I Centri Verrengia sempre in prima linea

La Salernitana serra ulteriormente le fila per contrastare il Covid e… tampona tutti. Dopo l’inasprimento delle norme per l’accesso alla sede e non solo disposto nelle ultime ore (clicca qui per leggere l’articolo) il club granata ha deciso di investire ulteriormente nel protocollo anti-Covid. A partire dalla sfida di sabato pomeriggio con il Venezia, verrà richiesto un certificato di negatività mediante l’analisi di un tampone effettuato due giorni prima della partita. Tali misure saranno estese anche a tutto il personale di servizio che sarà presente allo stadio, compresa la stampa. Lo ha comunicato la stessa Salernitana sul suo sito internet, specificando la collaborazione con il Comune di Salerno e i Centri Verrengia.

“Così come già comunicato nella giornata di ieri, si sta adoperando per attivare ulteriori misure di prevenzione da Covid-19 con l’obiettivo di preservare la salute dei propri tesserati e di tutto il personale di servizio. A tal fine la Società comunica che, d’intesa con il Comune di Salerno e il proprio partner Centri Verrengia, in occasione delle prossime gare interne, il personale accreditato al fine di accedere allo Stadio dovrà esibire un tampone negativo effettuato nelle precedenti 36 ore o in alternativa sottoporsi gratuitamente ad un tampone rapido presso la postazione mobile (foto in alto, ndr) predisposta presso il Varco 2 dello Stadio Arechi. Sarà altresì obbligatorio continuare a presentare all’accesso autocertificazione debitamente compilata”, si legge nel comunicato del club.

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Colantuono: “Verrò alla festa promozione della Salernitana”

SALERNO – E’ stato l’ultimo allenatore sulla panchina granata a vincere a Chiavari contro la Virtus Entella. Era la stagione calcistica 2017/18 e si giocò quella gara nel mese di dicembre. Il tecnico era Stefano Colantuono, 58 anni, romano, una lunghissima esperienza su tante panchine anche di serie A ed era stato da pochi giorni chiamato a sostituire sulla panchina granata l’esonerato Alberto Bollini. E per il tecnico romano fu il primo impatto, la prima trasferta in terra ligure sulla panchina con la sua nuova squadra dopo pochi giorni dal suo arrivo. “Ricordo la chiamata della società granata che accolsi con grande gioia e dopo il mio arrivo ci furono pochi giorni per preparare quella gara. Ed i miei calciatori disputarono la partita in terra ligure con grande determinazione per portare a casa quel risultato positivo che alla fine ci premiò con i gol realizzati da Kijine (che gioca anche in questa Salernitana di Castori) e Sprocati”
E dunque la trasferta di sabato pomeriggio proprio a Chiavari contro la Virtus Entella, che è ultima in classifica, quando mancano sei giornate alla fine della stagione regolare potrebbe davvero dare altre chances in più per migliorare l’attuale classifica a questa Salernitana che è terza in graduatoria. E’ così, mister?
“Ma certamente anche se ogni partita è difficile ma quest’anno la Salernitana sta disputando un grande campionato e spero che da Chiavari possa portare via l’intera posta in palio. La squadra granata è da inizio stagione nelle primissime posizioni di classifica in una stagione positiva sotto tutti i punti di vista. E credo che i complimenti a tutti siano d’obbligo”
Dunque una classifica di serie B, come quella attuale, veritiera, Colantuono?
“Guardi se si disputa un campionato come quello che sta facendo la Salernitana i valori emergono. Alla base c’è sempre un grande lavoro, una crescita esponenziale che questa squadra merita perchè sta lì, a giocarsi le sue carte, come le altre squadre in una stagione molto equilibrata”
Si aspettava, mister, un campionato così importante da parte della sua ex squadra?
“Certamente si vista che la stagione è stata programmata nel miglior modo possibile. Conosco bene l’allenatore. Fabrizio è un collega molto bravo che con la società ha allestito una rosa competitiva e che sta facendo cose eccezionali”
Qualcuno storce ancora il naso per il gioco poco appariscente che spesso la squadra offre?
“Nel calcio, mi creda, contano solo i risultati. Poi tutto passa in second’ordine. Mi arrabbio quando si vuole sempre trovare il pelo nell’uovo alle prestazioni magari non brillanti.  E si critica perchè gli attaccanti non segnano rispetto, magari, anche ad altre squadre che sono più prolifiche. Sono cose marginali visto che questa Salernitana ha una difesa che ti concede poco e appena segna cerca di conservare il vantaggio. Magari se avesse segnato di più, ma bisogna anche dire che Tutino e Djuric si mettono a disposizione della squadra ed aiutano i compagni anche in altri reparti, sarebbe stata vulnerabile in difesa. Insomma certi esteti del calcio si accontentino di questo eccezionale campionato. Perchè, in conclusione, si deve guardare la classifica, il terzo posto ed i 54 punti attuali. Dunque anche se qualcuno dice che non si gioca bene l’obiettivo primario è quello di portare a casa il risultato ad ogni costo. Ed in questo momento con questa attuale ed anche invidiabile posizione di classifica cosa si pretende di più?”
Anche perchè il progetto iniziale era quello di disputare un buon campionato magari senza perdere di vista qualche obiettivo come i play off nei quali la Salernitana c’è ampiamente?
“Credo che finora la squadra di Castori non ha deluso le aspettative. Ero sicuro, anche seguendola da lontano, che questa Salernitana con Fabrizio in panchina potesse fare un grande percorso. Non sto qui a fargli i complimenti, sa bene Fabrizio che lo stimo.  Aggiungo solo che è una squadra che riflette in pieno l’identità di un allenatore bravo e preparato”
Sei giornate al termine della stagione regolare. Cosa si aspetta che possa accadere, mister, per i due posti utili per la serie A ed i play off?
“Innanzitutto penso che la Salernitana debba provare ad attaccare anche la seconda posizione. E’ vero che ci sono quattro punti di svantaggio dal Lecce e cinque dall’Empoli che però deve recuperare due partite ma nel calcio tutto può accadere. Non si sa mai. I cedimenti nelle ultime partite possono sempre arrivare e la Salernitana si deve far trovare pronta a sfruttare ogni situazione. Se poi non riuscisse allora anche la terza posizione sarebbe invidiabile per avere certamente più chances delle altre cinque che disputeranno il post season con i play off”
C’è qualche squadra in serie B che l’ha delusa?
“Non parlerei di delusioni ma magari di obiettivi iniziali stagionali non centrati. Frosinone, Brescia, Cremonese erano partite con altre ambizioni. Ed ora si trovano, purtroppo, fuori dalla griglia play off a poche giornate dalla fine”
Empoli, Lecce, Monza, Venezia non hanno tradito le aspettative?
“Metto subito la Salernitana tra le quattro squadre da lei citate. E’ una grande e bella realtà del campionato di B. Poi è chiaro che le squadre che lei ha citato hanno numeri importanti per arrivare in alto. Forse solo il Monza si è attardato un po ma è una squadra, questa, che è stata costruita per vincere subito. E non dimenticherei il Cittadella che negli ultimi anni è stata sempre tra le protagoniste ai play off”
Secondo lei, mister, quando ha influito la pandemia sul calcio in generale e in particolare sul campionato della Salernitana?
“Davvero tanto. Visto che senza l’apporto del pubblico al calcio manca certamente qualcosa per non dire tutto. E in piazze <calde> come Salerno, Reggio Calabria, Lecce con tanto pubblico sugli spalti in tante gare molto equilibri potevano certamente cambiare in modo positivo. Ma bisogna andare avanti così ed aspettare che tutto possa finire in breve tempo per rivedere gli stadi pieni di tifosi”
E Stefano Colantuono cosa vuol fare da grande?
“Il mio mestiere è quello di allenatore. Quest’anno per motivi vari non mi sono mosso da San Benedetto del Tronto. Ho fatto il direttore tecnico della Sambenedettese per alcuni mesi. Ma spero di tornare presto su una panchina se mi chiama qualche società”
Cosa vuole, invece, augurare a questa Salernitana?
“Tutto il meglio e lo dico con grande sincerità. Mi sono trovato bene nella vostra città, ho ancora tanti amici con i quali ci sentiamo spesso. Sono legato a filo doppio a Salerno, una città che mi è rimasta nel cuore, così come la sua eccezionale tifoseria. Ed io spero tanto che da qui a qualche settimana si possa raggiungere quell’obiettivo che manca, se non sbaglio, da ben 23 anni. Verrei anch’io, covid permettendo, a festeggiare il grande evento…”

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Castori esalta la Salernitana: “E’ stata la vittoria del gruppo”

di Marco De Martino

Fabrizio Castori fa il pieno di complimenti dopo la bella vittoria ottenuta dalla Salernitana ai danni del Frosinone grazie ad una magia di Emanuele Cicerelli: “Sono contento perché abbiamo vinto grazie al gruppo. Quelli che stavano in panchina sono entrati benissimo e l’hanno cambiata, ma le gare vanno combattute dall’inizio –spiega Castori- magari chi entra e trova la giocata giusta può risolverla ma prima chi è in campo deve dare battaglia per mantenerla in equilibrio. Il contributo è stato importante da parte di tutti, anche all’inizio quando abbiamo saputo soffrire lottare e correre rintuzzando un Frosinone forse più fresco. Abbiamo cambiato assetto trovando le misure, alzando il ritmo e trovando una vittoria importante”. L’uomo copertina è, come detto, Emanuele Cicerelli, un elemento di grande qualità spesso però tenuto fuori da Castori. Il tecnico spiega che la scelta di lasciarlo fuori non è per una motivazione tecnica ma tattica e soprattutto strategica: “Cicerelli e Kupisz sono esterni da 4-4-2, Cicerelli –sottolinea il trainer- è più offensivo ed il 3-5-2 è più penalizzante per lui. Non sempre chi va in campo è migliore di chi va in panchina, c’è chi ha caratteristiche per incidere a partita in corso, come appunto Emanuele, mettendo in risalto le proprie caratteristiche come è successo stasera decidendo l’incontro. Sa spaccare la partita e va sfruttato per quello che sa fare, io non ho dubbi sul suo valore”. La Salernitana ieri sera è stata camaleontica, cambiando tre moduli nel giro di novanta minuti: “L’atteggiamento ed i concetti applicati dalla squadra sono importanti, non i moduli. Magari lo schema avvantaggia alcuni giocatori, un altro può favorirne altri ma i principi di gioco devono essere sempre gli stessi. Abbiamo vinto una partita interpretandola in diversi modi e non era facile anche perché si giocava contro una squadra molto forte. A Lecce –ricorda il tecnico- abbiamo affrontato una squadra forte soffrendo nell’ultima parte del primo tempo, ma se fossimo riusciti a finire in parità all’intervallo sarei intervenuto per cambiare le cose con dei correttivi, ma purtroppo non ne ho avuto il tempo”. In vista di Chiavari la coperta di  fa corta a causa di infortuni e squalifiche: “Coulibaly ha avuto un infortunio brutto, speriamo di recuperarlo rapidamente ma a Chiavari non ci sarà così come Jaroszynski e Anderson che saranno squalificati. Non voglio però che si vada in gestione, prima o poi le ammonizioni si prendono per cui non farò calcoli scegliendo sempre la migliore formazione possibile. Non so se recupereremo Gondo, Aya e Durmisi, però chi andrà in campo –sottolinea Castori- ricalcherà lo spirito di questa squadra. Kiyine? Sofian ha fatto una buona gara si sta calando nella nostra mentalità di squadra, soprattutto sotto il profilo dell’atteggiamento. C’è bisogno di lui come di tutti gli altri della rosa soprattutto in una fase decisiva come questa”. Una fase decisiva che vedrà la Salernitana tra le protagoniste ma senza la passione della propria tifoseria a sostegno: “Il calcio senza tifosi è insipido, la Salernitana per loro rappresenta la città e dispiace -dice Castori- non avere accanto a noi il loro calore soprattutto in un momento bello come questo, sarebbe stato molto bello condividerla con loro”. La promozione diretta o attraverso i play off è obiettivo dichiarato della società granata che ha anche fissato un premio: “Se la società vuole riconoscere un premio ai ragazzi nel caso si raggiungesse un obiettivo così importante e soprattutto duro da raggiungere –sottolinea Castori- credo sia giusto farlo. Noi sfavoriti? A me non interessa se non ci annoverano ancora nel lotto delle favorite, credo che a parlare per noi sono i numeri. Il Lecce è quella che sta meglio, ha fatto sei vittorie di fila, ma anche noi siamo in una condizione ottimale. Come ho sempre detto –conclude Castori- ce la giocheremo fino alla fine”.

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Magia di Cicerelli: urlo granata

di Fabio Setta

 

La fantasia al potere. Una frase tanto fatta quanto vera. Almeno per una notte. A riportare la Salernitana da sola al terzo posto ci ha pensato una magia di Cicerelli, uno di quei calciatori che trova poco spazio, uno di quei calciatori in grado di poter creare qualcosa di diverso. E l’ha fatto, dieci minuti dopo l’ingresso in campo, con un tiro a giro che ha steso il Frosinone, riaccendendo il sogno granata della Serie A e risolvendo una gara non facile per la Salernitana con Castori che dopo le difficoltà iniziali però ha avuto il merito di cambiarla e plasmarla a gara in corso. Infatti, il trainer granata ha provato a cambiare il peso offensivo alla squadra inserendo Kiyine a centrocampo con Anderson in appoggio a Tutino, lasciando in panchina Djuric. Il risultato, però, è che nella prima parte di gara la squadra è sembrata sfilacciata oltre che in balia del Frosinone. I ciociari, però, pur tenendo sempre il pallone e dando l’idea di poter essere sempre pericolosi sono stati poco incisivi dalle parti di Belec, rendendosi pericolosi solo con qualche guizzo di Kastanos. L’infortunio di Coulibaly, perdita grave, ha dato però la possibilità a Castori di ridisegnare la squadra. Difesa a quattro con Casasola e Veseli esterni e centrocampo sempre a quattro con Kupisz e Kiyine. Ritrovata compattezza la Salernitana si è resa pericolosa nel primo tempo in diverse circostanze. Prima al 26’ con Tutino che ha servito Anderson a rimorchio che però non ha inquadrato lo specchio poi proprio con il numero di testa che al 46’ ha trovato la risposta di Bardi, bravo anche a salvare sull’accorrente Casasola. Dopo l’intervallo, Castori ha poi completato la rivoluzione inserendo Jaroszynski e Cicerelli per Mantovani e Anderson, avanzando di qualche metro Kiyine con Kupisz e Cicerelli ai fianchi per una sorta di 4-2-3-1. Dopo dieci minuti della ripresa proprio Cicerelli, dopo una bella azione corale, con un tiro a giro ha sbloccato il risultato. La reazione del Frosinone è arrivata subito con Iemmello che appena entrato a volo ha sfiorato il pareggio. La Salernitana come d’abitudine si è compattata dietro, cercando l’attimo giusto per provare a chiudere il match. Non è arrivato il raddoppio ma la squadra di Castori non ha concesso praticamente nulla alla squadra avversaria, nonostante Grosso abbia cambiato radicalmente volto al reparto offensivo ciociaro. Vittoria di misura, ma qual che conta è aver ritrovato subito la vittoria dopo il passo falso di Lecce. Quel Lecce e quel secondo posto che restano a quattro punti di distacco, a sei giornate dalla fine. Tutto è possibile allora, la Salernitana è ripartita e nel frattempo sola soletta al terzo posto che in chiave play off vale tanto, tantissimo.

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Castori non molla: “Il nostro obiettivo non cambia”

di Marco De Martino

 

Rammaricato per il risultato ma deciso a voltare subito pagina ed a riprendere il cammino interrotto ieri sera a Lecce. Fabrizio Castori scuote la Salernitana subito dopo il ko rimediato al Via del Mare, il primo dopo dodici risultati utili consecutivi, che rallenta il cammino dei granata verso la promozione diretta in serie A: “Abbiamo iniziato bene, poi il Lecce ha preso il sopravvento anche perché ci siamo schiacciati troppo. E’ stato decisivo aver preso gol ad un minuto dalla fine del primo tempo, non dovevano andar sotto in quel momento ed in quel modo ma –si rammarica Castori- purtroppo ci può stare subire gol dopo partite. Siamo ripartiti nella ripresa molto bene, sfiorando anche il pareggio ma poi l’espulsione ci ha definitivamente tagliato le gambe. E’ ancora tutto in gioco, nel girone di ritorno non avevamo mai perso e –sottolinea Castori- ci poteva stare perdere qui a Lecce contro una squadra forte. Il nostro obiettivo non cambia, mancano ancora sette partite, la classifica è corta anche perché pure le altre fanno fatica, basta guardare i risultati. Vogliamo crederci e giocarcela fino a quando la matematica ce lo permetterà. Dobbiamo ripartire subito forte a cominciare dalla gara con il Frosinone per riprenderci quello che vogliamo”. Il problema dell’anemia offensiva anche ieri a Lecce si è palesato. Pochi tiri e zero gol all’attivo per un reparto sempre più asfittico; Castori, però, non se ne cruccia: “L’appannamento è anche psicologico, le gare sono tante e ci può stare perdere lucidità. Non ci concentriamo però solo sugli attaccanti, la squadra deve fare di necessità virtù. E’ un dato di fatto che sia un periodo in cui non riusciamo a essere prolifici con gli attaccanti ma non ne farei un dramma. E’ un problema che va affrontato e risolto da squadra come abbiamo sempre fatto. Anche in difesa –aggiunge il tecnico- non siamo stati impeccabili stasera, ma dopo sette partite senza subire gol ci può stare di commettere un errore. Non buttiamo a mare tutto quello che abbiamo fatto finora, ci concentriamo per ripartire subito lunedì”. Dunque Castori si proietta già al prossimo impegno, quello di lunedì sera all’Arechi: “Contro il Frosinone non avremo Bogdan per squalifica ma nemmeno Aya, che è ancora infortunato e non riuscirà a recuperare. Anderson con l’assenza di Gondo è la prima alternativa agli attaccanti. Giocare con calciatori più offensivi? Non condivido –sentenzia Castori- perché questa squadra è arrivata dov’è grazie a questo modo di giocare. Abbiamo fatto della solidità la nostra forza in tutto il campionato, purtroppo stasera è andata così, anche perché l’avversario era oggettivamente molto forte. Il campionato è lungo e ci può stare di ricorrere a qualche giocatore più fresco, ma dove sta scritto – conclude l’allenatore granata – che giocando con elementi con caratteristiche diverse si diventa più prolifici?”.

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Dopo dodici risultati utili i granata ko ma restano nelle zone alte

di Fabio Setta

LECCE – Era una prova da grande e la Salernitana l’ha giocata con le sue armi: la compattezza, la solidità e la grande grinta. Contro il Lecce, però, non è bastato. Così, dopo dodici risultati utili consecutivi, la squadra di Castori è rimasta a mani vuote, conservando comunque il terzo posto. Fatto che a sette turni dalla fine non è certo trascurabile anche se il Lecce, secondo, ora ha quattro punti in più. Avrebbe potuto giocarsela diversamente rischiando di più? Chissà. Nei primi minuti la Salernitana, infatti, era riuscita a portare la pressione alta sulla costruzione dal basso dei salentini, costringendoli spesso a cerca il lancio lungo. Inoltre, col baricentro più alto, la formazione di Castori ha dato l’impressione di poter rendersi anche pericolosa in attacco. Coulibaly ovunque, Di Tacchio e Capezzi a mordere le caviglie degli avversari, Tutino come punto di uscita per la manovra offensiva: così come avvenuto contro il Brescia Castori sembrava aver studiato la tattica giusta per mettere in difficoltà il Lecce di Corini. Col passare dei minuti, però, dopo le prime occasioni e i primi miracoli di Belec, la Salernitana si è trincerata nella propria metà campo, formando tre linee compatte, in pochi metri, a difesa della propria porta. Il Lecce ha così preso possesso del campo, e sono state tante le occasioni nella prima frazione. C’è stata anche una traversa, piuttosto fortuita in verità con un tirocross di Coda deviato da Bogdan e alla lunga, azione dopo azione, con una pressione continua, il fortino granata è crollato. Peccato sia accaduto ad un minuto dal termine della prima frazione, quando Tachtsidis ha pescato Pettinari in area, dimenticato da Mantovani e Jaroszynski, che in diagonale ha battuto Belec, interrompendo l’imbattibilità della difesa granata dopo ben 681’. A inizio ripresa la Salernitana ha poi deciso finalmente di giocare e nei primi minuti Tutino ha subito sfiorato il pareggio. La situazione si è complicata quando i granata sono rimasti in dieci per il rosso di Bogdan. Castori ha inserito Anderson e Kupisz per Capezzi e Djuric ma con la superiorità numerica inevitabilmente il Lecce ha ripreso fiducia, possesso del pallone e con un colpo di testa di Maggio ha trovato il raddoppio al 73’. È il gol che chiude definitivamente il match con la Salernitana che magari ha iniziato anche a pensare al match di lunedì contro il Frosinone. Le buone notizie per i granata arrivano dagli altri campi con le sconfitte di Venezia e Cittadella e il pari del Monza contro l’Entella. Nonostante il ko, quindi, la Salernitana resta al terzo posto in coabitazione con i brianzoli, con la promozione diretta più lontana ma con un biglietto per i play off praticamente in tasca.

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