ESEGUITO SEQUESTRO PREVENTIVO DI CONTI CORRENTI BANCARI, BENI MOBILI ED IMMOBILI PER IL REATO DI USURA

Nell’odierna mattinata, la Sezione Operativa D.I.A. di Salerno, in esecuzione di decreto di sequestro preventivo emesso dal G.I.P. presso il Tribunale di Nocera Inferiore (SA), ha sottoposto a sequestro beni immobili intestati ad un professionista di Cava de’ Tirreni (SA) e alla consorte, entrambi coinvolti in un’attività usuraria.

Le indagini – avviate in seguito alle propalazioni di un collaboratore di Giustizia rese nell’ambito di parallelo procedimento trattato dalla D.D.A. di Salerno – sono state coordinate dalla Procura della Repubblica di Nocera Inferiore e condotte dalla Direzione Investigativa Antimafia.
In particolare, le attività investigative svolte dalla D.I.A. su delega del Sostituto Procuratore Dott. Angelo Rubano – in coordinamento investigativo con il Dott. Vincenzo Senatore della D.D.A. – hanno consentito di accertare che i due indagati, a fronte di un prestito complessivo di 160.000 Euro, si facevano trasferire da un imprenditore edile immobili siti in Cava de’ Tirreni del valore di 333.000 Euro, con una transazione economica sproporzionata in relazione alle concrete modalità del fatto e con un acclarato tasso d’interesse usurario.

In particolare, la parte offesa, imprenditore edile, su commissione di una persona del luogo, ristrutturava un complesso immobiliare sito in Cava de’ Tirreni con plurime unità immobiliari di proprietà di quest’ultimo, pattuendo quale corrispettivo in natura dei lavori effettuati il trasferimento di n. 2 unità immobiliari ristrutturate, il cui controvalore è stato ritrasferito ai soggetti attinti dal sequestro.

Dalle risultanze delle intercettazioni ambientali, dalle audizioni di soggetti a conoscenza della vicenda e dai riscontri documentali-patrimoniali, emergeva la conferma del fatto che il ricavato della vendita degli immobili (spettanti alla parte offesa, a titolo di corrispettivo per i lavori di ristrutturazione eseguiti sulla proprietà del committente dei lavori) fu corrisposto agli indagati tramite un’operazione negoziale collegata.

Le investigazioni hanno, peraltro, acclarato come gli autori dell’attività usuraria svolta fossero legati da rapporti con pregiudicati anche appartenenti al Clan Zullo, operante a Cava de’ Tirreni (SA).

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«Troppo duri, bastava dimezzare i posti a sedere»

di Adriano Rescigno

«La vedo nera, sarebbe stato più giusto dimezzare i posti a sedere o chiudere. La normativa è poco chiara e di questa situazione pagheremo i danni per i prossimi 5 anni». Così Pasquale Falcone, il re della movida cavese, regista e titolare della catena di locali “Delicious”. Ieri pomeriggio al Comune di Cava de’ Tirreni al tavolo allargato tra amministrazione, associazioni di categoria ed esercenti, c’era anche Falcone: «E’ tutto abbastanza catastrofico, è una situazione difficile e strana, se questo virus è così letale, se è in corso una guerra, fatto sta ci vorranno anni per far riprendere l’economia e nel mio piccolo – dice Falcone – io gestisco sei locali con un esercito di settanta dipendenti che al mese tra stipendi e contributi hanno un impatto sull’attività di 120mila euro e vista la situazione corrente o saremo costretti a licenziare o mettere in cassa integrazione. Per almeno sei mesi il governo dovrebbe istituire una cassa integrazione ad hoc e annullare il pagamento dell’iva, altrimenti con i locali chiusi, i posti dimezzati, la paura tra le persone che disdicono i tavoli, gli stipendi come faremo a pagarli?». «I piccoli locali – continua – non possono essere assimilati alle discoteche, e per i bar che si fa? Tutti ai banconi senza rispettare il metro di distanza. Pongo l’esempio dei miei locali: rispettando il metro di distanza tra i clienti, in un locale da 45 posti, vuol dire dimezzare i clienti con due persone che occupano due tavoli e quindi mi ritroverei più personale che clienti. Poi vista l’emergenza abbiamo rinviato l’uscita del film Alessandra ma tranquillamente arrivano in Europa 30mila soldati americani». «Io – conclude Falcone – consiglio prudenza da parte dei gestori dei locali e dell’utenza, visto che siamo in guerra ma non vediamo il nemico e quindi le persone non percepiscono reale come il problema, ma non farsi prendere dalla psicosi. Noi fino al 15 manteniamo in piedi le direttive ministeriali, saremo aperti anche per sole 20 persone per dare anche un segnale di vita, ma siamo in sofferenza». «C’è poco da fare, possiamo solo rispettare le direttive», così Aldo Trezza, presidente della Confesercenti di Cava de’ Tirreni a margine della riunione a Palazzo di Città. «Il mio consiglio è quello di rispettare le regole, prendere precauzioni, ma condurre una vita normale, uscire di casa ma l’importante è non farsi prendere da psicosi. E questo vale per tutti, per titolari ed utenza». «I danni – conclude Trezza – sono enormi all’economia, ma ci riprenderemo non appena passerà, mi preoccupo per i dipendenti dei locali, qualcuno verrà licenziato, ma ci sarà la cassa integrazione straordinaria». «La movida è uno dei motori principali dell’economia cavese, ma adesso dobbiamo pensare alla salute pubblica». Anna Altobello assessore alle attività produttive del Comune metelliano ieri pomeriggio è stata impegnata nel tavolo tecnico con le associazioni di categoria e gli esercenti che hanno dovuto rimodulare le proprie attività a causa dell’emergenza Covid19. 1. «Ne usciremo più forti di prima – dice la Altobello – l’amministrazione è vicina a tutti gli esercenti in questo momento difficile ma non potevamo mettere in discussione una normativa ministeriale a tutela della salute pubblica». «Passerà – tuona il primo cittadino Vincenzo Servalli, lanciando anche la prima iniziativa per il ripristino delle normali attività di svago – e torneremo la “reginetta della movida.” Stiamo già pensando ad una grande “Notte Rosa” appena possibile, dedicata alle donne sul modello della nostra grande “Notte Bianca”. Adesso dobbiamo resistere»

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Bastolla in campo contro Servalli: «Siamo senza compromessi e ambiguità»

di Adriano Rescigno

Enrico Bastolla concorrerà da solo alle prossime elezioni amministrative a Cava de’ Tirreni. E’ lo stesso ad annunciarlo e probabilmente il prossimo 16 marzo la sua lista “Liberi di…” verrà presentata alla città. «E’ dal giorno successivo alle mie dimissioni dalla carica di assessore – due anni fa, dice Bastolla – che sto lavorando ad un progetto civico competitivo che sappia rispondere presente alle istanze del territorio. Un progetto concreto e realizzabile. Siamo una compagine civica – dice Bastolla – che unisce la società civile con professionisti, uomini e donne, madri, donne lavoratrici che hanno voglia di fare per la propria città e non hanno l’intenzione di occupare poltrone». Proprio sul non occupare poltrone: «Noi a differenza degli altri abbiamo introdotto il vincolo di mandato per i consiglieri comunali. Solo così potremmo avere una purificazione delle liste, un primo vero segnale per la selezione della classe politica che non può che portare solo giovamento alla stessa e quindi al governo della città ed alla sua stabilità. La stabilità della città dunque e della sua classe politica è minata dalle stesse coalizioni che affronteranno la campagna elettorale, in buona sostanza, potrebbero vincere anche, ma non governeranno. Da destra a sinistra – conclude – vedo solo un insieme di trasformismo». Affrontando infine il tema del programma elettorale, lo stesso leader di “Liberi di…”, ed ex leader di “Cava Civile”, spiega che: «Sarà un programma che vuole realizzarsi su due livelli e che comprende sei macroaree. I livelli sono quelli della competenza e della programmazione con obiettivi precisi e realizzabili tramite la sinergia ed il rapporto organico tra il governo del territorio ed il mondo dell’associazionismo. Un impegno serio e programmatico senza compromessi ed ambiguità per la crescita della città con a cuore la salute pubblica cittadina». «Partiamo dalla gestione dell’ordinario con la tutela e la conservazione del patrimonio esistente, per arrivare alla gestione dello straordinario dove avranno vita le idee ed i progetti per la città – continua Bastolla – Idee e progetti che abbracciano sei macroaree: urbanistica, cultura, ambiente, sicurezza, poltiche sociali ed attività produttive, tutti argomenti che l’amministrazione ha solo toccato e mai affrontato per davvero». Dunque il guanto di sfida è lanciato e Servalli avrà contro anche il suo ex assessore oltre che Marcello Murolo per il centrodestra. Bisognerà aspettare che passi l’emergenza Coronavirus che al momento ha bloccato tutte le manifestazioni pubbliche quindi anche le aperture delle campagne elettorali, anche per sapere chi saranno i candidati al Consiglio comunale e Bastolla già avverte: «Spazio alle new entry, spazio a chi vuole bene al suo territorio e non agli arrivisti».

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