Reddito minimo d’inserimento, tra alti e bassi (e qualche risultato) la Basilicata fa scuola

FORSE bisognerà rivedere qualcosa, e magari la misura regionale potrà essere corretta in meglio. Di certo il Reddito minimo d’inserimento lucano sarà uno strumento nelle mani dei tecnici del ministero del Lavoro che stanno limando quello di cittadinanza prefigurato nel programma dell’esecutivo Conte: dai punti di forza (e sofferenza) dell’iniziativa regionale potrà venire qualche spunto per quella nazionale.

Il paradosso politico di una regione a traino Pd presa quasi a modello dal “governo del cambiamento” può essere visto, però, solo come elemento di contorno in una vicenda che, dopo anni di attesa, è partita poco più di un anno fa. Tra alti e bassi e con una correzione estiva che ha permesso di estendere la platea e intervenire su uno dei nervi scoperti della Basilicata: la forestazione. Due mesi fa la Giunta regionale – d’intesa con Cgil, Cisl e Uil – ha infatti deciso di impiegare i beneficiari di fascia A del Rmi per 3 anni in attività lavorative con il contratto idraulico-forestale; 574 i lavoratori nel 2018, che supereranno i 1.200 nel 2019, «un patrimonio – hanno commentato i sindacati – che deve essere curato come risorsa e per far questo dobbiamo uscire dalla gestione emergenziale, che è quella predominante degli ultimi 20 anni e che rappresenta la vera criticità per i circa 4.700 lavoratori interessati. Solo con misure specifiche, tarate sulle caratteristiche dei destinatari, sarà possibile fare in modo che il Reddito minimo non diventi un mero “ambito di attesa” o, peggio, di assistenzialismo, dando invece la possibilità a lavoratori espulsi dal ciclo produttivo di rientrare sul mercato del lavoro e maturare anche i contributi necessari alla pensione».

Si tratta di lavoratori ex mobilità in deroga assunti, per lo svolgimento di 102 giornate lavorative con contratto idraulico-forestale, a partire dal 1° luglio 2018: il soggetto attuatore è il Consorzio di Bonifica.

Intanto, dall’Agenzia regionale del Lavoro (Lab – Lavoro e Apprendimento Basilicata) confermano che i pagamenti degli stipendi procedono con regolarità – dal giorno 15 al 20 di ogni mese – e il bilancio del primo anno di attività è positivo, tanto per i 2.636 beneficiari (1.100 nella provincia di Matera e 1.536 nella Provincia di Potenza) quanto per i Comuni che se ne sono serviti per i lavori più disparati, dalla manutenzione scolastica alla cura del verde. Calcolando una media di 450 euro mensili (contro i 780 della misura nazionale) si arriva a quasi 1,2 milioni.

«Nei Comuni abbiamo riscontrato la massima disponibilità – commenta Antonio Fiore, direttore di Lab, da Roma dove si trova per alcuni impegni istituzionali –, la misura lucana non è assolutamente cumulabile con le altre a carattere nazionale e comunque anche per il Reddito di cittadinanza bisognerà attendere le direttive specifiche che seguiranno all’approvazione della finanziaria». Residua il rebus Centri per l’Impiego: «Qui una riorganizzazione nei territori è assolutamente urgente e il governo centrale sta affrontando anche questo nodo proprio in questi giorni», specifica Fiore.

Riapre l’Hotel 501, la nuova proprietà versa 2,6 milioni di euro Già prenotate le prime camere a partire da ottobre

VIBO VALENTIA - Una icona della storia Vibonese sta per tornare. La società che si è aggiudicato all’asta l'Hotel 501, infatti, ha proceduto ieri al saldo dell’importo di 2,6 milioni di euro e dal primo ottobre la struttura tornerà pienamente operativa.

Sono già state prenotate 100 camere. La struttura alberghiera aveva chiuso nel settembre del 2017 (LEGGI LA NOTIZIA) quando l’albergo passò nella totale disponibilità della curatela fallimentare, riapriranno il prossimo primo ottobre.

Questo, almeno, è quanto promette la nuova proprietà, vale a dire la Ku Investiment Srl che, nella giornata di ieri, ha provveduto a perfezionare la procedura d’acquisto, scaturita dall’ultima asta fallimentare del giugno scorso, all’esito della quale si era accaparrata il complesso per una somma di 2,6 milioni di euro.

La società guidata dall’amministratore unico Rocco Gabriele Sabatino, giovane laureato a pieni voti in Economia alla Luiss di Roma figlio del noto imprenditore oleario di Soriano Franco Sabatino, ha dunque onorato l’impegno nei tempi previsti e da lunedì, dopo la firma degli atti notarili, acquisirà pieni diritti sull’albergo che più di ogni altro ha simboleggiato la “belle époque” vibonese, legando indissolubilmente il suo nome ad eventi di cultura e spettacolo di caratura nazionale.

A rilanciare le speranze dei tanti lavoratori che erano rimasti senza occupazione dopo il fallimento della società madre e gli infruttuosi tentativi di acquisizione che ne seguirono, arrivano già anche incoraggianti segnali dal punto di vista delle vendite. Una prima importante commessa è infatti già all’attivo della struttura grazie alla prenotazione di circa 100 camere da parte dei promotori del Festival leggere e scrivere, che dal 2 al 6 ottobre porterà in città numerose personalità del mondo della cultura italiana.