La recensione delle prime due puntate di 1994

L'avvio della terza stagione scivola a tratti nell'eccesso. Pierobon nei panni di Berlusconi convince. Accorsi-Notte imita Yep Gambardella senza essere Servillo. Miriam Leone splendida tenta il riscatto. Inutilmente.

«Gli Anni 90 ci hanno fatto male», cantano Mahmood e Fabri Fibra. E le prime due puntate di 1994, terzo capitolo della saga di Sky dopo 1992 e 1993, sembrano confermarlo. Macchinazioni, ricatti, sotterfugi, favori, sesso e perversioni sono ancora gli ingredienti della serie nata «da un’idea di Stefano Accorsi» che narra gli anni tra Tangentopoli e l’ascesa di Silvio Berlusconi, in onda su Sky Atlantic e Sky Cinema Uno ogni venerdì sera a partire dal 4 ottobre. 

UNA FICTION “TROPPO ITALIANA” PER DIRLA CON STANIS

Diretta da Giuseppe Gagliardi e Claudio Noce, la terza stagione parte con un buon ritmo, grazie al continuo intreccio tra fantasia e realtà, sebbene la sceneggiatura pecchi di qualche dialogo a effetto e di personaggi stereotipati, nello stile di una fiction “troppo italiana”, per dirla à la Stanis di Boris.

IL PRIMO EPISODIO

Il sipario si apre sull’iconica inquadratura dell’ufficio da cui Silvio Berlusconi annunciò la sua discesa in campo nel 1994. C’è tutto: scrivania, fogli del discorso e portafoto con le immagini dei figli. Al centro della scena però, al posto del Cavaliere vediamo Leonardo Notte (Stefano Accorsi): ah no, è solo un sogno. Si parte. L‘ex pubblicitario, ora eminenza grigia di Forza Italia, è sopravvissuto all’agguato da parte della fidanzata Arianna e accompagna Berlusconi a Canale 5, per il faccia a faccia con Achille Occhetto moderato da Enrico Mentana.

Silvio Berlusconi al piano in 1994 (Sky).

PIEROBON-BERLUSCONI IL PIÙ CONVINCENTE

Va in scena lo scontro tra lo charme e l’irriverenza del Cavaliere, interpretato da Paolo Pierobon (forse il più bravo) e la triste pacatezza del leader del Pds. «Effetto incanta burini»: Leonardo chiama così il trucco che fa brillare in camera il volto sornione di Berlusconi, impeccabile e istituzionale in abito grigio, opposto a Occhetto, infilato in una giacca dal marrone “sovietico” rimediata in sartoria dopo un provvidenziale incidente con il caffè.

ACCORSI IMITA JEP GAMBARDELLA, MA NON È SERVILLO

Mentre Berlusconi affronta il dibattito, snocciolando una serie di perle come quella dell’amicizia con Bettino Craxi, la puntata vede Notte impegnato in inganni e scelte sempre più spregiudicate per non bruciarsi, mentre prende consapevolezza dei suoi obiettivi. «A me non frega un cazzo di fare il ministro, io li voglio decidere i ministri», proclama a Marcello Dell’Utri, in un’uscita che fa molto Jep Gambardella, solo con le poltrone al posto delle feste ben riuscite: peccato che Accorsi non sia Toni Servillo.

Miriam Leone-Veronica festeggia con Paolo Pierobon-Silvio Berlusconi (Sky).

IL SECONDO EPISODIO

Nel secondo episodio la camera si sposta sugli occhi verdi e il fisico statuario di Veronica Castello (Miriam Leone), che prova a far decollare la sua nuova carriera da deputata. La bellona deve, ovviamente, scontrarsi con il maschilismo e il pregiudizio: Leonardo Notte, sempre più calato nel ruolo del faccendiere, arriva a chiederle di convincere tre deputati leghisti a passare in Forza Italia con favori sessuali.

IL MOMENTO GIRL POWER

È qui che scatta il momento girl power, in cui Veronica si butta anima e corpo nella proposta di legge contro la violenza sessuale di Giovanna Melandri e, in qualche modo, riesce a unire attorno al tema Alessandra Mussolini, Stefania Prestigiacomo e le deputate Pds. Ma non può andare tutto liscio: Veronica combina un mezzo disastro con Irene Pivetti, per poi risollevare la situazione grazie a un’idea (quasi) geniale che le garantisce l’appoggio di Notte.

Parlamentari bipartisan per la legge contro la violenza sessuale (Sky).

QUELLE 50 SFUMATURE DI TROPPO

Ci si aspetta a questo punto che Veronica abbia trovato la sua strada, o quasi, ma la fine dell’episodio ce la consegna nuovamente nei panni della femme fatale. Una chiusura alla 50 sfumature annulla l’emancipazione del personaggio di Castello, ma siamo solo alle prime due puntate: il 1994 è appena iniziato e i giochi di potere sono ancora aperti.

LA FRASE CULT

Berlusconi moderno filosofo, dice a Leonardo e Arianna (Laura Chiatti): «Il senso di colpa è il più grande collante in una relazione, non lo sapevate?».

IL MIGLIOR PERSONAGGIO

Quando in giro c’è Berlusconi non ci si annoia, si dice: par vero anche per questa serie, dove il Cavaliere è interpretato in modo impeccabile da Paolo Pierobon. Naturale e credibile senza essere macchiettistico, persino quando canta alla festa di Forza Italia in mezzo ai suoi adepti.

GLI SCIVOLONI TRASH

È testa a testa fra due scene: Miriam Leone che si chiude in ascensore con la caricatura di Pivetti per perorare la legge contro la violenza sessuale e Accorsi che nel bagno di Canale 5 minaccia un giornalista dell’Unità con la seguente, inverosimile, frase: «Io non credo che tu voglia sperimentare la fine del mondo solo per conoscere una cosa ingenua e inutile come la verità».

Il vero confronto tivù tra Berlusconi e Occhetto.

DALLA FICTION ALLA REALTÀ

Il confronto Berlusconi-Occhetto. Il confronto tra Berlusconi e Occhetto andò veramente in onda su Canale 5, condotto da Enrico Mentana. Si intitolava Braccio di ferro. Le battute su Craxi e la stretta di mano finale sono state riportate in modo fedele. Il video dello storico confronto si trova su youtube, qui la prima e la seconda parte.

La proposta di legge contro la violenza sessuale. La proposta di Giovanna Melandri citata nella serie portò alla legge 15 febbraio 1996, n. 66, che inquadrava finalmente il reato di stupro come crimine contro la persona e non solo contro la moralità e il buon costume.

UN TUFFO MUSICALE NEGLI ANNI 90

Tra gli elementi azzeccati della serie c’è la colonna sonora. Tra i successi snocciolati nelle prime puntate ci sono What’s the frequency Kenneth dei Rem, The day I tried to live dei Soundgarden, The Universal dei Blur e poi brani di Cake, Hole e molti altri.

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