Formica contro Nencini e Renzi: «Una somma di meschini opportunismi»

L'ex esponente storico del Psi all'attacco del senatore che ha fatto da taxi al gruppo di Italia Viva a Palazzo Madama.

«Forse non meritava nemmeno un commento politico, ma solo uno sberleffo». Rino Formica, 92 anni, ex ministro delle Finanze e dirigente di primissimo piano del Psi di Bettino Craxi, ha appena stroncato con Claudio Martelli in un post su Facebook la scelta di Riccardo Nencini di aggregare quel che resta del vecchio Partito socialista al movimento Italia Viva di Matteo Renzi. E parlando al telefono con Lettera43.it dalla sua casa romana si concede giudizi ancora più taglienti. «Stiamo vedendo all’opera», aggiunge, «la somma di due meschini opportunismi, il frutto peggiore di un malcostume che è di pessimo esempio per le nuove generazioni e rischia di alimentare il rigetto della politica. Una cosa da fine regime».

Rino Formica in una foto degli Anni 80 (LaPresse).

DOMANDA. È il metodo di Nencini, che avrebbe preso la sua decisione senza consultare gli organismi di partito, a determinare una critica così impietosa o c’è da parte vostra un rigetto per la formazione renziana?
RISPOSTA. E quale è l’operazione politica? Renzi lascia il Pd solo e unicamente per un’insofferenza personale. Esce dal suo partito un minuto dopo aver contribuito, attraverso quel partito, alla nascita di un nuovo governo. Le ragioni politiche, se ci sono, le deve ancora spiegare.

Lei che pensa?
È un’operazione di una spregiudicatezza mai vista e fa veramente tristezza che Nencini, come una sorta di “ragazzo squillo”, vi faccia confluire il nome di una tradizione gloriosa, seppure oggi marginale, come quella socialista.

Stiamo vedendo all’opera la somma di due meschini opportunismi, il frutto peggiore di un malcostume che rischia di alimentare il rigetto della politica. Una cosa da fine regime

Con quale scopo, secondo lei?
Bè, mi pare evidente: anzitutto quello di consentire a Renzi di raggiungere il numero necessario a costituire un gruppo autonomo al Senato. Anche qui sta l’opportunismo. Volendo, Renzi avrebbe potuto fare una battaglia politica per chiedere il cambiamento dei regolamenti di palazzo Madama, visto che i suoi numeri sono comunque abbastanza consistenti. Invece ha preferito aprire le porte al Psi di Nencini.

Nel post lei e Martelli avete scritto che la scelta muta «drasticamente» la collocazione politica del Psi, ma in passato una parte del partito scelse di allearsi con Berlusconi. Non era una contraddizione ancora più drastica rispetto alla storia e alla tradizione socialiste?
Ma non è la stessa cosa. Allora si trattava di singoli che aderivano individualmente a un’altra forza politica. Può darsi che fosse sbagliato, ma non si portava il simbolo e la storia del Psi in quella formazione politica. Io comunque non ho mai partecipato a iniziative del genere. È dal ’92 che ho smesso di fare politica attiva e anche di essere iscritto al partito socialista.

Ma con Martelli siete rimasti in contatto, visto che avete deciso di fare un intervento comune.
Sì, ci siamo sentiti stamattina, eravamo entrambi indignati e abbiamo deciso di scrivere un testo condiviso sulla sua pagina Facebook. Personalmente non ho nemmeno un account. Ma mi resta il dubbio di aver contribuito a dare dignità di gesto politico a una scelta che in fin dei conti non ne ha alcuna, rientrando solo nella categoria dell’opportunismo.

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Scintille nel Psi: Martelli e Formica contro il “renziano” Nencini

In un durissimo post su Facebook i due criticano il senatore che ha deciso di appoggiare Italia Viva. Una scelta, scrivono, che «porta alla luce una subalternità personale e politica di lunga data».

L’appoggio del socialista Riccardo Nencini a Italia Viva, la nuova creatura di Matteo Renzi, non è stato ben accolto in casa Psi. Anzi. «La scelta di Nencini di appaiare il nome del Psi con il gruppo di Renzi porta alla luce una subalternità personale e politica di lunga data», scrivono in un durissimo post su Facebook Claudio Martelli e Rino Formica, criticando senza mezzi termini il senatore.

La scelta di Nencini di appaiare il nome del PSI con il gruppo di Renzi porta alla luce una subalternità personale e…

Posted by Claudio Martelli on Friday, September 20, 2019

«Senza consultare nessun organismo interno, senza informare il partito alleato con cui si è stati eletti, ci si è vergognosamente imboscati in una scissione in casa d’altri», prosegue il post. «Unendosi a un leader che cura solo i propri interessi e che vuole dar vita a un partito di centro non solo si muta drasticamente la collocazione politica del Psi, lo si pone ai margini dei socialisti e dei democratici europei, lo si sradica dalle sue tradizioni e lo si butta in balia di un’avventura che non c’entra niente con la nostra storia». 

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L’ANNUNCIO DELLA COSTITUZIONE DEL GRUPPO AL SENATO

Nencini aveva annunciato la costituzione del nuovo gruppo al Senato Parito socialista-Italia Viva il 19 settembre insieme con il segretario del Psi Enzo Maraio. I due avevano specificato che non era «mai stata all’ordine del giorno la confluenza del Psi nel movimento che fonderà l’ex premier Renzi. Il Psi manterrà la sua autonomia politica e la sua identità». Rassicurazioni che evidentemente non sono state sufficienti a placare Martelli e Formica.

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Ritorno al passato per il Psi, scelto il garofano rosso. Maraio: “Decideremo se sarà o meno il nuovo simbolo”

di Erika Noschese

Ritorno al passato per il Partito Socialista Italiano che, ieri, in occasione del congresso nazionale al termine della festa socialista tenutasi a Fano ha presentato il nuovo simbolo di partito: il garofano rosso.«La sfida che ho accettato con la Segreteria Nazionale del Psi è quella di dare volto e gambe nuove al partito più antico della storia d’Italia presente in parlamento. Bisogna guardare avanti, smetterla di pensare al passato e solo alle nostre grandi conquiste, che pur ci inorgogliscono. Quello nessuno ce le toglie ma non bastano più.  Nessuna sfida ci è oggi impossibile se torniamo ad essere interpreti veri del riformismo socialista», ha dichiarato il numero uno dei socialisti italiani, Enzo Maraio che nelle scorse settimane ha lanciato una consultazione online promossa dal Psi il cui esito è stato illustrato ieri mattina a Fano, comune amministrato da un sindaco socialista, Massimo Seri, dove si terrà la manifestazione anche l’anno prossimo. «Non è ancora detto che diventi il nuovo simbolo, ma se il Partito socialista italiano deciderà di cambiare il suo emblema, questo quasi certamente conterrà di nuovo un garofano – ha poi aggiunto Maraio – Non è però una operazione nostalgia». Secondo il segretario nazionale del partito la scelta arriva da una netta maggioranza di coloro che si sono espressi ma, sottolinea, «resta ovviamente solo un’indicazione: come detta lo statuto, spetterà al consiglio nazionale del Psi decidere se cambiare il simbolo rispetto a quello attuale e, nel caso, come farlo». L’idea di base era proporre idee grafiche che andassero verso il futuro del partito partendo dal suo patrimonio ideale e iconografico: «I suoi punti di forza sono il recupero del garofano dell’identità socialista, con una forma nuova che guarda al futuro, con in più una meravigliosa flessione a sinistra, che sembra un valore in questo tempo storico, di più, l’acronimo è ben visibile sul fondo bianco, cosa che consente un’immediata riconoscibilità in cabina elettorale ed è un altro valore, perché il 45% degli elettori di solito ha più di 55 anni”. Si tratta dunque di un simbolo che “recupera e affonda le radici nella storia, ma si proietta verso il futuro, per rilanciarvi tutto il partito», ha poi spiegato il segretario nazionale.
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L’intervista/ Bobo Craxi: “No all’alleanza con i 5 Stelle Rafforzare il centrosinistra”

di Erika Noschese

«Non penso si debba dar vita ad un’alleanza con i 5 Stelle». Lo ha ribadito, ancora una volta, Bobo Craxi, animo socialista ed ex sottosegretario agli affari esteri.

Onorevole, il Psi ha votato la fiducia al Conte bis. Una scelta non condivisa da lei, tanto da indurla a chiedere la convocazione di un congresso nazionale per delineare le linee guida del partito…

«Non è corretto dire che ho chiesto un congresso, ho detto che decisioni di questa natura cioè il cambio di alleanze, in genere si sottopongono ad un congresso. Avendo noi fatto un congresso tre mesi fa è difficile che se ne possa fare un altro. Quello che è chiaro è che l’atteggiamento che andrà tenuto – essendo una forza praticamente priva di parlamentari, perché ne abbiamo due: uno alla Camera e uno al Senato – : un atteggiamento laico, nei confronti del governo, di giudizio volta per volta».

Intanto, è terminata la festa dei socialisti a Fano. Tanti i temi discussi, uno su tutti l’importanza di rilanciare il centrosinistra; serve unità per il bene del Paese. E proprio dalla festa socialista il segretario nazionale del partito, Enzo Maraio, ha dichiarato che il governo va valutato volta per volta. Cosa bisogna fare, secondo lei, per rilanciare davvero il centro sinistra?

«Intanto prendo atto che Maraio sia giunto alle mie medesime considerazioni. Il centrosinistra va rilanciato, io non penso che si debba dare vita ad un’alleanza con i 5 Stelle e quindi la prospettiva, per me, del centrosinistra del futuro, è quello di rafforzare le aree che ne fanno parte. In questo senso, penso che il nostro contributo – se saremo capaci di rafforzarlo – sarà molto importante». Dunque, no ad un’alleanza con i 5 Stelle. La strada obbligatoria, a quel punto, sarebbe stata tornare al voto. Avrebbe preferito questa scelta? «Quello che è avvenuto è avvenuto. Adesso prepariamo il futuro e per me non è un’alleanza fotocopia del blocco di governo che ha allontanato le elezioni ma la prospettiva della costruzione di un nuovo centrosinistra che rafforzi le aree tradizionali che ne fanno parte. Per fare questo, naturalmente, bisognerà rafforzare le aree socialdemocratiche, le aree laiche e tutti coloro che sono nel centrosinistra in pianta stabile e che rappresentano la vera identità politica programmatica del centrosinistra. Quella con i 5 Stelle, nel Pd, mi pare un’alleanza occasionale dettata dalle circostanze, da cause di forza maggiore».

Lei, recentemente, ha dichiarato a mezzo social “che i suoi compagni si sono illusi di avere deleghe governative…”. Ciò non è avvenuto, secondo lei si tratta di una fiducia mirata a ricoprire incarichi di governo?

«Non c’è dubbio che c’è stata un’aspettativa ma ribadisco che non tutti i mali vengono per nuocere. Questo consentirà al partito di avere mani più libere e di avere più tempo, più spazio ed energia per costruire una prospettiva politica diversa. Il governo ha di fronte a sé dei difficili impegni che dovrà superare e siccome le elezioni non sono domani mattina abbiamo tempo per poter costruire un’alternativa politica del centrosinistra in cui i socialisti possano rafforzarsi. Considero questa una fase molto positiva da un certo punto di vista».

Stamane (ieri per chi legge ndr) è stato scelto il nuovo simbolo del partito: c’è il ritorno del garofano rosso. Questo può essere un nuovo inizio per i socialisti?

«Come dice il poeta “stamane è apparso qualcosa di nuovo, anzi di antico”. No, non c’è nulla come i segni dell’identità che rappresentano anche l’autonomia e il riscatto dei socialisti che possa restituire fiducia. Sì, mi fa molto piacere che sia tornato il garofano ma penso faccia piacere sicuramente a tutti i socialisti in Italia». Da dove dovrà ripartire il Psi, a livello nazionale, anche in virtù dei prossimi appuntamenti elettorali? «Ricollegarsi con tutte le aree disperse nel sentimento socialista che nel Paese ancora esistono, ricollegarsi al mondo del lavoro organizzato e fare un’azione di convinzione nei confronti delle giovani generazioni che ha sete di socialismo democratico e dobbiamo dare loro la possibilità di vivere una nuova stagione di socialismo democratico che è la grande tradizione politica della sinistra in Europa e nel mondo».

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Enzo Maraio: “Rilanciare il centro sinistra. Serve unità”

di Erika Noschese

Il segretario nazionale del Psi, Enzo Maraio, protagonista indiscusso della festa Socialista 2019. L’evento ha preso il via venerdì a Fano in presenza di una folta delegazione di amministratori, militanti e giovani socialisti provenienti dalla provincia di Salerno. Tanti i temi trattati nel corso dei tre giorni di dibattito, il rilancio del centro sinistra, anche in virtù del nuovo governo giallorosso, sostenuto dai socialisti, welfare, trasporto, scuole e infrastrutture. «I socialisti sostengono questo governo con senso di responsabilità. Abbiamo contribuito a scrivere parte del programma e verificheremo punto per punto affinché temi come lavoro, scuola, welfare, vengano rispettati fino in fondo. Non faremo mancare il nostro contributo, verificheremo nel corso dell’azione di governo. I socialisti sono “politicamente corretti”, nonostante ad oggi non facciano parte della compagine di governo», ha dichiarato il segretario nazionale a proposito della fiducia accordata al governo Conte bis, nel corso del confronto con il neo Ministro della Salute, Roberto Speranza. «Alle consultazioni con il presidente del Consiglio Conte abbiamo messo in evidenza la necessità che questo governo si concentrasse sulle fasce più deboli della società e siamo contenti che oggi il presidente del Consiglio abbia fatto un sopralluogo proprio nelle zone del terremoto che ha colpito le Marche. Noi abbiamo investito su questo esecutivo perché c’era la necessità di mettere all’angolo la destra illiberale di Salvini. Saremo vigili», ha poi aggiunto il segretario del partito socialista italiano. Per Maraio, in questo momento storico, è necessario far prevalere l’unità del centro sinistra, senza divisioni interne. Tra i partecipanti al dibattito anche il segretario provinciale Silvano del Duca che ha puntato l’attenzione sulle varie tematiche al centro del dibattito politico affinché si trovino soluzioni concrete. «Non potevamo non essere presenti con le nostre posizioni, il nostro impegno e le nostre prospettive – ha dichiarato Del Duca – L’agenda politica socialista si basa sui pilastri della nostra storia e della nostra comunità, il rilancio del lavoro, della scuola pubblica ma anche dell’ambiente, del trasporto e delle infrastrutture». Nel corso del suo intervento il segretario provinciale ha evidenziato il disallineamento tra la formazione – soprattutto in ambito tecnico professionale – e le richieste del mercato del lavoro, con posti vacanti che meritano di essere occupati soprattutto dai giovani. Tra i protagonisti del dibattito sulla green economy il capogruppo al Comune per il Psi Massimiliano Natella che, a Fano, ha portato il modello Salerno rispetto alla questione dei rifiuti: «Come capogruppo ho portato l’esperienza Salerno rispetto ai rifiuti partendo da quella virtuosa di un tempo quando si decise di realizzare un sito di compostaggio, raggiungendo un’alta percentuale nella raccolta differenziata – ha dichiarato Natella – Oggi si deve contrastare l’emergenza che in vive in molte province della Campania». Per il consigliere salernitano, infatti, la politica nazionale deve adottare pene più severe affinché i comuni italiano abbiamo gli strumenti necessari a contrastare l’emergenza rifiuti, anche con controlli più puntuali e severi. Altro tema fondamentale è quello della green economy: «Le amministrazioni devono investire sulle energie rinnovabili per fare profitto come accade nel settore privato», ha poi aggiunto Natella che chiede, tra le altre cose, proposte che il partito dovrà adottare come linee guida sulle tematiche relative alla programmazione urbanistica: «In molte città d’Italia il Puc non è ancora stato attuato a dispetto di Salerno, tra le prime città a mettere in campo un piano urbanistico comunale», ha infine aggiunto il consigliere e capogruppo Psi. Intanto, la festa socialista terminerà oggi con la direzione nazionale del Psi quando il partito esaminerà le consultazioni online per la scelta del nuovo simbolo.

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