Andrea Viero verso la presidenza di Invitalia

Accordo politico sulle due caselle più importanti della controllata del Mef. Al posto dell’uscente Tesauro potrebbe sedersi il manager Fincantieri. Confermato l’ad Domenico Arcuri. Sempre che dopo 14 assemblee si riescano a fare le nomine per il cda.

Tredici assemblee non sono state sufficienti a rinnovare i vertici di Invitalia, la holding per lo sviluppo del governo. La prima si è tenuta all’inizio di giugno. Non solo: da una decina di giorni la guida dell’azienda di proprietà del Mef e vigilata dal Mise, è affidata – come prevede la legge – al Collegio sindacale, che può occuparsi solo dell’ordinaria amministrazione.

Una situazione che di fatto ha sostanzialmente bloccato le attività dell’Agenzia e delle sue controllate, a partire da Mediocredito Centrale e Infratel, solo per citare quelle più importanti. Un dato per tutti: il gruppo, nell’ultimo anno ha movimentato circa 8 miliardi di euro in incentivi, gare e appalti pubblici. Ovvero mezzo punto di Pil. Oggi, l’ennesimo rinvio: l’assemblea si è aggiornata a venerdì 29 novembre, nella speranza che l’esecutivo trovi un’intesa.

Per la verità il tema era già arrivato a Palazzo Chigi giovedì 21 novembre, quasi al termine di una riunione del Consiglio dei ministri dedicata quasi per intero a Taranto e poco prima che il premier Giuseppe Conte invitasse a cena la squadra di governo. E, a quanto risulta, sarebbe stato raggiunto un accordo politico sulle due caselle più importanti. In particolare, sulla poltrona del presidente, al posto dell’uscente Claudio Tesauro, potrebbe sedersi un manager Fincantieri, Andrea Viero.

Confermato, invece, l’attuale amministratore delegato, Domenico Arcuri, fortemente voluto dal presidente del Consiglio, da Pd e da un’importante parte del M5s. Poi, però, tutto si è arenato quando si è passato a discutere gli altri tre nomi da scegliere per il nuovo Cda dell’Agenzia. Se ne parlerà, probabilmente, la prossima settimana. In tempo utile per la quattordicesima assemblea. Sperando che, finalmente, qualcuno decida di decidere.

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Cultura Crea, 107 milioni per la filiera culturale e creativa

La misura gestita da Invitalia si rivolge alle micro, piccole e medie imprese del settore in Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia

Tra i tanti incentivi alle imprese istituiti dal Governo c’è anche Cultura Crea, la misura di agevolazione, promossa dal Mibact (Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo) e gestita da Invitalia, che sostiene la nascita e la crescita di iniziative imprenditoriali e no profit nel settore della filiera culturale e creativa.

Un sostegno a tutte quelle realtà che puntano a valorizzare le risorse culturali del territorio di Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia oltre che a consolidare i settori produttivi collegati, rafforzando la competitività delle micro, piccole e medie imprese in attuazione del PON FESR “Cultura e Sviluppo” 2014-2020 (Asse Prioritario II). Le risorse finanziarie stanziate ammontano a circa 107 milioni di euro. È prevista una dotazione aggiuntiva di 7 milioni di euro.

A CHI SI RIVOLGE

Cultura Crea si rivolge alle micro, piccole e medie imprese dell’industria culturale e creativa, inclusi i team di persone che vogliono costituire una società, e ai soggetti del terzo settore che vogliono realizzare i loro programmi di investimento in Basilicata, Campania, Puglia, Calabria e Sicilia.  

TRE SOTTOMISURE

Esistono tre sottomisure dI Cultura Crea, tutte rivolte alle PMI, che finanziano l’acquisizione di beni materiali ed immateriali, mai opere murarie. Le agevolazioni sono concesse nei limiti del regolamento de minimis

  1. TITOLO II per le newco:  imprese dell’industria culturale costituite da meno di 36 mesi, comprese, le cooperative. Si rivolge anche ai team di persone fisiche che vogliono costituire un’impresa ma la costituzione deve avvenire  entro i 30 giorni successivi alla comunicazione di ammissione alle agevolazioni. E’ possibile presentare domanda da tutti i Comuni delle cinque regioni oggetto dell’intervento. I programmi presentati possono prevedere spese fino a 400.000 euro, il 20% delle quali riferite alla gestione (consulenze specialistiche, costo del personale interno qualificato e spese per l’acquisizione di tecnologie dell’informazione e della comunicazione). Cultura Crea finanzia iniziative che prevedono la creazione o l’introduzione di prodotti o servizi innovativi in specifiche aree tematiche: a) economia della conoscenza:  si intende lo sviluppo o l’applicazione di tecnologie che permettano di creare, organizzare, archiviare e accedere a dati e alle informazioni sull’industria culturale; b) conservazione:  indica lo sviluppo o l’applicazione di modalità e processi innovativi per le attività legate a restauro/manutenzione e recupero del patrimonio culturale; c) fruizione: si sviluppano modalità e strumenti innovativi di offerta di beni, anche in forma integrata con le risorse del territorio, processi innovativi per la gestione, acquisizione, classificazione, valorizzazione, diffusione del patrimonio culturale e risorse del territorio; piattaforme digitali, prodotti hardware e software per nuove modalità di fruizione e nuovi format narrativi, di comunicazione e promozione; d) gestione: indica lo sviluppo di strumenti e soluzioni applicative in grado di ingegnerizzare le attività di gestione di beni e attività culturali. Le agevolazioni prevedono congiuntamente: un finanziamento agevolato a tasso zero e un contributo a fondo perduto, entrambi fino al 40% della spesa ammessa.  In entrambi i casi il tetto delle agevolazioni è elevabile al 45% per i progetti presentati da imprese femminili, giovanili o in possesso del rating di legalità.
  • TITOLO III per il consolidamento di imprese già costituite: le proposte devono essere presentate da imprese costituite da più di 36 mesi. La localizzazione dell’impresa deve essere fissata in uno dei Comuni agevolati (quelli previsti dall’Allegato 1 sezione A del Decreto dell’11 Maggio del 2016 direttamente riferiti agli Attrattori); è interamente escluso il territorio della Regione Sicilia. I programmi presentati possono prevedere spese fino a 500.000 euro, il 20% delle quali riferite alla gestione (consulenze specialistiche e costo del personale interno qualificato, spese per l’acquisizione di tecnologie dell’informazione e della comunicazione). In questa sottomisura è possibile presentare iniziative imprenditoriali che si riferiscano anche all’accoglienza turistica ed all’incoming, all’artigianato ed alla ristorazione, purché connesse agli attrattori individuati, oltre ai già citati interventi connessi all’industria culturale e creativa in senso stretto. Le agevolazioni prevedono congiuntamente: un finanziamento agevolato a tasso zero fino al 60% e un contributo a fondo perduto fino al 20% della spesa ammessa.  In entrambi i casi il tetto delle agevolazioni è elevabile rispettivamente al 65% ed al 25% per i progetti presentati da imprese femminili, giovanili o in possesso del rating di legalità.
  • TITOLO IV per il terzo settore: iniziative già costituite al momento della presentazione della domanda, programmid’investimento nel limite di 400.000 euro. Le imprese devono essere localizzate nel territorio dei Comuni agevolati (individuati dall’Allegato 1 sezione B del Decreto dell’11 Maggio del 2016 e direttamente riferiti agli Attrattori). Non è prevista l’agevolazione delle spese di gestione. Le tipologie di iniziative ammesse sono: attività culturali ed artistiche, ricreative e di socializzazione, di protezione dell’ambiente e degli animali, manifatturiere, alberghi e ristoranti.  L’agevolazione concessa è nell’ordine dell’80% delle spese ammesse, interamente sotto forma di fondo perduto. L’agevolazione sale al 90% in caso di compagine a prevalente titolarità giovanile o femminile o in possesso del rating di legalità.

COME PRESENTARE LA DOMANDA

La domanda può essere inviata esclusivamente online, attraverso la piattaforma informatica di Invitalia che gestisce l’incentivo e valuta i business plan, eroga i finanziamenti e monitora la realizzazione dei progetti d’impresa.

Lo sportello è aperto e le domande di finanziamento sono valutate, entro 60 giorni, secondo l’ordine cronologico di arrivo.

Per richiedere le agevolazioni è necessario registrarsi ai servizi online di Invitalia (www.invitalia.it) per compilare direttamente online la domanda, caricare il business plan e la documentazione da allegare. Per concludere la procedura di presentazione della domanda è necessario disporre di una firma digitale e di un indirizzo di posta elettronica certificata (PEC).

TRE STORIE DI SUCCESSO

Tra le diverse attività finanziate con la misura Cultura Crea ci sono tre storie di successo che arrivano da Caserta, Napoli e Catania. Energreenup s.r.l., è la start-up innovativa di Caserta che realizza sistemi di monitoraggio ambientale per i musei ed i monumenti attraverso strumenti digitali che mettono in campo l’utilizzo di tecnologie efficienti e rinnovabili per garantire un reale abbattimento dei costi e migliorare le performances ambientali. Le mostre impossibili di Napoli realizza, invece, mostre di grandi artisti (Caravaggio, Leonardo, Botticelli etc.), con riproduzioni a dimensione reali ad altissima definizione in un unico luogo. Smartourism a Catania realizza applicazioni mobile per i Teatri dell’Opera che permettono agli spettatori di seguire su smartphone e tablet il libretto dell’Opera.

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