La Fed taglia ancora i tassi di interesse ma a Trump non basta

Decurtazione di un quarto di punto. Per la seconda volta dalla crisi del 2008. Costo del denaro tra l'1,75% e il 2%. The Donald lo voleva a zero: «Niente coraggio né visione».

Dopo l’intervento della Bce di una settimana prima, è toccato alla Federal reserve (Fed), la Banca centrale americana, che il 18 settembre 2019 ha deciso di tagliare i tassi di interesse per la seconda volta dalla grande crisi del 2008, dopo il precedente del mese di luglio. Il costo del denaro è sceso così di un altro quarto di punto, in una forchetta tra l’1,75 e il 2%.

VERTICI DELLA BANCA DIVISI SULLA DECISIONE

La decisione è stata presa con sette voti favorevoli e tre contrari, una testimonianza delle divisioni ai vertici. Il taglio è stato motivato da una serie di incertezze tra cui un indebolimento degli investimenti privati e delle esportazioni.

ULTERIORE TAGLIO ATTESO ENTRO FINE 2019

Un’ulteriore decurtazione è attesa entro la fine del 2019 per contrastare un aumento dei rischi per l’economia: è quanto emerso dal comunicato finale della riunione.

LA BORSA AMERICANA NON GRADISCE…

Le Borse non hanno reagito bene: Wall Street ha subito accentuato il calo, col Dow Jones che ha ceduto lo 0,50%, il Nasdaq lo 0,84% e l’indice S&P500 lo 0,58%.

… IL PRESIDENTE TRUMP NEPPURE

Donald Trump l’ha presa ancora peggio. E su Twitter ha scritto: «Jay Powell (il presidente della Fed, ndr) e la Federal reserve hanno fallito di nuovo. Niente coraggio, nessun senso, nessuna visione!». Il presidente degli Usa quindi ha definito Powell «un terribile comunicatore». Nelle precedenti settimane Trump aveva chiesto un taglio ben più consistente per portare il costo del denaro vicino o sotto lo zero.

POWELL: «MAI TASSI NEGATIVI»

Powell ha spiegato così la mossa: «L’economia Usa continua ad andare bene, ma assistiamo a un rallentamento globale anche del commercio, con incertezze legate anche all’aumento dei dazi». Il n.1 della Bce ha sottolineato come l’economia americana si espanderà a ritmo moderato con un mercato del lavoro che resterà forte. Poi la replica diretta all’inquilino della Casa bianca: «Non credo che la Fed ricorrerà mai a tassi di interesse negativi, anche in tempi di crisi».

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