Lite tra Salvini e Fedez sui social dopo Diritto e Rovescio

Il leader della Lega replica a Fabio Volo tirando in mezzo anche il rapper. Che non ci sta e contrattacca su Twitter tirando in ballo i 49 milioni e il Papeete.

«Vai a suonare ai cammorristi se hai le palle». L’invito via radio è quello di Fabio Volo. Destinatario? Ovviamente Matteo Salvini e la sua scampanellata nella periferia bolognese a una famiglia di tunisini a cui ha chiesto se fossero o meno degli spacciatori.

LA REPLICA A DIRITTO E ROVESCIO

Ovviamente l’esortazione non è passata inosservata all’ex ministro dell’Interno. Che invece di fare orecchie da mercante ha voluto replicare. Lo ha fatto durante un’intervista in collegamento a Diritto e Rovescio su Rete4. «Mentre Fabio Volo e Fedez facevano i soldi scrivendo libri e canzoni, cosa tutt’altro che legittima, io combattevo la mafia a colpi di ruspa», ha detto. L’attacco è andato a segno ma non ha lasciato indifferente il rapper.

FEDEZ RISPONDE SUI SOCIAL A SALVINI

Fedez ha ripostato sul suo account Twitter il video dell’attacco di Salvini nei suoi confronti scrivendo un post al vetriolo. «Sai qual è la differenza? Che noi (riferito a Fabio Volo e a sé stesso, ndr) guadagniamo onestamente senza pesare sulle tasche di nessuno. Il tuo partito è costato agli italiani 49 milioni di euro. Io ero a Ibiza questa estate e faccio il rapper, tu eri al Papete ed eri il Ministro dell’interno. That’s it», ha scritto. In poche ore il cinguettio al vetriolo ha ottenuto oltre 10 mila like e quasi tremila risposte.

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Fedez potrebbe ammalarsi di sclerosi multipla

Fedez rischia di ammalarsi di sclerosi multipla, ma per ora sta bene. Il rapper, intervistato da Peter Gomez a La..

Fedez rischia di ammalarsi di sclerosi multipla, ma per ora sta bene. Il rapper, intervistato da Peter Gomez a La confessione su Nove, ha rivelato di essersi sottoposto a una risonanza magnetica durante la quale «mi è stata trovata una cosa chiamata demielinizzazione nella testa, che è quello che avviene quando hai la sclerosi multipla».

Si tratta di una «piccola cicatrice bianca, sono dovuto restare sotto controllo perché, clinicamente, quello che mi hanno riscontrato è una sindrome radiologicamente verificata». Una scoperta che lo avrebbe portato a ridefinire le priorità della sua vita: «Questo è stato per me il motivo di iniziare un percorso per migliorare e per scegliere le mie battaglie».

Su Instagram, Fedez ha comunque voluto rassicurare i suoi fan: «Ho visto che sono già usciti tanti articoli, alcuni con dei titoli molto allarmanti. Purtroppo o per fortuna (dipende dai punti di vista) sto bene. Vi chiedo di guardare l’intervista completa. Quello che dico non si riesce a riassumere in un titolo. Ribadisco che sto bene».

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Fedez imputato a Milano per una lite col vicino di casa

I fatti risalgono al 2016. Nell'ultima udienza ha testimoniato Fabio Rovazzi, secondo cui è stato l'accusatore a colpire il rapper e non viceversa.

Fedez è imputato per lesioni per una lite con un vicino di casa, che ha riportato 10 giorni di prognosi. La lite è avvenuta a Milano in zona Tortona intorno alle 6 del mattino del 12 marzo 2016. Nell’udienza dello scorso 21 novembre, davanti al giudice Tommaso Cataldi, ha testimoniato il cantante Fabio Rovazzi, che era presente al momento della rissa e ha riferito che sarebbe stato il vicino a colpire il rapper con un pugno.

SIA FEDEZ SIA IL VICINO HANNO SPORTO DENUNCIA

Fedez e il vicino di casa avevano entrambi sporto denuncia dopo la lite, di cui si era parlato all’epoca sui media. Quello che si sta svolgendo davanti al giudice di pace milanese è il procedimento a carico del rapper 30enne. Nell’imputazione a carico di Federico Leonardo Lucia, in arte Fedez, si legge che lui avrebbe aggredito il vicino di casa che si era affacciato alla sua porta per via della musica alta che proveniva dell’appartamento, causandogli anche un trauma cranico lieve.

LA TESTIMONIANZA DI ROVAZZI

Nella scorsa udienza Rovazzi, che era stato chiamato a testimoniare dalla parte offesa e che di recente avrebbe anche avuto attriti con Fedez, ha testimoniato a favore del rapper. Ha riferito, infatti, che, secondo il suo ricordo, sarebbe stato il vicino a entrare nell’appartamento e a colpire in volto il marito di Chiara Ferragni. A quel punto, Rovazzi si sarebbe seduto sul divano, come da lui riferito, e avrebbe chiamato l’ambulanza.

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Le accuse di Tiziano Ferro a Fedez su bullismo e omofobia

Il cantante di Latina apre la polemica per una canzone del 2011: «Non si scherza sulla sessualità, serve una legge contro l'odio». La replica del marito della Ferragni: «Strano tempismo, ma se si è offeso mi spiace. Facciamo qualcosa insieme contro le discriminazioni».

Una polemica su bullismo, odio e (presunta) omofobia scoppiata con quasi 10 anni di ritardo. Lo scontro è avvenuto fra due big della canzone italiana, per successi ottenuti e seguito sui social: Tiziano Ferro e Fedez. Il primo ha acceso la miccia a Milano parlando durante la conferenza di presentazione del suo nuovo album Accetto miracoli: «Mi si tira in ballo e io sono ironico, finché si scherza va bene, mi spiace solo quando queste cose sono legate al sentimento e alla sessualità, perché anche una battuta può mettere un adolescente a disagio, e che un idolo dei ragazzini mi prenda in giro su questo è un atto di bullismo molto forte, non solo verso di me».

«IL BULLISMO VIENE ANCHE DA CHI SCRIVE CANZONI»

L’idolo dei ragazzini in questo caso è “mister Ferragni“, visto che Tiziano ha fatto riferimento alle offese ricevute spiegando che «il bullismo non è finito a 13 anni» e che viene anche da chi scrive canzoni. A chi gli ha chiesto se si riferisse a Fedez, ha risposto che lui è «”uno dei”, dai…».

QUELLE BATTUTE SU OUTING E WÜRSTEL

Il testo della canzone “incriminata”, Tutto il contrario, uscita nel 2011, fa così: «Mi interessa che Tiziano Ferro abbia fatto outing; Ora so che ha mangiato più würstel che crauti; Si era presentato in modo strano con Cristicchi; “Ciao sono Tiziano, non è che me lo ficchi?”».

Serve una legge contro l’odio, perché le parole sono importanti. Bisogna imparare a dire le cose, esistono forme e tempi


Tiziano Ferro

Ferro ha poi sottolineato la necessità di «una legge contro l’odio, perché le parole sono importanti. Bisogna imparare a dire le cose, esistono forme e tempi». Insomma «anche questo è bullismo, non ci si deve scherzare».

FEDEZ: «A 19-20 ANNI MI ESPRIMEVO IN MANIERA DIVERSA»

La risposta di Fedez non si è fatta attendere ed è arrivata su Instagram, tramite le story: «Mi stupisce il tempismo di questa dichiarazione, all’epoca avevo 19-20 anni, ero una persona diversa che si esprimeva in modo diverso. Però nella canzone io già dal titolo volevo far capire che la sessualità dell’artista è accessoria al giudizio che do dell’artista. Poi l’ho condita con il linguaggio dissacrante che avevo».

Penso negli anni di aver dimostrato che io e l’omofobia viaggiamo in parallelo e non ci incontriamo mai

Fedez

E ancora: «Penso negli anni di aver dimostrato che io e l’omofobia viaggiamo in parallelo e non ci incontriamo mai, con Mika a X-Factor abbiamo fatto un sacco di cose contro bullismo e omofobia».

«RENDIAMO COSTRUTTIVA QUESTA BRUTTA PARENTESI»

Infine le scuse e un appello: «Non pensavo che la canzone potesse aver offeso Tiziano, ora che lo so mi sento dire che non era quella l’intenzione e mi dispiace. Cerchiamo di rendere costruttiva questa brutta parentesi, io e Tiziano possiamo fare tante cose assieme per la lotta a omofobia e bullismo».

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