Il circo mediatico di Cernobbio e le risse social tra economisti

Se la kermesse sul lago è ormai un palcoscenico per ex in cerca di 15 minuti di celebrità, su Twitter volano gli stracci tra "competenti liberali" sul governo Conte bis.

L’ultima edizione del Forum Ambrosetti a Cernobbio ha confermato una sensazione avvertita tra gli addetti ai lavori già da qualche anno. Ovvero che la kermesse di settembre in riva al lago sia diventata l’occasione per gli ex di avere di nuovo quei 15 minuti (o anche meno) di celebrità di warholiana memoria per non cadere nell’oblio e sentirsi ancora parte di qualche Gotha sui titoli dei giornali.

A CERNOBBIO TANTA POLITICA E SEMPRE MENO FINANZA

A villa d’Este ci sono ex per tutti i gusti: politica, finanza, editoria e Confindustria. Tra gli ex qualcuno era tornato con una nuova veste e nuovi biglietti da visita da esibire, altri si aggiravano con aria mesta alla ricerca di un taccuino aperto o di un microfono acceso. C’è sempre più politica e sempre meno finanza a Cernobbio. Sempre più seconde e terze file e sempre meno amministratori delegati e dirigenti operativi. 

MANCANO I VERI POTERI FORTI

Restano inossidabili presenze come quelle di Renato Brunetta e Davide Serra di Algebris attovagliato a caccia di nuovi affari o di Npl di comprare.  Mancano i veri poteri forti che in quanto tali non hanno bisogno di sfilare sulla terrazza di villa d’Este. E si lamenta anche una certa scarsità di domande pungenti da parte dei cronisti, tantomeno dei pezzi grossi dei giornaloni dotati di accesso alla sala a porte chiuse. A far numero ci pensano comunque loro, le telecamere, i fotografi insieme ai pierre, gli addetti alle relazioni esterne, i portaborse, i poliziotti, i carabinieri, la guardia di finanza, le guardie del corpo (imponente il numero di quelli a seguito del vicepremier turco), gli addetti alla vigilanza privata e le mogli al seguito. Le più attive? Quelle degli ex premier Romano Prodi e Mario Monti che in riva al lago si è portato anche il figlio Giovanni che in questi anni ha girovagato a lungo tra Citigroup, Morgan Stanley e Parmalat. Restano la cornice meravigliosa del lago di Como, il sempre gustoso buffet per la stampa, e la certezza di rivedersi tutti il prossimo anno. A Cernobbio.

IL CONTE BIS SCATENA LA BARUFFA TRA ECONOMISTI SU TWITTER

 La nascita del nuovo governo giallorosso ha gettato nel caos più totale il partito dei “competenti” liberali su Twitter. Tra quelli che finora hanno marciato compatti contro il fronte sovranista e no euro si avvertono le prime crepe. Il primo fuoco amico è quello lanciato dal team di Liberioltre (Michele Boldrin, economista, Gianluca Codagnone, investment banker, Costantino De Blasi, imprenditore, e Thomas Manfredi, statistico economico). Nel giugno 2018 hanno iniziato, via YouTube, un’operazione di divulgazione e commento dei principali fatti di economia, La Chiacchierata del Mercoledì. Nel mirino, un altro professore: Riccardo Puglisi, docente all’università di Pavia, arcinemico di Claudio Borghi e twittatore compulsivo, criticato per essere troppo morbido con il Conte bis. Boldrin&Co sono contrari a questo governo; Puglisi è decisamente favorevole. Ecco perché volano gli stracci. Come può conciliare la sua visione neoliberista con l’appoggio a questo governo?, chiedono da Liberioltre. Al prof di Pavia basta non avere i noeuro in maggioranza. E se  non nasce un partito europeista di centro o di centrodestra è pure pronto a votare Pd. E magari a candidarsi, se qualcuno lo chiama. 

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