Nome di Nino Savastano tirato in ballo in passato dai collaboratori di giustizia

di Pina Ferro

Giovanni Savastano, nel corso del tempo, è stato tirato in ballo da alcuni collaboratori di giustizia che hanno descritto il legame tra il consigliere comunale ed alcuni soggetti noti alle forze dell’ordine. Si tratta di personaggi di spicco nel panorama criminale della città di Salerno. Va precisato che in passato Savatano è stato coinvolto in vicende giudiziarie. Era accusato di concorso esterno in associazione camorristica, abuso di ufficio aggravato dalla finalità di agevolare l’associazione a delinquere facente capo a D’Agostino Giuseppe . Procedimento che si concluse con un’assoluzione. “E se in tempi trascorsi -scrive il Gip – tali accordi erano stati qualificati in sede processuale come mero scambio di favori nei confronti di “amici di quartiere” (il riferimento è agli accertati rapporti tra il Savastano ed i fratelli D’Agostino Giuseppe e D’Agostino Antonio”, che “erano sì camorristi, ma anche i compagni di infanzia del Savastano cresciuto nel Rione Petrosino”), essendo carente la prova di un nesso tra le condotte contestate al Savastano e le competizioni elettorali nel corso delle quali il medesimo aveva ottenuto l’appoggio del clan D’Agostino – Panella, le indagini effettuate nel presente procedimento penale non lasciano, invece, residuare dubbi sulla contiguità tra patto corruttiva elettorale e condotte illecite finalizzate a plurimi delitti di turbativa d’asta, con lo Zoccola”.
A parlare, per la prima volta, di Giovanni Savastano e del suo coinvolgimento con Peppe D ‘Agostino è il collaborante di giustizia Pisapia Adamo.
Alle sue dichiarazioni hanno fatto eco le successive dichiarazioni di Cuomo Andrea, Esposito Carmine, Iannone Bruno e, da ultimo, in seguito alla scelta di collaborare con la giustizia maturatasi nell’aprile del 2006, anche Ubbidiente Angelo.
Il primo riferimento a Savastano fu fatto, infatti, da Pisapia nel corso dell’interrogatorio rilasciato il 6 novembre 2000, dunque, in epoca precedente all’ultima competizione elettorale dell’anno 2001.
In particolare, Pisapia riferiva che in entrambe le competizioni elettorali in cui la lista aveva avuto a capo il sindaco Vincenzo De Luca, “era stato portato” un politico, Nino Savastano, su ordine di Peppe D’Agostino.
E’ evidente il riferimento di Pisapia alle elezioni tenutesi negli anni 1993 e 1997, elezioni in cui, a Salerno, concorreva per la carica di sindaco Vincenzo De Luca, e Pisapia riferiva testualmente: “Si, l’abbiamo portato noi questo politico perché… Peppe D’Agostino disse (…) anche perché nel rione nostro si può dire, Rione Petrosino, via Capone, stiamo là… e Peppe disse di portare lui, assolutamente lui e infatti nelle votazioni ci mettemmo tutti davanti alle scuole e chiunque persona passava li là gli dicevamo di dare questo voto a questa persona perché serviva per … tante cose insomma, avere un politico come amico… tipo gare d’appalto insomma, qualche lavoro che si doveva prendere soldi”.
Secondo la ricostruzione di Pisapia l’assessore Savastano era stato sempre molto vicino al clan essendo legato a Matteo Palumbo, ed era stato proprio il clan a spingere il Savastano a candidarsi confidando nella possibilità che questi, dopo De Luca, potesse diventare addirittura sindaco con il loro appoggio poiché essi, anche attraverso Ciro Marigliano ed il Panella, avevano il controllo in varie zone di Salerno. Successivamete Pisapia precisò di non sapere come facesse Savastano a far prendere i lavori alla ditta di Palumbo in quanto questi argomenti venivano discussi tra Savastano, Giuseppe D ‘Agostino e Matteo Palumbo anche se gli altri associati ne erano, comunque, a conoscenza.
Il 12 aprile 2006 il Pisapia, dichiarrò, inoltre di conoscere Fiorenzo Zocco/a , persona che riferiva essere legalissima a D ‘Agostino Giuseppe e che aveva ricevuto tanti soldi con i lavori ricevuti al Comune da costruirsi una mega villa nei pressi dell’aula bunker dì Salerno. Alla domanda del magistrato circa le modalità con cui venivano assegnati i lavori a Zoccola Pisapia rigferì,: <venivano assegnati perché questi apparteneva al D’Agostino e pertanto veniva favorito.
Preciso meglio che dei rapporti tra il D ‘Agostino ed esponenti del Comune di Salerno, in particolare Savastano e qualcun altro, beneficiava lo Zocco/a. E’ stato proprio quest’ultimo a consigliare al D’Agostino di aprire una ditta per fare tali lavori sul Comune di Salerno> Dei rapporti di amicizia tra Savastano e D’Agostino hanno parlato anche i collaboratori di giustizia Andrea Cuomo, il l9 gennaio 2005, Carmine Esposito il 6 dicembre del 2005, Bruno Iannone. Anche Angelo Ubbidiente, interrogato dai magistrati nel giugno 2006 riferì di conoscere Giovanni Savastano da una vita “rapporti proprio, cose normali” ed alla domanda su cosa significasse l’espressione “cose normali” replicava: “ha fatto cambiare il cognome a mio figlio, prima perchè portava il cognome di…mi sono rivolto a lui come dovevo fare, che carte… poi lui mi spiegò quali cose, qualche sussidio che ha fatto mia moglie, però rapporti di cose no, di illeciti no, non l’ha mai fatto. Lo conosco proprio…da ragazzi ci conosciamo”.
Ubbidiente ricordò anche dell’episodio in cui si era presentato nella stanza di Savastano, al Comune, in quanto l ‘assessore gli aveva organizzato un incontro con una persona che aveva una ditta per conto del Comune al fine dì verificare la possibilità dì poter esserne assunto.
Le indagini della Dia hanno accertato che la persona con cui Angelo Ubbidiente si incontrò al Comune era Bruno De Rosa B presidente del Consiglio di Amministrazione della Cooperativa Albanova, dalla data della sua costituzione fino al mese di ottobre dell’anno 2002.

Le intercettazioni/ Angelo Caramanno si rifiuta di partecipare alla giunta comunale

Durante una conversazione telefonica intercettata, l’assessore Caramanno si mostra chiaramente preoccupato per la vicenda cooperative e per l’adozione di questa ulteriore proroga, affermando in maniera tassativa di non voler aver nulla a che fare con loro: “Noooooooooo, io non mi gioco niente perché io con quella gente … no ci voglio avere a che fare”. In quell’occasione, Caramanno non partecipa alla giunta comunale, forse fuori Salerno.
Luca Caselli ad un certo punto non ti sentivo più…
Angelo Caramanno neanche io, scusami…
Luca Caselli: chiama un attimo, per me c’è la fate anche domani non è un problema, cioè voglio dire..•
Angelo Caramanno domani- quindi oggi scade comunque..
Luca Caselli: oggi scade il rapporto di lavoro del giorno 15, per fare io poi le proroghe con le determine senza soluzione di continuità, le devo fare entro domani, dopodomani·- insomma posso scrivere dal 15 in poi, non è che posso andare troppo oltre, sarebbe stato bene…•pronto…•
Angelo Caramanno: ehi …
Luca Caselli: sarebbe stato buona norma che avessimo fatto tutto prima, però come al solito non si sa mai niente ·- pareva che queste benedette Commissioni le riuscivano a fare, invece non le hanno fatte,
Angelo Caramanno: però vista la delicatezza dell’argomento io te lo chiedo a livello personale • e visto che io sto in “mezzo al fuoco” per questa cosa, anche a livello personale-· informami non •••
Luca Caselli: ma io per questo ieri ti ho mandato la determina-·
Angelo Caramanno: ho capito, ma comunque ieri .•. (si accavallano le voci)-·
Luca Caselli: a me ieri hanno scritto, perché onestamente, se tu .. si io avevo detto “guardate dopo il 15 possiamo andare perché abbiamo scritto che non c’era una proroga, era la risoluzione del rapporto di lavoro”, poi visto e considerato che come al solito le gare perdono tempo, ma c’è ancora il fatto che sono sempre…
Angelo Caramanno: e l’hai messa a proposta mia … l’hai messa quindi·-
Luca Caselli: e come delibera d’indirizzo la proposta tua, che da solamente l’indirizzo a me di fare le proroghe, come tutte le altre volte Angelo, •.. no, c’è grande differenza •.. è come le altre volte che le abbiamo fatte, io adesso in questo momento visto e considerato che non hanno terminato diciamo gli atti di gara •.. che erano relativi alla cosa, si prorogano per altri due mesi nelle more che si finisce· tieni conto che sono già stati tutti quanti ammessi alla fase successiva, eh
Angelo Carammanno: ok.••
Luca Caselli: quindi stiamo più tranquilli…
Angelo Caramanno: ok..
Luca Caselli: no, no, stasera è una cazzata, anzi ti posso dire una cosa giocatela in un altro modo, nel senso che …
Angelo Caramanno: Noooooooooo, io non mi gioco niente perché io con quella gente … no ci voglio avere a che fare
Luca Caselli: ho capito, però voglio dire questa è una cosa buona, che stai facendo per i dipendenti per evitare che vadano in mezzo alla strada … per i prossimi mesi..
Angelo Caramanno: va bene, fammi chiamare un attimo al Sindaco…ciao..

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L’11 dicembre 2002 il Comune decide di suddividere il territorio in 7 ambiti

A cura di Pina Ferro

Era l’11 dicembre del 2002 quando il comune di Salerno con apposta delibera di giunta stabiliva di procedere alla manutenzione del patrimonio stradale suddividendo il territorio comunale in 7 ambiti o lotti e di avvalersi anche delle prestazioni professionali delle cooperative, sia sociali che di produzione e lavoro, presenti sui territorio.
Successivamente, l’Ente stabiliva di volersi avvalere, per l’espletamento dei servizi in questione, della sola cooperazione sociale (e non anche a quella di produzione lavoro) e di operatori economici individuati sui libero mercato. A tal fine, quindi, l’Ente s’impegnava ad affidare il 50% dell’intero progetto manutentivo (costituito da 7 lotti) a cooperative sociali di tipo “B” da individuarsi secondo una ben determinata procedura e con le quali, successivamente, sarebbe stato stipulato specifico atto convenzionale. Successivamente i lotti furono ridotti a sei e affidati alle cooperative sociali individuate con l’anzidetta procedura, escludendo il ricorso al libero mercato. A seguito di ciò, con determinazione dirigenziale 6172 del 2.12.2003, a firma del dirigente Basile Matteo, preso atto dell’indisponibilità di bilancio, che non consentiva di far fronte all’impegno complessivo di 1.455.876 euro, si è proceduto alla stipula degli atti contrattuali per l’affidamento dei seguenti 4 lotti: lotto numero 4 alla “Società Cooperativa Sociale Alba Nova”; lotto numero 5 alla “Societa Cooperativa Sociale Terza Dimensione2; lotto numero 6 alla “Societa Cooperativa Sociale Lavoro Vero”; lotto numero 1 alla “Società Cooperativa Sociale II Leccio”. L’affidamento aveva una durata di 12 mesi. Successivamente l’affidamento fu prorogato di anno in anno fino al 2007 con vari provvedimenti amministrativi. Il 3 marzo del 2007 (delibera di giunta 458/07) il Comune di Salerno approvava il quadro degli interventi di manutenzione ordinaria e conservativa del patrimonio cittadino, distinti in 8 ambiti territoriali, per l’importo complessivo di 1.600.000 euro IvA esclusa, stabilendo l’affidamento del progetto manutentivo, per la durata di un anno rinnovabile, a cooperative sociali di tipo B. Con !a medesima deliberazione veniva, altresi, stabilito che la selezione delle cooperative sociali di tipo B sarebbe avvenuta, previo invito a negoziare e sulla base di apposita richiesta di partecipazione, a seguito della valutazione di specifici requisiti (progetto di inserimento o stabilizzazione lavorativa, precedenti esperienze lavorative in analoghe attività, adeguata organizzazione del servizio ed adeguata dotazione di mezzi ed attrezzature). Con determinazione dirigenziale numero 1895 del 14.5.2007, il dirigente Di Lorenzo Alberto dava atto che, per Ia procedura d’evidenza pubblica oggetto d’analisi, erano pervenute 16 offerte da parte di cooperative sociali e che la gara si era sviluppata nelle sedute del 7 e 9 maggio 2007. La Commissione aveva formato Ia seguente graduatoria: Eolo coop. sociale punti 100; Alba nova coop. sociale punti 95,22; Lavoro vero coop. sociale punti 94,78; Il Leccio coop. sociale punti 91,11; Terza Dimensione coop. sociale punti 89,33; 3 SSS coop. sociale punti 84,89; le Ali coop. sociale punti 73,33; Gea coop. sociale punti 72,67; Socofasa coop. sociale punti 63,78 ; Social sSogno coop . sociale punti 62,78; La Quercia coop. sociale punti 60,44 ; Il Verde Pino coop . sociale punti 44,78 ; I Cento fiori coop . sociale punti 44,00; Prime work coop . sociale punti 41,67; Cronos Raito arl onlus coop. sociale punti 35,44. Successivamente vennero effettuati gli affidamenti alle prime 8 cooperative.a ciascuna delle quali venivano riconosciuto un corrispettivo di 200.000 euro oltre Iva. Con la delibera di giunta 959 del 30.11.2012, l’amministrazione comunale salernitana disponeva l’espletamento di una procedura d’evidenza pubblica riservata alle cooperative sociali di tipo B iscritte nell’Albo Regionale per la provincia di Salerno- finalizzato all’affidamento dei medesimi servizi per i quali, per ciascun lotto, sarebbe stato riconosciuto un corrispettivo di 200.000 euro oltre Iva. Con determinazione dirigenziale, a firma del dirigente Luca Caselli, venivano approvati gli atti necessari per procedere alla gara che si concludeva con successiva determinazione dirigenziale 2211 del 19.6.2013 con !a qua!e il predetto dirigente approvava la graduatoria provvisoria: Lotto 1 alla Società Cooperativa Sociale Il Leccio; lotto 2 alla Società Cooperativa Sociale Le Ali; lotto 3 alla Società Cooperativa Sociale 3 SSS Servizi Sociali Salernitani; lotto 4 alla Societa Cooperativa Sociale Eolo; lotto 5 alla Società Cooperativa Sociale Alba Nova; lotto 6 alla Societa Cooperativa Sociale Terza Dimensione; lotto 7 alla Società Cooperativa Sociale Lavoro Vero; Lotto 8 alla cooperativa sociale San Matteo. Con determinazione dirigenziale 3789 del 27.10.2014, il dirigente Caselli prorogava di un ulteriore anno gli affidamenti , con conseguente sottoscrizione, sempre a firma del medesimo dirigente, di specifiche convenzioni con le cooperative sociali affidatarie dei servizi. Avendo deciso di individuare nuovi contraenti, con determinazione dirigenziale 2097 del 29.6.2015, Caselli approvava g1i atti propedeutici alla celebrazione di una nuova procedura d’evidenza pubblica, ancora una volta riservata alle sole cooperative sociali di tipo B, per l’affidarnento, per !a durata di 1 anno, di 8 lotti per la manutenzione ordinaria e conservativa del patrimonio cittadino per ciascuno dei quali sarebbe stato riconosciuto un corrispettivo di 200.000 euro oltre Iva. Nelle more dell’espletamento della procedura di selezione del contraente, con i seguenti provvedimenti amministrativi il dirigente Caselli a prorogava ulteriormente gli affidarnenti sopra indicati: con determinazione dirigenziale 3669 del 22.l0.2015 peril periodo dall’l.l0.2015 a! 30.3.2016; con determinazione dirigenziale 1643 del 6.4.2016 per il periodo dal 31.3.2016 al 30.6.2016; con determinazione dirigenziale 3355 del 14.7.2016 per il periodo dall’ 1.7.2016 a! 30.9.2016; con determinazione dirigenziale 4589 del 12.10.20!6 per il periodo dall’1.10.2016 al 30.11.2016.
Anche per fronteggiare le gravi carenze di igiene e pulizia della città il Comune di Salerno stabiliva di: (delibera di GM n. 748 del 7.7.2006)
avvalersi, in via temporanea, per il tempo strettamente necessaria a[ superamento delle cattive condizioni igieniche in cui versa la maggior parte delle aree pubbliche comunali ed a tutela dell’igiene pubblica, stante anche l’attuale periodo estivo e comunque sino a tutta il 3010912006, delle prestazioni delle seguenti cooperative sociali di tipo “B “, ricorrendo alla stipula di atti convenzionali ex art. 5, comma I della predetta Iegge n. 381191 per !o svolgimento dei lavori di manutenzioni ordinaria e conservativa del patrimonio comunale e per la pulizia dei capistrada: Cooperativa “II Leccio “; Cooperativa “Alba Nova”; Cooperativa “Lavoro Vera”; Cooperativa “Terza Dimensione”.

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Codacons chiede il commissariamento: “Siamo pronti a costituirci parte civile”

di Erika Noschese

Commissariare il neo eletto sindaco di Salerno ed indire nuove assunzioni. Una richiesta ben precisa quella avanzata dal Codacons di Salerno, a poche ore dal terremoto politico che si è abbattuto su Palazzo di Città e della Regione Campania con Luca Caselli e Nino Savastano finiti agli arresti domiciliari. Lo scorso 4 ottobre, l’associazione d categoria a tutela dei consumatori ha presentato denuncia alla Procura per l’audio diffuso dai parlamentari del Movimento 5 Stelle, circa la richiesta pressante di voto ad un candidato al consiglio comunale di Salerno. “Il Codacons da anni va denunciando la situazione del verde pubblico a Salerno – ha dichiarato il vice presidente Matteo Marchetti – Da tempo ci siamo resi conto che qualcosa non andava per il verso giusto, tant’è che più volte abbiamo interpellato la stampa per pubblicizzare le nostre preoccupazioni. Anche la Procura ci ha ascoltati per la caduta dell’albero a gennaio in Via Vinciprova. A Salerno infatti basta un pò d’aria per far cadere alberi o rami con grave rischio per i cittadini”. Alla luce dei nuovi fatti, il Codacons si costituirà certamente parte civile in caso di rinvio a giudizio invitando i cittadini a venire neglu uffici per aderire alla costituzione. “Nei giorni scorsi avevamo anche presentato una denuncia alla procura di Salerno per il famigerato audio contenente le intimidazioni a votare in un certo modo, le accuse sono di associazione a delinquere finalizzata alla turbata libertà degli incanti inerenti all’aggiudicazione degli appalti, nel caso di Savastano e Zoccola, anche di corruzione elettorale, ragion per cui vista la gravità chiederemo al Prefetto di Salerno di commissariare il Comune di Salerno e di procedere appena sarà possibile a nuove elezioni. – ha dichiarato l’avvocato Marchetti – I cittadini salernitani hanno il diritto ad essere governati da politici che non risultino neanche indagati figuriamoci poi quando i reati per cui si indaga siano così gravi”. A chiedere le dimissioni fa vice presidente della commissione Politiche Sociali dell’assessore Savastano la vicepresidente del Consiglio regionale della Campania e capogruppo regionale M5S Valeria Ciarambino: “Le gravi accuse di corruzione elettorale e turbativa d’asta che hanno portato all’arresto del consigliere regionale e già assessore comunale salernitano Nino Savastano, a epilogo di un’inchiesta che vede coinvolto anche il sindaco appena rieletto Vincenzo Napoli, gettano ombre inquietanti sulla gestione di un presunto sistema che, partendo dall’amministrazione comunale di Salerno, rischia di minare fortemente la credibilità del Consiglio regionale e della stessa Regione Campania – ha dichiarato la Ciarambino – L’inchiesta di oggi è l’ennesimo duro colpo assestato alla credibilità delle istituzioni, che lede un rapporto di fiducia tra la politica e i cittadini già fortemente minato, come dimostrano le elevate percentuali di astensionismo registrate alle ultime amministrative. Auspicando che sia fatta presto chiarezza sull’intera vicenda, ci aspettiamo intanto le dimissioni ad horas del consigliere regionale coinvolto dalla carica di vicepresidente della Commissione regionale Politiche sociali. È il minimo che si possa fare per tutelare le istituzioni”. Ad attaccare il governatore Vincenzo De Luca è invece l’europarlamentare Lucia Vuolo: “ Probabilmente stavano ancora festeggiando la vittoria elettorale. Una vittoria arrivata con percentuali importanti e che potrebbe fare il paio con gli avvisi di garanzia, arrivati stamane a Salerno. La magistratura ha indagato su associazioni, giunta e dirigenti, finanche sull’appena rieletto sindaco – ha infatti dichiarato – L’architetto salernitano, attuale primo cittadino, vuole attendere gli esiti delle indagini. Esprimo però seria preoccupazione per quanto sta emergendo. Penso che una città che De Luca e compagni definiscono “europea” non dovrebbe in alcun modo, per nessuna ragione, subire umiliazioni del genere. Il nostro ordinamento spiega la presunzione di innocenza, ma in Europa ci sono gesti di moralità (dimenticata?) che sono il minimo possibile. O magari costoro pensano che l’inaugurazione di una Piazza sia l’unico motivo per definirsi “europei”?”. A chiedere che la giustizia faccia il suo corso il parlamentare di Forza Italia Gigi Casciello che si chiede perché la Procura ha atteso l’esito delle elezioni prima di intervenire: “Non smetterò di essere garantista perché nelle maglie dell giustizia sono finiti il consigliere regionale Nino Savastano, il sindaco di Salerno, Felice Marotta e altri. Quindi che la giustizia faccia il suo corso presto e bene per accertare la verità. Ma una domanda bisogna pur porla e porsela: perché la Procura ha atteso l’esito delle elezioni? – ha dichiarato il deputato forzista – E ciò che inquieta è piuttosto la connessione stretta che emerge tra l’apparato amministrativo del Comune e quello politico, una “simbiosi” che spiega una gestione che regge e si autoalimenta dal ‘93. Questo è il punto serio e che avrebbe dovuto far riflettere i salernitani sulla necessità di un’alternanza che garantisce sempre di più”. Attacchi anche da Severino Napppi che non risparmia accuse: “Giustizialisti a giorni alterni. Sono i difensori della legalità di questa sinistra poltronista e ipocrita. Ancora di più ora che l’inchiesta della Procura di Salerno apre uno squarcio, purtroppo l’ennesimo, nel potentato del presidente della Regione – ha detto il consigliere regionale della Lega Campania – Noi ci auguriamo che al più presto tutti gli indagati possano chiarire, ma resta un dato di fatto. Da troppo tempo le stesse persone siedono in posti di comando e gestiscono fiumi di denaro. È troppo intenso il legame, costante, tra appalti e politica che si registra in questa Regione e che tratteggia l’inquietante disegno di un’organizzazione, di un vero e proprio sistema contro il quale, lo diciamo con orgoglio, ci battiamo, spesso da soli”.

“Fedeli ai principi del garantismo che, fin dalle origini, caratterizzano il dna di Forza Italia, esprimiamo massima fiducia nella magistratura nella certezza che saprà fare chiarezza, in tempi rapidi, rispetto alle contestazioni emerse nell’indagine di questa mattina che ha coinvolto politici e imprenditori a Salerno. E a chi invoca dimissioni dagli organi elettivi, ricordiamo che la legge Severino disciplina in maniera specifica la materia prevedendo la sospensione degli eletti”. A dirlo sono i componenti del gruppo regionale di Forza Italia nel consiglio regionale della Campania: Annarita Patriarca, Stefano Caldoro e Massimo Grimaldi.

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Luca Caselli: “Passerò un guaio per la guardiania”

di Pina Ferro

Io passerò un guaio per il fatto della guardiania” e “non potevano stare perchè non erano guardie giurate”. II primo episodio emerso nel corso delle indagini riguarda l’affidamento diretto del servizio di vigilanza presso il cantiere di Piazza Della Liberta. Episodio questo riportato dal Gip ma che no fa parte delle vicende cautelari dell’ordinanza. L’ingegnere Luca Caselli, responsabile del Settore Ambiente e Rup (responsabile unico del procedimento ndr) dell’appalto, in attesa dell’affidamento alla Rcm degli ulteriori lavori di completamento dell’opera, attraverso apposita determina ( 29.7.2019) affidò la vigilanza dell’area alla “Spyservjce & Control Security srl”, amministrata da Marcello Senatore e Ciro Mandola. Il contratto tra Comune e società privata avvenne con affidamento diretto con procedura Mepa. A seguito di una segnalazione operata dal Comune di Nocera Superiore, gli investigatori accertarono che la “Spyservjce & Control Security srl” era risultata priva dei requisiti per lo svolgimento del servizio appaltato e, in particolare, della richiesta autorizzazione. Dalla visura della società risultava, che la società era stata costituita a gennaio del 2019 e aveva svolto di fatto esclusivamente il servizio di sorveglianza per conto della Comes (prima) e del Comune di Salerno, nonchè per conto della Leonardo Srl, società che ha in corso di realizzazione il settore 6 dell’Edificio Crescent (confinante con l’area di cantiere della Piazza della Libertà). Luca Caselli era ben conscio di aver agito in dispregio della normativa in materia così come emerge da una intercettazione ambientale. “Io passero un guaio per il fatto della guardiania” e “non potevano stare perchè non erano guardie giurate”. L’attività investigativa ha anche fatto emergere che gli amministratori della società “Spy Service & Control Security Srls. erano in contatto con Gerardo Baldi, all’epoca consigliere comunale di Cava de Tirreni, il quale concordava per canto degli stessi un incontro con il Consigliere Regionale Franco Picarone. Secondo gli imprenditori Piccarono sarebbe stato disponibile a favorire la società nell’assegnazione di lavori, ricevendone poi successivamente in cambio il favore con l’ assunzioni di persone dallo stesso indicate. 

Le intercettazioni/ Mandola, Senatore e quell’incontro con Franco Picarone: “Vedi che fatica ci vuole passare…”

Ciro Mandola: ”Marcel/o…che e successo”.

Marcello Senatore – ” …No niente…dalla settimana prossima se vogliamo vedere con Picarone …Gerardo, io e tu…”.

Ciro Mandola:- “Chi?…E chi è Picarone?…Ah quel!o Ia?… “.-

Marcello Senatore: -“ Inc…Si si si..”.-

Ciro Mandola:-” Ah si si come…/a settimana prossima va bene…”.-

Marcello Senatore:-” L’ha chiamto davanti a me… ci andiamo a mangiare una cosa… “.-

Ciro Mandola:-” Ja organizza e andiamo a mangiare la sopra…”.-

Marcello Senatore:- “ah va bene organizzo allora…mi ha dato· belle proposte… Gerardo eh… ·~-

Ciro Mandola:- “Vedi che tiene, vedi che fatica ci vuole e vediamo che fatica ci vuole passare eh…valutiamo”.-

Marcello Senatore: “ Eh no poi valutiamo insieme Ciro vediamo insieme com’e Ia situzione eh…par/ava di un lotto…una cosa…appalto…”.

Ciro Mandola:- “Ok..va bene…ok..”.-

Marcello Senatore·- “Poi vediamo quello che ci sta da fare e vediamo insieme…comunque dice che è potente…è abbastanza potente, sistemato… “.

Ciro Mandola: “E’ certo…a lui, se ci passa il lavoro facciamo lavorare la gente sua eh… vediamo che c’ha che ci vuole dare, va bene?”.-

Savastano, Gip: “un accordo corruttivo con Zoccola in cambio di voti”

Per il Gip Gerardina Romaniello, l’assessore alle politiche sociali del comune di Salerno Giovanni Savastano (attuale consigliere regionale in quota Campania Lbera ndr) “nell’ambito di un consolidato accordo corruttivo intervenuto con Fiorenzo Zoccola, stabilmente asserviva le funzioni pubbliche agli interessi personali propri e del privata in cambio del sostegno elettorale assicuratogli da Fiorenzo Zoccola, garantendo a quest’ultimo l’affidamento degli appalti banditi dal Comune di Salerno aventi ad oggetto servizi pubblici alle società cooperative sociali riferibili al privato e ai suoi sodali”. Per gli investigatori Fiorenzo Zoccola a fronte della promessa di procurare a Savastano sostegno politico e voti in vista delle elezioni regionali del settembre 2020, avrebbe ottenuto la promessa dell’aggiudicazione e della proroga degli affidamenti degli appalti di servizi pubblici banditi dal Comune di Salerno, appannaggio esclusivo delle societa cooperative gestite dal medesimo ovvero dai suoi sodali.

Quindi, Savastano, con condotte teleologicamente riconducili al patto corruttivo, concorreva nella cornmissione di turbata liberta del procedimento di scelta del contraente predisponendo e sostenendo le delibere di Giunta Comunale rispettivamente 195 del 29.9.2020 e 274 del 15.12.2020 aventi ad oggetto la proroga dell’affidamento dei servizi relativi alla manutenzione del patrimonio cittadino (presupposto delle successive illegittime determine dirigenziali adottate dal responsabile del servizio Caselli Luca)”.

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Luca Caselli e Nino Savastano finiscono ai domiciliari: illeciti per appalti a coop

di Pina Ferro

La città di Salerno ieri mattina si è svegliata con un terremoto politico e giudiziario. Associazione a delinquere finalizzata alla turbata libertà degli incanti e corruzione elettorale. Sono i reati di cui è accusato Giovanni Savastano, detto Nino, consigliere regionale del movimento Campania Libera, nei confronti del quale è stata eseguita una misura cautelare applicativa della custodia domiciliare. Degli stessi reati dovrà rispondere Fiorenzo Zoccola, meglio conosciuto come Vittorio, presidente di una cooperativa sociale e gestore di fatto di diverse altre cooperative che avevano in gestione la manutenzione ordinaria e conservativa del patrimonio del Comune di Salerno. Nei suoi confronti è stata eseguita una misura applicativa della custodia in carcere. Ad eseguire le ordinanze, alle prime luci di ieri, sono stati gli agenti della squadra mobile della Questura di Salerno, su disposizione del Gip (giudice indagini Preliminari) del tribunale di Salerno, Geraldina Romaniello che ha accolto le richieste formulate dalla locale Procura. Nell’ambito dell’indagine, Luca Caselli, dirigente del settore ambiente del Comune, è finito ai domiciliari ed è accusato di associazione a delinquere finalizzata alla turbata libertà degli incanti inerenti l’aggiudicazione di appalti. Stesse accuse mosse nei confronti di imprenditori di fatto, titolari delle cooperative aggiudicatarie degli appalti, per i quali è stato disposto il divieto di dimora nel Comune di Salerno. Nino Savastano, consigliere regionale della Campania eletto nel 2020 ed esponente del movimento Campania Libera, è stato consigliere comunale, poi assessore (sempre a Salerno) nelle giunte dell’allora sindaco Vincenzo De Luca e del primo cittadino rieletto Vincenzo Napoli, quindi consigliere provinciale. Oggi in Consiglio regionale fa parte del gruppo consiliare di maggioranza Campania Libera. Il Gip Romaniello ha disposto la custodia cautelare in carcere per Fiorenzo Zoccola; gli arresti domiciliari per Nino Savastano e Luca Caselli entrambi residenti a Salerno.

Divieto di dimora

Divieto di dimora nel comune di Salerno per gli imprenditori Davide Francese, Dario Renato Citro, Vincenzo Landi, Minelli Davide, Maria Grazia Mosca, Patrizio Stompanato di Giffoni Sei Casali; e Lucia Giorgia.

Gli indagati

Sono indagati a piede libero: il sindaco di Salerno Vincenzo Napoli, l’ex presidente di Salerno Pulita Antonio Ferraro, Mauro Meo, Marcello Ciotta, Ciro Mandola, Marcello Senatore, Ugo Ciaparrone, Daniele Gargiulo, Pasquale Soglia, Giuseppe Romeo, Rosaria Sbozza, Luciano Nautili, Giuseppe Trezza, Honeylet Zoccola, Giovanna Catanzaro, Pio Zoccola ed Emanuele Zoccola. Dall’attività investigativa espletata è emerso che la gestione degli affidamenti per la manutenzione del patrimonio comunale e delle relative proroghe da parte del Comune di Salerno in favore di cooperative sociali di tipo B sia caratterizzata da rilevanti profili di illiceita penale, con gravi ricadute in termini di gestione del denaro pubb!ico, violazioni del principia di libera concorrenza tra operatori economici e possibili inquinamenti nelle consultazioni elettorali. “Accurate investigazioni – scrive il Gip Romaniello – hanno disvelato che sin dal 2002 l’attribuzione di servizi in favore di enti caratterizzati da scopi mutualistici era irregolare (per l’assenza di requisiti in capo alle cooperative, necessari per l’assegnazione dei servizi da parte del Comune di Salerno), grazie alla complicità di funzionari pubblici, che hanno agito non per il buon andamento della pubblica arnministrazione, bensi per tornaconti personali o comunque di parte”.

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