Via Sgarbi, dentro Capua: ecco la nostra Brigata Garibaldi

L'emergenza Covid-19 sta mostrando una Italia diversa da quella raccontata finora dai talk show. Finirà l'epoca di chi parla a vanvera senza sapere nulla. La nostra Brigata Garibaldi sarà composta da chi ora sta tenendo in piedi il Paese e la nostra Sanità pubblica.

Non sono sicuro che accadrà, ma la speranza è che alle prossime Politiche ci sia una morìa di cretini.

L’Italia sta vedendo un film, di cui è prim’attrice, in cui recitano parti diverse uomini e donne della Sanità, della sicurezza, dell’informazione e di tanti altri campi.

Per fortuna ci siamo tolti dalle palle i costituzionalisti e gli esperti di leggi elettorali, i magistrati e, se non sbaglio, pure il dottor Davigo tace da un bel po’, grazie a Dio.

LA RIVINCITA DEGLI ESPERTI

Invece hanno preso a parlare e a mostrarsi italiane e italiani che sanno e fanno. Non sempre l’azzeccano, ma sono esperti. Hanno studiato. Ci dicono cose che non sappiamo. Forse è finita un’epoca. È finita l’epoca dei cretini, di quelli che con un decina di like su una lista creata da un blog privato diventavano candidati a dirigere addirittura il Paese e ovviamente città e Regioni. Ci siamo misurati in questi anni non solo con analfabeti. Magari. La classe dirigente parlamentare dei primi anni della Repubblica e quella della ripresa era piena di operai e braccianti agricoli, nonché funzionari politici, di poche lettere ma di grande cervello e di conoscenza del Paese reale.

LEGGI ANCHE: Basta con gli eroi e gli angeli: medici e infermieri vanno rispettati. Sempre

VEDIAMO UN’ITALIA DIVERSA DA QUELLA RACCONTATA NEI TALK

Forse ora ci libereremo di quelli che parlano a schiovere, i Vittorio Sgarbi si faranno quattro risate al pub con Matteo Salvini. Ci vorrebbe un format televisivo, magari diretto da Massimo Giletti, in cui mettere tutte queste persone, compreso Mario Giordano, Feltri nel senso di Vittorio, Pietro Senaldi e Francesco Borgonovo, per non dimenticare il sudaticcio ultra-cattolico di destra, e Nicola Porro una volta guarito. Un bad format che lasci sfogo a tutti quelli che non sanno e che hanno cattivi pensieri, per esempio il sogno che gli italiani si ammazzino fra di loro. Da buonista incallito, e ne me ne vanto, trovo il mio idolo in quel prete che ha ceduto il suo respiratore a un giovane. Stiamo vedendo un’Italia incredibile, così diversa dai talk televisivi, con un Sud persino più ordinato malgrado l’opinione contraria, e non autorevole, della attempata giornalista pariolina.

LEGGI ANCHE: Feltri consiglia Salvini: siamo alla circonvenzione di incapace

CHE SI FACCIA STRADA LA NOSTRA BRIGATA GARIBALDI

Se queste facce nuove in parte arrivassero in parlamento assieme a professionisti della politica (aridatece i veri professionisti della politica!), il prossimo coronavirus se la vedrà male. Oggi comunque, nella disperazione quotidiana di giornate lunghe, di jettatori che ti dicono che in base all’età e alla patologie il prossimo sarai tu, guardando lo spettacolo di governatori che piangono come vecchi “tragediatori” nel loro ricco Nord regalato alle cliniche private, io spero di vedere un parlamento in cui torni Ilaria Capua, in cui ci sia l’oncologo di Napoli, l’immunologo pugliese, il mio Marco Ranieri e tanti altri che non conosco ma che stanno tenendo in piedi il Paese. È la nostra Brigata Garibaldi.

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Via Sgarbi, dentro Capua: ecco la nostra Brigata Garibaldi

L'emergenza Covid-19 sta mostrando una Italia diversa da quella raccontata finora dai talk show. Finirà l'epoca di chi parla a vanvera senza sapere nulla. La nostra Brigata Garibaldi sarà composta da chi ora sta tenendo in piedi il Paese e la nostra Sanità pubblica.

Non sono sicuro che accadrà, ma la speranza è che alle prossime Politiche ci sia una morìa di cretini.

L’Italia sta vedendo un film, di cui è prim’attrice, in cui recitano parti diverse uomini e donne della Sanità, della sicurezza, dell’informazione e di tanti altri campi.

Per fortuna ci siamo tolti dalle palle i costituzionalisti e gli esperti di leggi elettorali, i magistrati e, se non sbaglio, pure il dottor Davigo tace da un bel po’, grazie a Dio.

LA RIVINCITA DEGLI ESPERTI

Invece hanno preso a parlare e a mostrarsi italiane e italiani che sanno e fanno. Non sempre l’azzeccano, ma sono esperti. Hanno studiato. Ci dicono cose che non sappiamo. Forse è finita un’epoca. È finita l’epoca dei cretini, di quelli che con un decina di like su una lista creata da un blog privato diventavano candidati a dirigere addirittura il Paese e ovviamente città e Regioni. Ci siamo misurati in questi anni non solo con analfabeti. Magari. La classe dirigente parlamentare dei primi anni della Repubblica e quella della ripresa era piena di operai e braccianti agricoli, nonché funzionari politici, di poche lettere ma di grande cervello e di conoscenza del Paese reale.

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VEDIAMO UN’ITALIA DIVERSA DA QUELLA RACCONTATA NEI TALK

Forse ora ci libereremo di quelli che parlano a schiovere, i Vittorio Sgarbi si faranno quattro risate al pub con Matteo Salvini. Ci vorrebbe un format televisivo, magari diretto da Massimo Giletti, in cui mettere tutte queste persone, compreso Mario Giordano, Feltri nel senso di Vittorio, Pietro Senaldi e Francesco Borgonovo, per non dimenticare il sudaticcio ultra-cattolico di destra, e Nicola Porro una volta guarito. Un bad format che lasci sfogo a tutti quelli che non sanno e che hanno cattivi pensieri, per esempio il sogno che gli italiani si ammazzino fra di loro. Da buonista incallito, e ne me ne vanto, trovo il mio idolo in quel prete che ha ceduto il suo respiratore a un giovane. Stiamo vedendo un’Italia incredibile, così diversa dai talk televisivi, con un Sud persino più ordinato malgrado l’opinione contraria, e non autorevole, della attempata giornalista pariolina.

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CHE SI FACCIA STRADA LA NOSTRA BRIGATA GARIBALDI

Se queste facce nuove in parte arrivassero in parlamento assieme a professionisti della politica (aridatece i veri professionisti della politica!), il prossimo coronavirus se la vedrà male. Oggi comunque, nella disperazione quotidiana di giornate lunghe, di jettatori che ti dicono che in base all’età e alla patologie il prossimo sarai tu, guardando lo spettacolo di governatori che piangono come vecchi “tragediatori” nel loro ricco Nord regalato alle cliniche private, io spero di vedere un parlamento in cui torni Ilaria Capua, in cui ci sia l’oncologo di Napoli, l’immunologo pugliese, il mio Marco Ranieri e tanti altri che non conosco ma che stanno tenendo in piedi il Paese. È la nostra Brigata Garibaldi.

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