Agenti uccisi a Trieste, un filmato mostra la sparatoria in Questura

Le telecamere di sicurezze hanno ripreso parte della scena all'interno e fuori l'edificio. Documentati gli ultimi attimi di vita dei due poliziotti. «Fasi estremamente concitate al tempo stesso drammatiche».

«Fasi estremamente concitate al tempo stesso drammatiche». Queste le parole usate dal Questore di Trieste, Giuseppe Petronzi, per descrivere le immagini che mostrano la sparatoria alla Questura in cui sono morti due agenti. Le telecamere di sicurezza dell’atrio e quelle all’esterno del palazzo hanno infatti ripreso una parte della sparatoria e il tentativo di fuga di Alejandro Stephan Meran subito dopo l’omicidio.

Le immagini visionate parlano anche di una possibile strage sventata. «È un dato di fatto. L’omicida aveva delle armi in pugno ed era all’interno della Questura, fortunatamente e tragicamente c’eravamo solo noi poliziotti, quindi fortunatamente non erano esposte altre persone», ha sottolineato Petronzi. Che poi ha sottolineato come «la potenzialità era tale che il bilancio avrebbe potuto essere più tragico».

FIACCOLATA PER I POLIZIOTTI UCCISI

Nella serata di sabato 5 ottobre si è tenuta a Trieste una fiaccolata in memoria dei due agenti assassinati. Un evento a cui hanno partecipato quasi «settemila persone. Ho visto l’Italia che vorremmo. Un abbraccio incredibile, che la popolazione ha portato in maniera silenziosa», ha spiegato il sindaco della città Roberto Dipiazza. «Alla fine c’è stato solo un grande applauso alla fine quando i colleghi dei due agenti hanno chiamato i nomi e hanno detto presente. È stata un’emozione incredibile», ha aggiunto.

PELLEGRINAGGIO IN QUESTURA

Intanto continua davanti alla Questura un costante pellegrinaggio degli abitanti di Trieste che stanno portando fiori e bigliettini davanti all’ingresso dell’edificio dove sono morti «i nostri due eroi», come si legge nelle lettere dedicate a Pierluigi Rotta e Matteo Domenego. Presenti anche diversi disegni fatti dai bambini e posti davanti al monumento ai caduti dove sono state messe anche le foto dei due agenti.

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Sbloccati 12mila posti tra le forze dell’ordine

Via libera del ministero della Pubblica amministrazione a uno sblocco del turnover, compresa l'assimilazione di nuovo personale.

C’è il via libera allo sblocco di quasi 12 mila assunzioni tra le forze dell’ordine. Sul sito del ministero della Pubblica amministrazione è stato pubblicato il decreto che autorizza a procedere all’immissione di circa 11.950 unità tra Carabinieri (4.538), Polizia di Stato (3.314) Guardia di Finanza (1.900), Polizia Penitenziaria (1.440) e Vigili del Fuoco (938). La stragrande maggioranza risponde a criteri di turnover ma ci sono anche 1.657 immatricolazioni straordinarie. Il provvedimento, in attesa di registrazione presso la Corte dei Conti, era stato firmato dal precedente governo il 4 settembre.

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Il governo è pronto a intervenire sugli straordinari della polizia

Riunione a cinque a Palazzo Chigi tra Conte e i ministri di Difesa, Interno, Giustizia ed Economia. Sul tavolo nuove promesse per finanziare i compensi agli agenti.

«La sicurezza dei cittadini è al centro dell’agenda politica di questo governo: a tal proposito è fondamentale prestare massima attenzione alle esigenze delle donne e degli uomini che la garantiscono ogni giorno. Per questo motivo è stata ribadita la necessità di adottare ogni utile iniziativa per il finanziamento anche degli straordinari per le Forze di polizia». Lo sottolinea una nota di Palazzo Chigi dopo la riunione di questa mattina tra il premier Giuseppe Conte e i ministri della Difesa, dell’Interno, della Giustizia e dell’Economia.

SINDACATI E ASSOCIAZIONI: «BENE L’IMPEGNO DEL GOVERNO»

«Apprezziamo l’impegno del governo ad individuare nuove risorse per finanziare le prestazioni di lavoro straordinario delle Forze di Polizia. Esse serviranno a remunerare tutte quelle ore non pagate dal febbraio 2018 ad oggi», è stato il commento di Giuseppe Tiani ed Enzo Marco Latizia, segretari rispettivamente del sindacato di polizia Siap e dell’Associazione nazionale funzionari polizia (Anfp). «Così», hanno spiegato Tiani e Letizia, «il governo si impegna a saldare il debito contratto con le donne e gli uomini delle forze dell’ordine. Fiduciosi, altresì, che il governo terrà conto delle esigenze del personale, individuando ulteriori risorse da destinare ai correttivi per il riordino delle carriere e delle funzioni del personale del Comparto Sicurezza e Difesa».

PINOTTI: «DALLA POLITICA DELLA FELPA A QUELLA DEI FATTI»

«Anche sulla sicurezza il nuovo esecutivo cambia passo: dalla politica delle felpa a quella dei fatti. Ci eravamo impegnati affinché venissero finanziati gli straordinari delle forze di Polizia e oggi abbiamo avuto la rassicurazione da parte del governo che si tratta di una priorità ineludibile. Un impegno di cui prendiamo atto con soddisfazione al pari della decisione di portare a conclusione il percorso per il riordino delle carriere nei tempi previsti», è stato invece il commento di Roberta Pinotti, responsabile sicurezza nella segreteria del Pd. «La sicurezza dei cittadini si garantisce riconoscendo agli uomini e alle donne in divisa il valore del loro impegno e della loro funzione e dando risposte concrete alle loro esigenze operative. Come esponente del Partito Democratico», ha aggiunto, «lavorerò affinché il comparto sicurezza riceva sempre l’attenzione necessaria. Finalmente si passa dalla politica dei selfie a quella delle azioni concrete».

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Un agente nei guai per il figlio di Salvini sulla moto d’acqua

Avviato un procedimento disciplinare per aver fatto salire il 16enne sul mezzo della polizia. La procura di Ravenna pronta a sentire i protagonisti della vicenda.

Nuovi sviluppi sul caso del figlio di Matteo Salvini a bordo della moto d’acqua della polizia. Un procedimento disciplinare sarebbe stato avviato ai primi di agosto nei confronti di un agente, in servizio in provincia di Livorno, che aveva fatto salire sul mezzo il 16enne a Milano Marittima il 30 luglio 2019, poco prima della crisi politica aperta proprio dall’ex ministro dell’Interno. Che sulla vicenda si era giustificato così: «Un errore da papà». La procura di Ravenna aveva aperto un fascicolo. Due i reati ipotizzabili: violenza privata (tentata o consumata) e peculato d’uso.

Il capo della polizia Franco Gabrielli promise subito «verifiche» e «accertamenti». L’episodio si è intrecciato anche col diritto di informazione, visto che a Valerio Lo Muzio, il videomaker de la Repubblica autore del filmato, fu intimato di smettere di riprendere. Mentre Salvini in conferenza fece battute che sembravano addirittura alludere a tendenze pedofile del cronista («Lei che è specializzato vada a riprendere i bambini, visto che le piace», disse), tanto che intervenirono anche la Federazione nazionale della stampa italiana (Fnsi) e l’Usigrai, l’Unione sindacale dei giornalisti Rai.

ANCORA NESSUNA PROPOSTA DI SANZIONE

Ora dunque un agente – come riportato dall’Huffington post – è stato convocato dal questore di Livorno che gli ha comunicato l’avvio della procedura. Al momento non sarebbe stata fatta ancora nessuna proposta di sanzione, contro la quale entro 10 giorni l’agente può fare ricorso.

GLI AGENTI DEVONO ESSERE PRESTO SENTITI

I membri della scorta di Salvini identificati su quella spiaggia sono tre e devono essere sentiti a breve dalla procura di Ravenna. A quanto si è appreso, la questura di Ravenna ha concluso l’accertamento inviando per competenza gli atti alle questure di Roma e di Livorno alla quale appartengono rispettivamente i tre agenti della scorta e i due poliziotti incaricati della moto d’acqua.

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