Cosa dice il Documento programmatico di bilancio 2020

In base alle ultime indiscrezioni, l'anno prossimo Quota 100 non cambierà e il taglio del cuneo fiscale riguarderà solo i lavoratori.

È convocato alle 21 il Consiglio dei ministri chiamato a varare il Documento programmatico di bilancio 2020, cioè lo scheletro della prossima manovra economica da mandare a Bruxelles entro la mezzanotte del 15 ottobre. Il decreto fiscale collegato, con i dettagli delle misure, slitta invece con ogni probabilità al 21 ottobre.

Cosa sappiamo finora? In base alle ultime indiscrezioni, nel 2020 il meccanismo delle pensioni con Quota 100 non verrà modificato e il taglio del cuneo fiscale riguarderà solo i lavoratori.

Su questi due pilastri regge M5s, Pd e Italia Viva avrebbero raggiunto un primo accordo, ma il confronto prosegue. Manca ancora l’intesa su temi delicati come l’abbassamento delle soglie che fanno scattare il carcere per gli evasori fiscali e sull’abbassamento a mille euro del tetto all’uso del contante (i renziani si oppongono). Tutti interventi che andranno messi nero su bianco nel decreto fiscale.

Intanto, però, i pentastellati hanno ottenuto che le finestre per le pensioni anticipate non slittino e i dem che i tre miliardi di taglio del cuneo fiscale non vengano spalmati anche sulle imprese, ma solo sui lavoratori.

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Perché è importante lavarsi le mani

Dall'influenza alla varicella, dal Norovirus al raffreddore. In occasione della Giornata mondiale della pulizia delle mani, il 15 ottobre 2019, abbiamo preparato una mappa con i rischi di una scarsa igiene.

Il 15 ottobre 2019 si festeggia la Giornata mondiale della pulizia delle mani (Global Handwashing Day), che si propone di lottare contro le malattie diarroiche che ogni anno portano alla morte di circa 1.400 bambini sotto i cinque anni nel mondo, a causa di mancanza di acqua pulita e di servizi igienici di base. Basta infatti lavarsi le mani per almeno 20 secondi con acqua e sapone per evitare la maggior parte delle infezioni, che si diffondono per l’80% attraverso il contatto. Ecco cosa rischia chi non si lava adeguatamente le mani.

1. INFLUENZA

L’influenza è tra le malattia più comune ad essere trasmessa attraverso un’igiene delle mani non adeguata. I virus influenzali si diffondono tramite il contatto con le goccioline di saliva di un malato, quindi toccare un oggetto e portare successivamente le mani alla bocca o al naso è un comportamento rischiosissimo. La migliore forma di prevenzione è lavare spesso le mani con acqua e sapone.

2. RAFFREDDORE

Anche il raffreddore è causato da un’infezione da virus. Si tratta di un malanno di stagione perché nei mesi invernali il freddo può rallentare il movimento del muco, che ha il compito di contrastare i virus, che quindi si propagano più facilmente in ambienti chiusi ed affollati. Per questo motivo le difese immunitarie si abbassano e i virus si diffondono più facilmente nel nostro organismo, anche attraverso il contatto delle mani con oggetti sporchi.

3. MALATTIE RESPIRATORIE

Le malattie respiratorie si trasmettono generalmente attraverso goccioline che sono state respirate, starnutite o tossite in aria da un soggetto malato. Raffreddore e influenza sono le più comuni, ma ne esistono altre. La varicella, ad esempio, anche se in genere è una malattia benigna che guarisce nel giro di 7-10 giorni, tende ad avere un decorso più aggressivo in adolescenti e adulti e può essere particolarmente grave se colpisce persone immunodepresse. Invece la meningite, ossia l’infiammazione delle membrane di rivestimento che avvolgono il cervello e il midollo spinale, nella sua forma batterica (la meno frequente) può avere anche conseguenze fatali.

4. NOROVIRUS

Il Norovirus è la causa più comune di gastroenterite virale. Viene trasmesso tra persone che vivono in prossimità e condividono gli stessi spazi, soprattutto se manca una corretta igiene delle mani. Spesso quindi una singola persona ammalata è in grado di infettare intere famiglie, uffici e gruppi di persone. Il modo migliore per impedire il contagio da Norovirus si diffonda è quello di lavare le mani in maniera accurata dopo l’utilizzo del bagno, prima di preparare il cibo e di evitare di toccare il naso e la bocca.

5. EPATITE A

L’epatite A è un’infezione virale che può causare gravi sintomi, inclusi problemi con il fegato, dolore addominale, febbre e stanchezza. Spesso si diffonde attraverso cibo contaminato da mani sporche, per cui prestare sempre attenzione all’igiene è uno dei modi più semplici e più efficaci per impedirne la diffusione.

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Il capo della gendarmeria vaticana si è dimesso

Il passo indietro di Domenico Giani accettate da papa Francesco dopo l’inchiesta che ha coinvolto cinque dipendenti della Santa Sede.

Papa Francesco ha accettato le dimissioni del capo della gendarmeria Domenico Giani, annunciata dopo la fuga di notizie sull’inchiesta che ha coinvolto cinque dipendenti della Santa Sede e in particolare per la pubblicazione del bollettino di divieto di ingresso con le cinque foto.

LE DIMISSIONI ACCOLTE DA PAPA FRANCESCO

«Volendo garantire la giusta serenità» per il proseguimento delle indagini coordinate dal promotore di giustizia ed eseguite dal Corpo della gendarmeria, recita un comunicato della Sala stampa vaticana, «non essendo emerso al momento l’autore materiale della divulgazione all’esterno della disposizione di servizio», il comandante Domenico Giani, «pur non avendo alcuna responsabilità soggettiva nella vicenda», ha rimesso il proprio mandato nelle mani del papa, che ha accolto le sue dimissioni.

«HO DEDICATO LA MIA VITA ALLE ISTITUZIONI»

«Vivo questo momento difficile», ha detto Giani, «con la serenità interiore che, chi mi conosce, sa che ha contraddistinto il mio stile di vita anche di fronte a vicende dolorose. Ho dedicato 38 anni della mia vita al servizio delle istituzioni, prima in Italia, e poi per 20 anni in Vaticano, al Romano pontefice. In questi anni ho speso tutte le mie energie per assicurare il servizio che mi era stato affidato. Ho cercato di farlo con abnegazione e professionalità ma sentendomi, come il Vangelo di due domenica fa ci ricorda, serenamente un ‘servo inutile’ che ha fatto fino in fondo la sua piccola parte».

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Ex collaboratrici favorite, chiesti due anni e mezzo in Appello per Maroni

In primo grado l'ex governatore della Lombardia è stato condannato a un anno (pena sospesa) e a 450 euro di multa.

Il sostituto pg Vincenzo Calia ha chiesto di condannare a due e mezzo l’ex presidente di Regione Lombardia Roberto Maroni, imputato a Milano nel processo d’Appello con al centro le presunte pressioni per favorire due sue ex collaboratrici quando era ministro dell’Interno. In primo grado Maroni è stato condannato a un anno (pena sospesa) e a 450 euro di multa per turbata libertà nel procedimento di scelta del contraente, ma è stato assolto dall’accusa di induzione indebita.

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I conservatori di Kaczynski vincono le elezioni in Polonia con la maggioranza assoluta

Secondo i primi exit poll ai conservatori del Pis andrebbero 239 seggi su 460 alla Camera.

La Polonia non cambia. Nonostante non fosse così favorito, almeno alla Camera il partito del leader polacco Jaroslaw Kaczynski ha conservato la sua maggioranza assoluta e potrà continuare, se i risultati definitivi confermeranno gli exit poll, il suo corso conservatore, populista ed euroscettico. È quanto emerso da primi risultati delle elezioni parlamentari in Polonia dove resta da vedere se le desistenze fra tre gruppi di opposizione finora divisi possano togliere al Pis il controllo del Senato. Al Sejm, la Camera polacca, entrano intanto anche i nazionalisti di estrema destra di Confederazione.

IL PIS AL 43,6%

Almeno secondo i primi exit-poll, il partito Diritto e giustizia (Pis) di cui Kaczynski è presidente esercitando un enorme influsso sul premier Mateusz Morawiecki e l’intero sistema polacco, avrebbe ottenuto il 43,6% dei voti e soprattutto 239 dei 460 seggi della Camera con un balzo rispetto al 37,6% raccolto nelle precedenti elezioni del 2015. Al 27,4% e 130 seggi si sarebbe fermata Coalizione civica, il principale gruppo di opposizione di centro liberale, formato dalla Piattaforma civica fondata dal presidente del Consiglio europeo Donald Tusk e da tre altri partiti, fra cui i Verdi. La ‘Sinistra’, che unisce ad altri partiti l’Alleanza della sinistra democratica (Sld) rimasta fuori dal parlamento nel 2015, avrebbe ottenuto l’11,9% e 43 deputati. Il terzo gruppo che si è accordato per desistere al Senato, dove il Pis a 61 dei 100 seggi, è Coalizione polacca (Kp); questo blocco che include il ruralista e conservatore Partito popolare polacco (Psl) avrebbe raccolto il 9,6% e diritto a 34 deputati. Al Sejm entrerebbero anche candidati della Confederazione libertà e indipendenza, apertamente anti-europei, antisemiti e omofobi al punto di definire pedofili gli omosessuali.

UN GOVERNO ANTI AUSTERITY

Quello del Pis è stato il primo governo dalla caduta del Comunismo ad aver rotto con le politiche di austerity dei precedenti esecutivi, sfruttando un periodo di relativa prosperità per distribuire sussidi in cambio dell’appoggio elettorale. A rendere popolare il partito di Kaczynski, nonostante almeno un paio scandali, è il suo programma di tutela del welfare che ha fatto leva fra l’altro sulla promessa di un nuovo bonus bebè e su un aumento del salario minimo. Media di Stato hanno esaltato le realizzazioni del Pis e denigrato gli oppositori con modelli di propaganda che hanno ricordato quelli del regime comunista. La Chiesa cattolica, con saldissime radici nel Paese, ha ampiamente appoggiato Kaczynski e il suo partito, che si sono proposti come difensori dei valori tradizionali, della famiglia e della fede che ritengono minacciata dalla ‘ideologia Lgbt’.

INUTILE L’APPELLO DELLA NOBEL TOKARCZUK

Un appello a un voto di centrosinistra e filo-europeo era venuto dalla scrittrice da poco insignita del Premio Nobel per la letteratura Olga Tokarczuk, secondo la quale è in gioco la democrazia nel Paese. Il Pis ha introdotto riforme che, secondo l’Unione europea, hanno messo a rischio lo stato di diritto in Polonia. Quella della Giustizia ha dato al Pis un potere senza precedenti su procure e tribunali, fra l’altro attraverso l’unificazione dei ruoli di procuratore generale e ministro della giustizia, che ha eliminato una basilare distinzione fra il potere politico e quello giudiziario.

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Incendio Sarno: arrestato un 16enne

ell’esecuzione della misura, si trovava in comunita’, perche’ recentemente arrestato per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. L’ordinanza cautelare e’ stata emessa al termine di una intensa attivita’ investigativa svolta inizialmente dai militari di Sarno e poi sviluppata da quelli di Nocera Inferiore sotto la direzione della Procura per i minorenni salernitana. Preziose le testimonianze delle persone presenti o abitanti della zona in cui si era sviluppato il vasto incendio. Le dichiarazioni sono state poi riscontrate dagli esiti dei successivi accertamenti e, in particolare, dall’acquisizione di video riprese che hanno consentito di identificare con certezza un gruppo di sei ragazzi dei quali cinque minorenni, che in orario compatibile con quello, nel quale si era sviluppato l’incendio, si erano recati nell’area interessata dalla fiamme. Successivamente, sono state raccolte le dichiarazioni testimoniali degli stessi giovani e quelle dell’arrestato, il quale, sostanzialmente, secondo quanto riferiscono i Carabinieri, ha ammesso i fatti. Si e’ appurato – dicono i militari – che il giovane arrestato aveva volontariamente e ripetutamente appiccato il fuoco a delle sterpaglie con un accendino, reiterando la sua condotta finche’ il fuoco non si e’ sviluppato in modo tragicamente incontrollabile. Le indagini hanno pure evidenziato come il giovane arrestato avesse l’abitudine di “scherzare con il fuoco” anche in presenza degli amici, incurante delle possibili conseguenze delle sue gesta. Il grave incendio Boschivo, sviluppandosi per circa 24 ore, aveva dato origine anche ad un vero e proprio disastro ambientale aggravato. Gli esperti dei Carabinieri della Forestale hanno stimato che per ripristinare lo stato dei luoghi e per provvedere al rimboschimento delle aree colpite sara’ necessario un periodo superiore a venti anni.

Consiglia

Si suicida dopo aver assassinato moglie e figlie

L'uomo ha sparato alla consorte prima di accanirsi sulla prole di 12 e 18 anni. Sul delitto, nel tentativo di ricostruire l'intera vicenda, indagano i carabinieri.

Tragedia a Orta Nova, comune in provincia di Foggia in Puglia, dove un uomo di 53 anni si è suicidato con un colpo di pistola alla testa dopo aver assassinato la moglie Teresa di 54 anni e le due figlie di 12 e 18 anni. È successo nella notte tra venerdì 11 e sabato 12 ottobre 2019. Il delitto è avvenuto in un appartamento nel centro del paese del foggiano. L’uomo sarebbe un agente penitenziario.

LE DINAMICHE DELL’OMICIDIO-SUICIDIO

Secondo le prime ricostruzioni il 53enne avrebbe sparato alla propria famiglia intorno alle due di notte. Prima a essere assassinata è stata la moglie 54enne, poi è toccato alle due figlie. Infine l’uomo si è suicidato puntando contro di sé la sua stessa arma. Quando l’agente della penitenziaria ha aperto il fuoco le vittime si trovavano nei loro letti. Ancora ignote le cause dell’omicidio-suicidio. Non sono stati ritrovati nell’appartamento biglietti o lettere d’addio. Sul posto sono arrivati i carabinieri che stanno cercando di ricostruire nei dettagli l’intera vicenda.

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La Borsa italiana e il valore dello spread del 10 ottobre 2019

Attesa per l'apertura di Piazza Affari. Il differenziale Btp-Bund riparte da 142 punti base. I mercati in diretta.

Attesa per l’apertura della Borsa italiana nella seduta del 10 ottobre 2019. La giornata precedente è terminata con un +0,6%. Lo spread Btp-Bund riparte da quota 142 punti base, con un rendimento del decennale italiano allo 0,87%.

GLI AGGIORNAMENTI DEI MERCATI IN DIRETTA

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Daniela Marinelli, psicologa clinica e dell’età evolutiva:

di Erika Noschese

Negli istituti scolastici dovrebbe essere obbligatoria la figura di uno psicologo. A sostenerlo la dottoressa Daniela Marinelli, Psicologa Clinica e dell’Età Evolutiva, psicoterapeuta, counselor Formatore e presidente Aspic di Salerno.

Come si fa ad aiutare dei ragazzi così giovani ad affrontare un trauma così?

«In realtà non è tanto la domanda sul senso e la comprensione della morte L’evento che è accaduto ieri (lunedì per chi legge ndr) in classe ha a che fare con un trauma relativo alla morte. Rispetto a questi eventi, più faticoso è la facilità e la mancanza di una qualunque preparazione o di un qualunque sintomo che preannunciasse l’accaduto. E’ più difficile accettare una morte improvvisa rispetto ad una morte per malattia che, seppur non cambia il dolore, cambia il modo con cui ci prepariamo al distacco. L’evento di ieri non ha nessuna di queste caratteristiche per cui c’è uno shock tra il prima e il dopo, dove prima c’era la salute piena e dopo la perdita totale e improvvisa, senza una gradualità, senza un saluto. Andrebbero aiutati con lavori di gruppo che andrebbero fatti all’interno del contesto classe con delle esperienze terapeutiche di chiusura e di saluto e con tutto quello che, emotivamente, i ragazzi sentono di poter dire sia a Melissa stessa, sia in relazione a quello che è accaduto».

C’è un iter preciso che, in questo caso, bisognerebbe seguire?

«E’ a discrezione del dirigente scolastico e mi fa piacere che sia già stato preso un provvedimento del genere. Questo però ci riporta al tema di sempre: l’obbligo di uno psicologo a scuola. Al momento in Italia non è ancora prevista una figura obbligatoria ma se ne sente molto il bisogno. E’ chiaro che un solo incontro può non essere sufficiente ma può aiutare i ragazzi a non fare il primo dei grandi errori che si fa in questi casi, il non parlarne o smettere di farlo perché alle volte gli adulti hanno quest’idea che le cose si superino lasciandole lì o tentando di superarle velocemente. In realtà si ha bisogno di attraversarle non scavalcarle. Sarebbe bene aiutare i ragazzi a non accumulare ma esprimere tutto quello che, di volta in volta, desiderano esprimere».

In questi casi è più opportuna una terapia di gruppo o singola, secondo lei?

«Non si escludono. Chi aveva un rapporto più privilegiato e speciale con questa ragazza, probabilmente, avrà bisogno di essere supportato a livello specifico e individuale. Un primo lavoro di classe, almeno di 5 incontri di elaborazione del lutto, sarebbe necessario farli anche per proteggere la classe stessa visto che stiamo all’inizio dell’anno scolastico. Adesso è come se loro avessero sperimentato che, in qualunque momento, può accadere qualcosa di tragico nel corso dell’esistenza e questo li porta a confrontarli con la precarietà del genere umano. Un essere umano si sente fragile dinanzi ad eventi del genere ed è come se le basi possono non reggere».

Consiglia

Il leghista Raffaele Volpi eletto presidente del Copasir

Nell'elezione a scrutinio segreto ha ottenuto sei voti, la maggioranza assoluta dei 10 componenti del Comitato richiesta.

Il deputato leghista Raffaele Volpi è stato eletto presidente del Copasir. Nell’elezione a scrutinio segreto Volpi avrebbe ottenuto sei voti, la maggioranza assoluta dei 10 componenti del Comitato richiesta per diventare presidente. Tre le schede bianche, mentre un voto sarebbe andato a Elio Vito di Forza Italia.

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