La destra preme per una legge elettorale maggioritaria

Salvini chiede un referendum per il cambiamento della legge. Fratelli d'Italia parla di voto diretto anche per il Capo dello Stato. Forza Italia frena per un istante ma sembra orientata ad accodarsi.

Matteo Salvini non ci sta. E dopo aver incassato e a fatica digerito l’auto esclusione dal governo, spianando di fatto la strada a un esecutivo targato Pd-M5s, torna all’attacco. Questa volta lo fa sulla legge elettorale. Che per lui, come per buona parte della destra, dovrebbe essere un maggioritario e non proporzionale. «Il traditore Conte parla di proporzionale per garantirsi l’inciucio a vita. Il maggioritario significa che vincono gli elettori», ha tuonato il leade del carroccio rispondendo a una domanda sulle elezioni al suo arrivo all’assemblea degli amministratori della Lega a Milano.

UN REFERENDUM PER CAMBIARE LA LEGGE ELETTORALE

Salvini resta infatti convinto che l’attuale governo non abbia intenzionato a modificare il Rosatellum. Da qui la proposta di un referendum per cambiare la legge elettorale e renderla «totalmente maggioritaria come quella per i sindaci». La volonta, come ha ribadito dal palco dell’assemblea degli amministratori della Lega, è di «cancellare la possibilità di inciucio a vita e togliere la quota proporzionale: 631 collegi in cui gli italiani sanno per nome e cognome chi eleggono e quindi c’è un governo». Il leader del Carroccio ha poi spiegato come, «se in futuro riusciremo a occuparci di elezioni dirette vorrei che anche il Presidente della Repubblica venisse scelto dagli italiani».

FRATELLI D’ITALIA SPINGE PER IL SUPERAMENTO DEL ROSATELLUM

«Elezione diretta del Capo dello Stato, legge elettorale maggioritaria come stabilito dal popolo con un referendum e abolizione dei senatori a vita». Anche Fratelli d’Italia e Giorgia Meloni chiedono il superamento del Rosatellum. «Queste sono le battaglie che abbiamo portato avanti in questi anni e che in passato sono state bocciate, purtroppo, anche dalla Lega al governo», ha spiegato Meloni. Che poi ha chiesto al Carroccio e Forza Italia di trovare nuova unità e sottoscrivere «un impegno ufficiale su queste sfide, le uniche in grado di fermare la deriva antidemocratica in cui il Pd vuole gettare l’Italia con l’aiuto dei grillini voltagabbana e poltronari».

FI DICE SÌ AL MAGGIORITARIO MA A UNA CONDIZIONE

Il superamento del Rosatellum pare convincere anche Forza Italia. Che però mette le mani avanti con le parole della capogruppo alla Camera Mariastella Gelmini: «Nessuno può pensare di chiedere a Forza Italia di sostenere una legge maggioritaria per fare poi i propri interessi e continuare a dire, come ad esempio ha fatto la Meloni in questi mesi che l’alleanza dei sovranisti è autosufficiente».

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Le monovre di M5s, Pd e Leu intorno alla legge elettorale

Vertice dei capigruppo in vista di una possibile riforma. Possibile che il nuovo percorso parta dal Senato. Resta il nodo del taglio dei parlamentari.

Alle 18.30 del 10 settembre dovrebbero incontrarsi in Senato i capigruppo di M5s, Pd e Leu per discutere della riforma della legge elettorale. Lo si è appreso da fonti della maggioranza. La riforma del sistema di voto dovrebbe essere incardinata in Senato, mentre alla Camera dovrà essere deciso entro domani il calendario per l’esame in ultima lettura della riforma costituzionale per il taglio dei parlamentari.

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