Coronavirus, da lunedì 2 marzo riaprono le Poste nella zona rossa: “Si potrà ritirare la pensione”


Un primo servizio fondamentale per i cittadini riapre da lunedì 2 marzo nella zona rossa del focolaio lombardo del coronavirus. Poste Italiane ha reso noto che saranno aperti gli uffici postali di Casalpusterlengo (Piazza Leonardo da Vinci 4), Castiglione d'Adda (Via XX Settembre 5), Codogno (Via G. Galilei 21), Fiorano (Viale Italia 15) e che tutti gli interessati dei comuni in quarantena potranno ritirare qui la pensione in contanti. RIapre anche l'ufficio postale di Vo' Euganeo, Padova, in Piazza Liberazione 1.
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Coronavirus, 8 persone denunciate per aver cercato di fuggire dalla “zona rossa” del Lodigiano


Otto persone sono state denunciate dai carabinieri per aver cercato di fuggire dalla "zona rossa" del Lodigiano posta in isolamento per contenere la diffusione del Coronavirus. Di loro, solo una aveva il permesso per lasciare momentaneamente l'area per motivi sanitari, ma è stata ritrovata a Firenze e denunciata dai militari toscani. Ora, rischiano un periodo di detenzione di massimo 3 mesi o una multa di 206 euro per inosservanza dei provvedimenti dell'autorità.
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Coronavirus, la mappa del contagio in Lombardia: Lodi e Cremona in emergenza, allerta per Bergamo


Con oltre quattrocento casi positivi e più di duecento persone in ospedale, la Lombardia rimane al centro dell'emergenza coronavirus. Arrivano però i primi dati confortanti sul numero dei ricoveri e i primi pazienti dimessi. La mappa del contagio racconta situazioni molto diverse da una provincia all'altra. A Lodi e Cremona la situazione resta grave e gli ospedali sono al collasso. Attenzionata la zona di Alzano Lombardo nella Bergamasca. Pavia ha una trentina di casi. Milano 15 e Brescia 10. Più tranquille le altre aree, con numeri molto bassi a Como, Mantova, Monza e Brianza, Lecco, Sondrio e Varese.
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Coronavirus, all’ospedale di Codogno nessuno dà il cambio agli infermieri del reparto del paziente 1


All'ospedale di Codogno, quello dove è stato ricoverato il "paziente uno" contagiato da Coronavirus, nessuno da giorni dà il cambio ai tre infermieri che si trovavano nel reparto in cui è stato ricoverato il podista 38enne. I loro colleghi si sono messi in malattia dalla scorsa settimana: ad aiutare i tre solo saltuariamente qualche infermiere di altri reparti e, da lunedì, una cooperativa esterna.
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Treno deragliato a Lodi, a breve la riapertura della linea ad alta velocità Milano – Bologna


Riapriranno probabilmente il prossimo 2 marzo i binari della linea ad alta velocità tra Milano e Bologna, quelli interessati dall'incidente ferroviario avvenuto lo scorso 6 febbraio e costato la vita a due macchinisti. L'intera area è stata dissequestrata e i tecnici sono al lavoro sulla tratta lunga circa 3 km mentre i controlli sono in corso su un'area vasta 40 km.
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Coronavirus, il sindaco di Castiglione d’Adda: “Siamo senza mascherine e non ci dicono nulla”


"Il problema fondamentale è che la nostra gente, che finora è stata collaborativa, adesso inizia a essere irrequieta. Ha bisogno di uscire, andare in farmacia o a fare la spesa. Io dico loro di mettere le mascherine, ma non ne abbiamo abbastanza. Come si fa?". Costantino Pesatori, sindaco di Castiglione d'Adda, raggiunto da Fanpage.it spiega che il clima nella sua città rischia di diventare sempre più pesante, la popolazione si sente lasciata sola e mancano le informazioni sui casi di contagio e sulle persone in quarantena: "Non ci hanno comunicato nulla, nessun dato, zero".
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La lettera di una donna al Coronavirus: “Ti presento la gente di Codogno, temprata e orgogliosa”


"Caro coronavirus, come mai proprio Codogno? Tu lo sai che la gente di quei posti è temprata dalla nascita?". Un messaggio di benvenuto semiserio per strappare un sorriso anche nel pieno dell'emergenza ai concittadini in quarantena nella zona rossa. È la lettera di una donna, che ha voluto restare anonima, pubblicata sul sito del comune di Codogno, la cittadina al centro del focolaio italiano del virus. "Lasciami il piacere di presentarti Codogno ed i suoi abitanti. Per prima cosa sappi che tutti, ma proprio tutti, abbiamo una meravigliosa R di cui andiamo molto orgogliosi".
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Coronavirus, italiano contagiato nel Lodigiano: aveva cenato con un amico rientrato dalla Cina


Un 38enne ricoverato all'ospedale di Codogno, nel Lodigiano, è risultato positivo al test del coronavirus. "Sono in corso le controanalisi dell'Istituto Superiore di Sanità", ha detto l'assessore al Welfare della Regione Giulio Gallera aggiungendo che l'italiano "è ricoverato in terapia intensiva con insufficienza respiratoria all'ospedale di Codogno i cui accessi al Pronto Soccorso e le cui attività programmate sono attualmente interrotti". L'uomo non è mai stato in Cina, ma a inizio febbraio sarebbe stato a cena con un amico di ritorno dal Paese asiatico da dove è partita l'epidemia.
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Coronavirus, italiano contagiato in Lombardia, Gallera: “Non è stato in Cina nell’ultimo periodo”


Si aggravano le condizioni del 38enne italiano risultato positivo al Coronavirus e ricoverato all'ospedale di Codogno nel Lodigiano: secondo quanto raccontato dall'assessore al Welfare Gallera l'uomo non sarebbe stato in Cina nell'ultimo periodo ma a cena con un collega a inizio febbraio rientrato dal paese asiatico. In questo senso si stanno ricostruendo gli spostamenti del 38enne delle ultime settimane.
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Coronavirus, primo contagio in Lombardia: 38enne italiano ricoverato a Codogno


Primo caso di coronavirus in Lombardia dove un italiano di 38 anni è stato ricoverato all'ospedale di Codogno, in provincia di Lodi. A confermarlo è l'assessore lombardo al Welfare Giulio Gallera che ha spiegato che sono in corso le controanalisi a cura dell'Iss. Le condizioni dell'uomo sarebbero piuttosto gravi a causa di una grave crisi respiratoria.
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Frecciarossa deragliato a Lodi: area resta sotto sequestro, incerti tempi di riapertura della tratta


Potrebbe volerci ancora una settimana prima che venga ripristinato il tratto dell'alta velocità ferroviaria vicino Lodi, dove lo scorso 6 febbraio è deragliato un treno Frecciarossa. L'autorità giudiziaria dovrà decretare il dissequestro dell'area prima che i tecnici di Rfi possano procedere con i lavori di sistemazione del binario danneggiato in seguito all'incidente. Intanto il convoglio deragliato è stato rimosso dalla sede ferroviaria.
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Frecciarossa deragliato a Lodi, terminate le operazioni di rimozione del convoglio dai binari


Terminate le operazioni di rimozione del treno Frecciarossa deragliato lo scorso 6 febbraio all'altezza di Ospedaletto Lodigiano. I vagoni del convoglio ora saranno trasferiti in un deposito nel quale verrà deciso se aggiustarli o rottamarli. Intanto le indagini della procura di Lodi proseguono: dopo i cinque operai intenti a lavorare sul tratto ferroviario poco prima del passaggio del Frecciarossa, e Rfi, anche l'amministratore delegato di Alstom Ferrovie, la società che ha prodotto il pezzo dello scambio poi rivelatosi difettoso, è stato iscritto al registro degli indagati.
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Frecciarossa deragliato a Lodi: entro la fine della settimana le carrozze saranno rimosse dai binari


Secondo quanto comunicato da Rete ferroviaria italiana (Rfi), le operazioni di rimozione dai binari del Frecciarossa deragliato nei pressi della stazione di Lodi lo scorso 6 febbraio dovrebbero concludersi entro la fine della settimana. I lavori sono iniziati ieri, domenica 16 febbraio: dopo aver liberato le rotaie dai vagoni sarà necessario compiere ulteriori accertamenti sui binari.
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Frecciarossa deragliato a Lodi, iniziate le operazioni per rimuovere le carrozze


Sono iniziate le operazioni di rimozione dei vagoni del Frecciarossa deragliato vicino Lodi. Nell'incidente, avvenuto dieci giorni fa, morirono i macchinisti Giuseppe Cicciù e Mario Dicuonzo. Non è ancora chiaro quando verrà ripristinata la linea ad alta velocità. Intanto la Polfer ha recuperato e sequestrato l'ultimo degli 11 scambi potenzialmente difettosi, come quello montato da alcuni operai di Rfi poco prima del deragliamento.
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Ragazza investita e uccisa sulla A1 a Lodi: arrestato pirata della strada, positivo alla cocaina


Un uomo di 57 anni è stato arrestato con l'accusa di omicidio stradale: era lui alla guida dell'auto pirata che nella notte tra venerdì e sabato ha travolto la 21enne Madeline Mora Ramirez e un amico. I due erano in compagnia di due amici, a bordo di un'altra vettura che dopo essere finita contro il guard rail si era ribaltata: l'investitore li ha travolti ed è fuggito. Individuato dopo poche ore, è risultato positivo alla cocaina: si trova ai domiciliari.
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Sant’Angelo Lodigiano, bimbo di due anni si sente male e muore in ospedale: aperta un’inchiesta


Un bambino di due anni di Sant'Angelo lodigiano è morto all'ospedale di Lodi dopo aver accusato un malore in casa. A chiamare il 118, nella notte tra sabato e domenica, sono stati i genitori del piccolo, che aveva perso improvvisamente i sensi. I sanitari hanno provato a rianimarlo sul posto, poi lo hanno trasportato d'urgenza al pronto soccorso. Vani anche i tentativi dei medici del reparto di rianimazione, il bambino è morto dopo poche ore. La Procura di Lodi ha aperto un fascicolo contro ignoti. Si attendono i risultati dell'autopsia che potrà fornire elementi sulle cause della tragedia e sulle eventuali responsabilità.
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Treno deragliato, indagata società produttrice del cambio difettoso che avrebbe causato l’incidente


Si allarga l'indagine sull'incidente ferroviario avvenuto nel Lodigiano lo scorso 6 febbraio e costato la vita a due macchinisti: la procura di Lodi ha infatti iscritto nel registro degli indagati anche Michele Viale, l'amministratore delegato di Alstom Ferrovie, la società che ha prodotto il cambio considerato "difettoso" e che sarebbe stato una concausa dell'incidente.
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Frecciarossa deragliato, le prime verità: “Difetto nell’attuatore dello scambio, cablaggi invertiti”


"Un difetto interno all'attuatore, un'inversione dei cablaggi interna al dispositivo che si è andato a sostituire". Sarebbe questo il problema tecnico all'origine del disastro del Frecciarossa deragliato givoedì 6 febbraio a Ospedaletto Lodigiano. I primi risultati delle indagini della Procura di Lodi sono stati comunicati dal direttore dell'Agenzia nazionale per la sicurezza delle Ferrovie (Ansf), Marco D'Onofrio, riferendo in Commissione lavori pubblici al Senato. "È arrivata ieri sera comunicazione dalla procura del rilevamento di un difetto interno all'attuatore". Dubbi sui tempi delle indagini, necessariamente lunghi. "Sei ci fosse un problema", ha spiegato D'Onofrio, "ci sarebbe da prendere un provvedimento oggi o domani".
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Treno deragliato a Lodi, la procura dissequestra in parte l’area dell’incidente


La procura di Lodi ha disposto il dissequestro parziale dell'area interessata dal deragliamento del treno Frecciarossa 9595 nei pressi della stazione di Livraga lo scorso 6 febbraio. In questo modo, informa in una nota il pm Domenico Chiaro, Ferrovie Italiane potrà iniziare i lavori di ripristino della linea Alta Velocità Milano-Bologna nel tratto coinvolto nel tragico incidente.
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Treno deragliato a Lodi, non solo errore umano ma anche problema tecnico alla base dell’incidente


Ci sarebbe anche un problema tecnico alla base dell'incidente ferroviario avvenuto a Lodi il 6 febbraio e costato la vita a due dipendenti di Rfi: non solo dunque un errore umano come ipotizzato inizialmente dalla procura che ha aperto un fascicolo per disastro ferroviario e omicidio colposo. È quanto emerso dai rilievi in corso in questi giorno alla presenza di consulenti tecnici, agenti della Polfer e inquirenti.
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Treno deragliato, a Pioltello i funerali di Mario Dicuonzo, folla per l’ultimo saluto al ferroviere


Una folla commossa ha accolto nella chiesa di Maria Regina a Pioltello la bara del ferroviere Mario Dicuonzo, morto a 59 anni nell'incidente del treno Frecciarossa deragliato la mattina del 6 febbraio a Ospedaletto Lodigiano. Era originario di Capua, in provincia di Caserta. Gli mancavano solo tre mesi per andare pensione dopo una vita trascorsa alla guida dei treni, gli ultimi sull'alta velocità. Amici, parenti e colleghi si sono stretti attorno alla moglie Chiara e al figlio Federico. Presente una folta delegazione di ferrovieri, il ministro dei Trasporti Paola De Micheli, il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, il prefetto di Milano Renato Saccone e il sindaco di Pioltello Ivonne Cosciotti. Celebra la messa don Roberto Laffranchi.
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Incidente treno, commozione ai funerali di Giuseppe Cicciù: la bara portata dai colleghi ferrovieri


Commozione a Cologno Monzese per i funerali del ferroviere Giuseppe Cicciù, morto a 52 anni nell'incidente del treno Frecciarossa deragliato a Ospedaletto Lodigiano la mattina di giovedì 6 febbraio. La bara è arrivata nella chiesa di San Giuseppe trasportata sulle spalle dai colleghi ferrovieri ed è stata accolta da un lungo applauso. Presenti alle esequie anche i vertici di Ferrovie dello Stato, Rfi e Trenitalia. Il sindaco ha proclamato il lutto cittadino.
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Incidente treno: i funerali di Giuseppe Cicciù e Mario Dicuonzo, ultimo saluto a Cologno e Pioltello


Si terranno nei prossimi giorni i funerali dei due macchinisti rimasti uccisi nell'incidente del Frecciarossa 9595 deragliato giovedì mattina a Ospedaletto Lodigiano. L'ultimo saluto a Giuseppe Cicciù, 52 anni, sarà martedì 11 febbraio a Cologno Monzese, dove viveva con la moglie e il figlio, nella parrocchia di San Giuseppe. La cerimonia funebre per Mario Dicuonzo, 59 anni, sarà a Pioltello mercoledì 12 febbraio. Entrambi i comuni hanno indetto il lutto cittadino, così come le città di Reggio Calabria e Capua, da dove provenivano i due ferrovieri.
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Treno deragliato, la moglie di Giuseppe Cicciù: “La solita chiamata del buongiorno non è arrivata”


Paola Gesualdo, moglie del ferroviere Giuseppe Cicciù rimasto ucciso con il collega Mario Dicuonzo nel deragliamento del Fracciarossa 9595 a Lodi, aspettava come sempre la chiamata del marito: "Ogni volta che lavorava con il primo turno mi chiamava alle sette meno un quarto per svegliarmi e darmi il buongiorno". Ma la mattina del 6 febbraio la telefonata non è arrivata.
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Treno deragliato a Lodi, gli operai che hanno effettuato i lavori: “Scambio era in posizione giusta”


Sono stati interrogati per quasi dodici ore i quattro operai e il caposquadra che hanno effettuato i lavori allo scambio che ha provocato il deragliamento del treno Frecciarossa a Ospedaletto Lodigiano provocando la morte di due macchinisti: al pm e agli inquirenti hanno raccontato di aver seguito la procedura corretta per eseguire i lavori e di aver lasciato una volta terminato lo scambio in posizione dritta.
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