Resto al Sud, si amplia la platea per le agevolazioni

L’incentivo è rivolto a tutti gli under 46 ed ai professionisti residenti nelle regioni del Mezzogiorno

Si amplia la platea di Resto al Sud, l’incentivo che sostiene la nascita di nuove attività imprenditoriali nelle regioni del Mezzogiorno. Le agevolazioni della misura istituita dal Governo e gestita da Invitalia si allargano e chiamano a raccolta anche gli under 46 ed i professionisti.

I nuovi destinatari dei contributi statali, grazie alla Legge di Bilancio 2019, si associano a coloro che fino ad ora avevano potuto partecipare e presentare domanda, agli under 36. Manca solo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della circolare attuativa per consentire la piena operatività della legge.

Tra gli ammessi alla richiesta di finanziamento che prevede fino ad un massimo di 50 mila euro se si partecipa da soli e 200 mila euro se in gruppo, anche le società, le cooperative, le ditte individuali costituite dopo il 21 giugno 2017 e i team di persone che si costituiscono entro 60 giorni (o 120 se residenti all’estero) dopo l’esito positivo della valutazione.

I REQUISITI PER PARTECIPARE

Le agevolazioni di Resto al Sud sono dunque ora rivolte agli under 46 e ai liberi professionisti residenti in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. La soglia dell’età ovviamente non basta ma è necessario rispondere a specifici requisiti che Invitalia ha ben indicato. Le agevolazioni sono, infatti, rivolte, a tutti gli under 46 che non hanno un rapporto di lavoro a tempo indeterminato, anche per tutta la durata del finanziamento e non sono già titolari di altra attività di impresa in esercizio. Per i liberi professionisti, invece, è necessario che non risultino titolari di partita IVA nei dodici mesi antecedenti alla presentazione della domanda, per lo svolgimento di un’attività analoga a quella per cui chiedono le agevolazioni.

Industria, artigianato, agricoltura, pesca e acquacoltura sono alcuni dei settori ammessi a finanziamento nei quali è necessario produrre beni. A questi si affianca la fornitura di servizi alle imprese e alle persone oltre che i servizi al turismo. Un range di azione ampio e che concede la possibilità di presentare progetti diversi e valevoli.

COME PRESENTARE DOMANDA

Partecipare a Resto al Sud non significa rispettare scadenze o attendere graduatorie. La misura, infatti, è un incentivo “a sportello” per cui le domande possono essere presentate fino a quando ci sono fondi disponibili.

La domanda per la richiesta di finanziamento va presentata esclusivamente on-line attraverso la piattaforma web di Invitalia. È necessario registrarsi ai servizi online dell’Agenzia e consultare la modulistica prima di iniziare la procedura. È indispensabile, inoltre, disporre di firma digitale e indirizzo di posta elettronica certificata (PEC).  

Le domande di finanziamento, in media, vengono valutate nell’arco di due mesi in base all’ordine cronologico di ricezione. A seguito della prima valutazione su ogni singola iniziativa, si potrà accedere ad un colloquio da fare nella sede di Roma di Invitalia oppure via Skype al quale è necessario che partecipino tutti i soci.

I RISULTATI DELLA MISURA

Fino all’11 ottobre 2019 oltre 9 mila sono state le domande presentate e oltre 12 mila sono in fase di compilazione per un totale di quasi 4 mila domande già approvate. Gli investimenti che sono stati messi in campo tramite Invitalia sfiorano i 250 milioni con 118 milioni di euro di agevolazioni erogate. Per i progetti già in fase di decollo l’Agenzia ha stimato che oltre 14 mila persone saranno occupate nelle regioni del Sud con un contributo medio per occupato di circa 8.000 euro. Calabria, Sicilia e Campania sono senza dubbio le regioni che hanno risposto in maniera più decisa alla misura con oltre 2.850 domande presentate nelle prime due regioni e ben 4.400 nella terza. Chi ha pensato di sfruttare Resto al Sud per avviare una propria attività? Invitalia ha studiato anche questo. I maschi sono in maggioranza (con il 57%) rispetto alle donne (43%) con un maggiore interesse per i giovani che afferiscono alla fascia 30-35 anni in possesso di licenza superiore (65%).

RESTA INFORMATO, SCARICA L’APP

Per tenere sotto controllo tutto il percorso del progetto presentato ed essere informati su tutte le novità, Invitalia ha studiato e lanciato l’app Resto al Sud, scaricabile gratuitamente su tutti i dispositivi mobili. «In modo facile e intuitivo l’app ti dà la possibilità di cercare le banche convenzionate più vicine a te e gli enti pubblici, le università e gli organismi di terzo settore che ti daranno un aiuto concreto e gratuito per “costruire” il tuo progetto – spiega l’Agenzia che dà alcuni consigli utili sull’uso dell’applicazione – Dopo aver presentato la domanda seguendo le istruzioni presenti sul sito, entra nell’area privata con le stesse credenziali che utilizzi per il sito dell’Agenzia e segui in tempo reale la valutazione del tuo progetto. Con le notifiche push sai sempre quando la tua domanda passa allo step successivo e se abbiamo bisogno di più informazioni. Grazie al calendario integrato, hai anche la possibilità di salvare le scadenze e gli appuntamenti con noi».

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Governo, parte da Invitalia la battaglia sulle nomine

Ignorando la richiesta di discontinuità, il premier Conte ha chiesto la conferma di Arcuri al vertice dell'Agenzia. Sollevando le critiche e le resistenze di Pd e M5s.


Sulle nomine è subito caos nel governo tra il premier Giuseppe Conte, 5 stelle e Pd. Il primo terreno di scontro è il rinnovo dei vertici, scaduti ormai da mesi, di Invitalia, l’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa, dove siede indisturbato dal 2007 Domenico Arcuri il più longevo dei manager pubblici italiani.

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CONTE CHIEDE UNA ENNESIMA CONFERMA

Davanti alla richiesta di discontinuità da parte di tutti i partiti Conte si è impuntato per l’ennesima conferma. E a grillini e piddini che non lo vogliono, il presidente del Consiglio ha detto che Arcuri entra nella sua personale ‘quota’. Nicola Zingaretti, Dario Franceschini e gli stessi pentastellati a partire da Davide Casaleggio, hanno ribattuto che la ‘quota Conte’ non solo non può esistere ma, ammesso e non concesso, sarebbe già sovrastimata visto che l’avvocato del popolo si è tenuto la delega per i servizi di Sicurezza e come sottosegretario al Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica) ha preteso, contrariamente agli accordi che prevedevano la delega per Francesco Boccia, un suo intimo amico tarantino, Mario Turco, finito nelle cronache pugliesi per una controversa questione immobiliare. Ma Franceschini, capo delegazione Pd al governo e gran regista delle prossime nomine, irremovibile ha fatto sapere a Conte che se insiste per la riconferma di Arcuri deve farla passare in quota 5 stelle. Il problema è che i grillini non ne vogliono proprio sapere.

L’INTERROGAZIONE PARLAMENTARE GRILLINA

Solo pochi mesi fa infatti una ventina di pentastellati hanno tuonato contro la gestione Arcuri con una severa interrogazione parlamentare in cui chiedevano addirittura di procedere alla messa in liquidazione di Invitalia per i costi eccessivi e l’onerosità dimostrata nel suo ventennio di vita. In prima fila nella denuncia Gianluigi Paragone, il senatore oggi molto polemico con il Movimento e soprattutto con Conte: entrambi, secondo l’ex giornalista, si mostrano troppo accondiscendenti nei confronti dei vecchi poteri.

IL RUOLO DI ALESSANDRO GORACCI

Il tentativo di Conte di imporre la conferma di Arcuri ha però dal suo punto di vista una comprensibile logica pensando alla gestione, prima attraverso il Cipe e ora in Invitalia, di centinaia di miliardi tra investimenti e iniziative. Questo anche perché le risorse sul contratto di sviluppo di Invitalia vengono gestite direttamente da Palazzo Chigi, e non dal ministero dell’Economia. L’uomo chiave di Conte è il suo capo di gabinetto Alessandro Goracci, un funzionario del Senato figlio di quel Carlo che fu vicesegretario generale della Camera. Un incarico, quello di Goracci, che rappresenta una assoluta novità introdotta da Conte dal momento che la figura del capo di Gabinetto della Presidenza era stata abolita da quando era stata istituita quella di Segretario generale.

Quello di cui si occupa la rubrica Corridoi lo dice il nome. Una pillola al giorno: notizie, rumors, indiscrezioni, scontri, retroscena su fatti e personaggi del potere

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Invitalia, 200 milioni per finanziare le imprese di giovani e donne

I fondi sono accessibili, fino a esaurimento e per un massimo di 1,5 milioni, per le micro e piccole imprese italiane.

Una mano tesa per sostenere, in tutta Italia, la creazione di micro e piccole imprese composte in prevalenza da giovani tra i 18 e i 35 anni oppure da donne di tutte le età. È l’obiettivo di “Nuove imprese a tasso zero”, il progetto di Invitalia, l’Agenzia governativa per lo sviluppo, che prevede finanziamenti a tasso zero di progetti d’impresa con spese fino a 1,5 milioni di euro, che può coprire fino al 75% delle spese totali ammissibili. Per il 25% residuo, invece, si richiede il cofinanziamento da parte dell’impresa, con risorse proprie o mediante finanziamenti bancari. La domanda è da presentare esclusivamente online, attraverso la piattaforma di Invitalia: le agevolazioni saranno concesse fino all’esaurimento dei fondi disponibili, pertanto le domande sono valutate in base all’ordine cronologico di arrivo e non ci sono graduatorie. Dopo la verifica formale, è prevista una valutazione di merito che comprende anche un colloquio con gli esperti dell’Agenzia.

LE CONDIZIONI PER ACCEDERE ALLE AGEVOLAZIONI

Le agevolazioni sono rivolte alle imprese composte in prevalenza da giovani tra i 18 e i 35 anni o da donne di tutte le età, su tutto il territorio nazionale. Le imprese devono essere costituite in forma di società da non più di 12 mesi, rispetto alla data di presentazione della domanda. Anche le persone fisiche possono richiedere i finanziamenti, a condizione che costituiscano la società entro 45 giorni dall’eventuale ammissione alle agevolazioni.

I VANTAGGI: FINANZIAMENTI A TASSO ZERO E PRIMA RATA DOPO 12 MESI

L’iniziativa ha una dotazione finanziaria di oltre 200 milioni di euro e vari punti di forza: come l’applicabilità su tutto il territorio nazionale e per tutti i settori, oltre a tempi di valutazione dei contenuti della richiesta non superiori a 45 giorni. A cui poi vanno ad aggiungersi agevolazioni non secondarie come l’attivazione del mutuo a zero interessi, la copertura del 75% dell’investimento e l’inizio del rimborso della rata del finanziamento dopo 12 mesi. Inoltre, l’incentivo è facilmente accessibile anche da parte di team di persone (non solo imprese costituite).

ATTIVITÀ E SPESE AMMISSIBILI

Nell’ambito del progetto, sono finanziabili le iniziative per la produzione di beni nei settori dell’industria, dell’artigianato e della trasformazione dei prodotti agricoli. Oltre a quelle per la fornitura di servizi alle imprese e alle persone, per il commercio di beni e servizi, per il turismo. Possono essere ammessi anche progetti riconducibili a settori di particolare rilevanza per lo sviluppo dell’imprenditorialità giovanile, nella filiera turistico-culturale e relativi all’innovazione sociale (Vedi le attività e le spese ammissibili).

IL PIANO DI RIMBORSO: DURATA MASSIMA 8 ANNI

Per le imprese ammesse al finanziamento è previsto un rimborso agevolato che parte dal momento del completamento del piano di investimenti, da realizzare entro 24 mesi dalla firma del contratto. La durata massima del piano di rimborso è di 8 anni con pagamento di due rate semestrali posticipate. Grazie alla Convenzione tra ABI, MISE e Invitalia, le imprese beneficiarie possono realizzare i programmi di spesa ammessi alle agevolazioni sulla base di fatture di acquisto non quietanziate, consentendo tempi di realizzazione più rapidi, un impegno finanziario meno oneroso e un pagamento più veloce dei fornitori (Consulta l’elenco delle banche aderenti).

CASI DI SUCCESSO

Questa iniziativa di Invitalia ha fatto crescere diverse nuove attività. Basti pensare al Parco Avventura di Fregene, a Roma, che ha ricevuto un finanziamento agevolato per 75 mila euro e ora è diventato il più grande del Centro Italia. Mentre l’Enoteca Efelbar, in provincia di Como, ha ricevuto un finanziamento da 46 mila euro e ora svolge il ruolo duplice di spazio per la degustazione di vini e ritrovo per assistere a eventi culturali. Invece, la pelletteria Marse’ ad Arzano, in provincia di Napoli, ha avuto da Invitalia un finanziamento di 104 mila euro e ora produce prodotti artigianali di alta qualità.

COME SI PRESENTA LA DOMANDA

La domanda per accedere alle agevolazioni si può fare unicamente dal portale online di Invitalia, dove occorre registrarsi per accedere alla parte riservata del sito e lì inserire richiesta, business plan e la documentazione da allegare. Per concludere la procedura di presentazione della domanda è necessario disporre di una firma digitale e di un indirizzo di posta elettronica certificata (PEC) del legale rappresentante delle società già costituita al momento della presentazione, ovvero dalla persona fisica in qualità di socio o soggetto referente della società costituenda.

SERVIZI DI ACCOMPAGNAMENTO

Per chi si sentisse incerto, Invitalia offre anche un servizio di accompagnamento accessibile chiamando il numero 848 886 886. Il servizio viene fornito direttamente dagli esperti di Invitalia nel corso di incontri one-to-one via Skype, ed è rivolto ai team imprenditoriali, delle società già costituite o ancora da costituire, che hanno maturato l’intenzione di presentare domanda di ammissione alle agevolazioni.

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