Presidio a Gioia Tauro per difendere centinaia di posti Lavoratori davanti al porto in attesa dell’incontro al Ministero

GIOIA TAURO (REGGIO CALABRIA) - Centinaia di portuali di Gioia Tauro e i sindaci della Piana si sono riuniti stamani davanti al gate portuale in attesa di notizie dal tavolo di confronto convocato al Ministero delle Infrastrutture sul futuro dello scalo.

I sindaci hanno chiesto un incontro urgente con il ministro Toninelli ed hanno annunciato che non si muoveranno dalla loro protesta fin quando non arriverà la convocazione, ritenendo di essere interlocutori istituzionali diretti del territorio sul quale sorge il porto. Posizione che hanno ribadito alle centinaia di portuali che stanno occupando simbolicamente l’ingresso dello scalo.

In tarda mattinata il ministro Toninelli ed il suo staff incontreranno a Roma le organizzazioni sindacali e i rappresentanti delle società Medcenter e Msc per cercare di affrontare i problemi che affliggono lo scalo. Tra i presenti al sit-in anche don Pino Demasi, referente di Libera della Piana, imprenditori, politici e mogli e figli del portuali che rischiano il licenziamento.

Protesta Lsu Lpu, c’è l’emendamento ma non i soldi Sale lo scontro nel Governo per i lavoratori calabresi

COSENZA - Ora non resta che aspettare. I sindaci, i 4500 lavoratori, i sindacati sono in attesa che dalla sala della commissione Bilancio del Senato arrivi la tanto attesa buona notizia. La speranza c’è tutta anche se le cronache politiche non lasciano grande ottimismo. C’è uno scontro strisciante fra il Movimento 5 Stelle e la Lega che è emerso chiaramente con la bocciatura, da parte della Lega, dell’emendamento sull’ecotassa e al bonus auto non inquinanti.

Il problema è sempre lo stesso cioè i quattrini da trovare. Viste le ristrettezze si profila un vero e proprio braccio di ferro fra le due parti del contratto che rischia di travolgere pericolosamente i lavoratori calabresi che la Lega vede come fumo negli occhi.

L'ULTIMA PROTESTA NEL COSENTINO E LE DIMISSIONI DEL SINDACO

La parte positiva della giornata deriva dal fatto che finalmente i 5 Stelle hanno presentato un emendamento dedicato agli ex Lsu/Lpu. L’emendamento porta la firma di 14 senatori, ma curiosamente nessun calabrese. Il concetto centrale dell’emendamento sono le deroghe «ai limiti - si legge nell’emendamento - previsti dalle leggi vigenti che stabiliscono la capacità assunzionale in relazione al turn over, per il superamento del precariato».

Sempre per questo unico obiettivo l’emendamento prevede poi che «nell’ambito della programmazione ordinaria del fabbisogno del personale [...] per il triennio 2019-2021 possono altresì derogare il contenimento delle spesedi personale con riferimento al valore medio del triennio precedente».

Insomma l’emendamento contiene le tanto attese deroghe alle norme che oggi disciplinano le assunzioni nella Pubblica amministrazione. Quello che invece non prevede sono gli stanziamenti finanziari necessari poi a pagare gli stipendi ai lavoratori una volta stabilizzati. Anche questo è un aspetto importante visto che un piccolo comune che ha 30/40 precari da stabilizzare difficilmente troverà le risorse proprie. E’ quanto sottolinea la Cgil Calabria.

«Emendamento della maggioranza Lsu Lpu Calabria insufficiente per la soluzione della vertenza di tutti i 4500 lavoratori - si legge in una nota - Servono le coperture economiche per le proroghe dei contratti. Purtroppo l'emendamento proposto dalla maggioranza su Lsu Lpu fa riferimento al comma 224 solo per la proroga, non per la copertura economica del finanziamento "originario". Tant'è che la proroga diventa triennale».

«Le risorse - spiega il segretario generale Angelo Sposato - fino a prova contraria sono solo quelle previste dalle assegnazioni ministeriali (86 milioni x le 4 annualità.. i circa 21 milioni della convenzione). L' emendamento non armonizza la normativa vigente, non agisce quindi da combinato disposto. La copertura finanziaria prevista, sono le assegnazioni ministeriali della Convenzione con la Regione, destinate solo alla stabilizzazione e non per le proroghe, per come invece si era impegnato il Governo attraverso il Ministro Barbara Lezzi».

L’altro emendamento presentato è quello di Ernesto Magorno. «Coerentemente al lavoro fatto dai deputati Pd alla Camera - ha detto il senatore di Diamante - oggi ho presentato in commissione Bilancio l'emendamento necessario per consentire al bacino di ex Lsu e Lpu di proseguire il percorso di stabilizzazione avviato dai precedenti Governi attraverso il ripristino dei finanziamenti nazionali e la previsione di deroga per le assunzioni ai piani di fabbisogno triennali . Abbiamo appreso con soddisfazione degli impegni che il ministro Lezzi ha assunto con il presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio, e ribaditi dal presidente Conte ai sindacati e ai lavoratori calabresi, ma ora siamo a un punto di non ritorno, per cui le intenzioni devono trovare uno sbocco formale: ecco perché ci auguriamo che il nostro emendamento venga approvato o, in alternativa, la maggioranza ne presenti un altro coerente».

E’ ovvio che le speranze che questo emendamento venga approvato siano vicine allo zero. Ma il vero problema è capire cosa succederà all’emendamento dei 5 Stelle. Intanto i segretari delle federazioni calabresi (Guglielmelli, Insardà, Murgi, Cuda e Puccio) scrivono che il tempo delle parole è finito «da settimane stiamo assistendo a uno sconcertante gioco delle parti messo in scena dal Governo e dai parlamentari calabresi di Lega e 5stelle. Gli impegni verbali da parte di ministri, eletti e finanche il presidente Conte sono tutti improntati alle rassicurazioni, poi nelle aule parlamentari le parole si sgonfiano. Agli atti, rimane allo stato solo la temeraria iniziativa del Governo che ha sottratto i fondi nazionali necessari per le stabilizzazioni».

In commissione si voterà anche oggi e poi il testo passerà all’esame dell’aula. I lavoratori assisteranno al dibattito con una serie di iniziative di protesta sul territorio.

Protesta ex Lsu Lpu, è paralisi in diversi Comuni Nel Vibonese iniziative e sostegno dai sindaci

VIBO VALENTIA - Gli ex Lsu-Lpu di Serra San Bruno e Capistrano hanno avviato stamani lo stato di agitazione sospendendo ogni tipo di attività e dunque causando seri disagi nell’erogazione dei servizi. A Serra i lavoratori, si sono dati appuntamento nella Sala Giunta provocando, di fatto, la sospensione di alcuni importanti servizi quali ad esempio quello del trasporto degli alunni.

Il sindaco Luigi Tassone e l’Amministrazione comunale si sono schierati a loro fianco dando atto «dell’essenzialità del loro lavoro che da 23 anni consente all’Ente di dare risposte concrete. Siamo accanto a loro – ha affermato Tassone – e lo saremo sempre perché è giusto riconoscere il loro sacrosanto diritto al lavoro. Facciamo appello al Governo affinché risolva definitivamente il problema che si trascina da oltre 4 lustri e che aveva visto un punto di svolta con la trasformazione del rapporto di lavoro. Come Amministrazione abbiamo fatto tutto il possibile e continueremo a farlo, dimostrando con i fatti il nostro senso di responsabilità. Ora tocca al Governo concedere le proroghe e le risorse finanziarie per dare stabilità ai lavoratori ed alle loro famiglie, che fino ad adesso hanno vissuto con il fiato sospeso e senza poter programmare il futuro. La situazione – ha concluso Tassone – è giunta al culmine e nessuno si può tirare indietro anche perché sta per esplodere una bomba sociale che investirà tutta la Calabria. Noi, ancora una volta, non ci tireremo indietro e se non vedremo provvedimenti risolutivi protesteremo a Roma accanto a lavoratori che difendono semplicemente la loro dignità».

LSU CAPISTRANO

 

Anche a Capistrano (foto a lato) è montata la protesta dei 12 precari che prestano servizio presso l'ente. Il Comune spende mediamente per questi lavoratori 200mila euro l’anno, un budget alto in termini economici, ma basso vista la mole di lavoro che gli operai stanno mettendo in atto. Un esempio è l’intervento durante l’alluvione dello scorso 4 e 5 ottobre, oltre ala manutenzione ordinaria in un paese sempre più pulito.

Il sindaco Marco Martino in via precauzionale, ha scritto al Prefetto di Vibo Valentia Giuseppe Gualtieri chiedendo maggiore attenzione verso il motore della macchina amministrativa capistranese. La protesta, come avvenne l'anno scorso, rischia di allargarsi ad altri enti.

Detenuti assunti per preparare i pacchi di Natale Progetto dell’azienda Callipo per lavoro e dignità

VIBO VALENTIA - Per il terzo anno consecutivo l’azienda calabrese "Giacinto Callipo Conserve Alimentari" assume sette detenuti per il confezionamento di 10.000 idee regalo natalizie. I detenuti selezionati per questo progetto vengono formati per lavorare all’interno del carcere per due mesi. I detenuti selezionati hanno il compito di confezionare 10 mila idee regalo contenenti un assortimento dei prodotti Callipo che saranno in vendita per le prossime festività natalizie.

Il percorso lavorativo prevede un periodo di training con le maestranze di Callipo per trasferire ai detenuti-lavoratori, oltre alle tecniche di confezionamento, i valori e le linee guida a cui tutti i lavoratori devono attenersi, per farli sentire parte integrante dell’azienda.

«Ogni detenuto - ha commentato Antonio Galati, direttore del carcere di Vibo Valentia - ha la sua storia ma tutti hanno la stessa esigenza: avere una speranza per il futuro. La formazione e il lavoro sono la strada giusta per il recupero sociale, i detenuti possono in questo modo dimostrare che può esserci un cambiamento e tornare a credere nella possibilità di rifarsi una vita dopo la conclusione della pena. La collaborazione con Callipo è una grande opportunità per tutti i detenuti coinvolti in questi anni, perché un’azienda virtuosa dà loro fiducia. La nostra speranza è che anche altre aziende del territorio possano comprendere la valenza sociale del progetto e decidere di farne parte».

«Il clima di fiducia che si è instaurato in questi anni all’interno del Penitenziario e l’entusiasmo, l’impegno e la gratitudine che i detenuti dimostrano - ha affermato il presidente e Cavaliere del lavoro Pippo Callipo - ci ripagano di ogni sforzo. Il lavoro è la prima strada per ridare dignità alle persone recluse e noi vogliamo farlo in modo concreto dimostrando che si può dare e ricevere una seconda possibilità, si possono superare i pregiudizi, si può costruire un futuro migliore. Si tratta di un progetto che ci sta molto a cuore e il cui impatto sociale ci viene riconosciuto anche a livello nazionale. Lo scorso 2 ottobre, infatti, siamo stati invitati a dare la nostra testimonianza al riguardo all’interno del "Salone della Csr e dell’Innovazione Sociale", svoltosi all’Università Bocconi di Milano».

Reddito minimo d’inserimento, tra alti e bassi (e qualche risultato) la Basilicata fa scuola

FORSE bisognerà rivedere qualcosa, e magari la misura regionale potrà essere corretta in meglio. Di certo il Reddito minimo d’inserimento lucano sarà uno strumento nelle mani dei tecnici del ministero del Lavoro che stanno limando quello di cittadinanza prefigurato nel programma dell’esecutivo Conte: dai punti di forza (e sofferenza) dell’iniziativa regionale potrà venire qualche spunto per quella nazionale.

Il paradosso politico di una regione a traino Pd presa quasi a modello dal “governo del cambiamento” può essere visto, però, solo come elemento di contorno in una vicenda che, dopo anni di attesa, è partita poco più di un anno fa. Tra alti e bassi e con una correzione estiva che ha permesso di estendere la platea e intervenire su uno dei nervi scoperti della Basilicata: la forestazione. Due mesi fa la Giunta regionale – d’intesa con Cgil, Cisl e Uil – ha infatti deciso di impiegare i beneficiari di fascia A del Rmi per 3 anni in attività lavorative con il contratto idraulico-forestale; 574 i lavoratori nel 2018, che supereranno i 1.200 nel 2019, «un patrimonio – hanno commentato i sindacati – che deve essere curato come risorsa e per far questo dobbiamo uscire dalla gestione emergenziale, che è quella predominante degli ultimi 20 anni e che rappresenta la vera criticità per i circa 4.700 lavoratori interessati. Solo con misure specifiche, tarate sulle caratteristiche dei destinatari, sarà possibile fare in modo che il Reddito minimo non diventi un mero “ambito di attesa” o, peggio, di assistenzialismo, dando invece la possibilità a lavoratori espulsi dal ciclo produttivo di rientrare sul mercato del lavoro e maturare anche i contributi necessari alla pensione».

Si tratta di lavoratori ex mobilità in deroga assunti, per lo svolgimento di 102 giornate lavorative con contratto idraulico-forestale, a partire dal 1° luglio 2018: il soggetto attuatore è il Consorzio di Bonifica.

Intanto, dall’Agenzia regionale del Lavoro (Lab – Lavoro e Apprendimento Basilicata) confermano che i pagamenti degli stipendi procedono con regolarità – dal giorno 15 al 20 di ogni mese – e il bilancio del primo anno di attività è positivo, tanto per i 2.636 beneficiari (1.100 nella provincia di Matera e 1.536 nella Provincia di Potenza) quanto per i Comuni che se ne sono serviti per i lavori più disparati, dalla manutenzione scolastica alla cura del verde. Calcolando una media di 450 euro mensili (contro i 780 della misura nazionale) si arriva a quasi 1,2 milioni.

«Nei Comuni abbiamo riscontrato la massima disponibilità – commenta Antonio Fiore, direttore di Lab, da Roma dove si trova per alcuni impegni istituzionali –, la misura lucana non è assolutamente cumulabile con le altre a carattere nazionale e comunque anche per il Reddito di cittadinanza bisognerà attendere le direttive specifiche che seguiranno all’approvazione della finanziaria». Residua il rebus Centri per l’Impiego: «Qui una riorganizzazione nei territori è assolutamente urgente e il governo centrale sta affrontando anche questo nodo proprio in questi giorni», specifica Fiore.

Riapre l’Hotel 501, la nuova proprietà versa 2,6 milioni di euro Già prenotate le prime camere a partire da ottobre

VIBO VALENTIA - Una icona della storia Vibonese sta per tornare. La società che si è aggiudicato all’asta l'Hotel 501, infatti, ha proceduto ieri al saldo dell’importo di 2,6 milioni di euro e dal primo ottobre la struttura tornerà pienamente operativa.

Sono già state prenotate 100 camere. La struttura alberghiera aveva chiuso nel settembre del 2017 (LEGGI LA NOTIZIA) quando l’albergo passò nella totale disponibilità della curatela fallimentare, riapriranno il prossimo primo ottobre.

Questo, almeno, è quanto promette la nuova proprietà, vale a dire la Ku Investiment Srl che, nella giornata di ieri, ha provveduto a perfezionare la procedura d’acquisto, scaturita dall’ultima asta fallimentare del giugno scorso, all’esito della quale si era accaparrata il complesso per una somma di 2,6 milioni di euro.

La società guidata dall’amministratore unico Rocco Gabriele Sabatino, giovane laureato a pieni voti in Economia alla Luiss di Roma figlio del noto imprenditore oleario di Soriano Franco Sabatino, ha dunque onorato l’impegno nei tempi previsti e da lunedì, dopo la firma degli atti notarili, acquisirà pieni diritti sull’albergo che più di ogni altro ha simboleggiato la “belle époque” vibonese, legando indissolubilmente il suo nome ad eventi di cultura e spettacolo di caratura nazionale.

A rilanciare le speranze dei tanti lavoratori che erano rimasti senza occupazione dopo il fallimento della società madre e gli infruttuosi tentativi di acquisizione che ne seguirono, arrivano già anche incoraggianti segnali dal punto di vista delle vendite. Una prima importante commessa è infatti già all’attivo della struttura grazie alla prenotazione di circa 100 camere da parte dei promotori del Festival leggere e scrivere, che dal 2 al 6 ottobre porterà in città numerose personalità del mondo della cultura italiana.