Da randagio abbandonato sul ciglio della strada a mascotte dello Squadrone cacciatori di Calabria: ecco la storia di Sec

VIBO VALENTIA - Da randagio abbandonato alle porte di Mileto a Mascotte ufficiale dello Squadrone cacciatori di Calabria.

Questa la storia di Sec, ritrovata il 16 Ottobre 2018 da una pattuglia dello Squadrone Eliportato Cacciatori “Calabria” in servizio sulla Statale 18, non lontano da un distributore di benzina in direzione Mileto (VV), mentre camminava a bordo strada chiaramente a rischio incidente.

«I militari - si legge in una nota - si sono avvicinati e guadagnatane la fiducia sono riusciti a raccogliere quella che si rivelava essere una cagnolina di circa un mese abbandonata, tremolante, denutrita ed impaurita. Portata in base presso l’aeroporto Luigi Razza di Vibo Valentia, la cucciola rassicurata, nutrita ed accudita conquistava immediatamente l’affetto di tutti i carabinieri cacciatori che la eleggevano all’unanimità mascotte del Reparto. Adesso “Sec”, questo è il nome datogli dal Comandante quale acronimo di Squadrone Eliportato Cacciatori, gode di ottima salute e può giocare allegramente nei prati e nelle camerate della caserma, certa di essere entrata a pieno titolo nella famiglia del prestigioso reparto speciale dell’Arma, i cui componenti sono uniti da un legame che, andando oltre la semplice colleganza, non contempla in nessun caso l’abbandono dei propri compagni, costi quel che costi».

La fortuna sbarca nel Cosentino, vinto 1 milione Centrata la cinquina col nuovo gioco MilionDay

BELVEDERE MARITTIMO (COSENZA) - MillionDay, il nuovo gioco numerico a quota fissa di Lottomatica, ha premiato la Calabria con una vincita milionaria.

Domenica 14 ottobre a Belvedere Marittimo, in provincia di Cosenza,  è stata indovinata la combinazione dei 5 numeri vincenti che ha permesso di vincere 1 milione di euro giocando solo 1 euro. I numeri giocati per realizzare la cinquina vincente - comunica Lottomatica - sono stati: 16, 19, 22, 34 e 37.

La vincita è stata realizzata nella ricevitoria "Di Riente e Di Maggio" in Piazza Giuseppe Grossi.

Migranti, il sindaco Lucano rifiuta donazione: «Non vogliamo soldi» «Ma solo dimostrare che è praticabile un percorso umano»

REGGIO CALABRIA - Una donazione di tremila e trecento euro, fondi che erano stati raccolti nel corso di un’iniziativa in favore del sindaco di Riace Domenico Lucano per il progetto di accoglienza e integrazione dei migranti che sta portando avanti nel suo comune, è stata rifiutata dal primo cittadino e destinati all’associazione «Città Futura Puglisi» di Riace che opera sempre in favore dei migranti.

A renderlo noto è il movimento "Reggionontace" che ha spiegato come il denaro fosse stato raccolto il 29 agosto scorso nel corso di un incontro nel "Cortile degli Ottimati" a Reggio, al quale partecipò lo stesso Lucano.

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In particolare, il sindaco di Riace pur apprezzando il gesto di solidarietà non ha accettato, sostenendo di non gradire l’offerta di contante.

«Le nostre iniziative - ha spiegato Lucano - non sono finalizzate ad uno scopo economico, ma vogliono richiamarsi ad un fine di giustizia per quanto abbiamo realizzato a Riace, col suo messaggio di pace scevro anche da qualsiasi condizionamento mafioso, e inquadrato in un contesto di pura e disinteressata solidarietà. Riace è la metafora della Calabria, comune ultimo per condizioni economiche e precarietà sociali ma primo per solidarietà e sensibilità umana. Non abbiamo bisogno di soldi. Vogliamo dimostrare piuttosto che è praticabile un percorso umano per risolvere una problematica globale che è quella dei dell’accoglienza dei rifugiati e dei disperati del mondo».

La storia di Peppino: propone domanda d’aggravamento dell’invalidità e l’INPS gli revoca anche la pensione. L’ira di Encal Cisal

VIBO VALENTIA - “È una storia intrisa di dolore e disperazione a cui si aggiunge l’insensibilità di talune istituzioni che evidentemente hanno più a cuore i propri aspetti finanziari che non il benessere delle persone”. A pronunciare queste meste parole è Nino Di Bella, già vicesindaco di Dinami, amareggiato per la vicenda che vede protagonista, suo malgrado, un uomo di 58 anni.

“Peppino Macrì – spiega Di Bella – è un mio compaesano che vive in condizioni difficili in una casa popolare. Seguo le sue vicissitudini da quando ero amministratore: i suoi genitori sono morti, non è sposato e, a parte l’interessamento di qualche nipote, non può contare sul sostegno della rete parentale. Per come si evince anche dalla relazione degli assistenti sociali, si trova in uno stato di solitudine relazionale in via di ulteriore peggioramento”.

Di Bella, che assiste Peppino come responsabile regionale del patronato Encal Cisal, precisa che “il suo unico punto fermo era la pensione d’invalidità, di circa 290 euro. Ha proposto domanda di aggravamento, ma la risposta dell’Inps è stata da brividi. Non solo questa domanda è stata respinta, ma addirittura è stato giudicato non invalido civile (patologia non invalidante o con riduzione della capacità lavorativa in misura inferiore ad un terzo). Questo significa che anche la certezza di quella piccola entrata è stata cancellata. Peppino, il cui udito non è più efficace, non è in grado di provvedere al suo mantenimento ed ora deve fare i conti pure con la sordità dello Stato che si gira dall’altra parte e lo abbandona al suo destino”.

La conclusione però è battagliera: “come patronato non lasceremo solo Peppino, combatteremo insieme a lui finché l’Inps non si ravvederà e riconoscerà il suo diritto a vivere con dignità. Siamo pronti a compiere tutte le azioni, nel rispetto della legge, che si renderanno necessarie”.

I giovani calabresi non studiano e non lavorano I dati Eurostat evidenziano l’allarme per la regione

CATANZARO - In Calabria troppi giovani di età compresa tra i 18 e i 24 anni non studiano e non lavorano. E’ quanto emerge dal "Regional Yearbook 2018" pubblicato da Eurostat.

Fra le 11 regioni con il più alto tasso di neet in Europa, quattro sono del Mezzogiorno: la Sicilia si è confermata, anche nel 2017, maglia nera in Europa con il 39,6%, quindi seguono la Campania con il 38,6%, la Puglia (36,4%) e la Calabria (36%).

Nella percentuale dei cosiddetti "neet", dunque, fa peggio della Sicilia solo la Guyana francese con il 45,4%, con l'Italia che, complessivamente, è la peggiore Nazione europea.

Dati, quelli delle regioni del Mezzogiorno, lontani anni luce dal 2,7% di neet presenti nella regione di Praga (Repubblica ceca), che guida la classifica europea precedendo ben 10 territori dei Paesi Bassi, dove il tasso di giovani inattivi viaggia fra il 4,6% e il 5,3%. La media dell’Unione è invece del 14,3%, in calo per il quinto anno consecutivo rispetto al picco del 17,2% raggiunto nel 2012.

L’analisi dei dati sui neet riflette l’immagine di un mercato del lavoro nel Mezzogiorno da cui i giovani si sentono sempre più tagliati fuori, scoraggiati anche nella ricerca di qualsiasi impiego legale. Non stupisce quindi scoprire attraverso i dati Eurostat che fra le cinque regioni europee dove meno della metà della popolazione fra i 20 e i 64 anni lavora, ben quattro sono del Mezzogiorno. Il record negativo è ancora una volta della Sicilia (44%), seguono Calabria (44,2%), Campania (45,8%) e Puglia (48,3%).