Aliberti a Celano: Azzerrare classe dirigente provinciale

di Mario Rinaldi

I recenti risultati delle amministrative in provincia di Salerno hanno portato degli strascichi, soprattutto nel centrodestra. Voci di corridoio raccontavano di un addio da presidente provinciale di Forza Italia del sindaco di Scafati Pasquale Aliberti. Il quale ha voluto tranquillizzare tutti, facendo anche una attenta analisi del voto, senza rinunciare però a dure accuse rivolte soprattutto a coloro che avrebbero dovuto organizzare meglio questa campagna elettorale delle amministrative. Si vocifera di un suo addio da presidente provinciale di Forza Italia. Quanto c’è di vero? “L’unico presidente che ho conosciuto all’interno di Forza Italia si chiamava Silvio Berlusconi. Non ho mai occupato nessun ruolo di responsabilità all’interno del partito per cui tutti i successi ottenuti in questi due anni dal coordinamento provinciale sono merito di altri, non certamente mio”. Una sua analisi sul voto in provincia di Salerno. “Bisogna aspettare il dato dei ballottaggi, perché siamo in corsa a Cava de’ Tirreni. Il dato di Forza Italia soffre il radicamento della classe dirigente che è inesistente in tante realtà. C’è bisogno di lavorare molto cosa che era già nota alle ultime elezioni provinciali. Basta guardare il numero dei sindaci e degli amministratori che abbiamo nei 158 comuni della provincia di Salerno. Liste deboli con una classe dirigente tutta da ricostruire”. È soddisfatto del risultato ottenuto dal centrodestra a Salerno. Purtroppo Marenghi non è riuscito ad evitare il ritiro di De Luca. “Il 15% di tutto il centrodestra a Salerno non può regalare soddisfazione soprattutto perché De Luca non ha sfondato. Emerge un dato: la scelta dei candidati a Sindaco è determinante e non si possono inventare all’ultima ora, come accaduto anche alle ultime regionali. Vanno costruiti partendo da lontano con uomini che mostrano passione, radicamento e coerenza”. Secondo lei cosa serve per cambiare marcia nella città di Salerno? “Azzerare tutto, ripartire dai due consiglieri comunali eletti perché, anche con la presenza di un consigliere regionale che era anche coordinatore provinciale del partito mi aspettavo altre percentuali. Non si può sperare sempre che il coordinatore regionale del partito metta la pezza sulle falle che dimostriamo di avere in tante realtà”. Il centrodestra si prepara alle Politiche del prossimo anno. Aliberti ci sta pensando a una candidatura? “Aliberti è fuori da ogni candidatura, soprattutto all’interno di Forza Italia che ha la capacità di tirare fuori classe dirigente, persone disponibili a metterci la faccia, soprattutto quando non c’è nulla da perdere, perché si gioca in liste bloccate. Io preferisco fare il portatore d’acqua se ne avrò ancora la forza da qui al 2027”. Non le ha mandate certo a dire il primo cittadino di Scafati, il quale ha mostrato tutta la sua delusione per i risultati elettorali del centrodestra a Salerno e in Provincia. Critico anche sulla scelta del candidato che, nelle intenzioni, avrebbe dovuto rappresentare l’argine al ritorno al potere di Vincenzo De Luca, ma che secondo lui non è stato messo nelle condizioni di competere realmente. Aliberti punta il dito non solo sulla figura individuata, ritenuta poco incisiva per una sfida così complessa, ma anche su quanti avrebbero dovuto sostenerla con maggiore convinzione, contribuendo a costruire un risultato più solido e credibile. Ne emerge il ritratto di un Aliberti combattivo, determinato a rivendicare le proprie ragioni, ma al tempo stesso profondamente deluso da una macchina politica che, a suo giudizio, non ha funzionato come avrebbe dovuto.

L'articolo Aliberti a Celano: Azzerrare classe dirigente provinciale proviene da Le Cronache.