Enzo Miccio: “Dopo il Covid-19 matrimoni molto intimi, ma vogliamo tornare a sognare”


"Ci sono circa 80mila aziende che ruotano intorno al magico mondo del matrimonio - afferma Enzo Miccio - e tutte hanno risentito e continuano a risentire questo terribile periodo". Nell'intervista esclusiva rilasciata a Fanpage.it il celebre weddding planner parla dell'industria dei matrimoni dopo il lockdown e della lenta ripresa in Italia, dando alcuni consigli alle spose che si sono viste costrette a spostare la data del loro nozze.
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Enzo Miccio: “Elettra Lamborghini alle nozze vi stupirà. La scarpa sbagliata distrugge l’abito”


In un intervista esclusiva a Fanpage.it Enzo Miccio rivela alcuni particolari delle nozze dell'anno, quelle tra Elettra Lamborghini e Afrojack, sarà infatti il 'regista' della nozze della celebre ereditiera. Il wedding planner più famoso d'Italia ha inoltre presentato la sua nuova collezione di abiti da sposa, una collezione di vestiti senza tempo e trasformabili che racconta ai lettori di Fanpage.it, offrendo alcuni consigli su come creare un perfetto look da sposa e gli errori da non fare nel giorno del matrimonio.
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Il flash mob delle spose in abito bianco: “Questo matrimonio s’ha da fare, lasciateci festeggiare”


Vestito bianco e marcia nuziale: così le future spose hanno invaso le strade del centro di Roma per rivendicare il loro desiderio di pronunciare il fatidico "sì". Con le restrizioni per il Coronavirus, sono già più di 17mila i matrimoni annullati e quasi 50mila ancora in bilico. E il settore del wedding rischia una crisi senza precedenti.
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La lista nozze online conviene? Il confronto tra costi e commissioni


Sempre più utilizzate dai futuri sposi, le liste nozze online sono un modo elegante e sicuro di ricevere regali in denaro dagli invitati. In alternativa alla classica "busta", con questa soluzione è possibile anche far conoscere ad amici e parenti quali oggetti si desidera ricevere in regalo. In questo articolo vediamo insieme come funzionano, le opinioni sui migliori siti di liste nozze online e i loro costi.
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Gli abiti da sposa di Enzo Miccio per il 2021: i vestiti si trasformano per avere più look in uno


Location perfetta, menu adeguato, abito da sogno e l'attenzione a tutti i più piccoli dettagli. Enzo Miccio, wedding planner e stilista con una carriera ventennale alle spalle, ci spiega come poter realizzare il matrimonio dei propri sogni e ci svela quali saranno le tendenza riguardanti gli abiti da sposa per lei e i modelli dedicati allo sposo per il prossimo 2021.
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Il Covid-19 e la nostra rieducazione sentimentale

Costretti a casa, con partner e figli, senza evasioni o relazioni extraconiugali. Con abitudini stravolte. Una cosa è certa: la quarantena cambierà il modo di vivere gli affetti e le relazioni. Pure quelle di vicinato, già foriere di liti e cause legali. E il futuro è tutto da scoprire.

«La carità comincia a casa propria, e la giustizia dalla porta accanto» (Charles Dickens). Come stanno sperimentando tutti gli italiani in questo periodo.

Costretti a casa dalla pandemia, misurano personalmente e concretamente quanta pazienza e carità, appunto, ci voglia per reggere il peso stretto e costretto di vivere quotidianamente tutta la famiglia assieme. Di trovarsi in uno spazio domestico che in certe ore del giorno non è mai stato vissuto personalmente.

Da quanti anni le mogli, per fare un esempio, non vedevano i mariti e viceversa in cucina alle 10 del mattino? Nondimeno potere incontrare o sentire in ogni ora del giorno i vicini di casa, soprattutto se si vive in un grande condominio, è per molti un’assoluta novità, che però rischia di fare deflagrare un conflitto che già di suo e da anni è abbastanza aspro e problematico.

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Secondo uno studio dell’Associazione nazionale amministratori di immobili dell’anno scorso, sono circa 2 milioni gli italiani che ogni anno intentano cause per questioni condominiali: di norma banali (odori, rumori, auto parcheggiata male, volume tivù alto, animali in ascensore, e così via) ma capaci di scatenare liti aspre e interminabili.

I PICCOLI GESTI QUOTIDIANI POSSIBILI DETONATORI

Ma per completare il quadro già depresso delle relazioni familiari e di vicinato ricorderemo che la famiglia resta il luogo ove si commettono il maggior numero di crimini: uccide di più il sangue del mio sangue della malavita, come mostrano le tante storie recenti di femminicidio. Ma notevole è anche la sfiducia, come sentimento prevalente nell’opinione pubblica, che viene indirizzata sui vicini di casa. Il 73% è indifferente o addirittura ostile nei confronti dei vicini, secondo una ricerca dell’Osservatorio di Sara Assicurazioni del 2018, lo stesso anno in cui ha indagato le ragioni e i segreti di una felice convivenza familiare. Scoprendo che più che la paura dei ladri o di incidenti ciò che mette a dura prova la vita casalinga sono le piccole cose, i gesti quotidiani. Tanto che il disordine (il tubetto del dentifricio lasciato aperto o la luce accesa in tutte le stanze) per il 44% costituisce la principale causa di discussione, per il 41% il litigio serale è certo se il partner non collabora nei lavori di casa, mentre il 29% non accetta violazioni minime della propria privacy.

LE RELAZIONI ALLA FINE DELLA PANDEMIA

Bene: se questa era la situazione ante coronavirus, si può immaginare come evolverà dopo che la quarantena sarà terminata. Prevedibilmente più le famiglie italiane saranno costrette in casa e a uscire lo stretto indispensabile più le relazioni familiari e di vicinato peggioreranno. La qualcosa, peraltro inevitabile, se la pandemia dovesse regredire lentamente, non vuole essere un cattivo augurio o presagio, bensì una realistica constatazione. Che certo fa a pugni con la diffusa ipocrisia che avvolge la vita familiare e le relazioni di vicinato, ma che ci invita a considerare con serietà e giusta preoccupazione queste dinamiche relazionali malate. Pena il loro incrudelire, a cui s’è già fatto riferimento, ma anche il rischio di un’onda di litigiosità e risentimento che, anziché tutti più buoni, per effetto di ritrovata solidarietà umana, potrebbe lasciarci ancor più immiseriti, affettivamente e socialmente, di quanto non siamo ora.

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LE RICADUTE SULLA VITA DI COPPIA

Ma proviamo a delineare qualche probabile sviluppo, con particolare riferimento alla dialettica socialità/convivialità, che la pandemia ha sconvolto. In primo luogo le relazioni o stato dei rapporti fra coniugi o conviventi e fra genitori e figli. Come suggerisce sbrigativamente un amico, statistico di professione, relativamente al primo punto: bisogna attendere dai 5/6 mesi a un anno e confrontare i dati relativi a separazioni e divorzi e nascite. La coabitazione stretta e costretta avrà fatto scoprire un’intimità trascurata o perfino dimenticata? Difficile dire se più del desiderio ha potuto e potrà la necessità o l’impossibilità di incontri segreti, di evasioni che comunque hanno contribuito a tenere in piedi e in equilibrio relazioni coniugali consumate, perlomeno sotto l’aspetto sessuale. È certo però che le coppie che non scoppieranno usciranno dalla pandemia ulteriormente rafforzate. Super coppie eroine!

IL TRIONFO DEI FORNELLI

Per quanto riguarda invece i rapporti genitoriali mancano al momento ricerche quali-quantitative serie. Dunque anche qui bisogna attendere. Ma è ragionevole pensare, sulla base di una recente ricerca condotta dall’istituto Eumetra MR e commissionata da BNP Paribas «Modern family: dal 1989 a oggi com’è cambiata la famiglia in 30 anni», che la famiglia si confermerà un «punto fermo e sicuro su cui si può sempre contare….un po’ destrutturata ma felice». È scientificamente provato infatti che la paura genera richiesta di sicurezza e protezione. Nondimeno è certo che la novità di trovarsi assieme tutti quanti in casa, più o meno appassionatamente, ha costretto e costringe a relazioni e rapporti comunque nuovi, nelle attese, nelle risposte, nelle dinamiche. Poco o tanto problematiche, senza dubbio, ma in ogni caso non evadibili o scansabili, essendo la coabitazione obbligata. Nell’impossibilità del lavoro e della scuola, l’assenza, la distanza o il silenzio hanno cessato di essere rifugi. Pretesti. Alibi. E la cucina e i fornelli, al primo posto fra le attività casalinghe più praticate, come conferma la top ten delle parole più cliccate sui motori di ricerca, sono diventati puntuali rivelatori di una ricerca di comunità familiare sottratta alla fretta della quotidianità ante coronavirus, e nel contempo capace di trasformare la vicinanza in convivialità.

LA NORMALIZZAZIONE DELLE REGOLE DELL’EMERGENZA

Ora che “fare la besciamella”, seguita dalla carbonara sia stata la parola gastronomica più cercata potrebbe dirci molto sulle gastronomie domestiche italiane, così come sui luoghi comuni e stereotipi culinari. La lasagna alla bolognese non è, ancor più della tagliatella, il simbolo del pranzo domestico festivo? E gli spaghetti alla carbonara non sono il piatto di pasta nazionale più internazionale, ma anche più gustoso e apparentemente semplice ma in realtà fra i più difficili da fare bene? Ma gli esiti domestici prodotti dalla pandemia sono numerosi altri e probabilmente si protrarranno ben oltre il ritorno alla normalità, addirittura normalizzandosi, come ad esempio lavarsi spesso le mani. Cosa sino a poco tempo per niente scontata: 37% degli italiani nel 2019, secondo una ricerca pubblicata in occasione del World Toilet Day, dichiarava di non lavarsi le mani dopo avere utilizzato i servizi igienici. Quattro anni prima però secondo un sondaggio Gallup era addirittura il 57%.

QUELL’INSPIEGABILE CACCIA ALLA CARTA IGIENICA

Resta tuttavia singolare, stando in tema, che la pandemia abbia scatenato la caccia alla carta igienica, velocemente sparita dai lineari dei supermercato. Soprattutto negli Usa Sulle cause si sono interrogati anche i media più autorevoli, come il New York Times. Ma l’interpretazione più convincente è che in un’epoca di shopping istantaneo l’idea che un prodotto banale come la carta igienica sia indisponibile genera panico. Perché è il prodotto di pulizia ritenuto più indispensabile. Ma oggi anche più il rassicurante. «Dieci piani di morbidezza» (Scottex) sono infatti la confortevole distanza psicologica che serve per tenere lontana la paura del contagio.

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Matrimonio rimandato a causa del Coronaviurs: come fare con i consigli di Enzo Miccio


Cosa succede se il mondo è sconvolto dall'emergenza da Coronavirus e il giorno del nostro matrimonio è a rischio? A quando sposatre le nozze e come fare con l'abito da sposa, con gli inviti già inviati e la location prenotata? Enzo Miccio, wedding planner che da oltre vent'anni si occupa di organizzare cerimonie, ci spiega da cosa partire e come affrontare la situazione.
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Spose a colori: un viaggio nel mondo tra le nuances degli abiti per il matrimonio


La stagione dei matrimoni è alle porte e i preparativi di quante hanno preferito la primavera per dire sì sono quasi ultimati. Se nel nostro Paese il bianco resta il colore scelto dalla maggior parte delle future spose, non è così nel resto del mondo dove le tinte con cui convolare a nozze sono diverse: dal rosso della Cina al viola della Malesia.
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Sorpresa: in Italia i matrimoni sono in crescita

Nel 2018 sono state celebrate 195.778 nozze, quasi 4.500 in più rispetto all'anno precedente (+2,3%). L'età media continua ad alzarsi.

Strano ma vero, in Italia secondo l’Istat i matrimoni sono in crescita. Le nozze celebrate nel 2018 sono state infatti 195.778, circa 4.500 in più rispetto al 2017, con un incremento del 2,3%.

Ma prosegue la tendenza a sposarsi sempre più tardi. Attualmente gli uomini al primo matrimonio hanno in media 33,7 anni e le donne 31,5. Rispettivamente 1,6 e 2,1 anni in più rispetto al 2008.

Le seconde nozze o successive, dopo una fase di crescita rilevata negli ultimi anni dovuta anche all’introduzione del divorzio breve, rimangono invece stabili. L’incidenza sul totale dei matrimoni raggiunge il 19,9%.

Per quanto riguarda invece le unioni civili, le coppie dello stesso sesso che nel 2019 hanno deciso di registrarsi sono state 2.808. Confermata la prevalenza maschile (64,2%) e del Nord-Ovest come area geografica (37,2%).

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