L’agenda americana di Mattarella

Il presidente della Repubblica vola negli States per incontrare Trump. All'ordine del giorno la guerra commerciale Usa-Ue. Ma anche F35, la Libia e l'offensiva turca in Siria. Senza dimenticare il sostegno alle nostre start-up digitali a San Francisco. Il punto.

Dopo la stoccata sui dazi, lanciata solo pochi giorni fa nell’incontro a Copenaghen con la premier danese Mette Frederiksen – «Si rischia una spirale che contraddirebbe lo spirito euroatlantico. Nessun Paese può pensare di farcela da solo. Serve una risposta unita della Ue» – Sergio Mattarella è pronto a volare negli Stati Uniti. All’ordine del giorno la guerra commerciale tra Usa e Ue. A Washington il 16 ottobre il Capo dello Stato incontrerà il presidente americano Donald Trump, mentre il giorno dopo toccherà alla speaker del Congresso Nancy Pelosi, colei che ha annunciato l’avvio della procedura di impeachment per il Kievgate.

I QUATTRO PUNTI CALDI

L’incontro tra i due capi di Stato si svolge poi all’ombra del Russiagate italiano che sta creando qualche grattacapo al premier Giuseppe Conte. Il tema potrebbe essere toccato nei colloqui, insieme alla questione degli F35, la Libia e, ora, anche loffensiva turca in Siria. Tra gli obiettivi del Quirinale c’è però anche la promozione delle nostre start up digitali. Per questo Mattarella parteciperà all’Us-Italy Innovation Forum di San Francisco.

Donald Trump e il presidente Sergio Mattarella a Roma nel 2017.

1. LA GUERRA COMMERCIALE USA-UE

La guerra commerciale ingaggiata da Donald Trump con l’Unione europea è sicuramente uno dei temi che sta più a cuore a Mattarella che, alla vigilia del suo incontro con il numero uno della Casa Bianca, aveva dichiarato: «Mi auguro che l’applicazione non venga mai attuata. Abbiamo a cuore il rapporto con gli Usa e dobbiamo insieme lavorare per recuperare lo spirito originario dei rapporti transatlantici».

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Il Presidente della Repubblica, però, secondo fonti vicine al Quirinale non dovrebbe presentare una difesa d’ufficio del made in Italy, quanto piuttosto parlare a favore dell’intera Europa – cui ha già chiesto di trovare una «risposta unitaria» – e del multilateralismo.

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2. F35, TENSIONE IN LIBIA E GUERRA IN SIRIA

Da sempre al centro di polemiche, gli F35 sono stati motivo di attrito recente anche con l’Alleato americano. C’è voluto l’intervento diretto di Conte per rassicurare il segretario di Stato Mike Pompeo durante la sua ultima visita in Italia che Roma non si tirerà indietro dall’acquisto dei 90 caccia di ultima generazione di fabbricazione Usa. Anche Mattarella potrebbe tornare sul tema con Trump che, dal canto suo, non è escluso che chieda un maggiore impegno nella difesa comune soprattutto nel Mediterraneo. Washington è in allerta soprattutto dopo l’intensificarsi in Libia dell’offensiva del generale Khalifa Haftar su Tripoli e con la nuova minaccia dell’Isis in Siria dopo l’attacco turco.

impeachment
Un momento dell’intervento di Nancy Pelosi mentre annuncia l’intenzione di avviare un’inchiesta per l’impeachment contro Trump.

3. IL RUSSIAGATE E IL COINVOLGIMENTO DEGLI 007 ITALIANI

Con la democratica Nancy Pelosi Mattarella invece potrebbe affrontare il delicato capitolo degli 007 italiani e il loro presunto ruolo nel Russiagate. Facciamo un passo indietro: il procuratore generale William Barr aveva avviato una “controinchiesta” sul rapporto Mueller volta a dimostrare come le intelligence di alcuni Paesi, tra cui l’Italia, abbiano giocato un ruolo nell’ordire un presunto complotto anti-Trump e favorire Hillary Clinton alle Presidenziali 2016. Il premier Conte, titolare della delega ai Servizi, avrebbe dato l’ok a un incontro con i nostri 007. Decisione che lo porterà a riferire al Copasir.

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte con il direttore del Dis Gennaro Vecchione.

4. LA SPONSORIZZAZIONE DELLE NOSTRE START-UP

Ma non c’è solo geopolitica nell’agenda americana di Mattarella. Il 18 ottobre il capo dello Stato sarà a San Francisco per partecipare all’Us-Italy Innovation Forum. Mattarella intende sostenere le start up italiane Oltreoceano, tramite l’avvio di progetti di collaborazione italo-americana con i partner della Silicon Valley (anche se non sono previsti incontri con i big dell’informatica, da Mark Zuckerberg a Larry Page). L’obiettivo è fare tutto il possibile per accorciare il «ritardo nell’accesso ai servizi digitali» che, come ha già ricordato, «è un limite al concetto stesso di cittadinanza». Al momento l’Italia può contare sul Fondo Nazionale per l’Innovazione da 1 miliardo, ma basterà a far sì che il nostro Paese non sia più fanalino di coda rispetto ai maggiori partner europei?

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L’appello di Mattarella per la sicurezza sul lavoro

Il Capo dello Stato ha ricordato che l'incolumità dei lavoratori è una priorità sociale. E rimarcato la necessità di sconfiggere gli opportunismi per rispettare le norme.

«La sicurezza di chi lavora è una priorità sociale ed è uno dei fattori più rilevanti per la qualità della nostra convivenza. Non possiamo accettare passivamente le tragedie che continuiamo ad avere di fronte. Le istituzioni e la comunità nel suo insieme devono saper reagire con determinazione e responsabilità». È questo il messaggio del Capo dello Stato, Sergio Mattarella, contenuto in un telegramma inviato per la 69/ma edizione della Giornata per le Vittime degli Incidenti sul Lavoro che si svolge oggi a Palermo.

UN MAGGIORE IMPEGNO A PARTIRE DALLA FORMAZIONE

«Iniziative come quelle che si promuovono oggi in tutto il territorio nazionale», ha aggiunto Mattarella rivolgendosi all’Anmil, «accrescono la consapevolezza del valore della formazione. Tutti, dai dirigenti dell’impresa ai singoli lavoratori, sono chiamati a prestare la giusta attenzione al rispetto delle norme e degli standard più avanzati e l’impegno comune è condizione per raggiungere il traguardo di una maggiore sicurezza».

MATTARELLA: «NECESSARIO SCONFIGGERE GLI OPPORTUNISMI»

«Sono stati compiuti importanti passi in avanti nella legislazione, nella coscienza comune, nell’organizzazione stessa del lavoro», ha aggiunto ancora il presidente, «Ma tanto resta da fare per colmare lacune, per contrastare inerzie e illegalità, per sconfiggere opportunismi». Serve «un’azione continua, rigorosa, di prevenzione. L’applicazione e il rispetto delle norme va accompagnata a una corretta attività di vigilanza cui devono essere assicurate le risorse necessarie», ha concluso il Capo dello Stato.

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Csm, 8 e 9 dicembre al voto per sostituire Criscuoli

Il consigliere togato si è dimesso a settembre. Il 6 e 7 ottobre già in calendario altre elezioni per gli altri due posti vacanti. I candidati.

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha indetto per l’8 e 9 dicembre 2019 le votazioni per eleggere un consigliere togato del Consiglio superiore della magistratura. Il voto si è reso necessario per le dimissioni, il 18 settembre, di Paolo Criscuoli, della corrente Magistratura Indipendente, tornato a esercitare la professione di giudice a Palermo.

MANCANO TRE CONSIGLIERI E IL PG DELLA CASSAZIONE

Il Csm, falciato dalle dimissioni di quattro dei suoi componenti per il cosiddetto scandalo delle nomine emerso dalle intercettazioni dell’inchiesta di Perugia per corruzione sul pm romano Luca Palamara, dovrebbe tornare alla sua composizione piena alla fine del 2019. Il 6 e 7 ottobre, infatti, sono già in calendario le elezioni suppletive per sostituire due dei dimessi che erano stati eletti nel collegio destinato ai pm. Dovrebbe essere nominato entro il 31 dicembre anche il nuovo Procuratore Generale della Cassazione, componente di diritto del Consiglio superiore della magistratura, in sostituzione di Riccardo Fuzio, che ha anticipato il pensionamento dopo essere stato indagato dalla Procura di Perugia per rivelazione del segreto d’ufficio.

DUE MEMBRI TOGATI VENGONO ELETTI IL 6-7 OTTOBRE

I consiglieri che si sono dimessi sono quelli che parteciparono il 9 maggio 2019 a un incontro organizzato da Palamara con Luca Lotti e Cosimo Ferri sul “risiko” delle nomine ai vertici delle Procure. Sono finiti tutti sotto procedimento disciplinare (uno solo, Luigi Spina, è anche indagato dalla procura di Perugia) con l’accusa di aver influenzato in maniera occulta le decisioni della Commissione per gli incarichi direttivi di Palazzo dei marescialli, a partire dalla proposta per la nomina del procuratore di Roma. All’elezione di dicembre non c’era alternativa dopo che il Presidente del Tribunale di Vasto Bruno Giangiacomo ha rifiutato di subentrare al dimissionario Criscuoli. Era stato il suo stesso gruppo di riferimento, Area, a fare pressing su Giangiacomo perché non approdasse a Palazzo dei Marescialli a causa di una vicenda disciplinare pendente nei suoi confronti, anche se del tutto estranea al caso che ha travolto gli ex consiglieri. Per le elezioni di ottobre i candidati sono 16. Tra loro ci sono Nino Di Matteo, ex procuratore di Palermo ora membro della Direzione Nazionale Antimafia, e il procuratore aggiunto di Milano Tiziana Siciliano, pm nel processo all’esponente radicale Marco Cappato.

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A Pontida il deputato Comencini ha attaccato Mattarella

Critiche al Capo dello Stato e cori da stadio contro Di Maio. Poi Salvini mette in guardia le Ong: «Godetevela finché potete perché noi al governo ci torniamo tra poco». Ecco cosa è avvenuto nel primo giorno di raduno leghista.

Deve ancora iniziare ufficialmente ma Pontida fa già discutere. Perché nel giorno dedicato all’adunata dei giovani leghisti, un tempo giovani padani, non sono mancate le prime forti esternazioni. Tanto dei militanti quanto dei giovanissimi politici che si sono alternati sul palco.

L’ATTACCO AL PRESIDENTE SERGIO MATTARELLA

«Questo presidente della Repubblica (Sergio Mattarella, ndr), lo posso dire? Mi fa schifo. Mi fa schifo chi non tiene conto del voto del 34% degli italiani». L’attacco al capo dello Stato, passibilissimo di vilipendio, è stato portato avanti dal 31enne deputato veneto Vito Comencini. Per poi aggiungere: «Certo anche Pertini baciò la bara di Tito, quello che ha fatto le foibe».

Cori da stadio invece sono stati dedicati a Luigi Di Maio. «Torna a San Paolo, Di Maio torna a San Paolo», è stato il più gettonato e in riferimento al lavoro di steward allo stadio di Napoli svolto in passato dal leader politico del M5s. Il tutto mentre arrivava il rimbrotto scherzoso da parte di Salvini: «Portate rispetto al ministro degli Esteri, non facciamoci riconoscere…».

COSA CAMBIA NELLA LEGA GIOVANI

Il congresso giovanile ha portato anche alcune novità nell’esecutivo. In primis l’addio di Andrea Crippa. Che lascia il comando del congresso per intraprendere il ruolo di vicesegretario federale. Al suo posto è stato nominato Luca Toccalini, 29 anni, parlamentare lombardo ed ex dirigente degli universitari padani.

IL PD PRETENDE LE SCUSE DI COMENCINI

Le parole di Comencini al presidente della Repubblica non sono passate inascoltate. Soprattutto a Sinistra. «L’attacco a Mattarella è gravissimo. Le sue parole si configurano come vilipendio al Capo dello Stato. Chieda scusa immediatamente al presidente o mi farò promotore di una denuncia per le gravissime offese», ha detto l’esponente del Pd Stefano Pedica.

«Solidarietà al presidente Mattarella per i vergognosi e volgari attacchi lanciati da Pontida da chi dovrebbe rappresentare gli italiani…», ha scritto invece su Twitter il vicesegretario del Pd Andrea Orlando. «Le parole dell’on. Comencini sono vergognose e non commentabili. Mi auguro che il deputato leghista, Salvini e tutta la Lega chiedano al più presto scusa al Presidente della Repubblica», ha commentato il vice presidente dei senatori del Pd Franco Mirabelli. Per poi aggiungere: «In caso contrario ci troveremmo di fronte al vilipendio del nostro Capo dello Stato di cui l’esponente leghista dovrà rispondere alla magistratura. Dalla Lega abbiamo sopportato anche troppo».

SALVINI ACCOGLIE IL SUO POPOLO A BRACCIA APERTE

Il leader del Carroccio intanto si gode la sua gente e assicura: «Vedo bandiere del Leone, della Rosa Camuna, del Regno delle due Sicilie. Posso dirvi che se rimaniamo uniti gli facciamo un mazzo così». Piovono gli applausi, i cori e le urla. Poi un duplice attacco. Prima ai giornalisti che se pensavano «che, avendo perso i ministeri, avrebbe trovato una Pontida vuota e trista sappia che qui c’è la Pontida più grande e di sempre». Poi è la volta delle Ong: «Ora che i porti sono aperti, vi dico godetevela finché potete perché noi al governo ci torniamo tra poco e torneremo a difendere i confini, come un Paese normale».

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L’intervento di Mattarella per i 150 anni dell’Associazione Italiana Editori

Il capo dello Stato ha rimarcato il ruolo dell'istruzione nella vita della Repubblica e chiesto alla politica di lavorare per migliorare la diffusione dei libri: «In Italia si legge ancora troppo poco».

«L’istruzione dei ragazzi è l’interesse primario della Repubblica». Può essere riassunto con questa frase l’intervento del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella in occasione delle celebrazioni per i 150 anni dell’Associazione Italiana Editori che si sono tenute l’11 settembre all’Auditorium Parco della Musica di Roma.

MATTARELLA: «SI LEGGE ANCORA TROPPO POCO IN ITALIA»

«La politica e le istituzioni», ha continuato il capo dello Stato, «hanno il dovere di confrontarsi con voi editori e di approntare le misure più idonee per diffondere libri e per far sviluppare la lettura». Poi il monito alla necessità di leggere di più: «Si legge ancora troppo poco in Italia, dobbiamo migliorare», ha aggiunto. «Leggere è una ricchezza immateriale della quale non possiamo fare a meno. La scuola resta un bacino decisivo in cui seminare. È del resto anche l’ambito dei vostri futuri lettori».

L’ALTO VALORE SOCIALE DEI LIBRI

«È tempo della riapertura della scuole, sono i giorni dei libri di testo. Tante famiglie si stanno misurando con le difficoltà di assicurare ai propri figli tutto quello che occorre per l’istruzione. Desidero sottolineare l’alto valore sociale dei libri di testo». In questo senso Mattarella ha voluto ribadire la «necessità di scelte editoriali coerenti con quelle sociali». «I libri sono stati e sono propulsori della crescita del nostro Paese. Viviamo in un tempo di trasformazioni straordinarie, come sempre in realtà nella storia, ma con un ritmo di gran lunga più incalzante. Cambiano rapidamente gli strumenti, i paradigmi, gli stessi linguaggi. Si presentano nuove piattaforme, nuove tecniche che costringono a correre», ha proseguito il presidente. «I prossimi 150 anni saranno un’avventura affascinante e in ampia misura inimmaginabile per noi, ma della lettura avremo sempre bisogno, si affermerà sempre. La forza della cultura è insuperabile in tutte le sue varie espressioni, con tutti i mezzi che ci sono e ci saranno», ha concluso.

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