Il governo ha posto la fiducia sul decreto legge Salva-imprese

La Lega all'attacco: «Questo decreto è la Caporetto del governo giallorosso: rischiano di far chiudere Ilva, non risolvono la vertenza Whirlpool, non hanno accolto le esigenze dei rider, non hanno dato risposte ai cittadini colpiti dal sisma».

Il governo ha deciso di porre la fiducia sul maxi emendamento al contestato decreto salva imprese. Il voto è fissato alle 14.30 del 23 ottobre. L’annuncio è arrivato dal ministro per i rapporti con il Parlamento, Federico D’Incà. Il testo dell’emendamento corrisponde a quello approvato dalle Commissioni di merito, compresa la cancellazione dell’immunità sull’Ilva. La Conferenza dei capigruppo ha quindi deciso i tempi della discussione e del voto sulla questione di fiducia. La chiama nominale dei senatori per la fiducia posta dal governo sul decreto salva imprese inizierà alle 14.30. Mentre le dichiarazioni di voto dei gruppi sono fissate dalle 13.10 dopo la discussione generale sul testo. Intanto la commissione Bilancio deve verificare la copertura finanziaria delle misure.

LA LEGA: «DA ILVA A WHIRLPOOL, È LA CAPORETTO DEL GOVERNO»

Fortemente critica l’opposizione: «Questo decreto è la Caporetto del governo giallorosso: rischiano di far chiudere Ilva, non risolvono la vertenza Whirlpool, non hanno accolto le esigenze dei rider, non hanno dato risposte ai cittadini colpiti dal sisma», ha attaccato il capogruppo della Lega a Palazzo Madama Massimiliano Romeo. Che ha aggiunto: «Alzino bandiera bianca e lascino che gli italiani votino un governo in grado di risolvere i loro problemi. Siamo in un pericoloso paradosso con il Paese nelle mani di Conte che è contro Di Maio che è contro il Pd che è contro Renzi. Non riescono a trovare un accordo politico su nulla e sono addirittura arrivati a inserire nel decreto due norme senza avere la copertura finanziaria: un errore da principianti che blocca il provvedimento facendo rinviare la fiducia in continuazione. Tenere il Paese bloccato è inaccettabile, farlo per paura del voto è criminale».

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