In Ungheria il partito di Orban ha perso a Budapest

Fidesz sconfitto nella capitale e in metà dei capoluoghi dall'opposizione unita.

Non sono bastate le minacce al premier ungherese Viktor Orban per evitare che il suo partito Fidesz perdesse il controllo di Budapest e di oltre la metà dei capoluoghi dell’Ungheria dove il 13 ottobre si è votato per elezioni amministrative. È quanto emerge da dati provvisori pubblicati sul sito dell’Ufficio elettorale nazionale (Nvi) e relativi a circa il 75% delle schede scrutinate.

A BUDAPEST VINCE KARACSONY

Gergely Karacsony, il 44enne candidato dei Verdi che si è imposto nelle primarie fra tutti i partiti d’opposizione a Budapest sta ottenendo il 50,4% dei voti a fronte di un 44,6% per ora attribuito al sindaco uscente, il 71enne Istvan Tarlos. Delle 20 città in cui si è votato, in più della metà sono in testa i candidati delle opposizioni che si sono presentate unite, a Budapest anche grazie a un patto di desistenza con la formazione nazionalista di destra Jobbik. È la prima volta che a Budapest e in circa metà dei capoluoghi i partiti di opposizione sono riusciti ad accordarsi per trovare un solo sfidante.

UNA CAMPAGNA ELETTORALE DURISSIMA

La campagna elettorale è stata la più dura e volgare probabilmente mai vissuta in Ungheria. L’apparato propagandistico del partito di governo Fidesz ha cercato di screditare gli sfidanti con tutti i mezzi, anche presentandoli come «pagliacci inadatti all’incarico». Su Facebook sono circolati video di sex-party e intercettazioni telefoniche su affari di corruzione per compromettere candidati. In un video è apparso anche il sindaco di Gyor (città industriale dell’Ungheria occidentale), Zsolt Borkai, esponente di Fidesz mentre partecipa a una festa su uno yacht con prostitute e – si sostiene – droga. L’ex campione olimpico di ginnastica ha ammesso l’errore e si è scusato. Il premier Orban aveva minacciato gli elettori di tagliare fondi alle città dove gli elettori «voteranno male».

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I conservatori di Kaczynski vincono le elezioni in Polonia con la maggioranza assoluta

Secondo i primi exit poll ai conservatori del Pis andrebbero 239 seggi su 460 alla Camera.

La Polonia non cambia. Nonostante non fosse così favorito, almeno alla Camera il partito del leader polacco Jaroslaw Kaczynski ha conservato la sua maggioranza assoluta e potrà continuare, se i risultati definitivi confermeranno gli exit poll, il suo corso conservatore, populista ed euroscettico. È quanto emerso da primi risultati delle elezioni parlamentari in Polonia dove resta da vedere se le desistenze fra tre gruppi di opposizione finora divisi possano togliere al Pis il controllo del Senato. Al Sejm, la Camera polacca, entrano intanto anche i nazionalisti di estrema destra di Confederazione.

IL PIS AL 43,6%

Almeno secondo i primi exit-poll, il partito Diritto e giustizia (Pis) di cui Kaczynski è presidente esercitando un enorme influsso sul premier Mateusz Morawiecki e l’intero sistema polacco, avrebbe ottenuto il 43,6% dei voti e soprattutto 239 dei 460 seggi della Camera con un balzo rispetto al 37,6% raccolto nelle precedenti elezioni del 2015. Al 27,4% e 130 seggi si sarebbe fermata Coalizione civica, il principale gruppo di opposizione di centro liberale, formato dalla Piattaforma civica fondata dal presidente del Consiglio europeo Donald Tusk e da tre altri partiti, fra cui i Verdi. La ‘Sinistra’, che unisce ad altri partiti l’Alleanza della sinistra democratica (Sld) rimasta fuori dal parlamento nel 2015, avrebbe ottenuto l’11,9% e 43 deputati. Il terzo gruppo che si è accordato per desistere al Senato, dove il Pis a 61 dei 100 seggi, è Coalizione polacca (Kp); questo blocco che include il ruralista e conservatore Partito popolare polacco (Psl) avrebbe raccolto il 9,6% e diritto a 34 deputati. Al Sejm entrerebbero anche candidati della Confederazione libertà e indipendenza, apertamente anti-europei, antisemiti e omofobi al punto di definire pedofili gli omosessuali.

UN GOVERNO ANTI AUSTERITY

Quello del Pis è stato il primo governo dalla caduta del Comunismo ad aver rotto con le politiche di austerity dei precedenti esecutivi, sfruttando un periodo di relativa prosperità per distribuire sussidi in cambio dell’appoggio elettorale. A rendere popolare il partito di Kaczynski, nonostante almeno un paio scandali, è il suo programma di tutela del welfare che ha fatto leva fra l’altro sulla promessa di un nuovo bonus bebè e su un aumento del salario minimo. Media di Stato hanno esaltato le realizzazioni del Pis e denigrato gli oppositori con modelli di propaganda che hanno ricordato quelli del regime comunista. La Chiesa cattolica, con saldissime radici nel Paese, ha ampiamente appoggiato Kaczynski e il suo partito, che si sono proposti come difensori dei valori tradizionali, della famiglia e della fede che ritengono minacciata dalla ‘ideologia Lgbt’.

INUTILE L’APPELLO DELLA NOBEL TOKARCZUK

Un appello a un voto di centrosinistra e filo-europeo era venuto dalla scrittrice da poco insignita del Premio Nobel per la letteratura Olga Tokarczuk, secondo la quale è in gioco la democrazia nel Paese. Il Pis ha introdotto riforme che, secondo l’Unione europea, hanno messo a rischio lo stato di diritto in Polonia. Quella della Giustizia ha dato al Pis un potere senza precedenti su procure e tribunali, fra l’altro attraverso l’unificazione dei ruoli di procuratore generale e ministro della giustizia, che ha eliminato una basilare distinzione fra il potere politico e quello giudiziario.

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Al Bano depennato dalla blacklist dell’Ucraina

Il cantante sarà tolto dalla lista nera del governo di Kiev dopo un chiarimento sulla sua posizione in merito alla questione Crimea.

Niente più blacklist per Al Bano in Ucraina. «Tutto chiarito col nuovo Governo», dichiara l’Avvocato Cristiano Magaletti che ha seguito la vicenda, «lo toglieranno dalla blacklist. La visione di Al Bano è e sarà sempre pacificista». L’Ucraina aveva contestato ad Al Bano alcune dichiarazione in merito all’appartenenza della Crimea alla Russia. «Non mi sono mai interessato della vicenda, essendo un cantante e non un politico. Spero di essere invitato ed accolto in Ucraina per un grande concerto di pace e musica», ha detto il cantante.

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