Il Capitano Ultimo nominato assessore all’Ambiente in Calabria

Il colonnello Sergio De Caprio, l'uomo che arrestò Totò Riina, scelto dalla neo-presidente della Regione Jole Santelli.

«Vi presento il nostro prossimo assessore all’Ambiente», ha detto la presidente della Calabria, Jole Santelli presentando a Montecitorio il Capitano Ultimo. “Il mio obiettivo è tutelare l’autodeterminazione delle comunità calabresi senza l’interferenza delle mafie di ogni tipo”. Lo afferma il Capitano Ultimo, accettando l’incarico di assessore all’ambiente della regione Calabria, offertogli dalla presidente Jole Santelli.

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Chi è Jole Santelli, nuova governatrice della Calabria

La pasionaria di Forza Italia ha raccolto il 53% dei voti. È la prima donna alla guida della Regione, nessuna prima di lei ci aveva provato.

Jole Santelli si avvia a scalzare il centrosinistra dalla guida della Regione ed è in pista per fregiarsi del titolo di prima donna governatrice della Calabria, incassando con un largo margine sul candidato civico sostenuto dal Pd Pippo Callipo. Indicata negli ambienti parlamentari come la “pasionaria” azzurra, la Santelli, è una forzista della prima ora e con il partito di Berlusconi ha acquisito una lunga esperienza politica.

Cosentina, 52 anni, laureata in giurisprudenza, con specializzazione in Diritto e Procedura penale all’Università La Sapienza, è già alla quinta legislatura in Parlamento, dove è entrata per la prima volta nel 2001. Dal 2001 al 2006 ha ricoperto l’incarico di sottosegretario alla Giustizia nel secondo e terzo Governo Berlusconi ed è stata sottosegretario al Lavoro e Politiche sociali da maggio a dicembre 2013 nel Governo Letta.

Da cinque anni, su nomina diretta del leader Silvio Berlusconi, è la coordinatrice di Forza Italia in Calabria. Dal 28 giugno del 2016 e fino alle dimissioni del 9 dicembre scorso, quando si è iniziato a parlare della sua possibile candidatura alla guida della Regione, è stata vicesindaco e assessore alla Cultura al Comune di Cosenza affiancando il sindaco Mario Occhiuto, la cui candidatura è stata bloccata per un veto posto dalla Lega.

Attualmente riveste l’incarico di vice presidente della Commissione parlamentare antimafia. Recentemente ha reso noto di essere in cura al reparto di Oncologia dell’ospedale di Paola, affermando di non avere mai nascosto la sua malattia e di avere intenzione di ribellarvisi. Jole Santelli è stata sostenuta da sei liste: Forza Italia, Fratelli d’Italia, Lega, Santelli presidente, Udc e Casa della libertà.

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I risultati delle elezioni regionali 2020 in Calabria

Urne chiuse alle 23. I primi exit poll danno Jole Santelli in vantaggio con il 49-53%. Staccato Pippo Callipo al 29-33%.

Urne chiuse alle 23 in Calabria per le elezioni regionali 2020. In questo articolo verranno pubblicati i risultati in tempo reale. Secondo i primi exit poll di OpinioRai, Jole Santelli è davanti con il 49-53%, mentre Pippo Callipo è staccato con il 29-33%.

LEGGI ANCHE: I risultati delle elezioni regionali 2020 in Emilia Romagna

Santelli, deputata di Forza Italia di lungo corso ed ex vice sindaca di Cosenza, è sostenuta da tutto il centrodestra. È la prima donna a candidarsi alla guida della regione Calabria. Il Pd ha schierato invece Callipo, imprenditore del tonno, sceso in campo dopo lunghe trattative interne. In campo anche Francesco Aiello per il M5s e il civico Carlo Tansi, ex capo della Protezione civile regionale.

Alle ore 19 l’affluenza ha raggiunto il 35,52%, contro il 34,68% delle precedenti elezioni. A Reggio Calabria ha votato il 38,99 (36,23 nel 2014), a Cosenza il 45,75% (40,26 nel 2014). A Crotone l’affluenza più bassa: 36,84%.

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Chi sono gli impresentabili alle Regionali in Emilia-Romagna e Calabria

Lo ha comunicato il presidente della commissione Antimafia Nicola Morra. Uno in Emilia-Romagna e due in Calabria.

Il presidente della commissione Antimafia Nicola Morra ha presentato la lista degli impresentabili alle elezioni del 26 gennaio in Emilia-Romagna e Calabria. Nel primo caso si tratta di un candidato che ha riportato sentenza di condanna in primo grado e per la legge Severino, qualora eletto, sarebbe sospeso dalla carica.

Per la Calabria sono invece due i candidati in posizione rilevante ai sensi del Codice di autoregolamentazione; una terza posizione verrà definita nel corso della giornata di giovedì.

I PASSAGGI PER LA COMPILAZIONE DELLE LISTE

Morra ha spiegato che il lavoro sulle liste avviene in tre fasi: prima vengono ottenute le liste elettorali, poi queste vengono trasmesse alla Procura nazionale antimafia per un primo controllo, infine i dati vengono trasmessi dalla Procura nazionale. La commissione nazionale Antimafia a questo punto compie una ricerca per ottenere la documentazione relativa a tutti i carichi pendenti dei candidati e acquisire le sentenze passate in giudicato.

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Salvini in Calabria vuole stracciare il Pd

Il leader della Lega a Catanzaro per l'ultima tappa della campagna elettorale. La scommessa: «Vinciamo con 20 punti di distacco. Noi primo partito».

Scommette su un centrodestra vincente in Calabria di 20 punti sul Pd, ma soprattutto spera in un successo travolgente della Lega. Matteo Salvini ha scelto Serra San Bruno e Catanzaro come ultime tappe della campagna elettorale in vista del voto di domenica 26 gennaio. Lanciando, di fatto, la sua Opa sul Sud.

LA SCOMMESSA DELLA LEGA

«Il Pd può dire quello che vuole, perdono con 20 punti di distacco in Calabria. Ve lo firmo. E la Lega potrebbe diventare il primo partito», ha detto il leader del Carroccio a Serra San Bruno. Concetto ulteriormente ribadito al Teatro Comunale di Catanzaro: «La mia sensazione è che la Lega domenica non vincerà le elezioni, le stravincerà».

IN CAMPO IN CALABRIA PER LA PRIMA VOLTA

Se questo risultato dovesse effettivamente concretizzarsi, rappresenterebbe certamente un elemento su cui le classi dirigenti degli altri partiti dovranno riflettere a lungo. Anche perché, come sottolinea lo stesso Salvini, è la prima volta da quando si celebrano le elezioni regionali che la Lega si presenta in Calabria. E se lo fa, racconta l’ex ministro dell’Interno, è perché «troppi politici calabresi per 50 anni hanno rubato il voto dei cittadini. Se avessero fatto il loro lavoro, oggi non sarei qui».

LA COMPOSIZIONE DELLE LISTE

Si spiegherebbe così la composizione delle liste da parte della Lega: «Quasi tutti sono uomini e donne nuovi, sindaci, agricoltori, imprenditori, commercianti, medici. Non abbiamo scelto grandi nomi o quelli che dicono “ti porto 20 mila voti e tanti soldi”, ma calabresi normali. Perché di fenomeni, purtroppo, i cittadini calabresi ne hanno visti anche troppi». Scegliere la Lega, al contrario, significherebbe «fare una scelta di normalità, di buon senso e di futuro». Contro una sinistra «che parla solo di passato, di razzismo e di fascismo».

IN ATTESA DEL GIUDIZIO DELLA COMMISSIONE ANTIMAFIA

Salvini ha poi insistito sui temi affrontati in campagna elettorale: lavoro, sanità, piano rifiuti, valorizzazione delle spiagge, difesa dell’agricoltura e dell’olio d’oliva. «Abbiamo già le idee chiare», ha promesso il leader della Lega, «e metteremo in campo una squadra che ci rende assolutamente tranquili». Anche rispetto alle valutazioni della commissione Antimafia, che il 23 gennaio farà il punto sugli “impresentabili” nelle varie liste.

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Regionali 2020 in Calabria: candidati e liste

La corsa è a quattro ma la vera sfida è tra Filippo Callipo, per il centrosinistra e Jole Santelli, frontwoman del centrodestra, data per favorita. Il M5s punta su Aiello, reduce dalle polemiche interne. Chiude le candidature l'outsider Tansi.

Anche se rimasto nel cono d’ombra delle elezioni in Emilia-Romagna cruciali, a detta dei più, per la sopravvivenza dello stesso governo, il 26 gennaio sarà la volta di un altro importante appuntamento elettorale: le Regionali in Calabria, tra le ultime regioni (assieme a Puglia e Campania, dove si voterà entro la primavera) ancora “rosse” nel Sud Italia.

Centrosinistra e centrodestra si trovano in situazioni affini con partiti che, sul territorio, registrano defezioni e spaccature. Tutto questo rende incerta fino all’ultimo anche questa partita.

I QUATTRO CANDIDATI E IL PASSO INDIETRO DEI “RIBELLI”

Saranno quattro i candidati che concorreranno per la presidenza della Regione. Filippo, detto Pippo, Callipo per il centrosinistra, Jole Santelli per il centrodestra, Francesco Aiello in rappresentanza del Movimento 5 stelle e il civico Carlo Tansi. Come già si anticipava, però, sia il Pd sia Forza Italia arrivano a questo appuntamento provati da divisioni importanti. Da un lato, si è verificato lo strappo del governatore uscente del centrosinistra Marco Oliverio, inizialmente intenzionato a ripresentarsi per tentare di ottenere il secondo mandato e ritiratosi solo a seguito delle pressioni del segretario del Partito democratico, Nicola Zingaretti. Sul fronte forzista, invece, situazione analoga animata dalla volontà di Mario Occhiuto, sindaco di Cosenza, di correre in solitaria, contro la sua stessa lista. Ma anche qui alla fine ha prevalso la linea imposta a Silvio Berlusconi da Matteo Salvini.

L’IMPRENDITORE CORTEGGIATO DAI 5 STELLE CHE CORRE CON IL PD

La decisione dell’imprenditore 73enne Filippo Callipo di schierarsi con il Partito democratico ha colto di sorpresa tutti, tanto i dem quanto i 5 stelle, che da tempo lo corteggiavano per le sue fiere posizioni contro la ‘ndrangheta (nel 2010 Callipo si candidò alla presidenza della Regione sostenuto da Radicali e Italia dei Valori con la civica “Io resto in Calabria”, dalla frase che l’imprenditore del tonno in scatola pronunciò dopo aver subito un attentato intimidatorio nel suo stabilimento).

Filippo Callipo, candidato del centrosinistra (Ansa).

Appena Callipo ha annunciato la sua candidatura, lo scorso novembre, è stato subito sostenuto da Zingaretti nella speranza di ottenere l’appoggio convergente (che non è arrivato) dei pentastellati. Decisione, questa, che ha imposto di sacrificare l’altro candidato, il presidente uscente Oliverio divenuto scomodo a seguito della decisione della Procura della Repubblica di Catanzaro di chiedere il suo rinvio a giudizio per peculato, in relazione a un’inchiesta su presunte irregolarità nell’uso dei fondi per la promozione turistica nella regione. Tre le liste a sostegno di Callipo: Pd, Democratici e Progressisti e Io resto in Calabria.

JOLE SANTELLI, LA CORSA DELL’EX SOTTOSEGRETARIA

Le politiche spartitorie all’interno del centrodestra hanno consentito a Silvio Berlusconi di avanzare un proprio candidato per la corsa in Calabria. Si tratta di Jole Santelli, strafavorita dai sondaggi. Cosentina, classe 1968, avvocat e forzista della prima ora. È stata sottosegretaria alla Giustizia (dal 2001 al 2006) nel secondo e terzo governo Berlusconi e sottosegretaria al Lavoro e Politiche sociali (da maggio a dicembre 2013) nel governo Letta. Attualmente è deputata di Fi.

Jole Santelli, candidata del centrodestra alla Regione Calabria (La Presse).

Vicesindaco e assessore alla Cultura al comune di Cosenza guidato dal sindaco Mario Occhiuto, ha rischiato di doversi fronteggiare proprio con il suo primo cittadino, rientrato solo all’ultimo nei ranghi. Contro la candidatura di Occhiuto si era subito espresso Matteo Salvini (lo scorso ottobre il leader leghista aveva avvertito Berlusconi: «Servono ovunque candidati nuovi, specchiati. Se uno ha il Comune in bancarotta come fa a fare il governatore? È come candidare la Raggi a presidente del Consiglio»). Santelli sarà sostenuta da sei liste: Forza Italia, Fratelli d’Italia, Lega, Santelli presidente, Casa della libertà e Udc.

AIELLO, IL PENTASTELLATO SOTTO FUOCO AMICO

Non è stata certamente una campagna elettorale facile per il rappresentante dei pentastellati, il 54enne Francesco Aiello, appoggiato anche da  lista Calabria Civica. E questo non solo per lo stato confusionale in cui versa a livello nazionale il Movimento, ma anche per i tanti inciampi che si sono succeduti dopo che su Rousseau un pugno di voti (con 1.150 sì contro 1.017 no) gli ha regalato l’accesso alla competizione. La prima bordata è arrivata nemmeno 24 ore dopo l’ufficializzazione della candidatura, quando sui media è iniziata a circolare la notizia secondo cui la casa del professore ordinario di Politica economica all’Università della Calabria (tra i fondatori del sito economico opencalabria.com), situata a Carlopoli (Catanzaro), sarebbe stata edificata in difformità al progetto originale.

Francesco Aiello, candidato del M5s (LaPresse).

Ma il colpo più duro da sopportare è stato quello sferrato da Nicola Morra, presidente della commissione Antimafia tra i più accaniti oppositori della linea Di Maio, che senza mezzi termini ha definito «inaccettabile» la candidatura perché Aiello non aveva rivelato la parentela con un boss mafioso morto da tempo. «O sei consapevole del fatto di avere un cugino ammazzato a pallettoni nel 2014 in una faida che finora ha causato sei morti», ha detto Morra, «o hai qualche problema con il principio di realtà. Inoltre se lo sapevi e l’hai omesso scientemente allora c’è un problema di buona o cattiva fede».

L’INCOGNITA DI CARLO TANSI, IL GEOLOGO ANTI ‘NDRANGHETA

Se la partita sarà indecisa fino all’ultima scheda elettorale lo si deve anche alla presenza di un candidato in grado di erodere consensi a tutti gli schieramenti. È il geologo 57enne Carlo Tansi, ricercatore del Cnr, ecologista (fa parte di Legambiente) e apertamente schierato contro la ‘ndrangheta (ha aderito all’associazione Libera).

L’ex capo della Protezione civile calabrese Carlo Tansi, sostenuto dalle liste “Tesoro Calabria”, “Calabria Pulita” e “Calabria Libera” (da Facebook-Ansa).

Ex numero 1 della Protezione civile calabrese, attualmente è consigliere comunale di San Luca, centro dell‘Aspromonte (dove non si votava da 11 anni) e considerato uno dei fortini della ‘ndrangheta. Tansi è appoggiato dalle liste civiche Tesoro Calabria, Calabria Libera e Calabria Pulita. 

ORARI E MODALITÀ DEL VOTO

Si vota nella sola giornata di domenica 26 gennaio, dalle 7 alle 23. Ciascun elettore può votare per un solo candidato alla carica di presidente tracciando un segno su un nome (il voto si intende espresso alla lista o alla coalizione collegate); votare per un candidato e per una delle liste collegate tracciando un segno anche sul simbolo di una lista; votare direttamente per una lista tracciando un segno sul simbolo corrispondente (in tale caso andrà a favore del candidato collegato). Non è invece ammesso il voto disgiunto. Il voto esprimibile è uno solo. In Calabria non vige la regola della doppia preferenza purché di sesso diverso.

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Morra silura Aiello, candidato M5s in Calabria

Il presidente della Commissione Antimafia accusa: «Non può non sapere di avere un cugino ammazzato nel 2014 in una faida di 'ndrangheta».

«Non possiamo, soprattutto come M5s, accettare una candidatura di questo tipo». Il presidente della Commissione parlamentare Antimafia, Nicola Morra, silura senza mezzi termini Francesco Aiello, candidato pentastellato alla presidenza della Regione Calabria, dove si voterà il 26 gennaio. Il motivo? Non avrebbe rivelato la sua parentela con un boss della ‘ndrangheta.

La notizia è stata pubblicata il 10 gennaio sul Fatto Quotidiano: Aiello sarebbe cugino di primo grado di Luigi Aiello, ucciso nel 2014 nella cosiddetta faida del Reventino per il controllo dei boschi nella zona di Lamezia Terme. La faida contrappone da 20 anni due famiglie: gli Scalise e i Mezzatesta. Secondo la magistratura, Luigi Aiello era un pezzo grosso della ’ndrangheta ed era affiliato ai Mezzatesta. Negli Anni 80 era stato condannato per omicidio preterintenzionale, rapina, furto, detenzione illegale di armi e tentata estorsione. E dopo aver scontato la sua pena, non aveva mai abbandonato gli ambienti mafiosi.

«A precisa domanda due volte ripetuta», ha spiegato Morra a margine di una visita della commissione Antimafia negli Stati Uniti, «il professor Aiello avrebbe risposto di non avere affatto problemi di alcuna natura nell’ambito delle relazioni di parentela. Ora: o sei consapevole del fatto di avere un cugino ammazzato a pallettoni nel 2014 in una faida che finora ha causato sei morti; oppure, se non ne sei consapevole, hai qualche problema con il principio di realtà, direbbe Sigmund Freud. Inoltre, se lo sapevi e l’hai omesso scientemente, allora c’è un problema di buona o cattiva fede».

Morra ha proseguito così: «Io sono dell’avviso che soprattutto in alcuni contesti, come quello calabrese, non si possa non tener conto della valenza simbolica di certe scelte. Se noi oggi omaggiamo magistrati come Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Rocco Chinnici, tra i defunti, e tributiamo grandi onori ad altri come Nino di Matteo e Nicola Gratteri, non possiamo accettare una candidatura di questo tipo».

Il M5s, ha ricordato infine Morra, «già nel 2014 per le Regionali e nel 2016 per le elezioni comunali a Cutro si è confrontato con situazioni analoghe e ha preso decisioni radicali. Decisioni che ci hanno connotato a livello nazionale come un Movimento che non accetta il puzzo del compromesso morale».

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Chi sono i candidati al governo della Calabria

È corsa a quattro per le elezioni del 26 gennaio 2020: Jole Santelli per il centrodestra, Pippo Callipo, per il centrosinistra, Francesco Aiello per il Movimento 5 Stelle e l'outsider Carlo Tansi.

È corsa a quattro in Calabria dove il 26 gennaio 2020 sono in programma le elezioni regionali. A puntare alla poltrona di Governatore ci sono, per il centrodestra, la deputata e coordinatrice regionale di Forza Italia Jole Santelli, sostenuta da sei liste (Fi, Fratelli d’Italia, Lega, Santelli presidente, Udc, Cdl); l’imprenditore Pippo Callipo, che ha dalla sua il Pd, una lista filiazione dell’associazione Io resto in Calabria, i Democratici e progressisti e 10 idee per la Calabria, formazione quest’ultima sulla quale però pende la scure di una possibile esclusione. Della partita anche il docente universitario Francesco Aiello, per il Movimento 5 Stelle e per la lista Calabria Civica, e l’ex capo della Protezione civile regionale Carlo Tansi, sostenuto dalle liste Tesoro Calabria, Calabria Pulita e Calabria Libera.

EX PD CON FRATELLI D’ITALIA

Ricompattato il fronte dopo le fibrillazioni legate al “niet” di Matteo Salvini ad Mario Occhiuto, il centrodestra ritrova l’unità intorno alla candidata presidente Jole Santelli e schiera tanti uscenti e alcune singolari new entry. Il consigliere regionale Giuseppe Neri, eletto nella passata legislatura con la lista Democratici e progressisti, emanazione diretta del Pd, è ad esempio candidato con Fratelli d’Italia. L’Udc, altro partito che è a fianco della fedelissima di Silvio Berlusconi, ospita nelle sue fila anche Antonio Scalzo, eletto nel Pd e che, sempre in quota dem, è stato per un periodo presidente del Consiglio regionale, transitato di recente nei Moderati, vicini a Raffaele Fitto.

GLI SCONTENTI A SINISTRA

Novità anche dalle parti del candidato Pippo Callipo, che é riuscito a imporre le sue condizioni sulla formazione delle liste. Scende in campo con l’industriale del tonno anche l’ex sindaco di Isola Capo Rizzuto Carolina Girasole, in lista con il Pd, messa fuori gioco a suo tempo dallo scioglimento per infiltrazioni mafiose del Comune che amministrava ma assolta, di recente, dall’accusa di avere agevolato la cosca di ‘ndrangheta degli Arena. Punta alla conferma anche il presidente uscente del Consiglio regionale, Nicola Irto. In lizza anche Maria Saladino, già in corsa per la segreteria nazionale del Partito democratico. Non mancano, da una parte e dall’altra, i mugugni degli esclusi: dall’ex Pd Enzo Ciconte, dato in approdo nel centrodestra, che ha optato per il ritorno alla professione medica (é primario cardiologo) a Francesco D’Agostino, che ha espresso tutto il suo disappunto per il veto posto da Callipo sul suo conto.

AIELLO E TANSI «LIBERI DALLA CASTA»

Acque decisamente più tranquille per il candidato pentastellato Aiello, che sottolinea la «pulizia» delle proprie liste, e per il civico Tansi. Che dichiara: «Noi restiamo liberi dalla casta».

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Il sindaco di Cosenza Occhiuto si ritira dalla corsa alle Regionali in Calabria

L'annuncio è arrivato in un post su Facebook col quale il primo cittadino ha raccolto l'invito di Silvio Berlusconi. Via libera a Jole Santelli per il centrodestra.

Mario Occhiuto ritira la propria candidatura alla presidenza della Regione Calabria, accogliendo l’invito che gli era stato rivolto dal leader di Forza Italia Silvio Berlusconi. «Sono abituato a costruire, non a distruggere», ha scritto il sindaco di Cosenza in un post su Facebook.

IL CENTRODESTRA PUNTA SU SANTELLI

La coalizione di destra ha scelto ufficialmente Jole Santelli, forzista, come propria candidata. Occhiuto non era gradito alla Lega per le sue beghe giudiziarie, ma il sindaco sembrava voler proseguire nella propria corsa.

«NON HO CHIESTO INCARICHI IN CAMBIO»

«Non ho chiesto in cambio incarichi per me stesso e non rivestirò alcun ruolo nell’ente Regione», ha specificato Occhiuto, confermando di aver «proposto alla candidata a presidente Jole Santelli di recepire nel suo programma quelle idee su cui tanto avevamo puntato riguardo alla svolta ecologica e ai nuovi investimenti creativi e innovativi. E le ho chiesto di farsi parte attiva, una volta eletta, per l’accelerazione dei cantieri con opere in corso nella città di Cosenza e per l’avvio delle procedure per la realizzazione del nuovo ospedale sul sito da noi proposto».

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Il sindaco di Scalea arrestato per assenteismo dal lavoro

Secondo la procura di Paola, anziché lavorare all'Azienda sanitaria provinciale di Cosenza passava ore ed ore al bar. Sospesi altri tre dipendenti, accusati di complicità.

Più di 650 ore di assenze ingiustificate dal posto di lavoro all’Azienda sanitaria provinciale di Cosenza. Per questo motivo, con l’accusa di truffa aggravata, è stato arrestato Gennaro Licursi, sindaco di Scalea, rinomata località turistica affacciata sul Tirreno calabrese. Altri tre dipendenti della stessa Azienda sanitaria sono stati sospesi, perché ritenuti suoi complici.

L’operazione della Guardia di Finanza che ha portato all’arresto del primo cittadino, coordinata dal procuratore di Paola Pierpaolo Bruni, è stata ribattezzata “Ghost work”, lavoro fantasma. Le Fiamme Gialle hanno eseguito anche un sequestro di beni per un valore di 12 mila euro. Le indagini hanno portato alla luce quello che secondo gli inquirenti era «un radicato e consolidato meccanismo» illecito, che avrebbe permesso al sindaco di «assentarsi senza alcuna giustificazione dal luogo di lavoro».

Licursi, secondo l’accusa, una volta timbrato il cartellino «lasciava l’ufficio e si dedicava allo svolgimento di quotidiane attività di natura personale. Sovente attestava falsamente di essersi recato in missione per conto dell’ufficio, occupandosi anche in questo caso di questioni non attinenti al servizio». Mentre i tre colleghi accusati di complicità «attestavano che le missioni si erano svolte regolarmente».

Le riprese di telecamere nascoste, le analisi dei tabulati telefonici e un’accurata attività di pedinamento hanno permesso di ricostruire «la marcata disinvoltura con la quale gli indagati hanno agito», rendendo necessario il provvedimento cautelare. In molte circostanze il sindaco Licursi, anziché lavorare, avrebbe passato ore ed ore al bar.

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Pippo Callipo ha deciso di candidarsi alle Regionali in Calabria

L'imprenditore si candida alle Regionali del 26 gennaio 2020, sostenuto dal centrosinistra. «Ho scelto di accettare la sfida».

Ci sarà anche il re del tonno in scatola, Pippo Callipo, nella corsa alla carica di governatore della Calabria. L’imprenditore ha deciso di scendere in campo in vista della Regionali del 26 gennaio prossimo, con una coalizione di centrosinistra. «Esponenti della società civile, delle organizzazioni sindacali e datoriali mi chiedono un impegno diretto, forte e convinto per avviare un cambiamento reale, tangibile che sia in grado di mettere la nostra Regione al centro dell’agenda politica del Paese», ha scritto in una nota. «Ho scelto di accettare la sfida. Lancio un forte appello a partiti e movimenti civici: uniamoci e portiamo avanti questa battaglia di legalità, trasparenza e rinnovamento, facciamolo con coraggio senza badare a rendite di posizione e tatticismi. Io ci sono. Io Resto in Calabria».

«UNA STAGIONE DI RINNOVAMENTO»

Nella nota, Callipo spiega che «gli appelli che si stanno susseguendo nelle ultime ore, seppur provenienti da ambienti diversi, esprimono l’esigenza comune di aprire in Calabria una stagione politica di profondo rinnovamento». La scelta di Callipo è ponderata: «In queste settimane ho molto riflettuto sull’opportunità di un mio impegno politico diretto e sono giunto alla conclusione che non posso non fare questa battaglia, non posso non ascoltare la voce di una nuova generazione che vuole essere protagonista di una rivoluzione pacifica ma decisa e non più procrastinabile. Sempre più giovani calabresi chiedono di non lasciare, per mancanza di opportunità di lavoro e di prospettive di futuro, la terra dove sono nati e cresciuti. Ho deciso quindi di ascoltare il mio cuore, il mio profondo desiderio di aiutare la mia terra perché da sempre coltivo il sogno di vederla cambiare, evolversi e dare opportunità a tutti. Sento inoltre un dovere morale verso i tanti giovani che incontro quotidianamente e che mi chiedono di diventare garante delle loro aspettative».

UNA SFIDA COMPLESSA

Callipo ha poi parlato delle difficoltà che riguardano la sfida: «Sono consapevole che i problemi e le priorità da affrontare non mancano e sono molto complessi. Penso ad esempio alla sanità e alla necessità di uscire dal commissariamento, allo sviluppo socio-economico agognato da decenni, alle infrastrutture per attrarre investimenti e dunque creare occupazione».

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Il candidato del M5s alle Regionali in Calabria ha una villetta parzialmente abusiva

La casa si trova a Carlopoli, in provincia di Catanzaro. Prima il Tar e poi il Consiglio di Stato hanno condannato Aiello a demolire un piano.

La villetta di Francesco Aiello, docente all’Università di Cosenza e candidato del M5s per le Regionali in Calabria, è stata dichiarata parzialmente abusiva e in parte da abbattere.

Il quotidiano la Repubblica è stato il primo a dare la notizia. La villetta si trova a Carlopoli, in provincia di Catanzaro, ma prima il Tar e poi il Consiglio di Stato hanno condannato Aiello e suo fratello disponendo la demolizione di un piano.

La villetta, edificata negli Anni 80, sarebbe stata costruita violando la quota delle cubature previste. Nel corso della vicenda, durata un decennio, dopo vari esposti e sanatorie la casa è rimasta integra. Nonostante la decisione dei giudici sull’abbattimento del secondo piano, mai effettuato.

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Per Zingaretti la crisi del M5s accelera il ritorno del bipolarismo

Il segretario del Pd analizza così le difficoltà dei pentastellati dopo il voto su Rousseau per le regionali in Emilia-Romagna e Calabria. E apre alla riforma della legge elettorale con la Lega.

All’indomani del voto su Rousseau con cui la base del M5s ha deciso che il partito deve correre alle elezioni regionali in Emilia-Romagna e in Calabria, è arrivata l’analisi politica del segretario del Pd, Nicola Zingaretti.

Secondo il leader dei dem, i tempi sono maturi per un ritorno del bipolarismo. Zingaretti ha detto infatti che «il processo politico va verso una netta bipolarizzazione».

Ed è chiaro che nel futuro «il confronto e la competizione saranno sempre di più tra un campo democratico civico e progressista, di cui il Pd è il principale pilastro, e la nuova destra sovranista. Il travaglio, che rispettiamo, e le difficoltà del M5s hanno origine nell’accelerazione di questo scenario e accentuano una crisi di sistema che va rapidamente affrontata con gli strumenti della democrazia».

L’analisi si collega alla posizione del Pd sulla riforma della legge elettorale. I dem vorrebbero «evitare una legge puramente proporzionale», puntando piuttosto a introdurre meccanismi che «aiutino la semplificazione e la formazione di coalizioni di governo chiare e stabili, con un impianto maggioritario». Per questo «non va fatta cadere la proposta di Giancarlo Giorgetti», numero due della Lega, «di un tavolo di confronto su questi temi, da attivare nei tempi più rapidi».

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Chi è Francesco Aiello, candidato del M5s in Calabria

Dopo il via libera di Rousseau, il Movimento punta sul docente universitario e fondatore del portale di economia Open Calabria.

Il Movimento 5 stelle ha scelto il candidato da presentare alle Regionali in Calabria, dopo il via libera dato dalla piattaforma Rousseau nella giornata del 21 novembre. Si tratta del docente universitario Francesco Aiello, la cui candidatura dovrebbe essere ufficializzata a breve, ma è di fatto già stata anticipata dal M5s calabrese. Aiello, docente di Politica economica all’Università della Calabria e fondatore del portale di economia Open Calabria, si è preso qualche giorno per sciogliere la riserva sull’accettazione della proposta.

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Traffico europeo di beni archeologici: 123 persone indagate

La Procura di Crotone ha disposto 23 misure cautelari nell'ambito di un indagine per scavi non autorizzati. Secondo gli inquirenti c'era un sistema che permetteva di esportare beni trafugati in tutta Europa.

É in corso sul territorio nazionale e in alcuni Paesi esteri un’operazione dei carabinieri del Comando Tutela patrimonio culturale, diretta dalla Procura della Repubblica di Crotone, che stanno eseguendo 23 misure cautelari contro i presunti componenti di una holding criminale che gestiva un ingente traffico di beni archeologici. I reperti, provento di scavi clandestini in Calabria, venivano esportati illecitamente fuori dall’Italia.

123 PERSONE INDAGATE

Nelle carte dell’inchiesta della Procura ci sono complessivamente 123 indagati. Quattro delle persone coinvolte nell’inchiesta, secondo quanto riferito dai carabinieri, sono domiciliate all’estero. Le indagini, avviate nel 2017, hanno permesso di recuperare numerosi reperti archeologici, per un valore di alcuni milioni di euro. I particolari dell’operazione saranno resi noti nel corso di una conferenza stampa in programma stamattina, alle 10:30, nella sede del Comando provinciale carabinieri di Crotone, alla presenza del Procuratore Giuseppe Capoccia.

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Regionali in Calabria, caos candidati per Pd e M5s

A pochi giorni dalla scelta ufficiale, spunta un sondaggio commissionato dai dem che "affonda" Oliverio: l'86% non ha fiducia in lui. E l'imprenditore Callipo dice no ai pentastellati.

Quando mancano pochi giorni alla scelta del candidato ufficiale per le elezioni regionali in Calabria, spunta un sondaggio commissionato dal Pd sul gradimento di cui godrebbe (o per meglio dire, non godrebbe) il governatore uscente Mario Oliverio, espressione dello stesso Pd.

Alla domanda «negli ultimi cinque anni lei ritiene che la qualità della vita nel suo territorio sia migliorata o peggiorata?», il 64% dei calabresi ha risposto «peggiorata» e solo il 7% «migliorata». Ma la bomba riguarda Oliverio: l’86% del campione ha dichiarato infatti di non aver fiducia nel governatore uscente, a fronte di un 14% di favorevoli.

La rilevazione è stata fatta dall’istituto Swg, che ha preso in considerazione anche altri parametri. Da 1 a 10, gli intervistati hanno dato un voto di 3,9 alla promozione turistica della regione, e di 3,2 agli interventi per «favorire l’occupazione e la creazione di posti di lavoro». Elementi che, secondo i vertici del Pd, dovrebbero spingere Oliverio a farsi da parte. Ma il governatore uscente è determinato a ripresentarsi.

Nella rosa di nomi che il segretario Nicola Zingareti è chiamato a valutare, circolano diversi profili alternativi: dal catanzarese Giuseppe Gualtieri, il super-poliziotto che ha arrestato Bernardo Provenzano, al prefetto Arturo De Felice, ex capo della Dia e originario di Reggio Calabria. Tra le new entry anche il prorettore dell’Università della Calabria, Luigino Filice, e la direttrice generale di Confindustria, Marcella Panucci, nata a Vibo Valentia.

Come se non bastasse l’imprenditore Pippo Callipo, su cui puntava in particolare il M5s per una candidatura che avrebbe potuto essere sostenuta anche dai dem, ha deciso di non scendere in campo. Troppi i ritardi accumulati dai pentastellati, le indecisioni sulla linea da seguire e le alleanze da stringere. Un quadro troppo incentro, che ha spinto Callipo a fare un passo indietro.

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Allerta meteo da Nord a Sud: temporali in tutta Italia

Allarme rosso in Calabria, Basilicata e Sicilia. Rischio nubifragi e allagamenti a Roma, maree eccezionali previste a Venezia. Neve sull'arco alpino sopra i 1.200 metri. Il quadro del maltempo nella giornata del 12 novembre.

Una forte perturbazione sta portando temporali in tutta Italia, da Nord a Sud. Per la giornata del 12 novembre la Protezione civile ha diramato l’allerta rossa su gran parte della Calabria, sui settori costieri della Basilicata e sulla Sicilia orientale. Allerta arancione per la Puglia e per i restanti settori di Basilicata, Calabria e Sicilia. Gialla su Emilia-Romagna, Lazio, Umbria, Friuli-Venezia Giulia, Marche, Campania e settori di Lombardia, Veneto, Toscana e Sardegna.

LE PREVISIONI METEO PER LE REGIONI DEL NORD

Per l’Italia del Nord le previsioni meteo annunciano un 12 novembre ambivalente: nelle regioni occidentali (Liguria, Piemonte e Val d’Aosta) non sono previste piogge significative, anche se il cielo resterà grigio. Il grosso delle precipitazioni si abbatterà invece sulle regioni orientali (Veneto, Friuli-Venezia Giulia e Trentino-Alto Adige) e in parte sulla Lombardia. Piogge anche in Emilia-Romagna, ma in quantità ridotta. Prevista neve sull’arco alpino sopra i 1.200 metri. Nel corso della giornata la tendenza si confermerà, per poi attenuarsi a partire dalla tarda mattinata del 13 novembre. A Venezia sono possibili maree eccezionali: martedì mattina è previsto un picco di 140 centimetri, martedì sera di 145 centimetri, mercoledì mattina di 145 centimetri.

LE PREVISIONI METEO PER LE REGIONI DEL CENTRO

Il 12 novembre sarà molto nuvoloso anche sul Centro Italia. Le piogge potranno assumere carattere temporalesco su Sardegna, Umbria e regioni tirreniche. Per quanto riguarda in particolare la Sardegna, a causa di un ciclone sul Mediterraneo occidentale sono attesi pioggia, vento e mareggiate fino a sera. Nel Lazio le precipitazioni più intense colpiranno le province di Viterbo, Latina, Frosinone e Roma, con il rischio concreto di nubifragi e locali allagamenti. Anche sulla Capitale sussiste quindi la possibilità di violenti rovesci specie durante il pomeriggio di martedì, accompagnati da raffiche di vento in prevalenza dai quadranti meridionali.

LE PREVISIONI METEO PER LE REGIONI DEL SUD

L’ondata di maltempo colpirà soprattutto le regioni del Sud, con allerta rossa per Calabria, Basilicata e Sicilia orientale, dove sarà elevato il rischio di fenomeni alluvionali. Forti venti di scirocco accompagneranno piogge intense, in risalita dal Mar Mediterraneo verso la Sicilia, a partire dalla serata di lunedì 11 novembre, con mareggiate e onde alte fino a quattro metri su tutte le coste esposte. In sole sei ore potrebbero cadere fino a 80 millimetri d’acqua, ovvero 80 litri d’acqua su una superficie di un metro quadrato. Non sono da escludere anche grandinate e locali trombe d’aria soprattutto a Ragusa, Agrigento, Siracusa, Caltanissetta, Enna e Catania. Nella notte e nelle prime ore del 12 novembre lo spostamento del minimo depressionario dalla Tunisia al Mar Tirreno farà sì che le intense precipitazioni si concentreranno tra la Sicilia orientale e la Calabria ionica, dove potranno verificarsi alluvioni e allagamenti. Il maltempo sarà associato anche in questo caso a forti venti di scirocco, sia sul Mar Ionio, sia sulle vette appenniniche della Sila e dell’Aspromonte. La situazione andrà migliorando nel corso della mattinata di martedì.

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Il 26 gennaio possibile election day in Calabria e Emilia Romagna

Il presidente Mario Oliverio propone il 26 gennaio come data per il voto. Ma è rebus sulle candidature.

Calabria al voto per eleggere il nuovo presidente e rinnovare il Consiglio regionale in concomitanza con l’Emilia Romagna? É la data di domenica 26 gennaio quella che pare ormai delinearsi – sebbene in materia di candidature e schieramenti la situazione rimanga ancora piuttosto incerta – per le prossime regionali in Calabria. A rompere gli indugi è stato il presidente uscente della Regione, Mario Oliverio, sempre più determinato a riproporre la propria candidatura – malgrado i reiterati “niet” di Roma e del commissario regionale dem Stefano Graziano – contando sul sostegno di circoli, sindaci e amministratori del partito.

LE POLEMICHE SULLA DATA PER SFRUTTARE IL VANTAGGIO

«In questi giorni, tra domani e dopodomani – ha detto Oliverio parlando con i giornalisti a margine della conferenza programmatica della sua coalizione ribattezzata la “Leopolda calabrese” – chiederò un incontro ai presidenti di Corte d’Appello e mi determinerò. Presumo che proporrò la data del 26 gennaio perché ritengo che sia necessario dare il giusto tempo». Oliverio, tra un passaggio e l’altro ai tavoli tematici per la costruzione del programma di governo della coalizione, ha respinto con forza l’accusa di voler modulare la decisione sulla data del voto in base alle proprie convenienze. «Non sono per utilizzare il mio vantaggio – ha aggiunto – come se si trattasse di giocare una partita a scacchi. Qui stiamo parlando della Calabria. Non appartiene alla mia cultura il gioco tattico sulla pelle di un territorio». Se sulla data del ritorno alle urne, dunque, pare aprirsi uno squarcio, la confusione e l’incertezza continuano invece a farla da padrone per quanto riguarda tutto il resto. E non solo per il Pd e per il centrosinistra, ma anche per gli altri possibili schieramenti in campo.

IL VETO DELLA LEGA SUL SINDACO DI COSENZA E L’INCERTEZZA 5s

In ambasce, infatti, è anche il centrodestra, che ancora è alle prese con gli effetti del veto opposto alla candidatura a presidente del sindaco di Cosenza Mario Occhiuto, anche lui da tempo in campagna elettorale, da parte di Matteo Salvini e della Lega. In queste ore, si fanno strada, a questo proposito, altri possibili nomi e tra questi quello del sindaco di Catanzaro, Sergio Abramo. Niente di deciso, inoltre, nemmeno nel campo dei Cinquestelle, stretti tra la tentazione del disimpegno e il tramonto dell’ipotesi di quel patto con i democrat, sul modello dell’accordo di governo nazionale, le cui quotazioni sono precipitate dopo i risultati dell’Umbria. A giorni è previsto un nuovo vertice romano con Luigi Di Maio.

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Chiesto il processo per il governatore della Calabria Oliverio

Rinviati a giudizio anche il sindaco di Cosenza Occhiuto, l'ex consigliere regionale Nicola Adamo e di altre 17 persone.

La Procura di Catanzaro ha chiesto il rinvio a giudizio del presidente della Regione Calabria Mario Oliverio del Partito democratico, del sindaco di Cosenza Mario Occhiuto di Forza Italia, dell’ex consigliere regionale del Pd Nicola Adamo e di altre 17 persone tra politici, dirigenti regionali, tecnici e imprenditori. Le accuse, a vario titolo, sono associazione a delinquere, frode nelle pubbliche forniture, turbative d’asta, corruzione e traffico di influenze illecite in relazione ad alcuni appalti. L’udienza dal gup è fissata per il 13 dicembre. Secondo quanto riportato da Il Fatto Quotidiano al centro dell’indagine, ci sarebbero i bandi di gara per la costruzione del nuovo ospedale, della metropolitana di superficie e del Museo di Alarico, oltre al ripristino della tratta ferroviaria turistica della Sila. Dalle carte dell’inchiesta, che è stata battezzata Passpartout, emerge che in Calabria la cosa pubblica sarebbe stata gestita come un interesse privato.

INFLUENZAVANO L’AGGIUDICAZIONE DEGLI APPALTI

Dietro tutto, secondo gli inquirenti, ci sarebbe un’associazione a delinquere di cui avrebbero fatto parte Oliverio, come promotore; Adamo, come elemento di raccordo tra esponenti politici, amministratori pubblici e imprenditori privati; il dirigente della Regione Luigi Giuseppe Zinno, il direttore di Ferrovie Calabria Giuseppe Lo Feudo e gli imprenditori Pietro Ventura e Rocco Borgia. L’obiettivo, secondo la Procura, era quello di mantenere il controllo sulle procedure di aggiudicazione dei principali appalti per la realizzazione di opere pubbliche favorendo il coinvolgimento di imprese amiche e sponsorizzate dagli indagati.

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