E’ morto Giovanni Benvenuto, fu patron della Salernitana

All’eta’ di 85 anni si e’ spento il cav. Giovanni Benvenuto, imprenditore di successo ed uomo di gran cuore. Fin da giovanissimo , con il papa’ Domenico, ha iniziato la sua brillante carriera di imprenditore edile con la ricostruzione della nostra citta’ nel dopoguerra (la famiglia Benvenuto si e’ distinta in tale settore per decenni), attivita’ che continuato per anni specializzandosi prima nel ramo “industriale”, e negli anni 70’, in quello dei “pneumatici” Sempre in quegli anni e’ stato in ben due occasioni Presidente della Us Salernitana nell’allora storica sede di via Galloppo : nel 1974/75, unitamente ad Amerigo Vessa e Cesare Trucillo, e nel 1978/79 insieme ad Enzo Paolillo. Erano periodi economicamente difficili per il sodalizio granata, ma Giovanni Benvenuto ci mise, come era suo solito, anima cuore e..tanto denaro, ricevendo in cambio anche la contestazione della tifoseria. Mai domo, sempre coraggioso e pieno di volonta’ successivamente e’ stato prima nel Consiglio Direttivo poi Presidente della Banca Popolare di San Matteo (divenuta poi della Campania) Negli ultimi anni, oltre a continuare a coltivare tanti interessi, ha intrapreso la carriera di “nonno” prendendosi cura dei nipotini, “meraviglioso regalo” dei figli Celeste, Marika e Domenico. Ha avuto accanto, per tutta la vita, la adorata moglie Ester.

LA SALERNITANA

“Aiuto aiuto, arriva Benvenuto”. Era lo slogan dei tifosi granata che contestavano il presidente della Salernitana Giovanni Benvenuto che subentra nella società granata nella stagione 74.75 iniziata con la presidenza Vessa. L’ex presidente della Salernitana, Pasquale Gagliardi,a causa di un credito di 90 milioni,presenta un’istanza di sequestro,trascinando la società in una causa che lo vedrà uscire vincitore e che produce un notevole peggioramento della situazione economica del club. Vessa fa il possibile, ingaggia Recagni come allenatore nell’ultimo giorno utile ma i deludenti risultati lo convincono a farsi affiancare da Benvenuto e Trucillo. Il triumvirato accoglie le dimissioni dell’allenatore e sceglie come sostituto Giacomo Losi. Il cambio di guida tecnica da i suoi benefici e produce una serie di dodici risultati utili in tredici partite,che consentono alla Salernitana di risalire la classifica. Purtroppo i problemi di natura economica sono sempre presenti e tornano d’attualità quando i giocatori alla vigilia della trasferta di Reggio Calabria decidono di non scendere in campo a causa dei tanti stipendi arretrati;inizialmente parte per la calabria la squadra giovanile,ma successivamente la protesta rientra e la prima squadra scende in campo regolarmente. Il campionato si chiude nonostante tutto con una salvezza tranquilla e con il record di imbattibilità del portiere Valsecchi,che all’ulrima stagione in granata,mantiene la porta inviolata per 692 minuti. Nel 1978/79 insieme ad Enzo Paolillo torma alla guida della Salernitana. Fu l’anno in cui Paolillo scelse Rosati per la panchina granata. Andò male, per i granata peggio con il ciclone Ventura. Ma questa è un’altra storia.

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La Salernitana sbanca Livorno

di Fabio Setta

Tre su tre in trasferta. Lontano dall’Arechi la Salernitana di Ventura ancora una volta non ha lasciato punti per strada. Dopo Cosenza e Trapani, anche Livorno è diventata terra di conquista, al termine di una gara dalle mille emozioni, vibrante e accesa fino all’ultimo. Questa di Livorno, infatti, è stata una partita caratterizzata da strappi, fiammate, momenti e capovolgimenti di fronte che hanno inevitabilmente coinvolto anche i principali interpreti, ovvero i giocatori. Come ad esempio Migliorini che per gran parte del primo tempo è stato come imbambolato, contribuendo al gol subito, sbagliando diversi interventi dopo una svirgolata a inizio partita, latrice di timori confermati. Poi al primo minuto di recupero l’ex Avellino ha trovato con un imperioso stacco di testa il gol del primo pareggio, segnando la prima rete personale in serie B. Oppure Micai, prodigioso in più di una circostanza ma indeciso sul primo gol e colpevole sul secondo prima del miracolo al 97’ su Stoian. O ancora Djuric: prima il salvataggio sulla linea, poi il rigore negato ma a chiusura di quella che sembrava una serata storta, al 90’ su quel pallone di Lopez ha trovato il gol della vittoria. Una vittoria che la Salernitana ha sicuramente meritato nonostante la partenza non sia stata delle migliori. Senza la giusta personalità la Salernitana, come già visto col Chievo e in parte anche a Trapani, ha lasciato l’iniziativa al Livorno di Breda che con la velocità di Marsura e Marras ha messo in difficoltà la Salernitana. Solo una volta andata in svantaggio, la squadra di Ventura ha iniziato a giocare con il giusto piglio, con aggressività, arrivando al pareggio. Il momento migliore della Salernitana è stato però a inizio ripresa con Firenze e Maistro che ben catechizzati da Ventura hanno finalmente preso in mano il centrocampo granata. Il paradosso è che proprio in questi minuti di predominio, Raicevic ha trovato il gol del nuovo vantaggio dei padroni di casa. La sorte ha dato ancora una volta una mano agli uomini di Ventura che grazie all’autorete di Di Gennaro su angolo di Lopez hanno trovato l’immediato pareggio. Di lì con squadre lunghe, occasioni e tiri da entrambi le parti. Il Livorno è rimasto in dieci dopo l’infortunio di D’Angelo con i tre cambi già effettuati e la Salernitana sorniona ha piazzato al 90’ la zampata. Anzi la testata che fa sognare e che porta la Salernitana al secondo posto in classifica.

LIVORNO – SALERNITANA 2-3

LIVORNO (3-4-3): Zima; Di Gennaro, Bogdan, Boben; Del Prato, Luci (20′ st D’Angelo), Agazzi, Porcino; Marras (25′ st Stoian), Raicevic (28′ st Braken), Marsura. In panchina. Ricci, Gasbarro, Murilo, Morelli, Gonnelli, Morganella, Mazzeo, Rizzo A., Plizzari. Allenatore: Breda

SALERNITANA (3-5-2): Micai; Karo, Migliorini, Jaroszynski; Cicerelli (91’kALOMBò), Maistro, Di Tacchio, Firenze (25′ st Odjer), Lopez; Djuric, Giannetti. In panchina; Vannucchi, Cerci, Gondo, Kalombo, Pinto, Dziczek. Allenatore: Ventura

ARBITRO: Ghersini di Genova

RETI: 19′ pt Marsura (L), 46′ pt Migliorini (S), 11′ st Raicevic (L), 14′ st aut. Di Gennaro (S) 90’ Djuric

NOTE. Ammoniti: Luci (L), Firenze (S), Jaroszynski (S), Djuric (S), Agazzi (L). Angoli: 7-3. Recupero: 2′ pt, 5ST

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Capolista per una notte, il Chievo dice no

Finisce 1-1 all’Arechi il posticipo della quinta giornata tra Salernitana e Chievo. Pari tutto sommato giusto per quello fatto vedere nei 90 minuti. Prima mezz’ora nelle mani dei veneti che trovano il vantaggio con Djordjevic. I granata con un po’ di fortuna e con un errore di Obi che trattiene in area Giannetti trovano un rigore insperato che li riporta in partita. Finale di tempo in crescendo per i campani. Nella ripresa padroni di casa più vivaci e Maistro sfiora il raddoppio. I tanti ammoniti di Volpe limitano il gioco di entrambe e cosi il rosso inevitabile arriva prima per Pina Nunes e poi per Kiyine. Ventura ritarda colpevolmente i cambi e cosi la gara scivola sul pareggio. Ora si va a Livorno dove bisogna continuare la mini-striscia positiva.

Non c’è molta gente all’Arechi per la sfida contro il Chievo Verona. Notevole la differenza con qualche settimana fa quando a Salerno si giocò il derby con il Benevento in una cornice di pubblico impressionante. Serata mite, sventato il rischio pioggia. Pallino del gioco in mano ai clivensi che al 10’ sfiorano il vantaggio con Meggiorini che tutto solo dinanzi a Micai spara addosso al portiere granata. Un minuto dopo sempre di testa Meggiorini manda di poco alto. I granata provano ad uscire ma senza successo. Giallo per Kiyine al 22’. Ci prova Vignato dalla distanza, botta ribattuta. Anche Karo termina sul taccuino dell’arbitro.

Al 29’ ospiti in vantaggio, la difesa granata da belle statuine permette a Djordjevic di piazzare con tutta calma il sinistro vincente. I granata sbandano ma restano in partita e cosi come a Trapani trovano un rigore generoso per fallo non fallo di Obi su Giannetti. Kiyine implacabile dal dischetto sigla il gol dell’ex. I veneti ci riprovano con Meggiorini senza fortuna. Intanto anche Cicerelli e Obi ammoniti da Volpi. Dopo tre minuti di recupero e un occasione per Cicerelli e Djuric, termina un vivace primo tempo.

SECONDO TEMPO

Ripresa che comincia cosi come terminata la prima frazione. Ammonito subito anche Segre negli ospiti. La Salernitana sembra più in palla, il Chievo si innervosisce e viene espulso il team manager Gennaro Sardo ex granata. Al 10’ Maistro sfiora il sette con un gran destro. Anche Odjer nella sfilza di ammoniti di Volpe. Lo stesso Odjer impegna Semper a terra che devia in corner. Intanto anche Levebre ammonito. Marcolini inserisce Garritano per Vignato. Ma i granata insistono: Semper su cross di Kiyine combina un mezzo pasticcio. Fallo su Cicerelli e altro ammonito tra i veneti ovvero Pina Nunes che dopo cinque minuti si becca il secondo giallo e viene espulso. Esce Meggiorni ed entra Bertagnoli e subito dopo Esposito per Obi. All’80’ i granata reclamano un rigore, per Volpe tutto regolare. Anche Kiyine dopo un minuto viene espulso per doppio giallo. Crampi per Maistro ed entra Firenze. Finale con forcing flebile dei campani, colpo di testa di Djuric ma è fallo in attacco con la sfera che stava varcando la linea.

TABELLINO

SALERNITANA (3-5-2): Micai; Karo, Migliorini, Jaroszynski; Cicerelli, Odjer, Di Tacchio, Maistro (42′ st Firenze), Kiyine; Djuric, Giannetti. A disposizione: Russo, Vannucchi, Lopez, Pinto, Dziczek, Kalombo, Morrone, Cerci, Gondo. Allenatore: Ventura

CHIEVO VERONA (4-3-1-2): Semper; Dickmann, Leverbe, Cesar, Frey; Pina Nunes, Segre, Obi (33′ st Esposito); Vignato (15′ st Garritano); Djordjevic, Meggiorini (33′ st Bertagnoli). A disposizione: Caprile, Nardi, Cotali, Rigione, Brivio, Colley, Pucciarelli, Rodriguez, Rovaglia. Allenatore: Marcolini.

ARBITRO: Volpi di Arezzo

RETI: 29′ pt Djordjevic (C), 36′ pt rig. Kiyine (S)

NOTE. Spettatori 7513 di cui 2647 abbonati. Espulso al 31′ st Pina Nunes (C) e al 37′ st Kiyine (S) per doppia ammonizione. Ammoniti: Karo (S), Obi (C), Segre (C), Odjer (S), Leverbe (C), Jaroszynski (S). Angoli: 6-2. Recupero: 3′ pt-5′ st

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Salernitana, a Trapani vittoria di rigore

Al Provinciale i granata vincono una partita straanacon un rigore realizzato al 72’ da Kiyine per un ingenuo fallo di mano di Scognamillo in area. Fino a quel momento i granata campani avevano fatto vedere ben poco, subendo i padroni di casa che recriminano per un rigore non dato in precedenza e dal quale Massimi aveva espulso i due trainer Baldini e Ventura. Male Firenze, lento Djuric, nervoso Giannetti. Ora con il Chievo bisogna rispolverare quell’agonismo di inizio torneo che dopo la sosta è rimasto in stand-by.

Buona cornice di pubblico al Provinciale di Trapani. Meno di centocinquanta i supporters campani giunti da Salerno. Serata ventosa ma abbastanza calda. Parte aggressiva la Salernitana proprio con Maistro e Cicerelli che provano a portare scompiglio in area siciliana. Pettinari dopo poco prova una rovesciata che non crea problemi. Sotto al 10’ Firenze e Giannetti soli non sfruttano un invitante contropiede. Sempre Firenze non riesce a sfondare al quarto d’ora. Al ventesimo una buona palla di Cicerelli per Djuric che non ci arriva per pochi centimetri in area. Primo giallo del match per Moscati. Al 26’ Micai sbaglia un rilancio e per poco non ne approfitta Pettinari, Karo salva la porta. Esce Colpani nei padroni di casa, dentro Luperini. Giallo intanto anche per Tulli per proteste. Moscati in dieci secondi sfiora il vantaggio siciliano: prima direttamente da corner centra la traversa poi sul prosieguo riceve sfera da Pagliarulo ma di testa da due passi manda sull’esterno della rete. Pericoloso nel finale anche Nzola. Dopo un giallo a Di Tacchio finisce una vivace prima frazione.

SECONDO TEMPO

Ripresa che comincia con le squadre in campo con gli stessi schieramenti che hanno concluso la prima frazione. Erroraccio di Jaroszynski che regala un pallone a Nzola: l’attaccante del Trapani entra in area di rigore e calcia, Micai respinge e salva la Salernitana. Scognamillo ferma una ripartenza di Giannetti e viene ammonito. Al 57’ Tulli entra in area e Kyine lo sbilancia, per Massimi si può proseguire. E gli animi si accendono. L’arbitro espelle i due tecnici Ventura e Baldini e il team manager Avallone. Ma i siciliani sono ancora pericolosi, Micai di piede sventa una pericolosa situazione. Dopo un minuto, botta di Moscati, Micai si distende in corner. I granata sembrano soffrire poi al 70’ quello che non ti aspetti: cross di Kiyne in area, Scognamillo allarga le braccia e tocca di mano, rigore. Dagli undici metri Kiyne porta in vantaggio i campani. Entra Scaglia nei siciliani per Moscati, gli risponde Cerci per Giannetti dall’altra sponda. Intanto all’80’ botta di Cauz e Micai di pugno sventa. Entra Golfo per Tulli per il forcing finale amaranto. Micai su un corner basso è reattivo e salva il risultato. Anche Luperini sfiora il pari, sfera fuori. Entra Lopez per Firenze e dopo Odjer per Maistro. Proprio il ghanese impegna Carnesecchi. Nei cinque di recupero colpo di testa di Del Prete alto di poco. Finisce cosi, i campani espugnano Trapani con un pizzico di quella fortuna tanto invocata la passata stagione.

TRAPANI-SALERNITANA 0-1

TRAPANI (4-3-3): Carnesecchi; Cauz, Pagliarulo, Scognamillo, Del Prete; Moscati (30′ st Scaglia), Taugordeau, Colpani (26′ pt Luperini); Tulli (35′ st Golfo), Pettinari, Nzola. A disposizione: Dini, Stancampiano, Da Silva, Fornasier, Minelli, Candela, Jakimovski, Canino, Aloi. Allenatore: Baldini.

SALERNITANA (3-5-2): Micai; Karo, Migliorini, Jaroszynski; Cicerelli, Firenze (38′ st Lopez), Di Tacchio, Maistro, Kiyine; Djuric, Giannetti (33′ st Cerci). A disposizione: Vannucchi, Russo, Pinto, Dziczek, Kalombo, Odjer, Gondo. Allenatore: Ventura

ARBITRO: Massimi di Termoli

RETE: 26′ st rig. Kiyine (S)

NOTE. Al 15′ st allontanati dalla panchina il tecnico del Trapani, Baldini e quello della Salernitana, Ventura. Ammoniti: Moscati (T), Tulli (T), Di Tacchio (S), Scognamillo (T), Maistro (S), Taugordeau (T). Angoli: 3-3. Recupero: 2′ pt, 5 st

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Calaio’ si ritira, sara’ dirigente settore giovanile

L’ultima ‘freccia’ della sua carriera e’ quella scoccata lo scorso 25 aprile durante Salernitana-Carpi. Emanuele Calaio’, l’arciere del calcio italiano, appende le scarpette al chiodo dopo 605 partite e 197 reti messe a segno nei campionati professionistici con le maglie di Torino, Ternana, Pescara, Messina, Napoli, Siena, Genoa, Catania, Spezia, Parma e Salernitana. “Quando ho firmato con la Salernitana a gennaio gia’ c’era l’idea di fare un qualcosa in societa’”, ha spiegato questa mattina in conferenza stampa l’attaccante siciliano che proseguira’ la sua avventura a Salerno come dirigente del settore giovanile. “Sicuramente finisce un ciclo e ne inizia un altro. Una scelta che arrivati a una certa eta’ si fa. A 37 anni mi e’ arrivata questa proposta, dovevo farla a giugno ma ho anticipato di qualche mese”, ha ribadito Calaio’ che si e’ allenato fino a pochi giorni fa con il gruppo di Gian Piero Ventura, con il quale aveva preso parte anche al ritiro estivo di San Gregorio Magno. Ma negli ultimi giorni l’attaccante ha maturato la decisione di ritirarsi dal calcio giocato, anticipando quel percorso che gli era stato prospettato dal club granata sin dal suo arrivo a Salerno. E cosi’ ieri pomeriggio e’ arrivato l’annuncio ufficiale da parte della societa’, preceduto da un messaggio Whatsapp con cui Calaio’ ha annunciato la scelta ai suoi compagni di squadra. L’unico rimpianto – che ha lasciato un po’ di amaro in bocca al papa’ Giovanni e al figlio Jacopo – restera’ quello di non esser riuscito a tagliare il traguardo dei 200 gol in carriera, distante appena tre lunghezze. Ma i ricordi belli, quelli con le date delle sette promozioni, restano tatuati sul braccio sinistro. “Ricordo il gol in rovesciata a Catania contro il Varese, quello di testa segnato a Lecce con il Napoli. Ogni tanto li vado a rivedere su Youtube e qualche lacrimuccia mi viene”, racconta Calaio’ che non nasconde l’amarezza per aver vissuto “il periodo piu’ brutto della carriera durante la squalifica di sei mesi” lo scorso anno al Parma. Passato che e’ alle spalle. Il futuro sara’ tutto rivolto ai giovani. “Calaio’ – ha spiegato il ds Angelo Fabiani – andra’ a visionare giocatori, quello che deve fare un responsabile del settore giovanile, dovra’ girare la provincia per reclutare gli ottimi elementi che ci sono in giro”. Nella speranza, magari, di scoprire un nuovo arciere del calcio italiano.

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Il Benevento rovina la festa dell’Arechi

In tanti all’Arechi per il Monday Night match che ha in programma il derby Salernitana Benevento. Sfondata quota 15mila in una serata dal clima estivo. Numerosi anche i tifosi sanniti, oltre 1500 i beneventani giunti a Salerno. Primo tempo di studio con le squadre ben messe in campo. Equilibrio fino al quarto d’ora con leggero possesso palla sannita. Coda ha una buona chance ma spara fuori da buona posizione. LO stesso ex granata dopo due minuti scatta in offside, la deposita in rete ma l’arbitro annulla. I granata provano la mischia in area ospite, Viola salva come può. Primo giallo del match per Jallow per un intervento scomposto su Hetemaj. Al 33’ azione gol per i sanniti: Di Tacchio perde palla e la sfera arriva ad Insigne che si invola verso Micai ma tira incredibilmente al lato. Dopo il giallo a Di Tacchio un minuto dopo Migliorini mura una botta di Coda. Nel finale ancora Insigne pericoloso e Letizia con una botta dai 40 metri mette i brividi a Micai. Sanniti in crescita con granata in debito di ossigeno.

SECONDO TEMPO

Ripresa che comincia con gli stessi schieramenti della prima frazione. Al 50’ grande giocata di Kiyne che dalla sinistra pennella un cross al bacio per Giannetti che di testa spara alto. Replica subito il Benevento con una bella triangolazione Coda-Sau, l’ex Cagliari non inquadra lo specchio. La partita ora è aperta. Karo si infortuna ed esce al suo posto Kalombo. Prima Giannetti cerca la porta che non trova poi al 61’ Viola dalla distanza pesca il jolly nel sette di Micai e sblocca il derby. I granata sbandano e dopo quattro minuti in ripartenza Sau brucia la difesa granata e raddoppia facile. I granata cercano la reazione con Jallow, chiuso in corner. Ventura gioca la carta Cerci per Jallow che esce tra qualche fischio e poi inserisce Maistro per Odjer. Inzaghi inserisce l’altro ex Improta al posto di Insigne. I granata cercano una reazione più nervosa che ragionata ma fisicamente inferiore ai sanniti apparsi più freschi. Coda di testa intanto sfiora il tris di testa a dieci dal termine. Finisce, dopo un tiro di Maistro e uno sciupone di Tello il derby dell’Arechi, tra qualche fischio e qualche applauso. Un esame di maturità che rimanda dunque la Salernitana. Forse in partite come queste giocare per il pari non sarebbe stato male…

BENEVENTO – SALERNITANA 0-2

SALERNITANA (3-5-2): Micai; Karo (12′ st Kalombo), Migliorini, Jaroszynski; Cicerelli, Odjer (25′ st Maistro), Di Tacchio, Firenze, Kiyine; Jallow (25′ st Cerci), Giannetti. A disposizione: Vannucchi, Lopez, Pinto, Dziczek, Morrone, Djuric, Gondo. Allenatore: Ventura

BENEVENTO (4-4-2): Montipò; Maggio, Volta, Caldirola, Letizia; Insigne (31′ st Improta), Hetemaj, Viola, Tello; Coda, Sau. A disposizione: Manfredini, Gori, Rillo, Del Pinto, Kragl, Tuia, Basit, Gyamfi, Di Serio, Antei, Vokic.

ARBITRO: Abbattista di Molfetta

RETI: 16′ st Viola (B), 21′ st Sau (B)

NOTE. Spettatori 18003 di cui 1522 da Benevento. Angoli: 4-7. Ammonito: Jallow (S), Di Tacchio (S), Giannetti (S), Insigne (B). Recupero: 1′ pt – 4′ st

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