La sposa Nadia Bassano e il sindaco di Pellezzano Francesco Morra aderiscono all’iniziativa

di Erika Noschese

La Campagna “fonderia pisano stai uccidendo la nostra aria “ lanciata sui social, continua senza sosta. In pochi giorni più di 500 le foto arrivate. Tra i partecipanti all’iniziativa lanciata dal comitato Salute e Vita anche il sindaco di Pellezzano Francesco Morra e Nadia Bassano, giovane attivista, che ha voluto esprimere il suo dissenso per l’opificio di via dei Greci proprio nel giorno del suo matrimonio. Nadia, residente a Matierno, una delle località più martoriate dalle fonderie, ha voluto immortalarsi chiedendo alle Istituzioni di fermare le Fonderie Pisano, che anche nella giornata di giovedì hanno continuato a rendere l’aria irrespirabile. E ieri è giunta anche la foto del primo cittadino di Pellezzano. Quella del sindaco Morra è «una scelta ancora una volta chiara da parte del Sindaco che si schiera senza indugi per la vita e la salute della popolazione e anche degli stessi lavoratori», ha dichiarato il presidente del comitato Lorenzo Forte che rinnova l’invito ad inviare le foto con la scritta “fonderia pisano stai uccidendo la nostra aria” all’associazione.

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Blitz dei residenti a Fratte: striscioni contro le Pisano

di Erika Noschese

“Fonderie Pisano stai uccidendo la nostra aria”, “basta fonderie”: sono queste le scritte comparse ieri, alle prime luci dell’alba, in vari punti della città di Salerno, tra cui parco Pinocchio, ponte di Fratte, dinanzi al centro commerciale Le Cotoniere, parco Salid e ponte di via Dei Greci. Striscioni che fanno pensare ad un blitz da parte della cittadinanza che, di fatto, ha voluto mandare un messaggio ai Pisano, titolari dello storico opificio di via dei Greci, a Fratte. Intanto, a chiedere la chiusura immediata delle fonderie e il sequestro dell’intera area è il comitato e associazione Salute e Vita presieduto da Lorenzo Forte. «Chiediamo che la politica faccia il suo dovere, tuteli l’articolo 32 della Costituzione ovvero il diritto alla salute e il diritto fondamentale al lavoro, garantisca lavoro e salute – ha dichiarato Forte – Oggi è chiaro che la famiglia Pisano ha gettato la maschera e finalmente ha messo nero su bianco che se ne frega dei lavoratori e della popolazione perché ha chiesto di eliminare il vincolo di delocalizzazione», ha poi aggiunto il presidente del comitato ricordando che nel 2006 il comune di Salerno aveva dato ai Pisano la possibilità di costruire circa 300 appartamenti al posto della ma, ha poi aggiunto il numero uno dell’associazione – «fortunatamente il Comune ha avuto un minimo di pudore ha respinto questa richiesta a questo punto noi chiediamo l’immediata chiusura, il sequestro dell’area e chiediamo che quell’aria nel Puc diventi zona Verde». E ancora: «Ci si sarebbe aspettata una reazione delle rappresentanze sindacali locali, presenti nella fabbrica come la Cgil che avrebbero dovuto scagliarsi contro i Pisano e che invece ancora una volta, tacciono. Sarebbe bene che ci si rendesse conto che le responsabilità di un lavoro a singhiozzo e della mancanza di certezze per il futuro non sono di chi, come il Comitato, ha fatto emergere la verità, né di chi l’ha urlata mosso dall’esasperazione e dallo sdegno e affigge striscioni, ma di chi, agendo in modo ambiguo e omertoso, si è reso complice della condotta scellerata dei Pisano», ha poi aggiunto Forte. Soddisfatto anche l’avvocato del comitato Fabio Torluccio per l’esito della prima udienza tenutasi nei giorni scorsi con i pm Polito e Guariello tenutasi lo scorso 17 settembre quando è stata avanzata la richiesta di 1e 6 mesi di carcere per l’intero consiglio d’amministrazione della Pisano Spa e la richiesta di interdizione per sei mesi dello stabilimento oltre la richiesta di risarcimento di 165 mila euro per i danni ripetutamente effettuati e certificati dall’Arpac.

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Un anno e sei mesi di carcere chiesti per i titolari delle Pisano

di Erika Noschese

Un anno e sei mesi di reclusione, con pena sospesa: è la richiesta avanzata dai pubblici ministeri Polito e Guariello nel corso dell’udienza preliminare di discussione del processo a carico dei titolari delle fonderie Pisano, tenutasi ieri mattina al tribunale di Salerno dinanzi la dottoressa Zambrano. La richiesta dei pm è stata avanzata per tutti gli imputati che potrebbero sborsare una cifra record pari a circa 150mila euro di risarcimento danni per i cittadini e le associazioni che si sono costituite parte civile e l’interdizione dell’attività per 6 mesi. I pubblici ministeri hanno costruito con dovizia di particolari tutti i fatti giudiziari, dal 1998 fino al 2018, ovvero tutte le violazioni, tutti i provvedimenti in Regione di sospensione, la revoca dell’Aia, le impugnative davanti al tribunale, «dimostrando in modo incontrovertibile la piena responsabilità degli imputati per i reati ascritti, per tutte le violazioni di natura ambientale ed amministrative, rimarcando che le violazioni si sono protratte e reiterate nel tempo nonostante ci sia stata una certa collaborazione da parte dell’opificio», ha spiegato l’avvocato Fabio Torluccio che, dal canto suo, ha invece concluso rimarcando che si tratta di una falsa collaborazione in quanto la proprietà si sarebbe mossa soltanto quando ci sono stati provvedimenti di sospensione ossia il sequestro; «gli accertamenti continui da parte dell’Arpac hanno dimostrato che questi imprenditori non intendono tutelare la salute delle persone e non garantiscono di vivere in un ambiente salubre in quanto hanno perseguito un’attività economica in violazione di tutte le disposizioni previste per la tutela della salute», ha poi aggiunto il legale dell’associazione Salute e Vita. Da qui la richiesta di risarcimento del danno non patrimoniale a favore delle persone fisiche che si sono costituite parte civile nonché delle associazioni e dei Comuni ritenendo che il danno è pienamente provato anche sulla base delle annotazioni dell’Arpac sulla base di tutte le relazioni di servizio che comprovano i miasmi intollerabili, le polveri e la fuliggine sui balconi delle abitazioni e sui muri. Non vi è dubbio che il compendio probatorio sia tale da poter fondare un giudizio di responsabilità. L’avvocato Torluccio ha inoltre evidenziato che non vi è alcuna volontà da parte della proprietà di adeguare l’impianto, per tutelare gli imprenditori, evidenziando altresì che le trasgressioni reiterate nel tempo comprovano la necessità di un intervento risolutivo anche attraverso la disapplicazione dell’Aia che impedirebbe la prosecuzione dell’attività a tutela della salute dei cittadini e dei lavoratori e per la tutela dell’ambiente. L’associazione Salute e Vita presieduta da Lorenzo Forte esprime un ringraziamento sia ai pubblici ministeri Polito e Guariello che alla procura di Salerno «che ha esposto in maniera encomiabile tutte le relazioni e le azioni gravissime, oltre ai reati commessi negli anni e reiterati dalle fonderie Pisano, facendo venir fuori il chiaro quadro di reiterazione e di comportamenti illegali e dannosi per la vita e la salute delle persone. Pertanto, esprimiamo un ringraziamento alla procura e al nostro avvocato Fabio Torluccio che ha saputo rappresentare le istanze e le problematiche della popolazione che ancora una volta è danneggiata dalle fonderie Pisano, una fabbrica che nei decenni ha commesso sempre gli stessi reati, a danno della salute pubblica, della popolazione, dell’ambiente, violando le tre matrici aria, suolo e acqua. Andremo avanti nella nostra battaglia», ha concluso Forte. Intanto, la prossima udienza è in programma il 12 novembre alle 9.30. Intanto domenica mattina, alle ore 9, a Fratte in piazza Matteo Galdi si terrà la manifestazione del comitato Salute e Vita per raccontare tutti i passaggi dell’udienza e per tenere alta l’attenzione sul tema della tutela della salute e della vita nella valle dell’Irno.

Codacons: «Speriamo che il processo accerti tutte le responsabilità»

«Si condivide completamente la linea della Procura basata su diverse consulenze probanti i reati ambientali commessi e bene la calendarizzazione che procede in maniera rapida. Speriamo che il processo la cui conclusione è prevista per il gennaio 2020 accerti tutte le responsabilità». Lo ha dichiarato Matteo Marchetti, difensore del Codacons Campania, commentando il giudizio abbreviato a carico dei Pisano con la richiesta avanzata dai pm di 1 anno e 6 mesi di reclusione e l’interdizione dal consiglio di amministrazione per tutti gli imputati Guido, Roberto, Ciro e Ugo Pisano, Antonio Setaro e Luca Fossat.

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