I voli di Stato di Salvini erano illegittimi ma la Corte dei conti archivia

Quei 35 viaggi a bordo di aerei della polizia ed elicotteri dei vigili del fuoco, con tanto di personale al seguito, non spettavano al ministro dell'Interno. Che però, costi alla mano, non ha arrecato un danno erariale.

Voli illegittimi per un ministro dell’Interno, ma senza un effettivo danno erariale per lo Stato. Si è conclusa così la vicenda dei 35 viaggi di Matteo Salvini in aereo a bordo di velivoli a disposizione della polizia di Stato e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco. Era il segreto della sua “ubiquità”: formalmente si spostava per appuntamenti istituzionali che spesso però diventavano l’occasione per comizi in modalità campagna elettorale permanente.

FASCICOLO INOLTRATO ALLA PROCURA DI ROMA

La Corte dei conti del Lazio, che aveva aperto un fascicolo esplorativo, ha disposto l’archiviazione del procedimento a carico dell’ex titolare del Viminale sul quel presunto uso indebito dei voli. Il fascicolo è stato inoltrato alla procura di Roma per quanto di sua eventuale competenza.

NON C’È STATO UNO SPRECO DI RISORSE

Cosa faceva nel dettaglio il leader della Lega quando stava al governo? I giudici contabili hanno verificato se vi fosse stato uno spreco di risorse pubbliche. Ma non sono emersi dall’istruttoria elementi sufficienti per sostenere in giudizio una «contestazione di responsabilità amministrativa», si legge nel dispositivo.

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Matteo Salvini ha usato 35 voli di Stato da giugno 2018. (Ansa)

COSTI SIMILI SE AVESSE PRESO I VOLI DI LINEA CHE GLI SPETTAVANO

In sostanza significa che «considerato che i costi sostenuti non appaiono essere palesemente superiori a quelli che l’amministrazione dell’Interno» avrebbe dovuto affrontare «per il legittimo utilizzo di voli di linea da parte del ministro e di tutto il personale trasportato al suo seguito», non si può dimostrare «la sussistenza, nella fattispecie, di un danno erariale né», a maggior ragione, «di procedere a una sua quantificazione».

AEREI NON DEDICATI AL MINISTRO DELL’INTERNO

Resta un dato politico: su quegli aerei Salvini non sarebbe dovuto salire. Un po’ come il figlio sulla moto d’acqua della polizia (ma questa è un’altra storia). Il perché è spiegato così dalla magistratura contabile: i voli di Stato devono «essere limitati al presidente della Repubblica, ai presidenti di Camera e Senato, al presidente del Consiglio dei ministri, al presidente della Corte costituzionale, salvo eccezioni che debbono essere specificamente autorizzate».

I velivoli sono stati acquistati per finalità prettamente operative e non per il trasporto di autorità, neanche per agevolare lo svolgimento della loro attività istituzionale


La Corte dei conti

I velivoli in questione secondo la Corte dei conti «sono stati acquistati per finalità prettamente operative e non per il trasporto di autorità, neanche per agevolare lo svolgimento della loro attività istituzionale». Alla luce di ciò i giudici hanno definito dunque «illegittima la scelta di consentire l’uso dei menzionati velivoli per la finalità di trasporto aereo del ministro e del personale al seguito».

Salvini faceva anche tweet a bordo degli aerei. Come quando scrisse: «Ufficiale, non sopporto il caldo! Buon pomeriggio Amici, chi si ferma è perduto».

CON LUI SCORTA, CAPO SEGRETERIA, CAPO UFFICIO STAMPA

Nel dettaglio, è stato «appurato, effettivamente, che a partire dal primo giugno 2018 risultano effettuati, per trasferimenti in ambito nazionale del ministro dell’Interno e di scorta, capo segreteria, capo ufficio stampa, eccetera, 20 voli con aereo P.180 e 14 voli con elicotteri in dotazione al dipartimento della polizia, nonché un volo con aereo P.180 in dotazione al Corpo nazionale dei vigili del fuoco». Le forze dell’ordine avevano fatto sapere che il costo era di di 1.415 euro l’ora.

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