. Il percorso documentario riguarderà il ruolo e la condizione femminile nel territorio provinciale da una presenza esclusivamente familiare e domestica fino ad arrivare all’inserimento nel mondo del lavoro, al diritto di voto e all’impegno delle istituzioni per l’ammissione delle donne all’Istituto Universitario di Magistero. Per la definizione di tali ambiti la documentazione individuata proviene, in via prioritaria, dai fondi archivistici: Prefettura – Gabinetto e Provveditorato agli Studi, nei quali si trovano notevoli informazioni sul lavoro femminile nei primi anni del Novecento.

Consiglia

Alla scoperta di “centinaia di sarcofagi nella necropoli di Saqqara

L’International Archaeological Discovery Award, il Premio intitolato a Khaled al-Asaad, Direttore dell’area archeologica e del Museo di Palmira dal 1963 al 2003, che ha pagato con la vita la difesa del patrimonio culturale, è l’unico riconoscimento a livello mondiale dedicato al mondo dell’archeologia e in particolare ai suoi protagonisti, gli archeologi, che con sacrificio, dedizione, competenza e ricerca scientifica affrontano quotidianamente il loro compito nella doppia veste di studiosi del passato e di professionisti a servizio del territorio. La Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico e Archeo, la prima testata archeologica italiana, hanno inteso dare il giusto tributo alle scoperte attraverso un Premio annuale assegnato in collaborazione con le testate internazionali, tradizionali media partner della Borsa: Antike Welt, Archäologie in Deutschland, Archéologia, as. Archäologie der Schweiz, Current Archaeology, Dossiers d’Archéologie. Nel 2015 il Premio è stato assegnato a Katerina Peristeri, Responsabile degli scavi, per la scoperta della Tomba di Amphipolis; nel 2016 all’Inrap Institut National de Recherches Archéologiques Préventives, nella persona del Presidente Dominique Garcia, per la Tomba celtica di Lavau; nel 2017 a Peter Pfälzner, Direttore della missione archeologica, per la città dell’Età del Bronzo presso il villaggio di Bassetki nel nord dell’Iraq; nel 2018 a Benjamin Clément, Responsabile degli scavi, per la “piccola Pompei francese” di Vienne; nel 2019 a Jonathan Adams, Responsabile del Black Sea Maritime Archaeology Project (MAP), per la scoperta nel Mar Nero del più antico relitto intatto del mondo. Le cinque scoperte archeologiche del 2020 finaliste della 7ª edizione dell’International Archaeological Discovery Award “Khaled al-Asaad”: – Egitto: centinaia di sarcofagi rinvenuti a Saqqara, patrimonio Unesco a 30 km a sud del Cairo – Germania: la verità sul Disco di Nebra, il reperto più analizzato della storia archeologica tedesca – Indonesia: nell’isola di Suwalesi le pitture rupestri più antiche del mondo con un cinghiale dipinto in ocra rossa di 45.500 anni fa – Israele: a Gerusalemme sotto il Muro del Pianto si celavano tre stanze di 2.000 anni fa – Italia: le numerose scoperte di Pompei, un Thermopolium, un carro cerimoniale, le origini Etrusche della città Pertanto, la 7ª edizione dell’International Archaeological Discovery Award “Khaled al-Asaad” va alla scoperta di “centinaia di sarcofagi nella necropoli di Saqqara in Egitto”. A novembre 2020 è stato annunciato l’eccezionale ritrovamento, vicino alla piramide di Djoser (la prima struttura di cemento completa esistente al mondo e la più antica piramide a gradoni di tutto l’Egitto), di oltre 100 sarcofagi risalenti a due epoche, Tolomeo e Tardo Periodo, e più di 40 statue con maschere e mummie dorate di 2.500 anni, ben conservate in pozzi profondi 12 mt; questa scoperta si aggiunge alle altre avvenute nel corso di pochi mesi: in 3 pozzi funerari di 10, 11 e 12 mt di profondità, 59 sarcofagi antropomorfi e policromi di ben 2.600 anni fa, risalenti alla XXVI dinastia, disposti in diverse camere, impilati l’uno sull’altro e appartenenti a sacerdoti, alti funzionari e personalità di spicco dell’alta società; 27 sarcofagi intatti sepolti da più di 2.500 anni e mai aperti, con bare in legno ottimamente conservate, dipinte con colori vivaci, trovati insieme ad altri manufatti più piccoli, all’interno di un pozzo nel sito sacro; 50 sarcofagi in legno in 52 pozzi sepolcrali, profondi tra i 10 e 12 mt, che facevano parte del tempio funerario dedicato alla regina Naert, moglie del re Teti, il primo faraone della VI dinastia del Vecchio Regno. Il Premio sarà consegnato a Mostafa Waziry, Segretario Generale del Consiglio Supremo delle Antichità di Egitto, venerdì 26 novembre alle ore 18 alla presenza di Fayrouz, archeologa e figlia di Khaled al-Asaad, in occasione della XXIII Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico. Nella stessa Cerimonia sarà premiata anche la scoperta archeologica riferita all’anno 2019 vincitrice della 6ª edizione, ma non conferita in quanto la BMTA nel novembre 2020 fu annullata a causa del lockdown: Daniele Morandi Bonacossi, Direttore della Missione Archeologica Italiana nel Kurdistan Iracheno e Ordinario di Archeologia e Storia dell’Arte del Vicino Oriente Antico dell’Università di Udine, per la scoperta di dieci rilievi rupestri assiri raffiguranti gli dèi dell’Antica Mesopotamia presso il sito di Faida, a 50 km da Mosul. Per quanto riguarda, invece, lo “Special Award” per il maggior consenso sulla pagina Facebook della BMTA, è risultata la scoperta delle “tre stanze di 2.000 anni fa sotto il Muro del Pianto di Gerusalemme”. L’edizione 2021 della Borsa si svolgerà a Paestum presso la nuova location del Tabacchificio Cafasso, oltre che presso la Basilica, il Museo Nazionale, il Parco Archeologico da giovedì 25 a domenica 28 novembre.

Consiglia

Dante 2021: la pandemia minaccia le celebrazioni per i 700 anni dalla morte


Cosa ne sarà degli eventi in programma per il 2021, l'anno dedicato alle celebrazioni per il 700esimo anniversario dalla morte di Dante Alighieri? Il Sommo poeta, autore della Divina Commedia e simbolo dell'unità del nostro Paese, ha avuto la sfortuna di imbattersi in un anno complicato. Tuttavia fioccano, dal web a manifestazioni e mostre, le iniziative per celebrarlo. La speranza è che la pandemia non renda vano lo sforzo organizzativo di questi anni.
Continua a leggere

Migranti, il barcone diventato opera d’arte viene abbandonato di nuovo: “Nessuno lo vuole”


Il relitto Barca Nostra, dopo essere affondato in mare nel 2015 al largo delle coste libiche, fu recuperato e trasformato in un'installazione artistica di Cristoph Büchel per essere esposto alla Biennale di Venezia. Oggi quel barcone è al centro di una controversia legale tra l'artista, l'istituzione veneziana e il comune di Augusta, in Sicilia: i migranti lasciati senza aiuti in mezzo al mare di ieri sono stati abbandonati di nuovo.
Continua a leggere

Gianni Rodari: 100 anni fa nasceva l’uomo dei sogni


Un secolo fa nasceva Gianni Rodari. A distanza di cento anni oggi torna, in versione fumetto per Einaudi Ragazzi, il reportage "I sepolti vivi", che Rodari scrisse partendo da un fatto di cronaca. Nel 1952 più di trecento operai restarono chiusi per oltre un mese nelle viscere della miniera di zolfo più grande d’Europa, a Cabernardi e Percozzone, in provincia di Ancona. E lo fecero per scelta.
Continua a leggere

25 aprile: la prima Festa della Liberazione in 75 anni che non festeggeremo in piazza


Per la prima volta in settantacinque anni non celebreremo la Festa della Liberazione in piazza o negli spazi pubblici. E i tradizionali omaggi del 25 aprile si spostano on line e sul web. A partire dalle testimonianze della Resistenza partigiana promossa dall'Istituzione Bologna Musei e dal Museo civico del Risorgimento.
Continua a leggere

10 febbraio, Giorno del ricordo: i 5 libri da leggere per capire le foibe


Per capire le foibe, cosa sono state e cosa rappresentano storicamente, ecco una lista di 5 libri, tra accurati saggi storici, ricostruzioni documentarie, ma anche libri fotografici e romanzi. Da "Sopravvissuto e dimenticati" di Marco Girardo, fino al racconto di Trieste specchio del Novecento in "La città interiore" di Mauro Covacich, meglio leggere un libro per sfuggire alla retorica.
Continua a leggere

Giorno della Memoria: la sorella di Anna Frank e il suo diario dimenticato


Oggi ricorre la Giornata della Memoria, scelta per commemorare le migliaia e migliaia di vittime dell’Olocausto. E, quando si parla di ricordo, il Diario di Anna Frank è senza dubbio l’opera più commovente che ci sia: ma c’è un personaggio, raccontato proprio dalla piccola scrittrice, che molti hanno dimenticato. È sua sorella Margot: anche lei scrisse un diario, mai trovato.
Continua a leggere

Oggi è il Capodanno Cinese: le origini e le leggende legate all’importante festività


Il 25 gennaio, inizia ufficialmente l’anno del Topo: cade oggi, infatti, l’inizio del nuovo anno tradizionale cinese. Il Capodanno, o Festa di Primavera, è una data estremamente significativa nel calendario orientale, che cambia ogni anno e ogni anno porta con sé un nuovo e diverso animale: perché? Qual è l’origine dell’importantissima festività che quest’anno rischia di essere dimenticata a causa dell’emergenza coronavirus.
Continua a leggere

Amedeo Modigliani: 100 anni fa moriva il grande artista livornese


La vita e l’arte di Amedeo Modigliani conservano ancora oggi, a distanza di un secolo esatto dalla morte, un fascino senza precedenti. Fascino derivato dall'immagine di artista "dannato" e reso ancor più emblematico da capolavori unici, che non ebbero paragoni nel clima artistico europeo del primo Novecento. Tanti i racconti di Modì: ecco quello, affettuoso, del pittore Jacques Lipchitz e quello, emozionante e illuminante, fatto da Angelo Longoni nell'ultima biografia pubblicata per Giunti Editore.
Continua a leggere

Raffaello, dopo 500 anni la sua morte è ancora un mistero: sifilide o avvelenamento?


Il protagonista assoluto di questo 2020 sarà Raffaello: quest’anno, infatti, ricorre il quinto centenario dalla scomparsa del genio urbinate. Il 6 aprile 1520, lo stesso giorno del suo compleanno, il Sanzio muore dopo quindici giorni di febbre e salassi inutili. La reale causa della malattia resterà però un mistero: le ipotesi sono affascinanti, e contribuiscono a farci conoscere meglio anche la sua vita al di là dell’arte.
Continua a leggere

Osho: 30 anni fa moriva il controverso leader spirituale degli “uomini arancioni”


Il 19 gennaio del 1990 moriva una delle personalità più controverse dell’ultimo secolo: si tratta del Guru e maestro spirituale indiano Osho, noto ancora oggi in tutto il mondo per i suoi insegnamenti volti alla conquista di una vita assolutamente libera. Ma Osho, negli anni Ottanta, fu famoso anche per il legame con i suoi "uomini arancioni" e con alcuni fatti di cronaca che sconvolsero gli Stati Uniti. Ecco la sua storia.
Continua a leggere

‘O Sole mio: 100 anni fa moriva Giovanni Capurro, autore della famosissima canzone napoletana


Il 18 gennaio 1920 muore, a Napoli, Giovanni Capurro. Giornalista e poeta, Capurro muore in quella stessa città a cui aveva regalato uno dei suoi "inni" più celebri: 'O Sole mio. Una canzone leggendaria, portata al successo anche grazie al talento di Ernico Caruso: ma quando venne pubblicata, nel 1898, 'O Sole mio non ebbe tutto il successo sperato. Ecco la sua storia, e quella del suo dimenticato autore morto un secolo fa.
Continua a leggere

La Terza guerra mondiale: 5 volte in cui il mondo ha già rischiato grosso


Dopo l'uccisione di Soleimani in Iran da parte degli Usa e la "feroce vendetta" messa in atto da Teheran in queste ore contro le basi militari americane, è tornata di moda l'espressione Terza guerra mondiale. Lo scenario, giudicato improbabile dai maggiori esperti internazionali, in passato è stato sfiorato in diverse occasioni. Dalla guerra di Corea alla crisi dei missili a Cuba: tutte le volte che il mondo è stato sull'orlo dell'abisso.
Continua a leggere

Beethoven 2020: tutte le celebrazioni per i 250 anni del genio “sordo” della musica


Nel 2020 si festeggeranno i 250 anni dalla nascita di Ludwig Van Beethoven, il genio musicale che nonostante la sordità compose l"Inno alla gioia" pochi anni prima di morire, a Vienna, dove è tuttora sepolto. Dalla sua città natale, Bonn, a Parigi, Londra e New York: tutte le celebrazioni per il compleanno del grande compositore.
Continua a leggere

7 opere sulla strage di Piazza Fontana: libri, poesie, teatro, canzoni per non dimenticare


Il 12 dicembre ricorrono i cinquant’anni dalla strage di piazza Fontana. Capire un pezzo così complesso del mosaico che compone la storia dell’Italia dell’ultimo secolo, non è cosa facile: ci abbiamo provato ricordando le opere letterarie e poetiche attraverso le quali è possibile rileggere quella storia in modo diverso. Da Pasolini a Dario Fo, passando per i fumetti della Bonelli e per le ricerche di Deaglio e Cucchiarelli, ecco 7 opere da leggere per capire piazza Fontana.
Continua a leggere