Mo’ magn’: la baguetteria di Andrea e Simone

Continua il nostro viaggio enogastronomico con la loro originale attività realizzata grazie ai fondi del progetto ‘Resto al Sud’ di ‘Invitalia’ , in quel di Bellizzi. che celebra l’italianità in salsa internazionale

Di Gaetano Del Gaiso

Nonostante sia accaduto appena qualche settimana fa, quindi in un torno di tempo non sufficientemente retrodatato da poter inquadrare questo avvenimento in quella lista di eventi o accadimenti per cui provare un profondo senso di agrodolce nostalgia, l’aver ricevuto la notizia secondo cui avrei avuto la possibilità di collaborare a una rubrica eno-gastronomica per questo giornale credo rientrerà, seppur non nelle più immediate tempistiche, proprio in quella lista di cui vi parlavo poc’anzi, fra le voci associate a quei ricordi a cui, molto più spesso di quanto non ci piaccia pensare, ci concediamo anche solo per poter, ancora una volta, respirare l’aria di un luogo che ci ha particolarmente colpiti o esperire nuovamente del sapore di una pietanza che ritorna a vezzeggiare le nostre papille gustative attraverso processi di ricostruzione mentale di cui, ancora oggi, non comprendiamo la sostanza nella sua globalità. E’ un po’ come un cane che si morde la coda, di un morso delicato ma presente. Di un morso di cui oggi, insieme ad Andrea Mauro e Simone Obbedio della burgeria e baguetteria ‘Mo’ Magn’, sita in Bellizzi, desidero parlarvi alla stessa maniera con cui questi due ragazzi mi hanno raccontato di questa loro deliziosa e godereccia avventura, con spirito di riservatezza e parole semplici, dietro le quali, però, si nascondono due cuori volenterosi e due anime sorprendentemente affini.

G.: Da dove nasce l’idea di voler aprire questo genere di locale?

A.: Avendo conseguito diverse esperienze nell’ambito di questo tipo di ristorazione, e coltivando io stesso una passione viscerale e irrefrenabile per il panino, ho maturato l’idea di voler offrire un qualcosa che qui, a Bellizzi, ancora non c’era. Un’idea, ancor prima di un pasto, che rispondesse, finalmente, a quelle che erano le mie aspettative quando, prima di introdurmi in questo particolare percorso imprenditoriale, mi recavo in un pub o, piuttosto, in una paninoteca e ordinavo un panino per poterne studiare la struttura, la forma, gli ingredienti, gli accostamenti, e, infine, il sapore. Un’idea a cui ho deciso di dare una giusta forma e il giusto compimento qui, nel paese che mi ha dato i natali, e che sono riuscito a realizzare anche grazie ai fondi stanziati per il progetto ‘Resto al Sud’ di ‘Invitalia’ a cui io e Simone abbiamo avuto accesso dopo aver vinto il relativo concorso. 

G.: Quale è l’offerta del vostro locale?

A.e S.: Il prodotto che offriamo è un prodotto che celebra l’italianità e la tradizione eno-gastronomica italiana pur concedendosi qualche breve escursione in territorio internazionale. Il pane che utilizziamo per i nostri panini, che siano essi burger o baguette, è un pane a lievitazione naturale di cui ci riforniamo presso il panificio ‘Cascone’ di Lettere, dal cuore morbido e dalla superficie croccante e fragrante, che risulta essere il perfetto elemento di contorno, ad esempio, per la svizzera di scottona polacca che i nostri burger accolgono al loro interno, che viene a riunirsi a numerosi altri ingredienti in questo solidale e delizioso abbraccio che conduce l’utente finale e in un’esperienza culinaria sì dal respiro internazionale, ma che sa di casa. Il nostro menù è un menù stagionale, ed è pere questo motivo che l’offerta non risulta mai uguale a sé stessa, pur rimanendo coerente con la qualità e la freschezza da cui il nostro prodotto non può prescindere. 

G.: Quanto mi state raccontando trova assoluta corrispondenza con quella che negli anni è risultata essere la mia idea di ristorazione: assimilazione della tradizione e rielaborazione e reinterpretazione della stessa pur mantenendone intatta la struttura formale e gli ingredienti principe. C’è un panino del cuore, nel vostro menù? Un panino in cui avete messo tutto l’impegno e la dedizione di cui eravate capaci per assemblarlo? 

A. e S.: Sicuramente il ‘Supremo’: bun a lievitazione naturale, svizzera di scottona polacca da 200 gr, pulled pork, bacon croccante, cipolla di tropea caramellata, formaggio cheddar e salsa barbecue; e il ‘Resto al Sud’: baguette a lievitazione naturale, parmigiana di melanzane, mozzarella di bufala del Caseificio Castelluccio, qualche foglia di basilico e un filo di olio a crudo. 

G.: state facendomi venire ben più che l’acquolina in bocca. Ma mi preme porvi un’ultima domanda. Siete davvero molto giovani (Andrea, 28 anni, e Simone, 24 anni): come è gestire una simile realtà che, a quanto mi avete raccontato, vi tiene impegnati tutti i giorni della settimana?

A. e S.: E’ sicuramente piuttosto impegnativo: le nostre vite sembrano essere state totalmente assorbite dal progetto. Tuttavia, essendo, noi, amici di vecchia data e lavorando in sinergia con le nostre rispettive fidanzate, questo ci aiuta molto nel processo di metabolizzazione dello stress, che, fortunatamente, però, non afferisce la nostra vita privata, garantendoci ancora quella serenità di cui abbiamo necessariamente bisogno quando le nostre porte sono chiuse. 

G.: Perfetto ragazzi! Io vi auguro sempre di possedere la forza necessaria a mantenere integra questa vostra idea e di fare in modo che questo vostro progetto navighi in acque placide sotto un cielo sereno.

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