Decreti sicurezza: si tratta per cambiarli ma non eliminarli

Dopo tre ore di riunione a Palazzo Chigi nessuna proposta sulla carta, ma si va verso una modifica. Saranno separate immigrazione e sicurezza.

Dopo quasi tre ore di riunione a Palazzo Chigi del tavolo sicurezza ed immigrazione – con diversi accenti da parte degli esponenti della maggioranza presenti – si è registrata una condivisione di massima sull’esigenza di riscrivere i decreti Salvini, in base alle criticità che hanno provocato, in primis il grande aumento degli stranieri irregolari per la cancellazione della protezione umanitaria. Non c’è ancora un testo, ma il tavolo si riunirà nuovamente per lavorare alle misure da inserire. Alla riunione, presieduta dal premier Giuseppe Conte, hanno partecipato – tra gli altri – i ministri dell’Interno Luciana Lamorgese e della Difesa Lorenzo Guerini, il capo politico, nonchè viceministro dell’Interno, Vito Crimi, insieme all’altro viceministro Matteo Mauri (Pd). Sul tavolo non si è materializzato un testo, ma si sono raccolte le opinioni e le proposte dei vari esponenti. Ora ci saranno altre riunioni e si lavorerà per metterle nero su bianco. Il segretario del Nicola Zingaretti si è detto ottimista: «Si ricomporrà la distanza con il M5s? Io credo assolutamente di sì».

IL PIANO LAMORGESE

La ministra ‘tecnica’ Lamorgese ha da tempo messo al lavoro l’ufficio legislativo del Viminale per predisporre una bozza di provvedimento che può essere minimale, intervenendo solo sui punti dei decreti finiti nel mirino del Quirinale, oppure più larga disegnando una riforma più complessiva del dossier immigrazione. Serve comunque un accordo politico tra le forze della maggioranza che hanno sensibilità molto diverse sul tema, come si visto anche oggi a Palazzo Chigi. Si va infatti da Leu che auspica – e l’ha detto chiaramente anche oggi al tavolo di Palazzo Chigi – un colpo di cancellino netto ai dl Salvini, ai Cinquestelle, che invece vogliono sono per un approccio più cauto. Anche il Pd chiede un segnale netto di discontinuità.

I PUNTI DI CONVERGENZA

I punti su cui si può registrare un consenso all’interno della maggioranza sono la cancellazione della maxi-multa da un milione di euro alle navi che violano il divieto di ingresso nelle acque italiane (si torna alle multe da 10 mila a 50 mila euro); via anche la confisca della nave ‘rea’ di non aver rispettato il divieto; ampliamento della tipologia dei permessi speciali per frenare la netta crescita del numero di regolari determinata dalla cancellazione della protezione umanitaria operata dal primo decreto Salvini; ok anche al ripristino della discrezionalità del magistrato chiamato a decidere la tenuità o meno dei reati di oltraggio, violenza e minaccia a pubblico ufficiale. Sul resto ci sono posizioni più massimaliste ed altre più caute.

CONTE CERCA LA MEDIAZIONE

Conte e Lamorgese hanno cercato una mediazione. Da parte degli esponenti di Iv e Leu c’è stata anche la richiesta di rivedere gli accordi con la Libia. Sul punto però, Conte ha rimandato ad un’altra sede. Mauri, uscendo dalla riunione, ha spiegato che sono stati «fatti passi avanti e abbiamo condiviso alcuni obiettivi, valutando come questi decreti abbiano prodotto obiettivamente più irregolarità. Abbiamo deciso di dividere la parte più legata alla sicurezza e quella legata all’immigrazione ed abbiamo riflettuto, con qualche accento diverso, ma assolutamente riconducibile all’unità, su quali possono essere gli interventi da fare». «Aspettiamo», ha detto Nicola Fratoianni (Leu), «che dal governo arrivino proposte di merito, testi su cui valutare i passi avanti che sono stati fatti stasera».

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Un sistema a punti per rimborsare chi paga con carte e bancomat

Per i più "virtuosi" il cashback potrebbe arrivare fino a 2 mila euro. Come cambia il decreto fiscale con la conversione in legge.

Un sistema a punti per rimborsare chi effettua pagamenti digitali, che premierà di più chi paga con carte di credito e bancomat il meccanico o l’idraulico rispetto a chi usa questi metodi per fare la spesa al supermercato.

Con la conversione in legge del decreto fiscale, il governo sta predisponendo una delle misure-chiave per promuovere la moneta elettronica, che potrebbe fruttare ai più “virtuosi” fino a 2 mila euro di cashback.

La riforma partirebbe a luglio, dunque entrerebbe in vigore nella seconda parte del 2020.

IL PD CHIEDE DI AZZERARE LE COMMISSIONI BANCARIE PER LE PICCOLE TRANSAZIONI

La spinta passerà anche per «tagli drastici» alle commissioni bancarie, come promesso dal ministro dell’Economia Roberto Gualtieri. Il Pd, con un apposito emendamento, ha chiesto addirittura di azzerarle entro i 15 euro.

I RITOCCHI SULLE MISURE ANTI-EVASIONE

Tra le modifiche più attese al decreto fiscale ci sono anche quelle che riguardano il carcere per i grandi evasori, ovvero per chi evade più di 100 mila euro. Per il premier Giuseppe Conte si tratta di una «battaglia di giustizia sociale», ma Italia viva ne aveva chiesto l’abolizione. Di sicuro sarà rivista la normativa sulle ritenute negli appalti e qualche ritocco potrebbe arrivare anche sulle indebite compensazioni.

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