“Dirigente di De Luca trovava sempre una soluzione giusta”

di Pina Ferro

“Quando c’era De Luca Vincenzo come sindaco e che questo chiamava il suo capo dirigente e diceva di fare la cosa, questo tanto studiava che trovava la soluzione”. E’ quanto si afferma in una conversazione intercettata e inerente il bando per la gestione delle spiagge libere del litorale salernitano.
Enzo Landi chiama Vittorio Zoccola, la conversazione riguarda il bando delle spiagge. Enzo dice che lo ha contattato Gianluca Izzo per parlargliene e Vittorio dice che è una cosa vergognosa e che hanno a che fare con persone incompetenti. Vittorio dice che la gara così com’è andrà sicuramente deserta perchè solo un pazzo potrà partecipare e accettare una cosa del genere perchè partecipare ad una gara dove non ti pagano ed il solo guadagno consiste nel noleggio degli ombrelloni e con una concessione per tre mesi.
Vittorio dice che così non parteciperà e che li aveva anche avvisati riferendo che per fare il servizio garantendogli il personale che dovrà essere pagato ad ore ovvero a l 3 euro all’ora e che per le IO spiagge ci vogliono 50/60 persone allora avrà bisogno di 6000 euro al giorno. Vittorio continua a conversare con Enzo me dice che hanno a che fare con incapaci che che la questione sta andando avanti da un mese e che hanno fatto qualcosa come 20 riunioni.
Enzo dice che Gianluca gliel’ha detto di questo e Vittorio dice che quando c’era De Luca Vincenzo come sindaco e che questo chiamava il suo capo dirigente e diceva di fare la cosa, questo tanto studiava che trovava la soluzione. Vittorio dice che quando ieri sera gli hanno detto gli ha risposto che se la possono fare loro la cosa e che poi questa mattina Davide Pelosio dovrebbe iniziare Davide Pelosio a preparare il bando.
Vittorio continua e dice che ieri hanno detto che avrebbero fatto un bando con la procedura d’urgenza e riservato alle cooperative così per accelerare la cosa e invece ieri sera ha scoperto che il bando è aperto a tutti, Vittorio “e fatevelo voi”, Enzo ‘fatevelo voi… e Peppe Ventura ohi”.
Vittorio dice che queste persone non hanno capito quanto sono importanti le cooperative.
Il riferimento è al bando emesso dal Comune di Salerno per la gestione degli arenili liberi: nessun pagamento per la discesa a mare ma solo per noleggiare, se richiesto espressamente, sdraio e ombrelloni dai bagnanti. Dunque, nessun guadagno certo ma giorno per giorno la difficoltà di raccimolare soldi. Da qui, l’ennesima intercettazione tra Vittorio Zoccola che, di fatto, si era rifiutato di partecipare al bando e Landi, il commercialista della cooperativa San Matteo, guidata da Davide Francese.

Vittorio Zoccola era tutte le mattine al Comune, voleva assicurarsi che tutto procedesse bene

La fervida dedizione con cui opera Zoccola, agli investigatori fin dall’inizio dell’attività investigativa, “in relazione alla sua continua presenza, quasi a mo’ di presidio, presso la casa Comunale, con cadenza pressoché giornaliera, alla predisposizioni di incontri e riunioni aventi come reale scopo quello di programmare, anche grazie al contributo fornito dalla rete di conoscenze di personaggi politici e funzionari, molti dei delitti-fine.
Grande interesse viene mostrato anche alla eventuale gestione delle spiagge pubbliche durante il periodo della pandemia.
Di seguito la conversazione tra Vittorio Zoccola e Gianluca Izzo (finito ieri mattina ai domiciliari dopo lo scandalo dell’audio fatto girare su whatsapp a pochi giorni dal voto per le elezioni amministrative nella città capoluogo), amministratore di fatto della cooperativa sociale “San Matteo”
Gianluca chiama Vittorio, gli dice che stamattina ha incontrato ad Enzo (Luciano, capostaff del primo cittadino ndr) il quale gli chesto di fornirgli, orientativamente, in base al progetto da loro fatto, il numero di persone da impiegare nel servizio di vigilanza delle spiagge libere e Vittorio gli risponde che già erano in grado di fornirlo, poiché, in media, dovevano considerar, per ogni spiaggia, l’impiego di due persone a turno, aggiunge, tranne per la spiaggia di Santa Teresa, dove occorreva impiagarne quattro. Vittorio, fa l’esempio della spiaggia di Torrione e dice a Gianluca che, in questa spiaggia saranno impiegate due persone. Gianluca sollecita Vittorio a fornire i dati per stasera e Vittorio lo rassicura, dicendogli. che avrebbe fatto i conteggi.
Vittorio Zoccola chiede a Gianluca Izzo dove è in questo momento e Gianluca gli risponde di essere in giro e che alle ore 19:00 di stasera, ha un appuntamento, con Nino Savastano al Dipartimento delle Politiche Sociali e lo invita a raggiunger/o in quell’Ufficio.

Dopo una perquisizione ritrovato un manoscritto: tessere elettorali

Tra il materiale sottoposto a sequestro nel corso delle varie perquisizioni vi è anche un documento manoscritto, che riporta come titolo “tessere” e segna un elenco dove sono indicati dieci soggetti e due società, in corrispondenza dei quali vi è una numerazione che dovrebbe indicare il numero di tessere, con un totale di 620 e, alla fine, l’indicazione di un importo per un totale di euro 4.570. In merito a tale appunto manoscritto è verosimile che il contenuto sia riferito a tessere “di partito” pagate dai soggetti indicati.
Adolfo Salsano dice: “a Vittorio!”. -Adolfo: Vittorio;
Vittorio: aho;
Adolfo: Vittorio, non hai capito, sto dicendo il fatto delle tessere… il fatto del tesseramento; – Vittorio: eh;
Adolfo: arriva Piero De Luca..chiama a Franco Picarone…dice così….”stammi a sentire Franco mi devi dare una mano perché c’è uno che vuole prendere…vogliono occupare il partito..inc”,…..Franco Picarore prende e che fa…chiama a Vittorio Zoccolo (nel frattempo si ascolta la risata di Vittorio Zoccola)…dice “scusa, mi puoi dare una mano vorreifare due tre tessere”… ; -Vittorio: questi scemi; -Adolfo: fa Vittorio…”ma che cazzo vi siete messi in testa..io adesso ne hofatto duecento” (si ascolta la risata di Adolfo); -Vittorio: quello mi chiamò…mi chiamò a mezzanotte;

Consiglia

Campagna elettorale per i suoi obiettivi

di Pina Ferro

Una programmazione a tavolino per il raggiungimento degli obiettivi. Descrive così il Gip la condotta di Fiorenzo Zocccola. La rete relazionale avviata, secondo il Gip, con notevolissima rapidità ed efficienza, da Fiorenzo Zoccola è amplissima, spaziando dai vertici della Regione Campania (Francesco Piccarono, Consigliere Regionale), al Comune di Salerno, di cui coinvolge non solo figure dirigenziali (Giovanni Savastano, Vincenzo Napoli, Felice Marotta, Luca Caselli, Angelo Carmelo Della Greca, Adolfo Salsano) ma anche “operative” ( Ugo Ciaparrone, Edmondo Cosimato). “Il piano dell’imprenditore è chiaro; sfruttare la campagna elettorale del 2020 (allora in corso) per il consolidamento della posizione di monopolio ottenuta nel corso degli anni attraverso le società al medesimo facenti capo ovvero dal medesimo eteroguidate. – Si legge nell’ordinanza -Le sue mire non sono limitate alle gare che sono state monitorate nel corso dell’indagine, ma proiettate nel futuro”.
Secondo quanto emerso dall’attività investigativa Zoccola da solo, non avrebbe mai potuto raggiungere i risultati “e qui si apprezza la centralità e l’importanza delle reti di conoscenza che egli ha intessuto nel tempo con il mondo politico ed amministrativo. In tal senso vi è una programmazione a tavolino che comprende un ventaglio di condotte illecite quanto mai eterogenee, ma la cui commissione è finalizzata al raggiungimento dell’obiettivo; prima bisogna avvicinarsi al mondo politico attraverso le contribuzioni elettorali, poi manovrare i pubblici funzionari, attraverso detti accordi realizzando i presupposti per poter manipolare le gare indette e da indire. Il piano criminoso, così come congegnato ed attuato, è un modulo destinato a ripetersi fino a che lo richiederanno le esigenze imprenditoriali dell’associazione. “I fatti sono così numerosi ed eterogenei che è, radicalmente, da escludere che le sorti degli indagati si siano intrecciate per circostanze del tutto fortuite.Vi sono alcune importantissime conversazioni che dimostrano come il progetto sia a largo raggio.Nella successiva conversazione, intercettata tra Vittorio Fiorenzo Zoccola e Domenico Credentino i due discutono del rapporto di lavoro esistente tra Credendino e l’amico Davide Minelli, coindagato e presidente della cooperativa sociale “II Leccio”, in ordine alla gestione del lido balneare polisportiva Siulp di via Generale Clark di Salerno.
Zoccola sottolinea esplicitamente come a Minelli non fossero state destinate solo le “briciole”, come lamentato dallo stesso, essendosi assicurato un appalto da 400.000 euro l’anno per “servizi di manutenzione ordinaria e conservativa del patrimonio cittadino a cooperative sociali previste dall’articolo 5, comma l della legge n.381/1991”.
Di fronte alla richiesta di Credendino di partecipare in prima persona alla aggiudicazione di tali appalti attraverso la creazione di apposite società cooperative, I’imprenditore Zoccola precisa che vi sono degli assetti da mantenere e che non vi è spazio alcuno per l’inserimento di altri soggetti giuridici, pena la compromissione degli assetti interni al sodalizi .

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