Coronavirus, è morto l’ex granata Consonni

A causa del Covid 19 è morto un l’ex granata  Pierluigi Consonni, che viveva provincia di Bergamo. Era stato ricoverato in ospedale nel reparto di terapia intensiva a causa della sua positività al Coronavirus. Aveva compiuto 71 anni a gennaio ed era originario di Ponte San Pietro, nel bergamasco  Consonni   era un difensore ed aveva militato nella Salernitana nella stagione 1977/78 in Serie C e anche in una piccola porzione di quella successiva, disputando anche alcune partite di Coppa Italia prima di essere ceduto al Pergocrema. I granata lo avevano prelevato dal Bari, con cui aveva disputato anche due stagioni in Serie B. Il suo bilancio con i granata è di 36 partite ufficiali.

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Aya in tackle sul virus: “Battiamolo. Sono a tutti gli effetti della Salernitana”

di Marco De Martino

Sette presenze su otto e nessun cartellino giallo da quando veste il granata. Con lui in campo la Salernitana ha avuto una media di 1,86 punti a partita, da play off. Ramzi Aya ha letteralmente salvato il mercato di gennaio granata, imponendosi prepotentemente nella sua nuova realtà a suon di prestazioni convincenti. Il difensore romano, ingaggiato durante la campagna trasferimenti invernale dal Pisa, sta vivendo giorni di grande preoccupazione per ciò che sta accadendo in Italia e nel mondo a causa della pandemia di Covid-19. In esclusiva per “Le Cronache”, Aya ha raccontato il suo isolamento, toccando anche punti importanti come il taglio degli stipendi, la sospensione dei campionati ed il suo futuro in maglia granata.

Dev’essere dura per un calciatore, abituato a girare ogni settimana per lo Stivale, vivere in isolamento per tutti questi giorni. Come sta andando a Ramzi Aya:

“Abbastanza bene, ci chiedono di stare a casa, non di fare la guerra. Non sono abituato a restare in casa 24 ore su 24, ma non è affatto un sacrificio per me anche perché la famiglia ce la godiamo sempre troppo poco”.

Netflix, social e… Fifa 20 come tanti tuoi colleghi calciatori?

“Gioco a Fifa ma quando ho fatto il trasloco da Pisa la Playstation l’ho messa in uno scatolone che è andato a Roma e quindi ne sono sprovvisto. 24 ore, quindi, tutte dedicate a mia moglie Francesca e mia figlia Beatrice”.

L’angoscia aumenta ed il calcio, così come tutto il resto, sembra ormai essere passato in secondo piano:

“Ormai il mio pensiero non va più al calcio, nonostante sia il mio lavoro. Ci sono 700 morti al giorno e la prima sfida da vincere è questa contro il virus. Parlare di calcio sarebbe una mancanza di rispetto verso tutte le persone che muoiono e che soffrono. Non riesco a concentrarmi più di tanto sul calcio. Pensa che ogni giorno aspetto le 18 per conoscere i dati ufficiali della Protezione Civile. Si farà fatica a ritrovare la normalità anche dopo, io per primo porterò sempre la mascherina anche quando si allenterà la morsa perché si avrà sempre il timore che l’epidemia possa ritornare. Poi è chiaro che una volta che si tornerà ad uscire ci sarà più serenità perché vorrà dire che la situazione è migliorata”.

Sei in contatto con i tuoi compagni di squadra e con mister Ventura?

“Abbiamo un gruppo whatsapp con i compagni, dove ci aggiorniamo, ci sentiamo, stemperiamo la tensione con qualche video. Vivo la giornata in modo sereno, sto con la famiglia, mi rilasso, faccio allenamento, mi metto a cucinare con mia moglie, a giocare con mia figlia, ma poi quando arrivano le 18 è depressione. Senti che in un giorno ci sono stati 793 morti, 4mila contagiati, è terribile. E’ una cosa che mi fa rimanere sbalordito, pensa se dovesse venire a qualcuno dei tuoi cari o dei tuoi amici. Non puoi andare a trovarlo, se succede qualcosa lo prendono e lo portano via. Tu non puoi fare niente, si muore da soli. Io, naturalmente, ho pensato anche a me stesso. Se, toccando ferro, venisse a me non potrei stare a casa, anche perché se lo attacco a mia moglie poi chi prende in carico la mia bambina? E’ una situazione incredibile”.

La preoccupazione, anche tra gli sportivi, è tanta. Da Rugani a Dybala, da Maldini a Sportiello, sono sempre più frequenti i casi che coinvolgono i calciatori:

“Si diceva che fosse solo una febbre forte, ma non è stato così. Ho un amico che ci sta dentro. Si è svegliato una mattina che aveva male ai polmoni ed ora è in terapia intensiva. Così, dal nulla. Può prendere chiunque e bisogna stare attenti”.

Stemperiamo. Come va con gli allenamenti fai da te?

“Bene, la società ci ha inviato un programma di allenamento da svolgere a casa. Ovviamente non possiamo fare capriole, ma con questo programma in teoria dovremmo rimanere in una buona forma fisica. Come lavoratori, per noi calciatori è un obbligo tenerci in forma nel caso ricominciasse tutto. Non credo che gli allenamenti possano riprendere prima che la situazione migliori. Le società sono nelle mani del governo, non hanno la facoltà di dire ‘oggi facciamo così’ anche perché l’ultimo Decreto è ancora più restrittivo. Siamo bloccati da una pandemia decretata dall’Oms, evidentemente la situazione è gravissima e può colpire chiunque”.

Eppure il calcio italiano, quello del Palazzo, sta cercando soluzioni per tamponare l’emergenza. Una di queste è il possibile taglio degli stipendi ai calciatori. Cosa ne pensi?

“Il problema ora non me lo sto ponendo. Penso che se non dovesse riprendere il campionato, sicuramente ci sarà da discutere coi diretti interessati per trovare una soluzione riguardo questi tre o quattro mesi passati senza giocare. Non so bene come funzioni dal punto di vista legale, ma se il campionato ricominciasse e si sforasse dopo il 30 giugno, con venti partite da fare nell’arco di due mesi, in estate, mi sembra difficile che gli emolumenti possano essere tagliati. Se la stagione dovesse ricominciare, ci stiamo giocando le vacanze ora, visto che subito dopo ci sarebbe da disputare la nuova. Non sono un esperto ed a parlare dovranno essere i rappresentanti dell’Assocalciatori, ma da persona normale ti dico che se si ferma il campionato il taglio ci può anche stare, se non si ferma mi sembra una fesseria. Anche perché noi siamo obbligati a rimanere a Salerno, nel luogo dove lavoriamo, perché c’è un contratto e non possiamo tornare nelle nostre città d’origine”.

Un altro problema, se si dovesse riprendere a giocare in estate, riguarda i calciatori con i contratti in scadenza il 30 giugno oppure in prestito. Per te, che sei in prestito, la Salernitana ha l’obbligo di riscatto:

“Ti do una notizia, sono a tutti gli effetti della Salernitana. L’obbligo di riscatto era in base ad una condizione che è già stata evasa ed ormai sono un calciatore granata con altri due anni di contratto. Per quanto riguarda i prestiti ed i contratti in scadenza, credo ci sarà una proroga. Proprio per questo mi chiedo: come può un calciatore con il contratto in scadenza il 30 giugno accettare sia la proroga oltre quel termine che il taglio dello stipendio?”.

Il tuo futuro dunque è la Salernitana. Hai disputato solo sette partite in granata, che però ti hanno subito fatto apprezzare dal pubblico salernitano:

“Peccato, questa emergenza mi ha interrotto sul più bello. Ogni allenatore ha il suo modo di interpretare il calcio, a Ventura piace partire dal basso ed io, essendo arrivato in corsa a gennaio, ero più svantaggiato perché mi dovevo far trovare subito pronto. Ho lavorato il doppio per farlo ma, a parte l’ultima gara di Perugia, devo dire che le cose stavano andando bene”.

Per chiudere, una curiosità. Sei romano, di fede romanista o laziale?

“Io tifo per la Roma, fortemente per la Roma”.

Sarà contento Lotito…

Ramzi Aya ride di gusto. La medicina migliore in un momento di angoscia, incertezza e paura come questo.

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Addio a Matteo Porpora, scompare un altro pezzo di storia della Salernitana

Si è spento ieri, all’età di 85 anni, Matteo Porpora, salernitano doc ed ex centrocampista della Salernitana negli anni Cinquanta e Sessanta. Le sue condizioni di salute   negli ultimi mesi si erano progressivamente aggravate. Così lo ricorda in un post su Facebook l’associazione 19 giugno 1919, che lo aveva invitato alla mostra  per celebrare il centenario della Salernitana. “Matteo Porpora, Salernitano fiero e orgoglioso di rappresentare la sua città con la maglia granata e fascia da capitano al braccio. 92 presenze in sette anni, alla mostra del Centenario si aggirava commosso tra le
tante fotografie. Oggi ci ha lasciato un grande pezzo di Storia granata”.

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Lotito: “Virus se sta a ritirà!”. Replica di Agnelli: “Ora sei anche virologo?”

Nervi tesi in Lega Serie A tra il presidente della Juventus Andrea Agnelli e quello della Lazio Claudio Lotito che si stanno affrontando verbalmente circa la ripresa o meno degli allenamenti e del campionato fermato dalla pandemia di coronavirus che ha travolto il mondo.

Secondo quanto riporta Tuttosport, i due avrebbbero avuto ancora una volta un acceso confronto durante la riunione in videoconferenza della giornata di ieri.

Lotito si sarebbe mostrato ottimista sulla regressione del coronavirus che ha messo in ginocchio l’Italia: “Avete visto i dati? Oh, se sta a ritirà, riferito al virus, ndr). Ma poi lo so: io parlo coi medici luminari, quelli che stanno in prima linea, non con quelli delle squadre”. A questo punto la risposta di Agnelli non si sarebbe fatta attendere: “Eh certo: ora sei diventato anche un esperto virologo”.

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Addio all’ultras Orazio D’Orso, la Curva Sud in lutto

La tifoseria della Salernitana è a lutto. E’ scomparso Orazio D’Orso, uno degli esponenti più conosciuti del mondo ultras granata. La notizia si è diffusa in prima mattinata sui social e centinaia sono i messaggi di cordoglio che hanno già invaso la bacheca del suo profilo su Facebook. “La curva Sud Siberiano – come scrive un suo amico sui social – ha perso un altro pezzo da Novanta”.

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Salernitana: Akpa Akprò, l’insostituibile granata

di Marco De Martino

Jean Daniel Akpa Akpro (foto ussalernitana1919.it) ormai può essere definito una certezza della Salernitana. Superati finalmente i problemi fisici che ne hanno rallentato il recupero, il centrocampista franco ivoriano è un elemento insostituibile dello scacchiere di Gian Piero Ventura. 21 le sue presenza in questa stagione per un totale di 1654’ minuti trascorsi in campo, conditi da un gol da tre punti contro il Cosenza all’Arechi e da un assist, nel match d’esordio contro il Pescara, servito a Niccolò Giannetti. Se non ci fosse stato quel mese di stop, tra settembre ed ottobre, a causa del solito infortunio muscolare subito a Cosenza alla seconda giornata, Akpa Akpro probabilmente avrebbe giocato sempre. Il suo rendimento è cresciuto progressivamente e, dopo l’inserimento nell’undici base di un regista puro come il polacco Dziczek, l’ex capitano del Tolosa ha aumentato i giri, diventando il perno insostituibile del centrocampo della Salernitana. A Perugia ha addirittura indossato per la prima volta la fascia di capitano granata, a testimonianza del fatto che il franco ivoriano è diventato uno dei leader carismatici del gruppo allenato da Ventura. Il dato, tra le statistiche, che balza subito all’occhio è l’84 fatto registrare alla voce contrasti vinti, una specialità nella quale è il leader in casa granata e tra i primi in cadetteria. Una combattività che spesso però sfocia in fallosità: con 51 falli fatti Akpa Akpro è al decimo posto in B tra i calciatori più fallosi (all’ottavo posto c’è il suo compagno Kiyine). Se, da qui a fine stagione, riuscirà ad affinare la propria aggressività ma anche la propria mira in zona gol, Akpa Akpro potrebbe spiccare il definitivo salto di qualità.

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Migliorini: andata da protagonista, poi la flessione dopo il giro di boa

di Marco De Martino

Marco Migliorini (foto ussalernitana1919.it) è uno dei pochi superstiti della stagione 2018/19, quella conclusasi con la salvezza alla lotteria dei rigori al Penzo di Venezia contro i lagunari. In bilico per tutta l’estate, anche perché nel precampionato Gian Piero Ventura sembrava preferirgli Billong, l’ex di Torino e Juve Stabia è diventato titolare nella prima giornata di campionato contro il Pescara, complice l’infortunio del centrale francese. Migliorini è rimasto titolare in pratica per tutto il girone d’andata, realizzando un gol molto importante nella vittoriosa trasferta di Livorno, e saltando solo una partita, quella contro l’Ascoli all’Arechi a causa della squalifica rimediata dopo il derby di Castellammare dove è incappato in una espulsione per doppia ammonizione. 21 presenze totali finora, per 1884 minuti trascorsi in campo. Dopo la fuoriuscita dall’undici base di Di Tacchio, Migliorini ha indossato anche la fascia di capitano in cinque occasioni, salvo poi cederla ad Akpa Akpro nelle ultime tre partite su quattro, ovvero quando Ventura l’ha avvicendato con Billong. Dopo aver tirato la carretta per un girone intero, il difensore ha goduto di un periodo di riposo concessogli da Ventura, il quale ha pensato di non sovraccaricarlo atleticamente visto che spesso, vista l’emergenza, è stato costretto ad impiegarlo nonostante qualche fastidio fisico. Ora, con la sosta forzata a causa dell’emergenza Covid 19, Marco Migliorini avrà tutto il tempo di ricaricare le batterie per farsi trovare pronto alla ripresa.

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Salernitana: Karo, da incognita a certezza

di Marco De Martino

Altra nota lieta di questa stagione, per la Salernitana, è il difensore Antreas Karo (foto ussalernitana1919.it). Il centrale cipriota ha collezionato 23 presenze fino a questo momento, per un totale di 1915 minuti in campo, condite da un gol, quello realizzato nell’ultima uscita stagionale all’Arechi contro il Venezia. Karo è stato tra i primi ad arrivare, in estate, via Lazio. Dopo un iniziale scetticismo da parte dell’ambiente, visto il curriculum scarno e la provenienza da un campionato poco competitivo come quello cipriota, il difensore classe 96 ha conquistato subito la fiducia di Gian Piero Ventura, che l’ha subito schierato titolare nella posizione di centrale di destra della sua retroguardia a tre. Un ruolo mantenuto per tutto il girone d’andata, nel quale ha disputato 19 partite su 19 da titolare. Nel girone di ritorno, complice una squalifica, ha saltato la gara di Pescara ed ha subito lo scavalcamento nelle gerarchie da parte del neo acquisto Ramzi Aya. Solo quattro le presenze nelle nove giornate disputate finora dopo il giro di boa, nelle quali però è riuscito a sbloccarsi, come detto, nel match interno con il Venezia grazie ad un assist al bacio di Cerci. Resta comunque positivo l’impatto di Karo con la nuova realtà salernitana, anche in considerazione della giovane età e che si tratta della sua prima esperienza all’estero. Un rendimento più che sufficiente che gli ha fatto guadagnare diverse convocazioni da parte della sua Nazionale, con la quale però ha collezionato solo una presenza, nel match di qualificazione agli Europei contro la Scozia.

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Jaroszynski, il mastino granata

di Marco De Martino

25 presenze su 28 collezionate in questo campionato, di cui 24 per tutti i novanta minuti di gioco per un totale di 2156 trascorsi in campo: numeri che spiegano da soli l’importanza di Pawel Jaroszynski (foto ussalernitana1919.it) per la Salernitana di Gian Piero Ventura. Il difensore polacco, arrivato in punta di piedi in granata proprio su imbeccata del trainer che l’aveva avuto per poche settimane al Chievo Verona, si è subito impossessato della maglia di centrale di sinistra della retroguardia a tre e, salvo pochi passaggi a vuoto, finora è risultato tra i migliori per rendimento. In molti, al suo arrivo, credevano che la sua posizione dovesse essere quella di laterale sinistro di difesa o di centrocampo, ma invece Ventura l’ha voluto a difesa della propria area di rigore. Sin dalla prima giornata di campionato Jaroszynski ha dimostrato di essere un mastino difficile da superare per gli avversari, una caratteristica che gli ha subito permesso di entrare nel cuore dei tifosi. Memorabile l’esordio in campionato all’Arechi contro il Pescara quando, oltre a blindare la difesa, riuscì a firmare, con un preciso cross dalla sinistra, anche l’assist per il primo gol messo a segno di testa da Lamin Jallow. Jaroszynski è praticamente rimasto sempre in campo, ad eccezione del match casalingo con l’Ascoli e di quelli in campo esterno contro Empoli e Perugia. Proprio in quest’ultimo match la sua assenza si è fatta sentire non poco, tant’è vero che il gol decisivo degli umbri firmato da Mazzocchi è arrivato proprio nella zona sinistra della difesa granata. Ben 37 i contrasti vinti in questa stagione dal polacco, un’arma importante per il mancino che però spesso l’hanno fatto incappare in qualche cartellino giallo di troppo. Sono state otto finora le sanzioni a suo carico ma nessuna di queste l’ha costretto a subire l’espulsione. Rude, tignoso ma mai scorretto, insomma. A fine stagione bisognerà discutere con il Genoa del suo cartellino, visto che è ancora di proprietà del club ligure (con cui ha un contratto fino al 30 giugno 2023) essendo arrivato a Salerno con la formula del prestito annuale. Se dovesse continuare così anche la stessa Lazio potrebbe farci un pensierino ma Jaroszynski, per ora, ha un solo obiettivo: portare la Salernitana più in alto possibile continuando a ringhiare ed a mordere le caviglie degli avversari.

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Salernitana, alla ripresa sarà tour de force

di Fabio Setta

Una corsa contro il virus ma anche contro il tempo. In attesa di avere un quadro più chiaro della situazione dal punto di vista medico-sanitario, le ipotesi di quando e come ripartire tengono banco in questi giorni. Come ha rivelato il presidente della Figc, Gravina, la Uefa ha indicato tre ipotesi. La prima è quella del 14 aprile, una data che al momento pare obiettivamente improponibile, considerato che le squadre resteranno praticamente senza allenarsi fino al 3 aprile. La seconda ipotesi, quella caldeggiata anche dalla Figc è quella del 2 maggio. Infatti se il primo obiettivo è chiudere la stagione secondo le formule già in vigore, il secondo obiettivo, di importanza simile è di riuscire a chiudere il campionato entro il 30 giugno. Andare oltre significherebbe andare a creare una serie di ostacoli dal punto di vista fiscale e del diritto del lavoro non da poco. Servirebbero delle leggi e delle autorizzazioni ad hoc, ad esempio per quanto concerne l’esercizio di bilancio che chiude per i club calcistici il 30 giugno, di non facilissima attuazione. Partendo il 2 maggio, però, si potrebbe chiudere in tempo utile. Infatti per quanto riguarda il campionato cadetto restano dieci le giornate da disputare. Il mese di maggio ha ben cinque weekend e inserendo tre turni infrasettimanali la stagione regolare si chiuderebbe il 13 giugno. Resterebbero quindi da giocare le cinque gare dei play off: ovvero il primo turno che è a gara secca più le semifinali e le finali che si giocano con la formula di andata e ritorno. Si tratterebbe di giocare ogni te giorni, ma se avviene negli altri sport, si può fare anche nel calcio. Nessun problema per i play out, dato che si tratta solo di due gare. In questo modo verrebbe tutelata la regolarità dal punto di vista della formula anche se per le squadre cadette sarà un vero e proprio tour de force dopo due mesi praticamente di stop. Resta in piedi però la possibilità di andare a snellire o ad abolire i play off. Soprattutto se, malauguratamente non si riuscisse a far ripartire il campionato il 2 maggio. Sebbene la Lega di B abbia indicato il 9 maggio come ultima data utile per tornare in campo, anche saltare un solo weekend potrebbe complicare tutto. E allora l’ipotesi di play off ristretti a sole quattro squadre potrebbe tornare assolutamente d’attualità.

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Kiyine, una stagione boom: adesso vale tre milioni di euro

di Marco De Martino 

Sofian Kiyine è, insieme a Milan Djuric, l’uomo copertina della Salernitana 2019/20. Il centrocampista marocchino è stato, in queste prime 28 giornate di B, un elemento imprescindibile per il tecnico Gian Piero Ventura. E’ stato proprio quest’ultimo a volerlo fortemente a Salerno dopo averlo allenato nella stagione passata, solo per qualche giornata, al Chievo Verona. Contrariamente a  quello che pensavano gli appassionati salernitani che l’avevano conosciuto due stagioni or sono, giovanissimo, quando alla corte di Bollini aveva sempre giocato da trequartista o da mezzala, Ventura ha ritagliato al proprio pupillo il ruolo di esterno sinistro del suo centrocampo a cinque. A suon di prestazioni e di gol, Kiyine in quella posizione inedita ha fatto ricredere anche il più incallito degli scettici. 26 presenze su 28 in campionato, con le uniche due assenze a Livorno ed a Pescara determinate da altrettante squalifiche, 2105’ giocati con un assist (servito a Gondo nel match contro il Crotone) e ben otto gol all’attivo, sei dei quali dal dischetto dove finora è risultato infallibile. Kiyine, oltre alla media realizzativa, si è distinto anche per la sua grande duttilità. Partito da esterno sinistro, l’ex Chievo si è disimpegnato anche da esterno destro, da mezzala e da trequartista. L’eccessiva aggressività, che spesso è sfociata in fallosità, è l’unico neo nella stagione del marocchino. Ben nove i cartellini gialli collezionati ed un’espulsione, per somma di ammonizioni, nella gara all’Arechi con il Chievo, fanno di Kiyine il quarto giocatore più cattivo della cadetteria. Inoltre, con 55 falli all’attivo, è ottavo in B tra i calciatori più fallosi. Un aspetto, quello disciplinare, da limare magari seguendo le direttive di mister Ventura. Intanto però il suo valore di mercato si è già quadruplicato. La Lazio lo scorso luglio, per acquistarlo dal Chievo, sborsò 750mila euro, per poi girarlo in prestito alla Salernitana: oggi Kiyine, che ha firmato coi biancocelesti fino al 30 giugno 2024, vale tre milioni. E Lotito gongola…

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Fabiani: Nessun caso Giannetti, tutto pagato

Stando a quanto riportato questa mattina da alcuni organi di informazione, il procuratore di Niccolò Giannetti sarebbe pronto ad avviare una vertenza con la società granata in virtù di cifre pattuite in passato e che non sarebbero state corrisposte nei modi e nei tempi previsti.  Angelo Fabiani ha precisato: “Nessuna controversia in atto con il procuratore del calciatore, in quanto la società nei giorni scorsi ha provveduto al pagamento di quanto dovuto. La proprietà dichiara altresì che il giocatore non c’entra assolutamente nulla con questa situazione e che non è stato mai messo in discussione dal punto di vista tecnico. Purtroppo l’atleta viene da varie defezioni e da una serie di infortuni che non gli hanno permesso di esprimere il suo valore. Non è stato a disposizione del tecnico per diverso tempo, pertanto la Salernitana rinnova totale e piena fiducia in Giannetti e invita tutti coloro che mettono in giro determinate voci ad informarsi con i diretti interessati dando la stessa risonanza alla versione ufficiale della società”.

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Oggi Assemblea di Lega per decidere il futuro della B

di Fabio Setta

Seppur lontana e a stento immaginabile, vista l’attuale situazione, la ripartenza del campionato di serie B è argomento che tiene banco soprattutto tra i presidente dei vari club cadetti. In questo momento delicato, nonostante tutto, ognuno cerca una soluzione che possa se non favorirlo almeno non danneggiarlo, nel rispetto degli investimenti fatti. E’ il caso di Vigorito, patron del Benevento oppure del suo collega Stirpe che ha annunciato che nel caso in cui non di disputassero i play off e il Frosinone, terzo in classifica non fosse promosso, lascerebbe il calcio. Ieri in videoconferenza è andato inscena il consiglio di Lega, a cui ha preso parte anche Marco Mezzaroma. “Sarà proposto all’Assemblea, che si svolgerà oggi sempre in videoconferenza” – si legge nel comunicato della Lega di B – la necessità di proseguire con gli stessi criteri, di trasparenza e uniformità, adottati nel corso di queste settimane, attenendosi alle prescrizioni dettate dalle autorità preposte alla salute e alla sicurezza pubblica, uniformandosi   responsabilmente alle disposizioni governative in tema di Covid-19.Ilconsiglio ha evidenziato come tutti i club siano compatti nell’osservare le disposizioni dettate dalle competenti autorità e nel dotarsi di ulteriori criteri a tutela della salute pubblica e di tutti i tesserati, ma anche nel garantire il principio della regolarità delle competizioni sportive”. Stamattina, in tal senso, è in programma l’assemblea di Lega sempre in videconferenza   che   proverà   a formulare una prima proposta da presentare il 23 marzo in consiglio federale. Le soluzioni al vaglio sono al momento due: ripartire dalla 29^ giornata, come da calendario, facendo slittare tutte le gare, oppure rinviare al termine del torneo le giornate rinviate e ripartire quindi dalla giornata numero31. Qualche club ha anche proposto per non far slittare i playoff il recupero delle giornate rinviate con ulteriori turni infrasettimanali, ma giocatori e allenatori non saranno certo d’accordo. Questo perché per problemi di date, si rischierebbe di andare troppo in là e la soluzione a quel punto obbligata sarebbe quello di andare a snellire inevitabilmente la formula dei play off che potrebbe ridursi a quattro squadre o addirittura soltanto alla terza e alla quarta. Ipotesi possibile come quella di una possibile abolizione dei play off con la terza classifica promossa direttamente in A. Una soluzione che non piace alla Salernitana, ma probabilmente a nessuno ma da tenere presente. Anche perché tutto inevitabilmente dipenderà da cosa succederà fuori dal terreno di gioco da oggi al 3 aprile. Play off o meno, è questa la partita più impor-tante da vincere.

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Coronavirus: Figc, 3 ipotesi per salvare campionato

L’emergenza coronavirus e il Dpcm varato ieri che ha ordinato la sospensione di tutte le attivita’ sportive fino al 3 aprile costringono il mondo del calcio a rivedere i calendari e cercare di trovare una soluzione per lo svolgimento dei campionati in corso. Il Consiglio della Figc nella riunione straordinaria di oggi ha sospeso le partite organizzate dalle Leghe in programma su tutto il territorio nazionale fino al 3 aprile e il presidente Gravina ha sottoposto all’attenzione delle Leghe interessate tre ipotesi su cui discutere nella riunione del Consiglio Federale gia’ fissata per il prossimo 23 marzo. “Senza alcun ordine di priorita’ – si legge nel comunicato – un’ipotesi potrebbe essere la non assegnazione del titolo di Campione d’Italia e conseguente comunicazione alla Uefa delle societa’ qualificate alle coppe europee; un’altra sarebbe far riferimento alla classifica maturata fino al momento dell’interruzione; terza e ultima ipotesi, far disputare solo i play off per il titolo di Campione d’Italia e i play out per la retrocessione in Serie B”. Stante l’attuale situazione, anche alla luce delle “auspicabili ulteriori disposizioni governative per agevolazioni fiscali e contributive”, il Consiglio ha poi conferito delega al presidente federale per allineare le disposizioni della Figc in materia e per valutare, ed eventualmente emanare, il differimento delle scadenze per l’iscrizione ai campionati della stagione sportiva 2020/2021 dal 22 al 30 giugno. Con riferimento al recupero delle gare della Serie A, tenuto conto che le altre Leghe non hanno scadenze internazionali e quindi una piu’ ampia marginalita’ di programmazione, il presidente federale ha proposto alla Lega di Serie A, attraverso lo scivolamento delle giornate, di sfruttare tutte le date a disposizione fino al 31 maggio. Il mese di stop, previsto per il momento fino al 3 aprile, fa in modo che ci saranno da recuperare 3 intere giornate, piu’ determinate sfide da ricollocare della 25esima giornata. A marzo, infatti, si sarebbero dovute giocare 27esima, 28esima e 29esima giornata mentre la 30esima e’ in programma per il 4 aprile. Vista la totale incertezza, pero’, non e’ possibile ipotizzare quando le squadre potranno tornare a calcare i campi di calcio. Soprattutto tenendo presente che il 12 giugno inizia l’Europeo itinerante, che vede Roma come punto di partenza e che prevede si fermino le competizioni nazionali entro il 1 giugno, in modo che i calciatori siano a disposizione dei commissari tecnici. A questo punto, visto che l’emergenza coronavirus coinvolge tutto il mondo, i vertici del calcio europeo potrebbero decidere di rimandare la competizione continentale al 2021.

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Coronavirus: allo stadio Curi spalti vuoti e mascherine

Spalti deserti e arrivo allo stadio Curi in pullman con le mascherine per i giocatori del Perugia calcio che ha affrontato la Salernitana nel 28/o turno di serie B, giocato a porte chiuse nell’ambito delle misure per il contrasto al coronavirus. All’ingresso degli spogliatoi di entrambe le squadre, e’ stato anche messo a disposizione un flacone di gel igienizzante per le mani. Al Curi, come negli altri impianti, accesso regolamentato per la stampa e interdetto invece ai tifosi. La partita si e’ cosi’ giocata in un clima decisamente diverso anche per gli stessi giocatori. In tribuna solo componenti della societa’ (fra cui il presidente dei padroni di casa Massimiliano Santopadre), mentre nel resto dell’impianto esclusivamente steward, forze dell’ordine e personale sanitario. La squadra di Serse Cosmi prima del riscaldamento pre-gara ha compiuto un sopralluogo sul campo sempre indossando le mascherine, come confermato dall’ufficio stampa biancorosso. A guidare la Salernitana in panchina non c’e’ il invece tecnico Gian Piero Ventura “a causa di un’indisposizione notturna”, come riferito in una nota dalla societa’.

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