Caro direttore,
ti chiedo di occupare un (altro) po’ di spazio, presto capirai perché.
Grazie a una video-intervista al sindaco Conte rilasciata a quella coppia di simpatici mattacchioni di Radio Eboli 1, Cosimo Fresolone e Luciano Bruno, ho appreso che la procura di Salerno ha aperto il procedimento penale n.94/2026 Mod. 21 (il dettaglio l’ho attinto io, non l’ha detto Conte). Dunque, una indagine con soggetti identificati iscritti nel pertinente registro, routine un po’ per tutti. Tale procedimento, che – va senza dire – allo stato non implica alcunché se non la fornitura di un dato di cronaca a chi di mestiere la racconta e al relativo pubblico che ne usufruisce (nel nostro caso, 5 lettori) ha una precisa traiettoria, almeno sin qui: 1) “Acquisire atti relativi alla posizione dell’avv. Federico Conte in merito all’indicazione formale circa l’eventuale presentazione, da parte dell’avv. Federico Conte, di candidature a cariche elettive”; 2) “Copia degli atti e delle dichiarazioni di accettazione di candidatura, con indicazione della data di deposito e della lista o coalizione di appartenenza”; 3) “Copia di eventuali atti, comunicazioni o documentazione elettorale depositati dall’avv. Federico Conte presso l’Ufficio elettorale”; 4) “Indicazione di eventuali ulteriori adempimenti elettorali svolti dall’interessato presso codesto ufficio se registrati”. Tutto testuale. Si apprende, inoltre, che l’Ag sta indagando su altro, in sintesi sull’«andirivieni» in Comune nei 25 mesi che vanno dal 1 gennaio 2024 al 28 febbraio 2026: chi è uscito, chi è entrato, dove sono state annotati questi movimenti, chi tiene i registri, chi è autorizzato, chi no e così via. Ne abbiamo scritto un paio di volte, altra routine.
Tutto avrei immaginato, caro direttore, tranne che l’apparato investigativo stia compiendo questo sforzo per raccogliere indizi e/o prove nei confronti miei e tuoi per una presunta diffamazione a mezzo stampa: cioè, il pm vuole sapere quelle cose sull’avvocato Federico Conte (cugino del sindaco Mario) e quelle altre su 25 mesi di traffico umano nel Palazzo, perché – a detta del sindaco – “sono le stesse indagini partite da una mia denuncia nei confronti del giornalista”. In poco meno di 30 anni di mestiere, durante i quali abbiamo visto, patito e/o agito cose turche nei tribunali di tutt’Italia, mai mi era capitato che le indagini di Pg nell’ambito di un procedimento per diffamazione aggravata a mezzo stampa (art.595, c.3 cp), avessero quel raggio d’azione delegato alla Pg dal pm. In pratica, per sapere se io e te abbiamo diffamato il primo cittadino di Eboli, è necessario sapere chi sia entrato e uscito dal Comune o cosa abbia fatto il cugino Federico nello stesso Palazzo in occasioni elettorali. Ora, proprio in virtù dei citati 30 anni di carte giudiziarie o d’altra natura, si fanno sempre più rari stupore e meraviglia ma questo, converrai, è uno di quei momenti, una “perla” a suo modo, chissà, domani addirittura un caso da studio. So che stenti a credermi, caro amico direttore, io stesso barcollo ma le righe che stai per leggere faranno giustizia di tanta bizzarria. Ecco lo sbobinato del passaggio dell’intervista alla radio, al punto 1 ora e 36 secondi in avanti: “(…) Voglio dire al giornalista che ancora oggi o ieri ha fatto un altro articolo, che le indagini sono contro di lui e non contro di me o contro qualcuno che mi appartiene. Quelle indagini cui lui fa riferimento, anche nel secondo articolo, sono quelle partite da una mia querela nei suoi confronti. Quindi, dovrebbe pensare alle sue indagini e non alle nostre, perché non ce ne sono indagini, questo è il problema..ora, è chiaro, che questa è lotta politica, lotta politica con mezzi scorretti però…”. Lasciamo perdere l’evidente squilibrio logico e argomentativo del testo e del sotto-testo riferiti alla “lotta politica”, ai “mezzi scorretti”, alla “demolizione della mia figura”, a occuparsi delle proprie indagini invece che di quelle altrui, ha detto tante altre cose, un paio perfino condivisibili, chi vuole ascolti il resto. Il sindaco Conte dice il vero quando afferma di averci querelati, ma si tratta di uno o due articoli risalenti a qualche anno fa, dove pure si parlava di graduatorie e concorsi che giudicammo meritevoli di interesse pubblico. E’ un suo diritto, nessuno si scandalizza o qualifica la cosa come “lotta politica” o stupidaggini del genere. Se ci sarà, vedremo nel processo. Ma stiamo sul pezzo, è proprio il caso di dire, concentriamoci sulla vera notizia emersa dall’intervista: e cioè che il sindaco di una città di 40mila abitanti, avvocato, iscritto al Pd, socialista, cresciuto a pane e politica, già incaricato istituzionale di peso, non proprio estraneo a molte scelte politiche e amministrative in passato, ha detto in un’intervista che non esistono indagini né su di lui né su chi “gli appartiene” e che quella cui fa riferimento il giornalista, cioè lo scrivente, nasce dall’attività investigativa derivante dalla querela sporta contro Le Cronache. Dunque: per capire se nel 2024 o giù di lì questo giornale abbia diffamato il sindaco di Eboli per un pezzo su concorsi e graduatorie pubbliche che, ti confesso, ora neppure ricordo quali fossero, la procura vuole sapere tutte quelle cose sull’ex deputato Conte e sulle migrazioni di gente e personale in entrata e in uscita dal Comune sopra descritte. Se ne deduce che gli atti giudiziari notificati al Comune, partoriti nel marzo 2026, e che il sindaco non può non aver visto, riguardano te e me per un articolo di due, forse tre anni fa, peraltro riguardante altro, quale potrebbe mai essere il punto di contatto? Ma il sindaco sembrava sicuro alla radio quando escludeva l’esistenza di indagini, sia che interessino il Comune sia qualcuno a lui vicino. Se, invece, ne fosse ignaro, allora il discorso si complicherebbe.
Peppe Rinaldi
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