Autostrade, salta la trattativa sul contratto: verso un nuovo sciopero

Il nodo resta la clausola sociale per l'occupazione in caso di una nuova concessione.

Nuova rottura nella trattativa tra concessionarie autostradali e sindacati per il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro del settore. Lo si è appreso da fonti sindacali, che hanno spiegato che il confronto, come era ripreso tra il 25 e il 26 settembre, si è interrotto a seguito «dell’atteggiamento gravemente irresponsabile» delle aziende sul nodo della clausola sociale di salvaguardia dell’occupazione in caso di nuova concessione. I sindacati sarebbero pronti a proclamare un nuovo sciopero, dopo i due di agosto.

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In Autostrade la gestione Castellucci è giunta al capolinea

Lo storico manager sotto processo nel Cda straordinario dopo la nuova bufera giudiziaria. O lascia o sarà costretto a farlo. Stessa sorte per il presidente Cerchiai e gli uomini che gli sono stati più vicini.

Il momento della resa dei conti per Giovanni Castellucci è arrivato. O lascia di sua spontanea volontà o sarà costretto a lasciare. E con lui anche il presidente Fabio Cerchiai e gli uomini che in questi anni gli sono stati più vicini, sia nella gestione interna che nella proiezione esterna e nelle relazioni istituzionali.

LO STORICO MANAGER A PROCESSO NEL CDA STRAORDINARIO

Il Cda straordinario di Aspi, che si tiene il 16 settembre, giorno in cui anche Edizione, la holding della famiglia di Ponzano, riunisce il suo board,è diventato con il trascorrere delle ore in casa Benetton – dove si confrontano opinioni diverse – l’occasione per gli azionisti di Autostrade e Atlantia per mettere sotto processo lo storico manager del gruppo.

NON BASTERANNO LE SOSPENSIONI GIÀ ANNUNCIATE

Dopo le ultime rivelazioni sui report di sicurezza prima del crollo del Ponte Morandi e i conseguenti provvedimenti della procura di Genova, non saranno sufficienti le già annunciate sospensioni di alcuni «pesci piccoli» per evitare che una nuova ondata di discredito sommerga il gruppo e in particolare la famiglia Benetton.

IL RUOLO DI CASTELLUCCI GIUDICATO NON PIÙ SOSTENIBILE

Per questo, secondo quanto risulta a Lettera43.it, gli esponenti di Edizione Holding porranno il problema dei problemi: il ruolo, giudicato non più sostenibile, di Castellucci. Che nei mesi scorsi si era sì dimesso da amministratore delegato di Aspi – peraltro lasciata nelle mani dei suoi collaboratori più fidati – ma ha mantenuto l’analoga posizione in Atlantia ed è comunque rimasto il dominus della più importante partecipata di Edizione. E non ha ritenuto di dover imboccare la porta d’uscita, non foss’altro per una sua maggiore tutela, sia sotto il profilo penale che di immagine.

BENEVOLENZA FINITA COL RITORNO NEL GRUPPO DI MION

Fin qui Castellucci ha goduto della copertura di alcuni componenti della famiglia, in continuità con la benevolenza mostratagli da Gilberto Benetton prima di morire, e ha approfittato delle divergenze sugli assetti proprietari di Edizione che sono sorti della scomparsa di due dei quattro fratelli fondatori, che hanno avuto un effetto distraente. Ma ora sembra che il ritorno nel gruppo di un manager tutto d’un pezzo come Gianni Mion abbia mutato il corso delle cose. E oggi si scriverà la parola fine.

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