Arpinge si posiziona al quarto posto in Italia nel settore dei parcheggi

La società ha appena acquisito 3.300 posti auto nel centro delle città di Bologna, Torino e Verona, per un totale di 7.000 posti auto in cinque diverse città. Un settore, spiega l'ad Merola, dalle grandi potenzialità.

Parcheggiati fuori dal podio. Arpinge, la società che investe in infrastrutture il patrimonio di 220 mila architetti, ingegneri, geometri e periti industriali, ha appena concluso un’acquisizione che la posiziona al quarto posto in Italia nel settore dei parcheggi, la prima battente bandiera italiana. L’operazione consiste nell’acquisto di 3.300 posti auto nel centro delle città di Bologna, Torino e Verona, per un totale di 7.000 posti auto in cinque diverse città.

PREVISTO UN GIRO D’AFFARI DI 10 MILIONI L’ANNO

La società guidata da Federico Merola e di proprietà di alcune casse di previdenza, diventa così quarta nel ranking del settore, preceduta però da tre operatori non italiani: la spagnola Saba Parcheggi, con 21 mila posti auto a rotazione, l’austriaca Best in parking con 12.500 e la belga Interparking con 10 mila. Sembrerà solo una questione di “posto”, ma con i centri città sempre più pedonalizzati, i ricorrenti blocchi alle auto, l’incremento del car sharing, dell’affitto di biciclette e monopattini, la gestione e l’organizzazione di questi parcheggi di scambio è un settore dalle ampie potenzialità. Arpinge ha affidato la gestione dei 3.300 posti appena acquistati da Fondaco Sgr spa e Gwm Asset Management Ltd all’operatore internazionale specializzato Apcoa e insieme a quelli già in concessione a Parma e all’ospedale di Potenza prevede un giro di affari di 10 milioni l’anno, con 3 tre milioni di veicoli che transitano, arrivano, si fermano per un po’. E poi ripartono.

UNA IDEALE COLLABORAZIONE TRA PA E INVESTITORI ISTITUZIONALI

«Con questa operazione Arpinge amplia significativamente il proprio portafoglio nel settore parcheggi per cogliere le opportunità derivanti dalla profonda innovazione tecnologica e dalla transizione energetica che caratterizzano il comparto», spiega l’amministratore delegato Federico Merola, che sottolinea quanto queste infrastrutture Esg (Environmental, social and governance) rappresentino ormai «circa 50% del totale del portafoglio, accanto agli impeghi in efficienza energetica e rinnovabili». Per il braccio operativo delle casse di previdenza dei geometri, di architetti e ingegneri e dei periti industriali, questa è una operazione privilegiata: «Una ideale collaborazione tra pubblica amministrazione e investitori istituzionali, caratterizzati da principi di responsabilità nella attività di investimento e gestione di opere che servono il pubblico interesse», dice Merola. Consapevole che da una parte c’è una macchina pubblica spesso paralizzata, dall’altra un’economia esangue assetata di investimenti scomparsi, mentre alla finestra c’è il risparmio accumulato dagli italiani, proporzionalmente il più alto dell’Occidente, pronto a muoversi. Bisogna trovare la giusta connessione.

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