Divisione e miglioramenti apportati solo da un comproprietario


Cassazione 28.2.2020 n 5527 Sono migliorie della cosa comune quelle opere che, con trasformazioni o sistemazioni diverse, apportano al bene un aumento di valore, accrescendone il godimento, senza presentare una propria individualità rispetto alla "res" in cui vanno ad incorporarsi. In relazione ai miglioramenti il comproprietario ha titolo per domandare il rimborso solo pro quota agli altri condividenti e non anche per l'intero.
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Locazione e restituzione deposito cauzionale


Cassazione 5.7.2019 n 18069 Il diritto alla restituzione del deposito cauzionale nella locazione sorge al momento della cessazione della locazione, la domanda di restituzione non è condizionata all'accertamento dell'insussistenza di danni; per bloccare la domanda di restituzione del deposito l'esistenza di danni deve essere contentuta in una domanda riconvenzionale risarcitoria, mentre la mera allegazione (eccezione) non è idonea per negare il diritto alla restituzione.
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Locazione commerciale e presupposti indennità perdita avviamento


Cassazione 19.7.2019 n 23344 la perdità all'indennità dell'avviamento commerciale da parte del conduttore ex art 34 legge 27.7.1978 n 392 non deriva da un qualsiasi inadempimento del conduttore, ma deriva da un inadempimento che deve essere qualificato grave o di non scarsa importanza ex art 1455 cc e l'inadempimento deve anche essere provato tramite un accertamento giudiziale, idoneo a giustificare la risoluzione del contratto.
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Locazione ad uso abitativo e abuso della disdetta alla prima scadenza


Cassazione 16.7.2019 n 18947 Nella locazione ad uso abitativo è pacifico il principio secondo cui le sanzioni per la mancata destinazione dell'immobile all'uso indicato nella disdetta anticipata ex art 3 commi 3 e 5 legge n 431 del 9.12.1998 non sono applicabili al locatore se la tardiva o la mancata destinazione dell'immobile all'uso dichiarato ai fini del rilascio siano giustificate da esigenze, ragioni o situazioni non riconducibili al comportamento doloso o colposo del locatore.
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Domanda processuale non presente nelle conclusioni


Cassazione 19.12.2019 n 33767 Secondo il consolidato insegnamento affinché una domanda possa ritenersi abbandonata, non è sufficiente che essa non venga riproposta in sede di precisazione delle conclusioni ex art. 189 cpc dovendosi avere riguardo alla condotta processuale complessiva della parte antecedente a tale momento, senza che assuma invece rilevanza il contenuto delle comparse conclusionali.
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Danno da infiltrazioni del lastrico solare del condominio


Cassazione 17.12.2019 n 33439 La limitazione della proprietà causata da fatto dannoso (come l'infiltrazione di una terrazza condominiale) è valutabile economicamente non soltanto per la spesa ripristinatoria (danno emergente) o di perdite dei frutti della cosa (lucro cessante), ma anche se la la limitazione del godimento siano sopportate dal titolare con suo personale disagio o sacrificio.
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Fai rumore, per difendere Patrick Zaky, Giulio Regeni e i nostri diritti


Dice giustamente Amnesty International che il rischio che con Zaky avvenga ciò che è accaduto con Regeni sia altissimo, che conviene parlarne e farne parlare per difenderlo. Dovere fare rumore per salvare la vita a qualcuno fotografa perfettamente la brutta aria che si respira in Egitto. L'Egitto che noi continuiamo a trattare come se fosse un Paese democratico.
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Usufrutto e decreto ingiuntivo per le spese condominiali


Cassazione 13.12.2019 n 32993 Le contestazioni del convenuto in ordine all'effettiva titolarità del rapporto controverso dedotto dall'attore (afferenti l'effettiva titolarità dell'intero debito verso il Condominio, in quanto non è la proprietaria ma solo l'usufruttuaria e, come tale, tenuta solo al pagamento delle spese odinarie del condominio) hanno natura di mere difese, proponibili in ogni fase del giudizio.
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Il ctu è vincolato dalle prospettazioni delle parti


Cassazione 6.12.2019 n 31886 (a) il ctu non può indagare d'ufficio su fatti mai ritualmente allegati dalle parti; (b) il ctu non può acquisire di sua iniziativa la prova dei fatti costitutivi della domanda o dell'eccezione, né acquisire dalle parti o da terzi documenti che forniscano quella prova; (d) i princìpi che precedono non sono derogabili; (e) la nullità della consulenza non è sanata dall'acquiescenza delle parti ed è rilevabile d'ufficio.
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Termine del mandato irrevocabile ad alienare e divieto di alienazione


Cassazione 20.11.2019 n 30246 L'art 1379 cc (il divieto di alienazione deve avere un limite temporale di durata) esprime un principio generale, applicabile anche a pattuizioni (come il mandato irrevocabile ad alienare ex art 1723 cc) che, se pur non puntualmente riconducibili al paradigma del divieto di alienazione, comportino limitazioni altrettanto incisive del diritto di proprieta'
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Decoro architettonico del condominio e autorizzazione dell’assemblea


Cassazione 18.11.2019 n 29924 Se il regolamento di condominio impone il consenso preventivo dell'assemblea per qualsiasi modifica delle parti comuni dell'edificio compiuta dai singoli condomini, anche se l'assemblea può convalidare ex post le attività compiute dal proprietario in difetto dell'autorizzazione, ogni condomino può agire in giudizio per contestare l'uso della cosa comune ed il potere dell'assemblea di consentirlo, ove esso risulti lesivo del decoro architettonico.
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Locazione e la prova degli oneri condominiali Legge 27.7.1978 n 392 art 9


Cassazione 13.11.2019 n 29329 il conduttore entro due mesi dalla richiesta di pagamento degli oneri condominiali può pretendere l'indicazione specifica delle spese, dei criteri di ripartizione e di prendere visione dei documenti giustificativi ex legge 27.7.1978 n 392 art 9. In mancnaza il locatore, che cita il conduttore per il pagamento delle spese condominiali, soddisfa il proprio onere probatorio producendo i rendiconti dell'amministratore approvati dai condomini.
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Successione nella locazione uso abitativo Legge 27.7.1978 n 392 art 6


Cassazione 7.11.2019 n 28615 La successione ex legge 27.7.1978 n 392 art 6 non modifica la natura del rapporto e la natura del diritto sulla cosa locata, ma consente a un soggetto diverso dall'originario conduttore di sostituirsi nella titolarità del contratto, con attribuzione dei relativi diritti ed assunzione delle obbligazioni che ne derivano.
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Decoro architettonico e aspetto architettonico nel condominio


Cassazione 5.11.2019 n 28465 Il decoro architettonico ex 1120 cc non è correlato alla sola estetica del fabbricato, ma anche alle condizioni di singoli elementi o di singole parti dello stesso, differisce dall'aspetto architettonico ex 1127 cc, giacché quest'ultimo sottende il riferimento allo stile del fabbricato, alla fisionomia ed alle linee impresse dal progettista, in modo percepibile da qualunque osservatore.
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La gestione del supercondominio richiede l’amministratore e l’assemblea


Cassazione 4.11.2019 n 28280 Costituito il supercondominio dovranno essere costituiti gli organi per l'amministrazione e gestione dei beni e servizi del supercondominio. Il potere degli amministratori di ciascun condominio è limitato ai soli beni all'edificio amministrato e non a quelli facenti parte del supercondominio, che deve essere gestito attraverso i propri organi, quali l'assemblea di tutti i proprietari e l'amministratore del cd. supercondominio.
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Mancata consegna del certificato di abitabilità e risoluzione della vendita


Cassazione 17.10.2019 n 26335 Nella vendita di immobili destinati ad abitazione, la mancata consegna del certificato di abitabilità costituisce un inadempimento solo se non ci sono le condizioni per l'ottenimento del certificato con risoluzione della vendita, mentre nelle altre ipotesi l'omissione del venditore deve essere valutata (di volta in volta) ai fini della verifica delle gravità dell'inadempimento.
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Divisione volontaria o giudiziaria del condominio art 1119 cc


Cassazione 15.10.2019 n 26041 L'art 1119 cc va interpretato nel senso che "le parti comuni dell'edificio non sono soggette a divisione", a meno che - per la divisione giudiziaria - la divisione possa farsi senza rendere più incomodo l'uso della cosa e - per la divisione volontaria - a meno che non sia concluso contratto con il consenso di tutti i partecipanti al condominio (quest'ultimo requisito non è richiesto per la divisione giudiziaria).
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Quando esiste ed è vincolante una delibera dell’assemblea di condominio


Cassazione 14.10.2019 n 25839 il versamento delle spese che il condomino esegua in favore del condominio prima che sia individuabile, una completa definitiva e deliberazione dell'assemblea di approvazione dell'intervento di manutenzione straordinaria ben può configurare, un pagamento ab origine indebito agli effetti dell'art. 2033 cc.
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Giudizio controfattuale e responsabilità professionale dell’avvocato


Cassazione 14.10.2019 n 25778 Il giudizio controfattuale compara il caso reale (l'avvocato ha dimenticato di far assumere la prova) con quello ipotetico (cosa sarebbe successo se invece l'avesse fatta assumere). Se il risultato ipotetico è analogo al risultato reale, la negligenza del difensore non ha incidenza causale. Se diverge esiste l'efficacia causale dell'omissione del difensore. Questa differenza è impropriamente definita come chance, in realtà è il nesso causale.
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Forma dell’acquisto di una porzione del bene costruito su un suolo in comune


Cassazione 10.10.2019 n 25539 I contratti traslativi della proprietà di beni immobili o costitutivi, modificativi o traslativi di diritti reali immobiliari su cosa altrui devono, ai sensi dell'art. 1350 cc, rivestire la forma scritta ad substantiann, per cui è nullo l'accordo verbale dei proprietari del suolo di trasferirsi reciprocamente la proprietà del manufatto su di esso edificato per singole porzioni individuate nel corso del godimento delle rispettive abitazioni.
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Rispetto del regolamento di condominio tramite domanda processuale


Cassazione 8.10.2019 n 25139 Qualora i condomini, in base al regolamento condominiale convenzionale, chiedono di accertare che gli appartamenti di proprietà esclusiva non possono essere adibiti ad una data destinazione si è al cospetto di un'actio confessoria servitutis. L'attore in confessoria ha un duplice onere probatorio, deve dimostrare l'esistenza del diritto di servitù e l'opponibilità del diritto di servitù.
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Requisiti della servitù coattiva costituita per contratto


Cassazione 7.10.2019 n 24966 la natura coattiva della servitù (di passaggio) costituita per contratto non è esclusa per la mancata indicazione nel contratto dello stato di interclusione dell'immobile o per la mancanza dell'espressa volontà di adempiere all'obbligo di legge, occorrendo verificare in concreto se il contratto fosse concretamente volto a superare la condizione di interclusione del fondo.
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Associazione non riconosciuta e prorogatio amministratore


Cassazione 30.9.2019 n 24214 Il soggetto che ha il potere di agire in giudizio a nome dell'ente associativo in mancanza di norma statutaria o delibera assembleare contraria o che regolamenti diversamente il trasferimento di poteri alla scadenza dell'incarico, non decade automaticamente dall'incarico e non perde i poteri allo scadere del periodo per il quale è stato nominato, ma rimane in carica (prorogatio) fino alla sua sostituzione.
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Proprietà del lastrico solare di uso esclusivo


Cassazione 6.9.2019 n 22339 Il principio previsto dall'art. 1117 cc (che qualifica il lastrico solare come bene condominiale) non è modificato dalle modalità di accesso al lastrico solare, in particolare, ai fini dell'individuazione del proprietario del lastrico solare non ha rilevanza la circostanza che il lastrico sia raggiungibile da una sola unità immobiliare o serva all'uso esclusivo di un singolo condomino.
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Divisione del condominio art 61 e 62 disp att cc


Cassazione 3.9.2019 n 22041 L'espressione edificio autonomo ex art. 61 e 62 disp att cc non legittima l'interpretazione per la quale il risultato della divisione del condominio deve essere una autonomia meramente amministrativa, ma l'autonomia deve essere strutturale, l'edificio per dare luogo alla costituzione di più condomini, deve essere suscettibile di divisione in parti distinte, aventi ciascuna una propria autonomia strutturale.
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Opposizione agli atti esecutivi e le fasi dell’esecuzione immobiliare


Cassazione 30.8.2019 n 21863 (a) se il vizio procedurale è formale va fatto valere con l'opposizione agli atti esecutivi nel termine di legge; (b) se il vizio procedurale è una nullità insanabile va fatto valere impugnando ex 617 cpc, l'atto viziato; (c) conclusa la fase subprocedimentale all'interno della quale il vizio si era verificato, l'opposizione potrà essere proposta solo contro il provvedimento conclusivo della fase ex art 617 cpc.
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Poteri e revoca del presidente del cda in una spa


Cassazione 4.12.2019 n 31660 La giusta causa di revoca dell'amministratore ex art. 2383 cc (applicabile anche al presidente del cda) consiste nell'esistenza di circostanze sopravvenute, anche non integranti inadempimento, provocate (o meno) dall'amministratore, le quali pregiudicano l'affidamento nel medesimo ai fini del migliore espletamento dei compiti della carica, dunque nella compromissione del "rapporto fiduciario"
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Cessione dell’azienda e debito tributario


Cassazione 4.12.2019 n 31654 In tema di cessione di azienda, l'art 14 del d.lgs. n 472 del 1997, prevede la responsabilità solidale del cessionario per le obbligazioni tributarie del cedente, introduce una disciplina speciale rispetto l'art 2560 cc. Il d.lgs. n 472 del 1997 art 14 cerca di evitare che il trasferimento dell'azienda serva a perdere la garanzia patrimoniale del contribuente in pregiudizio dell'interesse pubblico.
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Azione revocatoria e il conferimento in una società di capitali


Cassazione 15.11.2019 n 29716 L'inefficacia ex art 2901 cc della cessione di un bene immobile in comunione ordinaria conferito nel capitale sociale, non incide sul valore delle azioni emesse dalla società; infatti l'azione revocatoria non comporta alcun effetto restitutorio nel patrimonio del disponente (venditore), né alcun effetto traslativo in favore del creditore, comportando solo l'inefficacia dell'atto rispetto al creditore che agisce in giudizio e rendendo il bene trasferito al terzo (società) assoggettabile ad azioni esecutive.
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Fallimento cooperativa e lucro oggettivo o lucro soggettivo


Cassazione 10.10.2019 n 25478 Ciò che rileva ai fini della fallibilità è il perseguimento del cd. lucro oggettivo, ossia il rispetto del criterio di economicità della gestione, dovendosi riconoscere il carattere imprenditoriale all'attività economica organizzata ricollegabile all'attitudine a conseguire la remunerazione dei fattori produttivi, rimanendo giuridicamente irrilevante lo scopo di lucro soggettivo.
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