Cosa trovereste in prima pagina il 28 febbraio se non ci fosse il coronavirus

L'escalation Russia-Turchia a Idlib. Renzi che trattiene i suoi al governo. L'Ue che indaga su Alitalia. I tafferugli a Parigi. Greta in piazza a Bristol. Come sarebbero i giornali senza l'epidemia.

Controffensiva della Turchia dopo i raid siriani a Idlib. Le truppe di Ankara hanno lanciato un contrattacco «neutralizzando329 soldati del regime di Assad e colpendo oltre 200 obiettivi nemici» . Il governo turco ha annunciato nello stesso tempo che non fermerà più i migranti che vogliono andare in Europa e il ministero degli Esteri fa sapere che «alcuni migranti e richiedenti asilo hanno iniziato a muoversi verso i confini» con l’Ue. La Grecia rafforza i controlli. Ue e Nato chiedono di «interrompere l’escalation a Idlib».

RENZI TRATTIENE SCALFAROTTO AL GOVERNO

Il sottosegretario agli Esteri Ivan Scalfarotto (Italia viva) era pronto a dare l’addio al governo in polemica con il ministro Luigi Di Maio che non ha assegnato a lui ma a Manlio Di Stefano la delega per il commercio estero. Scalfarotto voleva dimettersi già ieri sera ma, a quanto si apprende, Matteo Renzi lo ha trattenuto fino alla fine dell’emergenza. «Non è il momento ora», avrebbe spiegato il leader Iv sostenendo che altrimenti addosserebbero a Iv la volontà di indebolire il governo.

L’UE INDAGA SU ALITALIA

La Commissione europea ha avviato un’indagine approfondita per valutare se il prestito di 400 milioni di euro che l’Italia ha concesso ad Alitalia costituisca un aiuto di Stato e se sia conforme alle norme dell’Ue in materia di aiuti alle imprese in difficoltà. Ora l’Italia e le altre parti interessate hanno la possibilità di presentare le loro osservazioni. L’antitrust Ue ha aperto l’indagine dopo aver ricevuto una serie di denunce secondo le quali il prestito è un aiuto di Stato illegale

TAFFERUGLI A PARIGI DURANTE UN CONCERTO

Un denso fumo nero si è alzato dal quartiere della Gare de Lyon di Parigi e ha avvolto tutti i quartieri attorno, dalla Senna fino alla Bastille. Il rogo, secondo fonti della polizia, è stato provocato da violenti tafferugli scoppiati attorno alla stazione ferroviaria, dove era in programma un concerto di un rapper congolese, Fally Ipupa, nel mirino degli oppositori al regime del presidente Felix Tshisekedi.

GRETA TORNA IN PIAZZA A BRISTOL

«Non ci metteranno a tacere, perché noi siamo il cambiamento»: Greta rilancia il suo grido a Bristol di fronte a una folla di giovani: 30 mila, secondo gli organizzatori. «Il cambiamento verrà, che vi piaccia o meno», ha aggiunto l’attivista svedese rivolgendosi in tono di sfida al mondo degli adulti e della politica. Mercoledì Greta parteciperà alla riunione settimanale della Commissione europea dedicata alla legislazione sul clima.

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Cosa trovereste in prima pagina il 27 febbraio se non ci fosse il coronavirus

Nuove testimonianze alla Commissione d'inchiesta su Regeni. La storia del sosia di Putin. Le minacce di Johnson sulla Brexit. L'incendio in una casa dell'Aler. L'assoluzione di Magnini. Come sarebbero i giornali senza l'epidemia.

Le Autorità egiziane non informarono subito, la mattina del 3 febbraio, l’allora ambasciatore al Cairo Maurizio Massari del ritrovamento del corpo di Giulio Regeni. Lo ha detto il diplomatico davanti alla Commissione parlamentare d’inchiesta rivelando che fu «una sua fonte non istituzionale» dell’American University del Cairo ad informarlo». Inoltre, «sin dai primi giorni dalla scomparsa di Regeni, c’era un contrasto fra gli ottimi rapporti con l’Egitto e l’elusività delle Autorità».

JOHNSON MINACCIA DI ABBANDONARE LE TRATTATIVE SULLA BREXIT

Il governo britannico di Boris Johnson è pronto ad abbandonare il negoziato sulle relazioni future post-Brexit con l’Ue anche a giugno, se entro allora non emergeranno prospettive di un accordo condiviso. Lo ha detto ai Comuni il ministro Michael Gove, rimarcando che la transizione finirà il 31 dicembre, senza proroghe. Gove ha usato toni duri dicendosi «ottimista» su una possibile intesa commerciale «a zero dazi», ma insistendo anche sul fatto che la sovranità britannica e i diritti dei suoi cittadini «verranno prima». «Lunedì inizieremo a confrontarci», ha fatto sapere il capo negoziatore europeo Michel Barnier, «noi vogliamo una partnership ambiziosa ed equa con il Regno Unito», ma «resteremo fermi sugli impegni della Dichiarazione politica».

PUTIN HA RIFIUTATO DI AVERE UN SOSIA

Il presidente russo Vladimir Putin ha dichiarato in un’intervista alla Tass di aver rifiutato all’inizio degli anni Duemila la proposta di avere dei sosia che lo sostituissero in alcune occasioni per motivi di sicurezza personale. Secondo Putin, l’idea fu avanzata all’epoca della seconda guerra cecena.

DUE MORTI IN UN INCENDIO IN UNA CASA DELL’ALER A MILANO

Due persone sono morte nell’incendio divampato questa mattina in un palazzo a Cernusco sul Naviglio (Milano), che ha reso necessario lo sgombero degli altri 24 condomini. Le fiamme sono scoppiate attorno alle 8.35 al terzo piano di uno stabile Aler di 8 piani in via Don Sturzo 11. I vigili del fuoco sono riusciti a spegnere il rogo e hanno scoperto i cadaveri di due persone di 52 e 80 anni. Sette inquilini sono stati trasportati in ospedale: 4 a Cernusco e 3 a Melzo. Altri 14, tra cui un disabile, hanno rifiutato il trasporto.

ANNULLATA LA SQUALIFICA PER DOPING DI MAGNINI

Il Tas ha assolto Filippo Magnini e annulla la squalifica a 4 anni per doping comminata all’ex campione azzurro di nuoto dagli organi di giustizia sportiva italiana. «Ho aspettato che la verità venisse fuori e ora sono il più felice del mondo», ha detto il due volte campione mondiale dei 100 metri sl.

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Cosa trovereste in prima pagina il 26 febbraio se non ci fosse il coronavirus

Il processo agli americani per il carabiniere ucciso. Le Sardine dalla De Filippi. Sanders assediato dagli avversari dem. Il ritiro della Sharapova. Come sarebbero i giornali senza l'epidemia.

È iniziata davanti alla prima corte d’assise di Roma la prima udienza del processo per l’omicidio del vicebrigadiere Mario Cerciello Rega avvenuto il 26 luglio scorso. In aula sono presenti i due impuntati, gli studenti americani Finnegan Lee Elder e Christian Gabriel Natale Hjorth, attualmente detenuti nel carcere di Regina Coeli. Nei loro confronti la Procura, contesta anche i reati di lesioni, tentata estorsione e resistenza a pubblico ufficiale. Presenti anche Rosa Maria Esilio, vedova di Cerciello, i genitori di Elder e lo zio di Hjorth. In aula anche giornalisti e troupe dei maggiori network americani.

L’UE BOCCIA QUOTA 100

L’Italia non ha fatto «nessun progresso sull’attuazione delle riforme delle pensioni passate, per ridurre il peso delle pensioni di vecchiaia sulla spesa pubblica e creare spazio per altra spesa sociale e pro-crescita». Lo scrive la Commissione Ue nel rapporto sulle raccomandazioni. Nessun progresso nemmeno sulla rimozione degli ostacoli alla concorrenza nel commercio al dettaglio e nei servizi. Mentre ci sono progressi «sostanziali» sulla lotta all’evasione, e «alcuni» passi avanti sulle politiche del lavoro.

LE SARDINE DALLA DE FILIPPI

«Non c’è piazza che non valga la pena riempire. Venerdì sera le Sardine saranno alla prima puntata di Amici di Maria De Filippi rivolgendoci ad una piazza nuova, fatta di altre storie», ad annunciarlo con un post social è il movimento antisovranista nato negli scorsi mesi a Bologna. «Accettare il rischio di confrontarsi con un pubblico il più ampio possibile è sempre stato nel dna delle ‘sardine’, così come tentare di avvicinare corpi e raggiungere coscienze, provando a parlare alle menti prima che alle pance», si legge nel post: «La dimensione politica delle sardine non può e non deve essere snob».

SANDERS ASSEDIATO DAI DEMOCRATICI

Bernie Sanders sotto assedio nell’ultima sfida tv tra i candidati democratici alla Casa Bianca prima delle primarie in South Carolina (sabato) e del Super Tuesday (il 3 marzo). E non poteva essere diversamente, con i moderati sul palco che hanno tentato in tutti i modi di mettere in difficolta’ il senatore socialista, attuale frontrunner e più che mai lanciato nella corsa alla nomination. Mentre Elizabeth Warren, l’altra candidata progressista, non potendo colpire Sanders per l’agenda simile alla sua è tornata a sferzare Michael Bloomberg, con l’ex sindaco di New York che ha dovuto nuovamente incassare le accuse di sessismo e discriminazione sul luogo di lavoro. Ma anche quelle di aver fatto affari con la Cina e di non voler svelare le sue dichiarazioni fiscali. Il risultato è stata una serata caotica, di cui a tratti i moderatori hanno rischiato di perdere il controllo. Con la gioia del presidente Donald Trump e dei molti repubblicani che su Twitter hanno esultato per le divisioni all’interno del fronte avversario. Divisioni – e questa è anche la preoccupazione dell’establishment del partito democratico – che alla fine rischiano di avvantaggiare proprio il tycoon e la sua rielezione il prossimo 3 novembre.

SHARAPOVA HA ANNUNCIATO IL RITIRO

Maria Sharapova, 32 anni, ha annunciato il ritiro dalle competizioni. La tennista siberiana, vincitrice di cinque slam ed ex n.1 al mondo, ha dato la notizia con una lettera a Vanity Fair e Vogue nella quale riflette sulla propria carriera, guarda al futuro e si chiede «come ti lasci alle spalle l’unica vita che tu abbia mai conosciuto?».

L’ARABIA SAUDITA INAUGURA IL CAMPIONATO DI CALCIO FEMMINILE

In Arabia Saudita arriva anche il calcio femminile, anche se la data non è stata ancora indicata. Ci sarà un vero e proprio campionato nazionale e le partite si giocheranno nella capitale Riad e in altre due città. La creazione di una lega calcio femminile è l’ultima delle riforme volute dal principe Mohammed bin Salman. «Il lancio della lega femminile rafforza la partecipazione delle donne allo sport a livello comunitario e darà un maggiore riconoscimento per i risultati sportivi delle donne» afferma una nota di Saudi Sports. Le donne saudite fino al gennaio di due anni fa non potevano nemmeno recarsi allo stadio per assistere a una partita .

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Cosa trovereste in prima pagina il 25 febbraio se non ci fosse il coronavirus

Zaky trasferito in carcere. La morte di Mubarak. La richiesta di arresto per un senatore di Fi. Guerriglia a New Delhi. Lo scontro tra Uffizi e Quirinale. Come sarebbe il mondo senza l'epidemia.

Due giorni fa Patrick George Zaky, lo studente egiziano dell’università di Bologna in arresto al rientro al Cairo dal 7 febbraio, è stato trasferito dal centro detenzione del commissariato di polizia in un carcere di Mansoura e al momento le visite di familiari e legali gli sono state negate fino al 5 marzo. Lo scrive oggi su Twitter Amr, amico egiziano di Patrick e attivista in prima fila per chiederne la liberazione: «Non abbiamo idea delle sue condizioni di salute».

È morto l’ex presidente egiziano Hosni Mubarak, aveva 91 anni. È stato uno dei simboli del potere autoritario in Nord Africa che portò all’inizio della Primavera araba. In Egitto la rivolta di massa lo costrinse a farsi da parte nel 2011, dopo 30 anni al potere. In seguito fu arrestato e trascorse alcuni anni in carcere con varie accuse: corruzione, appropriazione indebita, e per aver represso la protesta in modo violento. Nel 2017 fu assolto dalla maggior parte delle accuse e liberato.

La Dda di Reggio Calabria ha chiesto l’autorizzazione a procedere all’arresto del senatore di Forza Italia Marco Siclari coinvolto nell’operazione della Procura distrettuale diretta da Giovanni Bombardieri contro la cosca della ‘ndrangheta “Alvaro” di Sinopoli. L’ipotesi di reato è scambio elettorale politico-mafioso. A mettere in contatto il parlamentare con Domenico Laurendi, esponente della cosca, sarebbe stato Giuseppe Galletta Antonio, medico ed ex consigliere provinciale di FI a Reggio Calabria.

È salito ad almeno 13 morti e almeno 150 feriti il bilancio delle proteste nella capitale dell’India, New Delhi, nel terzo giorno di violenti scontri causati dalla controversa legge sulla cittadinanza. Tra i feriti c’è anche un giornalista, colpito da una pallottola. La guerriglia che si è scatenata nella capitale indiana tra manifestanti conto e pro la legge sulla cittadinanza, e tra loro e la polizia, è uno dei momenti più violenti vissuti in città negli ultimi anni. A Delhi è in corso la visita di Donald Trump.

Fa già discutere la grande mostra su Raffaello in programma alle Scuderie del Quirinale dal 5 marzo al 2 giugno. Il comitato scientifico degli Uffizi si è dimesso in blocco, in polemica con il prestito a Roma del ritratto di Leone X che era stato giudicato inamovibile. Il direttore del museo fiorentino Schmidt però difende la scelta sostenendo che la mostra romana «non poteva fare a meno del Leone X, un capolavoro che tra l’altro è in ottima salute e in perfetta condizione di viaggiare».

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Cosa trovereste in prima pagina il 24 febbraio se non ci fosse il coronavirus

Ruotolo eletto senatore a Napoli. Trump con il telaio di Gandhi. La crisi della Cdu, il processo ad Assange e i bombardamenti su Gaza. Come sarebbe il mondo senza l'epidemia.

Sarà il giornalista Sandro Ruotolo a sedere sugli scranni del Senato al posto dello scomparso Franco Ortolani (M5s). Questo il verdetto delle suppletive nel collegio uninominale 7 della Campania, oltre 300 mila elettori e una vasta area della città di Napoli al voto.

Ruotolo ha avuto il sostegno di una larga coalizione di centrosinistra appoggiata anche da Dema, il movimento che fa capo al sindaco di Napoli Luigi de Magistris, e senza l’appoggio dei Cinquestelle.

TRUMP IN VISITA IN INDIA

Il presidente della più antica democrazia del mondo è in visita nella più popolosa. Travolto dall’abbraccio del premier indiano Narendra Modi e dall’entusiasta accoglienza delle oltre centomila persone che gremivano lo stadio da cricket di Modhera, e ripetevano canti e slogan, il presidente Usa Donald Trump ha ringraziato gli indiani per l’evento “Namastè Trump, benvenuto Trump”, con un tweet in hindi.

Nel suo discorso allo stadio Trump ha anticipato che domani verranno siglati tra i due paesi accordi sulla difesa del valore di 3 mila miliardi. Trump e la moglie Melania sono atterrati all’aeroporto di Ahmedabad, città natale del premier indiano e prima di raggiungere lo stadio hanno visitato l’ashram di Gandhi. Il tycoon ha voluto anche posare per una foto chino sul telaio del Mahatma.

LA CDU DELLA MERKEL IN CRISI

Dopo la debacle ad Amburgo la Cdu di Angela Merkel sta programmando un congresso di partito speciale per il 25 aprile oppure il 9 maggio. È quanto scrive la Dpa, citando fonti vicine al partito.

Ieri i cristiano-democratici hanno subito una pesantissima sconfitta alle amministrative della città-Stato di Amburgo e da alcune settimane, travolti dal terremoto Turingia, sono disorientati e alla ricerca di un nuovo leader.

INIZIATO IL PROCESSO SULL’ESTRADIZIONE DI ASSANGE

È iniziato oggi dinanzi alla Woolwich Crown Court, alla periferia di Londra, il processo di primo grado sulla controversa richiesta di estradizione negli Usa di Julian Assange.

Il fondatore di Wikileaks è inseguito da Washington fin dal 2010, a causa della pubblicazione di una caterva di documenti riservati imbarazzanti per le forze armate e la diplomazia americane, a iniziare da quelli sottratti dagli archivi del Pentagono dalla whistleblower Chelsea Manning. L’iter della giustizia britannica durerà diversi mesi.

ISRAELE BOMBARDA GAZA

L’aviazione israeliana bombarda Gaza e spiega che si tratta di «obiettivi terroristici della Jihad islamica» presenti sul territorio. L’attacco segue al lancio di alcuni razzi lanciati da Gaza.

Due combattenti della Jihad islamica erano stati uccisi a Damasco dagli attacchi aerei israeliani di ieri sera sulla capitale siriana.

LA CRISI DI GOVERNO NEL FREEZER

L’atteso faccia a faccia tra Matteo Renzi e Giuseppe Conte per cercare di arrivare di far rientrare la crisi di governo è stato rimandato. Ma questo è un caso limite: il motivo del rinvio è, naturalmente, il coronavirus.

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È l’epidemia a fare informazione o l’informazione a fare l’epidemia?

La divulgazione scientifica, soprattutto se connessa ai rischi di salute, è una grandissima sfida. Esulando dalle grandi logiche della comunicazione di crisi, i casi quello quello del coronavirus possono essere considerate un asset strategico per implementare modelli informativi.

Infodemia”, questo è il termine, esplicativo, scelto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità per spiegare (e lanciare l’allarme) il rischio di una epidemia di fake news, capaci di creare allarmismo e persino panico, capaci di creare mostri e far vacillare interi settori economici. Questo infatti stanno generando le informazioni relative alle epidemie sui social al divampare del Coronavirus riportando all’attenzione la questione, rimasta irrisolta, relativa alla comunicazione scientifica e, in generale, alla gestione delle crisi transnazionali.

Infodemia indica, secondo l’Oms, quell’«abbondanza di informazioni, alcune accurate e altre no, che rendono difficile per le persone trovare fonti affidabili quando ne hanno bisogno». La disinformazione, o meglio l’informazione fai da te, sul virus cinese e sulla sua pericolosità sta creando ulteriori effetti negativi nella gestione dell’epidemia.

Più che interrogarci sulle ragioni del fenomeno, ci dovremmo chiedere: è l’epidemia a fare informazione o l’informazione a fare l’epidemia? Il fenomeno, strettamente legato all’emotività e alla sensibilità dell’audience, rimane negli anni, nei suoi tratti caratteristici, uguale a sé stesso, mentre evolvono i mezzi con cui viene comunicato.

COMUNICARE UN’EPIDEMIA SIGNIFICA TOCCARE LA SFERA EMOTIVA

Se già in passato, attraverso i media tradizionali, le conseguenze della diffusione delle notizie scientifiche relative a possibili focolai di virus erano difficili da gestire, oggi la situazione sembra essere completamente sfuggita di mano. Attraverso piattaforme quali Facebook, Twitter, Linkedin, Instagram, ognuno può dire la sua, incidendo profondamente sulla percezione dell’avvenimento. Dunque, per affrontare al meglio la gestione di questo tipo di avversità è necessario ripensare il concetto di comunicazione di crisi.

L’informazione globale non consente di nascondere nulla

Come ho avuto modo più volte di ricordare in questa rubrica, nella società della post verità, le informazioni scientifiche sono sempre le più difficili da comunicare a causa del linguaggio, spesso tecnico e ostico, che viene utilizzato. Comunicare un’epidemia significa toccare la sfera emotiva del pubblico e questo, se fatto attraverso l’uso di un linguaggio poco chiaro, può comportare gravi incongruenze.

Controlli sui passeggero all’aeroporto Leonardo Da Vinci di Roma.

Le epidemie rappresentano una grave crisi transnazionale e come tali devono essere gestite. L’informazione globale non consente di nascondere nulla. Non ci si rivolge, poi, ad un unico target, ma ad un pubblico vasto che comprende ogni strato della società. Inoltre, in questo caso, gli attori coinvolti nel processo comunicativo solo molteplici e, spesso, autorevoli: dagli Stati alle organizzazioni internazionali, dalle multinazionali ai singoli ospedali, fino alle organizzazioni non governative. Una grande sfida per i comunicatori, dunque.

SERVONO TRASPARENZA, CREDIBILITÀ E DATI AGGIORNATI E ACCESSIBILI

La comunicazione di un’epidemia dovrebbe allora essere basata su almeno alcuni principi fondamentali, che l’Oms ha ben chiarito da tempo: trasparenza, credibilità, rilevanza, tempestività e chiarezza. Una comunicazione trasparente, basata su dati aggiornati e accessibili, costituisce sicuramente la base per creare con l’opinione pubblica la fiducia necessaria ad evitare il panico. La tempestività è fondamentale per evitare che informazioni sbagliate possano dare un quadro più drammatico della realtà sulle condizioni di diffusione dei virus. L’informazione deve essere poi chiara e rilevante, deve utilizzare un linguaggio semplice e fruibile da tutte le persone.

Servono messaggi brevi, precisi ed efficaci che siano in grado di trasmettere sicurezza

Inoltre, il messaggio, in questo caso più che mai, deve essere concreto. Non è necessario costruire storytelling sofisticati; è necessario comunicare i veri rischi presenti e come affrontarli. Messaggi brevi, precisi ed efficaci che siano in grado di trasmettere sicurezza. Usando quando possibile testimonial credibili e conosciuti. Questa la vera sfida per la comunicazione delle emergenze sanitarie. Con cosa comunicare? Dovendoci rivolgere ad ampi strati della pololazione, di diversa estrazione cultura, età e abitudini non dovremo rinunciare a nessun mezzo di comunicazione, da quelli diretti a quelli intermediati.

Ovviamente i social media sono lo strumento più immediato ed economico, ma non possono essere trascurati i tradizionali mezzi televisivi e cartacei, oltre ad un processo di comunicazione diretta come lettere e mail in casi puntuali ed estremi. È quindi importante mantenere un approccio strategico e integrato che permetta di avere sotto controllo le informazioni che circolano sui tutti i media e comunicare l’epidemia a ogni target. Il tempo saprà darci le risposte, quel che è certo è che siamo difronte all’inizio di una nuova era che potrebbe cambiare le regole del gioco.

GIanluca Comin è professore di Strategie di Comunicazione, Luiss, Roma.

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Bbc News lascia a casa 450 dipendenti

La decisione di ridurre drasticamente il personale della divisione giornalistica è arrivata per raggiungere l'obiettivo di tagliare 80 milioni di sterline al bilancio 2022.

Bbc News ha annunciato il taglio di 450 posti di lavoro nella sua redazione giornalistica. I dipendenti di Bbc News sono attualmente circa 6 mila, di cui 1.700 fuori dal Regno Unito. La riduzione del personale è stata decisa per arrivare all’obiettivo di risparmiare 80 milioni di sterline nel bilancio 2022, che al netto del taglio si attesterà sui 480 milioni di sterline.

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Gian Micalessin spiega come è cambiato il giornalismo di guerra

L'inviato del Giornale racconta 30 anni di reportage. Ma anche la paura e la perdita di amici come Almerigo Grilz. E mette in guardia dall'informazione mordi e fuggi sui social. L'intervista.

Raccontare i conflitti del mondo. Quelli lontani, dimenticati, sconosciuti. E quelli più vicini. Dall’Afghanistan alla Birmania, dall’Ucraina alla ex Jugoslavia. Dall’Africa fino al Medio Oriente. Al seguito di guerriglie, eserciti e soldati di ventura. Nel deserto o nella giungla. Tra speranze, violenze e sogni. È quello che da più di 30 anni fanno Gian Micalessin e Fausto Biloslavo che hanno raccolto molti dei loro lavori nel libro Guerra, guerra, guerra, uscito per Mondadori nell’aprile del 2018 e ora in edicola con Il Giornale.

LEGGI ANCHE: Viaggio nello Stato Karen, teatro della guerra più lunga al mondo

UN’AVVENTURA COMINCIATA IN AFGHANISTAN NEL 1983

Quello scelto dagli autori è un titolo con due significati ben precisi. «Guerra tre volte perché attraverso i reportage raccontiamo i cambiamenti intercorsi nell’arco di tre decenni», spiega a Lettera43.it Gian Micalessin. Il lavoro dei due reporter, infatti, inizia al seguito dei mujaheddin nell’Afghanistan del 1983 invaso quattro anni prima dall’Unione Sovietica. «Il mondo era ancora diviso tra Usa e Urss, l’Italia si affacciava sulla scena internazionale con la missione in Libano, internet e telefoni cellulari appartenevano alla fantascienza e noi eravamo dei ragazzini poco più che ventenni», racconta il giornalista. «Sotto i nostri occhi, mentre corriamo da una guerra all’altra, si susseguono i grandi cambiamenti politici e tecnologici che modificheranno la nostra vita e il mondo. Tutto questo si  riflette, inevitabilmente, anche nelle guerre e nel nostro modo di raccontarle»

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IL RICORDO DI ALMERIGO GRILZ

Nei racconti scritti nel libro, con Micalessin e Biloslavo continua a viaggiare e vivere anche il ricordo di Almerigo Grilz, «l’amico e compagno di viaggi con cui iniziammo questa lunga avventura». Il reporter ucciso e il 19 maggio 1987 mentre raccontava la guerra civile in Mozambico, è stato il primo giornalista italiano a cadere dopo la Seconda Guerra mondiale. Ma è anche il più ignorato dagli ambienti  giornalistici del nostro Paese. «Questo libro», precisa Micalessin, «è anche un modo per contribuire al suo ricordo e a quello di altri amici persi lungo la strada».

QUELLA PAURA CHE NON SCOMPARE MAI

A distanza di oltre 30 anni, la vicinanza con la morte continua a fare paura. «La paura c’è sempre. C’è prima di partire, quando ti dici non può andare sempre bene. C’è prima di andare in battaglia perché sai che non ci sono garanzie», mette in chiaro Micalessin. «In due occasioni ho avuto più paura del solito, in Congo nel 1995 e in Iraq nel 2016.  In Congo perché andai a raccontare non una guerra, ma la seconda grande epidemia di Ebola. E lo feci direttamente dall’epicentro del contagio a Kikwit. Qui l’incubo maggiore fu ignorare, per oltre 20 giorni dopo il ritorno a casa, se il virus aveva colpito anche me». E poi nel 2016, in Iraq, quando il reporter era insieme alle milizie sciite che andavano all’attacco dell’aeroporto di Tal Afar sotto scacco dello Stato Islamico. «Alle tre di notte mia moglie, che era incinta, mi mandò l’immagine della prima ecografia in cui si vedevano i 23 millimetri di mio figlio Almerigo. Andare in battaglia alle sei di mattina con quell’immagine negli occhi non fu per niente facile». 

IL VIAGGIO INDIMENTICABILE IN BIRMANIA

Uno dei reportage a cui Micalessin è più affezionato e che viene raccontato anche su Guerra Guerra Guerra, è un lungo viaggio nel Sud-Est dell’Asia. «Nel 1985 io e Almerigo tornammo nelle terre dei Karen in Birmania per realizzare uno speciale di Jonathan, la trasmissione condotta da Ambrogio Fogar sul giornalismo di guerra. Viaggiammo per un mese seguendo una colonna di combattenti che prima risalì il fiume Salween e poi con gli elefanti attraversò le giungle e le montagne del Paese spingendosi ai limiti estremi dei territori controllati da questa minoranza dimenticata ancora in guerra». Un viaggio avventuroso in una terra fuori dal tempo e dalla civiltà che Micalessin sogna di rifare. «Ancora oggi sogno di tornare a inseguire quelle lunghe colonne di elefanti e uomini immergendomi in un reportage lontano dalle frenesie dei collegamenti via satellite e degli articoli quotidiani».

INTERNET E I SOCIAL HANNO SOSTITUITO IL “VECCHIO” GIORNALISMO

Già, perché il giornalismo è cambiato. E purtroppo lo spazio per raccontare le guerre dimenticate è sempre di meno. «Al tempo stavamo via mesi e quando tornavamo vendevamo le nostre storie alle grandi reti televisive che le mandavano in onda come se fossero state girate qualche ora prima. Oggi sarebbe impossibile, i telefonini e internet ci raccontano quel che succede anche nei posti dove i giornalisti non arrivano», spiega il reporter. Questo, però, diffonde solo la sensazione di sapere tutto e conoscere tutto anche senza il tramite dei professionisti, perché «quel che vediamo e conosciamo è solo un post o un tweet, non certo un racconto giornalistico vissuto in prima persona». 

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Chi è De Michele, il giornalista vittima dell’agguato ad Aversa

Il direttore di CampaniaNotizie.com, già minacciato più volte in passato, preso di mira da un gruppo di ignoti che hanno sparato 10 colpi contro di lui.

Il giornalista casertano Mario De Michele, direttore di Campanianotizie.com, ha denunciato ai carabinieri di essere stato vittima di un agguato a colpi di arma da fuoco a Gricignano d’Aversa; ignoti hanno sparato contro di lui dieci proiettili ad altezza d’uomo, sei dei quali hanno centrato la sua macchina. «Si tratta di un episodio di una gravità inaudita che dimostra come il Casertano sia una zona ad altissima densità criminale» scrivono in una nota i vertici di Fnsi, Sugc e il presidente dell’Unci Campania, Sandro Ruotolo. Lo stesso De Michele ha scritto un articolo all’indomani dell’agguato spiegando l’accaduto e ribadendo la sua voglia di continuare a lavorare.

http://www.campanianotizie.com/editoriali/96-editoriali/152883-agguato-cado-avanti-ma-ho-paura-fiducia-nello-stato.html

Posted by Mario De Michele on Friday, November 15, 2019

Il fatto è avvenuto, secondo quanto riferito dal giornalista, ieri sera nei pressi di un’area oggetto di speculazione edilizia, nella zona della Nato. A sparare – ha denunciato De Michele – sarebbero stati due uomini a bordo di un’auto. «Sono stati dieci i proiettili esplosi ad altezza d’uomo, quindi per uccidere», scrivono in una nota i vertici di Fnsi, Sugc e il presidente dell’Unci Campania, Sandro Ruotolo.

«Chiediamo alla magistratura», proseguono, «che si indaghi in ogni direzione per chiarire quanto accaduto. Al collega, al quale siamo vicini in questo momento difficile, va garantita la massima tutela per l’incolumità sua e di chi gli è vicino. Sappiamo che la Prefettura di Caserta si è già attivata. Il dovere dei giornalisti adesso è quello di non lasciarlo solo e di andare ad illuminare le storie che stava raccontando. Dobbiamo essere la sua scorta mediatica. Tra l’altro, l’agguato è l’ultima e più grave aggressione subita dal direttore di Campanianotizie. Solo lunedì scorso il cronista fu fermato a Sant’Arpino da due persone che lo hanno minacciato e schiaffeggiato per quello che aveva scritto su Orta di Atella, la sua auto fu colpita ripetutamente con una mazza ferrata».

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