Centri riabilitazione, l’Anisap convoca l’Anac: “Troppe irregolarità riscontrate”

di Erika Noschese

di Erika Noschese La battaglia dei centri di riabilitazione approda a Palazzo Santa Lucia. Dopo le numerose sollecitazioni da parte del centro riabilitativo Luigi Angrisani al direttore generale dell’Asl di Salerno, senza ottenere alcun riscontro ad essere più incisivo è l’Anisap, l’associazione nazionale istituzioni sanitarie ambulatoriali private che nella giornata di ieri non solo ha provveduto a scrivere alla consigliera regionale del Movimento 5 Stelle Valeria Ciarambino ma ha anche segnalato quanto sta accadendo a Nocera all’anticorruzione, per far luce sulle liste d’attesa per la riabilitazione, all’Asl Salerno. L’Anisap Salerno ha infatti spiegato che, da una semplice indagine svolta su internet, è emerso che, dei centri accreditati che svolgono attività ambulatoriale/domiciliare, alcuni non hanno addirittura il sito, alcuni, pur avendo un proprio sito, non comunicano le liste di attesa, alcuni, pur pubblicando le liste di attesa, non indicano il tempo di attesa o il numero dei pazienti. Nel mese di dicembre, infatti, l’Anisap – che rappresenta più 1.300 strutture e 26.000 addetti, in Campania 150 strutture e 3.000 dipendenti – ha inviato una lettera alla Asl Salerno per chiedere legittimamente quale fosse il numero di pazienti nelle liste di attesa per la riabilitazione. I dati dovrebbero essere sui siti web dei singoli centri ma per la maggior parte dei casi non ci sono.Da qui la richiesta dell’Anisap di rendere pubbliche le liste di attesa. Richiesta che, ancora oggi, non è stata esaudita tanto da spingere l’associazione nazionale a rivolgersi all’anticorruzione. Lo scorso 11 gennaio, inoltre, l’Anisap si è rivolta alla commissione regionale per la Trasparenza che ha provveduto a scrivere all’Asl per chiedere la pubblicazione dei dati e di agire in tutte le sedi legali per far emergere la grave inadempienza e alla stessa Anac per verificare la mancata conformità a legge della Asl di Salerno. Nonostante questo, a distanza di quasi tre settimane non è accaduto nulla, e le liste di attesa restano un mistero. Parallelamente, l’associazione nazionale ha chiesto l’intervento della consigliera regionale del M5S, Valeria Ciarambino, affinché la situazione possa risolversi definitivamente. “Abbiamo svolto una semplice verifica su internet da cui è risultato che su 30 centri che svolgono attività ambulatoriale/domiciliare: 11 Centri non hanno un proprio sito; 7 Centri hanno un proprio sito ma non comunicano la lista di attesa; 12 Centri pubblicano la lista di attesa sul proprio sito. Di questi 12 centri 4 specificano il numero dei pazienti in lista (tot. 511), ma senza indicare il tempo di attesa; 8 indicano il tempo di attesa (media: 6,4 mesi per l’ambulatorio; 2,1 mesi per il domiciliare) ma senza specificare il numero dei pazienti – ha sottolineato l’Anisap – Considerando il dato di 511 pazienti indicati dagli unici 4 Centri che specificano il n. dei pazienti e che rappresentano il 14,42% dell’intera riabilitazione fornita, è più che prudenziale ritenere che per il totale dei Centri ci siano oltre 2.000 pazienti in lista di attesa, dei quali è facilmente immaginabile la grande parte siano minori. Dato che l’Asl, per contratto, riceve ogni due mesi da ogni singolo centro le liste di attesa, che questi dati sono indispensabili per una corretta programmazione 2020 e che è ormai prossima la distribuzione dei fondi per le Asl e da parte di ciascuna Asl per i distretti e i centri, abbiamo chiesto alla Asl di essere messi a conoscenza di questi dati. Ad oggi non ci sono stati ancora forniti.

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