Sto ancora sperimentando

Un docente fa nascere i cittadini futuri guidandoli sull’ impervia strada della maturità e delle assunzioni di responsabilità

Di Romano Lauro

Chi l’avrebbe mai detto…docente 2.0! Un’esperienza che inevitabilmente mi porta a riflessioni interiori, a vedere le cose sotto un altro profilo o, addirittura, in modo diverso. Dopo il tremendo impatto, senza alcun punto fermo, ognuno ha preso una direzione, dettata dalla propria etica professionale. In aula avvertivo come una necessità  il rapporto umano, forse, egoisticamente e non avrei mai detto di riscoprirlo ben saldo anche in un contesto “contactless” come quello attuale. Un docente non va in aula per esortare i ragazzi ad “aprire le scodelle delle loro orecchie per versare il brodo della propria eloquenza”…o almeno non solo per quello! Un docente fa nascere i cittadini futuri guidandoli sull’ impervia strada della maturità e delle assunzioni di responsabilità…Sarebbe semplice evadere la DAD perché avrebbero alibi verosimili e non verificabili, ma la benché esigua percentuale di loro, che continuamente chiede da bere perché ha sete di conoscere, mi ha fatto capire che in fondo qualche seme germoglierà. Negli ultimi decenni la mia categoria è stata costantemente bistrattata sia politicamente che socialmente. Si sono susseguite norme raccapriccianti che quasi ci hanno privato della cosiddetta “libertà d’insegnamento”. Detto così, sembriamo dei privilegiati, una casta intoccabile, eppure ci hanno sempre più ingabbiati dopo averci etichettati come i “fannulloni” dei tre mesi di ferie all’anno. All’improvviso, però, in un completo vuoto giuridico/normativo, si riconoscono al mio profilo contrattuale tutti quei diritti atti a definire l’aspetto più delicato dell’imminente futuro: la valutazione. Quali sono le fondamenta giuridiche della valutazione DAD? Non esistono! Il Ministero ha semplicemente assunto una posizione filo-pilatiana, prendendo alla lettera una delle più importanti raccomandazioni dell’OMS in ambito COVID-19. Non mi aspettavo certo suggerimenti su come valutare, ma quantomeno una base giuridica su cui agire in modo inattaccabile. Solo chiacchiere da bar, non un’ordinanza né un decreto.  Un assordante silenzio nel quale ciascuna istituzione scolastica assume posizioni eterogenee in un Paese che è così grande che, a percorrerlo da est ad ovest non cambia nemmeno il fuso orario, in un Paese dove, tra una ventina di anni, ci saranno genitori che potranno raccontare ai figli di un esame di Stato sostenuto scegliendo

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