Nascondevano coca in finti peni, spacciatori arrestati

I membri di una banda in Argentina infilavano i grammi di droga in membri di plastica. La polizia li ha arrestati dopo una retata a casa del capo.

Dieci peni di plastica. Sfruttati da una banda di spacciatori che, in Argentina, non ha trovato un luogo migliore per nascondere la cocaina, che veniva poi smerciata nei giri loschi del quartiere a luci rosse di La Plata, città a Sud della capitale Buenos Aires. La scoperta dei contenitori fallici è avvenuta dopo un blitz della polizia a casa di una coppia peruviana che, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, era a capo dell’organizzazione. Al momento della retata nell’abitazione dei due, che al contempo avevano in gestione un ristorante, le forze dell’ordine hanno sequestrato più di un chilo di cocaina e mezzo chilo di marijuana. A cui si aggiungo anche i 10 peni carichi di sostanza stupefacente.

«NONNE E BAMBINI» PER SOSTITUIRE IL TERMINE COCA

Oltre ai peni di plastica usati come custodia per cocaina e a scopo di spaccio, gli investigatori hanno rivelato che la banda e i suoi clienti sfruttavano codici speciali per darsi tutte le indicazioni del caso per telefono. Nelle varie registrazioni monitorate dalla polizia, è stato scoperto che i membri dell’associazione, per comunicare tra loro, scomodavano nonne e bambini. Così, nel loro linguaggio criminale, una «nonna» rappresentava dieci grammi di cocaina, mentre un «bambino» ne impersonava cinque. Sembra quindi che «manda tre nonne a casa mia», oppure «tre nonne e due bambini» fossero le conversazioni tipiche che gli inquirenti hanno rilevato in oltre 400 ore di telefonate monitorate dallo scorso gennaio.

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