Gruppo di austriaci intercettato a Palinuro. Fermato e allontanato

Un gruppo di austriaci sono stati  fermati e allontanati da Palinuro. La comitiva viaggiava a bordo di un furgone. A segnalarli davanti ad un supermercato del centro cilentano, alcuni cittadini. Sul posto è poi intervenuto l’assessore Angela Ciccarini che a sua volta ha informato i carabinieri della stazione di Centola.I militari, giunti sul posto, hanno provveduto ad identificare i turisti, costringendoli a tornare indietro.In questo momento a Palinuro sono in corso controlli nelle seconde case per verificare eventuali persone che siano giunte nel Cilento senza rispettare il decreto del Governo.

Consiglia

15enne ucciso a Napoli mentre rapinava un carabiniere

Il giovane ferito a morte con colpi alla testa e al torace. In ospedale scoppia la rivolta dei parenti, che devastano il pronto soccorso.

Ha tentato di rapinare un carabiniere in abiti civili, che ha risposto all’aggressione sparando. Così è morto un ragazzo di 15 anni a Napoli. Secondo le prime notizie, anche lui era armato e il militare ha reagito ferendolo con colpi che lo avrebbero raggiunto al capo e al torace. Il fatto è accaduto in Via Generale Orsini, vicino al Lungomare. Portato dal 118 all’ospedale Pellegrini, è deceduto. Ed è qui, nel Pronto soccorso del Pellegrini, che all’alba si è scatenata una rivolta, con i parenti del giovane morto carichi di rabbia che hanno devastato la struttura. Il servizio è stato sospeso e i pazienti sono stati trasferiti nei reparti e in altri ospedali.

PRONTO SOCCORSO INAGIBILE

Mentre gli investigatori stanno cercando di ricostruire l’esatta dinamica dell’episodio, la Asl Napoli 1 Centro, diretta da Ciro Verdoliva, riferisce del sopralluogo nell’ospedale effettuato stamane dai funzionari e dai tecnici i quali hanno rilevato danni agli arredi e alle attrezzature e hanno constatato l’assenza delle condizioni igienico-sanitarie tali da non permettere lo svolgimento delle attività assistenziali di emergenza in sicurezza sia per i pazienti che per gli operatori. Di qui la decisione di dichiarare la sospensione del servizio del Pronto soccorso.

OTTO PAZIENTI TRASFERITI

Otto pazienti pazienti presenti nel Pronto Soccorso sono stati portati nei reparti dello stesso nosocomio e, con l’aiuto del Servizio 118, in altri ospedali. Sono cominciate le attività necessarie a ripristinare quanto prima possibile l’attività di pronto soccorso tenuto conto dell’importanza che il presidio ospedaliero riveste nell’ambito della rete cittadina.

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Le opere acquistate illegalmente o rubate che l’Italia chiede indietro

Dal corredo paleocristiano comprato da Hitler nel '41 a Roma all'anfora del 490 a.C ora esposta al Louvre: i dossier aperti.

Sebbene poco se ne parli, il mercato nero delle opere d’arte è più vasto di quel che si pensi.

Secondo l’ultimo bollettino del Comando dei CarabinieriTutela Patrimonio Culturale, nel solo 2018 ci sono stati 474 furti (419 nel 2017) per un totale di 8.045 opere trafugate (6.255 nel 2017).

La maggior parte di queste vengono recuperate prima che possano varcare i confini nazionali. Ma altre volte questo accade e, rivendute da privati a case d’asta, finiscono così anche in musei e gallerie esteri.

LA DIRETTIVA UE PER LA COOPERAZIONE AMMINISTRATIVA

È qui che, secondo quanto stabilito dalla direttiva europea in merito alla cooperazione amministrativa, i Paesi che ritengono di essere proprietari di un bene illecitamente sottratto, possono avviare un’istruttoria per la sua restituzione. Nel corso del 2019 il ministero per i Beni culturali ha portato avanti 20 procedimenti con diversi Paesi europei, dalla Germania al Regno Unito fino alla Norvegia, alcuni dei quali chiusi positivamente, altri invece ancora in corso.

QUANDO HITLER COMPRAVA E SOTTRAEVA LE OPERE ITALIANE

Per via del nazismo è inevitabilmente la Germania il Paese a cui abbiamo indirizzato più richieste di restituzione. Come nel caso del «corredo in argento dei sei opere religiose di arte paleocristiana del VI secolo dopo Cristo». Parliamo di reperti ritrovati nel 1935 a Canoscio, frazione del comune di Città di Castello (Perugia) e ora individuati presso quattro diversi musei tedeschi: l’Antike Sammlungen di Monaco di Baviera, il Bode Museum di Berlino, il Remisch-Germanisches Zentralmuseum di Magonza; il Reimisch-Germanisches Museum di Colonia. Quanto emerso dalle ricerche giudiziarie ha dell’incredibile: i sei oggetti furono acquistati il 22 maggio 1941 a Roma direttamente da Adolf Hitler, tramite il suo intermediario Hans Posse (curatore della collezione privata che lo stesso Hitler voleva creare) con la mediazione del principe Filippo d’Assia. Alla fine della guerra, poi, tutti gli oggetti d’arte appartenuti a Hitler furono confiscati dalle Forze Alleate di occupazione: ciò che era stato acquisito con la violenza o illegalmente fu restituito ai legittimi proprietari; quanto sembrava essere stato acquistato in modo legale passò, nel 1949, in custodia al governo della Repubblica Federale tedesca.

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LE RICHIESTE DI RESTITUZIONE IN ATTO

Oggi, però, è in piedi una richiesta di restituzione da parte dell’Italia. In altri casi, invece, l’opera è già tornata, come nel caso del dipinto Il vaso di Fiori di Jan Van Huysum, sottratto a Palazzo Pitti nel 1943 dalle truppe naziste: dopo varie richieste, alla fine l’opera è tornata in Italia il 19 luglio 2019. Si è, invece, ancora in trattativa per quanto riguarda tre vasi apuli del IV secolo avanti Cristo; una moneta d’oro «del tipo Magnus Maximum, coniata nell’augusta Treverorum (attuale Treviri)», rubata nel 2009 dal Museo nazionale di Parma e rispuntata in una casa d’asta tedesca specializzata in numismatica; altri quattro reperti del IV secolo avanti Cristo oggi in possesso dell’università di Kiel Christian Albrechts.

Una foto scattata durante il resoconto dell’attività operativa del Comando dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale, Roma 17 aprile 2019 (Ansa).

I PROCEDIMENTI CON IL REGNO UNITO COMPLICATI DALLA BREXIT

Anche le opere trafugate potrebbero restare “vittime” della Brexit. Ne è un esempio il quadro Madonna con bambino, attribuito negli Anni 90 a Giotto. L’opera, si legge nella relazione del Mibact, «si trova illecitamente nel Regno Unito in quanto l’originario atto di circolazione è stato ritenuto illegittimo dalla magistratura amministrativa italiana». Per tale ragione l’Art Council England, l’Autorità inglese responsabile del rilascio delle licenze di esportazioni, ha rifiutato il rilascio di una licenza di esportazione in Svizzera del quadro. Da lì è nata una diatriba senza fine: la proprietaria del quadro, la collezionista Kathleen Simonis, ha fatto ricorso alla giustizia amministrativa inglese. Il procedimento si è concluso con il rigetto del ricorso, ma tale decisione è stata di nuovo impugnata da Simonis e adesso il procedimento è ancora in corso. Risultato? «Al momento non è possibile ipotizzare gli esiti del procedimento, anche tenuto conto delle conseguenze sul caso della Brexit».

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Iter diverso e positivo, invece, hanno vissuto le opere rientrate nel 2019 in Italia: i due disegni di Giacomo Quarenghi rubati dalla Biblioteca Civica di Bergamo e custoditi fino a marzo 2019 presso il Victoria & Albert di Londra; e i due dipinti di Francesco GuardiAndata del Bucintoro verso Son Niccolò al Lido e Ritorno del Bucintoro verso Palazzo Ducale – usciti illecitamente dall’Italia rispettivamente nel 2008 e nel 2015.

I DOSSIER APERTI CON SPAGNA, NORVEGIA E FRANCIA

Ma non è finita qui. Il nostro Paese è dal 2002 in attesa di riappropriarsi di 34 reperti archeologici illecitamente usciti dal territorio italiano e oggi custoditi al Museo Arqueològico Nacional di Madrid. Anche in questo caso la storia è piuttosto curiosa: dopo varie richieste bocciate dalla Spagna, ulteriori indagini dei Carabinieri hanno permesso di appurare che nello stesso museo ci sarebbero «altri cinque reperti di illecita provenienza italiana».

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In Norvegia, invece, sarebbero state ritrovate due monete antiche e anche in questo caso il procedimento è ancora in corso. Esattamente come per l’affresco «raffigurante San Bartolomeo sottratto da una chiesa rupestre di Teano (Caserta)» e oggi esposto al Museo Bizantino e Cristiano di Atene. Non poteva, infine, mancare la Francia. Accanto al manoscritto di Tommaso da Celano Vita intermedia riguardante il passaggio tra il periodo “mondano” e quello “religioso” di San Francesco d’Assisi («di notevole importanza storico artistica», scrive il Mibact) trafugato nel Convento di Val de’ Varri (L’Aquila) e oggi conservato alla Bibllothèque Nationale de France, spicca l’anfora panatenaica del 490 a.C: oggi per vederla bisogna andare al Louvre.

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Inchiesta a Torino su un traffico di migranti, coinvolto un avvocato

Tramite finti ricongiungimenti familiari un gruppo di persone originarie di Pakistan, Bangladesh e India faceva entrare in Italia alcuni connazionali, anche minorenni.

I carabinieri di Torino hanno scoperto un traffico di migranti che sarebbe stato organizzato da otto persone originarie del Pakistan, del Bangladesh e dell’India. Vittime alcuni connazionali, anche minorenni.

Il traffico sarebbe stato organizzato con l’aiuto di un avvocato, che dietro pagamento avrebbe agevolato le pratiche per ottenere i permessi di soggiorno. L’uomo è stato sottoposto all’obbligo di dimora e i carabinieri hanno perquisito il suo studio e la sua abitazione.

Le indagini dell’Arma hanno accertato l’esistenza di falsi documenti su stati di famiglia e dichiarazioni di ospitalità con cui consentire l’ingresso in Italia di migranti tramite finti ricongiungimenti familiari.

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