Il Nas torna al «Ruggi d’Aragona»: mancano ancora mascherine e protezioni Si pensa al «Da Procida» come centro d’emergenza: in 2 mesi la terapia intensiva

di Andrea Pellegrino

Nuova visita del Nas dei carabinieri all’ospedale “Ruggi d’Aragona” di Salerno, nell’ambito dei controlli scattati all’indomani dell’emergenza coronavirus. Restano le criticità, già evidenziate durante i precedenti sopralluoghi del 24 e 28 febbraio. I reparti interessati, sono ancora una volta, malattie infettive, pneumologia e otorinolaringoiatria. Qui mancano anche i dispositivi di protezione individuale, a partire dalle mascherine, per il personale sanitario. Inoltre, così come riscontrato qualche settimana fa, manca ancora una stanza per eventuali isolamento di persone infette dal virus. Intanto si prepara all’emergenza anche l’ospedale “Da Procida” che rientra nella rete dell’azienda universitaria ospedaliera “Ruggi d’Aragona”. Nelle ultime ore un sopralluogo del direttore generale e un successivo vertice interno, hanno definito le prossime linee guida, soprattutto se la situazione dovesse degenerare nel salernitano. Qui, nell’ex sanatorio – oggi struttura praticamente inutilizzata – pare che nell’immediato si trasferiscono gli eventuali pazienti affetti da coronavirus che non necessitano di terapia intensiva o di rianimazione nel mentre si valuta di attrezzare l’ospedale anche di questi reparti. Almeno per quanto riguarda la terapia intensiva si stima, secondo prima indiscrezioni, che potrebbe essere allestito un reparto in due mesi. Limitazioni anche al Comune di Salerno, con le nuove disposizioni del primo cittadino Enzo Napoli. Accessi controllati a Palazzo di Città e limitazioni nell’utilizzo degli ascensori. Al Comune potranno accedere, infatti, solo persone con appuntamento.

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