Inflazione, lettera di Meloni all’Ue: «Serve più flessibilità»

L’Italia chiede maggiore flessibilità all’Ue in materia di spese per l’energia, viste le ripercussioni dei conflitti in corso sull’inflazione, che a settembre è balzata a +4,2 per cento. La premier Giorgia Meloni ha scritto una lettera alla presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen puntando il tasto sulla rigidità delle regole di bilancio Ue, in un contesto caratterizzato dalla necessità di sostenere famiglie e imprese contro il caro prezzi, chiedendo di discutere una possibile revisione già all’Ecofin in programma la prossima settimana.

La richiesta della premier e la risposta di Bruxelles

«I percorsi concordati di spesa nell’ambito del quadro fiscale europeo lasciano un margine limitato per alleviare l’impatto su famiglie e imprese senza ricorrere a misure di contenimento in un momento di significativi rischi al ribasso per l’economia», ha scritto Meloni nella missiva. «Dovremmo comunque cercare modi per utilizzare almeno una parte delle entrate extra per attenuare l’aumento dei costi energetici in modo temporaneo e mirato». La premier si è detta consapevole «del rischio che comporta la modifica delle norme di bilancio», volte «al raggiungimento di un obiettivo che tutti condividiamo, la sostenibilità del debito», ma ritiene anche che il quadro di bilancio «lasci alla Commissione europea il margine necessario per tenere conto dei fattori rilevanti» esposti nella sua lettera. Secca la replica di Bruxelles: «Abbiamo già concesso maggiore flessibilità agli Stati membri».