Bastolla al vetriolo: «Servalli facesse un profondo esame di coscienza»

di Adriano Rescigno

«Per ora non sono candidato e non sto cercando nessuna casella per accasarmi, però tutto potrebbe succedere». Parola di Enrico Bastolla, ex assessore proprio con Enzo Servalli e leader del movimento civico Cava Civile. Di Enrico Bastolla, politicamente parlando, dopo le ultime sfuriate contro l’ex amico Enzo Servalli, politicamente parlando se ne erano perse le tracce, ma poi all’improvviso: «Al momento non penso di competere alle prossime amministrative, ma tutto può succedere, basta aspettare qualche giorno». Sicuramente non sarà tra i sostenitori di Servalli, infatti: «Il sindaco ha un progetto di città fallimentare, inaugurò la sua campagna elettorale all’interno del Palaeventi, immagine netta del suo fallimento visto che fermo al palo era e fermo al palo è, dopo mille proclami. Dovrebbe fare un profondo esame di coscienza ed ammettere che del suo programma solo il venti per cento è stato realizzato, il resto è solo propaganda». E se l’appoggio a Servalli è negato, è negato anche quello a Marcello Murolo, sul cui nome il centrodestra sta trovando una quadra: «Murolo non ha un disegno concreto di città e non lo sosterrò», chiosa lapidario. Il colpo di scena dunque è atteso tra qualche giorno visto che: «Qualcuno mi ha cercato, ma io ancora devo dare una risposta e per il momento intendo tenere un profilo molto basso», e poi: «Servalli? ha già vinto», ride. Insomma tutt’altro che basso profilo, un criptico Bastolla secondo i ben informati sarebbe già a lavoro da tempo, però nessuna certezza è data sapere. Impossibile che non scenda in campo contro quello che è ormai il nemico capitale dopo il “tradimento” e l’induzione alle sue dimissioni.

Consiglia

Il pino che ha ucciso il 61enne era sicuro, lo dicono le perizie

di Adriano Rescigno

Il pino secolare che ha travolto ed ucciso sul colpo l’oculista 61enne Gioacchino Mollo nella prima mattinata di giovedì, era sicuro. Tre agronomi, nel gennaio 2019 avevano effettuato delle perizie specifiche su quel maledetto pino del parco comunale Falcone e Borsellino, e tutte e tre avevano dato esito positivo, in particolare proprio una apposita perizia su un possibile ribaltamento – poi verificatosi dopo appena un anno, probabilmente a causa delle forti raffiche di vento che hanno sfiorato i 120 km/h – ne scongiurava il pericolo. La pianta in questione, stando ai primi rilievi incaricati dalla procura della Repubblica di Nocera Inferiore – la quale ha disposto sia il sequestro della villa comunale che della salma dell’oculista che attualmente si trova nel civico cimitero – sarebbe collassata al suolo per una mancata tenuta dell’apparato radicale che non ha retto all’impatto del forte vento e che nel distaccarsi, facendo franare la pianta lungo viale Crispi ha rischiato di uccidere contestualmente altre 3 persone, una donna e 2 operai della Metellia Servizi, senza voler contare alla possibile ulteriore tragedia del se si sarebbe trovato lì sotto uno scuolabus, visto l’orario di entrata delle scuole vicine. Quanto emerge dalle perizie incaricate dal Comune, effettuate sulle piante secolari della villa, le due più grandi, i due pini, uno caduto e l’altro che ha resistito, posizionato proprio dinanzi a quello in questione, il meno sicuro (ma non da abbattere) è quello che ha resistito al vento, sul quale, dopo il dissequestro della villa e la conclusione delle indagini, probabilmente verrà adottato un provvedimento di abbattimento, dopo un’ulteriore perizia, visto che le piante in questione sono protette ed abbatterle senza autorizzazione farebbe incorrere in reato ambientale. Insomma, tutto porta ad una tragica fatalità, con le piante controllate ed altre abbattute in via precauzionale, mentre da Palazzo di Città si apprende la notizia che il giorno dei funerali, ancora da stabilire visto il sequestro della salma, sarà indetto lutto cittadino, mentre per scrivere la parola fine sulla triste vicenda di giovedì la procura nocerina continua le indagini le parco comunale, al fine di stabilire la verità e far emergere eventuali responsabilità. Sulla tragedia consumatasi a Cava l’altro ieri è interventuto anche il sindaco di Salerno Vincenzo Napoli: «Noi curiamo costantemente la manutenzione del nostro verde pubblico con gli uffici competenti e gli agronomi che certificano lo stato di salute dell’albero e provvediamo al riguardo. Se è ammalato dobbiamo, con nostro rammarico, procedere al taglio. Abbiamo appalto una serie di operazioni di ripiantumazione e provvederemo nei prossimi. giorni».

Consiglia

Gioacchino Mollo, vittima del maltempo, identificato dal microchip del suo cane

di Adriano Rescigno

Gioacchino Mollo, noto oculista di Cava de’ Tirreni, classe ’59 è la vittima di Cava de’ Tirreni. L’uomo ha perso la vita dopo essere stato letteralmente travolto da un pino secolare, questa mattina alle 8.15, mentre passeggiava, con il suo cane, lungo viale Crispi. La strada in questione, infatti, conduce a due licei e ad una scuola materna. A far crollare il pino le forti raffiche di vento che, da questa notte, si sono abbattute su tutto il territorio provinciale. L’albero, di fatti, ha colpito l’inferriata della villa comunale, creando un buco nella recinzione di quasi tre metri; il pino ha poi travolto la macchina, la multipla del dirigente comunale Francesco Sorrentino. L’albero, nell’abbattersi, ha travolto il furgoncino della Metellia Servizi, con due operai a bordo, lievemente contusi ed una piccola utilitaria, la cui conducente è all’ospedale Santa Maria dell’Olmo di Cava de’ Tirreni. La villa comunale era chiusa da due giorni, per allerta meteo, così come il cimitero. Gli alberi interni erano stati periziati dall’ufficio tecnico e dagli agronomi incaricati lo scorso 4 dicembre; alcuni sono stati tagliati ma secondo la perizia, il pino in questione non era pericolante. Nello schianto, l’albero ha travolto l’oculista che ha perso la vita sul colpo, identificato attraverso il microchip del cane che, come di consueto, portava a passeggio la mattina presto. Mollo lascia tre figlie e la moglie, Rosanna Avagliano, classe ’63, insegnante presso la scuola elementare a Santa Maria del Rogo. Vigili del fuoco e protezione civile sono riusciti ad estrarre il corpo dell’uomo solo dopo due ore di lavoro. Il cane, ferito, è stato affidato alle cure degli operatori del canile comunale.

Consiglia

Cava de’ Tirreni, albero precipita su passante: un morto

Tragedia questa mattina a Cava de’ Tirreni dove un uomo ha perso la vita dopo essere stato letteralmente travolto da un albero crollato, a causa delle forti raffiche di vento. La tragedia si è consumata questa mattina, alle 8 circa, a viale Crispi nei pressi dal Palazzo Comunale. Stando ad una prima ricostruzione dei fatti, a fare crollare l’albero, un pino, le forti raffiche di vento che questa notte si sono abbattute su tutto il territorio provinciale. L’uomo  stava camminando sul marciapiede adiacente la villa.

Immediati i soccorsi, ma non c’è stato nulla da fare per il malcapitato.  I soccorsi hanno dovuto faticare non poco per  liberare il corpo dall’albero caduto, che ha letteralmente divelto la recinzione della villa.

Consiglia

«Mio figlio in Psichiatria per adulti da giovedì, esca oggi o mi incateno davanti al Tribunale»

di Adriano Rescigno

L. Z., 14enne di Cava de’ Tirreni è attualmente ospite, dallo scorso giovedì, del reparto di psichiatria per adulti del nosocomio nocerino Umberto I, la madre Antonella: “Non è un posto per lui, o lo mandano in una struttura dedicata oppure mi incateno davanti il tribunale o l’ospedale”. Luigi è affetto da Adhd, ovvero un disturbo della psiche e comportamentale che lo porta ad un sovrasviluppo degli atteggiamenti aggressivi e provocatori. Nelle scorse settimane Luigi era anche scomparso da casa e poi fortunatamente ritrovato ma da giovedì, dopo l’ultima e grave crisi è stato trasferito all’interno del reparto dell’Umberto I, ma stando a quanto racconta la madre, Antonella Lambiase: “Dopo il ricovero di giovedì sono stata diverse volte all’Asl di Cava de’ Tirreni dove vi sono la neuropsichiatra e l’assistente sociale che lo ha a carico – che secondo la madre – la quale non si interessa del ragazzo e sa solo denunciare noi genitori ex articolo 333, ovvero sostenendo che non ci occupiamo del piccolo. Io – continua Antonella Lambiase – posso dire si essermi occupata di cercare le strutture dove far accogliere mio figlio, visto che anche la scuola lo ha rifiutato, che sono o l’Aias di Nola oppure il Simir ad Ottaviano, dove il bambino sarebbe anche potuto andare a scuola. Dunque, il bambino già da ieri mattina sarebbe dovuto essere in una delle due strutture, arrivando quindi alle telefonate delle 14.00 che ricevo ieri dall’assistente sociale, la quale mi dice che in accordo con il Tribunale dei minori di Salerno il ragazzo entro oggi sarebbe stato trasferito all’Aias di Nola”. Accade che alle 17.00 di ieri pomeriggio però, Luigi, stanco dei continui rinvii del suo spostamento e la promessa di un trasferimento in una struttura lui idonea disattesa da quasi un anno e mezzo, ha un’ennesima importante crisi, per la quale accorrono anche i carabinieri, vengono informati il procuratore Frattini di Salerno e gli assistenti sociali e: “All’improvviso nessuna traccia del trasferimento a Nola – conclude la madre – nessuno sapeva più nulla, e mio figlio è stato sedato. Non stanno tutelando un minore, che non va a scuola, che è ricoverato in un reparto a lui non idoneo, come dicono anche i medici, e che soffre la sua condizione attuale. Se entro questa mattina non accade nulla, io sporgo un’ulteriore denuncia e mi incateno davanti o l’ospedale o il tribunale. Mi denunciassero, a me non fa differenza, io lotto per i diritti di mio figlio. E’ un anno e mezzo che cerchiamo una sistemazione adeguata per mio figlio, ma nessuno pare assumersi le sue responsabilità. Adesso basta”. In soccorso della signora Lambiase, Filomena Avagliano, presidente dell’associazione Resilienza di Agorà, di Cava de’ Tirreni. “L’associazione chiede che si fa luce sui ritardi ed i rinvii segnalati dalla signora Lambiase, madre del piccolo Luigi, ormai sempre più disperata per una situazione che appare quanto mai ingarbugliata. Le donne e le madri non vanno lasciate mai sole, noi siamo al loro fianco ed al contempo ci chiediamo: perché il piccolo Luigi non è ancora in una struttura in grado di accoglierlo, idonea alla sua patologia?”.

Consiglia