Linda Ansalone: una poetessa salernitana a Milano

Al suo fianco, la prima viola del teatro alla Scala, Danilo Rossi. “Quando ti affacci al balcone e incroci gli sguardi dei vicini, ti senti di nuovo parte di qualcosa. Per questo è nata in Danilo l’idea della “Scala per le scale”, un concerto per i nostri condomini, sull’ uscio della porta di casa”

Di LINDA ANSALONE

I teatri a Milano sono stata i primi a chiudere con l’ordinanza del 23 febbraio.
A me che lavoro come Ufficio Stampa al Teatro Menotti e a Danilo, Prima viola Teatro alla Scala è stato subito chiaro che stava accadendo qualcosa di grave. Al resto dei milanesi meno. Le informazioni erano troppo poco coerenti, si continuava una vita normale anche se a pochi Km si iniziavano a contare i primi morti. Tuttavia, con l’ordinanza dell’8 Marzo, la situazione è cambiata radicalmente. I morti aumentavano vertiginosamente e le strade si svuotavano. Io abito in una zona centrale e il silenzio della città mi è apparso “cinematografico”. Sembrava di essere in un set, uno di quei film americani apocalittici. Invece no, era realtà. Dal ritmo frenetico di Milano si è passati alla mobilità assoluta. Una quiete artificiosa. Ci hanno chiesto di chiuderci in casa. Siamo fortunati. Non mi sento di chiamare questa “imposizione”, sacrificio. Possiamo prenderci del tempo per dedicarci alle nostre passioni.  Non ci è stato chiesto di imbracciare le armi. È importante continuare a studiare, aggiornarsi, scegliere chi e cosa leggere, filtrare le informazioni giuste. Dedicarci a tutte le attività che per mancanza di tempo, rimandiamo sempre. Io per esempio ho pile di libri che mi aspettano. Grazie alla tecnologia riusciamo a lavorare, anche se a me manca il sipario che ogni sera si apre per regalarci una magia nuova. Grazie ai mezzi di comunicazione riusciamo anche ad essere anche vicino ai familiari lontani. Fortunatamente io ho qui con me mia mamma, era salita a Milano a trovarmi e si è trovata poi nel pieno dell’emergenza. Abbiamo un gruppo WhatsApp familiare e tra il “serio e il faceto” cerchiamo di mantenere alto il morale. Spero di poter tornare presto a Salerno, ci manco dall’estate scorsa, ho bisogno di tornare nei miei luoghi, mai come adesso.  In questi giorni riesco a godermi le mie cagnoline Thelma e Louise, che non mi hanno mai vista tanto in casa. Per me sono una vera a propria terapia anti- stress, mi diverto a fotografarle e condividere gli scatti sui social con qualche frase divertente. Se riesco a strappare dei sorrisi sono contenta, ne abbiamo bisogno! Sul balconcino di casa abbiamo appeso uno striscione con su scritto “Non molliamo, ce la faremo”. È un po’ il nostro mantra. Bisogna rimanere uniti anche se a distanza. Rispettare le regole e avere fiducia nel personale sanitario, i veri eroi di questi giorni. Il loro sacrificio sarà la nostra salvezza. Quando tutto sarà finito nel teatro dove lavoro faremo una grande festa. Ci abbracceremo di più. Questa emergenza ci sta facendo capire che nulla può sostituire il calore di un abbraccio umano. La tecnologia è fondamentale, ci aiuta, ma le emozioni hanno bisogno di mani che si incrociano e spazi da condividere, occhi da guardare. Quando ti affacci al balcone e incroci gli sguardi dei vicini, ti senti di nuovo parte di qualcosa. Per questo poi è nata in Danilo l’idea della “Scala per le scale”, un concerto per i nostri condomini, sull’uscio della porta di casa, in diretta Facebook. Ci sembra davvero di abbracciarci tutti, di tenerci forti per mano, di condividere questa battaglia. Probabilmente, non ci siamo mai fermati a parlare tanto con le persone che abitano nel nostro palazzo, corriamo sempre dietro un orario da rispettare e un appuntamento da non perdere. Questo mi ha aiutato a capire che nessun rapporto va sacrificato, bisogna trovare il tempo per rallentare il tempo.

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