Gioco d’azzardo, cifre da paura in Basilicata: famiglie a rischio impoverimento

"Dall’incrocio dei dati messi a disposizione dall’Istat e dall’Agenzia Dogane e Monopoli emerge che i lucani nel corso del 2017 hanno speso un importo complessivo di euro 511.083.654,65. La spesa – spiega una nota di Adiconsum Matera – corrisponde al totale delle somme giocate nelle varie tipologie di gioco lecito (lotto, commesse sportive, ippica, superenalotto, scommesse virtuali, etc.). 

La spesa media pro-capite annuale per giochi d’azzardo calcolata sulla popolazione arriva a toccare la quota di 896,00 euro". 

Adiconsum elenca anche i comuni dove si gioca di più in rapporto alla popolazione: Tricarico, Bernalda, Pisticci, Salandra, Stigliano, Scanzano Jonico, San giorgio Lucano, Gorgoglione, Matera, Policoro, in provincia di Matera; Lagonegro, Pietragalla, Castelmezzano, Senise, Tito, Missanello, Potenza, Balvano, Guardia Perticara, Marsicovetere, in provincia di Potenza. Oltre 89 milioni di euro spesi a Matera e oltre 90 milioni di euro a Potenza. 

"Dai dati - aggiunge la nota - emerge una situazione preoccupante se considera che mediamente in Basilicata il reddito familiare è di circa 10.500,00 annui, circa 800,00 euro mensili e che si spende mediamente da 150,00 a 240,00 euro al mese in giochi d’azzardo. Tutto ciò porta a un impoverimento sempre più del bilancio familiare, nessun beneficio per l’economia locale, e a un sovraindebitamento delle famiglie che così sono a rischio di usura". 

LA SCHEDA – La ‘ndrangheta controllava il narcotraffico con il Sudamerica: i nomi delle persone arrestate

VIBO VALENTIA - Sono 23 le ordinanze di custodia cautelare emesse dal gip di Catanzaro nei confronti di altrettanti soggetti indagati, a vario titolo, per associazione per delinquere finalizzata al traffico internazionale di stupefacenti, aggravata dalla modalità mafiosa e dalla detenzione di armi (LEGGI I PARTICOLARI DELL'OPERAZIONE).

Il Gip ha disposto la custodia cautelare in carcere nei confronti di:

1. BOSCO Daniele, nato in Jugoslavia (EE) il 01.12.1978 e residente a Varese;

2. BOSCO Vito Jordan, nato in Libia il 08.05.1975 e residente a Varese;

3. CARUGO Gianfranco, nato a Cerro Maggiore (MI) il 29.05.1949 ed ivi residente;

4. CERAVOLO Francesco Carmelo, nato a Montebello Jonico (RC) il 10.12.1953 e residente a Busto Arsizio (VA);

5. COSTANTINO Fabio, nato a Vibo Valentia il 03.02.1977 e residente a Comerconi (VV);

6. COSTANTINO Giuseppe, nato a Nicotera (VV) l’11.06.1966 e residente a Comerconi (VV);

7. COSTANTINO Salvatore Antonino, nato a Nicotera il 17.06.1965 e residente a Milano;

8. CUCCIA Carlo, nato a Tradate (VA) il 12.07.1980 e residente in Venegono Superiore (VA);

9. GARCIA REBOLLEDO Clara Ines, nata in Venezuela (EE) il 27.10.1951;

10. KOTJA Elisabeta, nata in Albania (EE) il 19.09.1979 e residente a Sesto San Giovanni (MI);

11. MANCUSO Francesco, nato a Vibo Valentia il 07.01.1989 e residente a Nicotera (VV);

12. MARIANI Giorgio, nato a Genga (AN) il 31.03.1958 e residente a Milano;

13. MAZZAFERRO Tonino, nato a Siderno (RC) il 04.09.1978 e residente a Cermenate (CO);

14. MENOTTA Ivo, nato a Tradate (VA) il 12.02.1980 ed ivi residente;

15. MURILLO FIGUEROA Julio Andres, nato in Colombia il 29.03.1975;

16. MUSCIA Gaetano, nato a Tropea (VV) il 20.04.1964 ed ivi residente;

17. NARCISO Antonio, nato a Vibo Valentia il 19.08.1961 ed ivi residente;

18. SAFINE Abderrahim, nato in Marocco (EE) il 17.01.1982 e residente a Monza (MB);

19. STILO Giovanni, nato a Nicotera (VV) il 04.01.1949 e residente a Meda (MB);

20. TUCCI Santo, nato a Catania il 06.11.1956 e residente a Milano;

21. VISCOTTI Michele, nato a San Severo (FG) il 23.04.1946 ed ivi residente, gli arresti domiciliari nei confronti di:

22. ACCURSIO Giuseppe, nato a Licata (AG) il 28.05.1953.

Il provvedimento di l’obbligo presentazione alla polizia giudiziaria è stato notificato a Fabrizio Pilati, 50 anni, nato ad Arona (NO).

Fiumi di droga dal Sudamerica all’Italia, 23 arresti Cosche di ‘ndrangheta del vibonese dietro il traffico

VIBO VALENTIA - I finanzieri del Nucleo di polizia economico-finanziaria di Catanzaro e del Servizio centrale d’investigazione sulla criminalità organizzata (Scico), con la collaborazione di diversi Reparti sul territorio nazionale, hanno eseguito tra Calabria, Campania, Lombardia, Liguria e Puglia, 23 ordinanze di custodia cautelare emesse dal gip di Catanzaro nei confronti di altrettanti soggetti indagati, a vario titolo, per associazione per delinquere finalizzata al traffico internazionale di stupefacenti, aggravata dalla modalità mafiosa e dalla detenzione di armi.

Gli arresti fanno seguito ai fermi eseguiti il 28 gennaio scorso, quando le indagini coordinate dal procuratore della Repubblica di Catanzaro Nicola Gratteri e pm Annamaria Frustaci, hanno consentito di disarticolare una complessa organizzazione dedita al traffico internazionale di droga, capeggiata, secondo l'accusa, dai fratelli Salvatore Antonino, Giuseppe e Fabio Costantino, esponenti di spicco della famiglia di 'ndrangheta Mancuso di Limbadi.

LA SCHEDA: TUTTI I NOMI DELLE PERSONE ARRESTATE

Il Gip, dovendosi esprimere sulla richiesta di misure cautelari avanzata dalla Dda, ha ravvisato l’esistenza di gravi indizi di colpevolezza a carico di 30 degli indagati, emettendo ordinanza per 23 (21 in carcere, uno ai domiciliari ed uno da obbligo di presentazione alla pg).

Nei confronti di sette indagati rimessi in libertà dal gip in occasione della convalida del fermo, il gip distrettuale si è espresso diversamente, ritenendo il pieno coinvolgimento degli stessi nei fatti contestati.

Secondo il gip distrettuale, le indagini della Guardia di finanza hanno consentito di accertare l’esistenza di «un’organizzazione delinquenziale che, agendo in un contesto mafioso, poneva in essere condotte di allarmante gravità in una logica deviata di predominio criminale».

È infatti emerso come sia la compravendita «all’ingrosso» di grosse partite di cocaina dal Sudamerica, sia gli affari intrattenuti con i principali cartelli maghrebini per l’importazione di grandi quantità di hascisc, siano stati agevolati dalla nota appartenenza dei principali indagati a potenti famiglie di 'ndrangheta. Dalle indagini è emerso che, per raggiungere il loro scopo, i Costantino si affidavano a navigati broker, uno dei quali, ritenuto dagli investigatori tra i più abili, Michele Viscotti, di origine foggiana, si sarebbe incontrato più volte la trafficante venezuelana Clara Ines Garcia Rebolledo.

Secondo gli investigatori, dall’indagine è emersa in maniera lampante «l'estrema ramificazione delle moderne 'ndrine che ha consentito alla 'ndrangheta di disporre di numerosi e floridi canali di approvvigionamento che ne hanno accentuato la pericolosità e l’invasività. La vocazione transnazionale ha rinsaldato affaristici rapporti tra la malavita calabrese e quelle sudamericane, olandesi, spagnole e nordafricane, consentendo un abnorme ampliamento delle zone d’influenza, in molti casi, con l’esportazione del modello organizzativo tipico dei territori d’origine, nelle zone nazionali maggiormente sviluppate, determinando il predominio sulle similari associazioni delinquenziali nazionali e/o estere».

Preso broker internazionale contrabbando: si rifugiava a Scampia

a Guardia di Finanza di Napoli e lo Scico di Roma, coordinati dalla DDA, hanno individuato e arrestato, a Scampia, il broker internazionale del contrabbando di sigarette Vasile Vieru, moldavo, latitante da alcuni mesi, sfuggito alla cattura lo scorso novembre durante un blitz che porto' all'arresto di nove persone e al sequestro di beni per 15 milioni. Il broker, attivo in vari Paesi dell'Est, tra cui la Romania, era destinatario di un mandato di arresto europeo. Si trovava all'estero quando scattò l'operazione contro i contrabbandieri internazionali di sigarette. E' stato rintracciato con sofisticati sistemi di captazione delle utenze telefoniche e con la comparazione delle immagini fotografiche.
    E' stato così che Vieru è stato individuato in un appartamento di Scampia dove sono stati sequestrati 5 cellulari, un modem, un Ipod e 11 schede telefoniche. Si cercano i fiancheggiatori che gli hanno messo a disposizione l'abitazione e consentito di ritornare in Italia con un passaporto falso. (ANSA).
   

Topi in classe, il sindaco decide di chiudere la scuola La decisione a Castrovillari dopo i controlli del Nas

CASTROVILLARI (COSENZA) - Il sindaco di Castrovillari ha disposto il divieto di utilizzo immediato di tre classi del plesso scolastico dei Santi Medici e la chiusura dell’intero edificio per oggi «al fine di effettuare la sanificazione generale di tutto l’edificio».

La decisione fa seguito, è scritto in una nota, «all’intervento effettuato dai Nas di Cosenza, che hanno rilevato la presenza di tracce dei topi in tre aule e della comunicazione fatta al sindaco dallo stesso nucleo».

Il sindaco ha ordinato alla ditta che ha in appalto con il ministero dell’Istruzione ed alla Scuola, con i collaboratori scolastici, di effettuare i lavori di pulizia e sanificazione, sotto la vigilanza dell’ufficio igiene dell’Asp di Cosenza.

«Tale sanificazione - specifica la nota - si rende necessaria a seguito dell’intervento di derattizzazione effettuato nella giornata di ieri dallo stesso ufficio igiene dell’Asp di Cosenza. Ogni ulteriore provvedimento è riservato dopo la verifica delle operazioni di sanificazione».

Malore dopo una partita di calcetto a Lamezia Salvato da due amici e dalla presenza del defibrillatore

LAMEZIA TERME (CATANZARO) - Si sente male al termine di una partita di calcio e viene salvato grazie alla prontezza di riflessi di due amici e alla presenza del defibrillatore. È successo nella serata di lunedì ai campetti di calcio in via del Progresso, a Lamezia Terme.

Tutto è accaduto al termine di una partita di calcetto tra un gruppo di amici. Uno dei giocatori, rientrato nello spogliatoio, ha accusato un malore. Fondamentale la prontezza di riflessi di due amici del giovane che si sono trasformati in soccorritori: Giovanni De Fazio (vigile del fuoco in servizio al comando di Catanzaro) e Angelo Torcasio (figlio del titolare della struttura dove si trovano i campetti da calcio).

Davanti al malore accusato dall'uomo, De Fazio e il figlio del titolare della struttura hanno messo in pratica le manovre di rianimazione cardiopolmonare prima praticando un massaggio cardiaco, poi la respirazione bocca a bocca, utilizzando anche il defibrillatore fin quando la vittima non ha ripreso le funzioni vitali.

Nel frattempo è intervenuto anche il personale medico del Suem 118 che, d'urgenza, ha trasportato il quarantaquattrenne al pronto soccorso dell'ospedale Giovanni Paolo II di Lamezia Terme dove ha ricevuto le cure del caso, tenuto in osservazione. 

Furti e rapine compiute in appartamenti del Vibonese Le indagini permettono di arrestare due persone

VIBO VALENTIA - I carabinieri della Compagnia di Vibo Valentia hanno eseguito nella notte due ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse nei confronti di altrettante persone residenti nei comuni di Cessaniti e San Costantino Calabro, accusate di furti in appartamento e rapine in abitazione avvenute nel Vibonese.

Le indagini sono state condotte dai militari del nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Vibo e della Stazione di San Costantino Calabro. I dettagli verranno resi noti durante una conferenza stampa che si terrà nella sede del comando provinciale dei carabinieri. 

Scomparso un uomo nel Reggino, avviate ricerche Sarebbe affetto da gravi problemi di salute

SAN LUCA (REGGIO CALABRIA) – Angoscia e paura per le sorti di un 47enne di San Luca di cui si sono perse le tracce ormai da quasi ventiquattrore. L’uomo, D. F., che sarebbe affetto da gravi problemi di salute, nella giornata di ieri, si sarebbe allontanato spontaneamente per raggiungere il proprio genitore.

Alcuni cittadini riferiscono di averlo visto recarsi a piedi verso la montagna. Un percorso quello che il 47enne avrebbe preso che risulta essere molto frequentato e non pericoloso. Le ricerche dei familiari sono scattate immediatamente ma dell’uomo ancora nessuna traccia.

Allertata subito la stazione carabinieri di San Luca, da questa mattina anche i vigili del fuoco e tre squadre di operai forestali di Calabria Verde sono alla ricerca dell’uomo.

Attrezzature rubate trovate in una casa a Catanzaro Indagini su responsabili, il materiale è stato restituito

CATANZARO – La Polizia di Stato trova un ingente quantitativo di attrezzature provento di furto e le restituisce al legittimo proprietario. L’operazione è stata portata a termine nel corso dei controlli eseguiti nel quartiere di viale Isonzo, a Catanzaro, dove una pattuglia della Squadra Volante ha effettuato una verifica in uno degli edifici composto da quattordici alloggi di cui dieci disabitati poiché non agibili. All’interno di uno di questi, è stato rinvenuto un ingente quantitativo di attrezzi da lavoro di vario genere, verosimilmente provento di numerosi furti.

All’interno dell’alloggio, non abitabile per le condizioni igieniche e strutturali, e comunque privo di letti e di segni che potessero far presumere una presenza di persone che vi potessero avere rifugio, non è stato rinvenuto alcun indizio utile per poter risalire ai responsabili dei furti. Tutte le attrezzature rinvenute, dopo i rilievi effettuati da personale del Gabinetto di Polizia Scientifica, sono state prelevate e poste sotto sequestro.

La polizia è anche riuscita a risalire al proprietario delle attrezzature che, nei giorni scorsi, aveva presentato una denuncia ai carabinieri.

LA SCHEDA – Operazione “Tisifone” contro le cosche del Crotonese: i nomi delle persone coinvolte

CROTONE - Sono 21 i provvedimenti di fermo eseguiti stamane dalla squadra mobile di Crotone nell'ambito dell'operazione "Tisifone", coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro (LEGGI I PARTICOLARI DELL'OPERAZIONE).

I fermati sono: Salvatore Arena (27 anni, di Isola Capo Rizzuto), Brook Seyoum Asrat (31, di Isola Capo Rizzuto), Gianfranco Calabretta (31, di Isola Capo Rizzuto), Antonio Capicchiano (41, di Isola Capo Rizzuto), Orlando Capicchiano (25, di Isola Capo Rizzuto), Salvatore Capicchiano, detto Porcedduzzu (43, di Isola Capo Rizzuto), Cesare Carvelli (33, di Crotone), Rosario Curcio, detto Pilurussu (58 anni, di Petilia Policastro), Antonio Gentile (50, di Crotone), Giuseppe Gentile, detto Pepé (44, di Isola Capo Rizzuto), Alessandro Giardino (20, di Crotone), Tommasino Ierardi (41, di Petilia Policastro), Antonio Lentini (19, di Crotone), Francesco Macrillò (25, di Crotone), Antonio Manfredi (19, di Crotone), Luigi Manfredi (21, di Crotone), Giovanni Muccari (30, di Crotone), Antonio Nicoscia (31, di Isola Capo Rizzuto), Santo Claudio Papaleo (30, di Crotone), Carmine Serapide (31, di Crotone), Antonio Sestito (40, di Crotone).

Le accuse a carico dei fermati, ritenuti dagli inquirenti legati alle cosche di Isola Capo Rizzuto, Crotone e Petilia Policastro sono, a vario titolo, quelle di associazione mafiosa, tentato omicidio, estorsione, tentata rapina, incendio, porto e detenzione illegale di armi e munizioni.