Frecciarossa deragliato a Lodi: sotto accusa lo scambio

Morti i due macchinisti, 31 feriti. Si indaga per omicidio colposo plurimo. Il procuratore: «Deviatoio in posizione errata». È il primo incidente in 15 anni per l'Alta velocità italiana.

A poco più di due anni di distanza dal deragliamento del regionale di Trenord uscito dai binari a Pioltello il 25 gennaio 2018, un altro incidente ferroviario in Lombardia, questa volta in provincia di Lodi, ha coinvolto un Frecciarossa 1000 provocando due morti e 31 feriti.

È il primo incidente in 15 anni per l’Alta velocità italiana e rilancia l’allarme sulla manutenzione delle linee ferroviarie e del materiale rotabile. Le prime risultanze delle indagini di polizia giudiziaria svolte sul sito del deragliamento avvenuto stamani alle 5.34 nel territorio di Ospitaletto Lodigiano (Lodi) che ha coinvolto il Treno Av 9595 Milano Centrale-Salerno, dicono che al centro delle cause potrebbe trovarsi uno scambio montato male o difettoso oppure ancora riparato male.

Il punto zero, infatti, quello in cui si è verificato il problema di scorrimento, e che è stato trovato a 5-600 metri dal luogo in cui si è fermato il convoglio sviato, si trova in corrispondenza di uno scambio. Tratto che per giunta, la scorsa notte, sarebbe stato oggetto di una manutenzione, come riferito dal procuratore di Lodi, Domenico Chiaro, da personale delle Ferrovie.

«I lavori di manutenzione – ha detto il procuratore in conferenza stampa – vengono fatti perché qualcosa si è rotto, se no non c’è motivo per essere lì alle 4 e mezza del mattino». «Se lo scambio fosse stato dritto per dritto – ha aggiunto – il treno non sarebbe deragliato, non è difficile da capire. Non era nella posizione che doveva garantire la libera percorrenza del treno».

Troppe, parrebbero, le coincidenze, per non sospettare una causa diretta anche se, fino alla fine delle indagini e delle perizie che verranno ordinate dall’autorità giudiziaria, non si potrà dare per certa alcuna dinamica. Di certo, ha sottolineato Chiaro, «non è stato un atto volontario, l’ipotesi attentato è destituita di ogni fondamento». C’è poi un’altra possibilità e a spiegarla è sempre il procuratore di Lodi: «Stiamo verificando – ha detto – l’ipotesi dell’errore umano».

Secondo le forze dell’ordine, la motrice del convoglio, sviata dai binari a 290 km/h, per cause ancora da chiarire, se legate ad un malfunzionamento nello scambio o ad un errato segnalamento, è letteralmente decollata, staccandosi dal resto del treno e uscendo completamente dalla sede per poi finire rovinosamente prima contro un carrello o qualche mezzo analogo che si trovava su un binario parallelo, e poi contro una palazzina delle ferrovie.

Il resto del convoglio avrebbe anch’esso proseguito la corsa parallelamente ai binari, ma fuori dalla sede naturale, con la seconda carrozza che a un certo punto si sarebbe inclinata su un fianco. Lo sviamento del treno sarebbe avvenuto in corrispondenza di uno scambio dove proprio la scorsa notte, o nella tarda serata di ieri, sarebbe stato sostituito o riparato un deviatoio, ovvero un pezzo dello scambio stesso. La presenza di un meccanismo del genere in un tratto rettilineo sarebbe dovuta allo scorrimento parallelo, in quel tratto, di più binari dell’alta velocità. Ora tutto il materiale e i luoghi coinvolti sono stati posti sotto sequestro.

«L’interruzione per l’intervento di manutenzione era finita prima dell’alba, e poco prima del passaggio del primo treno della mattina, appunto, l’Av 9595 – spiega Adriano Coscia, Segretario generale Orsa Ferrovie – e al di là di cosa sia andato storto e di chi sia poi intervenuto fisicamente, emerge ancora una volta chiaramente che a fronte di dotazioni all’avanguardia, il problema del trasporto ferroviario è nella manutenzione. In quel tratto era attivo il sistema Ertms (European Rail Traffic Management System), uno dei più avanzati in Europa, che avrebbe corretto un eventuale errore umano».

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Cosa sappiamo sul Frecciarossa deragliato a Casal Pusterlengo

Un convoglio diretto da Milano a Salerno esce dai binari all'altezza di Lodi: due macchinisti morti e 27 feriti. Ancora sconosciute le cause che hanno portato parte del treno a ribaltarsi.

Due macchinisti deceduti, due codici gialli e 25 codici verdi: è questo il triste bilancio dato dalla Protezione civile dell’incidente sulla linea alta velocità all’altezza di Casal Pusterlengo (in provincia di Lodi) dove un treno è deragliato e alcune vetture si sono ribaltate. I feriti sono stati trasportati negli ospedali più prossimi «ma non ho la mappa precisa”», ha specificato il capo della Protezione civile Borrelli, «si sono mosse tutte le forze possibili. Non ho elementi ulteriori riguardanti le cause dell’incidente».

L’unico ferito in condizioni più gravi rispetto agli altri coinvolti, inviati in codice verde o giallo, è un pulitore delle ferrovie, quelli che si trovano generalmente a bordo dei treni Av a disposizione dei passeggeri. L’uomo, secondo quanto riferito dalle forze dell’ordine sul posto, non sarebbe comunque in pericolo di vita.

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Scontro tra treni della linea 1 della metro di Napoli

Lo scontro tra tre convogli è avvenuto alle 7.45 di martedì 14 gennaio. Almeno cinque le persone portate in ospedale. Decine i feriti lievi e curati sul posto.

Erano circa le 7.45 di martedì 14 gennaio quando tre treni della linea 1 della metropolitana di Napoli si sono scontrati appena fuori dalla stazione Piscinola. Nello scontro, dato che i convogli erano carichi di pendolari che si stavano recando a lavoro, ci sono stati diversi feriti. La circolazione dei treni è stata sospesa sull’intera tratta creando diversi disagi al traffico.

LA DINAMICA DELL’INCIDENTE

Lo scontro sarebbe un tamponamento a catena coinvolgendo un convoglio appena uscito dal deposito, uno che aveva già caricato passeggeri a bordo e partito dal binario due della stazione di Piscinola e un terzo treno, questo ancora senza passeggeri. L’incidente è avvenuto tra le stazioni di Colli Aminei e Piscinola quasi all’altezza della strettoia dopo la fermata dei Colli Aminei. Ancora da chiarire che cosa non abbia funzionato provocando l’incidente.

IL NUMERO DEI FERITI

Sono in tutto cinque le persone trasportate in ospedale dopo l’impatto. L’ospedale Cardarelli ha accolto i due macchinisti: uno per trauma toracico e l’altro per trauma cervicale. Entrambi gli uomini non sono in pericolo di vita e i traumi riportati non sarebbero gravi. Tre invece sono i contusi tra i passeggeri: due sono stati trasferiti al Cto per un trauma lombo sacrale e un altro per contusioni agli arti inferiori, infine una terza persona è stata ricoverata per trauma alla mano. Diversi invece sono i passeggeri che sono stati medicati sul posto per lievi escoriazioni piuttosto che per lo choc riportato subito dopo lo scontro.

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Chiuse le indagini sul disastro ferroviario di Pioltello

La procura di Milano si prepara a chiedere il rinvio a giudizio per Rete ferroviaria italiana e 11 persone. Il deragliamento del treno regionale Trenord 10452 provocò la morte di tre persone.

La procura di Milano ha chiuso le indagini sul disastro ferroviario di Pioltello. Sotto inchiesta, oltre a Rete ferroviaria italiana, ci sono 11 persone: due manager e sette tra dipendenti e tecnici di Rfi, e due ex dirigenti dell’Agenzia nazionale per la sicurezza ferroviaria. Il 25 gennaio 2018 il treno regionale Trenord 10452, proveniente da Cremona e diretto alla stazione Porta Garibaldi di Milano, uscì dai binari a Pioltello provocando la morte di tre persone e decine di feriti. La posizione di due manager Trenord e della stessa società è stata stralciata in vista dell’archiviazione.

CONTESTATO L’OMICIDIO COLPOSO PLURIMO

I dirigenti di Rfi indagati, secondo l’accusa, avrebbero «omesso di mettere a disposizione dei lavoratori di Trenord e di tutti i viaggiatori dei treni percorrenti» la linea interessata «attrezzature idonee ai fini della sicurezza», senza garantire così che «l’infrastruttura fosse mantenuta in buono stato di efficienza per la sicura circolazione dei treni». I reati contestati sono disastro ferroviario colposo, omicidio colposo plurimo e lesioni colpose, mentre Rfi è indagata per la legge sulla responsabilità amministrativa degli enti. Per tutti gli indagati si profila la richiesta di rinvio a giudizio.

LA CAUSA DEL DISASTRO SECONDO L’ACCUSA

Secondo la relazione finale dei consulenti tecnici nominati dai pm, il disastro è stato causato da uno spezzone di rotaia di 23 centimetri che si è fratturato per un «danneggiamento ciclico irreversibile generato da condizioni di insufficiente manutenzione». L’assenza di controlli con ultrasuoni non avrebbe consentito di monitorare «la progressione irreversibile del danneggiamento del giunto in cattive condizioni», anzi ci sarebbero stati dei ritardi nella sua sostituzione. Sempre per i periti dell’accusa, la causa del deragliamento fu «la sopraelevazione della ruota destra» del terzo vagone del convoglio, provocata da quei 23 centimetri di rotaia che dopo essersi staccati andarono a finire tra il binario e la ruota stessa. I ritardi nella programmazione delle attività di sostituzione, per i pm, hanno permesso «all’irreversibile ammaloramento del giunto di procedere fino al cedimento finale».

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