Quale I Maggio? “Sogna ragazzo sogna ti ho lasciato un foglio sulla scrivania”

Di OLGA CHIEFFI

Oggi I Maggio, per la prima volta, dopo il ventennio fascista, non si scenderà in strada a festeggiare, non lo si potrà fare perché un nemico sconosciuto e letale non consente di riunire le forze del lavoro, nel suo giorno d’elezione.  “Oggi, solo oggi – scrivono in una lettera comune le tre massime sigle sindacali – è evidente a tutti l’importanza del lavoro, di quel mondo che non vive di rendita, non alimenta la bolla finanziaria, ma viceversa crea la ricchezza che rende grande un’economia reale e non fittizia; un mondo che consente, attraverso il lavoro, la realizzazione e la crescita democratica delle donne e degli uomini”. Cosa succederà? Non è possibile prevederlo esattamente. Sicuramente, come dicono molti, il mondo economico, come lo conoscevamo prima di questo febbraio, non sarà lo stesso quando finalmente usciremo da questa tragedia sanitaria e umana. La pandemia Covid-19 è la discontinuità che segna un passaggio di epoca e, se i numeri che ci arrivano dall’Asia sono veritieri, è chiaro che nella nuova fase le potenze economiche dominanti non saranno quelle occidentali. Mentre si attende di capire quali mosse metteranno in campo le istituzioni europee, non è possibile immaginare che l’Italia, ad oggi la più colpita dallo shock sanitario e gravata da uno dei debiti più insostenibili dell’eurozona, non predisponga strategie di risposta autonome. Due approcci possibili ci spingono in direzioni diverse. Una strategia consiste nello scommettere sul fatto che sia immaginabile riavvolgere il nastro. Ripartire da dove ci siamo fermati. Quindi, nel lungo periodo fare tesoro degli errori fatti e aggiustare il tiro. La seconda strategia consiste, invece, nell’accettare una buona parte degli effetti della crisi in arrivo e provare a governarne soltanto alcuni aspetti. Errori che non commetteranno in futuro, i giovani studenti del Liceo Scientifico “Renato Caccioppoli”  di Scafati che, stavolta ritroviamo sulle colonne del nostro quotidiano, insieme a qualche docente, nonché uniti anche ad espressioni di diverse generazioni di lavoratori. L’essenza storica ed emozionale di questa festa ci viene descritta, invece, dall’economista Alessia Potecchi, Responsabile Dipartimento Banche, Fisco e Finanza del PD Milano Metropolitana.                                                                                                                                                                                                                                                                                                                  Non c’è festa senza musica e la colonna sonora che accompagnerà i contributi di questo speciale I Maggio, sarà composta dall’ “Inno dei lavoratori” di Filippo Turati e musicato da  Zenone Mattei, in cui l’idea dell’unione a resistere, quella che muove materialmente dalle fabbriche e dalle campagne i lavoratori, convinti di poter superare le ingiustizie e quindi le disuguaglianze tra classi, solo annullando le discordie interne, con un mondo del lavoro così diviso, frammentato in tante schegge, che sembrava fino a gennaio davvero non aver niente da condividere e oggi, invece, è accomunato da una crisi economica globale che va dall’operaio, al muratore, all’artista e da quel “Sogna ragazzo sogna” di Roberto Vecchioni, che ha impreziosito la nostra traccia, lanciata attraverso la docente Patrizia Polverino, ai tanti allievi che hanno intrapreso questo non semplice esercizio di scrittura, che, di “stanza” in “stanza”, li porterà dal 25 aprile al 2 giugno, poichè, queste sono le feste di cui i giovani, in primo luogo, devono avere piena consapevolezza. “ Sogna, ragazzo, sogna. Ti ho lasciato un foglio  sulla scrivania. Manca solo un verso a quella poesia, puoi finirla tu”.

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