CDP investe 100 milioni nel fondo FOF Private Equity Italia

La sottoscrizione addizionale va ad incrementare le disponibilità di capitali a supporto del tessuto imprenditoriale italiano.

Cassa Depositi e Prestiti (CDP) ha approvato la sottoscrizione di ulteriori quote per un impegno aggiuntivo di 100 milioni di euro nel fondo di investimento denominato FOF Private Equity Italia, gestito da FII Sgr (Fondo Italiano d’Investimento Sgr, partecipata per il 68% da CDP Equity). A seguito dell’operazione, l’impegno complessivo di CDP nel Fondo passa da 200 milioni di euro a 300 milioni complessivi. La sottoscrizione addizionale va a moltiplicare, con potenziale effetto leva molto rilevante, la disponibilità di capitali per il mercato delle imprese italiane, più che mai necessari nell’attuale contesto di crisi. In virtù dell’impegno aggiuntivo da parte di CDP, il FOF Private Equity Italia potrà dedicare maggiori risorse per ciascun fondo target e al contempo investire in un maggior numero di fondi, con la finalità di agevolare la raccolta degli stessi da investitori terzi.

L’AD: «POSSIBILI INVESTIMENTI INDIRETTI IN MOLTE SOCIETÀ»

«Quella di oggi è un’ulteriore iniziativa di CDP a favore delle imprese del nostro Paese, che assume particolare rilevanza considerando l’attuale contesto emergenziale. Grazie all’ulteriore investimento di 100 milioni di euro, il FOF Private Equity Italia potrà investire indirettamente in moltissime società, favorendone così processi di ricapitalizzazione e di crescita”, ha detto Fabrizio Palermo, Amministratore delegato di CDP.

A SOSTEGNO DELLE PMI ITALIANE

Il FoF Private Equity Italia ha una dimensione target pari a 600 milioni di euro e ha l’obiettivo di supportare, attraverso la sottoscrizione di quote di fondi di private equity, lo sviluppo del mercato delle PMI italiane, Indirizzando investimenti verso operatori professionali che operano con un approccio finalizzato alla crescita di tali imprese e, dunque, al sostegno dell’economia reale.

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I fondi Esg più forti del Coronavirus

Nel primo trimestre 2020 i fondi sostenibili si dimostrano più efficaci dei fondi tradizionali nel resistere agli scossoni dei mercati.

Mentre in Italia e in Europa prende finalmente il via la tanto agognata Fase 2, il mondo del risparmio gestito continua a fare i conti con la crisi in cui è precipitato a causa della pandemia da Coronavirus.

Nei primi tre mesi del 2020, infatti, il mercato europeo dei fondi ha dovuto fronteggiare deflussi record per oltre 148 miliardi di euro tra fondi comuni ed etf (fonte: Morningstar). Un dato impressionante a cui vanno poi aggiunti gli storni dovuti alle performance negative registrate da mercati finanziari che, praticamente ovunque, hanno fatto segnare ribassi a doppia cifra.

Esg in controtendenza

In questo contesto c’è però un comparto che si muove in controtendenza. Si tratta di tutto l’universo legato ai fondi sostenibili che, dallo scoppio della crisi, ha evidenziato un maggior livello di resilienza. Da inizio anno, infatti, i prodotti con etichetta Sri o Esg non solo hanno risposto meglio agli scossoni dei mercati, ma hanno anche visto crescere il proprio consenso presso quella fetta di risparmiatori che cerca una asset allocation improntata alla protezione dell’investimento.

“Per i fondi Esg la crisi ha rappresentato un’opportunità per dimostrare la veridicità di quella che da tempo veniva indicata come la loro miglior caratteristica, ovvero la maggior resilienza nelle fasi negative dei mercati – afferma Andrea Ragaini, Vice Direttore Generale di Banca Generali, che aggiunge – le aziende maggiormente attente alla sostenibilità e alle buone pratiche di governance aziendale si sono dimostrate un investimento migliore per chi guarda agli investimenti senza un approccio speculativo ma con il solo obiettivo di tutelare i propri risparmi. Si tratta di una ulteriore conferma che il mondo Esg non è solo una moda o una trovata di marketing, bensì una vera e propria rivoluzione che sarà difficile da arginare”.

I fondi sostenibili performano meglio nelle crisi

La resilienza degli investimenti Esg è certificata dai numeri. Nel periodo compreso tra gennaio e marzo 2020, infatti, l’indice che riunisce le principali società a vocazione sostenibile (MSCI World ESG Leaders Index) ha sovraperformato dell’1,7% il suo corrispettivo indice tradizionale (MSCI World Index). Un divario che diventa ancora maggiore se si restringe l’analisi al solo Vecchio Continente dove il principale indice delle aziende sostenibili ha registrato una performance superiore di ben 4 punti percentuali.

Questi risultati positivi non sono passati inosservati agli investitori, come dimostrano i dati di raccolta. Nei primi tre mesi del 2020 infatti i fondi sostenibili europei hanno fatto segnare nuovi flussi per 30 miliardi di euro a fronte di un deflusso di ben 148 miliardi dai prodotti tradizionali.

“Si tratta di un trend che crediamo possa continuare anche una volta che la pandemia sarà alle spalle – aggiunge ancora Ragaini – la crisi ha insegnato agli investitori a guardare con maggiore razionalità ai propri investimenti. Gli effetti del Covid-19 hanno portato ad un aumento del debito pubblico degli stati e probabilmente avranno conseguenze anche sugli spread. Per questo motivo sarà fondamentale selezionare per i propri investimenti aziende di qualità lasciando da parte le logiche speculative”.

Esg: il modello di Banca Generali

E mentre il colosso americano BlackRock stima per nuovi flussi per oltre 1.200 miliardi di dollari nei prossimi 10 anni, in Italia il mercato dei fondi Esg continua a crescere a ritmo serrato nonostante la pandemia sfiorando i 31 miliardi di euro. Merito di una sensibilità sempre maggiore dei nostri connazionali, ma anche di proposte innovative da parte dei maggiori operatori del settore.

“In Banca Generali abbiamo voluto rispondere alle richieste della nostra clientela implementando all’interno della nostra app per la gestione dei portafogli un sistema per assegnare un rating di sostenibilità a tutto il nostro universo investibile – conclude ancora Ragaini – insieme a MainStreet Partners abbiamo quindi associato ciascun fondo sostenibile ai 17 SDGs dell’Agenda Onu 2030. In questo modo, i nostri clienti possono investire in portafogli sostenibili compatibili con i propri valori e interessi sociali. Ma non ci siamo fermati qui: abbiamo infatti legato un ambizioso obiettivo commerciale, ovvero arrivare ad avere almeno il 10% delle nostre masse in gestione investite in fondi sostenibili entro il 2021”.

Un obiettivo che la banca guidata dall’AD Gian Maria Mossa ha già raggiunto con oltre un anno di anticipo, come dimostrano i 2.5 miliardi di masse Esg raccolte nei primi 12 mesi che rappresentano oggi l’11% rispetto al totale delle masse gestite.

Altro segnale di fiducia da parte di un Paese come il nostro che ha tanta voglia di ripartire. E di farlo in maniera sostenibile.

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Petagna di Sorgente e il supporto a un’economia reale sostenibile

L’amministratore delegato della start up in ambito energia e infrastrutture del gruppo di Valter Mainetti auspica un maggiore sostegno pubblico agli investimenti nel green.

«È arrivato il momento anche da parte del governo di dare continuità e incrementare le azioni di sostegno per favorire gli investimenti in iniziative virtuose di economia reale. Nuove tecnologie, education e regulation rappresentano gli elementi essenziali e necessari per attuare in tempi contenuti un cambiamento, che può essere radicale e rivoluzionario solo se adeguatamente sostenuto dalla finanza e da adeguate misure incentivanti». Lo sostiene Carlo Petagna, amministratore delegato di Sorgente Sein, la start up nell’ambito energia e infrastrutture di Sorgente Group Italia che fa capo a Valter Mainetti.

CRONICA SCARSA CURA DEGLI ASPETTI AMBIENTALI

Tenuto conto che la pandemia da coronavirus potrebbe durare più a lungo del previsto, deprimendo il Pil dell’Eurozona addirittura del 10%, secondo Petagna, intervistato da Lettera43.it, non è sufficiente compiere unicamente sforzi per ripristinare lo statu quo ante e preservare il tessuto produttivo attuale sostenendo, così, in qualche misura un passato che in molti casi non più attuale. «Occorrerà piuttosto», rileva, «mettere in atto misure, anche di carattere straordinario, per dare vita da subito a un nuovo futuro, sostenendo in particolare i settori più promettenti e in grado di garantire maggiori impatti sociali ed economici. In particolare è necessario preservare i territori anche grazie a una nuova e più forte consapevolezza dei danni generati proprio da una perdurante scarsa cura degli aspetti ambientali».

NUOVI TREND IN DIVERSI SETTORI

Per la ad di Sorgente Sein il piano previsto di ripresa economica e sociale dovrà essere opportunamente rafforzato da azioni comuni e sinergiche di tutti gli attori coinvolti, mirando a generare ricadute positive anche grazie all’attivazione, ove possibile, di meccanismi di cross-fertilisation fra diversi settori. «Anche intermini di domanda», precisa, «si dovrà fare i conti con significative variazioni sia di volumi, e soprattutto di curve di crescita, ma anche di nuove esigenze e aspettative». Insomma «questo trend sarà riscontrabile in molteplici ambiti, dall’immobiliare che dovrà ripensare le destinazioni d’uso, il taglio medio delle superfici e la location, ai sistemi di trasporto per arrivare ai servizi essenziali e al rapporto fra cittadini e macchina pubblica. Sul fronte dell’energia giocherà un ruolo essenziale, insieme alla capacità di generazione distribuita e ai nuovi sistemi di stoccaggio, la possibilità di recupero di scarti, alimentari e non, e dirifiuti anche industriali, in linea con i principi ormai pienamente condivisi dell’economia circolare».

ENERGIA PULITA E FONTI RINNOVABILI

«In tal senso», afferma Petagna, «il Gruppo Sorgente ha attuato già da tempo un riposizionamento strategico, volto a presidiare attivamente l’ambito della generazione di energia pulita, attraverso una serie di iniziative in Italia e all’estero che prevedono circa 3 miliardi di investimenti nei prossimi 3/5 anni. Allo stato attuale sono in lavorazione progetti che riguardano la produzione di biometano, liquido e gassoso, la generazione di energia solare ed eolica, il recupero della plastica e del legno per la produzione, rispettivamente di energia elettrica e termica e di pallet ecologici, con caratteristiche chimico-fisiche di elevata qualità per il trasporto delle merci. Concetti come Social Return on Investment (Sroi), Impact Investing e Esg devono diventare abituali per le aziende per favorire lo sviluppo di modelli di business con forte orientamento al recupero e al riciclo. L’obiettivo non è investire soltanto per il raggiungimento di un rendimento sicuro, ma farlo naturalmente». In conclusione «la diffusione delle rinnovabili rappresenta un elemento essenziale in un mercato in cui gli investimenti nei prossimi tre decenni si prevede che supereranno i 13 mila miliardi di dollari, di cui il 77% destinato alle fonti rinnovabili. E ciò dovrà essere tanto più vero alla luce dell’attuale situazione di crisi generata dalla recente pandemia globale».

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Intesa Sanpaolo e Calzedonia insieme per aiutare i ricoverati Covid-19

Iniziativa nell’ambito del progetto di Intesa Sanpaolo “Golden Links: i legami sono oro", per la distribuzione di indumenti alle persone in difficoltà.

Undicimila indumenti intimi sono stati consegnati da parte di Intesa Sanpaolo in collaborazione con il Gruppo Calzedonia ad alcuni ospedali della Lombardia e del Veneto per essere distribuiti urgentemente e a titolo gratuito a pazienti Covid-19 ricoverati che non ricevono il ricambio necessario dalle famiglie ferme a causa della quarantena. Parte dei capi è stata acquistata da Intesa Sanpaolo, parte è donata dal Gruppo Calzedonia.

Gli ospedali interessati sono: Papa Giovanni XXIII di Bergamo, Spedali Civili di Brescia, Ospedale di Cremona, di Oglio Po e Nuovo Robbiani di Soresina in provincia di Cremona, Azienda Ospedale – Università di Padova. In questo momento di emergenza sanitaria, Intesa Sanpaolo ha così deciso di orientare verso i pazienti Coronavirus il suo progetto “Golden Links: i legami sono oro” nato due anni fa per contrastare la necessità di indumenti intimi da parte di persone e famiglie indigenti attraverso il coinvolgimento di organizzazioni non profit e aziende clienti della Banca. Il progetto è sviluppato in collaborazione con Caritas Italiana e S-Nodi per rispondere ad un’esigenza spesso sottaciuta che tocca profondamente la dignità umana. In due anni ha permesso la distribuzione 114 mila indumenti e proseguirà nel 2020/21 per far fronte alle crescenti necessità di una fascia sempre più ampia di persone in difficoltà.

L’iniziativa è nell’ambito dell’impegno di Intesa Sanpaolo per gli indigenti, uno degli obiettivi del Piano di Impresa, che ha visto distribuire dal 2018, oltre agli indumenti, anche 8,7 milioni di pasti, 131 mila farmaci e ad assicurare 519 mila posti letto. L’emergenza Covid-19 vede il Gruppo Intesa Sanpaolo tra i principali contributori nel contrasto alla pandemia e nel sostegno a persone, imprese e territori. La Banca ha donato 100 milioni di euro per la sanità italiana attraverso la Protezione Civile, un milione per la ricerca sul Covid-19 da parte del Fondo di Beneficenza, effettua ulteriori donazioni per progetti puntali e promuove diverse raccolte fondi sulla sua piattaforma forfunding.it. Alle iniziative benefiche si aggiungono le imponenti risorse creditizie messe a disposizione di imprese e famiglie e la moratoria su prestiti e finanziamenti.

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Trading, Bg Saxo per la diversificazione e la protezione del private

Per i private bankers di Banca Generali cresce l’operatività digital dalla piattaforma.

In un momento in cui le Borse sono volatili a causa della peggiore pandemia di sempre, molti risparmiatori corrono ai ripari e preferiscono conservare la liquidità dei loro correnti o al massimo investire su prodotti con scarsa correlazione ai mercati. Sono, però, proprio le fasi come queste che offrono opzioni interessanti non solo ai profili professionali che sistematicamente analizzano le rapide altalene dei mercati finanziarie, ma anche per quegli investitori che per una parte del proprio portafoglio scelgono di seguire le opportunità nel risparmio amministrato.

Trading online: crescita a doppia cifra nel 2020

La società di analisi Finance Magnates Intelligence ha pubblicato un report in cui si evidenzia una crescita dei volumi di oltre il 25% sulle attività più diffuse del trading, come le valute e le opzioni, a livello mondiale in questo primo trimestre dell’anno.

Crescita anche in Italia dove i numeri dei principali broker spiegano che c’è una incremento che si spiega con l’ingresso dei risparmiatori più evoluti nella sfera del private.  Come quelli di Bg Saxo, la sim nata dall’incontro tra la banca numero 1 in Europa nel settore – la danese Saxo Bank– e la terza banca private italiana –Banca Generali- che registra un’escalation delle operazioni a marzo pari al +40%. Questo grazie anche alla dinamicità e all’immediatezza di una piattaforma con meccanismi evoluti di protezione per le scelte di investimento che incontra una crescente attenzione tra i clienti private e il mondo dei consulenti finanziari. Proprio a partire da questi giorni i private banker possono accedere alla piattaforma anche per immettere gli ordini dei propri clienti.

“Piattaforma che con questa novità permette si arricchisce fino a raggiungere oltre 35 mila strumenti finanziari, con mercati globali nelle azioni, obbligazioni, e Etf che garantisce grande flessibilità ai clienti e ai nostri private banker che riescono ad investire in maniera sempre più diretta nell’amministrato e nella consulenza in generale” spiega Franco Dentella, responsabile del Wealth Management di Banca Generali.

BG Saxo: il trading dedicato alla clientela private

Per l’istituto del Leone che vede crescere di 5 miliardi l’anno la raccolta con un trend sempre positivo anche in queste settimane di forti tensioni sui mercati (517 mln la raccolta a marzo che si aggiunge al miliardo del primo bimestre), la notizia dell’operatività degli ordini per conto dei clienti sulla piattaforma numero uno in Europa rappresenta un passo avanti importante vista la domanda di diversificazione in questo segmento. 

“Oggi – prosegue Dentella – vogliamo andare sempre più incontro alle esigenze di alcuni clienti private che vogliono essere sempre più presenti nelle proprie scelte nell’amministrato e hanno bisogno di nuovi strumenti e di consulenti preparati per contribuire a creare portafogli con una diversificazione costantemente accurata, specie in una fase come questa”.

Il cliente private persegue, quindi, un obiettivo chiaro: cerca di operare liberamente e senza confini sui mercati, ma sempre con il supporto delle competenze dei professionisti.

Nel caso di BG Saxo questo risponde ad entrambe le necessità perchè il team di advisory di Banca Generali e degli analisti di Saxo Bank lavorano in sinergia per garantire un servizio di primo livello con un’esperienza di trading che garantisce, in ogni caso, un’alta protezione. Una caratteristica che ha reso forte il marchio del Leone nel private banking in Italia.

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Tinaba con Lapo Elkann per raccolta fondi alla Croce Rossa

Never give up: parte oggi la campagna di beneficenza promossa da fondazione laps a sostegno della croce rossa italiana impegnata a fronteggiare l’emergenza covid-19.

Non mollare mai.  Questo è il messaggio pensato dall’agenzia creativa Independent Ideas e dalla LAPS Foundation, organizzazione di beneficenza fondata da Lapo Elkann, che si pone l’obiettivo di supportare la più prestigiosa Istituzione del Terzo Settore, la Croce Rossa Italiana, impegnata in questi giorni su tutto il territorio italiano a sostenere i più vulnerabili nella difficile emergenza sanitaria Covid-19.

In questo periodo di emergenza è essenziale essere promotori di azioni concrete al sostegno di coloro che, più di chiunque altro, stanno subendo un disagio economico-sociale senza precedenti. Per questo motivo Lapo Elkann ha messo a servizio delle persone attualmente in maggiore difficoltà il suo spirito creativo, la sua passione, la sua generosità e il suo team di lavoro promuovendo una campagna di raccolta fondi.

L’idea progettuale è stata recepita e da subito sostenuta da esponenti del mondo dello sport, della musica, delle arti e della cultura che vogliono, a vario titolo sottolineare la propria vicinanza all’Italia così intensamente provata dall’aggressività e dall’’imprevedibilità del momento attuale.

Gli amici che hanno aderito a questa campagna di solidarietà sono: Gianluigi Buffon, Alessandro Del Piero, Fedez, Valeria Golino, Papu Gomez, Charles Leclerc, Giovanni Malagó, Paolo Maldini, Federica Pellegrini, Cristiano Ronaldo, Giuliano Sangiorgi, Giovanni Soldini, Bebe Vio, Alessandro Zanardi e Javier Zanetti.

La raccolta di fondi, alla quale si può partecipare da oggi 10 aprile effettuando una donazione, anche minima, sul sito http://nevergiveup.tinaba.it/ prevede, in particolare, che i proventi siano donati alla Croce Rossa Italiana per la distribuzione di buoni pasto alle famiglie maggiormente bisognose e assistenza alla persone fragili o in difficoltà economiche.

Lapo Elkann, Presidente della Fondazione LAPS e fondatore di Independent Ideas ha dichiarato: “Ho sentito la necessità di scendere in campo per aiutare e sostenere chi, nell’attuale contigenza connotata da una gravità che ha toccato livelli inimmaginabili, soffre un pesante disagio economico e sociale. Sono nato nel privilegio e oggi non posso esimermi dal cercare di alleviare, seppure nel mio piccolo, le tante sofferenze che nel loro diverso profilo di esponenzialità attanagliano in questo momento il nostro Paese. Sono molto felice, onorato e orgoglioso, tra l’altro, del fatto che in tanti hanno voluto testimoniare la loro solidarietà nei confronti delle persone più esposte al rischio di povertà unendosi a me con entusiasmo in questa campagna di raccolta fondi, amici che ringrazio di vero cuore”. 

Si ringraziano i protagonisti che prestando il proprio volto hanno permesso la raccolta fondi: Community (Communication & Project Management), Getty Images (Visual Media agency), Independent Ideas (Creative Agency), Tinaba | Banca Profilo (Technical Partner), Publicis Groupe Italia (Creative, Media and Production), Pink Salt (AR Design & Development) e tutti coloro che hanno prestato gratuitamente il proprio lavoro a supporto del progetto di charity.

A sostegno della raccolta fondi è stata pianificata una campagna di comunicazione sui principali media italiani. Inoltre, il progetto avrà un ulteriore sviluppo su Instagram grazie ad un filtro dedicato all’operazione #beyondthemask che consentirà a tutti di partecipare all’iniziativa, personalizzando il proprio selfie con la bandiera della propria nazione.

Grazie a Cristiano Ronaldo, che per primo ha partecipato al progetto insieme a Lapo Elkann, la campagna sarà amplificata anche in altri Paesi e sui suoi canali social. “In questo momento così difficile per il mondo” dice Cristiano Ronaldo “è importante essere uniti e supportarci a vicenda. Facciamo tutto il possibile per aiutare! Never Give up!”.

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British American Tobacco al lavoro per un vaccino contro il Covid-19

La multinazionale britannica, attraverso una sua controllata negli Usa, sta sviluppando un farmaco immunizzante partendo dalle piante di tabacco. I test pre-clinici sono in corso.

Il vaccino contro il Covid-19 potrebbe arrivare da una grande multinazionale del tabacco. British American Tobacco, con una nota ufficiale, ha infatti dichiarato di avere in fase di sviluppo un potenziale vaccino realizzato grazie a una nuova tecnologia basata sulle piante di tabacco, in grado di crescere molto velocemente. Della messa a punto del vaccino se ne sta occupando la società Kentucky BioProcessing (Kbp), azienda americana bio-tech controllata da British American Tobacco (Bat). L’azienda ha recentemente clonato una parte della sequenza genetica del Covid-19, cosa che ha portato allo sviluppo di un potenziale antigene: una sostanza che induce una risposta immunitaria nel corpo e, in particolare, la produzione di anticorpi. L’antigene è stato quindi inserito nelle piante di tabacco per farlo riprodurre e, una volta raccolte le piante, l’antigene è stato poi purificato e ora è sottoposto a test pre-clinici. “Siamo in contatto con la Food and Drug Administration statunitense alla ricerca di un orientamento per i passi successivi”, ha commentato il dottor David O’Reilly, direttore della ricerca scientifica di BAT, “Siamo inoltre in contatto con il Department for Health and Social Care del Regno Unito e la Biomedical Advanced Research and Development Authority (BARDA) statunitense, per offrire il nostro supporto e l’accesso alle nostre ricerche con l’obiettivo di accelerare lo sviluppo di un vaccino per il Covid-19”.

IL VACCINO SI BASA SU UNA TECNOLOGIA PROPRIETARIA DI BAT

Sebbene Kpb sia una società commerciale, l’intenzione di Bat è che il progetto del vaccino per il Covid-19 sia realizzato senza fini di lucro. “Lo sviluppo del vaccino è un lavoro sfidante e complesso”, prosegue O’Reilly, “ma crediamo di aver fatto un importante passo in avanti con la nostra piattaforma tecnologica per le piante di tabacco e che siamo pronti a lavorare con i governi, le istituzioni e con tutti gli stakeholder per aiutare a vincere la guerra contro il Covid-19”. Il vaccino utilizza una tecnologia proprietaria di Bat che si basa sulla rapida crescita delle piante di tabacco e che presenta – sostiene l’azienda – numerosi vantaggi rispetto alle tradizionali tecnologie di produzione di vaccini: è potenzialmente più sicuro, poiché le piante di tabacco non possono ospitare agenti patogeni che causano diverse malattie umane, ed è più veloce, perché le proprietà del vaccino si accumulano molto più rapidamente nelle piante di tabacco (6 settimane rispetto ai diversi mesi necessari utilizzando metodi tradizionali).

KBP IN PASSATO HA SVILUPPATO UN TRATTAMENTO CONTRO L’EBOLA

La consociata americana di BAT, Reynolds American Inc, ha acquisito KBP nel 2014, con l’obiettivo di utilizzare alcune delle sue esclusive tecnologie di estrazione del tabacco per favorire l’ulteriore sviluppo delle nuove categorie di prodotti senza combustione. Nel 2014, Kbp si è affermata come una delle poche aziende che ha sviluppato un trattamento efficace per l’Ebola, grazie alla produzione di ZMapp insieme alla società californiana Mapp BioPharmaceuticals e in partnership con la Biomedical Advanced Research and Development Authority (BARDA) statunitense.

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Il 2019 è stato l’anno migliore della storia di Ferrovie dello Stato

La società guidata da Gianfranco Battisti ha registrato un utile netto in crescita a 584 milioni di euro (+4,5% sul 2018) e ricavi operativi pari a 12,4 miliardi (+3%). In cantiere un piano straordinario di investimenti per oltre 20 miliardi di entro fine anno per ripartire non appena l'emergenza Covid sarà finita.

Le Ferrovie dello Stato archiviano il 2019 come il miglior anno della storia del Gruppo e guardano al 2020 con l’obiettivo di crescere ancora, nonostante la situazione legata al coronavirus. La società guidata da Gianfranco Battisti ha infatti già in cantiere un piano straordinario di accelerazione degli investimenti per oltre 20 miliardi entro fine anno per ripartire non appena questo momento di emergenza sarà terminato.

IN CRESCITA UTILE E RICAVI

I risultati del 2019 esaminati ed approvati dal cda evidenziano un utile netto in crescita a 584 milioni di euro (+4,5% sul 2018) e ricavi operativi pari a 12,4 miliardi (+3%). L’Ebitda sale a 2,6 miliardi (+5,4%) con un Ebitda Margin del 21%. Gli investimenti tecnici, grazie ad una «robusta accelerazione» nella seconda parte dell’anno, toccano gli 8,1 miliardi (+8,4%), confermando al Gruppo il primato per investimenti nel Paese. Si rafforza inoltre la solidità finanziaria, con mezzi propri che salgono oltre i 42,3 miliardi. Chiudono in positivo anche i comparti Infrastruttura (con Rete Ferroviaria Italiana e Anas, per 308 milioni) e il settore Trasporto (risultato netto di 293 milioni).

CONTRIBUTO PARI ALL’1,4% DEL PIL

«Il 2019 è stato l’anno migliore della storia del Gruppo: per il secondo anno consecutivo abbiamo superato tutti i nostri obiettivi finanziari», ha commentato l’amministratore delegato e direttore generale Battisti, evidenziando il contributo del Piano industriale 2019-2023 e dei principi guida legati alla sostenibilità, «con valore economico distribuito pari a 10,2 miliardi di euro, un contributo dell’1,4% al Pil italiano e minori emissioni pari a 2,6 milioni di tonnellate di Co2 in atmosfera nel 2019». Forti di questi numeri, le Fs guardano al 2020 con l’obiettivo di perseguire il percorso di crescita previsto nel Piano, «nonostante uno scenario macroeconomico e competitivo di riferimento estremamente complesso».

PIANO DA 20 MILIARDI CONTRO IL CORONAVIRUS

Per far fronte all’emergenza Covid19 il Gruppo ha a messo in campo «diverse iniziative a sostegno del Paese e sta contribuendo ad affrontare l’emergenza sanitaria», ma è anche «già pronto a ripartire», assicura Battisti: a Piazza della Croce Rossa ci si sta infatti già preparando alla fase post-pandemica non solo con strategie che si adatteranno ad un mondo cambiato e a modalità di viaggiare molto diverse da quelle di oggi, ma anche con «un piano straordinario di accelerazione degli investimenti in infrastrutture ferroviarie e stradali per oltre 20 miliardi di euro entro il 2020».

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Dalle tende al design d’esterni di lusso: storia di Gibus

Un'azienda nata localmente all'inizio degli Anni '80 è cresciuta trasformandosi. Ma senza mai perdere il contatto con le sue radici.

Una lunghissima attività, quasi quarantennale, partita dalla produzione di tende da sole e proseguita verso il design da esterni di lusso senza mai dimenticare le proprie origini. Dal locale al globale, la storia di Gibus è quella di una piccola impresa del Nord Est capace di farsi grande anche unendosi ad altre realtà dello stesso settore. «Siamo nati nel 1982», racconta l’amministratore delegato Alessio Bellin, figlio del fondatore Gianfranco, «Negli anni l’azienda è cresciuta, alla fine degli Anni ’80 si è unita ad altre quattro aziende distribuite sul territorio nazionale per co-fondare il marchio Gibus. Poi, nel 2012, queste aziende si sono fuse per costituire formalmente la Gibus Spa».

Qual è il vostro modello di business?
Il nostro modello è un B2B2C. Produciamo prodotti per outdoor design che vengono venduti all’utilizzatore finale, privato o azienda, per usi di tipo residenziale ma anche business. Lo facciamo, però, appoggiandoci a un network distributivo che intermedia la vendita. Gibus ha creato più di 10 anni fa il format denominato Gibus atelier, un format di dealer autorizzati e affiliati che sono rappresentanti commerciali dell’azienda presso il consumatore finale. Li formiamo e loro vendono, installano e si occupano della manutenzione.

Quali sono i vostri volumi di business in Italia e all’estero?
Abbiamo chiuso il 2019 con 40,9 milioni di euro di profitti, 27,8 dei quali in Italia (68%) e 13,1 milioni all’estero. Il nostro export avviene principalmente nei mercati europei. I principali sono quelli di lingua francese e tedesca, Francia, Svizzera, Belgio, Lussemburgo, Germania e Austria.

Quali sono stati i risultati dell’ultimo esercizio?

Abbiamo registrato il record di sempre per i ricavi, con una crescita di oltre il 20% sul 2018. A livello di marginalità è stato un anno altrettanto positivo, con un margine operativo lordo di 5,6 milioni di euro, in crescita del 21,5%. Anche l’utile netto è cresciuto di più del 20% arrivando a 2,8 milioni di euro. Il tutto a fronte di un calo significativo della posizione finanziaria netta, fatto che denota una fortissima generazione di cassa anche al netto della raccolta di capitale avvenuta attraverso la quotazione.

Quali sono stati i segmenti trainanti?
La crescita è stata trainata da due linee di prodotto in particolare, su cui abbiamo puntato e investito di più: il lusso hi-tech, quindi pergole bioclimatiche, cresciuto del 46%, e la linea sostenibilità zip-screen, con più del 27% di crescita. Mettiamo un grandissimo focus nella ricerca e sviluppo, siamo una Pmi innovativa, investiamo annualmente più del 3% del fatturato in ricerca e sviluppo, abbiamo un team interno di ingegneri che trattano la meccatronica, forniamo prodotti performanti e prestazioni eccezionali. Il design è un altro asset molto importante, soprattutto per i prodotti della fascia del lusso.

Quando e perché avete scelto di quotarvi in AIM?
L’idea è nata circa un anno prima della quotazione, avvenuta nel giugno 2019. Ci siamo approcciati grazie alla convivenza con un fondo di private-equity, che ha avuto una quota di minoranza e ci ha aiutato a strutturare l’azienda con una forte spinta verso l’internazionalizzazione. Abbiamo riacquistato le quote dal fondo e ritenuto di fare un ulteriore passo verso la maturazione e strutturazione della nostra azienda con la quotazione. Da una parte per raccogliere capitale da reinvestire per continuare a crescere, dall’altra per ottenere un ritorno in termini di immagine e credibilità aziendale per proporci nei mercati internazionali, con competitor che hanno dimensioni superiori alle nostre.

Come state affrontando l’emergenza coronavirus?
Siamo un’azienda prettamente industriale, con una produzione al 100% made in Italy nei nostri stabilimenti che sono al momento fermi per il decreto ma pronti a ripartire non appena le condizioni lo permetteranno. Proseguiamo quelle strategiche e di sviluppo, con tutti i nostri uffici che seguono in smart working i progetti a medio e lungo termine. Siamo organizzati con le precauzioni e i dispositivi Dpi che avevamo già implementato al di là e prima che fossero imposti dalla normativa, dal distanziamento tra i lavoratori alla sanificazione quotidiana. Continuiamo a pianificare questo tipo di processi perché quando ci permetteranno di riaprire, molto probabilmente avremo comunque l’obbligo di proseguire con queste profilassi ancora per un medio periodo.

Come pensate di rilanciarvi a crisi terminata?
Il nostro mercato rimane comunque molto ricettivo in questo periodo. Il consumatore finale che pensa al nostro prodotto, in realtà, in questo periodo è a casa e ha molto tempo per pensare a come migliorare il proprio giardino o la propria terrazza. Continuiamo a fare preventivi e ampliamo il nostro bouquet di prospettive di vendita.

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Intesa, dal Fondo di Beneficenza un milione alla ricerca sul Covid-19

Il presidente Giana Maria Gros-Pietro: «Vogliamo far progredire la conoscenza sul Coronavirus e su come debellarlo». Nel 2020 risorse al Fondo di Beneficenza per 14 milioni di euro.

La lotta al Coronavirus potrà contare su nuova benzina. A fornirgliela sarà il Fondo di Beneficenza di Intesa Sanpaolo, in capo alla presidenza, che ha deciso di destinare un milione di euro – dei 14 in dotazione nel 2020 per opere a carattere sociale e culturale – a Università ed enti italiani riconosciuti impegnati in progetti di ricerca medica sul Covid-19, i quali si possono candidare secondo le procedure standard di accesso alle risorse del Fondo. «In un momento così difficile per l’Italia», è il commento del presidente di Intesa Sanpaolo, Gian Maria Gros-Pietro, «destiniamo alla ricerca sul Covid-19 un milione di euro, una misura che si aggiunge alle donazioni alla sanità nazionale, al sostegno economico a privati e imprese, a iniziative di raccolta fondi per progetti meritori». L’importo sarà erogabile dopo l’approvazione da parte dell’Assemblea della Banca fissata il prossimo 27 aprile. I progetti vengono individuati attraverso un processo di selezione condotto da una commissione di esperti con criteri definiti e trasparenti e seguito in ogni fase.

GROS-PIETRO: SOSTERREMO ANCORA I SOGGETTI DEL TERZO SETTORE

«La ricerca scientifica è sempre stata un campo di azione del Fondo di beneficenza e oggi vogliamo essere ancora più incisivi per favorire l’apprendimento di conoscenze che ci permettano di uscire dall’emergenza rapidamente e in modo duraturo», prosegue Gros-Pietro, «Orientare parte delle risorse a debellare il Coronavirus non significa tuttavia interrompere il sostegno a quei soggetti del terzo settore impegnati a restituire dignità alle persone e a garantire i diritti fondamentali che sono i tradizionali beneficiari del Fondo e a cui vorrei assicurare oggi continuità di intervento».

I RISULTATI DEL 2019: SOSTENUTI OLTRE 800 PROGETTI

Infatti, nel 2019 il plafond di 13,5 milioni ha sostenuto 818 progetti realizzati da enti non profit. Il 90% delle donazioni è stato erogato in Italia coprendo tutte le Regioni italiane. L’82% per cento, oltre 10 milioni, è stato destinato al sociale (+10% rispetto al 2018), a favore delle componenti più deboli, e il restante ripartito uniformemente tra ricerca scientifica (6%), iniziative presentate da enti religiosi (6%) e cultura (6%). La gestione del Fondo privilegia le iniziative relative a inclusione sociale, contrasto al disagio sociale e alla povertà, prevenzione e cura delle malattie, sostegno alla disabilità e a progetti di cooperazione internazionale. Il Fondo ha sostenuto anche nel 2019 iniziative a supporto della realizzazione degli obiettivi sociali del Piano d’Impresa, erogando complessivamente 1,9 milioni di euro per iniziative contro la povertà alimentare con 1,2 milioni pasti annui pari a circa il 34% del target fissato. Tra i progetti sostenuti anche numerosi di respiro internazionale, con particolare riguardo per i Paesi in cui opera il Gruppo, in particolare in Albania, Ucraina, Egitto, Libia, Romania e Moldavia.

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Federica Brignone e Banca Generali, una partnership vincente

Insieme da quando la sciatrice era ancora una giovane promessa, atleta e sponsor celebrano il successo in Coppa del Mondo.

Nessuna italiana, prima di lei, aveva vinto la Coppa del Mondo di sci alpino. Federica Brignone ha compiuto un’impresa grazie a una stagione straordinaria, conquistando quei 1378 punti che sono record nazionale assoluto e che, soprattutto, le hanno permesso di battere la concorrenza agguerritissima di avversarie come Mikaela Shiffrin e Petra Vlhova. Federica ha avuto bisogno della sua classe, per riuscirci, di allenamenti specifici, di una grande ecletticità tra le diverse specialità veloci e tecniche testimoniata anche dai successi nelle Coppe del Mondo di Combinata e Slalom gigante, di una grande capacità di reagire alle sfortune e agli infortuni che ne hanno costellato la carriera.

UN TEAM VINCENTE

Accanto, in questo percorso, Federica ha avuto la sua famiglia, la sua manager Giulia Mancini, e il suo sponsor personale Banca Generali, che aveva deciso di puntare su di lei quando aveva appena da poco superato la maggiore età. «Il nostro Gruppo ha una storica presenza nello sci come sponsor di Coppa del Mondo ma come Banca Private non avevamo un piano preciso per indirizzarci nella medesima direzione, finché non abbiamo conosciuto Federica», spiega Michele Seghizzi, direttore marketing e relazioni esterne di Banca Generali. «Il nostro focus è sempre stato sul talento e l’impegno valoriale che esprimono determinati profili, lo stesso abbiamo fatto con le scelte successive di altri personaggi al nostro fianco, e con Fede abbiamo subito trovato al tempo questo mix straordinario di qualità. Nel corso degli anni abbiamo attraversato insieme tante gioie, con i risultati favolosi che ha raggiunto, ma anche le difficoltà degli infortuni e delle situazioni meno agevoli, ma per noi la fiducia nel rapporto e questa condivisione di valore sono sempre state al di sopra di tutto».

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Michele Seghizzi, direttore marketing e relazioni esterne di Banca Generali, accanto a Federica Brignone.

UN TALENTO NATURALE

Una scommessa vincente, quella di Banca Generali, visto che il talento di Federica Brignone ha iniziato a brillare decisamente presto. A soli 21 anni aveva già conquistato un argento mondiale in Slalom gigante a Garmish. E dopo aver subito un grave infortunio nel 2012, si era ripresa più forte di prima, arrivando a vincere il bronzo alle Olimpiadi di PyeongChang 2018, e conquistare 15 vittorie nelle gare di Coppa del Mondo, 13 secondi posti, 11 terzi per 39 podi complessivi divisi in tutte le specialità.

L’INTERESSE PER L’AMBIENTE

Fuori dalla pista, invece, Federica Brignone è impegnata sul fronte ambientalista, con un progetto contro l’inquinamento delle acque, argomento sul quale cerca di sensibilizzare non solo i suoi fan ma anche i ragazzi più giovani. Da questa sensibilità è nato il progetto-mostra fotografica itinerante dal nome Traiettorie Liquide con il quale denuncia il grave stato di inquinamento da plastica dei nostri mari e dei corsi d’acqua.

ATTENTI ALLA CRESCITA SOSTENIBILE

«Anche questa attitudine di Federica ci è sempre piaciuta, tanto che -come Banca Generali – abbiamo deciso di sposare il progetto Traiettorie Liquide realizzato in collaborazione con il fotografo Giuseppe La Spada e abbiamo portato la mostra nelle nostre filiali riscuotendo un grande successo», continua a raccontare Seghizzi. «Del resto questo suo impegno si concilia alla perfezione con quella che è una delle più importanti mission del nostro istituto che da tempo ha scelto di puntare sugli investimenti Esg, strumenti che guidano i clienti a preferire prodotti legati alla crescita sostenibile, nel rispetto di valori ambientali, sociali e di governance».

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Intesa Sanpaolo Assicura, estesa gratuitamente la copertura anti Covid19

Gli assicurati positivi al virus potranno fare ricorso alla diaria da ricovero non soltanto in caso di degenza in ospedale, ma anche durante l’isolamento domiciliare. Tutti i dettagli dell’iniziativa.

La divisione assicurativa di Intesa Sanpaolo tende una mano ai propri clienti per affrontare insieme l’emergenza Coronavirus. In linea con le numerose iniziative promosse dal gruppo Intesa Sanpaolo, anche la Divisione Assicurativa, attraverso la compagnia Intesa Sanpaolo Assicura, mette in campo iniziative concrete in favore dei propri assicurati, estendendo gratuitamente i servizi e le coperture sanitarie, così da agevolare la clientela nei casi in cui debba affrontare cure impreviste. Gli assicurati – positivi al COVID19, o che dovessero contrarre il virus – potranno fare ricorso alla diaria da ricovero non soltanto in caso di degenza in ospedale, ma anche durante l’isolamento domiciliare (quarantena), senza applicazione di franchigie e carenze. Tale integrazione si applica ai prodotti salute: Proteggi Salute (garanzie standard); Polizza Salute/Ricovero; Prospettiva Salute/Ricovero per interventi o gravi patologie; Business Gemma.

“In questo momento di grande difficoltà per il nostro Paese – afferma Nicola Fioravanti, amministratore delegato di Intesa Sanpaolo Vita e Responsabile della Divisione Assicurativa – riteniamo che il contributo della nostra Compagnia a sostegno dei clienti assicurati si debba esprimere sia attraverso la conferma di un servizio di assistenza adeguato alle circostanze che stiamo vivendo, sia incrementando le opzioni delle singole polizze. La solidità del nostro Gruppo e la forte relazione costruita nel tempo con i nostri assicurati ci spingono a realizzare iniziative fuori dall’ordinario, indirizzando ogni sforzo per accompagnarli anche attraverso scenari sanitari inimmaginabili al momento della sottoscrizione dei contratti”.

INDENNIZZO PER I RICOVERATI IN TERAPIA INTENSIVA

I clienti con diagnosi positiva al Coronavirus, ricoverati in terapia intensiva, riceveranno un indennizzo di 2.000 o di 4.000 euro – in base alla soluzione sottoscritta – per i prodotti: XME Protezione modulo Interventi Chirurgici e Polizza Interventi Chirurgici. Inoltre, sono state previste apposite integrazioni anche per le garanzie salute dei prodotti a tutela di chi ha sottoscritto un finanziamento: Proteggi Mutuo, Proteggi Prestito, Business 5, Business Sempre e Proteggi Con Me.

TUTELE ANCHE PER CHI È IN ISOLAMENTO DOMICILIARE

I lavoratori autonomi assicurati con Intesa Sanpaolo Assicura, in caso di isolamento domiciliare con diagnosi positiva da Coronavirus, riceveranno l’indennizzo previsto per inabilità temporanea totale, ovvero il rimborso delle rate di finanziamenti, mutui e prestiti, in scadenza durante il periodo di isolamento, senza applicazione di franchigie e carenze. I clienti pensionati, lavoratori del pubblico impiego, o non lavoratori, con diagnosi positiva da Coronavirus, in caso di ricovero ospedaliero riceveranno l’indennizzo previsto dal prodotto, che corrisponde al rimborso delle rate del finanziamento in scadenza, senza applicazione di franchigie e carenze.Tali estensioni sono valide per gli assicurati che hanno sottoscritto le polizze indicate entro il 9 marzo 2020 ed i sinistri potranno essere denunciati attraverso i canali telefonici sempre a disposizione della clientela.

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Coronavirus, TIM dona cellulari e SIM ai detenuti

Un gesto di solidarietà per sostenere e avvicinare i detenuti italiani ai propri familiari in questo periodo di emergenza.

Nel cuore dell’emergenza coronavirus in Italia non mancano i gesti di solidarietà e le donazioni per sostenere chi sta lavorando in prima linea in questa battaglia contro il Covid-19, ma non solo. C’è anche chi ha voluto dare sostegno a chi in questa situazione si trova lontano da tutto e da tutti, i detenuti.

TIM in collaborazione con il Dipartimento dell’Amministrazione PenitenziariaMinistero di Grazia e Giustizia ha donato 1.600 cellulari e altrettante SIM agli istituti penitenziari italiani. Un gesto per sostenere e avvicinare i carcerati ai propri familiari in questo periodo di emergenza dovuto al Coronavirus.

Grazie all’iniziativa messa in campo da TIM i detenuti potranno parlare con i propri cari, che non incontrano ormai da tempo dopo lo stop alle visite in carcere, e fare con loro videochiamate. Un modo per sentirsi meno soli in seguito alle restrizioni introdotte per ragioni sanitarie legate all’emergenza Covid-19.

L’IMPEGNO DI TIM VERSO I DETENUTI

Tutto il materiale donato da TIM è stato consegnano al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria ai Provveditorati regionali. La promessa è che in breve tempo, cellulari e SIM arriveranno negli Istituti Penitenziari del territorio di competenza.

La collaborazione tra TIM e il Ministero di Grazia e Giustizia per dare sostegno ai detenuti è solo un piccolo tassello di un progetto più ampio e ricco messo in campo dalla compagnia telefonica. Si chiama Operazione Risorgimento Digitale che comprende anche un protocollo d’intesa, siglato con il Ministero, che ha il duplice obiettivo di creare competenze utili al reinserimento nella società dei detenuti e un piano di formazione rivolto non solo ai detenuti ma anche a tutti i dipendenti del Ministero.

È così che la compagnia telefonica prosegue il suo impegno non solo per dare un sostegno e un aiuto ai detenuti ma anche per consentire la regolare connettività di tutto il Paese. Tra gli obiettivi di TIM anche quello di sostenere le nuove priorità di digitalizzazione emerse nelle ultime settimane in Italia. Lo svolgimento della vita quotidiana di milioni di italiani è cambiato, le imprese stanno approntando la sfida dello smart working e le scuole e le università quella della didattica online. Proprio per questo TIM si sta impegnando anche per rafforzare i servizi di pubblica utilità.

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Intesa Sanpaolo, per gli analisti di Equita è da comprare

L’istituto da Carlo Messina è in grado di assorbire gli shock meglio di altri. E l’acquisizione di Ubi Banca aumenterà la redditività a lungo termine del gruppo.

Per gli esperti di Equita, Intesa Sanpaolo è da promuovere a pieni voti. Per questo cambiano loro valutazione sul titolo da hold (tenere) a buy (comprare). L’istituto di Ca’ de Sass è stato esaminato all’interno di report che prendeva in considerazione il panorama bancario italiano, ed è stato inserito tra i titoli da preferire. «Grazie a un’efficienza superiore alla media», spiegano gli analisti, «Intesa Sanpaolo è tra le banche in grado di assorbire il macro shock più avverso prima che questo possa incidere sui coefficienti patrimoniali». Ma c’è di più: «In un periodo di crisi, il management ha dimostrato un solido track record in termini di remunerazione degli azionisti (20 miliardi di euro di distribuzione di dividendi cumulati negli ultimi dieci anni)». E in ogni caso, osservano sempre da Equita, il tasso di inadempienza medio su base annuale può raggiungere il 4,8% all’anno nei prossimi tre anni prima di diluire il CET1 dell’istituto guidato da Carlo Messina.

FONDAMENTALI PIÙ SOLIDI

Il prezzo a cui viene ora scambiato il titolo è agli stessi livelli del 2013, ma i fondamentali rispetto ad allora sono migliorati con un Cet1 del 13% rispetto all’11% di allora e un livello di crediti deteriorati, Non Performing Exposures, del 7% rispetto al 13% di 7 anni fa. Gli analisti di Equita ritengono inoltre che «I prossimi mesi richiedono di dare la priorità ai player con capacità superiori alla media di assorbire gli shock esterni e – in questo contesto – con una visione superiore alla media sulla strategia dei dividendi a medio termine». E per Equita Intesa Sanpaolo sarebbe tra queste, visto che ha modificato il rating da hold a buy.

L’ACQUISIZIONE DI UBI MIGLIORERÀ LA REDDITIVITÀ

L’eventuale buona riuscita dell’Ops su Ubi Banca, inoltre, migliorerà ulteriormente la redditività a lungo termine di Intesa Sanpaolo attraverso un ulteriore rafforzamento del suo posizionamento competitivo nei confronti degli altri attori nazionali. «In una prospettiva a medio-lungo termine», concludono da Equita, «si deve evitare e/o minimizzare il rischio di diluizione correlato alle ricapitalizzazioni: non si può escludere che, una volta riassorbito il macro shock, alcune banche abbiano parzialmente consumato il Buffer di conservazione del capitale (250 pb) – in linea con le misure di vigilanza della BCE annunciate il 12 marzo, che devono quindi essere ripristinate con aumenti di capitale. Il nostro punto di vista è che, partendo da zero nella definizione di portafoglio tra le banche, uno dei pochi nomi che possono sicuramente soddisfare tali aspettative è rappresentato da Intesa Sanpaolo».

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Poste Italiane: ecco come ritirare la pensione di aprile

Il gruppo ha preso nuove misure per tutelare dipendenti e clienti dalla diffusione del Covid-19: dal 26 marzo turnazione alfabetica per il ritiro nell’Ufficio Postale. Tutte le avvertenze.

Il gruppo Poste Italiane prende nuove misure per il contenimento del contagio da Covid-19. L’istituto guidato da Matteo Del Fante, infatti, ha reso noto con una nota ufficiale che le pensioni del mese di aprile verranno accreditate il 26 marzo per i titolari di un Libretto di Risparmio, di un Conto BancoPosta o di una Postepay Evolution. Mentre i titolari di carta Postamat, Carta Libretto o di Postepay Evolution potranno prelevare i contanti da oltre 7.000 ATM Postamat, senza bisogno di recarsi allo sportello. Coloro che invece non possono evitare di ritirare la pensione in contanti, nell’Ufficio Postale, dovranno presentarsi agli sportelli rispettando la turnazione alfabetica prevista dal calendario seguente: I cognomi dalla A alla B giovedì 26 marzo; dalla C alla D venerdì 27 marzo; dalla E alla K la mattina di sabato 28 marzo; dalla L alla O lunedì 30 marzo; dalla P alla R martedì 31 marzo; dalla S alla Z mercoledì 1 aprile.

ENTRARE NELL’UFFICIO SOLO PER LE OPERAZIONI ESSENZIALI

“Nell’attuale emergenza sanitaria”, prosegue Poste Italiane nella sua nota, “le nuove modalità di pagamento delle pensioni hanno carattere precauzionale e sono state introdotte con l’obiettivo prioritario di garantire la tutela della salute dei lavoratori e dei clienti di Poste Italiane. In questa fase, ciascuno è pertanto invitato ad entrare negli uffici postali esclusivamente per il compimento di operazioni essenziali e indifferibili, in ogni caso avendo cura, ove possibile, di indossare dispositivi di protezione personale; di entrare in ufficio solo all’uscita dei clienti precedenti; tenere la distanza di almeno un metro, sia in attesa all’esterno degli uffici che nelle sale aperte al pubblico”.

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Coronavirus, la Fondazione TIM dona 1 milione per l’emergenza

Saranno quattro gli ospedali beneficiari del sostegno, quelli che in Italia sono stati fin da subito in prima linea per curare i contagiati.

La Fondazione TIM scende in campo per aiutare la sanità italiana in piena emergenza coronavirus. Si pone in prima linea per sostenere il Paese con una donazione importante. Un milione di euro per ribadire il suo impegno nella lotta contro il coronavirus. Sono 500 mila euro quelli messi in campo dalla Fondazione e inoltre ha deciso di lanciare una sottoscrizione volontaria tra i dipendenti TIM, impegnandosi a completare la raccolta fondi fino alla concorrenza di altri 500.000 euro, anticipando l’intera somma ai beneficiari. L’ingente somma sarà donata agli ospedali che fin dall’inizio della diffusione dell’epidemia sono stati in prima linea per curare chi è stato contagiato.

Fondazione TIM sta inoltre valutando, con le risorse ancora disponibili, di mettere in campo iniziative che riguardino il post-emergenza. Tra le proposte in atto quelle della telemedicina e, più in generale, “la combinazione fra medicina e tecnologie avanzate per la trasmissione a distanza di dati e conoscenze” hanno spiegato i vertici della Fondazione.

GLI OSPEDALI BENEFICIARI

Sono quattro gli ospedali che Fondazione TIM ha scelto come destinatari della donazione. Ad ognuno di loro andrà la somma di 250 mila euro. Primo tra tutti l’Ospedale San Raffaele di Milano, che ha sdoppiato in una sola settimana il suo Pronto Soccorso. Un intervento che da una parte permette la gestione dei sospetti ammalati di Covid-19 e dall’altra tutta la filiera quotidiana delle urgenze.

Il contributo andrà anche al Consorzio per la Ricerca Sanitaria – CORIS della Regione Veneto e sarà un cofinanziamento a uno studio clinico coordinato dal Prof. Vincenzo Bronte dell’Università di Verona. L’intento è quello di capire quanto prima le dinamiche immunologiche dell’infezione per attuare terapie efficaci contro il peggioramento della malattia.

L’Ospedale Spallanzani di Roma, terzo tra i destinatari, userà i 250 mila euro della Fondazione TIM per ammodernare in tempi brevissimi i laboratori di biosicurezza, quelli in cui è stato isolato per la prima volta il Covid-19.

Infine, ma non per importanza, l’Istituto Nazionale Tumori IRCCS Fondazione “G. Pascale” di Napoli, per sovvenzionare un laboratorio sul genoma del virus che inizierà proprio questa settimana.

“C’è chi combatte in prima linea questa guerra: i medici, i rianimatori, gli infermieri, il personale tutto degli ospedali che accolgono gli ammalati colpiti da questo virus, soprattutto in Lombardia e in Veneto, ma non solo – ha spiegato Salvatore Rossi, presidente della Fondazione TIM – In un momento così drammatico, non possiamo lasciare sole queste persone. È da loro che dipende la nostra sicurezza, il nostro benessere, il destino dei più sfortunati fra noi, che hanno contratto questo virus”.

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Sistema Gioco Italia, interventi straordinari per Covid 19

La Federazione di filiera del Gioco e Intrattenimento di Confindustria richiede al governo misure d’urgenza a sostegno degli esercizi commerciali.

Sistema Gioco Italia, la Federazione di filiera del Gioco e Intrattenimento di Confindustria, scende in campo a sostegno degli esercizi che offrono gioco pubblico. Per tutelarli si rivolge direttamente al governo chiedendo delle misure di urgenza per poter gestire il fermo delle attività di gioco dovuto all’emergenza da coronavirus che l’Italia sta affrontando in queste settimane. Misure indispensabili quelle richieste dalla Federazione necessarie ad assicurare la sostenibilità finanziaria, nei prossimi mesi, delle reti organizzative e dell’intera filiera che garantisce gli investimenti e la gestione dei giochi pubblici.

Sistema Gioco Italia tramite il presidente Stefano Zapponini ha inviato le sue richieste direttamente al ministro dell’Economia e delle Finanze Roberto Gualtieri e ai suoi vice ministri Laura Castelli e Antonio Misiani oltre che ai sottosegretari dello stesso Ministero Pier Paolo Baretta, Maria Cecilia Guerra, Alessio Mattia Villarosa coinvolgendo anche il direttore generale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli Marcello Minenna.

GLI INTERVENTI NELLO SPECIFICO

Sistema Gioco Italia per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da Covid-19 che ha decretato il fermo delle attività di gioco chiede, in primis, l’immediata sospensione del pagamento di tutte le somme che gli esercizi solitamente versano. La Federazione specifica che, fino alla cessazione dello stato di emergenza, è importante sospendere i termini per il versamento, da parte dei concessionari, del prelievo erariale unico, dell’imposta unica e dei canoni di concessione e di qualunque somma dovuta per la gestione telematica degli apparecchi da intrattenimento e per la raccolta delle scommesse e del bingo. La richiesta specifica che il pagamento delle somme dovute avverrà con la cessazione dello stato di emergenza, esclusivamente in forma dilazionata in 12 rate mensili.

Oltre a questo, la richiesta di interventi straordinari si estende anche a procedure che consentano, in questo difficile periodo, l’interruzione della maturazione automatica (forfetaria) di prelievo erariale AWP e la restituzione di parte dell’importo già versato o da versare per la proroga delle “concessioni scommesse e bingo”.

Importante secondo la Federazione sarebbe anche attuare una celere determinazione e liquidazione degli importi dei depositi cauzionali versati dai concessionari per gli apparecchi da intrattenimento relativamente all’esercizio 2019. Spazio anche per la tutela del bingo per il quale si chiede a seguito della cessazione dello stato di emergenza e per la durata di un anno, l’attivazione del meccanismo di postergazione a 90 giorni del pagamento della quota erariale del 12%, delle cartelle di gioco. Misure di sostegno anche per il settore del Gioco Legale, al pari degli altri settori economici del Paese.

Infine, la Federazione chiede anche delle veloci previsioni di forme di Cassa Integrazione in deroga sia per aziende del settore che possono già usufruire di CIG e Fondo Integrazione Salariale sia per quelle che, a legislazione vigente, non possono beneficiarne. Risulta necessario per Sistema Gioco Italia anche l’apertura di un tavolo tecnico di confronto, per gestire le numerose problematiche legate alla gestione operativa e al rispetto degli adempimenti concessori come la riscossione delle vincite per i punti vendita chiusi.

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Coronavirus, Bat Italia lo combatte con lo smart working

I 156 dipendenti della sede romana lavoreranno da casa almeno fino al 3 aprile. Nei prossimi giorni, i locali dell’azienda saranno sottoposti a sanificazione e interdetti al pubblico.

L’appello del governo ai cittadini italiani è di rimanere a casa per fermare l’epidemia di Coronavirus. British American Tobacco Italia lo ha raccolto in pieno. Infatti, nella giornata di ieri la multinazionale del tabacco ha comunicato che a partire da lunedì 9 marzo, fino a venerdì 3 aprile, i 156 dipendenti dell’headquarter di Roma in Via Amsterdam lavoreranno in smart working. Contestualmente, nei prossimi giorni, i locali dell’azienda saranno sottoposti a misure di sanificazione e saranno interdetti al pubblico. “British American Tobacco opera da sempre secondo i più elevati standard di condotta aziendale e di responsabilità sociale”, ha commentato Roberta Palazzetti, presidente e amministratore delegato di Bat Italia e alla guida dell’area Sud Europa, “In questo contesto difficile il nostro obiettivo primario è tutelare i nostri dipendenti, garantire la sicurezza e l’incolumità di tutti e limitare la diffusione del COVID-19, in linea con le raccomandazioni delle nostre istituzioni nazionali e regionali. Qualora la sua diffusione dovesse aggravarsi anche in altri Stati dell’area Sud Europa, saremo pronti a valutare l’eventuale applicazione di misure analoghe anche all’interno di ulteriori Paesi”.

LO SMART WORKING COME RISPOSTA ALL’EMERGENZA

La decisione segue le misure previste nell’ultimo decreto emanato dal Governo che suggerisce di limitare gli spostamenti delle persone fisiche ai casi strettamente necessari, favorendo al contempo modalità di lavoro telematico, per la prevenzione e la gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19. “In questo momento di difficoltà per tutto il Paese abbiamo voluto dare un segnale di vicinanza e supporto ai nostri dipendenti e alle istituzioni ” – ha dichiarato Elena Anfosso, responsabile delle risorse umane di British American Tobacco (BAT) Italia che, nel nostro Paese, è presente sia con prodotti del tabacco tradizionali (quali MS, Rothmans e Lucky Strike), sia con prodotti a potenziale rischio ridotto come i prodotti da vaping (Vype) e a tabacco riscaldato (glo).“Chiediamo ai nostri dipendenti di seguire scrupolosamente le istruzioni e le raccomandazioni emanate dal Ministero della Salute, evidenziando l’opportunità, se e come possibile, di promuoverne l’attuazione anche verso le persone care come familiari e amici”.

L’OCCASIONE PER INCREMENTARE IL LAVORO AGILE

“Riteniamo inoltre che puntare sullo smart working”, prosegue Anfosso, “sia la decisione più giusta per offrire, a tutte quelle persone che hanno bambini o diverse necessità familiari ma anche a chi ha difficoltà a raggiungere il posto di lavoro, un’alternativa che favorisca una più semplice gestione delle faccende quotidiane e della vita privata, permettendo al contempo di mantenere il più possibile lo svolgimento della normale attività lavorativa. Vogliamo cogliere l’occasione per incrementare il lavoro agile, già lanciato in BAT Italia da gennaio 2020 a tutta la popolazione di sede, consolidando un modello nuovo che gioca d’anticipo e si confronta con l’innovazione, tenendo conto delle esigenze di lavoratori e imprese. Ora più che mai è fondamentale che siano le stesse aziende a dare l’esempio mettendosi a disposizione dei propri dipendenti e delle istituzioni per superare questo periodo e ripartire con coraggio”.

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Fiumicino conquista il titolo di miglior aeroporto europeo

Anche per il 2019 lo scalo romano si aggiudica il premio dell’Airports Council International e risulta tra i primi al mondo per qualità dei servizi.

Per il terzo anno consecutivo l’aeroporto internazionale di Fiumicino “Leonardo da Vinci” porta a casa il premio attribuito dell’Airports Council International (ACI).  Lo scalo romano conquista così anche per il 2019 il titolo di miglior aeroporto europeo, l’“Airport Service Quality Award”.

Fiumicino si pone in assoluto lo scalo più apprezzato dai passeggeri che hanno risposto alle interviste fatte dall’associazione internazionale che misura in modo indipendente la qualità delle strutture percepita in oltre 350 aeroporti in tutto il mondo.

Ma oltre il premio come migliore aeroporto, secondo le ultime rilevazioni effettuate da Airports Council International, Fiumicino registra un altro primato assoluto. Il principale aeroporto italiano si posiziona al primo posto nel gradimento dei viaggiatori, superando tutti gli scali europei e americani con più di 40 milioni di passeggeri.

I DATI NELLO SPECIFICO

Nel quarto trimestre del 2019 Fiumicino ha raggiunto la valutazione di 4,55 su una scala dove il massimo è 5. Si tratta per il “Leonardo Da Vinci” di un traguardo importante. È infatti il miglior trimestre di sempre a conferma della sua eccellenza. Ottimi dati arrivano anche dal quarto trimestre, periodo in cui l’hub romano supera nell’apprezzamento dei viaggiatori tutti i più importanti scali europei come Mosca, Zurigo, Copenaghen, Monaco, Oslo e statunitensi tra cui Toronto, Atlanta e San Francisco. Un risultato significativo che è stato possibile raggiungere grazie alla sinergia messa in campo tra strategia di investimenti, innovazioni e qualità del servizio. Tutto questo ha permesso all’aeroporto di scalare le classifiche in tutti gli ambiti infrastrutturali e di servizio in soli cinque anni.

Una chiusura del 2019 davvero scoppiettante. Fiumicino si aggiudica un punteggio record di 4,47 su base annua. I varchi elettronici (e-gates) sono tra i servizi del “Leonardo da Vinci” più apprezzati dai passeggeri. Grazie a questi strumenti Fiumicino è diventato il primo aeroporto al mondo con la più alta percentuale di viaggiatori a poter utilizzare il controllo elettronico dei passaporti. Un servizio che è stato attivato grazie alla collaborazione con Ministero degli Esteri, Ministero dell’Interno ed ENAC. Nell’elenco dei servizi graditi anche l’accessibilità dello scalo, la cortesia dello staff, il tempo di attesa ai controlli di sicurezza, la chiarezza delle informazioni al pubblico, le facilities in aeroporto.

LIVELLI DI ECCELLENZA PER UN RECORD STORICO

“Il risultato raggiunto – ha dichiarato l’Amministratore Delegato di ADR Ugo de Carolis – dimostra ancora una volta i livelli di eccellenza nella qualità erogata ai passeggeri dell’aeroporto internazionale Leonardo da Vinci. Si tratta di un record storico, frutto di investimenti che hanno visto impegnata la società di gestione ADR, insieme all’intera comunità aeroportuale. Ora l’obiettivo è superare questi risultati raggiunti grazie alle nuove tecnologie e a servizi innovativi. Prossimamente inaugureremo una nuova area di imbarco in grado di accogliere 13 nuovi gate dotati di loading bridge, 10 gate remoti e un’area commerciale con il meglio del Made in Italy che aumenterà ancora di più il comfort dei passeggeri del principale aeroporto italiano”.

TANTI IMPORTANTI RICONOSCIMENTI

Ma Fiumicino non è nuovo ai riconoscimenti. Nel 2019, infatti, è stato insignito dall’Airports Council International Europe del premio “Best Airport 2019”. Per il secondo anno consecutivo, inoltre, il “Leonardo Da Vinci” si è confermato al primo posto nella classifica dei 20 scali europei con oltre 25 milioni di passeggeri per qualità dei servizi, innovazione tecnologica, efficienza delle infrastrutture. Airports Council International World, nel 2019, per il terzo anno consecutivo, ha ancora premiato l’hub romano con il premio “Airport Service Quality” come aeroporto più apprezzato in Europa tra gli hub con più di 40 milioni di passeggeri. La professionalità della gestione, nelle mani di Aeroporti di Roma, società del Gruppo Atlantia, è confermata anche dai riconoscimenti ricevuti nel corso del 2019 da Skytrax, la principale società internazionale di rating e valutazione del settore aeroportuale, che ha confermato le 4 stelle Skytrax ottenute dall’aeroporto internazionale nel 2017.

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Poste Italiane, i conti sorridono: utile raddoppiato in tre anni

L’amministratore delegato Matteo Del Fante ha presentato i numeri del bilancio 2019. Per il 2020 previsto utile a 1,3 miliardi. Dividendo a 0,463 euro ad azione, +5% rispetto all’anno precedente.

Il 2019 di Poste Italiane si è chiuso con numeri di bilancio decisamente incoraggianti. Su tutti, emerge l’utile netto di 1,1 miliardi di euro (raddoppiato rispetto al 2016) e con lui cresce il risultato operativo (EBIT), che si è attestato a 1.77 miliardi (+18,4% rispetto all’esercizio del 2018), al di sopra dell’obiettivo di 1,6 miliardi previsto per il 2019. Aumentano anche i ricavi, ora pari a 11,03 miliardi (+1,6% rispetto all’esercizio del 2018). Questi sono solo alcuni dei numeri che il Consiglio di Amministrazione di Poste Italiane, presieduto da Maria Bianca Farina, ha approvato all’interno della Relazione finanziaria annuale 2019 con la Guidance aggiornata per il 2020.

PROPOSTO DIVIDENDO PIÙ CORPOSO DEL 5%

Alla luce dei risultati, il dividendo proposto agli azionisti sarà di 0,463 euro per azione in relazione all’esercizio del 2019, che tuttavia sarà soggetto all’approvazione dell’Assemblea ordinaria. «Abbiamo superato per il secondo anno consecutivo i nostri obiettivi finanziari», ha commentato Matteo Del Fante, amministratore delegato di Poste Italiane, «raddoppiando l’utile netto del 2016, sulla base della crescita dei ricavi ricorrenti e di una continua attenzione alla razionalizzazione dei costi. Di conseguenza, stiamo proponendo un aumento del 5% del dividendo, in linea con l’impegno del Piano strategico Deliver 2022, e aggiornando la nostra guidance per il 2020, con una crescita costante della redditività sottostante».

GUIDANCE 2020: UTILE NETTO PREVISTO A 1,3 MILIARDI

I buoni numeri del 2019 hanno portato il gruppo a pensare a un ulteriore miglioramento nel 2020. Gli obiettivi sono aggiornati in funzione della continua crescita della redditività sottostante. Ad oggi, sugli sviluppi della situazione del COVID-19, i ricavi sono attesi a 11,1 miliardi, con risultato operativo (EBIT) a 1,8 miliardi e un utile netto a 1,3 miliardi. «Grazie alla trasformazione industriale, portata avanti negli ultimi anni, Poste Italiane è un’azienda solida e grazie a un modello di business diversificato è ben posizionata per affrontare scenari di stress, come la situazione generata dalla diffusione del Covid-19», ha precisato Del Fante circa la situazione di emergenza sanitaria in atto, «Partendo dal presupposto che ci si possa avviare verso una stabilizzazione del contesto, continueremo a monitorare la situazione e a fare tutto quanto in nostro potere per proteggere e supportare in questo momento il nostro personale, i nostri clienti e gli stakeholder. Confidiamo nelle leve operative e gestionali del Gruppo Poste Italiane per raggiungere gli obiettivi che ci siamo prefissi».

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Doorway, ecco perché investire sulle start-up

Al via il terzo roadshow della piattaforma di equity investing on-line nata nel 2017. Intervista all'ad Antonella Grassigli.

Modena, Ravenna e poi Milano. Il terzo roadshow di Doorway è cominciato il 20 febbraio. Un piccolo giro d’Italia per far incontrare start-up, Pmi e nuovi potenziali investitori da avvicinare alla piattaforma di equity investing on-line nata nel 2017. Una operazione che secondo la co-founder e amministratore delegato Antonella Grassigli, non è solo un semplice investimento in denaro. «L’angel investing è condivisione di network e competenze da investitore a imprenditore investito», spiega a Lettera43.it, «una sorta di circolo virtuoso, di scambio di competenze, che è alla base della crescita del valore delle aziende. Un bring-back, un dare indietro alla società ciò che hai avuto nella tua carriera. In Italia siamo ancora un po’ indietro, in Paesi come l’America è all’ordine del giorno».

Questo è il vostro terzo roadshow. Come è strutturato?
Si tratta di un vero e proprio investor day. Parliamo di Doorway, della nostra modalità di selezione delle aziende e delle caratteristiche dei nostri investitori. Poi diamo la parola agli imprenditori e alle imprenditrici in funding e loro presentano le rispettive con un pitch. La platea può poi porre delle domande. Al termine della giornata facciamo le conclusioni per poi lasciare spazio ai momenti di networking.

Dove andate?
Siamo partiti il 20 febbraio da Modena, Ravenna il 26 e a Milano il 16 marzo, poi Bologna, Roma, Bolzano e altre due tappe aggiunte di recente a Padova e Torino. Tutto entro metà aprile.

Come mai avete scelto questo format?
Perché riteniamo che sia molto importante fare un’opera di educazione a questa nuova forma di investimento. Siamo una piattaforma on-line, è vero, ma è altrettanto importante che un potenziale investitore conosca e veda imprenditori e imprenditrici a cui intende dare fiducia.

Non è la vostra prima esperienza del genere.
No. Da quando la Consob ci ha autorizzati a novembre 2018, ci siamo mossi. Da dicembre di quell’anno abbiamo cercato le aziende che si presentassero in piattaforma. Il primo roadshow, con tre aziende, è stato da maggio a luglio del 2019, il secondo, con due, da settembre a dicembre.

Come sono andati i due precedenti?
Molto bene. Nel complesso hanno partecipato 400 persone e i primi due roadshow hanno raccolto 2 milioni di euro. Conferma dell’interesse da parte di soggetti che fino a ieri magari nemmeno conoscevano questa modalità di investimento. Quasi il 50% di chi è venuto e poi ha investito non aveva mai investito prima in start-up.

Com’è nata la partnership con Bper?
Il nostro partner era Unipol banca, che nel settembre dell’anno scorso si è fusa con Bper banca. Quindi Bper è subentrata nella partnership, ha creduto nel progetto, ha sposato questa nuova modalità di raccolta di capitale sia lato investitori sia lato azienda. E lo ha fatto in maniera non banale, ideando un conto corrente speciale per noi, per essere compliant con la normativa Consob.

Una banca non può sentirsi minacciata da questa forma di investimento e finanziamento?
Si tratta di una nuova modalità di investimento che non è in contrapposizione alla banca, ma spesso complementare. Le nostre aziende sono mediamente sotto-capitalizzate, avere uno strumento che le capitalizza è sinergico anche ai fini del mestiere che fa la banca.

Chi c’è dietro Doorway?
Siamo quattro co-founder con estrazioni professionali molto diverse. Io e Marco Michelini siamo entrambi dottori commercialisti, soci business angel da anni. Siamo basati nel territorio e il nostro background è di assistenza professionale alle imprese. Gli altri due co-founder sono invece due manager internazionali, Federica Lolli per il lato legale, Donato Montanari un ingegnere che ha girato il mondo fondando e vendendo start-up.

Come è nata l’idea?
Ci siamo trovati per un caso a Bologna, abbiamo cercato una modalità di sostegno delle Pmi che fosse efficace. Nel 2017 il regolamento Consob sull’equity crowdfunding ha consentito la raccolta di capitale on-line non solo per le start-up innovative ma anche per le Pmi. Abbiamo quindi pensato a una tecnologia che sfruttasse questo contesto normativo nuovo e favorevole.

Qual è la vostra mission?
Nella nostra filosofia, il momento di raccolta di capitali non è che il momento iniziale di un processo. Stiamo vicini all’azienda anche successivamente. Per dare rendiconto all’investitore ma anche per supportare la start-up nella sua crescita. L’innovazione va finanziata perché generi valore. Vogliamo fare sistema, non essere delle mosche bianche. Quello che ci caratterizza è cercare di coinvolgere quanti più attori credibili sulla nostra piattaforma. Abbiamo già più di 380 iscritti, tutti di profilo interessante. Oltre alle partnership con Italian Angels for Growth e Angels for Women.

E il vostro modello di business?
In questo momento prendiamo esclusivamente una commissione sul totale raccolto dalla start-up: l’8% di norma, il 6% se l’impresa ha tra le fondatrici o dirigenti una donna o si occupa di economia sostenibile. Non prendiamo fee dall’investitore, perché è importante convincerlo a investire. In futuro, se un investitore non dovesse investire per 12 mesi, possiamo ipotizzare di caricargli una fee o cancellarlo dalla piattaforma. Ma abbiamo anche altre idee di sviluppo che riguardano la consulenza post investimento. E noi stessi, per policy, investiamo nelle start-up che presentiamo.

Quali sono i target a cui vi rivolgete?
Non siamo tendenzialmente specializzati, non abbiamo uno o più settori privilegiati. Abbiamo però expertise su cui ci focalizziamo per via della specializzazione dei nostri advisor esterni. Siamo molto forti per questo sul medicale, sul Fashion e sul Fashion Tech.

Quante società avete in portafoglio?
Cinque appena chiuse, altre in funding. Quindi di fatto otto. Ma già lavoriamo per lo scouting di aprile.

Che cosa vi differenzia da altre piattaforme di Equitiy Investing?
Le differenze sono tante. La prima è l’essere una piattaforma chiusa: se tu sei un investitore non hai un libero accesso a tutti i dati che noi presentiamo, solo gli investitori accreditati possono vedere i dati economicamente sensibili. La seconda differenza è tecnica, perché noi creiamo un Spv che raccoglie degli investitori, così la società che raccoglie l’investimento non si trova nella sua cap table tanti soci investitori. Garantiamo una mediazione tra start-up e altri investitori. La terza differenza riguarda la selezione delle aziende, che facciamo sia internamente ma soprattutto con una validazione esterna.

Come funziona il processo di investimento on-line?
Una volta che l’investitore è accreditato sulla piattaforma, può caricare i documenti di identità e compilare il questionario on-line. Fatto questo, può fare un ordine di investimento che è tracciato e gli consente di ricevere una mail con tutti i dettagli da finalizzare con un bonifico bancario sul conto vincolato. Il ticket minimo è di 5 mila euro, anche se la media si è alzata a 15 mila.

Perché bisognerebbe investire in start-up e Pmi innovative?
Si tratta di un investimento ad alto rischio ma anche potenzialmente ad alto rendimento. Va fatto con le dovute cautele e sapendo con chi lo si fa. Il concetto è quello di crearsi un portafoglio diversificato, di una decina o ventina di start-up, per minimizzare i rischi e massimizzare la probabilità di rendimenti. Investire in Pmi, in imprenditore e imprenditrici, sull’economia reale, è un investimento concreto, vedi le persone su cui stai investendo. Poi ci sono i benefici fiscali da considerare, con una detrazione pari al 30% dell’investimento direttamente in dichiarazione dell’anno successivo.

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Intesa-Ubi, anche Coldiretti promuove l’affare

Il presidente dell’associazione di rappresentanza e assistenza dell’agricoltura italiana Ettore Prandini ha auspicato la nascita di un nuovo campione bancario europeo per ridare smalto all’Italia. Intanto anche Santander dà il suo ok all’ops.

Si allarga il fronte di chi vedrebbe di buon occhio la buona riuscita dell’offerta pubblica di scambio di Intesa Sanpaolo su Ubi Banca. L’ultimo in ordine di tempo è il presidente di Coldiretti, Ettore Prandini, che ha scritto una lettera di proprio pugno a Il Sole 24 Ore spiegando che «In questa delicata fase di transizione che vede il nostro Paese a rischio e potenzialmente oggetto di una ghettizzazione a livello internazionale a causa dell’emergenza coronavirus, tutto ciò che può contribuire a rafforzare il suo potere contrattuale e a restituire un’immagine corrispondente alla forza reale del nostro Paese è vissuto positivamente».

PRANDINI: CI SAREBBE PIÙ ITALIA IN EUROPA

«Pensare di poter contare su un colosso bancario che si collocherebbe al terzo posto nel continente ci consentirebbe di sentirci più sicuri, prosegue Prandini nella sua lettera.  “Ci sarebbe più Italia in Europa. Grazie alle sue performance, all’articolazione dei suoi servizi e ad alla sua capacità di attingere ai fondi/programmi europei, Intesa è riuscita in un compito estremamente complesso: essere a un tempo “la banca del Paese” e banca di “territorio”». Dopodiché il numero uno di Coldiretti arriva alla conclusione: «È anche guardando a questo aspetto, che Coldiretti vede nella  fusione con Ubi l’opportunità – specie per le aziende agricole  più performanti – di accedere ai servizi a condizioni migliori».

ANCHE SANTANDER PROMUOVE L’OPERAZIONE

Intanto in giornata è arrivata anche la notizia di uno studio di Santander che promuove Intesa Sanpaolo portando la valutazione sul titolo da “hold” a “buy”. E l’istituto spagnolo ha inoltre promosso a suo volta l’operazione, dopo che avevano fatto lo stesso gli analisti di Exane Bnp Paribas nei giorni scorsi. «Il possibile affare con Ubi», scrivono gli esperti di Santander, «potrebbe portare a sinergie superiori alle attese, mettendo Intesa su un ciclo di upgrade graduale degli utili, che a sua volta sostiene il suo dividendo». Una mossa che «permetterebbe a Intesa Sanpaolo di diventare leader nel consolidamento bancario in corso in Italia» e di rivedere al rialzo il suo obiettivo di accrescimento degli utili del 6%.

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Sostenibilità, Poste Italiane premiata con il certificato di eccellenza

L’agenzia Onu specializzata nel settore postale ha assegnato un riconoscimento internazionale alla società guidata da Matteo Del Fante in una cerimonia a Berna.

Un certificato di eccellenza per premiare i risultati raggiunti nella strategia di sviluppo sostenibile e per la riduzione delle emissioni inquinanti. Ad assegnarlo a Poste Italiane, in una cerimonia che si è tenuta il 28 febbraio a Berna, è stata la Upu, l’Agenzia specializzata dell’Onu per il settore postale. In particolare, l’attestazione premia la capacità di Poste Italiane di fornire dati completi e accurati relativi alle emissioni dirette dell’azienda, un modello informativo che Poste ha elaborato nell’ambito del programma OSCAR (Online Solution for Carbon Analysis and Reporting), lanciato dall’Unione Postale Universale nel 2018 e finalizzato a rendicontare e analizzare i risultati quantitativi e qualitativi delle attività postali di ciascun operatore in modo da evidenziarne l’andamento delle prestazioni su base annuale. Poste Italiane ha aderito al progetto OSCAR sin dal suo lancio, all’interno della strategia di sviluppo sostenibile che l’azienda ha recentemente rinnovato.

COME FUNZIONA LA CERTIFICAZIONE DELL’UPU

Per incentivare comportamenti virtuosi, l’UPU ha introdotto quest’anno una classificazione dei partecipanti in base alla qualità e alla completezza dei dati forniti. Cinque le categorie previste, dalla prima, assegnata ai partecipanti che forniscono dati completi e accurati relativi a emissioni dirette; alla quinta, nella quale ricadono i partecipanti che rendicontano le proprie emissioni con informazioni estremamente limitate e carenti, sulle quali non è possibile effettuare alcun tipo di analisi.

POSTE AL TOP CON ALTRI 16 OPERATORI POSTALI

Grazie alla meticolosa raccolta di informazioni a livello di gruppo, cui partecipano tutte le funzioni aziendali e le controllate, Poste Italiane si è aggiudicata nel 2019 il livello massimo (Categoria 1), che dà diritto a un certificato di eccellenza. Sono solo diciassette nel mondo gli operatori postali premiati quest’anno col massimo riconoscimento (su 192 Paesi membri dell’Unione), di cui nove europei (gli operatori designati al servizio universale dei seguenti Paesi: Bosnia, Bulgaria, Finlandia, Irlanda, Kazakistan, Macedonia, Serbia, Slovenia, oltre all’Italia), quattro della regione Americhe (Argentina, Brasile, Ecuador, Messico), due della regione africana (Marocco, Togo) e due per la regione asiatica (Hong Kong e Qatar).

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Intesa Sanpaolo, arriva XME Banks: l’aggregatore di conti correnti

Sarà possibile collegare tra loro carte e depositi di banche diverse senza cambiare sito o app. Consente l’accesso a 20 banche, ma saranno cento entro fine anno.

Intesa Sanpaolo alza il velo su XME Banks, l’aggregatore finanziario che permette di collegare i conti e le carte di qualsiasi banca all’interno del sito e dell’APP Mobile Intesa Sanpaolo. Con la nuova applicazione, infatti, i clienti Retail e Private di Intesa Sanpaolo potranno gestire tutti i propri rapporti bancari – anche quelli con altre banche – semplicemente entrando nell’App Mobile di Intesa Sanpaolo, o nell’Home Banking del Gruppo, per controllare la disponibilità, monitorare le categorie di spesa e gestire le proprie finanze. Non sarà più necessario, quindi, passare da un’applicazione all’altra, o accedere a siti Internet di banche diverse, per visualizzare i saldi e i movimenti dei propri conti correnti o delle proprie carte di credito.

UN SERVIZIO PENSATO PER LA CLIENTELA PIÙ ESIGENTE

“XME Banks coniuga semplicità, comodità e sicurezza, offrendo un’esperienza unica in Italia”, spiega Massimo Tessitore, responsabile digital business partner Banca dei Territori, private, prodotti e canali digitali retail di Intesa Sanpaolo, Sarà infatti possibile gestire attraverso l’App Mobile o l’Home Banking di Intesa Sanpaolo tutti i conti correnti e le carte di credito delle banche di cui si è clienti. Abbiamo pensato, progettato e realizzato XME Banks per soddisfare la fascia di clientela più esigente, fornendo un servizio evoluto e una “user experience” davvero innovativa”.

L’OBIETTIVO È COLLEGARE 100 BANCHE ENTRO FINE 2020

Ad oggi, XME Banks consente l’accesso a 20 banche e ha l’obiettivo di collegarne oltre 100 entro la fine dell’anno. Già dai prossimi mesi con XME Banks si potranno, inoltre, effettuare bonifici da una qualsiasi banca collegata e richiedere finanziamenti. Il Gruppo Intesa Sanpaolo, grazie agli investimenti realizzati per lo sviluppo dell’Open Banking e alla normativa PSD2 che ne garantisce gli elevati standard di sicurezza, intende porre sempre più al centro della propria strategia il cliente, che potrà gestire tutti i propri rapporti bancari sui canali di Intesa Sanpaolo in modo rapido e funzionale e in totale sicurezza.

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Intesa Sanpaolo-Ubi, i vantaggi dell’operazione secondo Exane Bnp Paribas

Per gli analisti, gli azionisti di Ubi avrebbero, oltre al premio di acquisizione, un raddoppio dei dividendi potenziale. Quelli di intesa avrebbero un aumento dell’utile per azione.

Una felice conclusione dell’affare tra Intesa Sanpaolo e Ubi Banca ha diversi vantaggi per gli azionisti delle due banche. Lo pensano gli analisti di Exane BNP Paribas che in uno studio (“UBI’s break up: benefits for alla shareholders”) hanno elencato i benefici per gli azionisti UBI e per quelli Intesa Sanpaolo dalla riuscita della OPS (Offerta pubblica di scambio). L’analisi arriva dopo l’offerta pubblica di scambio, carta contro carta, lanciata da Intesa Sanpaolo per l’acquisizione di Ubi Banca dello scorso 17 febbraio. Un progetto che, usando le parole dell’ad di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, porterebbe “Alla nascita di un campione bancario di livello europeo”, ma che in ogni caso dovrà superare positivamente l’iter di approvazione dell’assemblea degli azionisti di Ubi Banca per vedere la sua realizzazione. E in vista di questo appuntamento, gli analisti di Exane Bnp Paribas hanno appunto analizzato i possibili vantaggi per i soci di entrambe le banche.

I VANTAGGI PER UBI: DIVIDENDI POTENZIALMENTE RADDOPPIATI

Per gli esperti, infatti, “gli azionisti di Ubi prenderebbero un premio di acquisizione e doppi dividendi potenziali”. Nella proposta, il rapporto di scambio di 17 azioni Intesa per 10 azioni di Ubi implica un premio di acquisizione del 24% sul prezzo di chiusura del 17 febbraio. A cui va aggiunto “il raddoppio dei dividendi cumulativi nel periodo 2020-2023” e un’esposizione verso una banca con “un profittabilità migliore e un Rote (calcolato dividendo l’utile netto per il patrimonio tangibile, ndr) di più del 10% rispetto al 7% che Ubi avrebbe rimanendo da sola. Poiché, a nostro avviso, l’offerta pubblica avrà successo, aggiorniamo lo stock a Outperform con un obiettivo di prezzo di 4,9 euro (rapporto di swap 1,7 per obiettivo di prezzo di Intesa Sanpaolo)”.

PER INTESA AUMENTEREBBE L’UTILE PER AZIONE DEL 4-5%

Gli analisti poi si addentrano nell’analisi anche dei possibili benefici ottenibili dagli azionisti di Intesa Sanpaolo, la banca acquirente. Anche in questo caso i vantaggi sono presto detti: “Gli azionisti di Intesa Sanpaolo otterrebbero un aumento dell’utile per azione del 4-5%, vedrebbero bloccati i dividendi per il 2020 e il 2021 e rafforzerebbero le prospettive sui dividendi degli anni successivi”. Ci sono poi altri aspetti che considerano interessanti dalle parti di Exane Bnp Paribas: “Sui nostri calcoli il ROI (il ritorno sull’investimento, ndr) è comodamente superiore al 10%. Allo stesso tempo, la banca può ulteriormente fare attività di derisking (la riduzione dello stock di crediti deteriorati o Npl, ndr) senza implicazioni rilevanti per i potenziali indici di capitale. Manteniamo il nostro rating Outperform e l’obiettivo di prezzo 2,9 euro”. 

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Bat Italia, esposto in Procura dopo lo scandalo del tabacco

Da quanto emerge dall’inchiesta “Cassandra”, dirigenti dell’Agenzia delle Entrate avrebbero riservato un trattamento di riguardo a Philip Morris Italia.

Dopo quanto emerso dall’inchiesta “Cassandra”, Bat Italia si sente danneggiata per concorrenza sleale e turbativa di mercato. Per questo ha depositato un esposto contro ignoti alla Procura della Repubblica di Roma: la richiesta è che sia fatta chiarezza in merito ai fatti emersi a valle di un’indagine che lo scorso dicembre ha portato all’applicazione di misure cautelari personali a 10 funzionari pubblici e imprenditori, ritenuti responsabili di corruzione e truffa ai danni dello Stato. Uno dei rami della complessa inchiesta del PM presso il Tribunale di Roma ha infatti fatto emergere un sistema corruttivo consolidato nel tempo che vedrebbe coinvolti, da un lato, i dirigenti dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e dall’altro Philip Morris Italia che avrebbe agito per il tramite di un proprio incaricato.

DANNI AI PRODUTTORI DI TABACCO CONCORRENTI

L’indagine, infatti, avrebbe evidenziato lo “stabile asservimento della funziona pubblica” – ovvero dei dirigenti dei Monopoli di Stato – che avrebbero “rivelato notizie e documenti, acquisiti per motivi d’ufficio, e riservato un trattamento di riguardo, ai dipendenti di Philip Morris Italia a discapito degli altri produttori concorrenti”, come riportano gli atti della Procura di Roma. Nell’esposto British American Tobacco Italia ha voluto sottolineare come gli indagati avrebbero riservato un trattamento di riguardo alla concorrente a fronte di promesse di assunzione di amici e parenti o di nomine di dirigenti in posizioni chiave gradite alla multinazionale concorrente.

LO SCONTO FISCALE A FINE 2018

Dalle intercettazioni telefoniche emergerebbe, scrive Bat Italia, una stretta “interazione” fra i dirigenti dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e Philip Morris Italia che avrebbe consentito di ritardare l’emanazione di provvedimenti amministrativi, ivi incluso il decreto annuale di fissazione delle accise sui tabacchi, in grave pregiudizio della libera concorrenza. Infine, l’esposto sottolinea come lo “stabile asservimento” evidenziato negli atti dell’indagine in corso potrebbe avere anche influenzato il processo decisionale che ha portato, a fine 2018, al riconoscimento di un sostanziale sconto fiscale alle nuove sigarette a tabacco riscaldato di cui Philip Morris deteneva il 100% della relativa quota di mercato. A novembre 2018, infatti, la manovra finanziaria ha previsto di abbassare l’incidenza fiscale sul tabacco riscaldato dal 50%, originariamente previsto, al 25%, accordando un 75% di tasse in meno rispetto alla fiscalità applicabile alle sigarette tradizionali. Nello stesso periodo, in base alle risultanze dell’indagine in corso, il direttore centrale delle Accise e dei Monopoli avrebbe ricevuto promesse per l’assunzione di un proprio parente stretto.

BAT ITALIA: VOGLIAMO SOLO CHIAREZZA

“Lo sgravio fiscale ha sollevato gravi perplessità – dichiara Alessandro Bertolini, Vice presidente di British American Tobacco Italia e direttore affari legali e relazioni esterne di British American Tobacco per il sud Europa – “anche perché la valutazione tecnica del Ministero della Salute sul potenziale rischio ridotto di questi nuovi prodotti, tale da giustificare una ulteriore riduzione così consistente dell’accisa, non è a tutt’oggi disponibile. Seguiamo con attenzione tutte le dinamiche del mercato e ci rapportiamo con tutti i nostri interlocutori con la massima trasparenza e diligenza, venire a conoscenza di possibili favoritismi e clientelismi è per noi un fatto gravissimo che ci siamo sentiti in dovere di denunciare tramite questo esposto che è contro ignoti ed intende rimarcare l’assoluta necessità che venga fatta piena luce su fatti e circostanze che gettano ombra sulla trasparenza ed imparzialità dell’azione amministrativa e sul doveroso rispetto della libera concorrenza nel mercato di riferimento. Seguiremo con la massima attenzione ogni sviluppo dell’indagine in corso”.

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Intesa Sanpaolo, figurine dei calciatori ai giovani che aprono il conto

Rinnovata per il terzo anno consecutivo la partnership con Panini: gli under 18 che diventano correntisti di XME Conto Up! riceveranno un kit con l’album 2019-2020.

C’è un regalo per gli under 18 che decidono di aprire un conto corrente XME Conto Up!: fino al 30 aprile, infatti, riceveranno un kit con l’album della nuova collezione Calciatori 2019-2020 e 600 figurine. È il frutto della partnership, rinnovata per il terzo anno consecutivo, tra Intesa Sanpaolo e Panini. Un accordo che ha portato in dote, afferma Intesa, 180.000 nuovi conti under 18 in due anni e decine di migliaia di partecipanti nelle edizioni 2018 e 2019 del Panini Tour Up!, di cui oltre 6.000 agli eventi promossi nelle filiali della banca. «Dare spazio alle passioni è la via che abbiamo scelto di percorrere per rafforzare la relazione con i nostri clienti”,  sottolinea Andrea Lecce, responsabile sales & marketing privati e Aziende Retail Intesa Sanpaolo, “Una scelta quasi obbligata se si vuole entrare in sintonia con i più giovani: spazio dunque alla creatività, all’intrattenimento, alle partnership entusiasmanti come quella rinnovata con il Gruppo Panini”.

TORNA IL PANINI TOUR NELLE FILIALI

Dal 29 febbraio al 4 aprile torna anche il Panini Tour Up!, l’iniziativa itinerante per il lancio della collezione Calciatori 2019-2020, in partnership con Intesa Sanpaolo. Giochi, quiz e premi aspettano i collezionisti in 6 piazze, 6 centri commerciali e 24 filiali della Banca, per un totale di 36 tappe da nord a sud. Ad accogliere i partecipanti ci sarà anche Pepper, il robot umanoide di Intesa Sanpaolo Innovation Center, in spedizione sulla Terra dal pianeta Pepperone per imparare le regole del calcio terrestre. Per facilitare la partecipazione, sarà possibile registrarsi online sul sito ufficiale del Panini Tour o prenotare direttamente in filiale. Piccoli e grandi collezionisti potranno così darsi appuntamento per scambiare le doppie e per partecipare alle Figuriniadi.

NOVITA PER L’EDIZIONE DI QUEST’ANNO

Novità di quest’anno, il gioco di Intesa Sanpaolo “Figu Dribling”, cui si aggiungeranno anche le card Calciatori Adrenalyn e un gioco dedicato. In palio, l’Almanacco illustrato del Calcio 2020, zainetti, portachiavi e tante bustine di figurine. Ci sarà anche una speciale cabina per scattare una foto ricordo e da condividere sui social. Aver completato l’album garantisce l’accesso all’area esclusiva del Panini box, per ritirare uno straordinario kit di regali e il prestigioso timbro ufficiale “Album completato”.

COS’È CONTO XME UP!

XME Conto UP! è il conto che Intesa Sanpaolo dedica agli under 18: è esente da ogni costo, compresa l’imposta di bollo, il canone della carta per i prelievi e i pagamenti in Italia e all’estero, la commissione per il prelievo di contanti ovunque presso qualsiasi sportello automatico (anche delle altre banche) e quella per i bonifici SEPA online in euro verso Italia e UE. Inoltre, riconosce un bonus dell’1% sulle giacenze, accreditato al compimento della maggiore età. La maggior parte dei servizi è accessibile in digitale e in autonomia, ma sempre con un parental controllo a distanza.

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Fs Italiane: Battisti a Bruxelles per lo sviluppo della rete ferroviaria europea

L'amministratore delegato ha incontrato il presidente del Parlamento europeo David Sassoli, il Commissario europeo all’Economia Paolo Gentiloni e i deputati della Commissione trasporti dell'Europarlamento.

Mercati internazionali, Corridoi TEN-T, piano d’investimenti per il Sud Italia e sistema ERTMS per lanciare l’Italia come protagonista della sfida per lo sviluppo di una rete ferroviaria europea concorrenziale, sempre più sicura e interoperabile. Sono questi i temi principali che Gianfranco Battisti, amministratore delegato e direttore generale del Gruppo FS Italiane, ha affrontato nel corso degli incontri istituzionali svolti a Bruxelles con il presidente del Parlamento Europeo David Sassoli, il Commissario europeo all’Economia Paolo Gentiloni e i deputati della Commissione trasporti del Parlamento europeo.

In particolare si è discusso della pianificazione delle attività propedeutiche all’ingresso di FS Italiane nell’alta velocità ferroviaria francese e spagnola, e sulle nuove iniziative per l’esercizio della futura rete AV inglese. Inoltre, si è parlato della revisione della rete transeuropea per una maggiore integrazione dell’Italia con la rete europea, soprattutto nei Balcani dove si stanno portando avanti nuove iniziative di sviluppo.

Il Gruppo FS Italiane sta anche lavorando, con altre compagnie ferroviarie europee, a nuovi sistemi di alimentazione energetica complementari a quelli elettrici, con l’uso dell’idrogeno e delle batterie, e all’implementazione di un centro di eccellenza europeo European Rail Traffic Management System (ERTMS) con sede in Italia.

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CosmoFactory, per l’edizione 2020 al via un laboratorio sperimentale

All’interno del padiglione 19PK del Cosmoprof Worldwide di Bologna sarà allestito l’unico esempio di una catena di produzione funzionante ricreata all’interno di uno spazio espositivo.

Una catena produttiva perfettamente funzionante ricreata in un padiglione del Cosmoprof Worlwide di Bologna, la fiera della cosmetica in programma nel capoluogo emiliano dal 12 al 16 marzo 2020. Si chiama Cosmofactory e, per la sua ottava edizione, l’installazione seguirà il principio “make – take – test”, elemento predominante delle strategie di mercato attuali. Protagonista dell’iniziativa 2020 è “Six4all” – una foundation che unisce una base neutra a 6 nuances di colori. Un mix che permette di creare un prodotto specifico per ogni tipologia di pelle. L’installazione, curata dall’agenzia di design centdegrés, realizzerà in manifestazione la base, un prodotto altamente performante con effetti anti-age che garantiscono un look bonne-mine oggi di grande tendenza.

TUTTO ALL’INTERNO DI COSMOPACK

Tutto questo avverrà all’interno di un’area che più delle altre è investita dal vento delle innovazioni e delle nuove soluzioni tecnologiche: Cosmopack, l’unico salone che ospita tutti i comparti della supply chain – contract manufacturing e private label, macchinari di processo e di confezionamento, packaging primario e secondario, applicatori, ingredienti e materie prime. Se Cosmoprof Worldwide Bologna rappresenta l’universo della distribuzione, con le novità per tutti i suoi canali, Cosmopack è il nucleo produttivo dell’industria cosmetica. Quest’anno, Cosmopack ospita il 22,9% del totale degli espositori di Cosmoprof Worldwide Bologna 2020.

COS’È COSMOPACK

Cosmopack è ormai diventato per gli operatori del settore un appuntamento sempre più importante per costruire una strategia comune, che permetta di affrontare le problematiche del prossimo futuro. Il padiglione 15 si conferma l’area di riferimento per i produttori internazionali specializzati in offerte full service per l’industria. Focus della hall 18 saranno ancora i settori OEM e packaging. Nel padiglione 20, accanto alle innovazioni del settore macchinario, troveranno spazio le aziende specializzate in packaging, con le proposte più performanti e in linea con le esigenze e i trend del mercato. Cosmopack è una manifestazione molto apprezzata non solo dagli operatori e dai compratori specializzati in contract manufacturing, ma anche da influencer e trend scouters, che qui possono scoprire in anteprima le caratteristiche delle collezioni che presto saranno lanciate sui principali mercati internazionali dai grandi brand.

IL VOLTO DELL’INDIVIDUO DIVENTA LA TELA DELL’ARTISTA

La Cosmofactory è proprio all’interno di Cosmopack. Ed è qui che prenderà vita il laboratorio sperimentale: Pink Frogs Cosmetics brevetterà la formula della base, Marchesini Group Beauty metterà a disposizione il macchinario, PennelliFaro proporrà il pennello più performante per la stesura del prodotto, Scandolara curerà il packaging primario, un esclusivo tubo in alluminio; infine, sarà di Gatto Astucci il packaging secondario – una pochette studiata per mettere in risalto le qualità del prodotto. Ad ispirare il design, la similitudine tra make-up e arte: le 6 nuances di “Six4all” diventano una palette di colori a disposizione del talento artistico dei make-up artist, e il volto di ciascun individuo diventa una tela con peculiarità uniche, da esaltare e mostrare con orgoglio.

“Six4all” è realizzato secondo norma ISO GMP 22716, rispettando e promuovendo i valori dell’economia circolare. Dalla produzione all’esperienza di acquisto, a Cosmoprime – pad. 14, dove un test con un apparecchio di skin diagnostic, “Delfin”, messo a disposizione da For lab Italia, guiderà i visitatori alla scoperta delle caratteristiche specifiche del proprio fototipo di pelle, e di conseguenza delle nuances più indicate per ottenere la sfumatura più adatta. Nel The Mall – pad. 29, un team di make-up artist esperte consentirà agli operatori di testare direttamente sulla propria pelle la foundation.

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Autogrill: rinnovato il contratto per l’aeroporto di Las Vegas

Autogrill, attraverso la sua controllata HmsHost, ha prolungato per ulteriori 7 anni, dal 2028 al 2035, la gestione dei servizi..

Autogrill, attraverso la sua controllata HmsHost, ha prolungato per ulteriori 7 anni, dal 2028 al 2035, la gestione dei servizi di ristorazione nel McCarran International Airport di Las Vegas. L’accordo, appena approvato dal consiglio dei commissari della Contea di Clark, prevede ricavi stimati per il gruppo per circa 1,5 miliardi di dollari nel periodo e un ulteriore miglioramento dell’offerta, già oggi rappresentata da oltre 60 ristoranti gestiti da HmsHost, attraverso un rinnovo dei format esistenti e l’apertura di nuovi locali. Il McCarran International Airport è uno dei primi 10 aeroporti degli Stati Uniti. Con un traffico sempre in crescita negli ultimi nove anni, nel 2019 il McCarran ha battuto il suo record storico con 51,5 milioni di passeggeri (+3,8% rispetto al 2018). «Siamo estremamente soddisfatti di questo nuovo importante accordo, che rafforza la solida partnership con il McCarran International Airport e conferma la posizione di leadership del nostro gruppo nel canale aeroportuale in Nord America», ha detto Gianmario Tondato Da Ruos, ceo del gruppo Autogrill. «Grazie a una piattaforma di concessioni unica e alla nostra eccellenza operativa, siamo un punto di riferimento per l’intero settore e un partner di fiducia per i più importanti landlord del mondo».

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