Sostenibilità, Poste Italiane premiata con il certificato di eccellenza

L’agenzia Onu specializzata nel settore postale ha assegnato un riconoscimento internazionale alla società guidata da Matteo Del Fante in una cerimonia a Berna.

Un certificato di eccellenza per premiare i risultati raggiunti nella strategia di sviluppo sostenibile e per la riduzione delle emissioni inquinanti. Ad assegnarlo a Poste Italiane, in una cerimonia che si è tenuta il 28 febbraio a Berna, è stata la Upu, l’Agenzia specializzata dell’Onu per il settore postale. In particolare, l’attestazione premia la capacità di Poste Italiane di fornire dati completi e accurati relativi alle emissioni dirette dell’azienda, un modello informativo che Poste ha elaborato nell’ambito del programma OSCAR (Online Solution for Carbon Analysis and Reporting), lanciato dall’Unione Postale Universale nel 2018 e finalizzato a rendicontare e analizzare i risultati quantitativi e qualitativi delle attività postali di ciascun operatore in modo da evidenziarne l’andamento delle prestazioni su base annuale. Poste Italiane ha aderito al progetto OSCAR sin dal suo lancio, all’interno della strategia di sviluppo sostenibile che l’azienda ha recentemente rinnovato.

COME FUNZIONA LA CERTIFICAZIONE DELL’UPU

Per incentivare comportamenti virtuosi, l’UPU ha introdotto quest’anno una classificazione dei partecipanti in base alla qualità e alla completezza dei dati forniti. Cinque le categorie previste, dalla prima, assegnata ai partecipanti che forniscono dati completi e accurati relativi a emissioni dirette; alla quinta, nella quale ricadono i partecipanti che rendicontano le proprie emissioni con informazioni estremamente limitate e carenti, sulle quali non è possibile effettuare alcun tipo di analisi.

POSTE AL TOP CON ALTRI 16 OPERATORI POSTALI

Grazie alla meticolosa raccolta di informazioni a livello di gruppo, cui partecipano tutte le funzioni aziendali e le controllate, Poste Italiane si è aggiudicata nel 2019 il livello massimo (Categoria 1), che dà diritto a un certificato di eccellenza. Sono solo diciassette nel mondo gli operatori postali premiati quest’anno col massimo riconoscimento (su 192 Paesi membri dell’Unione), di cui nove europei (gli operatori designati al servizio universale dei seguenti Paesi: Bosnia, Bulgaria, Finlandia, Irlanda, Kazakistan, Macedonia, Serbia, Slovenia, oltre all’Italia), quattro della regione Americhe (Argentina, Brasile, Ecuador, Messico), due della regione africana (Marocco, Togo) e due per la regione asiatica (Hong Kong e Qatar).

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Intesa Sanpaolo, arriva XME Banks: l’aggregatore di conti correnti

Sarà possibile collegare tra loro carte e depositi di banche diverse senza cambiare sito o app. Consente l’accesso a 20 banche, ma saranno cento entro fine anno.

Intesa Sanpaolo alza il velo su XME Banks, l’aggregatore finanziario che permette di collegare i conti e le carte di qualsiasi banca all’interno del sito e dell’APP Mobile Intesa Sanpaolo. Con la nuova applicazione, infatti, i clienti Retail e Private di Intesa Sanpaolo potranno gestire tutti i propri rapporti bancari – anche quelli con altre banche – semplicemente entrando nell’App Mobile di Intesa Sanpaolo, o nell’Home Banking del Gruppo, per controllare la disponibilità, monitorare le categorie di spesa e gestire le proprie finanze. Non sarà più necessario, quindi, passare da un’applicazione all’altra, o accedere a siti Internet di banche diverse, per visualizzare i saldi e i movimenti dei propri conti correnti o delle proprie carte di credito.

UN SERVIZIO PENSATO PER LA CLIENTELA PIÙ ESIGENTE

“XME Banks coniuga semplicità, comodità e sicurezza, offrendo un’esperienza unica in Italia”, spiega Massimo Tessitore, responsabile digital business partner Banca dei Territori, private, prodotti e canali digitali retail di Intesa Sanpaolo, Sarà infatti possibile gestire attraverso l’App Mobile o l’Home Banking di Intesa Sanpaolo tutti i conti correnti e le carte di credito delle banche di cui si è clienti. Abbiamo pensato, progettato e realizzato XME Banks per soddisfare la fascia di clientela più esigente, fornendo un servizio evoluto e una “user experience” davvero innovativa”.

L’OBIETTIVO È COLLEGARE 100 BANCHE ENTRO FINE 2020

Ad oggi, XME Banks consente l’accesso a 20 banche e ha l’obiettivo di collegarne oltre 100 entro la fine dell’anno. Già dai prossimi mesi con XME Banks si potranno, inoltre, effettuare bonifici da una qualsiasi banca collegata e richiedere finanziamenti. Il Gruppo Intesa Sanpaolo, grazie agli investimenti realizzati per lo sviluppo dell’Open Banking e alla normativa PSD2 che ne garantisce gli elevati standard di sicurezza, intende porre sempre più al centro della propria strategia il cliente, che potrà gestire tutti i propri rapporti bancari sui canali di Intesa Sanpaolo in modo rapido e funzionale e in totale sicurezza.

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Intesa Sanpaolo-Ubi, i vantaggi dell’operazione secondo Exane Bnp Paribas

Per gli analisti, gli azionisti di Ubi avrebbero, oltre al premio di acquisizione, un raddoppio dei dividendi potenziale. Quelli di intesa avrebbero un aumento dell’utile per azione.

Una felice conclusione dell’affare tra Intesa Sanpaolo e Ubi Banca ha diversi vantaggi per gli azionisti delle due banche. Lo pensano gli analisti di Exane BNP Paribas che in uno studio (“UBI’s break up: benefits for alla shareholders”) hanno elencato i benefici per gli azionisti UBI e per quelli Intesa Sanpaolo dalla riuscita della OPS (Offerta pubblica di scambio). L’analisi arriva dopo l’offerta pubblica di scambio, carta contro carta, lanciata da Intesa Sanpaolo per l’acquisizione di Ubi Banca dello scorso 17 febbraio. Un progetto che, usando le parole dell’ad di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, porterebbe “Alla nascita di un campione bancario di livello europeo”, ma che in ogni caso dovrà superare positivamente l’iter di approvazione dell’assemblea degli azionisti di Ubi Banca per vedere la sua realizzazione. E in vista di questo appuntamento, gli analisti di Exane Bnp Paribas hanno appunto analizzato i possibili vantaggi per i soci di entrambe le banche.

I VANTAGGI PER UBI: DIVIDENDI POTENZIALMENTE RADDOPPIATI

Per gli esperti, infatti, “gli azionisti di Ubi prenderebbero un premio di acquisizione e doppi dividendi potenziali”. Nella proposta, il rapporto di scambio di 17 azioni Intesa per 10 azioni di Ubi implica un premio di acquisizione del 24% sul prezzo di chiusura del 17 febbraio. A cui va aggiunto “il raddoppio dei dividendi cumulativi nel periodo 2020-2023” e un’esposizione verso una banca con “un profittabilità migliore e un Rote (calcolato dividendo l’utile netto per il patrimonio tangibile, ndr) di più del 10% rispetto al 7% che Ubi avrebbe rimanendo da sola. Poiché, a nostro avviso, l’offerta pubblica avrà successo, aggiorniamo lo stock a Outperform con un obiettivo di prezzo di 4,9 euro (rapporto di swap 1,7 per obiettivo di prezzo di Intesa Sanpaolo)”.

PER INTESA AUMENTEREBBE L’UTILE PER AZIONE DEL 4-5%

Gli analisti poi si addentrano nell’analisi anche dei possibili benefici ottenibili dagli azionisti di Intesa Sanpaolo, la banca acquirente. Anche in questo caso i vantaggi sono presto detti: “Gli azionisti di Intesa Sanpaolo otterrebbero un aumento dell’utile per azione del 4-5%, vedrebbero bloccati i dividendi per il 2020 e il 2021 e rafforzerebbero le prospettive sui dividendi degli anni successivi”. Ci sono poi altri aspetti che considerano interessanti dalle parti di Exane Bnp Paribas: “Sui nostri calcoli il ROI (il ritorno sull’investimento, ndr) è comodamente superiore al 10%. Allo stesso tempo, la banca può ulteriormente fare attività di derisking (la riduzione dello stock di crediti deteriorati o Npl, ndr) senza implicazioni rilevanti per i potenziali indici di capitale. Manteniamo il nostro rating Outperform e l’obiettivo di prezzo 2,9 euro”. 

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Bat Italia, esposto in Procura dopo lo scandalo del tabacco

Da quanto emerge dall’inchiesta “Cassandra”, dirigenti dell’Agenzia delle Entrate avrebbero riservato un trattamento di riguardo a Philip Morris Italia.

Dopo quanto emerso dall’inchiesta “Cassandra”, Bat Italia si sente danneggiata per concorrenza sleale e turbativa di mercato. Per questo ha depositato un esposto contro ignoti alla Procura della Repubblica di Roma: la richiesta è che sia fatta chiarezza in merito ai fatti emersi a valle di un’indagine che lo scorso dicembre ha portato all’applicazione di misure cautelari personali a 10 funzionari pubblici e imprenditori, ritenuti responsabili di corruzione e truffa ai danni dello Stato. Uno dei rami della complessa inchiesta del PM presso il Tribunale di Roma ha infatti fatto emergere un sistema corruttivo consolidato nel tempo che vedrebbe coinvolti, da un lato, i dirigenti dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e dall’altro Philip Morris Italia che avrebbe agito per il tramite di un proprio incaricato.

DANNI AI PRODUTTORI DI TABACCO CONCORRENTI

L’indagine, infatti, avrebbe evidenziato lo “stabile asservimento della funziona pubblica” – ovvero dei dirigenti dei Monopoli di Stato – che avrebbero “rivelato notizie e documenti, acquisiti per motivi d’ufficio, e riservato un trattamento di riguardo, ai dipendenti di Philip Morris Italia a discapito degli altri produttori concorrenti”, come riportano gli atti della Procura di Roma. Nell’esposto British American Tobacco Italia ha voluto sottolineare come gli indagati avrebbero riservato un trattamento di riguardo alla concorrente a fronte di promesse di assunzione di amici e parenti o di nomine di dirigenti in posizioni chiave gradite alla multinazionale concorrente.

LO SCONTO FISCALE A FINE 2018

Dalle intercettazioni telefoniche emergerebbe, scrive Bat Italia, una stretta “interazione” fra i dirigenti dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e Philip Morris Italia che avrebbe consentito di ritardare l’emanazione di provvedimenti amministrativi, ivi incluso il decreto annuale di fissazione delle accise sui tabacchi, in grave pregiudizio della libera concorrenza. Infine, l’esposto sottolinea come lo “stabile asservimento” evidenziato negli atti dell’indagine in corso potrebbe avere anche influenzato il processo decisionale che ha portato, a fine 2018, al riconoscimento di un sostanziale sconto fiscale alle nuove sigarette a tabacco riscaldato di cui Philip Morris deteneva il 100% della relativa quota di mercato. A novembre 2018, infatti, la manovra finanziaria ha previsto di abbassare l’incidenza fiscale sul tabacco riscaldato dal 50%, originariamente previsto, al 25%, accordando un 75% di tasse in meno rispetto alla fiscalità applicabile alle sigarette tradizionali. Nello stesso periodo, in base alle risultanze dell’indagine in corso, il direttore centrale delle Accise e dei Monopoli avrebbe ricevuto promesse per l’assunzione di un proprio parente stretto.

BAT ITALIA: VOGLIAMO SOLO CHIAREZZA

“Lo sgravio fiscale ha sollevato gravi perplessità – dichiara Alessandro Bertolini, Vice presidente di British American Tobacco Italia e direttore affari legali e relazioni esterne di British American Tobacco per il sud Europa – “anche perché la valutazione tecnica del Ministero della Salute sul potenziale rischio ridotto di questi nuovi prodotti, tale da giustificare una ulteriore riduzione così consistente dell’accisa, non è a tutt’oggi disponibile. Seguiamo con attenzione tutte le dinamiche del mercato e ci rapportiamo con tutti i nostri interlocutori con la massima trasparenza e diligenza, venire a conoscenza di possibili favoritismi e clientelismi è per noi un fatto gravissimo che ci siamo sentiti in dovere di denunciare tramite questo esposto che è contro ignoti ed intende rimarcare l’assoluta necessità che venga fatta piena luce su fatti e circostanze che gettano ombra sulla trasparenza ed imparzialità dell’azione amministrativa e sul doveroso rispetto della libera concorrenza nel mercato di riferimento. Seguiremo con la massima attenzione ogni sviluppo dell’indagine in corso”.

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Intesa Sanpaolo, figurine dei calciatori ai giovani che aprono il conto

Rinnovata per il terzo anno consecutivo la partnership con Panini: gli under 18 che diventano correntisti di XME Conto Up! riceveranno un kit con l’album 2019-2020.

C’è un regalo per gli under 18 che decidono di aprire un conto corrente XME Conto Up!: fino al 30 aprile, infatti, riceveranno un kit con l’album della nuova collezione Calciatori 2019-2020 e 600 figurine. È il frutto della partnership, rinnovata per il terzo anno consecutivo, tra Intesa Sanpaolo e Panini. Un accordo che ha portato in dote, afferma Intesa, 180.000 nuovi conti under 18 in due anni e decine di migliaia di partecipanti nelle edizioni 2018 e 2019 del Panini Tour Up!, di cui oltre 6.000 agli eventi promossi nelle filiali della banca. «Dare spazio alle passioni è la via che abbiamo scelto di percorrere per rafforzare la relazione con i nostri clienti”,  sottolinea Andrea Lecce, responsabile sales & marketing privati e Aziende Retail Intesa Sanpaolo, “Una scelta quasi obbligata se si vuole entrare in sintonia con i più giovani: spazio dunque alla creatività, all’intrattenimento, alle partnership entusiasmanti come quella rinnovata con il Gruppo Panini”.

TORNA IL PANINI TOUR NELLE FILIALI

Dal 29 febbraio al 4 aprile torna anche il Panini Tour Up!, l’iniziativa itinerante per il lancio della collezione Calciatori 2019-2020, in partnership con Intesa Sanpaolo. Giochi, quiz e premi aspettano i collezionisti in 6 piazze, 6 centri commerciali e 24 filiali della Banca, per un totale di 36 tappe da nord a sud. Ad accogliere i partecipanti ci sarà anche Pepper, il robot umanoide di Intesa Sanpaolo Innovation Center, in spedizione sulla Terra dal pianeta Pepperone per imparare le regole del calcio terrestre. Per facilitare la partecipazione, sarà possibile registrarsi online sul sito ufficiale del Panini Tour o prenotare direttamente in filiale. Piccoli e grandi collezionisti potranno così darsi appuntamento per scambiare le doppie e per partecipare alle Figuriniadi.

NOVITA PER L’EDIZIONE DI QUEST’ANNO

Novità di quest’anno, il gioco di Intesa Sanpaolo “Figu Dribling”, cui si aggiungeranno anche le card Calciatori Adrenalyn e un gioco dedicato. In palio, l’Almanacco illustrato del Calcio 2020, zainetti, portachiavi e tante bustine di figurine. Ci sarà anche una speciale cabina per scattare una foto ricordo e da condividere sui social. Aver completato l’album garantisce l’accesso all’area esclusiva del Panini box, per ritirare uno straordinario kit di regali e il prestigioso timbro ufficiale “Album completato”.

COS’È CONTO XME UP!

XME Conto UP! è il conto che Intesa Sanpaolo dedica agli under 18: è esente da ogni costo, compresa l’imposta di bollo, il canone della carta per i prelievi e i pagamenti in Italia e all’estero, la commissione per il prelievo di contanti ovunque presso qualsiasi sportello automatico (anche delle altre banche) e quella per i bonifici SEPA online in euro verso Italia e UE. Inoltre, riconosce un bonus dell’1% sulle giacenze, accreditato al compimento della maggiore età. La maggior parte dei servizi è accessibile in digitale e in autonomia, ma sempre con un parental controllo a distanza.

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Fs Italiane: Battisti a Bruxelles per lo sviluppo della rete ferroviaria europea

L'amministratore delegato ha incontrato il presidente del Parlamento europeo David Sassoli, il Commissario europeo all’Economia Paolo Gentiloni e i deputati della Commissione trasporti dell'Europarlamento.

Mercati internazionali, Corridoi TEN-T, piano d’investimenti per il Sud Italia e sistema ERTMS per lanciare l’Italia come protagonista della sfida per lo sviluppo di una rete ferroviaria europea concorrenziale, sempre più sicura e interoperabile. Sono questi i temi principali che Gianfranco Battisti, amministratore delegato e direttore generale del Gruppo FS Italiane, ha affrontato nel corso degli incontri istituzionali svolti a Bruxelles con il presidente del Parlamento Europeo David Sassoli, il Commissario europeo all’Economia Paolo Gentiloni e i deputati della Commissione trasporti del Parlamento europeo.

In particolare si è discusso della pianificazione delle attività propedeutiche all’ingresso di FS Italiane nell’alta velocità ferroviaria francese e spagnola, e sulle nuove iniziative per l’esercizio della futura rete AV inglese. Inoltre, si è parlato della revisione della rete transeuropea per una maggiore integrazione dell’Italia con la rete europea, soprattutto nei Balcani dove si stanno portando avanti nuove iniziative di sviluppo.

Il Gruppo FS Italiane sta anche lavorando, con altre compagnie ferroviarie europee, a nuovi sistemi di alimentazione energetica complementari a quelli elettrici, con l’uso dell’idrogeno e delle batterie, e all’implementazione di un centro di eccellenza europeo European Rail Traffic Management System (ERTMS) con sede in Italia.

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CosmoFactory, per l’edizione 2020 al via un laboratorio sperimentale

All’interno del padiglione 19PK del Cosmoprof Worldwide di Bologna sarà allestito l’unico esempio di una catena di produzione funzionante ricreata all’interno di uno spazio espositivo.

Una catena produttiva perfettamente funzionante ricreata in un padiglione del Cosmoprof Worlwide di Bologna, la fiera della cosmetica in programma nel capoluogo emiliano dal 12 al 16 marzo 2020. Si chiama Cosmofactory e, per la sua ottava edizione, l’installazione seguirà il principio “make – take – test”, elemento predominante delle strategie di mercato attuali. Protagonista dell’iniziativa 2020 è “Six4all” – una foundation che unisce una base neutra a 6 nuances di colori. Un mix che permette di creare un prodotto specifico per ogni tipologia di pelle. L’installazione, curata dall’agenzia di design centdegrés, realizzerà in manifestazione la base, un prodotto altamente performante con effetti anti-age che garantiscono un look bonne-mine oggi di grande tendenza.

TUTTO ALL’INTERNO DI COSMOPACK

Tutto questo avverrà all’interno di un’area che più delle altre è investita dal vento delle innovazioni e delle nuove soluzioni tecnologiche: Cosmopack, l’unico salone che ospita tutti i comparti della supply chain – contract manufacturing e private label, macchinari di processo e di confezionamento, packaging primario e secondario, applicatori, ingredienti e materie prime. Se Cosmoprof Worldwide Bologna rappresenta l’universo della distribuzione, con le novità per tutti i suoi canali, Cosmopack è il nucleo produttivo dell’industria cosmetica. Quest’anno, Cosmopack ospita il 22,9% del totale degli espositori di Cosmoprof Worldwide Bologna 2020.

COS’È COSMOPACK

Cosmopack è ormai diventato per gli operatori del settore un appuntamento sempre più importante per costruire una strategia comune, che permetta di affrontare le problematiche del prossimo futuro. Il padiglione 15 si conferma l’area di riferimento per i produttori internazionali specializzati in offerte full service per l’industria. Focus della hall 18 saranno ancora i settori OEM e packaging. Nel padiglione 20, accanto alle innovazioni del settore macchinario, troveranno spazio le aziende specializzate in packaging, con le proposte più performanti e in linea con le esigenze e i trend del mercato. Cosmopack è una manifestazione molto apprezzata non solo dagli operatori e dai compratori specializzati in contract manufacturing, ma anche da influencer e trend scouters, che qui possono scoprire in anteprima le caratteristiche delle collezioni che presto saranno lanciate sui principali mercati internazionali dai grandi brand.

IL VOLTO DELL’INDIVIDUO DIVENTA LA TELA DELL’ARTISTA

La Cosmofactory è proprio all’interno di Cosmopack. Ed è qui che prenderà vita il laboratorio sperimentale: Pink Frogs Cosmetics brevetterà la formula della base, Marchesini Group Beauty metterà a disposizione il macchinario, PennelliFaro proporrà il pennello più performante per la stesura del prodotto, Scandolara curerà il packaging primario, un esclusivo tubo in alluminio; infine, sarà di Gatto Astucci il packaging secondario – una pochette studiata per mettere in risalto le qualità del prodotto. Ad ispirare il design, la similitudine tra make-up e arte: le 6 nuances di “Six4all” diventano una palette di colori a disposizione del talento artistico dei make-up artist, e il volto di ciascun individuo diventa una tela con peculiarità uniche, da esaltare e mostrare con orgoglio.

“Six4all” è realizzato secondo norma ISO GMP 22716, rispettando e promuovendo i valori dell’economia circolare. Dalla produzione all’esperienza di acquisto, a Cosmoprime – pad. 14, dove un test con un apparecchio di skin diagnostic, “Delfin”, messo a disposizione da For lab Italia, guiderà i visitatori alla scoperta delle caratteristiche specifiche del proprio fototipo di pelle, e di conseguenza delle nuances più indicate per ottenere la sfumatura più adatta. Nel The Mall – pad. 29, un team di make-up artist esperte consentirà agli operatori di testare direttamente sulla propria pelle la foundation.

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Autogrill: rinnovato il contratto per l’aeroporto di Las Vegas

Autogrill, attraverso la sua controllata HmsHost, ha prolungato per ulteriori 7 anni, dal 2028 al 2035, la gestione dei servizi..

Autogrill, attraverso la sua controllata HmsHost, ha prolungato per ulteriori 7 anni, dal 2028 al 2035, la gestione dei servizi di ristorazione nel McCarran International Airport di Las Vegas. L’accordo, appena approvato dal consiglio dei commissari della Contea di Clark, prevede ricavi stimati per il gruppo per circa 1,5 miliardi di dollari nel periodo e un ulteriore miglioramento dell’offerta, già oggi rappresentata da oltre 60 ristoranti gestiti da HmsHost, attraverso un rinnovo dei format esistenti e l’apertura di nuovi locali. Il McCarran International Airport è uno dei primi 10 aeroporti degli Stati Uniti. Con un traffico sempre in crescita negli ultimi nove anni, nel 2019 il McCarran ha battuto il suo record storico con 51,5 milioni di passeggeri (+3,8% rispetto al 2018). «Siamo estremamente soddisfatti di questo nuovo importante accordo, che rafforza la solida partnership con il McCarran International Airport e conferma la posizione di leadership del nostro gruppo nel canale aeroportuale in Nord America», ha detto Gianmario Tondato Da Ruos, ceo del gruppo Autogrill. «Grazie a una piattaforma di concessioni unica e alla nostra eccellenza operativa, siamo un punto di riferimento per l’intero settore e un partner di fiducia per i più importanti landlord del mondo».

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Cosmoprof, alla fiera di Bologna si scopre la cosmetica del 2030

Aree tematiche, startup innovative e le nuove sessioni dei CosmoTalks. Ecco il menu della più nota rassegna dedicata all’industria del beauty tra il 12 e il 15 marzo.

Al Cosmoprof Worldwide Bologna si pensa al futuro dell’industria del beauty. L’edizione 2020, infatti, coincide con l’inizio di una nuova decade e con un periodo di cambiamento, tra mutamenti climatici e avvento di tecnologie digitali. Per questo la fiera, in programma nel quartiere fieristico del capoluogo emiliano dal 12 al 16 marzo, proverà a tratteggiare la Vision 2030, con il contributo di oltre 265.000 operatori presenti in rappresentanza di 150 paesi nel mondo e delle 3.000 aziende espositrici da 70 paesi. Il percorso sarà costellato di diversi nuclei tematici. A cominciare dal garden of innovation, dove il visitatore avrà una visione dei macrotrend che con molta probabilità impatteranno sull’industria, passando per l’ottava edizione di Cosmofactory e per i focus sui cambiamenti che coinvolgeranno materiali, fragranze e colori. Senza dimenticare la pitch competition tra le migliori startup tech italiane.

COSMOPROF NEXT: 30 STARTUP DIGITALI PER IL FUTURO

All’interno dell’area Beauty-Tech, ArtificialIntelligence, Virtual Reality e Augmented Reality diventeranno elementi chiave per la cura di noi stessi. Saranno oltre 30 le start-up presenti, specializzate in piattaforme online, soluzioni digital, app virtuali per test di prodotti, servizi di e-make-up e 3D Make-up, software e servizi per la personalizzazione di un prodotto, nuove soluzioni per il retail, prodotti con tecnologie IoT, piattaforme digitali interattive. Con il supporto del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e di ITA – Italian Trade Agency nell’ambito del progetto “Italian Start-Up”, le aziende parteciperanno a Cosmoprof Next: la pitch competition promuoverà i migliori progetti presso venture capitalist, investitori, buyer e istituzioni. Il progetto è organizzato in collaborazione con Cariplo Factory, FaB – Fashion and Beautytech, FoundersFactory, Living in Digital Times e Unicredit Start Lab

UN VIAGGIO VERSO IL FUTURO

Il viaggio nel Beauty 2030 inizia dal centro servizi: l’area “Beauty Vision 2030” offrirà una visione complessiva dei macrotrend che con molta probabilità impatteranno sugli aspetti legati alla nostra quotidianità nei prossimi 10 anni. La prima tappa, “Beauty 2030: The Big Picture”, accompagnerà gli operatori presenti in fiera in una rivisitazione della decade che ci lasciamo alle spalle. Un passo, e “A Day in 2030” proietterà i visitatori direttamente nel 2030, tra le stanze di un’abitazione domotica e iper-connessa, con assistenti virtuali e accessori tecnologici. L’installazione “Faces of the Future”, invece, mostrerà le infinite varianti del concetto di bellezza che caratterizzeranno gli anni 2030, con una raccolta di immagini inedite. All’interno della Cosmoprof Arena, sarà inoltre possibile assistere alle sessioni di CosmoTalks: gli educational di Cosmoprof quest’anno coinvolgeranno relatori di calibro internazionale.

IL GIARDINO DELLA DIVERSITÀ

L’ottava edizione di CosmoFactory, l’iniziativa nata all’interno di Cosmopack, il salone dedicato alla filiera produttiva, darà vita ad un laboratorio sperimentale organizzato in tre stazioni, seguendo il principio “make – take – test”. Prima installazione del Garden, la Factory al padiglione 19PK, all’interno di Cosmopack, con la realizzazione di una catena di produzione live. Protagonista dell’iniziativa, “Six4all” – una foundation che unisce una base neutra a 6 nuances di colori. Dalla produzione all’esperienza di acquisto: il prossimo step di “Six4all” è il punto vendita retail, allestito per l’occasione a Cosmoprime – pad. 14. Grazie ad un test con un apparecchio di skin diagnostic, “Delfin”, messo a disposizione da For Lab Italia, i visitatori potranno scoprire le caratteristiche specifiche del proprio fototipo di pelle. Infine, nel The Mall – pad. 29, sarà possibile testare direttamente il prodotto: un team di make-up artist esperte potrà astrarre il tono di foundation più adatto ad ogni visitatore.

I TREND SU COLORI, MATERIALI, FRAGRANZE

Tra i padiglioni 15 e 20, all’interno di Cosmopack, troverà spazio una preview dei colori e dei materiali dei prodotti cosmetici nel 2030, il Garden of Colors and Amterials, organizzato in collaborazione con l’agenzia di trend americana Fashion Snoops. Ritorna poi il consueto appuntamento con CosmoTrends, il report creato in collaborazione con Beautystreams che offre una panoramica delle tendenze che emergono tra gli stand di Cosmoprof.  All’interno di Cosmoprime, invece, “The Garden of Fragrances” accenderà i riflettori sulle future trasformazioni per il mondo delle fragranze. Greenhouse, l’installazione curata da NEZ – The Olfactory Movement, l’osservatorio delle tendenze e delle trasformazioni della profumeria, proporrà una serie di test e sensibilizzerà i presenti su questioni legate all’utilizzo delle risorse e alla salvaguardia del pianeta.

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Eurizon Capital Real Asset SGR, la NewCo di Eurizon

La società di asset management del Gruppo Intesa Sanpaolo amplia la sua offerta sugli investimenti alternativi di private market.

Una NewCo specializzata nell’investimento in asset class alternative, focalizzate sull’economia reale, operativa dal 31 dicembre 2019. È questo Eurizon Capital Real Asset SGR, presentata martedì 11 febbraio da Eurizon, società di asset management del Gruppo Intesa Sanpaolo. Si tratta di un progetto che vuole proporre un’offerta distintiva sugli investimenti alternativi di private market, per soddisfare i bisogni di extra-rendimento della clientela privata e istituzionale di Eurizon, garantendo investimenti a diretto beneficio delle imprese per sostenere la crescita del sistema produttivo.

CRESCITA DELLA DIVISIONE ASSET MANAGEMENT

Eurizon Capital Real Asset SGR si inserisce nella realizzazione del Piano di Impresa 2018-2021 del Gruppo Intesa Sanpaolo e rappresenta uno dei pilastri di crescita della Divisione Asset Management. Eurizon si avvale di un team di esperti di finanza strutturata dedicato alla gestione di asset alternativi e alla creazione di prodotti specializzati in ABS e Leveraged Loans. La società ha deciso di rafforzare la propria presenza sugli investimenti illiquidi anche in considerazione della strategicità del mercato dei “prodotti alternativi”.

UN PATRIMONIO DA 3,4 MILIARDI

Eurizon Capital Real Asset è una joint venture, partecipata al 51% da Eurizon Capital SGR e al 49% da Intesa Sanpaolo Vita, creata dalla Divisione Asset Management e dalla Divisione Insurance del Gruppo Intesa Sanpaolo per valorizzare al meglio le expertise nel mercato delle asset class alternative. La NewCo è operativa dallo scorso 31 dicembre 2019 con un patrimonio di 3,4 miliardi di euro, ricevuto in delega di gestione da Intesa Sanpaolo Vita, e una struttura costituita da 10 professionisti, con competenze specifiche nel Private Equity, Private Debt, Infrastrutture e Real Estate. Tra i compiti di Eurizon Capital Real Asset SGR ci saranno l’istituzione e la gestione di mandati e fondi di investimento alternativi (FIA) destinati alla Divisione Insurance, agli investitori istituzionali, ai family office e alla clientela privata della Divisione Private Banking e di Banca dei Territori. La Newco ha inoltre competenze nel multimanager, attraverso la selezione di altri FIA e co-investimenti focalizzati sul private equity, sul debito corporate, sulle infrastrutture e sull’immobiliare.

UN BILANCIO IN POSITIVO

Nella stessa giornata di martedì 11 febbraio, Eurizon ha presentato il bilancio del 2019, un anno chiuso con risultati molto positivi. Il patrimonio gestito è cresciuto dell’11%, arrivando a toccare i 335,5 miliardi di euro, record storico per la società. L’utile netto consolidato dell’anno (compreso l’utile di pertinenza di terzi) è stato pari a 518,5 milioni di euro (+11,5%) e il margine da commissioni a 799 milioni di euro (+14%). Ottimi risultati anche sotto il profilo dell’efficienza, con il cost/income ratio al 18,7%, in contrazione rispetto al 21% del 2018.

RACCOLTA IN RIPRESA

Numeri in ripresa anche sul fronte della raccolta, con i flussi netti da inizio anno che hanno superato i 10 miliardi di euro, grazie anche ai 3,4 miliardi di euro portati dalla nuova società Eurizon Capital Real Asset (ECRA), ricevuti in delega di gestione da Intesa Sanpaolo Vita. Eurizon si conferma ai vertici in termini di raccolta nell’industria italiana del risparmio gestito anche al netto di questa operazione straordinaria, con un dato complessivo di 6,6 miliardi. Il contributo maggiore arriva dai fondi aperti con +4,6 miliardi, seguiti dalle Gestioni di Portafogli istituzionali che hanno registrato flussi netti in ingresso per 3,3 miliardi escluso l’apporto di ECRA. Eurizon è prima in Italia per raccolta nel IV trimestre, sia a livello complessivo, con 8,1 miliardi (4,7 miliardi escludendo il contributo di ECRA), sia sui fondi aperti, con 4,2 miliardi di euro. Tra le partecipazioni estere, il patrimonio della cinese Penghua Fund Management (partecipata al 49%) si attesta a 82 miliardi di euro. Considerando anche la società di Shenzhen, il patrimonio complessivo gestito da Eurizon supera i 417 miliardi di euro. Le tre società che rientrano nell’HUB dell’Est Europa, VUB AM (Slovacchia), CIB IFM (Ungheria) e PBZ Invest (Croazia), confermano invece un livello di patrimonio complessivo pari a 3,7 miliardi di euro.

UNA COSTANTE ESPANSIONE

L’ultimo trimestre dell’anno scorso ha confermato la tendenza Nell’ultimo trimestre del 2019 alla crescita e alla diversificazione del business di Eurizon. Oltre alla già citata Eurizon Capital Real Asset SGR, il 26 ottobre la società ha avviato la partnership con Oval Money, attraverso un investimento di minoranza nella startup fintech italoinglese attiva nel mondo del risparmio e dei servizi dei pagamenti digitali. Fra le novità di prodotto, nell’ultimo trimestre è stata arricchita la gamma di fondi comuni dedicati alla clientela del Gruppo Intesa Sanpaolo, con nuove soluzioni a sostegno della riqualificazione della liquidità, ed è stata ampliata l’offerta per la clientela istituzionale e wholesale attraverso la creazione di una nuova gamma d’offerta che mira a cogliere le sfide su tre fra i principali trend globali – planet, people e innovation – intercettando i Sustainable Development Goals, ossia i 17 obiettivi di sviluppo sostenibile approvati dalle Nazioni Unite. Per quanto riguarda l’attività di azionariato attivo, nel 2019 la SGR ha condotto circa 675 iniziative di engagement con 515 soggetti emittenti, di cui circa il 15% ha riguardato principalmente tematiche ESG. Nei 12 mesi, Eurizon ha preso parte a 100 assemblee degli azionisti di selezionate società quotate sulla Borsa Italiana (55%) e sui mercati internazionali (45%), esprimendo il voto su circa 920 risoluzioni all’ordine del giorno.

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La formula vincente dei software gestionali di Piteco

Un'azienda pioniera in Italia che ha conquistato il mercato e ora punta all'estero. L'intervista al presidente Marco Podini.

Fondata a Milano nel 1980, Piteco ha saputo vedere il futuro prima che arrivasse. Da più di 30 anni si occupa di tematiche in area finanziaria fornendo software di gestione ad alcuni dei più grandi gruppi presenti sul territorio internazionale. Leader della sua fetta di mercato, nel primo semestre del 2019, ha raggiunto ricavi pari a 11,1 milioni di euro in crescita del 22,8%, un EBITDA di 4,3 milioni di Euro, e un Utile Netto Adjusted di 2,3 milioni di Euro. Una società che continua a guardare al futuro pensando alla crescita e punta a nuovi progetti all’estero, come ha spiegato il presidente Marco Podini.

Di cosa si occupa Piteco?
Produciamo software utilizzato da medie e grandi aziende italiane per gestire in maniera automatizzata tutte le tipiche funzioni di un’area finanziaria di una grande azienda. Dalle tematiche legate ai pagamenti e alla tesoreria alla gestione dei conti correnti e della supply chain, fino alle tematiche più sofisticate del risk management e della pianificazione finanziaria.

Qual è stata la vostra formula vincente?
Il fatto di essere stati i primi in Italia a ingaggiarci su questi temi, negli Anni 80, in un’epoca in cui l’informatica era un settore ancora nascente. Abbiamo iniziato a lavorare con grandi gruppi come Rai e De Agostini, che ancora annoveriamo tra i nostri clienti dopo quasi 40 anni di attività. Poi nel corso del tempo il software è andato sempre più ampliandosi. Negli ultimi due anni fatti investimenti rilevanti in area cloud e oggi il nostro software si può avere oltre che in client server anche in modalità software service.

Quanti dipendenti e collaboratori avete?
Come gruppo siamo circa 120 persone. Abbiamo tre società all’interno del gruppo, la Piteco e due acquisizioni, Myrios e Juniper Payments. La prima è specializzata nel controllo e gestione dei rischi finanziari, la seconda nel corresponding banking ed è operativa negli Stati Uniti d’America. Nel 2015 abbiamo acquisito un’altra società che ora è stata incorporata.

Qual è il vostro mercato di riferimento?
Lavoriamo storicamente con le medie e grandi aziende italiane. Abbiamo quasi 700 grandi gruppi industriali come clienti, siamo leader assoluti nel nostro mercato. La lunga presenza nel settore ci ha concesso di avere tantissimi clienti e ci ha consentito di ottimizzare il software per le specifiche esigenze di ciascun segmento. Oggi siamo in grado di dare a ciascun cliente un software ottimizzato per le sue specifiche esigenze, un vantaggio competitivo su altri software molto più rigidi del nostro o personalizzabili a prezzo di grandi sforzi. Chi compra Piteco spende una cifra modesta per un software molto performante.

Quali sono i vostri prodotti principali?
Abbiamo quattro famiglie di prodotti. La prima è quella classica della tesoreria. Poi abbiamo Cbc (Corporate banking communication), un software che gestisce in sicurezza tutte le comunicazioni tra le aziende e la banche definendo un work flow autorizzativo che consente a chi può fare pagamenti o movimenti bancari di eseguirli in un ambiente sicuro non hackerabile e dematarializzando il processo che una volta veniva fatto a mano. Abbiamo il software Match.it, per la riconciliazione dei dati complessi e disomogenei, molto utile per chi ha grande complessità negli incassi, chi riceve tante piccole somme. Quindi l’ultimo prodotto è Financial modelling, per la gestione dei rischi finanziari e di compliance. Si tratta di software dedicati alle grandi banche che gestiscano l’analisi e la valorizzazione dei loro strumenti finanziari.

Chi sono i vostri clienti?
In ciascun settore metà dei player principali sono nostri clienti. Si tratta tipicamente di aziende italiane, ma abbiamo anche qualche cliente all’estero anche se le potenzialità di crescita qui sono importanti. Spesso però sono realtà multinazionali presenti in tanti Paesi del mondo.

In quanti paesi siete presenti?
Quaranta Paesi in cui i nostri clienti hanno società controllate che operano sul mercato. Forniamo progetti di global liquidity management, gestione centralizzata a livello globale della tesoreria. Su un’unica schermata del computer si può vedere tutta la finanza in tutti i Paesi in cui la società è presente.

Perché avete scelto di quotarvi in Borsa?
Siamo sbarcati a luglio 2015 sul mercato dei capitali con la quotazione sul mercato AIM Italia, quotando il 17% della società. Dopo tre anni abbiamo incrementato il flottante a circa il 26-27% e lavorato a un nuovo prospetto che ci ha consentito il salto nel mercato regolamentato principale. L’abbiamo fatto soprattutto per finanziare un processo di crescita sia a livello nazionale sia, come da nostra ambizione, a livello internazionale.

Puntate a espandervi?
Sì. Oggi siamo la soluzione di tesoreria principale nella nostra fascia di mercato in Italia. Dal momento che il nostro software è un’eccellenza mondiale, siamo confidenti di poter esportare le nostre soluzioni. Peraltro la nostra storia in Borsa è decisamente positiva e replica i nostri risultati di bilancio. Siamo entrato quotati a 3,30 per azione, oggi siamo a più del doppio. D’altra parte quando siamo entrati sul mercato azionario avevamo un Ebitda di circa 5 milioni di Euro e oggi siamo quasi al doppio.

Da dove comincerete a muovervi verso l’estero?
Abbiamo già cominciato. Myrios è stata un’acquisizione conclusa in ottobre 2018, di grande successo, una società che sta crescendo circa del 20% all’anno con margini molto interessanti in un settore sempre più importante. Nella primavera del 2019 abbiamo aperto una filiale in Svizzera e abbiamo l’ambizione di uscire dai confini europei guardando verso gli Stati Uniti d’America, un mercato caratterizzato dalla presenza di tante large corporate. È un progetto ambizioso che richiede tempo, ma sicuramente è uno dei motivi che ci hanno spinto alla quotazione. Per supportare l’espansione verso l’America, circa due anni fa abbiamo deciso di acquisire la Juniper Payments. Si tratta della terza rete di connessione negli Stati Uniti d’America che collega il 30% delle banche americane.

Come è iniziato il 2020? Cosa vi porterà il futuro?
Anche per il 2020 ci attendiamo una crescita grazie al rinnovato interesse per le nostre soluzioni. Negli ultimi anni l’esigenza di modernizzare e digitalizzare le imprese è venuta molto alla ribalta, il mercato è molto effervescente. Altro aspetto interessante è che Piteco sta diventando un hub di connessione con il mondo esterno digitale, solo l’anno scorso abbiamo fatto tre joint venture con aziende FinTech che offrono servizi digitali per le imprese e hanno ritenuto interessante fare una partnership con noi per essere integrate nativamente con la nostra piattaforma.

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I dati preliminari del 2019 di Autogrill segnano 5 miliardi

Crescita del 6,4% rispetto all'anno scorso. Bene le nuove aperture aeroportuali in Nord America. Lieve calo in Europa.

Il 6 febbraio 2020, il Consiglio di amministrazione di Autogrill S.p.a. ha approvato i dati preliminari sui ricavi consolidati per l’esercizio 2019. Il gruppo ha registrato complessivamente ricavi per 4,997 miliardi di euro, +6,4% a cambi correnti (+3,5% a cambi costanti). La crescita like for like dei ricavi è stata del 3,1%.

TRAINATI DAL NORD AMERICA

L’incremento dei ricavi è stato trainato principalmente dal Nord America e dalle nuove aperture in sei aeroporti americani (New York LaGuardia, Dallas Fort Worth, Orlando, Denver, Charlotte e San Jose), Olanda, Norvegia, Vietnam, India ed Emirati Arabi Uniti. In Nord America i ricavi sono stati pari a 2.951 milioni di dollari, in aumento del 4,6% (4,8% a cambi costanti). La netta maggioranza di tali ricavi arriva dagli Stati Uniti (2.719,1 milioni) e in minor parte dal Canada (231,4 milioni, in calo del 23,2% rispetto all’anno precedente per effetto della cessione delle attività del canale autostradale nel Paese). A livello International i ricavi sono stati pari a 647 milioni di euro, in aumento del 10,7% (10,3 a cambi costanti). A fare da traino, qui, il Nord Europa (449,4 milioni).

LIEVE CALO IN EUROPA

In Europa, il progressivo miglioramento della crescita like for like positiva dei ricavi ha in parte compensato l’impatto negativo dell’ottimizzazione della presenza del Gruppo nella regione, all’interno della quale spiccano operazioni come la cessione delle attività in Repubblica Ceca, l’uscita progressiva dal business autostradale Tank & Rast in Germania, la razionalizzazione dei canali non strategici. I ricavi nel Vecchio Continente si sono attestati su 1.714 milioni di euro, con un lieve calo dello 0,4% (0,8 a cambi costanti) rispetto al 2018, ma con performance like for like cresciute dell’1,6%.

MOLTO BENE IL CANALE AEROPORTUALE

Per quanto riguarda i diversi canali, l’aeroportuale ha segnato una crescita dei ricavi del 12,3% (8,1% a cambi costanti), quello autostradale un calo del 4,2% (-5,5% a cambi costanti), gli altri canali una crescita dell’8,2% (+7,5% a cambi costanti), trainata quest’ultima soprattutto dalle nuove aperture nel canale ferroviario in Olanda e dall’acquisizione di Le CroBag in Germania.

NUOVI CONTRATTI E RINNOVI PER 2,8 MILIARDI

Il gruppo ha poi vinto nuovi contratti e rinnovato contratti precedenti per un valore di circa 2,8 miliardi di euro, con una durata media di circa 7 anni. Per l’esercizio 2019, Autogrill si attende un EBITDA underlying, escluso l’impatto del principio contabile IFRS 16, tra €458m e €463m e un utile per azione, escluso l’impatto del principio contabile IFRS 16, tra €0,91 e €0,92. Entrambi i dati rientrano nel range annunciato a giugno 2019 in occasione del Capital Markets Day.

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Poste Italiane inserita nella lista Top Employer Italia 2020

L'impegno del gruppo nel settore delle HR riconosciuto dal Top Employers Institute.

Centotrentamila dipendenti fortunati. Questo sono i lavoratori di Poste Italiane. A stabilirlo è il Top Employers Institute, l’ente certificatore globale dell’eccellenza delle pratiche HR, che ha inserito il gruppo nella lista dei Top Employer Italia 2020. Il Top Employers Institute è stato fondato nel 1991, e dal 2008 opera in Italia. Nel corso della sua storia ha certificato oltre 1.500 organizzazioni in 118 Paesi, con un impatto positivo su 6 milioni di persone.

UNA INDAGINE CON 10 TOPIC HR

La certificazione Top Employers viene attribuita alle imprese che si distinguono per l’impegno a fornire le migliori condizioni di lavoro ai propri dipendenti e per la capacità di attuare Best Practice che mettono le persone al centro. Strumento fondamentale per assegnare la certificazione è l’HR Best Practices Survey, che è imperniato su 10 topic HR: Strategia dei Talenti, Pianificazione della Forza Lavoro, Talent Acquisition, On-boarding, Formazione e Sviluppo, Performance Management, Sviluppo della Leadership, Gestione delle Carriere e Successioni, Compensation & Benefit e Cultura.

UNA CULTURA D’IMPRESA INCLUSIVA

La valorizzazione delle persone è stato uno dei capisaldi su cui Poste Italiane ha fondato la sua strategia ESG (environmental, social and governance). Il gruppo ha promosso una cultura di impresa inclusiva, l’impegno alla salute e alla sicurezza sul lavoro, il sostegno alla genitorialità attiva, l’attenzione alla formazione delle persone e la salvaguardia del loro benessere.

SECONDI NEL WORK-LIFE BALANCE PER UNIVERSUM GLOBAL

Ma la certificazione Top Employer Italia 2020 non è l’unico riconoscimento ottenuto da Poste Italiane in questo suo importante sforzo. Universum Global, società svedese specializzata nell’employer branding, ha inserito il gruppo al secondo posto in relazione al work-life balance. Tale posizione è il risultato dello studio Most Attractive Employers Italy 2019, che ha coinvolto più di 40 mila studenti e neolaureati di 44 università italiane, individuando i datori di lavoro più ambiti in base alle risposte raccolte.

QUARTA IN ITALIA SECONDO FORBES

Anche Forbes ha riconosciuto l’appeal di Poste Italiane tra chi cerca lavoro, inserendola nella sua lista dei “World’s Best Employers 2019”, che individua le prime 500 aziende al mondo per qualità della vita lavorativa. Per il gruppo italiano, anche qui, un secondo posto a livello globale nel settore “Life & Health Insurance” e il quarto complessivo tra tutte le aziende italiane.

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Cosmoprof Bologna, tutto pronto per una 53esima edizione da record

Dal 12 al 16 marzo sono attesi nel capoluogo emiliano tutti i principali attori dell’industria della cosmesi mondiale. Previsti 265 mila visitatori, tremila aziende e 23 padiglioni internazionali.

Oltre 265 mila visitatori, 3 mila aziende e 23 padiglioni internazionali. Nel 2020 torna alla grande il Cosmoprof Worldwide Bologna, noto evento B2B internazionale per l’industria cosmetica in programma dal 12 al 16 marzo 2020 nel quartiere fieristico del capoluogo emiliano. Il tema guida dell’edizione 2020 sarà la visione dell’industria cosmetica 2030: grazie alla collaborazione di partner autorevoli, tra i quali agenzie di trend e design, associazioni e testate giornalistiche internazionali, Cosmoprof ospita installazioni, seminari e iniziative che forniranno suggerimenti e idee per dare forma al Beauty 2030. A fare gli onori di casa alla conferenza stampa di presentazione sono stati Gianpiero Calzolari, presidente di Bologna Fiere, e Renato Ancorotti, presidente di Cosmetica Italia. Presenti anche Ivan Scalfarotto, sottosegretario di stato al ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, e Carlo Ferro, presidente dell’Istituto nazionale per il commercio estero.

UNA FIERA INTERNAZIONALE GIUNTA ALLA 53ESIMA EDIZIONE

“Con i suoi 53 anni di storia, Cosmoprof Worldwide Bologna è ancora oggi un evento unico nel panorama fieristico internazionale”, ha detto il presidente di Bologna Fiere durante la presentazione, “Cosmoprof è un evento di riferimento per operatori e aziende in tutto il mondo: l’evento ha scritto il passato del settore, facilita lo sviluppo presente del mercato, e offre una visione dettagliata e referenziata dell’evoluzione futura”.

PREVISTI OLTRE 265 MILA VISITATORI E 3 MILA AZIENDE

L’edizione 2020 porterà a Bologna oltre 3.000 aziende – più del 70% provenienti dall’estero – e oltre 265.000 visitatori: risultati record, raggiunti con la collaborazione di Cosmetica Italia e con il supporto del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e di ITA – Italian Trade Agency. “L’industria cosmetica è un settore fiorente per l’economia italiana che nell’arco del tempo ha saputo, anche nelle congiunture più complesse, distinguersi per le dinamiche positive e spesso acicliche”, ha aggiunto il numero uno di Cosmetica Italia, “Le previsioni per la chiusura del 2019 segnalano infatti un fatturato globale che tocca gli 11,6 miliardi di euro e in crescita di oltre 2 punti percentuali rispetto all’anno precedente”.

AZIENDE DA TUTTO IL MONDO

Aumenta l’area espositiva dedicata ai Country Pavilion: 23 padiglioni internazionali porteranno a Bologna le piccole e medie aziende beauty da tutto il mondo, svelando il loro esclusivo bagaglio di tradizioni e valori tipici del territorio: Belgio, California, Cina, Brasile, Francia, Germania, Giappone, Grecia, Indonesia, Israele, Corea, Latvia, Polonia, Romania, Spagna, Svezia, Taiwan, Turchia, UK, USA e, per la prima volta, Mongolia, Repubblica Ceca e Russia.

DATE DI APERTURA DIFFERENZIATE

Infine, anche per questa edizione, Cosmoprof Worldwide Bologna ha confermato la suddivisione per target delle date di apertura, aspetto che nel corso delle ultime edizioni ha facilitato la visita degli operatori internazionali. Da giovedì 12 a domenica 15 Marzo 2020, infatti, apriranno Cosmopack e Cosmo|Perfumery & Cosmetics, per favorire gli incontri tra produttori e specialisti della filiera, aziende di prodotto finito, buyer e retailer per i settori Profumeria e Cosmesi, Green & Organic e per Cosmoprime, l’area dedicata alla profumeria di alta gamma.  Da venerdì 13 a lunedì 16 Marzo, spazio ai canali professionali di Cosmo|Hair & Nail & Beauty Salon, con la presenza dei titolari di saloni e centri estetici, hairstylist, acconciatori, onicotecniche e dei distributori specializzati in questi segmenti.

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Bat Italia si conferma al top nella valorizzazione delle risorse umane

La società ha ottenuto la certificazione “Top Employer Italia” per il nono anno consecutivo. Viene rilasciata alle realtà più all’avanguardia per le politiche di gestione del personale.

British American Tobacco Italia si aggiudica un nuovo importante riconoscimento. Per il nono anno consecutivo, infatti, ha fatto sua la certificazioneTop Employer Italia”: un risultato chevede riconosciute, anche per il 2020, le eccellenti performance dell’azienda quando si parla di valorizzazione delle risorse umane.“Attirare nuovi talenti, rafforzare quelli presenti in azienda e consentire ai nostri dipendenti di lavorare in modo sempre più agile: sono questi alcuni degli obiettivi al centro delle attività del dipartimento risorse umane di Bat”, spiega Elena Anfosso, hr director south europe area di Bat, “In quest’ottica, a partire dallo scorso anno, abbiamo introdotto lo smart working perché riteniamo che una modalità di lavoro più agile possa consentire ai nostri dipendenti di bilanciare efficacemente la loro vita lavorativa con quella privata permettendoci, al contempo, di essere un’azienda internazionale sempre più attrattiva per i migliori talenti”.

TOP EMPLOYER: COS’È E CHI LA RILASCIA

La certificazione Top Employer è il risultato di una ricerca svolta con metodologia indipendente e su dati oggettivi, che ha riconosciuto le eccellenze di British American Tobacco nelle condizioni di lavoro offerte ai dipendenti, nelle politiche di sviluppo del talento diffuse a tutti i livelli aziendali e nei piani di gestione delle risorse umane. In particolare, le principali aree di eccellenza in cui Bat Italia ha ottenuto i migliori risultati in ambito HR sono state: pianificazione della forza lavoro, gestione delle carriere, sviluppo della leadership e talent acquisition. Il Top Employers Institute svolge la sua attività di certificazione come ente indipendente in tutto il mondo dal 1991. La Certificazione viene rilasciata solo alle aziende che rispondono ai requisiti della Top Employers HR Best Practices Survey condotta dal Crf Institute, uno strumento di indagine scientifico e oggettivo che prende in esame tutte le aree critiche in ambito HR, quali: condizioni di lavoro e benefit, cultura aziendale, formazione e sviluppo, opportunità di carriera, onboarding, gestione della performance, sviluppo della leadership, politiche retributive e benefits, pianificazione degli organici.

CERTIFICAZIONE OTTENUTA IN ALTRI 17 PAESI

Al prestigioso riconoscimento per l’Italia, BAT somma anche la certificazione Top Employer ottenuta a livello globale e quella sul piano europeo. Quest’ultima viene riconosciuta solo alle multinazionali certificate in almeno 5 Paesi in Europa: in particolare, BAT è stata certificata, oltre che in Italia, anche in altri 17 Paesi europei, ovvero Svizzera, Regno Unito, Irlanda, Ucraina, Turchia, Polonia, Spagna, Austria, Germania, Danimarca, Olanda, Grecia, Russia, Kazakistan, Francia, Romania, Belgio, rispetto ai 16 dello scorso anno. Un riconoscimento che premia in particolare l’area Sud Europa (SEA, South Europe Area) di BAT, guidata dall’Italia, grazie all’analoga certificazione ottenuta anche da Grecia e Spagna.

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“Imprese Vincenti”, Intesa Sanpaolo lancia la seconda edizione

Per accedere al programma dedicato alla valorizzazione delle piccole e medie imprese è necessario autocandidarsi entro fine febbraio.

Tutto pronto per la seconda edizione di “Imprese Vincenti”, il programma di Intesa Sanpaolo dedicato alla valorizzazione delle piccole e medie imprese italiane. La seconda edizione si appresta a partire dopo il grande successo ottenuto dalla prima edizione che sia in termini di partecipazione che di attività avviate con i partner di progetto ha raggiunto ottimi risultati.

Il programma del Gruppo, infatti, ha accompagnato nel 2019 le 120 aziende ‘vincenti’ in percorsi di crescita e sviluppo. E anche per il 2020 si appresta a fare lo stesso con l’obiettivo di sostenere e dare visibilità alle tante aziende che, in tutta Italia, rappresentano un esempio di eccellenza imprenditoriale e del made in Italy.

«Grazie ad Imprese Vincenti abbiamo fatto emergere molti ottimi esempi imprenditoriali presenti nell’economia reale italiana. Con la seconda edizione di questo programma di valorizzazione – ha spiegato Stefano Barrese, Responsabile di Banca dei Territori Intesa Sanpaolo – vogliamo ancora di più accompagnare la crescita di queste PMI campioni del made in Italy e della sostenibilità, che spiccano grazie a strategie evolute, sono radicate al territorio ma capaci di lavorare su orizzonti ampi, valorizzano competenze, sono flessibili e riorientabili in base al mercato. Vogliamo rendere queste PMI sempre più trainanti l’economia, stiamo concentrando progetti e risorse per essere motore della crescita insieme a queste aziende virtuose».

LE NOVITÀ DELL’EDIZIONE 2020

Un focus sui territori e sulle piccole e medie imprese che hanno i numeri per un salto dimensionale, è questa una delle prime novità che “Imprese Vincenti” 2020 metterà in campo dedicando particolare attenzione all’imprenditoria ad impatto sociale, sia profit che non, capace di coniugare performance aziendale e valore per il territorio.

In arrivo news anche per le PMI che verranno invitate a partecipare non più sulla base di categorie industriali predefinite. Il programma, infatti, darà risalto a tutti i fattori di successo dell’impresa che la rendono, sul proprio territorio e in Italia un ‘campione’.

Uno dei criteri guida della selezione, inoltre, sarà la sostenibilità, intesa soprattutto in termini di Environmental Social Governance (ESG) e Circular Economy. Su questi filoni sono previsti anche “menzioni speciali” alle imprese che hanno sviluppato i progetti di maggior valore.

I GRANDI PARTNER DEL PROGRAMMA

“Imprese Vincenti” anche per il 2020 ha rinnovato la partnership tra Intesa Sanpaolo, Bain&Company, ELITE e Gambero Rosso che metteranno a disposizione delle aziende selezionate strumenti di supporto alla crescita. Tra questi advisory dedicati alla comprensione del posizionamento strategico dell’azienda sul proprio mercato di riferimento e all’identificazione di possibili linee guida per lo sviluppo, confronto con la community ELITE e con best practice internazionali, partecipazione a corsi di formazione, workshop o sessioni dedicate su tematiche di carattere strategico.

Quest’anno in campo ci saranno anche dei partner tecnici come Cerved che darà una grossa mano nel rafforzare e facilitare la selezione delle Imprese Vincenti, e Microsoft Italia che accompagnerà le PMI con formazione e servizi di supporto tecnologico per accelerare i percorsi di trasformazione digitale. Presente anche una terza realtà, Tiresia, il centro di ricerca per l’innovazione, l’imprenditorialità e la finanza ad impatto sociale della School of Management del Politecnico di Milano, che collaborerà allo sviluppo delle iniziative all’interno della nuova sezione dedicata alle Imprese sociali. Verranno coinvolte, inoltre, anche altre Università che fungeranno da partner locali come esempi di eccellenza del territorio, innovazione e sviluppo locale.

Confermati inoltre i contributi di Intesa Sanpaolo Forvalue, Intesa Sanpaolo Formazione e Intesa Sanpaolo Innovation Center che accompagneranno i programmi di sviluppo offerti da ‘Imprese Vincenti’.

COME CANDIDARSI

Per candidarsi alla partecipazione al programma le PMI italiane devono compilare il questionario on line su www.intesasanpaolo.com entro il 28 febbraio 2020. Tutte le realtà che si riconoscono nel panorama dell’eccellenza italiana possono auto candidarsi. La selezione è aperta ad imprese clienti e non, sia pubbliche che private, a prevalente capitale italiano e non appartenenti a gruppi multinazionali, che abbiano registrato buone performance economico- finanziarie e che abbiano un fatturato compreso fra 2 e 130 milioni di euro, almeno 10 dipendenti e sede legale in Italia. È importante anche che le piccole e medie imprese abbiano effettuato investimenti nel biennio scorso, siano innovative e che si attengano a principi di sostenibilità, che investano su persone e competenze, che attuino strategie di internazionalizzazione, che operino in rapporto al territorio anche attraverso la rete delle filiere e dei distretti, che si impegnino al rilancio anche attraverso il ricambio generazionale.

Le PMI selezionate saranno invitate a partecipare ad una delle tappe di presentazione che avranno luogo tra aprile e luglio in tutta Italia e che daranno visibilità e voce ai territori ed alle aziende che vi operano.

AD OTTOBRE IL FORUM IMPRESE VINCENTI

Al termine del tour di presentazione del programma, nel mese di ottobre si terrà il ‘Forum Imprese Vincenti’, un appuntamento di rilievo nazionale che proporrà il confronto a più voci sulle tematiche chiave dell’imprenditoria italiana. Le Imprese Vincenti saranno inserite in un Club dedicato, nel quale potranno usufruire di vantaggi esclusivi ed un network di servizi di primo livello.

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Poste scala cento posizioni tra i marchi più influenti al mondo

Lo dice Brand Finance nella sua Global 500: il gruppo guidato da Matteo Del Fante è balzato dal 161esimo al 53esimo posto globale conquistando il massimo brand rating di AAA.

Poste italiane si conferma tra le aziende mondiali più performanti per immagine e reputazione per il secondo anno consecutivo. E lo fa con un risultato migliore rispetto a quello dell’anno precedente, grazie al balzo, di oltre cento posizioni, dal 161° al 53° posto nella graduatoria “Global 500” elaborata da Brand Finance, conquistando il massimo brand rating di AAA. Il gruppo guidato dall’amministratore delegato Matteo Del Fante, grazie soprattutto al miglioramento della valutazione ottenuto nel settore assicurativo, ha superato tutti i competitor compiendo un ulteriore balzo in avanti nella classifica globale tra i 500 trademark per capacità di influenza originata da immagine e reputazione (Brand Strength Index, BSI) salendo sul podio dei brand leader in Italia.

AMBIENTE, TRASPARENZA E INTEGRITÀ SPINGONO POSTE

La classifica globale di Brand Finance mette in fila i 500 trademark mondiali per capacità di influenza originata da immagine e reputazione (Brand Strength Index, BSI). Nel caso di Poste, il miglioramento nell’attenzione all’ambiente e alle tematiche ESG (Environmental, Social, Governance), la qualità della comunicazione, la trasparenza e l’integrità, il netto miglioramento dell’indicatore value for money e della brand financial performance, quest’ultima sostenuta dalle migliorate prospettive di profittabilità (misurate da loyalty, fatturato, margini) sono le componenti che più hanno contributo all’aumento del BSI.

L’ECCELLENZA CERTIFICATA DALLA GLOBAL 500

L’indicatore BSI di Brand Finance, leader mondiale nella valutazione economica dei marchi, misura l’efficacia di immagine e di reputazione rispetto ai competitor e analizza la gestione e gli investimenti diretti e indiretti che influenzano il brand, il ritorno d’immagine e quello economico in relazione al giro d’affari. L’eccellenza certificata nella classifica “Global 500” conferma gli obiettivi e i traguardi raggiunti di recente da Poste Italiane, entrata stabilmente nel novero delle aziende europee che meglio sono riuscite a coniugare i modelli di governance e le politiche di business con l’impegno per la sostenibilità. Poste Italiane è infatti di recente entrata nei benchmark globali di sostenibilità, a cominciare dal FTSE4GOOD Developed e dal FTSE4GOOD Europe, oltre che nell’Euronext Vigeo-Eiris World 120, nel Dow Jones Sustainability Index World e nel più selettivo Dow Jones Sustainability Index Europe.

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Poste Investo Sostenibile, pronto il fondo d’investimento responsabile

Poste Italiane lancia un nuovo prodotto che, nel segno della sostenibilità, propone un’attenzione ai temi ambientali, sociali e di governance

Si chiama Poste Investo Sostenibile ed il nuovo prodotto finanziario di BancoPosta Fondi SGR lanciato, oggi 27 gennaio 2020 a Roma, da Poste Italiane. Un nuovo fondo quello lanciato dal Gruppo guidato dall’ad Matteo Del Fante gestito con una politica di investimento responsabile e dedicato a chi vuole investire dando un occhio di riguardo ai fattori ambientali, sociali e di governance.

Il paniere di titoli su cui il fondo indirizza gli investimenti, ha spiegato Poste Italiane, è infatti selezionato unendo l’analisi finanziaria delle migliori e più sicure opportunità di remunerazione con l’applicazione di stringenti parametri legati al profilo di sostenibilità degli emittenti attraverso la valutazione di fattori ESG.

NEL SEGNO DELLA SOSTENIBILITÀ

Tra l’offerta dei prodotti di risparmio proposti da Poste Italiane si inserisce dunque il nuovo fondo Poste Investo Sostenibile che ben si colloca nel più ampio quadro del percorso che il Gruppo ha intrapreso sui temi della sostenibilità e che ha portato all’ingresso del titolo negli indici Dow Jones Sustainability Indices (DJSI World e DJSI Europe).

Poste Investo Sostenibile si distingue per la presenza di un benchmark composto da indici “sostenibili” perché costituiti da una ristretta platea di titoli selezionati sulla base dei criteri ESG. Ciò permette di rappresentare in modo chiaro, trasparente ed oggettivo l’universo di riferimento del proprio investimento, senza far venire meno la discrezionalità del gestore. Lo spiega bene l’amministratore delegato del Gruppo che parla di contributo importate alla sostenibilità e al suo incremento tenendo fede agli impegni presi nella road map tracciata nel piano che accompagna Poste Italiane fino al 2022. «Nella visione di Poste – ha commentato Del Fante – il settore finanziario può promuovere l’innovazione e sostenere la crescita economica, dando un contributo importante per lo sviluppo sostenibile. Per questo la Finanza Responsabile è uno dei pilastri del Piano Strategico ESG del Gruppo, che identifica obiettivi specifici che tutta l’azienda si impegna a raggiungere in coerenza con gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite e la strategia di business definita dal Piano Deliver 2022. In tale ambito, il tema dell’integrazione di criteri ambientali, sociali e di governance all’interno dei tradizionali processi di investimento, costituisce una delle principali declinazioni delle politiche di sostenibilità aziendale».

TUTTE LE SPECIFICHE SUL NUOVO FONDO

Poste Investo Sostenibile è un fondo bilanciato obbligazionario caratterizzato da un approccio prudente e da un’elevata diversificazione geografica e settoriale. La componente azionaria, diversificata a livello globale, rappresenta in media il 30% del portafoglio e può raggiungere al massimo il 50% dello stesso. La componente obbligazionaria è investita per la maggior parte in titoli governativi e corporate denominati in euro, ma anche in questo caso viene effettuata una diversificazione per cogliere le opportunità dei mercati globali ed in particolare delle società che emettono titoli denominati in dollari. Il nuovo fondo inoltre, in coerenza con la politica di pricing di Poste Italiane, prevede costi competitivi: nessuna commissione di sottoscrizione, nessuna commissione di performance ed una commissione di gestione pari a 1,20% per anno.

UN GRANDE PARTNER

Amundi è il partner selezionato da BancoPosta Fondi SGR per la gestione delegata del fondo. Una partnership importante che vede in campo il primo asset management europeo in termini di masse gestite e tra i primi dieci a livello mondiale. Amundi è attivo, infatti, da oltre 30 anni nel mondo degli investimenti responsabili ed è tra i primi firmatari dei Principi degli Investimenti Responsabili (PRI) nel 2006, gli stessi sottoscritti da Poste Italiane attraverso le società controllate BancoPosta Fondi SGR e Poste Vita.

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Poste Italiane, al via una nuova strategia per l’innovazione

Attivati diversi servizi che propongono soluzioni digitali all’avanguardia, tra questi il Codice Postepay, l’app per gli esercenti

Parte da Londra il nuovo focus strategico sull’innovazione di Poste Italiane. Nella capitale britannica Matteo Del Fante, Amministratore delegato e Direttore Generale del Gruppo, ha infatti presentato ad un evento per investitori il “piano innovazione”, parte integrante del piano Deliver 2022.

Poste Italiane traccia dunque la sua road map delle priorità concentrandosi sugli sforzi di rinnovamento nei prodotti, nei processi e sull’esperienza del cliente per ampliare la sua offerta ai suoi oltre 35 milioni di clienti nei settori finanziario, assicurativo, dei pagamenti, della telefonia e della logistica.

«L’innovazione è indispensabile affinché un’azienda diversificata delle nostre dimensioni rimanga competitiva in un momento in cui i mercati tradizionali stanno per essere rivoluzionati – ha dichiarato l’ad di Poste Italiane – Possiamo gestire al meglio, d’ora in avanti, le esigenze dei nostri 35 milioni di clienti, attraverso investimenti strategici in infrastrutture fisiche e digitali».

«L’innovazione è indispensabile affinché un’azienda diversificata delle nostre dimensioni rimanga competitiva in un momento in cui i mercati tradizionali stanno per essere rivoluzionati – ha dichiarato l’ad di Poste Italiane – Possiamo gestire al meglio, d’ora in avanti, le esigenze dei nostri 35 milioni di clienti, attraverso investimenti strategici in infrastrutture fisiche e digitali».

POSTEPAY LANCIA IL CODICE QR

Parte dalla conosciutissima PostePay la nuova strategia innovativa del gruppo. Con oltre 27 milioni di carte in circolazione e oltre 1 miliardo di transazioni gestite nel 2019 (9M19), la carta leader nel settore dei pagamenti propone Codice Postepay, un’app basata sul codice QR, progettato per gli esercenti. Codice Postepay offre un accesso immediato ai clienti che utilizzano attivamente l’app Postepay per i pagamenti ma anche una serie di funzioni tra cui la geo-localizzazione, l’integrazione nei programmi di fidelizzazione e di engagement di Postepay, inclusi sconti e programmi cash back, nonché trasferimenti di denaro su qualsiasi conto bancario.

«Postepay ha identificato l’opportunità di proporre un’offerta di acquiring completamente digitale, utilizzando i codici QR, e contribuirà ad accelerare la trasformazione dell’Italia dall’utilizzo dei contanti nei pagamenti a soluzioni digitali, utilizzando una tecnologia molto nota nei principali mercati asiatici – ha puntualizzato Marco Siracusano, Amministratore Delegato di PostePay SpA – L’opportunità di accedere alla nostra ampia base di clienti e di beneficiare di una gamma di servizi a valore aggiunto risulta convincente per le PMI italiane, spina dorsale dell’economia».

NOVITÀ PER L’INFRASTRUTTURA IT

Con il Piano Deliver 2022 Poste Italiane mira a modernizzare la sua infrastruttura IT, investendo in modo strategico 2,8 miliardi di euro in piattaforme cloud, gestione dei dati e API (Application Programming Interface). Il Gruppo ha creato, inoltre, un ambiente sicuro di “Open Innovation”, in cui i partner specializzati possono essere integrati per dispiegare rapidamente nuovi servizi a valore aggiunto. All’attivo anche diversi accordi di collaborazione con aziende innovative italiane e internazionali nei settori della logistica, della consegna dell’ultimo miglio, nei servizi finanziari e nei pagamenti con l’intenzione di continuare su questa scia attraverso un investimento di 200 milioni di euro.

Con il Piano Deliver 2022 Poste Italiane mira a modernizzare la sua infrastruttura IT, investendo in modo strategico 2,8 miliardi di euro in piattaforme cloud, gestione dei dati e API (Application Programming Interface). Il Gruppo ha creato, inoltre, un ambiente sicuro di “Open Innovation”, in cui i partner specializzati possono essere integrati per dispiegare rapidamente nuovi servizi a valore aggiunto. All’attivo anche diversi accordi di collaborazione con aziende innovative italiane e internazionali nei settori della logistica, della consegna dell’ultimo miglio, nei servizi finanziari e nei pagamenti con l’intenzione di continuare su questa scia attraverso un investimento di 200 milioni di euro.

NUOVE COLLABORAZIONI

Diverse e tutte innovative le collaborazioni che il Gruppo ha stretto e messo in campo nello scorso anno. Grandi opportunità che hanno dato modo a Poste Italiane di migliorare e intensificare i suoi servizi. «Poste Italiane sta collegando le innovazioni prodotte all’interno, come la nostra soluzione di codice QR Postepay, per guidare con successo la transizione in Italia dai pagamenti in contanti a quelli digitali, con partnership con start-up tecnologiche specializzate, rese possibili dalla nostra nuova piattaforma informatica basata sull’Open Innovation – ha aggiunto Del Fante – Riscontriamo un’opportunità chiara e attuale di capitalizzare sulla credibilità e sulla comprovata esperienza di Poste nel fornire innovazioni all’intera popolazione, per diventare più centrali nel mondo digitale dei nostri clienti».

La partnership con sennder, che utilizza la tecnologia per massimizzare la saturazione e la flessibilità nel trasporto stradale a lungo raggio, ha permesso di gestire quasi 8 milioni di pacchi per Poste Italiane tra il Black Friday e il periodo natalizio. Su queste basi si sta lavorando per applicare la tecnologia all’intera attività di Full Truck Load del Gruppo per ridurre così i costi di 100 milioni di euro all’anno.

Poste Italiane ha lavorato anche insieme a Milkman, una start-up per la consegna a domicilio che mette in campo opzioni di consegna più convenienti e un migliore processo di pagamento. La partnership ha permesso di implementare i servizi di consegna programmata tra Roma, Milano e Torino e presto il servizio sarà esteso ad altre città del Paese.

E ancora l’accordo con Moneyfarm garantisce ai clienti PosteMoney Investimenti un servizio digitale che offre una gestione patrimoniale in ETF con 7 linee di investimento (due delle quali sviluppate esclusivamente per i clienti di Poste Italiane); Tink, invece, supporta Poste Italiane con opportunità provenienti dall’open banking.

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Le sfide della MotoGp arrivano su Dazn

Per le stagioni 2020 e 2021 le competizioni di Moto 2, Moto 3 e MotoGp saranno visibili anche sulla piattaforma di streaming live.

Si apre con una novità il 2020 di Dazn, il primo servizio internazionale di streaming live e on demand interamente dedicato allo sport e presente a oggi in nove Paesi che, a partire da marzo, trasmetterà le gare di Moto 2, Moto 3 e MotoGp per le stagioni 2020 e 2021.

OFFERTA SEMPRE PIÙ MULTISPORT

Non solo il grande calcio in questa nuova stagione, ma anche e sempre di più un’offerta multisport completa che vede nella MotoGp l’ulteriore conferma della volontà di Dazn di essere il punto di riferimento di tutte le passioni sportive degli italiani.

«USEREMO IL NOSTRO SOLITO LINGUAGGIO DIRETTO»

Veronica Diquattro, Executive vice president Southern Europe, ha dichiarato che «non possiamo che essere felici e orgogliosi di questo ulteriore successo che conferma l’impegno di Dazn a essere il punto di riferimento degli eventi sportivi per tutti i tifosi italiani. Le competizioni di MotoGp sono adrenalina pura, emozione e coraggio e noi le racconteremo con il nostro solito linguaggio diretto e immediato che porterà il tifoso al centro della scena».

PREZZO CONFERMATO: 9,99 EURO AL MESE

Prosegue quindi la crescita di Dazn che rende disponibile, sulla sua piattaforma streaming, sempre più eventi sportivi per soddisfare le esigenze e le passioni di un numero crescente di appassionati. L’unica cosa che rimane invariata nel percorso di crescita di Dazn è il prezzo, riconfermato a 9,99 euro al mese.

TRE PARTITE DI SERIE A E TANTO CALCIO INTERNAZIONALE

Con l’ingresso, all’interno del catalogo del servizio streaming Dazn, delle competizioni Moto 2, Moto 3, MotoGp, l’offerta sportiva è cosi composta da tre partite per ogni giornata di Serie A e da tutti i match della Serie B; da alcune tra le migliori competizioni europee – Liga, Ligue 1, Fa Cup, Efl League Cup, Eredivisie e Championship – e sudamericane – Copa Libertadores e Copa Sudamericana -, oltre che da altri campionati internazionali – Major League Soccer (Mls), la J1 League giapponese e la Chinese Super League.

SPORT AMERICANI, BOXE E RUGBY

L’offerta extra calcistica include gli sport americani – Nfl e Mlb, gli sport da combattimento come la boxe e le arti marziali miste (Ufc e Bellator), i motori con World Rally Championship (Wrc), IndyCar, Nascar e Dtm, le principali competizioni europee di rugby (Pro14, Champions Cup e Challenge Cup), la Cev Champions League di pallavolo e i darts.

DISPONIBILI ANCHE I CANALI DI EUROSPORT

Inoltre, su Dazn sono disponibili i canali Eurosport 1 Hd ed Eurosport 2 Hd, che trasmettono alcuni tra i più grandi eventi sportivi al mondo: Giro d’Italia, Tour de France, Vuelta di ciclismo, Australian Open, Roland Garros e Us Open di tennis, Formula E, 24 Ore di Le Mans, campionato WTCR di motori, Serie A ed Eurolega di basket, le principali discipline invernali, i Giochi olimpici. Senza dimenticare InterTV e Milan Channel che consentono di vivere la vita quotidiana delle due grandi squadre milanesi.

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Nasce Cdp Venture Capital: un miliardo per le startup

Enrico Resmini nominato amministratore delegato e direttore generale della società, che opererà come Fondo Nazionale per l'Innovazione. La presidenza a Francesca Bria.

L’assemblea di Invitalia Ventures, la Sgr controllata al 70% da Cdp Equity e al 30% da Invitalia che si occupa degli investimenti nel capitale di rischio di startup e Pmi ad alto contenuto innovativo, ha modificato il nome della società in Cdp Venture Capital e ha nominato i membri del consiglio di amministrazione. Per il ruolo di presidente è stata scelta Francesca Bria, mentre Enrico Resmini sarà amministratore delegato e direttore generale. La dotazione della Sgr, che opererà come Fondo Nazionale per l’Innovazione, è di 1 miliardo di euro.

Nel board, che rimarrà in carica fino all’approvazione del bilancio al 31 dicembre 2022, oltre a Bria e Resmini siedono anche Pierpaolo Di Stefano, Marco Bellezza, Isabella de Michelis di Slonghello, Lucia Calvosa, Antonio Margiotta, Andrea Francesco Cardamone e Sergio Luciano Buonanno.

Cdp Venture Capital rappresenta un elemento fondamentale del piano industriale 2019-2021 di Cdp e nasce per accelerare la crescita dell’ecosistema del venture capital italiano. L’intento è di portarlo – per dimensione dei capitali investiti e per numero e qualità degli operatori presenti – al livello dei migliori Paesi europei, nonché delle principali economie comparabili.

Cdp Venture Capital, in particolare, si pone i seguenti obiettivi:

  • ampliare gli investimenti diretti e indiretti, favorendo anche la nascita di nuovi gestori che investano in startup nelle varie fasi di sviluppo, dal segmento dell’early stage al segmento del growth capital;
  • promuovere la nascita di nuovi strumenti di investimento che facilitino ad esempio i processi di trasferimento tecnologico da università/istituti di ricerca, nonché il coinvolgimento attivo delle imprese italiane attraverso il corporate venture capital.

La nuova società sosterrà la crescita complessiva del mercato del venture capital promuovendo e facilitando la connessione tra gli investitori nazionali/internazionali e le startup, e creando momenti di condivisione ed educazione sulle opportunità e le sfide del settore.

Infine, favorirà il contatto tra le startup e le aziende partecipate dal gruppo Cdp, ampliando le opportunità di sbocco a clienti e mercati per le nuove imprese, e offrendo alle grandi aziende italiane occasioni di accesso agli operatori maggiormente orientati all’innovazione.

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Terna, ecco l’app che tiene sotto controllo i consumi elettrici

Un milione di dati accessibili a tutti. Uno sforzo di trasparenza che il gruppo ha voluto mettere a disposizione di autorità e cittadini per un servizio più efficiente e sostenibile.

Un milione di dati a portata di smartphone consultabili da tutti. È quello che permette di fare la nuova applicazione di Terna, progettata appositamente per avere informazioni e tenere sotto controllo in tempo reale tutto quello che succede alla rete elettrica nazionale. È stata presentata lo scorso 16 dicembre a Roma in occasione del consueto incontro di auguri di Natale con gli organi di informazione. Con la nuova app si potranno quindi consultare numeri costantemente aggiornati su fabbisogno, generazione e trasmissione di elettricità, le fonti rinnovabili, i flussi di scambio commerciale con l’estero e una sezione dedicata con tutte le news e i comunicati stampa di Terna.

UNO SFORZO PER LA TRASPARENZA

La nuova app si inserisce in un piano di trasparenza e dialogo che Terna sta portando avanti con i territori, come ha ricordato Ferraris: «A oggi abbiamo raggiunto i 400 incontri con le comunità, le istituzioni e i comitati. Dovremmo continuare a insistere su questi, perché andiamo in casa di altri e dobbiamo quindi spiegare cosa facciamo». La realizzazione di questa app arriva al termine di una serie di altri progetti di data sharing: da quello sull’evoluzione del mercato elettrico dal 2000 in poi, a quello sull’avifauna e ancora la nuova piattaforma digitale Transparency Report. La maggiore trasparenza per Terna è un obiettivo da raggiungere, nell’ambito di una strategia aziendale che nel 2019 ha tracciato un periodo di svolta verso la decarbonizzazione: «Ormai da due anni e mezzo», spiega ancora Ferraris, «il piano investimenti discende da uno studio di evoluzione del sistema, della generazione e dei consumi per aiutare le autorità. Per noi gli interventi a 360 gradi passano attraverso quattro capisaldi: lo sviluppo delle rinnovabili, il ridimensionamento del termoelettrico, lo sviluppo attività di stoccaggio, investimenti nella rete. Sarà essenziale non perdere nulla di ciò che viene prodotto, perché è molto importante avere migliaia di megawatt aggiuntivi in stoccaggio».

TECNOLOGIA ALL’AVANGUARDIA PER VISUALIZZARE I DATI

L’app di Terna, che è già disponibile su App Store e Google Play, mette disposizione per la prima volta i suoi dati sull’esercizio del Sistema Elettrico Nazionale: un contenuto quindi non più rivolto solo a una ridotta platea di tecnici o specialisti ma anche a un pubblico più ampio come giornalisti, analisti, amministratori, semplici curiosi. Si tratta di uno strumento realizzato mettendo insieme vari strumenti tecnologici all’avanguardia: infatti, fanno sapere dalla società, la app di Terna è al momento lo strumento digitale più avanzato tra i Tso europei che hanno già sviluppato analoghi contenuti. Rispetto alle app di Rte (Francia) e National Grid (Uk), infatti, quella di Terna consente di visualizzare e consultare un numero più elevato di dati e con maggior dettaglio, oltre a una maggior quantità di grafici interattivi.

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Terna, parte il restyling sostenibile della rete elettrica di Firenze

Siglato l’accordo con il Comune per un piano di interventi che prevede investimenti per 19 milioni di euro al 2023. Porterà benefici elettrici e ambientali al capoluogo toscano.

Nuovi cavi interrati per 15 chilometri, demolizione di vecchi tralicci e disponibilità di nuove infrastrutture elettriche predisposte per la posa di fibra ottica. Ma non solo: anche una stretta collaborazione tra Terna e Comune di Firenze per l’elettrificazione del trasporto pubblico e privato. È quanto prevede il piano di interventi presentato lo scorso 6 dicembre dal sindaco di Firenze, Dario Nardella, e dall’amministratore delegato di Terna, Luigi Ferraris, per la razionalizzazione della rete elettrica nell’area di Firenze, finalizzata alla sua sicurezza, efficienza e sostenibilità. «La valorizzazione dei territori è al centro dell’impegno di Terna», ha dichiarato Luigi Ferraris, amministratore delegato di Terna, «e gli interventi di riassetto della rete elettrica presentato oggi è la conferma della nostra attenzione alla sostenibilità delle opere e al patrimonio artistico dei territori dove interveniamo. Il piano che ci impegniamo a realizzare, in stretta collaborazione con il Comune di Firenze, ci permetterà di demolire un grande numero di tralicci adottando soluzione tecnologiche all’avanguardia finalizzate alla più alta sostenibilità ambientale e sociale».

UN PIANO DA 19 MILIONI DI EURO PER IL PERIODO 2019-2023

Il piano di interventi, che prevede investimenti complessivi per 19 milioni di euro nel periodo 2019- 2023, intende portare importanti benefici elettrici e ambientali nell’area di Firenze: a fronte della realizzazione di circa 15 km di nuove linee in cavo interrato, sarà infatti possibile demolire circa 20 km di vecchi elettrodotti e 78 tralicci, restituendo così territorio libero da infrastrutture elettriche. Una volta conclusi gli interventi, Terna potrà anche rendere disponibile circa 11 km di infrastrutture elettriche predisposte per la posa di fibra ottica da utilizzare nell’ambito dei progetti di cablatura in corso nel capoluogo toscano. Tra i principali interventi che Terna vuole realizzare ci sono un nuovo tratto interrato per la linea 132 kV Cabina Primaria Cascine – Cabina Primaria Rifredi, un nuovo tratto interrato per la linea 132 kV Cabina Primaria San Lorenzo a Greve – Peretola, una variante linea 132 kV Stazione Elettrica Casellina – Cabina Primaria Cascine e, infine, un ulteriore tratto interrato per la linea 132 kV Stazione Elettrica Tavarnuzze – San Lorenzo a Greve.

NUOVI PROGETTI DI MOBILITÀ SOSTENIBILE PER FIRENZE

Per la realizzazione degli interventi previsti, il Comune di Firenze e Terna hanno attivato le più avanzate modalità di collaborazione che porteranno a una stretta e piena partecipazione delle Istituzioni locali e della popolazione nella definizione delle azioni sul territorio. Infine, Terna e il Comune di Firenze studieranno congiuntamente interventi di mobilità sostenibile attraverso lo sviluppo di progetti per l’elettrificazione del trasporto pubblico o privato. «Questo piano ha un grande vantaggio estetico di qualità per il nostro contesto paesaggistico», ha commentato il sindaco Nardella, «Con questo investimento, che è il primo di questo genere nella storia di Terna a Firenze, facciamo scomparire alcuni alti e brutti tralicci dell’elettricità e i fili aerei perché tutto passerà sottoterra. L’immagine di Firenze migliorerà sempre di più e credo che i cittadini saranno molto contenti, soprattutto quelli che abitano nei pressi dei grandi tralicci che saranno eliminati. Inoltre, aggiungiamo anche maggiore sicurezza».

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Intesa Sanpaolo in campo per uno sviluppo sostenibile e inclusivo

Un’intera giornata dedicata alla sostenibilità e ai progetti messi in campo per uno sviluppo sostenibile e inclusivo insieme a tante altre iniziative da coltivare e attivare. È con queste premesse che si è svolto, oggi a Milano, l’incontro "Intesa Sanpaolo motore per lo sviluppo sostenibile e inclusivo”, l’ormai tradizionale appuntamento promosso dal Gruppo bancario dedicato alla rendicontazione dei risultati e alla presentazione dei suoi progetti in materia di sostenibilità.

Da sempre Intesa Sanpaolo si impegna in filantropia, cultura, accesso al credito, ambiente, temi che oggi sono inseriti tra gli obiettivi del Piano di Impresa e che per questo stanno sempre più diventando il modus operandi della Banca in modo trasversale e a ogni livello. Alla base di tutto la convinzione, più volte espressa dal CEO Carlo Messina, che la crescita economica del Paese, e di conseguenza della sua principale Banca, passi anche attraverso la riduzione delle disuguaglianze e uno ‘sviluppo sostenibile e inclusivo’.  Nel corso dell’evento Messina ha anche annunciato che Intesa Sanpaolo è pronta a mettere la propria forza a disposizione del Paese, essendo in grado di garantire 50 miliardi per investimenti nella green economy sui 150 miliardi possibili in Italia secondo le stime nell’ambito dei mille miliardi complessivi del ‘green new deal’ europeo.

All’incontro sono intervenuti, oltre ai vertici della Banca, Paola Pisano, Ministro per l’Innovazione, Rob Kapito, Presidente di BlackRock, e i partner di numerosi enti e imprese con cui Intesa Sanpaolo lavora per raggiungere gli obiettivi in questi ambiti.

I RISULTATI

Grandi numeri sono quelli che descrivono l’azione messa in campo dalla Banca tra il 2018 e il 2019. Un programma strutturale di attività su tutto il territorio italiano. Non solo green economy e sostenibilità con ben 63 progetti trasformativi e innovativi per PMI e grandi aziende, finanziati per circa 760 milioni di euro a valere sul plafond circular economy da 5 miliardi di euro, 2 miliardi erogati nella green economy e 75 progetti finanziati con Green Bond che hanno portato al risparmio di 353 mila tonnellate di emissioni di CO2 ma azioni che puntano ad una maggiore coesione sociale e a ridurre le disuguaglianze.

Sono infatti 8,7 i milioni di pasti distribuiti e 519 mila i posti letto messi a disposizione e 131 mila i farmaci e 103 mila gli indumenti distribuiti tramite associazioni caritative. E poi ci sono le donazioni sulla piattaforma For funding per 170 progetti non profit che si associano al Fondo di beneficenza in capo alla Presidenza Intesa Sanpaolo che ha coinvolte ben 400 mila beneficiari.

Intesa Sanpaolo in questo percorso non ha trascurano la formazione. Grazie al prestito ‘per Merito’ da fine febbraio 2019 ad oggi sono stati finanziati 3.240 studenti universitari e 524 atenei e scuole di alta formazione. E ancora ben 15 mila studenti sono stati sostenuti con prestiti per gli studi per un valore complessivo di 171 milioni di euro. Infine, non da meno, il programma Giovani e lavoro che ha coinvolto 9,3 mila ragazzi tra i 18 e i 29 anni e oltre mille aziende con 80% di assunzioni andate a buon fine.

LA CULTURA

Anche nella cultura, la Banca stabilisce un primato. Con l’annuncio dell’apertura nel 2022 di un quarto museo delle Gallerie d’Italia a Torino dopo quelli di Milano, Napoli e Vicenza, Intesa Sanpaolo diventa il primo Gruppo bancario al mondo ad avere quattro musei aperti al pubblico che espongono collezioni permanenti e che offrono una programmazione di mostre con propri progetti scientifici originali. Nel 2019, infatti, sono state 18 le mostre di realizzazione propria nelle tre sedi di Milano, Napoli, Vicenza con 500 mila visitatori. Tra queste Canova | Thorvaldsen alle Gallerie d’Italia è stata tra le mostre più visitate in Italia con 100 mila visitatori in due mesi.

ACCESSO AL CREDITO

Nel corso dell’evento sono state presentate anche due nuove iniziative per l’accesso al credito rivolte alle madri lavoratrici o imprenditrici e alle persone che hanno difficoltà a raggiungere la pensione. È stato proprio il CEO di Intesa Sanpaolo ad annunciare e delineare i due progetti: “L’impatto è donna: diamo fiducia e opportunità alle donne, vicine e lontane” e “Diritto alla pensione”. Parliamo di prestiti ad alto impatto sociale che aiutano l’accesso al credito per chi è sprovvisto dei requisiti previsti secondo i criteri convenzionali. Le due iniziative rientrano nell’attività del Fondo d’Impatto di 250 milioni di euro che raccoglie l’eredità dell’esperienza di Banca Prossima, oggi incorporata nel Gruppo e che permette di concedere prestiti per un totale di 1,25 miliardi di euro. «Intesa Sanpaolo è fortemente impegnata nel suo ruolo di motore dell’economia reale e sociale del Paese, dando un contributo concreto per non lasciare indietro nessuno – ha spiegato Carlo Messina, CEO e Consigliere Delegato di Intesa Sanpaolo – Essere una delle banche più solide e profittevoli in Europa ci dà la possibilità di mettere a disposizione strumenti innovativi ed efficaci che restituiscano fiducia nel futuro anche a chi è in difficoltà. Il Fondo d’impatto è un tassello molto importante nella strategia annunciata due anni fa con il Piano di Impresa di essere la prima Impact Bank al mondo, attraverso diversi progetti coordinati tra loro e rivolti a giovani, famiglie e imprese, con una ricaduta positiva e inclusiva sulla società nel suo complesso».

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Poste Italiane sostiene le celebrazioni per i 700 anni di Dante Alighieri

Il gruppo guidato dall’ad Del Fante offrirà il suo contributo in ricordo del Sommo Poeta alle iniziative previste nel 2021 in 70 Comuni italiani, in coerenza con gli impegni per il territorio annunciati ai sindaci d’Italia ad ottobre scorso.

Poste Italiane offrirà il suo sostegno in occasione delle celebrazioni per i 700 anni dalla scomparsa di Dante Alighieri, padre della lingua italiana e uno dei più importanti simboli dell’Italia nel mondo, previste nel 2021.

LA CERIMONIA AL MINISTERO DELLA CULTURA

Il contributo dell’azienda per sostenere la memoria e l’opera del Sommo Poeta in tutta Italia è stato annunciato dall’amministratore delegato, Matteo Del Fante, al ministro per i beni e le Attività Culturali e per il Turismo, Dario Franceschini, nel corso di una cerimonia svoltasi presso la Sala Spadolini del Ministero.

FRANCESCHINI: «LA PRIMA GRANDE AZIENDA ITALIANA AD IMPEGNARSI»

«Poste Italiane», ha commentato il ministro Franceschini, «è la prima delle grandi realtà nazionali a impegnarsi nelle celebrazioni per i 700 anni dalla morte di Dante Alighieri che nel 2021 vedranno impegnato l’intero Paese nel ricordare uno dei padri della nostra lingua. Il sostegno di Poste ai piccoli comuni per il recupero di effigi e monumenti danteschi è emblematico di quanto sia diffuso l’amore verso un poeta universale tradotto in tutto il mondo. Questo primo passo inaugura una positiva collaborazione tra pubblico e privato in questa importante ricorrenza, alla quale sta lavorando da tempo il Comitato Nazionale presieduto da Carlo Ossola che nei prossimi mesi sarà chiamato a valutare gli oltre 320 progetti pervenuti».

DEL FANTE: «FIGURA CULTURALE PIÙ IMPORTANTE D’ITALIA»

«Dante Alighieri», ha detto Del Fante, «è probabilmente la figura culturale più importante per la storia del nostro Paese ed esprime ancor oggi, e probabilmente lo farà in futuro per l’intera Europa, un baluardo culturale che non ha pari. Dunque non potevamo non cogliere l’occasione, sollecitata dal ministro Franceschini, di collaborare alle iniziative che il nostro Paese metterà in campo per ricordare la memoria e la rilevanza, oggi ancor più che mai attuale, di Dante».

IL SOSTEGNO AI COMUNI

Per meglio contribuire al successo delle celebrazioni in programma nell’anno venturo, Poste Italiane ha selezionato 70 Piccoli Comuni, che a diverso titolo sono collegati alle vicende artistiche e alla vita dell’Alighieri, tra quanti hanno richiesto un sostegno per poter realizzare iniziative specifiche, possiedono opere, sono citati nelle vicende della Divina Commedia, o sono legati alla vita avventurosa del poeta. La partecipazione di Poste Italiane alle iniziative per l’anniversario della scomparsa dell’Alighieri è parte del programma presentato in occasione del secondo incontro con i sindaci d’Italia, organizzato nell’ottobre scorso a Roma, nel corso del quale Del Fante aveva annunciato l’introduzione di nuovi servizi dedicati alle realtà locali con meno di 5 mila abitanti, rinnovando il dialogo diretto e permanente sulle esigenze specifiche del territorio. Accogliendo uno specifico invito rivoltogli dal ministro Franceschini a conclusione di quella giornata, Del Fante aveva preannunciato che Poste Italiane avrebbe offerto il suo contributo per realizzare un memorabile 2021 di celebrazioni.

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Export, il made in Italy continuerà a tirare anche in futuro

Il rapporto di Sace Simest rivede al ribasso le stime al 3,2% per il 2019. Nonostante il peggioramento del quadro globale, le vendite di beni all’estero nel 2021-22 dovrebbero crescere del 3,7% nella media dei due anni.

Il Made in Italy regge bene, nonostante un rallentamento dovuto al peggioramento del quadro economico mondiale. È questa la fotografia scattata dal Rapporto Export Update 2019-2022, a sei mesi di distanza dalla pubblicazione del Rapporto Export 2019-2022 che aveva evidenziato come il futuro delle imprese italiane passasse ancora dai mercati esteri. Il documento, realizzato da Sace Simest, società del gruppo Cassa depositi e prestiti, in collaborazione con Oxford Economics, prevede le esportazioni italiane in aumento del 2,8% nel 2020 con un’accelerazione nel 2021 e 2022 a un ritmo medio del 3,7% annuo. La lieve correzione al ribasso dell’export italiano di beni nel 2019 (passata da 3,4% al 3,2%) secondo gli esperti di Sace Simest è dovuta anche all’inasprimento della politica commerciale dell’amministrazione Trump.

DOMANDA DI MACCHINARI IN AFRICA, ASIA E AMERICA LATINA

L’Ufficio Studi di Sace Simest prevede nei prossimi anni performance positive per il settore dei macchinari (+4,2% nel 2020 e +4,4%, in media, nel biennio 2021-22) sia nei principali mercati di destinazione quali Cina, India, Spagna, Stati Uniti e Russia, sia in diverse geografie meno battute in Africa Subsahariana, Asia e America Latina. Più nel dettaglio, in Angola c’è domanda di macchinari industriali e agricoli, coerentemente con la strategia del governo che prevede investimenti in questo settore. In Ghana e Kenya ci saranno opportunità per gli esportatori italiani di macchinari per la trasformazione alimentare e nei comparti minerario e dell’oil&gas.

CHIMICA: OCCASIONI NEL MERCATO CINESE E INDIANO

Gli esportatori italiani del settore, i cui fatturati all’estero sono previsti avanzare dell’1,8% nel 2020 e del 3,6% in media nel biennio 2021-22, potrebbero essere ripagati da strategie e azioni mirate in Cina e India. Nel Paese del Dragone, il comparto della farmaceutica, anche biotech, offre le prospettive più interessanti. Ma anche il mercato indiano ha potenzialità rilevanti, in particolare per alcune novità di interesse per le nostre imprese introdotte dal governo: da un lato, la possibilità per le aziende straniere di effettuare investimenti diretti al 100%; dall’altro, la riduzione dei dazi dal 14% al 10% sull’import dei prodotti chimici. Nuove opportunità di business andranno inoltre ricercate nel comparto farmaceutico.

FERRO E ACCIAIO A GONFIE VELE IN BRASILE

Le esportazioni italiane cresceranno del 2% nel 2020 e, mediamente, del 3,9% nei due anni successivi. Tra i mercati da tenere sotto osservazione vi è il Brasile: sulla scia di un percorso di crescita iniziato nel 2017, infatti, l’export italiano nel settore – in particolare di ferro e acciaio – destinato al Paese sudamericano dovrebbe proseguire la buona dinamica, guidato dall’espansione infrastrutturale del Paese. Per ragioni simili, prospettive favorevoli anche in Marocco, economia interessata da un vasto numero di opere per l’ammodernamento del Paese.

ABBIGLIAMENTO: FARO SU SUD COREA E GIAPPONE

Le vendite di prodotti italiani (+2,9% per il prossimo anno e +3,3%, in media nel biennio successivo) potranno trarre vantaggio dalle evoluzioni positive attese in Corea del Sud, un’economia caratterizzata da una base di consumatori urbani e benestanti con gusti sempre più ricercati. In questo contesto, permarranno buone opportunità per i marchi dell’alta gamma e ne emergeranno di nuove anche in altri comparti, ad esempio quello sportivo, e segmenti di nicchia, quale quello dei prodotti in cashmere. La moda Made in Italy troverà terreno fertile anche in Giappone il cui mercato è dinamico sia nel comparto abbigliamento sia in quello delle calzature. Le imprese italiane dovranno inoltre tenere conto dell’aumento dell’Iva varato dal Governo giapponese lo scorso 1 ottobre.

LEGNO E MOBILI ANDRANNO FORTE IN INDONESIA

La crescita delle esportazioni è prevista al 2,9% nel 2020 e al 3,6% medio nei due anni seguenti. Oltre a Paesi più noti, quali gli Stati Uniti, dove il design italiano continua a riscontrare forte apprezzamento, si dovrà intercettare la domanda proveniente da Paesi emergenti, come ad esempio l’Indonesia, la cui spesa per arredamento e casa rappresenta il 5% della spesa delle famiglie. La categoria mobili e arredamento cresce a un tasso medio annuo dell’8,9%, supportata dai bassi livelli di indebitamento delle famiglie e dal crescente accesso al credito. Il Made in Italy è particolarmente apprezzato dai consumatori indonesiani di fascia alta per i suoi caratteri distintivi: lusso, artigianalità e gusto esclusivo.

FOOD: PROSPETTIVE ROSEE DAL 2021

L’export italiano nel 2020 sarà più dinamico per la componente alimentare (+2,2%;), ma meno per quella dei prodotti agricoli (+0,5%). Dal 2021-22, le prospettive torneranno rosee per entrambi i comparti: rispettivamente, +3,9% e +2,9%, in media. Tra le destinazioni più promettenti vi è la Francia. L’attenzione sarà sui prodotti alimentari sani e biologici. Andranno bene i prodotti ittici, nonché piatti pronti o congelati, spinti dalla crescita di famiglie composte da una persona che vogliono alimenti facili da preparare. In Giappone i consumatori stanno imparando ad apprezzare il vino, che beneficia anche dell’eliminazione dei dazi a seguito dell’accordo siglato con l’UE. Mentre in Russia cresce l’appeal della birra artigianale.

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Autogrill, la controllata Usa ottiene un nuovo contratto da 186 milioni

Sarà della durata di 10 anni e completerà la nuova food hall all’interno dell’areoporto internazionale Fort Worth di Dallas.

L’anno inizia con un ricco contratto da 186 milioni di dollari negli Stati Uniti per il gruppo Autogrill. Infatti, la controllata HMSHost Corp., in partnership con Java Star Inc. e F. Howell Management Services Ltd., si è aggiudicata in Texas un nuovo contratto della durata di 10 anni per completare la nuova food hall all’interno dell’aeroporto internazionale Fort Worth di Dallas (DWF). Una volta realizzata, la nuova food hall offrirà ai clienti in viaggio un’esperienza gastronomica ancora più ricca e diversificata. Questo contratto completa la presenza di HMSHost Corp. a Dallas dove era già operativa presso gli aeroporti di Love Field e Fort Worth. Tuttavia, non finisce qui perché nuove aperture ci sono state anche in Florida, presso l’Aeroporto Internazionale Fort LauderdaleHollywood International Airport, dove HMSHost Corp. ha inaugurato nuovi ristoranti, andando così ad arricchire l’offerta gastronomica per i viaggiatori, con particolare attenzione ai sapori locali ma portando anche brand conosciuti in tutto il mondo.

SI AMPLIA LA PRESENZA IN NORD AMERICA

Con gli ultimi contratti, la presenza internazionale di Autogrill in Nord America si sta ulteriormente ampliando. Con la controllata HMSHost, infatti, è presente in oltre 80 location di viaggio, gestendo un vastissimo portafoglio dei migliori brand riconosciuti a livello mondiale (come Starbucks Coffee, Burger King, Pizza Hut e, tra i più recenti accordi, Shake Shack). Mentre in Nord Europa e Asia Pacific il gruppo opera tramite HMSHost International. Nel 2016 HMSHost ha acquisito le attività di CMS (Concession Management Services) per rafforzare la propria posizione di leader dei servizi di ristorazione aeroportuale in Nord America, in particolare negli scali aeroportuali di Los Angeles e Las Vegas.

LA CONTROLLATA AMERICANA FATTURA 2,8 MILIARDI DI DOLLARI

Nel 2018,  Autogrill ha conseguito ricavi pari a circa 4,7 miliardi di euro e il canale aeroportuale ha rappresentato il principale canale di attività per il gruppo, generando circa il 58% dei ricavi totali, con una presenza diffusa in Nord America e in Europa e Asia. HSMHost Corp., nel solo Nord America, ha registrato un fatturato di oltre 2,8 miliardi di dollari: forte della sua presenza capillare sul territorio e del mix esclusivo di brand locali, regionali e internazionali.

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Cosmofarma: siglato nuovo accordo strategico tra Fofi, Federfarma, Fondazione Cannavò e Utifar

L'obiettivo è rendere Cosmofarma un’opportunità irrinunciabile nel panorama delle fiere internazionali di settore.

Un accordo strategico per dare ulteriore forza a Cosmofarma, la manifestazione leader a livello europeo dedicata al mondo della farmacia. Lo ha annunciato il 10 gennaio 2020 Bos (BolognaFiere Cosmoprof – Senaf), durante una conferenza stampa congiunta, tenutasi a Milano presso l’Ordine dei Farmacisti delle Province di Milano, Lodi e Monza Brianza.

COSMOFARMA: UN’OPPORTUNITÀ IRRINUNCIABILE

Dall’unione tra Fofi (Federazione Ordini farmacisti italiani), Federfarma (Federazione nazionale dei titolari di farmacia italiani), Fondazione Francesco Cannavò e Utifar (Unione tecnica italiana farmacisti) è nata la volontà di rendere Cosmofarma un’opportunità irrinunciabile nel panorama delle fiere internazionali di settore, un’occasione di aggiornamento, confronto e discussione per gli operatori del comparto, in un contesto normativo come quello farmaceutico in costante evoluzione.

Gianfranco Ferilli (Bos)
Gianfranco Ferilli, amministratore delegato di Bos Srl

FERILLI (BOS): «QUESTA PARTNERSHIP HA UN’IMPORTANZA STRATEGICA»

«Questa partnership – ha spiegato Gianfranco Ferilli, amministratore delegato di Bos Srl – assume un’importanza strategica i partner insieme daranno ulteriore sostanza e slancio a una manifestazione che, da sempre, è la vetrina aggiornata di quanto accade nel mondo della farmacia e rappresenta un punto di riferimento per tutti gli operatori di questo settore».

Andrea Mandelli (presidente Fofi)
Andrea Mandelli, presidente Fofi

MANDELLI (FOFI): «VOGLIAMO RIAFFERMARE I VALORI DELLA PROFESSIONE»

È dello stesso avviso anche Andrea Mandelli, presidente di Fofi: «Cosmofarma è da sempre un momento di incontro importante per la farmacia italiana e per i colleghi che operano sul territorio, una manifestazione che suscita interesse in tutto il sistema salute italiano. La partecipazione e il patrocinio, da quest’anno, della Federazione degli Ordini dei farmacisti italiani nascono dalla nostra politica mirata a essere sempre al fianco di tutte le componenti del nostro mondo, per riaffermare i valori della professione, la sua spinta al cambiamento e al confronto con tutti gli attori del comparto. Sono certo che la collaborazione tra Federfarma, Fondazione Cannavò, e Utifar sarà fondamentale per aggiungere nuovi contenuti, al di là dell’aspetto espositivo, a questa manifestazione».

COSSOLO (FEDERFARMA): «OCCORRE OPERARE PER UNA FARMACIA SEMPRE PIÙ LEGATA AL TERRITORIO»

«Sono pienamente soddisfatto di quest’accordo, che segna un momento decisivo nella storia di Cosmofarma – ha detto Marco Cossolo, presidente di Federfarma. Tutte le componenti del settore hanno deciso di unire le forze per imprimere una svolta alla manifestazione che ormai da anni rappresenta un appuntamento irrinunciabile per la Farmacia italiana. Ampliando l’offerta culturale con convegni e incontri mirati, l’evoluzione di Cosmofarma ben si accorda con l’obiettivo di Federfarma, Fofi, Fondazione Cannavò e Utifar di operare congiuntamente per una farmacia sempre più legata al territorio e capace di rispondere efficacemente alle esigenze di salute di una popolazione che sta vivendo un profondo cambiamento».

Marco Cossolo, presidente Federfarma

D’AMBROSIO LETTIERI: «CI IMPEGNEREMO PER ACCRESCERE IL PATRIMONIO DI SAPERI E COMPETENZE»

«La Fondazione Cannavò è convinta partner di Federfarma e UTIFAR nella realizzazione, con il patrocinio della FOFI, di un’iniziativa che rappresenta un consolidato momento di utile confronto – ha spiegato Luigi D’Ambrosio Lettieri, presidente Fondazione Francesco Cannavò – in particolare oggi che la professione e la farmacia italiana, quale presidio sanitario polifunzionale del territorio, sono chiamati a svolgere ruolo e funzioni strategiche per la tutela della salute e la sostenibilità del sistema sanitario, coerentemente con la mission della Fondazione Cannavò, che è nata per valorizzare sotto tutti gli aspetti la nostra professione, ci impegneremo a dare il nostro contributo soprattutto sui temi tecnici e scientifici, per accrescere il patrimonio di saperi e competenze necessari al farmacista per affrontare le sfide sempre più impegnative della nuova governance sanitaria e delle politiche del welfare».

LEOPARDI (UTIFAR): «IL FARMACISTA SI OCCUPERÀ ANCHE DI OFFRIRE SERVIZI»

«La collaborazione tra Utifar, Fofi, Federfarma e Fondazione Cannavò con Cosmofarma, rappresenta un importante valore aggiunto per consolidare il ruolo di rilievo della manifestazione, teatro di idee feconde per il nostro settore – ha detto Eugenio Leopardi, presidente di Utifar – in un momento di grande evoluzione della farmacia, in cui il farmacista, oltre alla dispensazione di farmaci e consigli, si occuperà anche di offrire servizi, la sinergia tra queste importanti sigle della categoria, certamente fornirà il giusto indirizzo, attraverso un appropriato programma scientifico, che accompagnerà la vision delle più importanti novità del settore».

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Terna, con l’hub di Milano si progetta la rete elettrica intelligente

Dopo Torino e Napoli, vede la luce l’innovation hub del capoluogo lombardo. Avrà due laboratori: uno si occuperà di advanced analytics e l’altro servirà a condurre sperimentazioni.

Dopo quelli di Torino e Napoli, il gruppo Terna apre un innovation hub anche a Milano. È stato inaugurato lo scorso 17 dicembre, presso la sede Terna di Pero, alla presenza dell’assessora alla Trasformazione Digitale del Comune di Milano Roberta Cocco, del membro del collegio dell’Arera Stefano Saglia e della presidente di Terna Catia Bastioli. L’Innovation Hub di Milano si muoverà in ambito «Analytics & Energy Systems», per sviluppare strumenti e competenze per una gestione della rete elettrica sempre più intelligente attraverso l’elaborazione e l’interpretazione di dati e lo sviluppo di algoritmi e strumenti avanzati di simulazione e previsione.

DUE LABORATORI PER INNOVAZIONE A ANALISI AVANZATA

L’hub di Milano si articolerà in due distinti laboratori: uno dedicato all’Energy Tech, per abilitare i progetti di innovazione del system operator e condurre sperimentazioni e uno focalizzato sugli Advanced Analytics, per interagire con startup e aziende innovative in un ambiente appositamente realizzato. «L’obiettivo è quello di sviluppare idee e percorsi innovativi a beneficio di una rete elettrica sempre più moderna, efficiente, flessibile, sostenibile e soprattutto in grado di favorire la transizione energetica in atto», ha detto l’amministratore delegato di Terna Luigi Ferraris.

SINERGIE CON LE ECCELLENZE DEL TERRITORIO

«L’hub è uno strumento per portare avanti il nostro sfidante piano nazionale che prevede investimenti per oltre 700 milioni di euro in cinque anni in innovazione e digitalizzazione, elementi imprescindibili per abilitare la transizione energetica», ha commentato invece la presidente di Terna, Catia Bastioli, «e si propone di creare sinergie tra le persone, le professionalità di Terna e le eccellenze del territorio». A tal proposito, attraverso l’interazione e lo scambio con realtà esterne come Università, centri di ricerca, startup e imprese, l’Innovation Hub diventerà un laboratorio dove creare, sviluppare e testare concretamente nuove idee.

LOMBARDIA PRIMA PER INVESTIMENTI PIANIFICATI

Proprio dall’Hub di Milano, così come previsto per quelli di Torino e Napoli, partiranno progetti che puntano a favorire la diffusione della cultura dell’innovazione, la creazione di future professionalità di eccellenza e lo sviluppo di soluzioni industriali che possano avere implementazione su più larga scala. «La Lombardia è la prima regione per investimenti Terna nel Nord Italia con 516 milioni di euro pianificati nei prossimi 5 anni e, proprio a Milano, si è conclusa recentemente la fase più significativa dell’opera di ammodernamento della rete a 220 kV della città con la sostituzione di 47 Km di vecchi cavi in olio fluido risalenti agli anni ’50 con nuovi cavi più efficienti e sostenibili», ha concluso l’ad Ferraris.

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Banche, il private via maestra della riscossa

Anche il 2019 è stato un anno positivo per i mercati ma non semplice per le banche alle prese con tassi negativi e margini sotto pressione. Tra gli esempi virtuosi: Banca Generali nel private banking che ritorna sul Ftse Mib e guida i rialzi delle banche.

I titoli del comparto bancario a Piazza Affari sono saliti di oltre il 20% quest’anno, attestandosi sopra i 9.400 punti. Ma guardando al loro andamento negli ultimi anni, il quadro che emerge resta sconfortante. Rispetto a 10 anni fa, il calo è ancora dei due terzi, mentre anche in raffronto ai picchi toccati nell’estate del 2015 si ottiene un -50%.

Le banche hanno dovuto fronteggiare la profonda recessione che ha colpito l’Italia e la lunghezza delle procedure di recupero hanno concorso a determinare un elevato livello di crediti deteriorati che hanno toccato il picco del 20% per gli istituti commerciali.

ECONOMIA ITALIANA DEBOLE

Una crisi che in alcuni momenti ha visto un credito su cinque deteriorato. Ora il rapporto è sceso a circa 1 su 25, ma solo perché nel frattempo sono state effettuate cessioni di cosiddetti Npl a veicoli esterni e si sono così “puliti” i bilanci.

Su tutto, poi, resta la debolezza cronica dell’economia italiana sullo sfondo di una realtà creditizia caratterizzata dai tassi negativi. Gli istituti non riescono a maturare margini sufficienti sui prestiti erogati, a causa dei bassi interessi imperanti in questa lunga fase di accomodamento monetario. Un quadro complesso, tanto che un recente report della società di consulenza Oliver Wyman si intitolava “Banche Italiane su un piano inclinato”.

Gian Maria Mossa, Amministratore Delegato di Banca Generali

RISULTATI RECORD PER BANCA GENERALI

Dunque, per risollevarsi è indispensabile rivedere i modelli di business tradizionali basati su sportelli e commissioni bancarie ormai considerate commodity, puntando di più sulla tecnologia e il risparmio gestito. La strada maestra ai modelli di business più competitivi e considerati sostenibili per il futuro la fornisce ancora una volta il mercato. Andando ad analizzare la lista dei titoli più comprati nel 2019 sul listino principale di Piazza Affari (Ftse Mib) troviamo tra le migliori banche non i grandi istituti commerciali ma una banca private come Banca Generali che è salita di oltre il 70% in termini di total return tornando nel listino principale della Borsa italiana al posto di Unipol Sai proprio con il riesame dei titoli di dicembre. La società guidata da Gian Maria Mossa ha aumentato gli utili del 44% nei 9 mesi e la raccolta si avvicina ai 5 miliardi nel 2019 confermano la solidità nella crescita in un business che ha saputo riorganizzare il modello d’offerta riducendo i costi e allargando i servizi di protezione patrimoniale. Il titolo risulta anche il migliore allargando lo sguardo agli ultimi 10 anno dove il guadagno sfiora il 950% avvantaggiandosi della forte crescita messa a segno nel periodo (le masse sono passate da meno di 20 miliardi a 67 nei 9 mesi del 2019).

Guardando sempre all’andamento delle banche quest’anno troviamo a debita distanza le performance di Intesa col 20% circa di guadagno, Fineco con un +25% e Unicredit con un +32% e Ubi con un +16%. A conferma che la strada del consolidamento e dell’efficienza operativa anche tra chi ha effettuato operazioni straordinarie è risultata in salita quest’anno e che la sfida della competitività per i prossimi anni si gioca sul terreno sì delle dimensioni, ma anche dell’efficienza operativa e dell’innovazione.

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