In fiamme agriturismo a Guardavalle nel Catanzarese Distrutte la zona ristorante, la cucina e le sale ricevimento

GUARDAVALLE (CATANZARO) - Alle 06.10 di questa mattina, domenica 28 ottobre, diverse squadre del Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Catanzaro sono intervenute per un incendio in contrada Pietrarotta nel comune di Guardavalle, l'incendio ha riguardato un agriturismo molto conosciuto, il Fassi, meta di gite didattiche delle scuole di tutta la regione e ogni anno ospita il famoso Palio del ciuccio.

Secondo quanto ricostruito il rogo, le cui cause sono in corso di accertamento, ha interessato la struttura adibita ad ospitare l'Agriturismo Fassi. Le fiamme hanno completamente distrutto la zona ristorante, l'area cucina e le sale ricevimenti.

Al momento non risultano danni a persone. Sul posto sono intervenute anche le squadre del distaccamento di Soverato e della sede Centrale con supporto di autobotte.

Oltre 600 mq di locali sono andati completamente distrutti. In via precauzionale la struttura è da considerarsi inagibile in attesa di ulteriori verifiche tecniche. Al momento nessuna ipotesi circa l'origine dell'incendio viene esclusa.

Tragedia a Crotone, 4 morti, c’è anche Marrelli L’imprenditore e tre operai sepolti da una frana

ISOLA CAPO RIZZUTO (CROTONE) - Il noto imprenditore crotonese della sanità Massimo Marrelli e tre operai sono morti dopo essere rimasti sepolti da un costone d’argilla nella località Sant’Anna, nel giardino della villa dello stesso Marrelli, dove erano in corso dei lavori di riparazione di una condotta fognaria in seguito a una frana. Prima, intorno alle 2,30, è stato recuperato il corpo di un operaio e poi, a distanza di mezz’ora l’uno degli altri, quelli delle altre vittime.

La tragedia si è materializzata poco prima della mezzanotte di ieri ma soltanto nelle prime ore del giorno si è avuto conferma di quattro vittime accertate.

LEGGI LA STORIA DEL SOGNO DI MARRELLI
DA CENTRO PROTESI A ISTITUTO DI RICERCA SPECIALIZZATO

Oltre a Marrelli sono morti gli operai Luigi Colacino, di Cutro, e Santo Bruno e Mario Cristofaro di Isola Capo Rizzuto. Sul posto, sotto una pioggia intensa, hanno operato freneticamente carabinieri, vigili del fuoco, sanitari del 118, ispettori del lavoro dell’Asp di Crotone. Il pm di turno non ha disposto l’autopsia.

Omicidio Ripepi, fermo non convalidato per zio e nipote Ma il gip ordina il carcere per uno e i domiciliari per l’altro

VIBO VALENTIA - Fermo non convalidato in quanto mancano i presupposti del pericolo di fuga, ma contestuale emissione di un'ordinanza di custodia cautelare per entrambi gli indagati per l'omicidio di Massimo Ripepi, seppur con misure diverse.

Resta in carcere Giuseppe Carnovale, 48 anni, (LEGGI LA NOTIZIA DEL SUO ARRESTO) ritenuto l'esecutore materiale del delitto del cognato avvenuto domenica 20 ottobre scorso nella frazione Piscopio (LEGGI LA NOTIZIA DELL'OMICIDIO).

L'uomo, in sede di convalida, assistito dall'avvocato Adele Manno, ha riferito al giudice di non aver avuto intenzione di uccidere il congiunto rilevando di aver sparato i primi colpi agli arti inferiori, mentre il terzo nella parte bassa della schiena, e comunque sempre in quell'area del corpo. Ha aggiunto di aver estratto la pistola nel locale solo dopo la reazione della vittima alla sua vista, e di aver temuto che questa fosse armata.

Per il nipote, Michele Ripepi, figlio del morto, il giudice per le indagini preliminari Graziamaria Monaco, ha riqualificato il reato di concorso in omicidio in favoreggiamento personale in quanto ha ritenuto che il giovane abbia aiutato lo zio nelle fase successive al delitto e non in quelle preparatorie ed esecutive. Pertanto, nei suoi confronti, è stata emessa un'ordinanza agli arresti domiciliari.

Massimo Ripepi era già scampato ad un agguato il 4 giugno 2017 nel quartiere Affaccio di Vibo Valentia (LEGGI LA NOTIZIA). Nell’occasione ad aprire il fuoco era stato il figlio minorenne (LEGGI LA NOTIZIA) che poi ha potuto beneficiare della messa in prova in una comunità di recupero. Il figlio riteneva il padre responsabile dei maltrattamenti a lui e verso la madre. I carabinieri di Vibo Valentia stanno svolgendo indagini anche sul figlio diciottenne di Ripepi.

Investito mentre era a passeggio con il cane: muore 29enne casertano

Stava portando il cane a passeggio quando un'auto con quattro ragazzi a bordo lo ha investito in pieno uccidendolo. E' morto così a Santa Maria a Vico, nel Casertano, un avvocato di 29 anni. Il conducente della vettura, un 31enne, è stato invece denunciato per omicidio stradale.
    Nell'incidente è rimasto ferito gravemente anche uno dei quattro ragazzi che erano in auto, un'Audi S3; il giovane è in prognosi riservata a Caserta. La vettura, dopo aver centrato in pieno il 29enne avvocato, ha infatti continuato la sua corsa schiantandosi contro un muro. Secondo quanto accertato dai carabinieri della Compagnia di Maddaloni, l'auto andava a forte velocità, per questo motivo il conducente, risultato negativo sia al test per l'alcol che a quello per gli stupefacenti, ha perso il controllo

Cadavere scoperto in una casa del Vibonese Era in avanzato stato di decomposizione

VIBO VALENTIA - Il cadavere di un uomo in stato di decomposizione è stato rinvenuto oggi intorno alle 13 all'interno di un'abitazione nella frazione Priscopio del comune di Zambrone. L'uomo, probabilmente uno straniero era stato visto per l'ultima volta in paese sabato scorso. Secondo quanto è stato possibile apprendere era stato incaricato dal padrone di casa, un cittadino di nazionalità inglese, a svolgere alcuni lavori. A dare l'allarme sulla sua scomparsa sarebbero state alcuni conoscenti che hanno chiamato i carabinieri avviando così le ricerche che hanno portato al rinvenimento del corpo. Sul posto, oltre agli uomini del capitano Nicola Alimonda, sono giunti il medico legale Katiuscia Bisogni, i carabinieri della Scientifica dell'Arma e il sostituto procuratore di turno. Sulle cause della morte, al momento, non si esclude alcuna ipotesi.

Incidente stradale a Nicotera nel Vibonese, un morto Perde il controllo della motoape e si ribalta in centro città

VIBO VALENTIA - Un uomo, Fortunato Chirico, 70 anni, di Nicotera, è morto stamani in seguito ad un incidente stradale avvenuto in città. La vittima è spirata mentre la stavano trasportando in ambulanza verso l’elisoccorso atterrato appositamente al campo sportivo comunale di Nicotera. L'incidente è avvenuto in via Borgo, pieno centro cittadino; l’uomo era a bordo della sua Ape quando, per cause in corso di accertamento, ha perso il controllo del mezzo e si è ribaltato in prossimità di una curva. Nell’impatto ha riportato un forte trauma cranico e per questo motivo i sanitari del Suem 118 avevano attivato l’elisoccorso per il trasferimento a Catanzaro. Sul posto sono arrivati i carabinieri che hanno avviato le indagini.

Incidente mortale a Rivoli in Piemonte, muore un vibonese Lo scotro tra una Harley Davidson e un camion

RIVOLI - Scontro tra una Harley Davidson e un camion, donna muore sul colpo, il centauro poche ore dopo, era originario di VIbo Valentia. L'incidente stradale è avvenuto sabato 13 ottobre su Primo Levi a Rivoli intorno alle ore 16.30. A perdere la vita immediatamente è stata una donna, Ida Dentale, 47 anni, residente a Torino, mentre l'uomo che guidava il mezzo, Mario Demasi, 44enne originario di Vibo Valentia, è deceduto nel corso della notte in ospedale a Rivoli in seguito alle complicazioni dell'incidente.

Le vittime viaggiavano a bordo di una Harley Davidson che, per cause il cui accertamento è affidato alla polizia municipale, si è schiantata contro un camion che viaggiava nella direzione opposta. La moto, secondo una prima ricostruzione, avrebbe cercato di evitare un impatto con una terza auto finendo, però, contro il camion che, nell’estremo tentativo di evitare a sua volta l’impatto, è uscito fuoristrada ribaltandosi.

Per la donna, come detto, non c’è stato nulla da fare da subito, quando i soccorsi sono giunti sul luogo era già deceduta. Trasportato invece d’urgenza il conducente della moto all’ospedale di Rivoli dove, a causa delle gravi condizioni, è deceduto nella notte.

In ospedale (al San Luigi di Orbassano) anche il camionista, un romeno di 52 anni.

Giovane di San Gregorio va in ospedale ferito alla spalla Gli avrebbero sparato fuori paese, ma la versione non convince

SAN GREGORIO D'IPPONA (VIBO VALENTIA) - Agli investigatori guidati dal capitano Gianfranco Pino e dal maresciallo Fabio Salvatore ha riferito di essere stato colpito mentre si trovava fuori dal centro abitato, una volta sceso dalla sua autovettura, ma la sua versione non sembra aver convinto questi ultimi che, pertanto, hanno avviato indagini sul misterioso ferimento avvenuto lunedì sera nel territorio di San Gregorio d’Ippona.

La comunicazione ai militari della Benemerita è scattata nel momento in cui, verso le 20.30, un giovane, E.S., 23 anni, si è presentato, accompagnato da un conoscente, al pronto soccorso del nosocomio cittadino con una ferita d’arma da fuoco alla spalla destra, con proiettile ritenuto, e giudicata guaribile nell’arco di una ventina di giorni, una volta estratto il proiettile. A quel punto è scattato l’obbligo di referto (che avviene in occasione di ferite ritenute sospette) e pertanto sono stati immediatamente avvertiti i carabinieri che hanno domandato al giovane la dinamica dell’episodio. Dinamica sulla quale ci siamo soffermati in precedenza. Sono così scattate le indagini ma gli inquirenti dell’Arma sembrano manifestare un certo ottimismo sulla risoluzione del caso. 

Tragedia della strada sulla statale 107 nel Cosentino Perde il controllo dell’auto e impatta sul guardrail, un morto

SPEZZANO SILA (COSENZA) - Un uomo, del quale non sono state rese note ancora le generalità, è morto nel primo pomeriggio di oggi in un incidente stradale avvenuto sulla strada statale 107, l'arteria che collega Cosenza con la Sila. All'altezza di Spezzano Sila, l'uomo, che viaggiava alla guida della sua Fiat Punto in direzione Cosenza, è sbandato finendo contro un guardrail. L'impatto è stato letale e non ha coinvolto altri veicoli. Sul posto gli agenti della Polizia Stradale e personale del 118 che hanno estratto l'uomo dalle lamiere.

Investe ciclisti e fugge, uno muore: arrestato 24enne napoletano

Un 24enne investe 3 ciclisti albanesi che stavano andando al lavoro nei campi nel Napoletano e fugge; uno muore, un 26enne. Gli altri due finiscono in ospedale. Poi si ferma, ma solo per cambiare uno pneumatico dell'auto (con motore truccato). I carabinieri lo identificano e arrestano il pirata dal carrozziere dove si era recato per controllare lo stato dei lavori di riparazione del mezzo. Accade a Giugliano. E' agli arresti domiciliari in attesa del processo per omicidio stradale e omissione di soccorso.

Il fatto è avvenuto alle 6 del mattino di qualche giorno fa. Alla guida della sua utilitaria blu con motore truccato e percorrendo di buon mattino una strada rettilinea molto stretta tra il Napoletano ed il Casertano il 24enne aveva travolto tre albanesi che in bicicletta stavano andando a lavorare nei campi. Uno degli investiti, un 26enne, era rimasto ferito mortalmente. Gli altri due, ricoverati in ospedale, avevano riportato lesioni e contusioni di vario tipo. Subito dopo il fatto il 24enne si era allontanato senza prestare o chiamare i soccorsi per poi fermarsi più avanti, ma solo per cambiare uno pneumatico della vettura che a causa dell'urto si era sgonfiato. Tornato nella sua città, a Villa Literno, nel Casertano, aveva portato la vettura dal suo carrozziere di fiducia chiedendogli di riparare le ammaccature e di sostituire il parabrezza rotto nell'urto. Sul luogo dell'incidente i carabinieri della Compagnia di Giugliano avevano effettuato i rilievi e sottoposto a sequestro la bici del 26enne morto e alcuni frammenti di carrozzeria dell'auto. Il giorno seguente i militari dell'Arma di Giugliano hanno identificato l'autista grazie all'esame di immagini degli impianti videosorveglianza installati in attività commerciali vicine al luogo dell'incidente e controllando una a una le officine e i carrozzieri della zona di Villa Literno sono riusciti a trovare la vettura dell'investitore accertando che vi era stato montato un motore truccato. Proprio mentre i militari stavano ispezionando la vettura è arrivato in officina il 24enne che voleva accertarsi dello stato di lavori. I militari lo hanno immediatamente fermato. Davanti al giudice ha ammesso la sua responsabilità. Il magistrato lo ha sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari in attesa del processo per omicidio stradale e omissione di soccorso.