Seicento euro per portare mezzo chilo di droga in carcere

di Pina Ferro

Seicento euro, questa la somma che avrebbe incassato se fosse riuscita ad introdurre all’interno del carcere di Fuorni, ben mezzo chilo di sostanza stupefacente di sostanza stupefacente. La mission a cui era destinata è fallita. Raffaella Siciliano, di Pagani e moglie di Aniello D’Auria, 39 anni, (detenuto presso la casa circondariale di Salerno per spaccio) è stata tradita dalla strana agitazione mostrata nel corso dei controlli pre colloqui posti in atto dagli agenti della polizia penitenziaria. I fatti sarebbero accaduti nella mattinata dello scorso 11 settembre. La donna aveva raggiunto il penitenziario di Salerno per far visita al marito. Prima di dare via ai colloqui tra detenuti e familiari degli stessi è prassi procedere ad accurati controlli a carico dei visitatori al fine di evitare situazioni non consentite. All’atto di tali controlli una delle agenti in servizio ha notato che la donna si presentava alquanto agitata, un atteggiamento immotivato e che ha destato non pochi sospetti. A questo punto la poliziotta, addetta ai pre colloqui, ha proceduto ad un accurata perquisizione della visitatrice. Nell’ispezionare le scarpe, la divisa ha rinvenuto, occultati sotto le solette delle scarpe degli strani involucri. La successiva perquisizione personale ha portato al rinvenimento e sequestro di 500 grammi di stupefacenti suddivisi tra hashish e cocaina ed un mini cellulare occultati sia nelle parti intime che nel reggiseno. A questo punto del sequestro è stato posto a conoscenza il comandante del reparto, il commissario Gianluigi Lancellotta che, immediatamente ha notiziato il magistrato di turno il quale ha disposto l’arresto della signora con l’accusa di detenzione di stupefacenti da introdurre all’interno del penitenziario salernitano. Interrogata, la moglie di D’Auria ha affermato di aver accettato l’incarico di portare la droga in carcere in quanto le era stata offerta una ricompensa di 600 euro. Ma, la stessa pare non abbia fatto alcun accenno a colui che le aveva affidato l’incarico e, a chi era destinata la droga. Sicuramente l’intente quantitativo, la più alta quantità mai sequestrata in carcere a Salerno, era destinato a qualcuno che intende gestire il traffico di stupefacenti all’interno dell’istituto di pena. Nelle ore successive, con il supporto degli uomini della Squadra Mobile di Salerno, la perquisizione è stata estesa anche all’abitazione di Raffaella Siciliano dove è stata rinvenuta una pistola contraffatta. Non è la prima volta che nelle carceri campane accadono episodi del genere. La polizia penitenziaria con i pochi mezzi e poco personale a disposizione riesce a garantire la sicurezza dei penitenziari. Intanto, proseguono gli appelli al capo del personale circa le difficoltà che continuano a vivere quotidianamente i poliziotti.

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