Allarme Upb, l’assegno unico per i figli penalizza le famiglie numerose

Secondo l'Ufficio parlamentare di bilancio il riordino delle misure potrebbe penalizzare i nuclei molto numerosi favorendo invece i lavoratori autonomi.

Il disegno di legge in parlamento sul riordino e il potenziamento delle misure a sostegno dei figli a carico attraverso l’assegno unico penalizzerebbe le famiglie numerose e garantirebbe invece benefici elevati ai lavoratori autonomi data la maggiore propensione ad “occultare una parte del proprio reddito. È quanto è emerso dall’audizione del consigliere dell’Ufficio parlamentare di bilancio, Alberto Zanardi alla commissione Affari sociali della Camera. Nel complesso la misura tra nuove risorse e i risparmi associati alle misure che saranno abolite dovrebbe valere 24,9 miliardi.

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Il governo studia assegni per ogni figlio e congedi di 10 giorni ai papà

La ministra per la Famiglia, Elena Bonetti, ha parlato delle misure di sua competenza che potrebbero vedere la luce già con la prossima manovra. Lo ius culturae? «Deve maturare in parlamento».

La ministra della Famiglia, Elena Bonetti di Italia Viva, ha detto che il governo M5s-Pd sta lavorando a una serie di misure di sua competenza che potrebbero debuttare già nella prossima manovra: assegni per ogni figlio, interventi per gli asili nido e congedo di paternità fino a 10 giorni.

LA POSSIBILITÀ DI RENDERE GRATUITA LA RETTA DEI NIDI

Bonetti ne ha parlato da Terrasini, in provincia di Palermo, dove è in corso la seconda giornata di #Futura, la scuola di formazione per i giovani organizzata dal presidente dei senatori del nuovo partito lanciato da Matteo Renzi, Davide Faraone. Nello specifico, ha spiegato la ministra, potrebbero essere varati«un assegno unico come contributo economico alle famiglie per ciascun figlio dalla nascita all’età adulta, la riduzione o la possibilità di rendere gratuita la retta per gli asili nido, il sostegno ai territori per aumentare gli asili perché in alcune regioni sono al di sotto dell’8% di copertura, l’aumento del congedo di paternità portandolo ad almeno 10 giorni e un bonus nascita».

I CONGEDI DI PATERNITÀ OGGI SONO DI CINQUE GIORNI

Oggi, per i nuovi papà, sono previsti solo cinque giorni di congedo obbligatorio entro il quinto mese di vita del bambino con il 100% della retribuzione, così come previsto dalla legge di bilancio 2019. In un primo momento i giorni di congedo erano soltanto due. Diverso il caso del congedo di paternità facoltativo, un periodo di astensione dal lavoro per i genitori nei primi anni di vita dei figli, non superiore in totale a dieci mesi per entrambi i genitori.

IL NODO DELLO IUS CULTURAE

Bonetti, infine, ha trattato anche il tema dello ius culturae, su cui la politica è tornata a discutere nelle ultime settimane: «Non è nel programma di governo e quindi è un’azione che deve maturare come input parlamentare. Io l’ho sostenuto e se le altre forze di maggioranza dovessero riconoscerne il valore, saremo in prima linea. Ma non può diventare terreno di scontro nella maggioranza, litighiamo su altro».

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La ministra Bonetti ha deciso di “archiviare” il ddl Pillon

La titolare del dicastero delle Pari opportunità e Famiglia (Pd): «Per quanto mi riguarda il decreto resterà nel cassetto».

«Se mi hanno lasciato nel cassetto una copia del decreto Pillon (sull’affido condiviso, ndr)? Non mi sono informata ma per quanto mi riguarda resterà nel cassetto», ha detto la ministra alle Pari opportunità e Famiglia Elena Bonetti (Pd) a Radio24 nella trasmissione I Padrieterni.

IL PD ESULTA: «UNA SVOLTA»

«Plaudo all’iniziativa della ministra Bonetti. Il governo ha bisogno di fatti concreti per marcare una svolta rispetto al passato. Archiviare per sempre il famigerato decreto Pillon vuol dire chiudere con una pericolosa concezione della famiglia e con un’idea medioevale delle donne. È una buona partenza», ha affermato in una nota il presidente dei senatori del Pd Andrea Marcucci, commentando l’intenzione di «lasciare nel cassetto» il ddl proposto dal senatore leghista Simone Pillon.

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