Così il Parlamento europeo vuole garantire la trasparenza e la responsabilità delle piattaforme online


Approvati a Bruxelles tre testi - due relazioni di iniziativa legislativa e una risoluzione - che definiscono le priorità per il futuro digitale dell’Unione europea. Gli eurodeputati chiedono alla Commissione europea che il Digital Service Act - il pacchetto di misure per regolare il web, che dovrebbe arrivare entro fine anno - garantisca più sicurezza ai cittadini e regole più severe per le piattaforme. L’Eurocamera punta il dito contro le pratiche di pubblicità che si basano sulla profilazione mirata degli utenti e vuole costruire un internet in cui gli utenti siano meno dipendenti dagli algoritmi.
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Discorso sullo Stato dell’Unione, a Bruxelles il Parlamento si confronta sulle priorità dell’Europa


Nei giorni scorsi durante la prima seduta plenaria del Parlamento europeo dopo la pausa estiva, la presidente della Commissione Ursula Von der Leyen ha pronunciato il suo primo discorso sullo stato dell’Unione. Dalle sue analisi e proposte è seguito il dibattito tra gli eurodeputati, che hanno il compito di vigilare sull’operato della Commissione. Ecco cosa è successo e perché il discorso sullo stato dell’Unione è importante.
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Il Parlamento Europeo: le scelte importanti passano da qui


Non a caso è nell'emiciclo di Bruxelles che Merkel ha inaugurato il semestre di Presidenza tedesco del Consiglio, ed è sempre in quest’aula che la Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha presentato Next Generation EU, la risposta complessiva dell’Unione alla pandemia di Covid-19. A cosa serve il Parlamento europeo e perché è così importante? Scopriamolo assieme.
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L’Ue benedice le misure del governo italiano per contenere il coronavirus

La commissaria alla Salute Kyriakides ha detto che i provvedimenti «vanno eseguiti alla lettera». Mentre Lenarcic ha parlato di «misure eccezionali» in «momenti eccezionali». Intanto anche il Parlamento europeo sta seguendo i protocolli sanitari anti Covid-19.

Le nuove misure introdotte dal decreto del presidente del Consiglio dei ministri del 9 marzo per contenere l’epidemia di coronavirus in Italia hanno avuto l’ok della Commissione Ue, che ha ribadito la loro importanza in un momento così difficile. «I provvedimenti toccano i nostri cittadini e la loro vita quotidiana», ha detto la commissaria alla Salute Stella Kyriakides, «e le decisioni prese dai governi non devono essere prese alla leggera ma vanno seguite alla lettera. I prossimi giorni e mesi saranno cruciali», ha sottolineato Kyriakides, «e gli Stati membri devono concentrarsi sugli sforzi per contenere fortemente il virus soprattutto dove ci sono pochi casi».

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LENARCIC: «IN TEMPI ECCEZIONALI, MISURE ECCEZIONALI»

Sul contenimento dell’epidemia è intervenuto anche il commissario Ue per la gestione delle crisi Janez Lenarcic che ha parlato anche del possibile sforamento del deficit del nostro Paese. «Il patto di stabilità e crescita prevede flessibilità per far fronte a eventi insoliti come questo e la nostra lettera rivolta all’Italia è molto chiara su questo punto», ha detto Lenarcic, «sappiamo benissimo che momenti eccezionali richiedono misure eccezionali e siamo in un momento di questo tipo e siamo impegnati con gli Stati membri a utilizzare tutti gli strumenti politici adeguati per salvaguardare la situazione rispetto ai rischi negativi che si possono materializzare».

ANCHE IL PARLAMENTO UE RISPETTA LE MISURE SANITARIE

Intanto gli eurodeputati, riuniti nel corso della plenaria a Bruxelles, stanno rispettando le misure sanitarie per contenere il Covid-19, distanziandosi gli uni dagli altri, lasciando almeno un posto libero tra loro. L’invito è arrivato dal presidente del Parlamento Ue David Sassoli, che il 10 marzo, in via precauzionale, ha deciso di auto isolarsi nella sua casa nella capitale belga.

SASSOLI: «NESSUN VIRUS PUÒ BLOCCARE LA DEMOCRAZIA»

«Ho deciso, essendo stato in Italia nell’ultimo fine settimana, ed esclusivamente per precauzione», ha spiegato Sassoli, «di seguire le misure indicate e di esercitare la mia funzione di presidente dal mio domicilio di Bruxelles nel rispetto dei 14 giorni indicati dal protocollo sanitario. Il Covid-19», prosegue Sassoli, «obbliga tutti alla responsabilità e ad essere prudenti. È un momento delicato per tutti. Il Parlamento continua a lavorare utilizzando altre modalità, nell’esercizio dei suoi doveri. Nessun virus può bloccare la democrazia».

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Greta Thunberg boccia la legge Ue sul clima: «È una resa»

L'attivista svedese ha attaccato la nuova misura che punta a raggiungere emissioni zero nel 2050: «Rinunciate agli accordi di Parigi, alle vostre promesse e alla possibilità di fare tutto il possibile per dare un futuro sicuro per i vostri figli».

L’Ue ha ammesso «la resa». Parola dell’attivista svedese Greta Thunberg, ospite speciale della Commissione europea nel giorno in cui è in programma la presentazione della nuova legge sul clima. L’ideatrice dei “Fridays for future” ha criticato la nuova norma, in quanto in parziale contrasto con gli accordi di Parigi siglati nel 2015, che prevedevano di «limitare il riscaldamento globale al di sotto dei 2 gradi centigradi entro il 2020 e di portare avanti sforzi per contenere l’aumento a 1,5 gradi».

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GRETA THUNBERG: «AVETE RINUNCIATO AGLI ACCORDI DI PARIGI»

«Se la tua casa brucia, non aspetti qualche altro anno prima» di spegnere l’incendio, ha detto l’attivista nel suo intervento di fronte al Parlamento europeo, mentre è proprio «questo quello che la Commissione sta proponendo oggi. Nel momento in cui l’Ue presenta questa legge sul clima, con le emissioni zero entro 2050, indirettamente ammettete la resa: rinunciate agli accordi di Parigi, alle vostre promesse e alla possibilità di fare tutto il possibile per dare un futuro sicuro per i vostri figli».

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GRETA THUNBERG: «L’UE HA L’OBBLIGO MORALE DI ESSERE LEADER SUL CLIMA»

Ma al centro dell’attacca non c’è solo la nuova legge sul clima. Sull’ambiente «l’Unione europea deve essere capofila: avete l’obbligo morale di farlo, oltre all’opportunità» di essere «il vero leader sul clima», ha spiegato Greta Thunberg. «La natura non scende a patti. Non potete fare compromessi con la fisica. Noi non vi consentiremo di rinunciare al vostro futuro».

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Europarlamento contro Consiglio: «La proposta sul bilancio fa fallire l’Europa»

Gli eurodeputati contro la bozza della presidenza finlandese che programma solo 1,07% del reddito per le politiche Ue. Il ministro per gli Affari europei Amendola: l'Italia è «assolutamente contraria».

Emmanuel Macron ne aveva fatto la sua scommessa. Con il ministro dell’Economia dell’Eurozona bocciato dalla Germania, con un vero fondo salva Stati sotto controllo del governo, almeno l’obiettivo di un vero bilancio europeo doveva essere centrato. E invece, quello che è maturato sotto la presidenza socialista finlandese è un compromesso che, complice la Brexit, definire al ribasso è poco. Il parlamento europeo non a caso lo ha bocciato sonoramente.

«CON QUESTE RISORSE PROGRAMMA IMPOSSIBILE»

La posizione della squadra di eurodeputati che dovrà negoziare il dossier con il Consiglio e la Commissione Ue è chiara: «La proposta della presidenza di turno finlandese per il bilancio Ue 2021-2027, inviata il 2 dicembre alle rappresentanze dei Paesi membri, «condanna l’Unione europea al fallimento» perché sarà «impossibile mettere in pratica» il programma della Commissione europea guidata da Ursula von der Leyen.

TROPPO POCO PER INVESTIMENTI, CLIMA, SICUREZZA E GIOVANI

Helsinki ha messo sul tavolo un bilancio per il prossimo settennato di programmazione pari all’1,07% del reddito nazionale lordo europeo. La Commissione ha proposto l’1,11%, mentre l’Eurocamera vorrebbe l’1,3%. Oggi, il bilancio 2014-2020 vale l’1,16% del Rnl Ue a 27 (Regno unito escluso). «La proposta della presidenza finlandese è molto al di sotto delle aspettative del Parlamento per quanto riguarda il rispetto degli impegni dell’Ue sugli investimenti, i giovani, il clima e la sicurezza», ha dichiarato in una nota il presidente della commissione bilanci del Pe, Johan Van Overtveldt. Il Pe critica anche il fatto che il documento faccia una «menzione molto limitata della riforma del sistema delle risorse proprie» del nuovo bilancio.

ITALIA «ASSOLUTAMENTE CONTRARIA»

Il ministro per gli affari europei Vincenzo Amendola in un incontro con le imprese appartenenti al Gii, Gruppo di iniziativa italiana, ha detto che l’Italia è «assolutamente contraria» alla proposta di bilancio per il periodo 2021-2027 presentata dalla presidenza di turno finlandese dell’Ue. Amendola ha criticato in particolare i tagli prospettati per la politica di coesione osservando che quest’ultima, insieme alla politica agricola (che invece registrerebbe un aumento delle risorse), vengono comunque trattate come “vecchi arnesi”, senza comprendere che possono essere il motore del New Green Deal. «Rifiutiamo questa logica e chiediamo di lavorare molto di più sulle nuove risorse», ha osservato il ministro che era accompagnato dal rappresentante permanente dell’Italia presso l’Ue, ambasciatore Maurizio Massari. «Non credo che la proposta della Finlandia raggiungerà alcun risultato».

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Lagarde conferma la linea Draghi: «La politica Bce resta espansiva»

La linea Draghi per ora non si tocca, anche perché le decisioni prese nelle ultime fasi della presidenza italiana all’Eurotower..

La linea Draghi per ora non si tocca, anche perché le decisioni prese nelle ultime fasi della presidenza italiana all’Eurotower hanno blindato le politiche dei prossimi mesi. «La Bce rimane risoluta nel perseguire il proprio mandato» e la posizione di politica monetaria accomodante, un pilastro della domanda interna durante la ripresa, «rimane al suo posto», ha detto la presidente della Bce, Christine Lagarde, durante un’audizione all’Europarlamento. a crescita dell’Eurozona rimane debole, con il Pil in crescita solo dello 0,2% su base trimestrale nel terzo trimestre 2019. Questa debolezza è stata dovuta principalmente a fattori globali», ha detto Lagarde, durante un’audizione all’Europarlamento. «Le prospettive dell’economia mondiale rimangono fiacche e incerte. Questo riduce la domanda di beni prodotti nell’Eurozona e influisce anche sul clima delle imprese e gli investimenti».

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La commissione Von der Leyen alla prova del voto del parlamento europeo

Con la preferenza palese, la maggioranza Ppe, socalisti e liberali dovrebbe reggere. Il M5s ha comunque deciso di votare a favore, mentre i Verdi hanno parlato di un'astensione ragionata e qualche voto potrebbe arrivare dalle fila dei conservatori, in particolare del Pis, All'opposizione l'estrema destra, con Fdi e Lega, e la sinistra europea.

Il giorno è infine arrivato: dopo tre aspiranti commissari bocciati – della Francia, dell’Ungheria e della Romania – dopo sostituzioni in corsa, polemiche e franchi tiratori – la nuova squadra della Commissione europea – senza il commissario britannico per via della Brexit – è pronta per cercare la conferma del parlamento europeo.

La neopresidente della Commissione europea Urusula von der Leyen e il presidente uscente Jean Claude Juncker, Bruxelles, 4 luglio 2019. (Thierry Monasse/Getty Images)

M5s e PIS CON LA MAGGIORANZA PPE, SOCIALISTI E LIBERALI

La sua presidente Ursula von der Leyen ha ottenuto il mandato con appena nove voti sopra la maggioranza: fondamentali dunque erano stati i voti del Movimento Cinquestelle che hanno definitivamente diviso le strade di grillini e leghisti, a Bruxelles ma anche a Roma. Per il voto sulla commissione, palese, la maggioranza Ppe, socalisti e liberali dovrebbe reggere. Il M5s ha comunque deciso di votare a favore, mentre i Verdi hanno parlato di un’astensione ragionata e qualche voto potrebbe arrivare dalle fila dei conservatori, in particolare del Pis, il partito di governo polacco. All’opposizione l’estrema destra, con Fdi e Lega, e la sinistra europea.

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Il commissario dell’Ungheria rimandato dall’europarlamento

Várhelyi, designato per l'Allargamento, non ha superato l'audizione a Bruxelles. Bocciato da socialisti, liberali, Verdi e sinistra. Altro introppo sulla strada dell'insediemento di Von der Leyen.

Rimandato. Il commissario designato dall’Ungheria per l’Allargamento, Olivér Várhelyi, non ha superato l’esame nell’audizione del 14 novembre al parlamento europeo. È mancata la maggioranza a favore dell’esponente del Partito popolare europeo (Ppe) nella riunione dei coordinatori della commissione. Al commissario designato devono essere posti ulteriori quesiti.

Sono stati socialisti, liberali, Verdi e Gue (Sinistra unitaria europea) ad aver determinato la bocciatura di Várhelyi. Al parlamento europeo sono in programma nella stessa giornata le audizioni di tre commissari designati da Ungheria, Francia e Romania. Oltre a Várhelyi tocca al francese Thierry Breton per il mercato Interno e poi alla romena Adina Valean con il portafoglio ai Trasporti.

Se i tre commissari fossero stati “promossi” alle audizioni, la plenaria di Strasburgo il 27 novembre si sarebbe espressa con un voto sulla Commissione in toto in modo che Ursula von der Leyen potesse insediarsi a Palazzo Berlaymont a inizio dicembre. Ma sull’ungherese è subito arrivato un intoppo.

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La Cina al parlamento Ue: «Premio Sakharov a Tohti è sostegno a terrorista»

«Speriamo che l'Europa rispetti gli affari interni e la sovranità giudiziaria della Cina evitando di celebrare un terrorista».

La Cina critica pesantemente il Parlamento europeo per aver conferito il premio Sakharov 2019 dei diritti umani a Ilham Tohti in quanto «non dovrebbe sostenere un terrorista», è il commento del portavoce del ministero degli Esteri Hua Chunying, secondo cui l’intellettuale uiguro, che sconta il carcere a vita, «è un criminale condannato dai tribunali cinesi. Spero che l’Europa rispetti gli affari interni e la sovranità giudiziaria della Cina evitando di celebrare un terrorista».

ACCUSATO DA PECHINO DI FOMENTARE IL SEPARATISMO

Professore moderato e laico, Tohti è condannato all’ergastolo dalle autorità di Pechino per la sua lotta a difesa dei diritti della minoranza musulmana che abita nella regione nordoccidentale dello Xinjiang. Dall’inizio degli anni Duemila, si è distinto per le sue pubblicazioni alquanto critiche rispetto all’ortodossia cinese, in particolare sul bilinguismo e sui temi economici. Le numerose interviste concesse ai quotidiani internazionali non sono per nulla piaciute alle autorità che lo hanno accusato di volere internazionalizzare la questione uigura, nei confronti della quale la Cina usa il pugno di ferro. Prese di posizione che gli sono valse nel 2014 la condanna alla prigione a vita con l’accusa di fomentare il “separatismo“, sebbene lui abbia negato di essere una separatista, stando alla Bbc on line.

SASSOLI: «CHIEDIAMO L’IMMEDIATO RILASCIO»

La sentenza all’ergastolo ha suscitato sdegno da parte delle organizzazioni a difesa dei diritti umani e di numerose cancellerie occidentali, oltre che dalle Nazioni Unite. Nel conferirgli l’onorificenza a sostegno del suo lavoro, il presidente del Parlamento europeo David Sassoli ne ha chiesto «l’immediato rilascio» oltre che «il rispetto dei diritti delle minoranze in Cina», riscuotendo un applauso della plenaria riunita a Strasburgo. Sassoli ha poi parlato di ‘processo farsa’ ricordando che Tohti ha «dedicato la sua vita a difendere i diritti della minoranza uigura in Cina» e che «nonostante sia stato una voce di moderazione e riconciliazione, è stato condannato all’ergastolo». Pechino sta attuando da anni una vera e propria repressione nei confronti degli uiguri. La cerimonia di consegna del premio si terrà al Parlamento Ue il 18 dicembre.

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